#GeografiaDelleRelazioni – La solitudine ci fa male come fumare, facciamo un piccolo passo col volontariato
Che le relazioni sociali positive siano importanti e salutari a tutte le età non è solo una mia opinione personale. A parte il fatto che ciascuno di noi può sperimentarlo nella propria quotidianità, esistono studi scientifici che dimostrano che le relazioni familiari, amicali e comunitarie più solide e durature agiscono letteralmente come un «regolatore» del sistema nervoso, riducendo gli ormoni dello stress (come il cortisolo) e i livelli di infiammazione cronica che logorano gli organi.
Purtroppo siamo un paese con un tasso di natalità molto basso, e con tante persone anziane sole. La solitudine, al contrario delle relazioni, è considerata un fattore di rischio letale, dannosa alla salute come il fumo o l’obesità, dicono gli epidemiologi.
Come combattere la solitudine? Esistono circoli, centri sociali, associazioni di ogni genere che organizzano attività per la Terza età, e sono molto frequentati. I centri sociali della nostra città, soprattutto i più strutturati, hanno offerte di ogni genere: dai balli di gruppo alla tombola, dai gruppi di lettura alla ginnastica. E poi le cene a tema, le gite, le feste di quartiere e il volontariato – per il quale siamo veramente impareggiabili.
Non ho esperienze delle altre regioni italiane, ma posso dire che in Romagna è grazie al volontariato se si possono realizzare tante occasioni di aggregazione.
I modi per stare insieme e creare relazioni di qualità ci sono, il passo successivo è quello di mettersi in gioco. Conosco una persona (ma sono sicura ce ne siano molte altre) che è rimasta sola dopo tanti anni di matrimonio. Poco abituata a socializzare anche in giovane età, è impermeabile a qualunque proposta le si faccia. I figli sono presenti, per quello che il lavoro e le rispettive famiglie permettono.
Come si diceva in una rubrica precedente, non esistono più i gruppi famigliari numerosi, dove fino al terzo grado di parentela si viveva tutti insieme o, perlomeno, vicini. Oggi siamo tutti più a rischio solitudine e, per quanto chi ci sta vicino possa impegnarsi a essere presente, sta anche a noi fare un piccolo passo verso il mondo esterno.
Sabrina Grementieri
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