Piscina Gualandi, disputa infinita: Sport Up: “Il tribunale ordina il rilascio”, Ortignola: “Il decreto non è efficace”. I dettagli
La controversia sulla piscina comunale Gualandi si arricchisce di una nuova puntata. La società sportiva Sport Up, a cui fanno capo le attività che venivano organizzate nella piscina, oggi ha reso noto che è stato accolto il suo ricorso dal Tribunale di Bologna che ha disposto “il rilascio dell’impianto in favore della società sportiva”. Un punto a favore, secondo Sport Up, a cui si aggiunge il fatto che per l’udienza di merito fissata al 12 agosto il Tribunale avrebbe notificato il decreto anche al Comune, chiamandolo quindi in causa. A raffreddare gli entusiasmi è arrivato subito a stretto giro il comunicato di Ortignola che ha ricordato che “non è un provvedimento definitivo, ma interlocutorio, in attesa dell’udienza” soprattutto che “la sua efficacia è subordinata al versamento di una cauzione di 350.000 euro”, in denaro o garanzia bancaria. Non solo, Ortignola rincara la dose segnalando che “ci sarebbero oltre sessanta collaboratori di Sport Up che hanno chiesto il pagamento di compensi arretrati”. “Se oggi – domanda – fosse possibile immobilizzare 350.000 euro per la cauzione, perché la stessa somma a non è stata impiegata per pagare chi ha lavorato, per saldare i canoni di affitto e per far fronte agli impegni verso dipendenti e fornitori?”.
Appuntamento a mercoledì 12 agosto per la prossima puntata.
La vicenda e le società coinvolte
Come noto, da fine giugno l’attività della piscina di via Ortignola è sospesa dopo che il gestore, Deai Srl (società di proprietà di Sport Up con stesso legale rappresentante Paola Lanzon), ha riconsegnare le chiavi al concessionario Ortignola Srl in esecuzione della sentenza della Corte d’Appello per il mancato pagamento del canone dovuto. Da allora l’impianto è chiuso e per i dipendenti Deai sono stati attivati ammortizzatori sociali fino ad ottobre con la promessa di “recuperarli” nell’altro impianto comunale Ruggi (gestito da Ortignola Srl). Le polemiche però non si placano così come i ricorsi. Deai Srl sostiene – a suon di ulteriori contenziosi ancora in ballo in vari gradi di giudizio -, che l’impianto sconta gravi vizi e problemi strutturali per i quali chiede oltre 3 milioni di danni.
red.cr.
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