Cultura e Spettacoli

A distanza di 35 anni Imola avrà di nuovo il museo archeologico

A distanza di 35 anni Imola avrà di nuovo il museo archeologico

Se ne parla da anni, è nei progetti della città da ancora più tempo, ma un passo alla volta il museo archeologico imolese sta concretamente prendendo forma. È presto detto: il prossimo anno vedrà il via il cantiere del primo lotto di realizzazione del museo (il bando è già pubblicato), quello che prevede di restaurare il chiostro rinascimentale del 1480 e di rendere visibile e visitabile la domus romana del primo secolo dopo Cristo, grazie a un fondo europeo assegnato nel 2016. «Si è trattato e si tratterà ancora di un percorso lungo e complesso, tra iter amministrativo, reperimento di fondi, progettazione e realizzazione, per questo è necessario procedere per step – contestualizza Claudia Pedrini, direttrice dei Musei civici -; ma alla fine del percorso Imola avrà di nuovo il Museo archeologico che manca da oltre trentacinque anni, dopo la chiusura nel 1985 dell’allora museo ospitato nei sotterranei del complesso di San Francesco (sotto l’attuale biblioteca comunale) aperto nel 1965».

Attualmente i Musei civici, nell’ex convento dei santi Nicolò e Domenico di origine duecentesca, comprendono le Collezioni d’arte della cit- tà, dal 2011 (ma la Pinacoteca era già aperta dal 1988), e il Museo di storia naturale già Scarabelli, dal 2013. Il nuovo Museo archeologico completerà di fatto l’offerta imolese, rendendo visibili i numerosi reperti rinvenuti in anni di scavi in città e nei dintorni, oggi custoditi nei depositi o temporaneamente «prestati» per mostre esterne. Si tratta, secondo Pedrini, di reperti «di qualità e importanza» provenienti da epoche diverse dalla preistoria al Medioevo.

Il cantiere, di cui è responsabile l’architetto Andrea Dal Fiume di Area Blu e al via il prossimo anno, segue il progetto realizzato dall’architetto Paolo Zermani con cui Imola ha avuto accesso a un finanziamento da 600 mila euro destinato a «progetti di qualificazione dei beni ambientali e culturali» dell’Asse 5 Por-Fesr 2014-2020, un finanziamento europeo assegnato tramite la Regione che, all’interno del medesimo pacchetto ha destinato fondi anche a Castel San Pietro Terme per la riqualificazione dell’Arena comunale. Al finanziamento comunitario Imola ha aggiunto un cofinanziamento all’opera di 940 mila euro (per un totale di 1 milione 540 mila euro). (mi.mo.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 3 dicembre.

Nella foto: lo stato attuale del primo chiostro di San Domenico

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