Scontrini ed estratti conto per detrarre alcune spese in dichiarazione dei redditi
Economia, News
28 Febbraio 2020

Scontrini ed estratti conto per detrarre alcune spese in dichiarazione dei redditi

Pagare in contanti o con sistemi tracciabili come carta di credito o bancomat? Da quest’anno la modalità di pagamento diventa fondamentale ai fini della possibilità di detrarre in dichiarazione dei redditi determinate spese. La novità è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2020, approvata il 27 dicembre scorso, e obbliga i contribuenti a pagare con sistemi tracciabili, cioè con carta di credito, carta bancomat, assegno, bonifico o bollettino postale, per poter beneficiare, al momento della denuncia dei redditi, della detrazione fiscale del 19%.

Abbiamo quindi chiesto a Gilberta Camorani, presidente dell’Osservatorio pro- fessionale imolese (Opi) che riunisce una sessantina di commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro operanti nel circondario, di entrare nel merito, fornendoci anche qualche esempio pratico. «Innanzitutto – chiarisce subito – la novità non si applica alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali, dispositivi medici e prestazioni sanitarie, rese dalle strutture pubbliche o dalle strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale. In questi casi si potrà continuare a pagare in contanti anche ai fini della detrazione e non cambia nulla rispetto a prima. L’obbligo di tracciabilità riguarda invece le prestazioni rese da medici o professionisti privati, non accreditati al Servizio sanitario nazionale e gli altri oneri detraibili previsti dall’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir): spese per l’istruzione, spese sportive per i figli minorenni, spese veterinarie o l’abbonamento ai trasporti pubblici. Questi sono solo alcuni esempi, in realtà l’elenco è lungo. Se in passato ai fini della detrazione era sufficiente lo scontrino o la ricevuta, ora è necessario che il contribuente fornisca prova del pagamento, presentando anche la ricevuta del Pos oppure l’estratto conto bancario o la fotocopia dell’assegno». (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 27 febbraio.

Nella foto: Gilberta Camorani, presidente dell’Osservatorio professionale imolese (Opi)

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