#MOTORI&DINTORNI
Sport
21 Maggio 2026

#MOTORI&DINTORNI – Autodromo da corsa elettorale

Nella campagna elettorale per la elezioni amministrative a Imola c’è stato, parere di chi scrive, un grande assente. È lui, la nostra (non sempre) gioia e delizia: l’Autodromo. Se ne è parlato, ci mancherebbe, e sono uscite proposte per pescare a strascico più voti possibili: poco rumore, molti eventi, poliedricità di utilizzo, alberghi pieni e negozi in centro con la fila per entrare nelle varie strutture al lavoro per prendersi quel che resta del giorno, ovvero la Formula Uno.

Questa volta è mancata un po’ quella spinta che va oltre, quella del tifoso e delle persone che ci credono fino in fondo, con il coltello fra i denti anche a costo di sbagliare alla grande, al netto sempre della dialettica politica che ben si sposa con il vastissimo vocabolario che la lingua italiana ci offre per dire e non dire.

Ma con quell’impianto cosa ci volete fare? Dispiace dirlo, forse perché quest’anno la Ferrari si è presa una bastonata nel Wec, ma qualche pilota ha già iniziato a dire che la pista è stretta, non si supera e sente il peso degli anni, come del resto anche tracciati più moderni (vedi Barcellona, domenica, con la MotoGp).

Molti di voi conosceranno l’arrembante ex presidente del Trapani, calcio e pallacanestro, Valerio Antonini: quando racconta sui social delle sue innumerevoli disavventure in città e con le Federazioni di riferimento, dice sempre di voler riportare «su tutti i fronti la chiesa al centro del villaggio».

Nessuno ha la pretesa che tutta Imola vada a vedere le gare, ma non basta neanche lasciare la pista aperta per farci una sgambata. A vedere da fuori, là dentro c’è tanto spazio non solo per gli eventoni, ma per la vita di tutti i giorni. Non si spiega perché ad esempio il «Mimas», o cose di questo genere, non possa essere lì dentro. E gli altri sport li fai se l’asfalto è buono, e l’asfalto te lo pagano solo le corse.

Mi auguro che il prossimo sindaco stili un piano, almeno decennale (e le opposizioni facciano qualcosa di simile) creando una struttura burocratica più snella così anche noi peones del motorsport (motociclismo compreso) potremo capire cosa si può fare in pista. Altrimenti meglio la vecchia idea firmata Dottorcosta di una pista più corta e più tutto a Conselice per fare scuole guida e tanto altro. E all’Enzo e Dino Ferrari si lascierebbe il primato di «tempio del tutto», ma un po’ meno delle corse.

(Nelle cuffie Esibizionista, Annalisa, 2025)

Massimiliano Regazzi

©riproduzione riservata

In foto l’autodromo di Imola

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