Cronaca

Cronaca 23 Maggio 2020

Buona annata per le fragole, ma la manodopera scarseggia

E’ una buona annata per le fragole, almeno a giudicare dai primi frutti staccati dalle piante. In molti hanno iniziato la raccolta tra la fine di aprile e l’inizio di maggio e la quantità e qualità si presentano buone, in alcuni casi, ottime. Sono soddisfatti gli agricoltori per questi frutti considerati da molti l’oro rosso dell’orto.
«I danni da gelo sono stati limitati – dice Andrea Grassi, direttore tecnico agronomico di Apofruit un’impresa cooperativa che commercializza 300mila tonnellate all’anno di prodotti ortofrutticoli – e questo permetterà di ottenere, almeno per noi, quasi la stessa quantità di prodotto dello scorso anno, circa 8.500 quintali».

Ma i problemi ci sono comunque. «Sono due – precisa Grassi -. I consumi e la raccolta. La fragola è un frutto molto deperibile, deve essere acquistato e mangiato subito ma quest’anno il Coronavirus ha modificato lo stile di vita del consumatore che deve fare una spesa che possa durare diversi giorni. I risultati di questi approvvigionamenti li abbiamo verificati al sud dove la raccolta è già iniziata da diverso tempo. Poi la manodopera. Sempre a causa dell’emergenza, chi non può farsi aiutare dai propri famigliari, difficilmente potrà avvalersi della manodopera straniera. Con il blocco dei movimenti, causato dallo stop alle frontiere, mancano all’appello i braccianti dell’Est e il rischio è che il prodotto resti in parte sulle piante». (a.g.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 14 maggio

Buona annata per le fragole, ma la manodopera scarseggia
Cronaca 23 Maggio 2020

Fase 2, il punto sulle opere pubbliche che hanno ripreso il via a Medicina, Castel San Pietro e Ozzano

Terminato il lockdown, anche Medicina riparte con un numero significativo di opere pubbliche. «La scorsa settimana sono ricominciati i lavori di riqualificazione dell’ex stazione ferroviaria e la realizzazione della bus station e della nuova palestra della scuola media Simoni» elenca il sindaco Matteo Montanari. Il 25 marzo è arrivata l’aggiudicazione dell’appalto peri lavori di rigenerazione della sagrestia dell’ex chiesa del Carmine alla Et Costruzioni di Ferrara. «I lavori inizieranno questa settimana» aggiunge Montanari. Per fare spazio al cantiere, in via Canedi, fra l’incrocio con via Libertà e quello con via Venturoli, è stato istituito il divieto di sosta fino al 14 agosto. Approfittando della chiusura delle scuole, «a giugno cominceranno delle prove di carico su alcuni solai» continua il sindaco.

A Castel San Pietro, invece, «è ripartito il cantiere del nuovo ponte sul Sillaro in via Mingardona, ci vorrà almeno un mese per completare l’opera –aggiorna l’assessore ai Lavori pubblici, Giuliano Giordani–. Inoltre, abbiamo appena asfaltato in via Montecerere e via Tanari e stiamo realizzando un parcheggio da 6 posti paralleli alla strada all’angolo fra via Molise e via Pilastrino». Ad Ozzano Emilia, infine,«con i tecnici comunali si è lavorato sugli aspetti amministrativi– spiega Mariangela Corrado, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici–. Grazie a questo impegno, molti lavori partiranno a breve». (lu.ba.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 maggio

Nella foto, operai al lavoro nel piazzale dove verrà realizzata la bus station a Medicina

Fase 2, il punto sulle opere pubbliche che hanno ripreso il via a Medicina, Castel San Pietro e Ozzano
Cronaca 23 Maggio 2020

Ripartiti i cantieri a Imola e nel circondario, tra le priorità l'edilizia scolastica e le piste ciclabili

Con l’inizio della «fase 2» e la progressiva riapertura di tutte le attività, anche le opere pubbliche riprendono il proprio corso. Molti i cantieri in programma a Imola nel corso dei prossimi mesi. «Sono già ripartiti, e sono in fase di ultimazione, i lavori di costruzione del nuovo centro sociale Giovannini– comincia la panoramica l’architetto Andrea DalFiume, responsabile dell’Area tecnica di Area Blu –. I gestori stanno terminando il trasferimento di alcune attrezzature dalla vecchia struttura, che verrà demolita entro la fine di questo mese, alla nuova, in cui mancano piccoli dettagli e la sistemazione dell’esterno». Un cantiere che si sovrapporrà ai lavori di riqualificazione di via Cenni e via Scarabelli, che comprendono «l’ampliamento dei marciapiedi – ricorda Dal Fiume –, la ridefinizione delle aree di parcheggio, e l’istituzione del limite di velocità di trenta chilometri orari e del senso unico di marcia in uscita in direzione di via Marconi, per salvaguardare l’attraversamento in prossimità della scuola elementare».

Fra le priorità indicate dal commissario Nicola Izzo fin dai primi giorni del suo  insediamento c’è l’edilizia scolastica, mentre spostandosi nel circondario, «sono già ripartiti i lavori della ciclopista del Santerno – aggiunge l’architetto –, e questa settimana cominceranno i cantieri per il tratto di ciclabile Val Sellustra all’interno del comune di Castel Guelfo». (lu.ba.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 maggio

Nelle foto: a sinistra, il centro Giovannini attuale prossimo alla demolizione e dietro il nuovo edificio quasi completo; a destra il marciapiede di via Cenni

Ripartiti i cantieri a Imola e nel circondario, tra le priorità l'edilizia scolastica e le piste ciclabili
Cronaca 23 Maggio 2020

Le Terme di Castel San Pietro hanno riaperto il 18 maggio con il protocollo messo a punto dal loro Covid team

Anche per le Terme di Castel San Pietro lunedì 18 maggio è stato il giorno della riapertura. In realtà la scelta di questa data è indipendente dai provvedimenti governativi, dal momento che il complesso termale rientra tra le attività di prevenzione e cura ed era dunque tra quelle, di natura sanitaria, per le quali non era prevista la sospensione durante il lockdown. «Abbiamo comunque scelto di chiudere a metà marzo perché non era molto facile raggiungerci in quel periodo» precisa Stefano Iseppi, amministratore delegato della società Terme Spa e amministratore unico di Anusca Srl, società che nell’agosto 2017 ha acquisito il pacchetto di maggioranza delle Terme, compreso l’hotel omonimo.

Dal 18 pertanto sono riprese le prestazioni sanitarie, come inalazioni, fanghi, riabilitazione, percorsi vascolari in acqua termale, idroterapie, piscina riabilitativa e attività legate alla cura dell’orecchio. Riprese, ma con precauzioni nuove. «Abbiamo approvato un nostro protocollo, messo a punto dal Covid team che abbiamo nominato – racconta Iseppi –. Sono stati analizzati i rischi della struttura, poi sono state elaborate le regole di comportamento finite nel protocollo per i dipendenti. Per quanto riguarda gli utenti, innanzitutto dovranno chiamare per prenotare. In realtà molte telefonate le stiamo facendo noi a chi è rimasto a metà del ciclo di cure per proporre il completamento». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 maggio

Nella foto la misurazione della temperatura a un cliente delle Terme

Le Terme di Castel San Pietro hanno riaperto il 18 maggio con il protocollo messo a punto dal loro Covid team
Cronaca 22 Maggio 2020

Coronavirus, domani Imola riapre il Pronto soccorso ortopedico. In regione individuati molti asintomatici. Donini: “Andiamo a stanare il virus casa per casa'

Nessun nuovo positivo e sei nuovi guariti: 2 persone a Medicina, 2 a Imola, 1 a Castel Guelfo, 1 fuori territorio. Nella giornata odierna, quindi, torna a zero la casella dei casi positivi refertati nel circondario di Imola. Restano 392 quelli totali dall”inizio dell”epidemia così come sono 39 le persone che hanno perso la vita per o con il Coronavirus. Invece salgono a 330 i guariti, oramai ci sono solo 23 casi attivi: si tratta di 7 cittadini di Medicina, 9 di Imola, 1 di Castel San Pietro, 2 di Castel Guelfo e 4 fuori territorio. Anche grazie all’attività costante dei due drive trough dell’Igiene pubblica che processano quanto più rapidamente possibile i tamponi dei guariti clinicamente per vedere se diventano negativi. Ancora 3 le persone ricoverate in ospedale, di cui 1 in Terapia intensiva, e 2 gli ospiti dell’EuroHotel.

L”Azienda usl ha così deciso di fare un ulteriore passo in avanti verso la riattivazione dei servizi sanitari che erano stati sospesi o spostati durante il picco dell”epidemia: da domani, 23 maggio, il Pronto soccorso ortopedico sarà riattivato all”interno dell”area del Pronto soccorso generale dell”ospedale di Imola, ovvero ritornerà presso uno degli ambulatori  che utilizzava prima dell”emergenza Covid e del realativo trasloco e riorganizzazione interna. Restano sempre il pre-triage nella tensostruttura esterna ed il triage del Pronto soccorso anche per i pazienti ortopedici. Dalla prossima settimana, inoltre, sarà attuata una ulteriore rimodulazione dell”area di degenza: l”area Covid passa da 61 a 46 posti letto comprese le persone in attesa di tampone isolate in stanza singola, di concerto, passano da 91 a 106 i posti letto internistici per i “normali” pazienti noCovid.

Nel resto della regione oggi ci sono 53 nuovi casi di positività esattamente come ieri, 237 ulteriori guarigioni (ieri erano 208) e altri 12 decessi (ieri erano 17), di cui 4 nel bolognese (circondario imolese escluso). Dall’inizio della pandemia i casi registrati in Emilia Romagna salgono così a 27.470, ma quelli ancora attivi sono 4.730, le guarigioni 18.703, il 68% sono già guariti. Il totale dei morti sale a 4.037. I numeri sono stati commentati dall”assessore alle Politiche della salute Raffaele Donini: “Sono in linea con gli altri giorni e soprattutto i nuovi positivi sono stati trovati dopo la nostra indagine epidemiologica lo screening svolto ad alcune professioni sanitarie, della Protezione civile, vigili del fuoco forze dell”ordine e tamponi ai giri più ristretti dei casi positivi. Un”azione molto forte che stiamo facendo sul territorio per scoprire i cittadini che sviluppano l”infezione ma non i sintomi e che non riusciremmo ad individuare in altro modo”.

Questo non toglie, secondo Donini, che il passo epidemiologico “resta molto basso, intorno allo 0,2% in queste due settimane, con R0 intorno a 0,52 e la settimana scorsa a 0,57. Siamo ancora una regione a basso rischio secondo i criteri del governo. Abbiamo allora tutti i rischi alle spalle? Assolutamente no. Questo è un virus che è ancora molto diffusivo, che si trasmette attraverso le persone asintomatiche; adesso che è un po” in ritirata dobbiamo andarlo a stanare casa per casa, andando a indagare smpre più con i tamponi il giro dei contatti più ristretti di chi è positivo, giocare un ruolo proattivo tipico del servizio sanitario pubblico. Ma siamo anche – ha aggiunto Donini – la regione con il tasso di guarigioni più alto d”Italia e l”86% dei casi ancora attivi sono al loro domicilio o negli alberghi e nelle strutture dove trascorrono in isolamento”.

“Le équipe Usca sono un punto di forza della prevenzione territoriale. Dobbiamo arrivare prima noi del diffondersi die ventuali focolai”.

L”assessore ha concluso ricordando che “Dobbiamo stare attenti evitando assembramenti e comportamenti incauti perché questo virus si può prendere facilmente – ha ricordato l”assessore – occorrere un”azione di tutti della nostra responsabilità di cittadini”.

Nella foto l”assessore Donini e la tabella con il riepilogo ogni 5 giorni dei nuovi casi in Emilia Romagna dall”inizio dell”epidemia al 20 maggio

Coronavirus, domani Imola riapre il Pronto soccorso ortopedico. In regione individuati molti asintomatici. Donini: “Andiamo a stanare il virus casa per casa'
Cronaca 22 Maggio 2020

Coronavirus, da lunedì riaprono anche piscine e palestre. I protocolli di sicurezza regionali

Da lunedì 25 maggio ripartiranno anche palestre e piscine, come previsto dall’ordinanza di domenica scorsa del presidente Stefano Bonaccini. Fra le misure previste, vietati assembramenti dei clienti all’ingresso delle strutture, installazione di dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani e di apposita cartellonistica sulle regole di comportamento da seguire, rispetto del distanziamento di almeno un metro tra le persone sedute e delle regole di igiene e pulizia dei locali. Obbligo inoltre di mascherine per clienti e personale nelle palestre.

In entrambi i protocolli di sicurezza, tra le misure di carattere generale comuni a palestre e piscine, si insiste sulla responsabilizzazione da parte delle persone che frequenteranno gli impianti. (da.be.)

ORDINANZA E PROTOCOLLI SU PISCINE E PALESTRE

Nella foto (Isolapress): la piscina Ruggi a Imola

Coronavirus, da lunedì riaprono anche piscine e palestre. I protocolli di sicurezza regionali
Politica 22 Maggio 2020

Coronavirus, annullata la 67^ edizione della Carrera Autopodistica

Anche la Carrera Autopodistica deve arrendersi al Coronavirus. Dopo l’annullamento della Carrera dei piccoli, infatti, anche la kermesse, arrivata alla 67esima edizione e corsa ininterrottamente dal 1954, in programma  la seconda domenica di settembre alza bandiera bianca, a causa dell’emergenza ancora in atto e in assenza di linee guida certe per l’organizzazione delle iniziative pubbliche in calendario nel periodo estivo.

Decisione comunicata dall’Associazione Club Carrera e dal Comune. «Seppur con enorme dispiacere, abbiamo condiviso con l’Associazione Club Carrera – annuncia il sindaco Fausto Tinti – la decisione di annullare l’edizione 2020 della Carrera. In questo momento di grande incertezza sanitaria ed economica, tale scelta era doverosa: votando per l’annullamento della manifestazione, i responsabili dei team e il direttivo dell’Associazione hanno dato prova di grande responsabilità e senso civico anche nel rispetto delle difficoltà che sempre più famiglie del territorio stanno vivendo a causa del lungo lockdown e della difficile e graduale ripresa delle attività produttive e dei servizi. Propongo però di organizzare, in occasione del Settembre Castellano e nel rispetto di tutte le precauzioni necessarie ad evitare un’ondata di ritorno del contagio, un’attività culturale che dia valore e onore all’impegno dei ragazzi della Carrera e che celebri la storia e il forte valore identitario della Carrera per la comunità di Castel San Pietro. Un’iniziativa del genere potrebbe configurarsi anche come  un’ottima occasione per raccogliere ulteriori fondi a sostegno delle fasce di popolazione che sono state messe più a dura prova dall’emergenza sanitaria da Covid-19».

«L’Associazione Club Carrera a malincuore e con profondo senso civico e rispetto per la situazione venutasi a creare in seguito alla pandemia che ha colpito il paese – conferma il presidente Andrea Vallisi che nella serata del 21 maggio ha incontrato tutti i membri del direttivo e i responsabili dei 18 team maschili e femminili che partecipano alla manifestazione –, comunica ufficialmente l’annullamento dell’organizzazione della Carrera 2020. Desideriamo che ogni eventuale contributo destinato alla nostra associazione venga devoluto in beneficenza alle altre associazioni castellane o utilizzato dall’Amministrazione comunale nella maniera che ritiene più opportuna. Auspichiamo, infine, che l’Amministrazione comunale possa prendere in considerazione l’eventualità di prevedere per l’edizione 2021 una doppia manifestazione che si sviluppi su due giornate di competizione anziché una sola». (da.be.)

Nella foto (concessa dal Comune di Castel San Pietro): la partenza dell’edizione 2018

Coronavirus, annullata la 67^ edizione della Carrera Autopodistica
Politica 22 Maggio 2020

Coronavirus, da domani torna anche il mercato ambulante non alimentare in Pedagna

Domani, sabato 23 maggio, riapre anche il mercato ambulante non alimentare del sabato pomeriggio nel quartiere Pedagna. Dopo l’avvio giovedì scorso di quello delle piazze e delle strade del centro storico e della sezione alimentare sempre in Pedagna il 9 maggio scorso, ora si completa l’offerta dei mercati ambulanti in città.  Per la cronaca, inoltre, il mercato di Cose Antiche non si svolgerà sabato 23 maggio. Trattandosi di vendita di beni usati, alla luce del protocollo della Regione Emilia Romagna sullo svolgimento in sicurezza degli esercizi di commercio al dettaglio e su aree pubbliche, l’Amministrazione ha deciso di non effettuare quella che sarebbe stato l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva.

Il mercato in Pedagna, invece, si svolge nel parcheggio adiacente alla via Donizetti, dalle ore 15 alle ore 19 (non si svolge nei mesi di luglio e agosto). In totale sono assegnati i posteggi a 3 bancarelle alimentari ed a 7 non alimentari. Come stabilito nell’apposito ordinanza, l’apertura avviene tenendo conto di una serie di condizioni, in ottemperanza alle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 previste dalla specifico protocollo della Regione Emilia Romagna per lo svolgimento in sicurezza del commercio su aree pubbliche.

Per gli operatori del settore non alimentare le condizioni definite nell’ordinanza sono: in tutte le aree mercatali ed in tutte le fasi del mercato (montaggio, carico e scarico merce, vendita, smontaggio) dovrà essere mantenuto il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra operatori e tra clienti ( in attesa di essere serviti); dovrà essere impedito il passaggio attraverso eventuali spazi vuoti tra un banco e l’altro; dovranno essere disponibili per la clientela, sistemi per la disinfezione delle mani in ogni banco e comunque, accanto ai sistemi di pagamento; è obbligatorio l’uso di mascherine da parte degli operatori e dei frequentatori; è obbligatorio l’uso di guanti da parte degli operatori oppure l’igienizzazione frequente delle mani; è sospesa la vendita di beni usati; in caso di vendita di abbigliamento dovranno essere messe a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere e toccare la merce; sarà assicurato il  posizionamento di appositi cartelli da parte di ogni banco/operatore atti ad indicare la direzione del flusso delle persone in modo univoco, in modo che possa esserci un percorso unico davanti al proprio posteggio; ciascun operatore dovrà impegnarsi nel disciplinare e gestire le eventuali code create dalla sua clientela, nonché nel richiamare la clientela al rispetto delle distanze di sicurezza; la merce posta in vendita dovrà essere mantenuta costantemente in ordine evitando un’esposizione della stessa alla rinfusa.

Da parte sua, il Comune garantirà il posizionamento di apposita cartellonistica tesa all’informazione sui comportamenti corretti in italiano e in  inglese all’ingresso di ogni corsia e la presenza della polizia municipale durante lo svolgimento del mercato per il controllo del corretto funzionamento del medesimo alla luce delle disposizioni emanate. (da.be.)

Coronavirus, da domani torna anche il mercato ambulante non alimentare in Pedagna
Cronaca 22 Maggio 2020

Il Gruppo Hera dona oltre 430 mila euro in favore di associazioni solidali e sanità

Si è chiusa la terza edizione di HeraSolidale, il progetto attraverso cui i lavoratori del Gruppo Hera, l’azienda stessa e i clienti sostengono le associazioni impegnate in programmi di solidarietà. Complessivamente la cifra raccolta e donata nel biennio 208/2019 è stata di 370 mila euro, ripartita tra cinque associazioni in base alle preferenze espresse da dipendenti e clienti, permettendo così la realizzazione di diversi progetti con un effetto positivo su migliaia di persone. Le cinque onlus coinvolte sono Ant, Aism – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Butterfly Onlus, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza e Save the Children.

In pratica i lavoratori di Hera sostengono le associazioni con donazioni mensili dalla busta paga oppure attraverso il sistema di welfare aziendale Hextra. In parallelo, Hera si impegna a destinare al progetto 1 euro per ogni nuovo cliente acquisito da Hera Comm. Anche i nuovi clienti luce e gas di Hera Comm possono partecipare a HeraSolidale scegliendo di destinare 1 euro in fase di sottoscrizione di un’offerta a libero mercato a una delle associazioni coinvolte. Le associazioni vengono selezionate dai dipendenti tra le 15 individuate dal Gruppo sulla base di alcuni criteri, tra cui la notorietà e trasparenza delle attività e il loro contributo a uno o più obiettivi di sostenibilità e sviluppo definiti nell’Agenda Onu al 2030 (salute e benessere, acqua pulita e igiene, parità di genere, istruzione di qualità). 

Accanto a questa somma, vista l’emergenza Coronavirus, i dipendenti del Gruppo hanno avviato un’edizione straordinaria del progetto raccogliendo quasi 64 mila euro a favore dei Servizi Sanitari di Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche, suddivisi in base alla scelta espressa dai lavoratori in fase di adesione. (da.be.)

Nella foto: la locandina del progetto

Il Gruppo Hera dona oltre 430 mila euro in favore di associazioni solidali e sanità
Cronaca 22 Maggio 2020

Scoperte richieste irregolari per l’erogazione dei «buoni spesa», nei guai un centinaio di imolesi

La Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito della vigilanza predisposta per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale in atto, hanno avviato nei giorni scorsi dei specifici controlli nei confronti dei percettori dei «buoni spesa», di valore fino a 600 euro, erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà e destinati all’acquisto di generi alimentari e di prima necessità.

Le attività di verifica, svolte rispetto ai dati acquisiti presso il Comune di Imola, ma anche di Bologna e San Lazzaro, hanno finora permesso di accertare, sulle 360 controllate, la presentazione di 154 false autocertificazioni da parte di nuclei familiari che hanno fraudolentemente dichiarato di non aver fonti di sostentamento finanziario e di trovarsi in condizione di difficoltà economica ed indigenza, tali da richiedere appunto l’erogazione del «buono spesa». «Di queste un centinaio circa sono state ravvisate nel territorio imolese» fanno sapere dalla Guardia di Finanza. La scoperta è avvenuta quando «abbiamo richiesto ai Comuni la documentazione e i dati inseriti nelle autocertificazioni. Attraverso un’analisi dei dati è stato riscontrato infatti come, invece di un azzeramento delle entrate, alcuni avessero percepito stipendi a marzo ed aprile oppure altri redditi, come quello di cittadinanza o un’indennità di disoccupazione. In altri casi invece più membri dello stesso nucleo familiare avevano richiesto il bonus, al fine di ricevere un importo raddoppiato rispetto a quello spettante» precisano le Fiamme Gialle. A questo punto «le irregolari riscontrate saranno segnalate all’autorità giudiziaria e le persone coinvolte saranno accusate di indebita percezione di erogazioni pubbliche (in caso sia stato erogato il buono) o mendace autocertificazione, nonché ai comuni competenti per il recupero dei contributi erogati» concludono i finanzieri.

Nel primo caso, secondo l’articolo 316 ter del codice penale, quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a euro 3.999,96 si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 5.164 a euro 25.822. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito. Nel secondo caso, invece, secondo l’articolo 75 del Codice Civile, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera. Nel frattempo, però, continueranno le attività di controllo dei finanzieri in collaborazione con gli Enti locali per garantire che queste risorse finiscano nelle tasche di soggetti davvero bisognosi. (da.be.)

Foto concessa dalla Guardia di Finanza 

Scoperte richieste irregolari per l’erogazione dei «buoni spesa», nei guai un centinaio di imolesi

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