Economia

Cims, l’assemblea dei soci approva il bilancio 2020. La cooperativa regge bene nonostante la pandemia

Cims, l’assemblea dei soci approva il bilancio 2020. La cooperativa regge bene nonostante la pandemia

L’assemblea dei soci della cooperativa multiservizi Cims, che si è svolta giovedì 20 maggio 2021, ha approvato il bilancio 2020. L’anno si è chiuso con un valore della produzione di 46,2 milioni di euro, in tenuta rispetto all’anno precedente (46,6 milioni), con un margine operativo lordo pari a 1,7 milioni, in miglioramento rispetto alle stime effettuate in sede di pre-consuntivo, mentre l’utile netto si attesta sui 78 mila euro. «Il risultato finale risente di rettifiche di valore “straordinarie”, derivanti dalle conseguenze della pandemia, che ha modificato le esigenze abitative trasformando i paradigmi dei bisogni abitativi – osserva il direttore amministrativo e finanziario di Cims, Giampiero Bassi -. Questo ha generato la necessità di rivedere le valutazioni su beni della cooperativa destinati ad attività immobiliare, inducendo una valutazione di maggiore prudenza, tale da recepire questi effetti “straordinari” ed “esogeni” generati dall’emergenza sanitaria».

«L’anno 2020 è stato un anno decisamente articolato e complesso per la cooperativa – spiega il presidente di Cims, Antonio Dongellini -. In primo luogo la gestione della pandemia ha inciso sulla produzione, contraendo le commesse edili tradizionali ed accelerando le commesse dei servizi, in particolare modo quelle manutentive degli ospedali, che ci hanno visto in prima linea nella realizzazione delle opere Covid. Inoltre, il 2020 ha rappresentato anche per la nostra azienda un anno di transizione verso una rinnovata “governance”, con nuovi presidente e vice e nuovo direttore generale, anche se comunque nel segno della continuità di valori e indirizzi strategici».

Per il 2021 la cooperativa stima di sviluppare una produzione di 51 milioni di euro, di cui oltre 86% già acquisiti, con il mantenimento delle marginalità. I medesimi valori sono inoltre attesi anche per il periodo 2022-2023, così come previsti nel Piano industriale triennale 2021-2023 deliberato lo scorso marzo. Passando ai singoli settori, il 2020 si può così articolare in base all’incidenza sul fatturato totale 2020: edilizia 38%, servizi manutentivi (ospedali del bolognese e immobili dell’Università di Bologna) più servizi cimiteriali (tra cui la Certosa di Bologna) 38%, infrastrutture (tra a cui la realizzazione di un tratto della Ciclopedonale Bologna-Verona) 14%, impiantistica 5%, gestione del verde e conduzione di aziende agricole 5%. I settori più performanti in relazione alla marginalità sono stati, nell’ordine: gestione del verde, impiantistica, servizi manutentivi e cimiteriali, edile e infrastrutture. Nel corso del 2020 la Cooperativa registra una base sociale in cui il 20% ha meno di 35 anni, il 28% dai 36 ai 45 anni, il 30% dai 46 ai 55 anni ed il 22% dai 56 ai 64 anni. Il nuovo Cda ha un’età media di 42 anni, questo a garanzia del ricambio generazionale, che è un fattore importantissimo soprattutto in aziende cooperative. Ad oggi Cims vanta un organico di 290 unità di personale diretto. (r.e.)

Nella foto: l’assemblea di Cims del 20 maggio scorso. Da sinistra, il vicepresidente Fabio Freddi, il presidente Antonio Dongellini e il direttore amministrativo e finanziario Giampiero Bassi

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