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Cultura e Spettacoli 3 Maggio 2019

Il Pinocchio di Bertozzi & Casoni esposto in biblioteca con inaugurazione di David Riondino

Libri e legno e rughe e tristezza e compostezza. È talmente vero che ci si aspetta quasi di sentir sospirare il Pinocchio in ceramica policroma realizzato da Bertozzi & Casoni nel 2014. L’opera sarà esposta dal 10 maggio al 30 settembre nella biblioteca comunale di Imola con una serata di inaugurazione dell’evento che vedrà, appunto venerdì 10 maggio alle ore 21, lo spettacolo di David Riondino che, accompagnato da Patrizio Fariselli, darà vita a «Conversazioni con un burattino di coccio».

Il lavoro dei due artisti imolesi, intitolato Non ricordo, è di proprietà della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, che cura l’organizzazione dell’iniziativa insieme al suo Doc (Centro di documentazione delle arti moderne e contemporanee in Romagna) e in collaborazione con il Comune e la Bim.

«Nel 2017 il rettore dell’Università di Bologna ci chiese di poter esporre Non ricordo a palazzo Poggi in vista di ArteFiera – spiega Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Crimola -. Lo scorso anno decidemmo di mettere nuovamente l’opera in mostra nel centro Gianni Isola. David Riondino la vide e se ne innamorò chiedendoci di poter lavorare a dei testi per costruirvi attorno uno spettacolo. Spettacolo che ora arriva proprio a inaugurare i quasi cinque mesi di esposizione di Non ricordo in biblioteca».

Il Pinocchio è una metafora della vita e dlel”arte. Lo spiega bene Giampaolo Bertozzi, metà del duo artistico da lui fondato con Stefano Dal Monte Casoni che ha portato un abitante di Borgo e un lughese a dar vita a una società artistica che ha il proprio centro creativo in un’officina artistica con sede a Imola, i cui lavori in ceramica sono esposti nei più importanti musei e gallerie in Italia e all’estero: «Con quest’opera parliamo del nostro contemporaneo: oggi non si vuole più invecchiare, la morte è relegata in un angolo, allontanata… da tempo lavoravamo sul memento mori e, secondo noi, il bello può aiutarci in questo: dare il meglio, travalicare le questioni umane».

Non ricordo sarà posizionata all’ingresso della biblioteca, nell’abside della Sala San Francesco, in accoglienza quindi di tutti i visitatori. In esposizione ci sarà anche una selezione dei duecentocinquanta libri su Pinocchio posseduti dalla biblioteca imolese.

«Realizzare Non ricordo è stato un lavoro lungo e complesso – conclude Bertozzi -: il processo dal reale alla ceramica è molto lungo e le tecniche contano molto. Non ricordo è tempo sospeso. È memoria di quello che era prima. È sano realismo». È emozione, con le rughe che solcano il viso di un burattino che è immensamente umano e che siede, stanco e rassegnato, sulle proprie storie, su quei libri che sono la propria vita. (s.f.)

Lo spettacolo di David Riondino si tiene venerdì 10 maggio alle 21 in biblioteca a Imola. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti allo 0542/26606.

Ulteriori commenti su «sabato sera» del 2 maggio 2019

Nella foto, di Isolapress, l”opera «Non ricordo» di Bertozzi & Casoni

Il Pinocchio di Bertozzi & Casoni esposto in biblioteca con inaugurazione di David Riondino
Economia 19 Aprile 2019

Parziale chiusura durante le feste pasquali per la Cooperativa Ceramica e per la Florim di Mordano

Anche il settore ceramico risente del rallentamento che sta riguardando l’economia italiana. Secondo Confindustria Ceramica, «nel 2018 l’industria italiana delle piastrelle, dopo un quinquennio di continua crescita, ha registrato una battuta d’arresto di produzione, vendite ed export». Un trend che a fine anno il presidente di Confindustria ceramica, Giovanni Savorani, motivava in questi termini: «Il commercio internazionale di tutti i settori risente delle crescenti tensioni commerciali a livello mondiale, e in particolare tra Stati Uniti e Cina, che generano incertezza presso consumatori e operatori professionali. Recenti analisi dimostrano che i Paesi che soffrono maggiormente di questa situazione sono i forti esportatori e quelli dall’elevato debito pubblico, condizioni entrambe che riguardano l’Italia».

I dati Istat, riportati da Unioncamere Emilia Romagna, dicono che nel 2018 il settore dell’industria ceramica, alla voce export, è l’unico ad aver chiuso con una dinamica negativa (-3,5%). Questo è il contesto che sul finire del 2018 ha spinto alcune aziende ad allungare la tradizionale fermata natalizia per evitare un accumulo eccessivo di scorte. Le fermate si ripeteranno in via eccezionale anche in occasione delle prossime festività pasquali. E’ anche vero che quest’anno il calendario vede cadere nella stessa settimana il Lunedì di Pasqua e il 25 Aprile, concomitanza che ha fatto optare anche le aziende del nostro territorio per una chiusura straordinaria.

In Cooperativa ceramica d’Imola il «fermo» andrà dal 20 aprile al 5 maggio compresi. Dei circa 1.160 lavoratori all’attivo faranno eccezione gli impiegati e gli addetti del magazzino spedizioni oggi centralizzato in via Correcchio e sempre aperto. Inoltre, nello stabilimento di Faenza i tre reparti di rettifica, lappatura e cernita resteranno chiusi solo a rotazione. Questo per permettere alle maestranze di evadere una grossa commessa, arrivata un paio di settimane fa da un nuovo cliente americano. Anche alla Florim di Mordano, dove lavora una settantina di addetti, il reparto grès andrà in ferie dal 20 aprile al 1° maggio compresi. Forni sempre accesi, invece, nel nuovo reparto 4.0, oggi interconnesso al nuovo polo produttivo che l’azienda ha avviato a inizio anno a Fiorano Modenese, che continuerà a produrre le grandi lastre. Il mercato premia i grandi formati, che nel 2018 in Florim hanno visto aumentare le vendite di circa il 3%. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 aprile

Parziale chiusura durante le feste pasquali per la Cooperativa Ceramica e per la Florim di Mordano
Economia 21 Dicembre 2018

Il settore ceramico in difficoltà, chiusure natalizie lunghe per le aziende del nostro territorio

Frena il settore ceramico e le aziende locali non fanno eccezione. Prova ne è la chiusura degli impianti per le festività natalizie, che quest’anno si allunga di una settimana rispetto agli anni precedenti. Dal 15 dicembre al 6 gennaio compresi resteranno chiusi sia gli stabilimenti di Cooperativa ceramica d’Imola in via Correcchio, a Borgo Tossignano e Faenza, sia la modenese Florim che produce anche a Mordano.

«Che vi sia una contrazione del mercato è risaputo – spiega Tiziana Roncassaglia Menghetti, segretaria generale della Filctem-Cgil di Imola -. Già a marzo abbiamo riscontrato una flessione, che nella seconda parte dell’anno è aumentata per tutto il settore a livello nazionale, rappresentato al 90 per cento dal distretto ceramico emiliano romagnolo. Nel 2017 le vendite erano ripartite e si sperava che anche in seguito il trend positivo sarebbe proseguito. Lo scorso anno, ad esempio, Florim ha chiuso il miglior bilancio della sua storia. Ma già a fine 2017 a livello nazionale è cominciata una flessione delle vendite. Dagli anni della grande crisi in poi tutte le aziende che sono rimaste sul mercato hanno fatto grandi investimenti tecnologici. Questo ha comportato un aumento dei volumi prodotti, che il mercato, però, non sta più riuscendo ad assorbire».

Va detto che la chiusura di tre settimane scelta dalle ceramiche del nostro circondario è in linea con quelle delle concorrenti del distretto modenese. «A Sassuolo – prosegue la sindacalista – ci sono aziende che fanno fermate anche molto più lunghe. Marazzi, ad esempio, tra i primi gruppi a livello europeo, chiude addirittura per sei settimane e questo dà una indicazione precisa dell’andamento del settore». Come riscontrato anche da Confindustria ceramica, quest’anno si è verificata «una flessione dell’ordine del 3 per cento sulle esportazioni e vendite»; ricominciano così le richieste di ammortizzatori sociali.

«Per quanto riguarda le nostre aziende – dettaglia Menghetti – in Coop. Ceramica  abbiamo a disposizione soltanto 13 settimane di solidarietà fino a settembre 2020. Dopodiché, avremo esaurito tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione. Il percorso dell’azienda fino ad ora ha visto susseguirsi accordi sull’incentivazione di uscite volontarie di personale. Nel 2009 l’azienda contava 1.945 dipendenti contro i 1.180 attuali, con una perdita di 765 posti di lavoro. Sono state utilizzate negli  anni tutte le forme di ammortizzatori sociali, dal contratto di solidarietà fino alla cassa in deroga, per arrivare all’estate di quest’anno, momento in cui l’azienda dichiarava ancora 100 esuberi. In virtù dell’accordo siglato lo scorso luglio, siamo arrivati  alla  riduzione  d’orario per 342 lavoratori su 813 addetti ai reparti produttivi, a fronte di un numero complessivo di circa 1.180 dipendenti. Per gli  operai alla cernita e alla smalteria si tratta di una riduzione d’orario del 30 per cento, mentre per i lavoratori dei servizi generali (pulizia e mensa) la riduzione arriva al 50 per cento. L’azienda  versa un’integrazione al reddito e una copertura dei contributi per la pensione, con un versamento straordinario al fondo di  settore. Il  lavoratore, comunque, si accorge della differenza in busta paga, con una perdita di potere d’acquisto non indifferente. Al momento, stiamo monitorando la situazione,  con  un  occhio  di  riguardo per i lavoratori dei servizi generali che, oltre ad essere i più penalizzati dal punto vista economico, sono anche i più deboli, non avendo molte possibilità di trovare nuove  collocazioni  lavorative  in  altre realtà produttive».

Nello stabilimento dell’ex Cerim a Mordano, già Maker e dal 1° gennaio 2017 Florim, la situazione è diversa. «Qui lavorano 354 addetti e ci  sono ancora a  disposizione  tutti  gli  ammortizzatori  sociali. Il  2017, con l’incorporazione nel  gruppo  modenese, è stato l’anno della svolta. La  famiglia Lucchese, grande  azionista del  gruppo, ha deciso di scommettere sullo  stabilimento di via Selice,  investendo oltre 80 milioni (su 103 milioni complessivi destinati agli investimenti) per realizzare un nuovo stabilimento 4.0 da 56 mila metri quadri, con nuove tecnologie prevalentemente Sacmi, dedicato alla produzione di grandi lastre. Il  prossimo anno sonoprevisti i lavori di ristrutturazione degli uffici lungo via Selice. Dalla primavera del 2017 a oggi, a Mordano sono state assunte 66 persone, con età media di 36 anni, il 10 per cento delle quali donne». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto bancali in attesa di spedizione allo stabilimento di Coop Ceramica di via Correcchio

Il settore ceramico in difficoltà, chiusure natalizie lunghe per le aziende del nostro territorio
Economia 10 Dicembre 2018

La Regione premia la Florim, l'azienda ceramica che ha uno stabilimento produttivo anche a Mordano

La Florim, azienda ceramica di Fiorano Modenese presente con uno stabilimento produttivo anche a Mordano, ha vinto il «premio speciale cultura» nell’ambito del «Premio Er.Rsi Innovatori Responsabili» promosso dalla Regione Emilia Romagna.

Il trofeo, consegnato qualche giorno fa nel corso dell’evento finale del concorso, che si è svolto alla Polveriera di Reggio Emilia, è stato assegnato al progetto Florim Gallery, uno spazio di 9.000 metri quadri situato nella sede principale dell’azienda, a Fiorano Modenese.

La Gallery è stata inaugurata nel 2013 ed è nata dalla ristrutturazione di vecchi capannoni, trasformati in un contenitore di eventi moderno ed elegante, dotato di ampi spazi. Dall’apertura, ha ospitato oltre 90 eventi e 60.000 presenze, conquistandosi il titolo di salotto culturale del distretto ceramico. Non a caso nella motivazione del premio è stato scritto che la Florim Gallery è “Uno spazio che si traduce nel frutto generoso di una visione imprenditoriale lungimirante, capace di investire sulla crescita e lo sviluppo culturale del proprio territorio, offrendo uno spazio innovativo di straordinaria bellezza dove si incontrano i valori della cultura e del lavoro”.

L’azienda Florim, fondata oltre 50 anni fa, ha 1.400 dipendenti e registra un fatturato di oltre 400 milioni di euro. Era già stata premiata al «Premio Er.Rsi Innovatori Responsabili» nel 2015 per il Centro «Salute&formazione», in collaborazione con l’ospedale di Sassuolo e nel 2016 per la scuola di formazione interna «Master in Florim».

Nella foto la consegna del riconoscimento a Reggio Emilia

La Regione premia la Florim, l'azienda ceramica che ha uno stabilimento produttivo anche a Mordano
Cronaca 18 Luglio 2018

La pittrice bolognese Sandra Fiumi firma il piatto della 67ª Sagra della Braciola di Castel San Pietro Terme

Il piatto celebrativo della 67a Sagra della Braciola di Castel San Pietro Terme porta la firma di una pittrice bolognese. Sandra Fiumi è l”artista, esperta anche di ceramica, vincitrice del concorso lanciato dal Comune castellano per scegliere l’immagine che comparirà sul piatto abbinato alla celebre sagra che si svolgerà il 9 settembre prossimo.

La scelta del disegno vincente è stata compiuta dalla giuria del concorso, presieduta dall”assessore alla Cultura di Castel San Pietro Terme, Fabrizio Dondi e composta da Gianni Buonfiglioli, Marilena Manzitti e Andrea Franzoni.

«Il disegno vincitore – spiega l”assessore Dondi – raffigura uno scorcio molto rappresentativo del centro storico di Castel San Pietro Terme e questo corrisponde a una delle caratteristiche richieste dal bando  La giuria l’ha molto apprezzato e da qui è nata l’idea, per i prossimi anni, di indicare nel bando come richiesta principale di riprodurre proprio scorci del centro storico o altri angoli del nostro territorio, dopo diversi anni in cui i soggetti più rappresentati dai vincitori del concorso erano stati soprattutto legati alla Carrera, al castrato o al miele. Si potrebbe così arrivare nel tempo ad avere una collezione di piatti che andranno a raccontare attraverso il disegno i luoghi più suggestivi e significativi del territorio comunale».

Sandra Fiumi, che sarà premiata nel corso della serata “Castello in dvd”, in programma il 30 agosto all’Arena, è nata e vive a Bologna. Appassionata di pittura sin dall’adolescenza, è stata introdotta ai primi segreti delle tecniche creative nello studio dello zio Mario Fiumi. Ha frequentato la scuola d’arte del maestro Demetrio Casile dal 2003 al 2007. Nel 2004 ha partecipato al corso di disegno con modelle dal vivo realizzato presso l’atelier di Demetrio Casile. Nel 2008 ha frequentato un corso di ceramica di base e un corso di ceramica con lavorazione al tornio, durante i quali ha appreso le tecniche di lavorazione dell’argilla, la centratura, la tornitura, la tecnica del colombino e delle lastre, l’incisione, la decorazione, la smaltatura e cottura dell’argilla. Dal 2015 corso di pittura a Bologna con il maestro Stefano Manzotti. L’artista ha esposto le sue opere pittoriche in mostre personali e collettive in diverse sale espositive di Bologna e provincia, fra le quali anche una personale a Castel San Pietro nel 2008.

Oltre al piatto della Sagra Castellana della Braciola 2018, sul quale comparirà la sua illustrazione, la vincitrice riceverà anche articoli per la pittura o la grafica del valore di 300 euro, offerti in collaborazione con l”associazione turistica Pro Loco. Il piatto di quest”anno si può già prenotare rivolgendosi alla stessa Pro Loco (via Ugo Bassi 19 – tel. 051 6954135).

Nell”albo d”oro del concorso, partito nel 2011, l”artista bolognese succede a Maurizio Boiani, vincitore della prima edizione dedicata al 170° anniversario dell”Unità d”Italia e di quella del 2017; Chiara Capitani (2012, sul tema “Ritroviamoci a Castello: una città che partecipa”); Luca Dalla (2013, edizione dedicata ai 60 anni della Carrera Autopodistica, 2015 e 2016); Giorgia Ferrari (2014, tema “Castel San Pietro Terme è…”).

Nelle foto Sandra Fiumi con l”assessore Fabrizio Dondi e l”illustrazione vincente

La pittrice bolognese Sandra Fiumi firma il piatto della 67ª Sagra della Braciola di Castel San Pietro Terme
Economia 12 Luglio 2018

Coop. Ceramica, i lavoratori approvano la riduzione d’orario anti-esuberi. Si comincia il 31 luglio

I lavoratori di Cooperativa ceramica d’Imola hanno approvato l’ipotesi di accordo che consentirà di evitare circa 90 licenziamenti, a fronte della riduzione d’orario per altri 300. Una soluzione che non ha precedenti nel manifatturiero e che esprime una forte solidarietà collettiva.

Le cinque assemblee che tra Imola, Borgo Tossignano e Faenza hanno visto la presenza di 202 lavoratori, ovvero il 70% di quelli coinvolti dal provvedimento, si sono concluse lunedì con una percentuale di voti positivi che ha raggiunto l’88%. «L’obiettivo – spiega Rossana Carra, segretaria generale della Femca-Cisl Area metropolitana bolognese – era salvaguardare 92 posti di lavoro a rischio, mediante una riduzione di orario per 292 addetti, su un totale di circa 1200, con una serie di condizioni migliorative, rispetto a quella che sarebbe stata la richiesta del part time, e con la contribuzione più alta possibile».

L’ipotesi di accordo, siglata il 2 luglio da azienda, Rsu e organizzazioni sindacali (Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil di Imola e Faenza), prevede che la cooperativa integri in busta paga una parte del reddito che verrà meno con la riduzione d’orario e che integri totalmente la contribuzione.

L’accordo diventerà effettivo a partire dal 31 luglio, data in cui terminerà il contratto di solidarietà utilizzato negli ultimi 36 mesi, e avrà una validità di due anni. Saranno coinvolti i reparti smalteria e cernita nei tre stabilimenti di Imola, Borgo Tossignano e Faenza, e il reparto dei servizi generali che comprende le portinerie, le pulizie industriali e la mensa. Alcune figure professionali, come capiturno, capireparto e manutentori, saranno esentate dalla riduzione di orario per ragioni organizzative. «Come organizzazioni sindacali – commenta Tiziana Roncassaglia, segretaria della Filctem-Cgil di Imola – siamo soddisfatti dell’alta partecipazione dei lavoratori alle assemblee, in considerazione del fatto che alcuni avevano già programmato le ferie a inizio anno, e del lavoro svolto in questi mesi». (lo.mi.) 

Nella foto la sede della Coop. Ceramica d’Imola in via Vittorio Veneto

Coop. Ceramica, i lavoratori approvano la riduzione d’orario anti-esuberi. Si comincia il 31 luglio
Economia 4 Luglio 2018

Alla Coop. Ceramica orario ridotto per 300 per evitare 90 esuberi, ipotesi di accordo innovativa

Si prospetta una novità per la Cooperativa Ceramica d’Imola. Lunedì scorso, in tarda serata e dopo 14 ore di trattativa, sindacati e vertici aziendali sono arrivati ad un’ipotesi di accordo che consentirà di evitare circa 90 licenziamenti. Un documento, siglato da Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil di Imola e Faenza, che ora deve essere sottoposto al voto dei lavoratori per diventare operativo.

In sintesi prevede la riduzione di orario di lavoro per 300 dipendenti; a tutti loro, però, la cooperativa integrerà in busta paga una parte del reddito (da un minimo di 125 a un massimo di 240 euro al mese) e coprirà totalmente la contribuzione che verrebbe meno con la riduzione d’orario. L’importo verrà versato al Fondo di previdenza integrativo di settore, Foncer, o ai fondi pensionistici privati scelti dai lavoratori.

«Si tratta di un accordo innovativo a livello nazionale, oserei dire storico – sottolinea Tiziana Roncassaglia, della Filctem-Cgil di Imola -. La trattativa durava da mesi. Fin dal 2013 si sapeva che gli ammortizzatori sociali sarebbero arrivati al termine. Nell’ultimo quinquennio, infatti, Coop. ceramica ha usufruito dei 36 mesi di contratto di solidarietà, previsti dalla legge e in scadenza a fine luglio. Crediamo di aver ottenuto il miglior risultato possibile e va dato merito all’azienda, che stanzierà risorse per tutelare lavoratori che altrimenti sarebbero stati licenziati».

Dall’inizio del 2012, da Coop. ceramica sono usciti circa 750 addetti, in base a piani industriali mirati all’efficientamento e al miglioramento del processo produttivo. L’uscita è stata accompagnata da incentivi economici. A questo fine, negli ultimi anni l’azienda ha destinato oltre 25 milioni di euro. Coop. ceramica è stata una delle prime aziende che già nel 2008 ha condiviso con il sindacato l’utilizzo del contratto di solidarietà sull’intera platea dei dipendenti (all’epoca 2.200), con l’obiettivo di evitare licenziamenti e salvaguardare il patrimonio industriale del territorio.La riforma degli ammortizzatori di tre anni fa, riducendo la durata e il livello di copertura della cassa integrazione e del contratto di solidarietà, ha lasciato imprese e sindacati pochi strumenti per gestire crisi e riorganizzazioni complesse.

«Servono strumenti che aiutino queste esperienze e sperimentazioni – sottolinea dal canto suo Giordano Giovannini, segretario generale Filctem-Cgil Emilia Romagna -; servono misure che aiutino e sostengano forme di riduzione degli orari e di re-distribuzione del lavoro. Governo e Parlamento aiutino chi fa politiche di responsabilità sociale e di difesa e sviluppo dell’occupazione, anziché continuare a defiscalizzare e decontribuire a pioggia le imprese, anche quando licenziano o promuovono finto welfare aziendale. L’accordo sulla riduzione d’orario in Cooperativa ceramica dimostra questo» conclude. (lo.mi.)

Altri dettagli su “sabato sera” in edicola dal 5 luglio.

Nella foto la sede della Coop. Ceramica d”Imola

Alla Coop. Ceramica orario ridotto per 300 per evitare 90 esuberi, ipotesi di accordo innovativa
Economia 23 Maggio 2018

Ceramica e design per Sacmi-Defranceschi, azienda mordanese di attrezzature per cantine vinicole

Ceramica e design. E’ questo il binomio del futuro per chi, come Defranceschi, produce macchinari al servizio dell’enologia. Fondata nel 1954 dalla famiglia che le ha dato il nome, l’azienda è stata poi acquistata all’asta nel 2016 dall’imolese Sacmi e da quest’ultima rilanciata nella nuova veste di fornitrice di attrezzature per cantine chiavi in mano. A circa un anno e mezzo dall’avvio della nuova gestione, abbiamo fatto il punto con il direttore generale, Daniele Marastoni. L’occasione è stata l’iniziativa all’Auditorium 1919 di Sacmi di qualche giorno fa, dove erano in programma il convegno “Vino e cantina” e la presentazione della guida del Touring club italiano “Vinibuoni d’Italia 2018”, a cui ha fatto seguito la visita allo stabilimento Defranceschi a Mordano. Seduti in platea, oltre 70 produttori – attuali e potenziali clienti del Gruppo che opera nel settore vino sin dai primi anni Duemila – interessati a cogliere l’occasione di questa tappa finale del tour “Vini Buoni d’Italia” per conoscere più da vicino il mondo Sacmi e le sue tecnologie al servizio del wine making: non solo singole macchine ma una vera e propria cantina chiavi in mano, dalla lavorazione delle uve all’imbottigliamento.

«Il mercato – spiega Marastoni – ha recepito la strategia di Sacmi, che ha cercato di dare risalto all’innovazione, in un mondo dove da anni mancava questo aspetto. Sono state riattivate tutte le attività di produzione di attrezzature per la ricezione delle uve, presse, serbatoi di stoccaggio e vinificazione». Le sinergie con il mondo Sacmi hanno poi aperto nuove possibilità: da Sacmi Verona provengono le etichettatrici, mentre da Sacmi Filling, in provincia di Parma, le linee per i cosiddetti imballaggi bag in box. «Per completare la fornitura degli impianti – aggiunge – nei mesi scorsi Defranceschi è riuscita a chiudere accordi con marchi prestigiosi come Protec, Padovan e Robopac». 

«Abbiamo chiuso il 2017 in linea con il budget prefissato – prosegue il direttore, senza però soffermarsi sui numeri – e l’obiettivo per il 2018 è di aumentare il fatturato del 30 per cento. Al momento stiamo studiando nuovi prodotti legati all’impiego della ceramica in enologia».

I risultati saranno presentati in autunno «alla fiera Vinitech di Bordeaux e all’Intervitis in Germania. Inoltre, in collaborazione con l’architetto Olivier Chadebost (che dal 2011 collabora con Defranceschi, Ndr), abbiamo in corso tre progetti, tutti in Francia, per la realizzazione di altrettante cantine di design. Oggi le cantine hanno necessità di differenziarsi e rispecchiare l’identità del produttore. Ecco perché anche il design è per noi un elemento importante». Uno dei progetti in questione riguarda il château Cheval blanc, a Saint-Emilion, nella zona di Bordeaux. (lo.mi.)  

Altri particolari nell’articolo su “sabato sera” di domani, 24 maggio. 

Nella foto un momento del convegno e il direttore generale Daniele Marastoni

Ceramica e design per Sacmi-Defranceschi, azienda mordanese di attrezzature per cantine vinicole
Economia 20 Aprile 2018

Palazzo Dal Monte Casoni apre al pubblico per l'esposizione di prodotti della ceramica

La ceramica fa aprire al pubblico palazzo Dal Monte Casoni. Lo scorso 12 aprile, infatti, negli ambienti settecenteschi della storica dimora in via Emilia 34, di proprietà dell’economista Alberto Forchielli discendente della famiglia Dal Monte Casoni, è stata inaugurata l’esposizione permanente dei migliori prodotti dell’azienda ceramica La Fabbrica di Castel Bolognese, acquisita un anno fa dalla società di investimento Mandarin Capital Partners II, di cui Forchielli è partner fondatore. «Per me è una grande soddisfazione – spiega Forchielli, con voce per un attimo rotta dall’emozione – far vivere la casa della mia famiglia insieme a questo progetto, che mi prende molto emotivamente; è nella mia terra e mi motiva molto».

Obiettivo del fondo Mcp II è creare un polo italiano di produttori di ceramica di alta gamma, sotto l’insegna del gruppo Italcer. Nel 2017 oltre a La Fabbrica, sono state acquisite le aziende ceramiche Elios, di Fiorano Modenese, e Devon & Devon, di Sesto Fiorentino, specializzata negli arredi bagno di lusso. «Il settore ceramico è tremendamente frammentato, soprattutto in Italia – aggiunge – non cresce a tassi elevati, è necessario un consolidamento che non è mai stato fatto. Noi puntiamo a farlo e a fare altre acquisizioni. I mezzi finanziari sono assolutamente illimitati, fra noi e i nostri co-investitori c’è molto entusiasmo, non dicono mai di no. Le opportunità sono più rare, adesso bisogna fare passi importanti. Non posso negare che qualcosa bolla in pentola, però bisogna chiudere e arrivare a realizzare qualche centinaia di milioni di euro».

Le sale al piano terra e al piano nobile del palazzo imolese sono così diventate «centro di esposizione di eccellenza», uno scrigno di arte e storia che racchiude i prodotti innovativi dell’azienda di Castel Bolognese, ideatrice delle lastre ceramiche più grandi al mondo. Tradizione e tecnologia si fondono e si moltiplicano agli occhi dei visitatori in uno scenografico gioco di specchi. «Alberto Forchielli – commenta Graziano Verdi, amministratore delegato del gruppo Italcer – ha gentilmente concesso a La Fabbrica l’utilizzo di questo edificio storico di grande valore artistico e culturale, che impreziosisce ancor più i nostri materiali e ci regala uno showroom straordinario, assolutamente unico nel suo genere. Quest’anno abbiamo in previsione una crescita importante – dettaglia l’Ad – e un significativo investimento industriale, con un intervento da oltre 7 milioni di euro su Castel Bolognese per sviluppare tutti i grandi formati, fino alle preferente lastre. L’obiettivo è rompere il muro dei 50 milioni di euro di fatturato».

Palazzo Casoni sarà quindi aperto ai clienti, ma anche al pubblico, che potrà accedere ai locali finora inaccessibili. «Gli ambienti saranno aperti tutti i giorni, eccetto il sabato e la domenica, negli orari di ufficio» conferma Verdi. Per la visita, è comunque consigliabile contattare in anticipo l’azienda di Castel Bolognese al numero 0546/656911, chiedendo del referente dell’esposizione, Giovanni Prodi.

lo.mi.

L”articolo completo e la storia del palazzo Dal Monte Casoni su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto (Isolapress): lo stemma gentilizio nel salone

Palazzo Dal Monte Casoni apre al pubblico per l'esposizione di prodotti della ceramica

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