Cronaca

La Sala delle Armi della Rocca di Dozza torna all’antico splendore, inaugurazione del restauro dello spazio al Piano Nobile

La Sala delle Armi della Rocca di Dozza torna all’antico splendore, inaugurazione del restauro dello spazio al Piano Nobile

Riapre, con un look rifatto a puntino, la Sala delle Armi del Museo della Rocca di Dozza. L’appuntamento è in programma il 20 ottobre, alle 17, che permetterà al pubblico di poter ammirare l’ambiente dal grande fascino, collocato nel piano nobile del castello, che nella sua configurazione attuale risale al XIX secolo. Fino a quell’epoca, infatti, lo spazio era destinato a foresteria per l’alloggio degli ospiti. Qui domina un soffitto ligneo completamente dipinto e le pareti presentano un intonaco a tinta unita. Le armi ora esposte sono una parte di quelle rinvenute nel 1960 all’interno della rocca.

Le opere di riqualificazione, commissionate dalla Fondazione Dozza Città d’Arte, si sono rese necessarie dopo la verifica di una serie di criticità legate agli inevitabili segni dello scorrere del tempo. Nella Sala delle Armi, infatti, erano visibili fessurazioni su gran parte delle pareti con la pellicola pittorica soggetta ad evidenti fenomeni di esfoliazione. L’intonaco sotto le finestre era fratturato e disgregato in più punti a causa di infiltrazioni d’acqua provenienti dall’esterno. Il pavimento sottostante presentava problematiche relative ad efflorescenze saline causate dal ristagno di acqua meteorica in arrivo dalle finestre. Il soffitto ligneo dipinto a cassettoni, infine, era attraversato da fessurazioni di varia entità e interessato da alterazioni cromatiche. Capitava talvolta di trovarne piccoli frammenti caduti a terra.

Il progetto di restauro della Sala si è dato l’obiettivo, di indagare e rispettare la complessità dell’ambiente. Da qui l’avvio dei lavori, sotto la direzione di Dervis Nanni e con la parte esecutiva affidata alla BioRes Restauri di Francesco Savoia e Marcello Pedocchi, concentrati in modo particolare sul soffitto, pavimento, pareti e infissi delle finestre. Inoltre, si è proceduto anche alla pulitura, al consolidamento strutturale. Un cronoprogramma che ha registrato intensi ritmi di lavorazione, da aprile a metà settembre 2022. I restauri hanno sollecitato anche l’ideazione di un nuovo allestimento finalizzato a valorizzare sia l’ambiente rimesso a nuovo sia oggetti storici che meritano di essere esposti nel percorso di visita del museo. Il costo complessivo dell’intervento ammonta a circa 70mila euro. I finanziamenti necessari sono stati ottenuti in massima parte attraverso il percorso di mecenatismo dell’Art Bonus, con il prezioso contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola sempre attenta al patrimonio storico, culturale, artistico e monumentale del territorio. Altre risorse provengono dal Servizio Patrimonio della Regione Emilia-Romagna e dal bilancio della Fondazione Dozza Città d’Arte.

L’evento inaugurale, che riconsegnerà alla collettività uno spazio completamente riqualificato, vedrà la presenza del sindaco di Dozza Luca Albertazzi, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Rodolfo Ortolani, del direttore dei lavori Dervis Nanni, dei rappresentanti di BioRes Restauri Francesco Savoia e Marcello Pedocchi e della presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte Simonetta Mingazzini.

«Nel ringraziare la Fondazione Dozza Città d’Arte per l’impegno con le quali alimenta la gestione della Rocca e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola per la volontà di sostenere il patrimonio monumentale del territorio, mi preme sottolineare l’importanza di questa comunione d’intenti – spiega il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi -. Un aspetto non trascurabile per la gestione, manutenzione e messa in risalto di tali ricchezze vengono lasciate totalmente a carico delle comunità locali».

Per Simonetta Mingazzini alla guida della Fondazione Dozza Città d’Arte «opo l’atrio, le tre logge del cortile e lo studiolo del Papa, è con vera soddisfazione che la Fondazione inaugura questo spazio rimesso completamente a nuovo Il restauro – conclude Mingazzini – è stato anche l’occasione per rispolverare ed esporre antiche armi preservate nel tempo e che avevano dato il nome alla sala, oltre agli arredi a tema».

Infine anche per la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola , nelle parole del presidente Rodolfo Ortolani «sono stati diversi gli interventi da noi sostenuti mirati alla conservazione e valorizzazione di questo prezioso edificio ed è dunque con piacere che, conclusi i lavori al piano nobile nella Sala Grande e nella Sala delle Armi, ci sentiamo partecipi nel restituire nella sua interezza la Rocca di Dozza a tutti coloro che vorranno visitarla e frequentarla». (r.cr.)

Nella foto del Comune di Dozza i lavori nella Sala delle Armi

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