#ORIZZONTI
Cronaca
2 Marzo 2026

#ORIZZONTI – Contro il bullismo serve dialogo coi ragazzi, ma ai genitori interessa?

Lo screzio che diventa un insulto, poi una spinta o una parola di troppo che fa male, più di un calcio.

In una società che ci vuole omologati e alla ricerca di consenso, bullismo e cyberbullismo dilagano e l’età si abbassa.

Una volta c’era il compagno (o la compagna) di classe spaccone con la claque ad applaudire, oggi si sono aggiunti i telefonini, i social, i video, le challenge (sfide) fatte per sentirsi grandi e accettati. Con l’intelligenza artificiale non potrà che peggiorare.

Da mamma mi preoccupa. C’è chi invoca il controllo «poliziesco », ma presidiare una strada può solo far spostare il problema dietro l’angolo. Le insegnanti hanno un ruolo fondamentale: passano la maggior parte della giornata con i nostri figli e sono le prime sentinelle. Ma i tempi di reazione della scuola sono davvero troppo lenti.

Noi genitori siamo ancora più importanti. Meno ore passate su Instagram o chat e più ore a parlare e ad ascoltare i nostri figli, ad educarli senza farci sostituire dall’amico virtuale, posticipando magari l’acquisto dello smartphone (noi uscivamo senza e stavamo bene lo stesso).

Ma sono pessimista. Qualche giorno fa ho partecipato ad un interessante incontro nella scuola di mia figlia tenuto dall’associazione «Bullismo no grazie». L’incontro era aperto ai genitori di tre classi delle elementari. Parliamo di oltre 70 bambini, noi genitori eravamo in 15.

Giulia Giuffrida

@riproduzione riservata

 

Immagine presa dalla copertina del libro «Quando non mi vedi», graphic novel edita da Bacchilega Junior che racconta a fumetti il bullismo (in vendita anche sul sito di Bacchilega Editore).

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