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Cronaca 7 Luglio 2018

Le storie dei maturandi «senior» del corso serale dell'Istituto tecnico Alberghetti

Hanno affrontato la prova di maturità assieme ai loro colleghi più giovani. Sono gli studenti «senior» del corso serale, che all’Istituto tecnico Alberghetti di Imola, consente anche agli adulti di ottenere il diploma di perito meccanico e meccatronico. Un percorso impegnativo, della durata di tre anni, che prevede una frequenza dal lunedì al venerdì dalle 18.20 alle 23. Tornare sui banchi di scuola, spesso a tanti anni dall’ultima volta e dopo una giornata di lavoro, dovendo in più conciliare lo studio con la famiglia, richiede forti motivazioni. I 17 studenti della 5ªAts hanno tutti alle spalle belle storie di tenacia e determinazione e a volte anche di volontà di riscatto. Perché, concordano tutti, «non è mai troppo tardi per cercare di migliorarsi e l’esperienza alla fine è gratificante, al di là dei sacrifici e dei voti finali». Prova ne è, che ancor prima degli esiti, stanno già arrivando proposte di colloqui di lavoro da parte di aziende e agenzie interinali in contatto con la scuola.

La quarta rivoluzione industriale, che sta già portando nelle imprese la digitalizzazione 4.0, costringerà sempre più persone a compiere percorsi di riqualificazione e a rimettersi in gioco anche in età matura. Abbiamo quindi scelto di raccontarvi le esperienze di alcuni di questi studenti modello.

Diplomarsi dopo i cinquant’anni.
Stefano Borsatti ha affrontato la prova di maturità a 52 anni. E’ lui il decano della classe. «Da ragazzo – racconta – avevo cominciato proprio l’Itis Alberghetti, ma ho abbandonato, scoraggiato dai voti e dalla (poca) voglia. Ho sempre fatto l’operaio e oggi sono capoturno alla Wienerberger di Bubano. Mi mancava però il diploma, per me era come un cerchio da chiudere».

L’ingegnere edile tornato alle superiori.
Nel curriculum del trentaduenne Davide Valente ci sono un diploma di maturità scientifica, una laurea in Ingegneria edile, esperienze presso uno studio di servizi per l’edilizia e un’impresa del bolognese, e oggi un lavoro nell’azienda meccanica di famiglia, che a Castel Bolognese produce cilindri oleodinamici. Qui si occupa di conformità prodotti e risorse umane. Nonostante questo, è tornato sui banchi di scuola per completare la sua formazione.

Geometra e meccanico dopo la libera professione.
Anche per il geometra François Bigarini, di 42 anni, la scelta di iscriversi al corso serale è conseguenza della crisi dell’edilizia. «Per anni ho svolto la libera professione con Partita Iva, ma specie negli ultimi tempi era diventato difficile proseguire su questa strada. Volevo specializzarmi nel disegno meccanico. Per me era impossibile accedere ai corsi di formazione professionale, giustamente riservati ai disoccupati, così, tre anni fa, ho deciso di intraprendere la strada più lunga e impegnativa e iscrivermi al corso serale».

Il percorso di chi voleva vivere di musica.
A esame orale concluso, Ubaldo Bolognesi, di 49 anni, esulta su Facebook: «Ho vinto una delle più grandi sfide della mia vita. Ora mi sento una persona migliore. E sono felice!». A caldo ci spiega che «avere un diploma nel cassetto è una grande soddisfazione personale». «La decisione di prendere il diploma è scattata quando mi sono reso conto che la mentalità che vige nell’ente pubblico è troppo burocratizzata, mentre dove lavoro adesso si dà finalmente valore alla meritocrazia».

L’ex pugile che spera di lasciare la fonderia.
Tra gli studenti più giovani c’è Riccardo Toschi, di 26 anni, che da ragazzo ha abbandonato gli studi all’Ipsia e all’Ecap. «Avevo altri interessi, facevo pugilato a livello agonistico – dice -. Ma col tempo si cambia e mi sono reso conto che il diploma nella vita serve». (lo. mi.)

Leggi le interviste complete sul “sabato sera” del 5 luglio

Nella foto la 5aATS al completo davanti all”Istituto Alberghetti

Le storie dei maturandi «senior» del corso serale dell'Istituto tecnico Alberghetti
Cronaca 1 Giugno 2018

Olimpiadi della Biologia, Mattia Biavati dell'Alberghetti è terzo in Italia e volerà a Teheran

Mattia Biavati, studente del Liceo scientifico delle scienze applicate «Alberghetti», è arrivato terzo assoluto in Italia alle Olimpiadi della Biologia, organizzate dall’Associazione nazionale insegnanti di scienze naturali e riservate ai migliori studenti del triennio dei licei scientifici di ogni regione. E grazie a questo risultato Mattia farà parte della squadra nazionale italiana (unico studente emiliano-romagnolo) che parteciperà alle Olimpiadi internazionali della Biologia, in programma a Teheran, la capitale dell’Iran, dal 15 al 22 luglio. «E’ un grandissimo onore e sono sicuro che sarà un’esperienza importante – commenta lo studente imolese -. Per questo tengo molto a ringraziare i professori che mi hanno seguito nei cinque anni ed in particolare la mia prof di scienze Sonia Manaresi, che mi ha trasmesso la passione per questa bellissima materia, consentendomi il confronto con i migliori a livello nazionale».

La finale italiana, svoltasi dall’11 al 13 maggio all’università lombarda di Castellanza, consisteva in una prova scritta sulle scienze della vita, con quesiti riguardanti conoscenze e competenze in tutti i campi della biologia fino alle più recenti acquisizioni delle biotecnologie. I primi venti classificati della prova teorica hanno poi affrontato una prova di laboratorio consistente in osservazioni al microscopio e analisi volte a testare anche le capacità di problem solving, al termine della quale Mattia ha totalizzato il terzo miglior punteggio, a solo mezzo punto dalla seconda classificata. «Nonostante l’ansia per le prove teoriche e laboratoriali è sempre bello affrontare sfide inedite e mettere alla prova le proprie capacità – commenta ancora Mattia -. In più vi è l’opportunità di conoscere studenti provenienti da tutta Italia uniti da un interesse comune».

Il Liceo scientifico Alberghetti vanta un palmares veramente ricco a livello mondiale: nel 2010 Luca Biavati e Riccardo Buscaroli hanno rappresentato l’Italia vincendo una medaglia di bronzo ciascuno rispettivamente alle Olimpiadi internazionali di Biologia in Corea e di Scienze della Terra in Indonesia; nel 2011 Luca Biavati ha fatto il bis con una medaglia d’argento conquistata alle Olimpiadi di Biologia svoltesi a Taiwan e nel 2016 Gabriele Bentivoglio ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi delle Scienze della Terra in Giappone. «Mi hanno chiesto – scherza Mattia – se io e Luca siamo parenti, ma l’unica cosa che abbiamo in comune è la prof Manaresi».

r.c.

Nella foto: Mattia Biavati insieme alla professoressa Sonia Manaresi nel laboratorio dell”Alberghetti

Olimpiadi della Biologia, Mattia Biavati dell'Alberghetti è terzo in Italia e volerà a Teheran
Cronaca 1 Giugno 2018

Insultano il docente perché gay, solidarietà e sdegno con vari distinguo. I commenti

Unanime sdegno e solidarietà in città per il docente dell”Alberghetti oggetto di insulti omofobi e scritte offensive sulla lavagna da parte di quattro studenti del professionale. Ai comunicati della candidata sindaco del centrosinistra Carmela Cappello e di Silvia Piccinini e Manuela Sangiorgi, rispettivamente capogruppo regionale e candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, che hanno annunciato di voler presentare un’interrogazione in Regione, si sono aggiunti anche altri commenti.

“Un comportamento vergognoso, contro cui dovevano essere presi provvedimenti tempestivi, e che invece si è protratto per troppo tempo” hanno scritto in una nota Alessandra Loreti e Flavia Fabbri della Flc Cgil (categoria sindacale che segue la scuola) e Mirella Collina segretaria della Cgil di Imola che aggiungono “La scuola ha un ruolo fondamentale nel trasmettere il valore dell’accettazione dell’altro e del rispetto reciproco e su questi temi occorre insistere maggiormente, anche con progetti educativi mirati, per formare cittadini consapevoli e responsabili”.

Duro anche il commento di Sinistra Unita: “La nostra idea di scuola è lontanissima da quella che emerge da questo spaccato: l”educazione che pretendiamo venga data ai nostri figli anche con la collaborazione dell”istituzione scolastica è di uguaglianza e rispetto. All”insegnante e a chiunque in quell”istituto sia stato o sia vittima di violenza omofobica, verbale o d”altro genere, va la nostra solidarietà e la nostra disponibilità a raccoglierne le richieste di aiuto”. 

Potere al Popolo dal canto suo ha sottolineato il fatto che: “Purtroppo l’episodio non è isolato. E’ capitato in passato, e probabilmente capita ancora oggi, che si verificassero situazioni altrettanto inaccettabili nelle scuole imolesi: professori che esprimevano posizioni omofobe in classe, studenti con posizioni ultra-cattoliche e discriminatorie ecc. Perché – ci chiediamo – mancano nelle scuole lezioni dedicate all’educazione sessuale, al rispetto delle differenze, a una cultura di genere non più maschilista ed etero-normativa? Perché il problema viene sempre sollevato dopo, solo se mediaticamente rilevante, e non si va ad incedere sul problema nel suo livello più strutturale e generale?”. 

Taglio diverso per Giuseppina Roberta Brienza, candidata nella coalizione di centrosinistra con la lista Per Imola Futuro-Area Civica e già assessore alla Scuola a Imola nella Giunta Manca che ha tenuto a sottolineare la stima per la dirigente Vanna Monducci, perché “anche in un momento difficile la scuola ha saputo intervenire con decisione ed equilibrio insieme al consiglio di classe, al docente e alle famiglie dei ragazzi, in un’ottica di collaborazione educativa che deve porre sempre al centro la crescita degli studenti”.

Per finire il Popolo della Famiglia dal canto suo dichiara: “Non ci interessa sapere se quella persona sia stata offesa in quanto manifestasse certi orientamenti sessuali, avesse un certo colore di pelle ovvero professasse un certo credo, ovvero presentasse una qualche disabilità. Al centro c”è sempre e solo la persona e la sua dignità. Ogni tentativo di strizzare l”occhiolino mediatico a vicende come questa facendone un vessillo per certe battaglie socio – ideologico – culturali, e peggio ancora politiche, rappresenta una non meno bieca offesa alla dignità di quella persona”.

Foto dal sito Gaynews che ha pubblicato la lettera che ha fatto scoppiare il caso

Insultano il docente perché gay, solidarietà e sdegno con vari distinguo. I commenti
Cronaca 31 Maggio 2018

Insultano il docente perché gay, I ragazzi sospesi sono 4. La preside: “Lavori socialmente utili per tutti'

Novità sulla vicenda degli insulti omofobi e delle scritte offensive sulla lavagna nei confronti di un docente del professionale Alberghetti di Imola. Ai primi due studenti già individuati e sospesi ieri nel pomeriggio, se ne sono aggiunti altri due in serata al termine del consiglio di istituto. A precisarlo è la preside, Vanna Monducci, che preferisce non entrare troppo nel dettaglio “ricordiamoci che si tratta di minori”, ma aggiunge “per tutti e quattro si conferma la sospensione dai 7 ai 14 giorni”. Ma i quattro non staranno a casa in panciolle, bensì sconteranno la pena “svolgendo dei lavori socialmente utili. Ora dobbiamo solo decidere con quale delle associazioni convenzionate con la scuola”. 

Oramai da tre anni l”Alberghetti ha delle convenzioni per questo tipo di attività con la Croce rossa, il convento dei frati Cappuccini e il Banco alimentare. L”Alberghetti, così come le altre scuole superiori del circondario imolese, sta utilizzando sempre più questa opportunità per cercare di educare chi ha commesso qualcosa di sbagliato. Recentemente proprio la dirigente scolastica Monducci aveva raccontato che, tra istituto tecnico e professionale, quest”anno c”erano stati una ventina di sospensioni su circa 1.700 alunni.

Forse entrare in contatto con queste realtà potrà aiutarli a prendere consapevolezza di quanto hanno fatto: “I ragazzini hanno capito la gravità dell”accaduto? Diciamo di sì – conclude laconica la preside -. Comunque sono contenta perché i rappresentanti di classe hanno ringraziato la scuola per l’attenzione avuta in questo caso spinoso”.

Da notare che gli studenti coinvolti nella vicenda sono quindi quattro come segnalava la lettera pubblicata su Gaynews.it ieri che ha fatto scoppiare il caso. (l.a.)   

Nella foto la preside Vanna Monducci

Insultano il docente perché gay, I ragazzi sospesi sono 4. La preside: “Lavori socialmente utili per tutti'
Cronaca 31 Maggio 2018

Insultano il docente perché gay, due ragazzi sospesi al professionale Alberghetti

«Un mio caro amico fa l’insegnante in una scuola superiore di Imola. Qui ha subito, durante l’anno, vari attacchi di stampo omofobo da parte di quattro alunni: frasi offensive e scritte volgari alla lavagna con espliciti riferimenti non solo alla sua omosessualità ma anche alla mia». Comincia così la lettera pubblicata ieri mattina dal sito web Gaynews, testata online bolognese con direttore franco Grillini e rilanciata dalla pagina Facebook. Prosegue dicendo che «la dirigente scolastica non ha fatto neppure una telefonata al mio amico per esprimergli solidarietà né si è presentata ai collegi straordinari dei docenti per l’adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dei quattro alunni. Anzi, è arrivata a cancellare dal registro elettronico le note che facevano riferimento a questi gravi atti».  

Un racconto a dir poco spiacevole e sgradevole, l”ennesimo caso di bullismo contro gli insegnanti con l”aggravante dell”omofobia. Una vicenda che fa rapidamente il giro del web e non solo. Silvia Piccinini e Manuela Sangiorgi, rispettivamente capogruppo regionale e candidata sindaco del MoVimento 5 Stelle, hanno annunciato di voler presentare un’interrogazione in Regione in merito. “Quello che è successo a Imola è la dimostrazione di come l’Emilia Romagna abbia urgentemente bisogno di una legge contro l’omotransfobia. Episodi di questo genere, per di più accaduti all’interno di una scuola, non possono essere tollerati, o peggio, messi sotto silenzio anche da chi avrebbe il dovere di fermarli e denunciarli”. Solidarietà anche dalla candidata sindaco del centrosinistra Carmela Cappello: “In Italia i pregiudizi e l’odio nei confronti delle persone omosessuali fanno 50 vittime ogni giorno. Invito tutti coloro che sono vittime di questi episodi a non arrendersi e denunciare alle autorità quanto subiscono. Le istituzioni devono sostenere la vittima di questo episodio, che denunciando pubblicamente l’accaduto ci dà la forza di mettere in atto azioni concrete e immediate perché la scuola non sia luogo di contrasti e divisioni, ma di educazione al rispetto degli altri e crescita umana dei nostri giovani». 

L”unico preside donna di Imola è la dirigente dell”Alberghetti, Vanna Monducci. Raggiunta in serata telefonicamente ha confermato l’accaduto ma ha precisato che la lettera “riporta diverse falsità, a partire dal fatto che la scuola non è stata passiva di fronte a quanto accaduto. Non è mai stato denunciato un fatto concreto di frasi dette dagli studenti. L”unico episodio, quello che abbiamo sanzionato, è avvenuto a metà maggio e riguarda una scritta ed un disegno volgare fatti sulla lavagna di una classe del professionale”. Episodio al quale è seguita una nota sul registro “che non ho cancellato ma provveduto a far riscrivere solo perché non riportasse testualmente la frase volgare”.

Monducci aggiunge che nel frattempo è stata avviata una ricerca dei responsabili o del responsabile. “Inizialmente non è emerso il colpevole e abbiamo applicato una sospensione di tre giorni a tutta la classe con obbligo di frequenza a scuola – dettaglia la preside -. Solo in seguito l”autore della scritta e del disegno ha ammesso il fatto e oggi abbiamo deciso in un consiglio straordinario una sospensione a casa per 14 giorni per lui e 7 giorni per il compagno che era in classe con lui in quel momento, pena che inizieranno a scontare da lunedì prossimo. In sede di scrutinio finale ci riserviamo di intervenire anche sul voto di comportamento”. (l.a.gi.gi.)

Il testo completo della lettera dal sito Gaynews 

AGGIORNAMENTI
Insultano il docente perché gay, i ragazzi sospesi sono quattro. Lavori socialmente utili per tutti

Foto dal sito Gaynews

Insultano il docente perché gay, due ragazzi sospesi al professionale Alberghetti
Sport 27 Maggio 2018

Atletica, terzo posto per l'Alberghetti ai Campionati nazionali studenteschi

Il 24 e 25 maggio scorso a Palermo si sono svolte le Finali nazionali dei Campionati studenteschi Allievi di Atletica per gli istituti di 2° grado.

L”Alberghetti di Imola, guidata dalla professoressa di Educazione Fisica Bianca Cristina Berardi, ha conquistato la medaglia di bronzo tra gli uomini con 47 punti, finendo alle spalle della scuola Oberdan di Trieste e del Galilei-Tiziano di Belluno.

Il miglior risultato per i ragazzi imolesi è arrivato dalla staffetta 4×100 dove Davide Conti, Antonio Bonifazio, Ossama Kniya e Luca Herbert Alves hanno chiuso al 4° posto.

d.b.

Nella foto: la squadra dell”Alberghetti insieme alla professoressa Berardi sul podio dei regionali prima della partenza per Palermo

Atletica, terzo posto per l'Alberghetti ai Campionati nazionali studenteschi
Cronaca 18 Marzo 2018

Informatica, le Arachidi Veloci dell'Alberghetti alle Olimpiadi internazionali

Dopo la medaglia d’argento ottenuta da Michael Chelli alle Olimpiadi italiane di Informatica (gara individuale) lo scorso settembre, una squadra dell’istituto Alberghetti ha ottenuto un ottimo risultato alle Olimpiadi di Informatica a squadre in Italia, un evento organizzato da un gruppo di docenti e studenti di vari istituti italiani giunto alla nona edizione. Infatti, la squadra delle Arachidi Veloci dell’Alberghetti, nella finale che si è disputata lo scorso 16 febbraio a Bologna, ha ottenuto un eccellente secondo posto alle spalle dell’Itis Magistri Cumacini di Como che gli è valsa la partecipazione alle Olimpiadi internazionali di Informatica a squadre (Ioit) che si terranno in Romania nel prossimo mese di maggio a Piatra Neamt, nella regione rumena della Moldavia.

La squadra delle Arachidi Veloci è composta da quattro ragazzi e una ragazza: Marco Piacentini (5ª ALs), Giorgio Minoccari (5ª DLs), Rebecca Monti (4ª ALs), Michael Chelli (4ª CLs) e Filippo Selvatici (3ª CLs). Il professore di informatica Antonio Di Girolamo coordina il gruppo, ma le squadre organizzano la formazione in maniera autonoma, incontrandosi a scuola di pomeriggio per risolvere problemi simili a quelli proposti nelle gare, con il supporto, quando necessario, di alcuni tutor, che di solito sono gli studenti più anziani ed esperti. «Ogni anno proponiamo a tutti i ragazzi dell’istituto la possibilità di verificare le proprie attitudini nel campo dell’informatica – spiega il professor Di Girolamo – chi è interessato può partecipare agli incontri pomeridiani di formazione, dove ben presto si giunge a lavorare sul tipo di esercizi che si debbono risolvere se si vuole partecipare alle Olimpiadi. All’inizio gli studenti interessati sono parecchie decine e, dopo una naturale selezione in base all’interesse e alle competenze, si formano varie squadre che partecipano alla prima fase, le gare di istituto. Le squadre che superano un certo punteggio passano alla fase delle gare regionali e poi a quella nazionale, dove, per un pelo, non siamo riusciti a portare due squadre».

Quest’anno le Arachidi Veloci non erano tra le favorite, come invece era accaduto nella scorsa edizione. «Siamo arrivati dietro ai Magistrini per pochi punti – racconta Filippo Selvatici – abbiamo fatto 488 punti su 700, mentre loro ne hanno fatto 500, perché abbiamo gareggiato senza preoccupazioni di piazzamento e questo ci ha fatto lavorare meglio e abbiamo fatto un buon lavoro di squadra». «Durante le gare si debbono risolvere sette problemi e per ognuno di essi bisogna creare un programma che porti alla soluzione nel modo migliore – aggiunge Rebecca Monti – cioè con il minor numero di passaggi. Se non fossimo stati un gruppo coeso, non avremmo raggiunto questo risultato». «La nostra squadra è al secondo anno di attività – continua Giorgio Minoccari –  e ora siamo soddisfatti di come lavoriamo. Quando si gareggia bisogna elaborare anche una strategia di gara per scegliere in che ordine risolvere i problemi, per non insistere a risolvere quesiti che per noi richiedono troppo tempo e dedicarci a quelli che ci offrono una garanzia di maggior punteggio».

Ora l”attenzione è tutta per la gara internazionale. «Già adesso ci stiamo preparando e abbiamo fatto un programma di esercizi adatti – spiega Marco Piacentini – e abbiamo cercato di capire il genere di problemi che ci potrebbero capitare in questa finale. Partiremo sereni per la Romania, non siamo preoccupati, sappiamo di essere forti, anche se nessuno di noi è un “mostro”. Però è meglio avere una squadra bene organizzata e coesa piuttosto che il fuoriclasse alla Ronaldo e gli altri al suo servizio».

f.t.

L”articolo completo su “sabato sera” del 15 marzo

Nella foto: il team delle Arachidi Veloci. Da sinistra il professor Antonio Di Girolamo, Filippo Selvatici, Marco Piacentini, Michael Chelli, Rebecca Monti e Giorgio Minoccari

 

 

Informatica, le Arachidi Veloci dell'Alberghetti alle Olimpiadi internazionali

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