Articoli dell'autore: SabatoSera Redazione

Sport 12 Luglio 2020

«Andrea Costa, c’era una volt…A», sentite Vincenzo Esposito: «Oggi la nostra Termal finirebbe nelle prime 4»

Nel lungo tour dell’Andrea Costa sui palcoscenici di serie A, tante delle imprese più belle e scintillanti le ha firmate il «Diablo». Un giocatore da più di 11.000 punti segnati, in una carriera lunga e gloriosa, che per cinque stagioni è stata vissuta proprio in riva al Santerno e all’Andrea Costa. Che soprattutto per merito di Vincenzo Esposito ha vissuto le sue annate più belle. Oggi il 51enne casertano è un allenatore di successo nella sua Brescia, da dove ci ha parlato un po’ di tutto il suo basket. «Brutto vedere l’Andrea Costa fuori dalla serie A,  anche se la serie B non è un dramma. Mi dispiace tanto perché sono imolese adottivo, ancora legato al ciub, dove ho vissuto stagioni fantastiche in A1 e A2. Tenere in vita una società coi tempi che corrono è già un successo e le conseguenze del Coronavirus le pagheremo ancora a lungo».

Quali sono i ricordi più belli delle tue stagioni imolesi?

«Sono legati ai primi due anni di A1, per il modo in cui siamo arrivati ai play-off. La vittoria su Cantù e anche le eliminazioni con Fortitudo e Siena resteranno per sempre ricordi indelebili, come la vittoria di Casalecchio con la Virtus e quel mio canestro allo scadere, che ci diede la vittoria in gara-2 del play-off con la Fortitudo. Meglio la serie A di allora o quella attuale? Stiamo parlando di epoche diverse e quella era un’altra pallacanestro. A me piaceva di più, soprattutto per merito di certe squadre e personaggi. Formazioni come quelle che ci arrivarono davanti, oggi non si vedono e la nostra Termal, per valori tecnici, oggi sarebbe da primi quattro posti». (p.p.)

L’intervista completa su «sabato sera» del 9 luglio.

Nella foto (Isolapress): Vincenzo Esposito, quando firmò per l’Andrea Costa nel ’98

«Andrea Costa, c’era una volt…A», sentite Vincenzo Esposito: «Oggi la nostra Termal finirebbe nelle prime 4»
Cronaca 12 Luglio 2020

Covid e riconversione, il caso della Bf di Osteria Grande: dalle pellicce di alta moda alle mascherine

Dalle pellicce di alta moda alle mascherine per tutti i giorni. L’azienda Bf made in Italy di Osteria Grande, dal nome della fondatrice Barbara Fondi, ha riconvertito parte della produzione per realizzare il nuovo accessorio oggi entrato nella quotidianità di tutti: la mascherina in tessuto lavabile. «Il nostro settore è quello della pellicceria e sartoria ma, vista l’emergenza, a febbraio abbiamo chiesto e ottenuto la deroga fino a fine anno per adibire parte dell’azienda alla produzione di mascherine – spiega la titolare, che da una decina di anni manda avanti l’azienda con l’aiuto del figlio Marco Tattini –. Era un’occasione per non stare fermi con le mani in mano durante il lockdown, nonchè la nostra risposta a una esigenza della comunità».

«Le nostre mascherine in tessuto non hanno una certificazione propria, ma oltre a quelle in tnt ne realizziamo altri due modelli con tessuti idrorepellenti e traspiranti di ottima qualità, come quelli che vengono utilizzati in ambito medico per il personale sanitario dei reparti di chirurgia – dettaglia Tattini –. Le produciamo secondo gli ordini che riceviamo, bianche, colorate e anche personalizzate per aziende, ristoranti e altre realtà che oltre alla sicurezza hanno un occhio di riguardo per la presentazione. Siamo un’azienda del settore della moda, facciamo attenzione all’utilità delle nostre pro- duzioni ma anche allo stile. Ad oggi abbiamo prodotto diecimila mascherine, dedicando alla riconversione una parte apposita del nostro stabilimento affinché non vi sia contaminazione fra lavorazioni diverse». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 2 luglio.

Nella foto: il personale della Bf di Osteria Grande (da sinistra, Marco Tattini e Barbara Fondi con alcune dipendenti)

Covid e riconversione, il caso della Bf di Osteria Grande: dalle pellicce di alta moda alle mascherine
Sport 12 Luglio 2020

Calcio serie C, i segreti dell’eroe della salvezza dell’Imolese Gian Maria Rossi

C’è un’immagine del 30 giugno scorso che resterà per sempre negli occhi dei tifosi rossoblù, ovvero quella parata di Gian Maria Rossi sul rigore calciato da Rocco, che ha permesso ad un’Imolese in 10 uomini di restare in piedi, evitando un colpo da ko dell’Arzignano. La parata di Rossi va di diritto nella cineteca dei gesti indimenticabili nelle partite che contano e che hanno segnato la storia delle gare decisive degli ultimi 50 anni di Imolese. Rossi numero 22 in campo, Rossi numero 1 a fine partita: il portiere ravennate al fischio finale è diventato di fatto il direttore d’orchestra, guidando non solo la festa dell’Imolese sull’erba, ma anche quella fuori dal Romeo Galli, facendo partire i cori assieme ai tifosi nella baldoria di tutta la squadra per il traguardo raggiunto.

Chissà se questa volta il portiere rossoblù avrà rinunciato alla canonica «sigarettina» che a fine partita allenta sempre la tensione, lì nell’angolo tra l’ingresso dalla sala stampa e la fine della curva lato spogliatoi, gli stessi dai quali un paio di ore prima di solito esce in maniche corte (con qualsiasi condizione meteo) a perlustrare la porta da difendere, facendo rimbalzare i palloni 10 volte (anche in mutande, se capita) per controllare la pressione degli stessi. Scaramanzie da portiere, quindi da rispettare, come da rispettare è la necessità che nel ritiro pre-partita non manchino mai le gallette di riso, un buon libro da leggere prima di spegnere la luce nella stanza divisa con Carini, ma tutto non senza aver prima salutato con una videochiamata la figlia Cloe, che durante il lockdown lo ha sopportato e supportato assieme alla compagna Laura , chiamandogli i numeri negli allenamenti casalinghi per tenere viva la reattività. Quella reattività che è sempre stata uno dei punti forti di Rossi, il quale, dopo aver cominciato con quel Ravenna che è la squadra della sua città, ha vissuto una bella fetta di carriera a Bassano del Grappa, dove negli spogliatoi ricordano ancora le sue imitazioni dei radiocronisti di «Tutto il calcio minuto per minuto», che ne facevano uno degli uomini-spogliatoio di quella squadra che sfiorò la serie B. (an.mir.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 9 luglio.

Nella foto (Isolapress): Gian Maria Rossi

Calcio serie C, i segreti dell’eroe della salvezza dell’Imolese Gian Maria Rossi
Cultura e Spettacoli 12 Luglio 2020

«Un fiume in musica» a Borgo Tossignano con quattro appuntamenti in chiave jazz

Voglia di musica… di un fiume di musica. Dopo il successo della prima edizione, ritorna «Down by the Riverside – Un fiume in musica», un ciclo di quattro appuntamenti dedicati al jazz e alla musica brasiliana organizzati dalla Casa del Fiume a Borgo Tossignano in collaborazione con il Combo Jazz Club. Un’iniziativa che l’ostello, osteria, enoteca e punto d’informazioni situato nel parco della Vena del Gesso ha lanciato per «aprire la sua attività, oltre che alla ristorazione e all’escursionismo naturalistico, anche alla cultura proponendo una serie di eventi di qualità compatibile con l’essere dentro il Parco e con l’intento di valorizzare questo splendido angolo della nostra vallata», come spiega il comunicato stampa della rassegna.

Il calendario si apre, oggi, domenica 12 luglio con un inedito duo formato dal chitarrista Aldo Betto e dal contrabbassista Roberto Bartoli, che presenteranno il loro progetto tra jazz e blues «In the middle of nowhere», dove tutti gli stili musicali della musica afroamericana del ‘900 si intrecciano e danzano tra loro. 

I concerti alla Casa del Fiume, a Borgo Tossignano in via Rineggio, inizieranno alle ore 21. Per informazioni e prenotazioni: 335-6678068. L’assegnazione dei posti è obbligatoria. Sarà applicata tutta la normativa legata alla sicurezza sanitaria con posti a sedere assegnati, mantenimento distanziato dei posti e uso delle mascherine nelle zone comuni.

Articolo e programma completo su «sabato sera» del 9 luglio.

Nella foto (di Giorgio Davolio): Silvia Donati

«Un fiume in musica» a Borgo Tossignano con quattro appuntamenti in chiave jazz
Sport 12 Luglio 2020

Il ciclismo vede la luce grazie all’impulso della Nuova Ciclistica Placci

Pur navigando ancora a vista, il ciclismo inizia a vedere all’orizzonte le prime luci, almeno per quanto riguarda le categorie da Juniores in su. E sicuramente un grande impulso arriva dal nostro territorio, con la Nuova Ciclistica Placci 2013 di Mordano, presieduta da Marco Selleri, molto attiva in questi giorni dal punto di vista organizzativo. Il consolidato team organizzativo composto dalla società mordanese e da Communication Clinic di Marco Pavarini sta lavorando da mesi per contribuire, con le proprie gare a tappe, al rilancio dello sport e dei territori toccati dal ciclismo.

Il primo appuntamento a essere stato rimesso in calendario è il Giro Giovani, che nell’ultimo triennio si è affermato come la più attesa e prestigiosa corsa a tappe per U23. È in programma dal 29 agosto al 5 settembre e prevede 8 tappe. Partenza dalle Marche e da Urbino, per celebrare i 500 anni dalla morte di un’icona del Rinascimento come Raffaello. Prima ancora, è in programma il Giro di Romagna per Dante Alighieri, che dal 28 al 30 luglio sarà la prima corsa a tappe dell’anno per Elite-Under 23. Il percorso riprenderà in gran parte quello già presentato a marzo, sviluppandosi attorno a una narrazione inedita per il ciclismo: sarà sempre la figura di Dante Alighieri a fare da filo conduttore per la gara, che aprirà idealmente, nel 2020, le celebrazioni per i 700 anni dalla morte del grande poeta Dante Alighieri, scomparso nel 1321 proprio a Ravenna.

Prima ancora, però, il gruppo Placci – Communication Clinic sta lavorando (pur con le difficoltà del periodo storico, e ancora senza certezze) per allestire, tra il 17 e il 27 luglio, un’altra operazione che potrebbe portare di nuovo a gareggiare le categorie Juniores uomini e donne, U23 ed Elite dalle nostre parti, con un calendario che potrebbe prevedere gare a cronometro all’autodromo di Imola per Juniores ed Elite uomini e donne, oltre a gare su pista al velodromo di Forlì. (ma.ma.)

L‘articolo completo su «sabato sera» del 9 luglio.

Nella foto (Isolapress): la presentazione del Giro di Romagna per Under 23. Da sinistra Marco Pavarini, Davide Cassani e Marco Selleri

Il ciclismo vede la luce grazie all’impulso della Nuova Ciclistica Placci
Cronaca 11 Luglio 2020

Il maltempo non risparmia il circondario imolese e Ozzano: nel pomeriggio grandine, vento forte e alberi caduti

Pomeriggio di forte maltempo quello che ha colpito oggi il circondario imolese fino ad Ozzano e che in poche ore ha provocato un calo drastico delle temperature. Tanti, infatti, gli interventi dei vigili del fuoco, a partire dalle 17.30 e supportati anche dalle forze dell’ordine, a causa del forte vento, la grandine (con chicchi di medie dimensioni) e gli alberi pericolanti e caduti su gran parte del territorio. Tra le zone più colpite, Ozzano e Castel San Pietro, ma anche le frazioni di Varignana e Osteria Grande 

Arbusti che si sono abbattuti sulle strade e su alcuni autoveicoli, come successo ad Osteria Grande, e anche su diversi cavi elettrici. Ad Ozzano problemi per un albero caduto sulla SS9 in località Molino del Grillo. A Castel San Pietro, invece, in località Montecalderaro, due grossi alberi caduti hanno ostruito il passaggio sulla carreggiata, mentre sulla SS9, all’altezza di via San Giorgio, caschi rossi al lavoro per ripristinare un semaforo divelto dal vento. Sempre nella città termale, in piazza Dante, un cedro di 15 metri è caduto su un edificio con alcuni negozi.

Lavoro dei vigili del fuoco che è proseguito per ore. Fortunatamente pare non si siano registrati feriti, ma danni che non hanno risparmiato nemmeno l’agricoltura, le linee telefoniche e la rete dell’illuminazione pubblica. (da.be.)

Nella foto (concessa dai vigili del fuoco): il cedro caduto a Castel San Pietro in piazza Dante

Il maltempo non risparmia il circondario imolese e Ozzano: nel pomeriggio grandine, vento forte e alberi caduti
Cronaca 11 Luglio 2020

La birra speciale del birrificio Hopinion per aiutare l’Ausl di Imola

Il birrificio imolese Hopinion ha messo in commercio 600 bottiglie speciali di blanche (riconoscibile dalla chiusura in ceralacca e da una etichetta ad hoc) per tutti gli intenditori e non che vogliono deliziare il palato e nello stesso tempo fare una buona azione. L’intero ricavato (4 euro a bottiglia) sarà infatti devoluto all’Ausl di Imola. E’ possibile acquistare la birra nella sede di Hopinion, in via Pasquala 1/A (il venerdì vengono effettuate degustazioni su prenotazione) e da alcuni rivenditori specializzati sul territorio. “«Volevamo ringraziare medici, infermieri ed operatori socio-sanitari che si sono impegnati nella cura e nell”assistenza dei malati di covid – spiegano Giorgio Tommasi e Andrea Sangiorgi, due dei titolari – e lavorano costantemente anche in questo periodo nel campo della prevenzione e dell’assistenza. Per questo motivo abbiamo pensato di creare una produzione speciale e donare l’intero incasso. Fino ad oggi abbiamo venduto quasi 300 bottiglie per un ricavato che si aggira intorno ai 1.200 euro. Siamo a metà percorso e pensiamo di raggiungere l’obiettivo in breve tempo. L’augurio è che possiamo festeggiare al più presto la fine di questo brutto sogno».

Anche Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imolal, ha voluto ringraziare i due mastri birrai. «Un grazie sincero da parte di tutti gli operatori dell’azienda sanitaria. Il sostegno che abbiamo ricevuto dai cittadini ci ha dato ancora più forza nel reagire e combattere questa emergenza. Gli striscioni, gli attestati di fiducia, le donazioni ci dimostrano come la solidarietà sia parte integrante e caratterizzante di tutto il nostro territorio. E siamo molto contenti quando aziende come questa ci dimostrano il loro affetto e la loro gratitudine». (da.be.)

Nella foto: da sinistra i mastri birrai Andrea Sangiorgi e Giorgio Tommasi, insieme al direttore generala dell’Ausl di Imola Andrea Rossi

La birra speciale del birrificio Hopinion per aiutare l’Ausl di Imola
Cronaca 11 Luglio 2020

Riaperte le postazioni studio nelle biblioteche di Castello e Osteria Grande

Prosegue senza sosta la riapertura in sicurezza di spazi e servizi nelle biblioteche comunali di Castel San Pietro e Osteria Grande, secondo le nuove normative e protocolli anti-Covid19. Da qualche giorno è infatti di nuovo possibile usufruire di una parte delle postazioni per lo studio e la lettura. Due sono le postazioni riaperte con modalità sperimentali nella biblioteca di Osteria e nove in quella del capoluogo, tutte collocate nel soppalco della sezione adulti. Al momento però non è possibile riaprire l’aula studio, perché è l’unico luogo idoneo alla quarantena obbligatoria dei libri e dei dvd che rientrano dal prestito, che devono rimanere in una stanza vuota per una settimana.

Per accedere alle postazioni non è prevista prenotazione. All’ingresso della biblioteca viene indicato il numero che corrisponde ad un posto studio libero, fino ad esaurimento. Quando l’utente lasciala postazione, deve avvisare i bibliotecari perché possano procedere alla sanificazione.E’ necessario comunque indossare sempre la mascherina, sanificare le mani prima di accedere al posto studio, occupare il posto studio assegnato e non spostare la sedia, chiedere ai bibliotecari i libri (non prenderli in autonomia) e dopo l’uso lasciarli all’ingresso per la quarantena, non creare assembramento né stazionare in altri parti della biblioteca. Per quanto riguarda i servizi igienici, si deve usare esclusivamente quello riservato agli utenti e utilizzare i disinfettanti messi a disposizione prima e dopo l’accesso al servizio igienico.Anche nella fase 2, continuano i servizi avviati durante l’emergenza, come la consegna a domicilio dei libri a cura dei volontari della Protezione civile comunale e la consulenza bibliografica telefonica o via e-mail. (da.be.)

Nella foto: aula studio nella biblioteca di Castel San Pietro

Riaperte le postazioni studio nelle biblioteche di Castello e Osteria Grande
Cronaca 11 Luglio 2020

Amministrazione comunale di Fontanelice, volontari ed Enduro Motor Valley al lavoro per pulire il lungofiume del Santerno

Questa mattina l’Amministrazione comunale di Fontanelice, insieme ai volontari Gev di Imola ed Enduro Motor Valley hanno ripulito le sponde del Santerno a Fontanelice, su invito della stessa Amministrazione. L’intervento non si è limitato a quella zona, con i volontari che hanno continuato con la raccolta dei rifiuti anche nell’area della Conca Verde, dove, nei luoghi più riparati e nascosti in prossimità del ponte, l’abbandono dei rifiuti è un fenomeno purtroppo frequente.

Una mattinata quindi passata in compagnia all’insegna della pulizia dell’area fluviale che, nel piccolo comune della Vallata, rappresenta uno dei luoghi più belli e frequentati anche da visitatori provenienti da fuori territorio e come ogni anno presa d’assalto da chi cerca relax e riposo lungo il Santerno. Una zona che, puntualmente, soffre anche dei comportamenti irrispettosi di alcuni e dell’inciviltà di chi sporca o danneggia il territorio: bottiglie di vetro, tappi di bottiglia, mozziconi di sigarette, lattine e perfino un frammento di bossolo di artiglieria tra gli oggetti recuperati durante la mattina. «Ringrazio i cittadini e le associazioni che si impegnano in azioni concrete di cura e tutela del territorio – afferma il sindaco Gabriele Meluzzi -. È un modo per mantenere vivo lo spirito di comunità, i primi a dover rispettare e prenderci cura del nostro patrimonio siamo noi cittadini. Abbiamo iniziato lo scorso anno a coinvolgere i bambini in occasione dell’iniziativa “Puliamo il Mondo” promossa da Legambiente e vogliamo continuare a proporre occasioni come queste». (da.be.)

Nella foto: il gruppo di volontari al lavoro per ripulire il lungofiume del Santerno

Amministrazione comunale di Fontanelice, volontari ed Enduro Motor Valley al lavoro per pulire il lungofiume del Santerno
Cronaca 11 Luglio 2020

Il Centro sociale di Molino Nuovo ha donato una Fiat Panda all’Ant in memoria di Walter Cerè

Qesta mattina, sabato 11 luglio, a Castel San Pietro, in piazza XX Settembre, si è svolta la cerimonia di consegna di una Fiat Panda che il Centro Sociale Molino Nuovo ha donato alla Fondazione Ant, in memoria di Walter Cerè, agente della polizia locale di Castello, ad un anno dalla sua prematura scomparsa.

Alla cerimonia, tenuta nel rispetto delle norme di distanziamento e prevenzione del Covid-19, hanno partecipato il sindaco Fausto Tinti, rappresentanti della Giunta, del Consiglio comunale e della polizia locale, la presidente Raffaella Pannuti della Fondazione Ant Italia onlus, rappresentanti dei volontari della sede Ant di Castel San Pietro, la presidente Erika Menichetti e volontari del Centro Sociale Molino Nuovo, i familiari di Walter Cerè e il parroco don Gabriele Riccioni, che al termine ha benedetto l’automezzo e tutti i presenti. «Il territorio si stringe intorno ai volontari per ricordare Walter Cerè, un grande uomo e un grande agente della polizia municipale, che nella sua vita ha saputo coniugare gli aspetti professionali, sociali e  umani – ha esordito il sindaco Fausto Tinti -. Ringraziamo i volontari del Centro sociale di Molino Nuovo che hanno voluto ricordarlo con questo dono e quelli dell’Ant per la loro preziosa attività. La nostra comunità dedica da sempre grande attenzione alle persone con patologie oncologiche».

L’automezzo, dal costo di 10 mila euro, è stato acquistato con il ricavato delle iniziative del Centro sociale di Molino Nuovo, che ora è chiuso, in attesa di valutare la possibile riapertura a ottobre, in base alle normative. «Walter ci ha lasciato proprio un anno fa, il 12 luglio – ha ricordato il volontario Alberto Tassani a nome di tutto il Centro sociale -. Avevamo questa somma da parte e, come sempre, l’abbiamo messa a disposizione di chi ha bisogno». (da.be.)

Nella foto (concessa dal Comune di Castel San Pietro): la cerimonia di consegna della Fiat Panda

Il Centro sociale di Molino Nuovo ha donato una Fiat Panda all’Ant in memoria di Walter Cerè

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