Cronaca

Coronavirus, i servizi per gli alunni disabili tra didattica a distanza e interventi a domicilio

Coronavirus, i servizi per gli alunni disabili tra didattica a distanza e interventi a domicilio

Il sostegno scolastico per i bambini e i ragazzi con disabilità si riorganizza a fronte dell’emergenza Coronavirus. A Imola nell’anno scolastico 2019-2020, per ora interrotto fino a venerdì 3 aprile, sono 355 i bambini e i ragazzi con disabilità che frequentano le scuole di ogni ordine e grado, di cui 266 a carico del servizio Diritto allo Studio del Comune, cui se ne aggiungono altri 17 che frequentano scuole in altri comuni, ma sono a carico del Servizio del Comune di residenza. Gli interventi in loro favore normalmente sono di diversi tipi, ma la situazione straordinaria che ha portato alla chiusura delle scuole e all’interruzione delle lezioni, però, ha cambiato le carte in tavola, a cominciare dalla didattica: «Per tutti gli studenti per cui le scuole hanno fatto richiesta – sottolinea Licia Martini, responsabile del servizio Diritto allo Studio del Comune di Imola – il personale educativo ha attivato interventi con le modalità rese possibili dalla formazione a distanza».

Un esempio arriva da Seacoop, che segue 150 fra bambini e ragazzi, grazie all’impegno di 90 educatori. «Abbiamo e stiamo organizzando – fa il punto Roberta Tattini, presidente della cooperativa sociale imolese – modalità di lavoro a distanza per l’intervento delle figure educative scolastiche e impegnate in attività educative con minori in carico alla neuropsichiatria dell’Azienda Usl o per altri servizi territoriali».

A Castel San Pietro, l”assessora alla Scuola e al Welfare, Giulia Naldi, comunica la decisione del suo Comune di «istituire un servizio a domicilio a richiesta per i bambini e i ragazzi certificati con gravi disabilità». In pratica, gli educatori Seacoop che normalmente vengono utilizzati per le ore di integrazione scolastica coperte dal Comune, hanno dato la disponibilità a proseguire l’attività a domicilio. I potenziali utenti sono una trentina, iscritti alle scuole pubbliche e paritarie castellane. (lu.ba. r.cr.)

Gli articoli completi sono su «sabato sera» del 19 marzo

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