Cronaca

Il presidente della Regione Bonaccini e le forze dell’ordine ringraziano i medicinesi: «La “zona rossa” ha salvato l’intera città metropolitana»

Il presidente della Regione Bonaccini e le forze dell’ordine ringraziano i medicinesi: «La “zona rossa” ha salvato l’intera città metropolitana»

A circa due mesi dalla riapertura della «zona rossa» di Medicina e Ganzanigo, venti giorni di isolamento totale durati dal 16 marzo al 4 aprile, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, è tornato a citare quei giorni difficili che lo hanno portato a prendere una decisione straordinaria per cercare di arginare la diffusione del Covid-19 (a metà marzo a Medicina l’incidenza dei contagi era la più alta dell’Emilia Romagna dopo Piacenza e Rimini), a tutela dei cittadini medicinesi, ma anche del circondario imolese e della città metropolitana, che conta un milione di persone.

L’occasione per ringraziare pubblicamente i medicinesi si è presentata a margine dell’iniziativa organizzata lo scorso 27 maggio da Cna Imola su Economia, lavoro e sicurezza: sostegno, sviluppo e innovazione in Emilia Romagna, durante la quale Bonaccini e i rappresentanti delle forze dell’ordine hanno espresso il loro plauso alla popolazione. «In molti mi hanno chiesto qual è stata la scelta più difficile che ho dovuto prendere durante il mio incarico da presidente della Regione. È stata – ha ammesso Bonaccini – dichiarare Medicina “zona rossa”, una scelta condivisa con il giovane e coraggioso sindaco Montanari e con tutte le forze dell’ordine. Una scelta presa di notte e solo poche ore dopo gli accessi alla zona erano già militarizzati. Chiudendo Medicina, abbiamo salvato la città metropolitana di Bologna. Per questo ringrazio la comunità medicinese».

Anche Michele Pascarella, primo dirigente del Commissariato di Imola, ha ricordato quei giorni. «Dal punto di vista professionale per tutti noi Medicina è stata una esperienza che non dimenticheremo». Andrea Oxilia, comandante della Compagnia dei carabinieri di Imola, ha infine posto l’accento sulla «consapevolezza e sul civismo» dei medicinesi, che hanno consentito alle forze dell’ordine intervenute per quei venti giorni «di svolgere un servizio difficile, in maniera più agevole». (lo.mi.)

Nella foto: Stefano Bonaccini all’iniziativa di Cna Imola

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