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Cultura e Spettacoli 15 Luglio 2021

Baccanale 2021, «Amaro» è il tema scelto per l’annuale rassegna sulla cultura del cibo

Dopo la particolare edizione 2020 torna il Baccanale, l’annuale rassegna sulla cultura del cibo organizzata dal Comune di Imola in programma da sabato 30 ottobre a domenica 21 novembre. «Il tema scelto – precisa l’assessore alla Cultura Giacomo Gambi – è “Amaro”: intorno ad esso si svilupperà il programma del Baccanale 2021, con incontri, degustazioni, visite, spettacoli, mostre, menu a tema e tanto altro ancora».Come spiega il prof. Massimo Montanari, storico dell’alimentazione “amaro è il sapore a cui non si pensa quando sono in ballo il gusto, il piacere, la gastronomia. Eppure, se andiamo a elencare i prodotti che in un modo o nell’altro lo richiamano, ci accorgiamo che la sua presenza è molto più cospicua di quanto non possa sembrare. Soprattutto fra le risorse vegetali, l’amaro impera: radicchi, cicoria, rucola, carciofi, cardi, fave, asparagi… Ma non dimenticheremo il caffè, l’olio, gli agrumi (il pompelmo) e cento altre cose di cui ogni giorno facciamo esperienza».

Per le sue prerogative e per l’impatto economico riconosciuto, il Baccanale vuole contribuire alla ripresa delle attività produttive del settore turistico, agroalimentare e della ristorazione del territorio imolese, valorizzandolo e promuovendolo Il Comune di Imola invita pertanto associazioni, enti, aziende agricole e vinicole, ristoranti e pubblici esercizi interessati a partecipare con proprie iniziative alla rassegna, a formulare proposte ispirate all’argomento prescelto che possano arricchire e qualificare l’evento. Le modalità di presentazione delle proposte saranno rese note attraverso il sito della manifestazione. Tali proposte dovranno pervenire entro il 31 agosto 2021. «Proprio in considerazione della particolarità della situazione, con la pandemia che ha costretto per molti mesi i ristoranti a rimanere chiusi, quest’anno il Comune ha stabilito che i ristoratori avranno l’opportunità di partecipare gratuitamente al Baccanale» sottolineano gli assessori alla Cultura, Giacomo Gambi e allo Sviluppo economico, Pierangelo Raffini.

Ai ristoratori aderenti sarà richiesto anche quest’anno di inviare una video ricetta. Tutte le video ricette raccolte saranno visibili nel sito del Baccanale e divulgate attraverso i social. Per ampliare l’offerta e la partecipazione di un maggior numero di attività economiche il Comune di Imola apre quest’anno le porte del Baccanale anche a bar, caffetterie, enoteche e pizzerie, che potranno partecipare gratuitamente proponendo una colazione, un aperitivo, una pizza ecc. ispirati al tema «Amaro» e realizzati appositamente per questa edizione. Le adesioni dei pubblici esercizi potranno essere comunicate secondo le modalità riportate nel sito www.baccanaleimola.it entro il 31 luglio 2021 mentre l’invio delle proposte e dei menu è richiesta entro il 31 agosto.

Per informazioni: – tel. 0542 602433/ 602300 – attivita.culturali@comune.imola.bo.it

Baccanale 2021, «Amaro» è il tema scelto per l’annuale rassegna sulla cultura del cibo
Cronaca 30 Giugno 2021

Escursioni, cibo e fiume: il turismo è mordi e fuggi. La mappa dei luoghi più belli sul Santerno

L’estate fa riscoprire la voglia di aria aperta e registra il pieno di presenze per i cammini e le esperienze tra storia, cultura ed enogastronomia.

La direttrice di Imola Faenza Tourism company, Marcella Pradella, indica la tendenza della stagione turistica di casa nostra. Successo per percorsi in bici, passeggiate in
autodromo ed escursioni che richiamano visitatori anche da fuori regione.

Su «sabato sera» dell’1 luglio, nel paginone centrale, la mappa dei luoghi più belli
dove cercare il fresco lungo il fiume Santerno. (r.cr.)

Nella foto: il fiume Santerno a Fontanelice

Escursioni, cibo e fiume: il turismo è mordi e fuggi. La mappa dei luoghi più belli sul Santerno
Cultura e Spettacoli 19 Ottobre 2020

Presentata l‘edizione 2020 del Baccanale

Oggi è stata presentata in streaming l’edizione 2020 del Baccanale, dal titolo «A casa e fuori». Dal 31 ottobre al 22 novembre è in programma la tradizionale rassegna culturale ed enogastronomica, che da oltre trent’anni affronta i temi della cultura del cibo e racconta tradizione culinaria ed enogastronomica del territorio imolese. 71 iniziative e i tradizionali menu a tema dei ristoranti imolesi e del Circondario, organizzati nel rispetto delle disposizioni, linee guida e protocolli nazionali e/o regionali in materia di contenimento epidemiologico Covid19. Come ha ricordato il sindaco Marco Panieri «In un contesto particolare, come quello che stiamo vivendo, il Baccanale non si ferma e nel pieno rispetto di tutte le normative, valuteremo le diverse iniziative in programma. Il Baccanale vuole cercare di dare forza a quelle attività che sul territorio hanno subito nei mesi scorsi pesanti difficoltà ed hanno bisogno di operare».

La rassegna è organizzata dal Comune di Imola con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e della Regione Emilia-Romagna, con il contributo di Città metropolitana di Bologna Destinazione Turistica (PTPL 2020) e Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, e grazie al sostegno fornito da Gruppo Hera, Clai, Confcommercio Ascom Imola, Confesercenti Territorio Imolese, BCC Credito Cooperativo Ravennate Forlivese e Imolese, E-mind. La cerimonia inaugurale del Baccanale 2020 è in programma sabato 31 ottobre alle 18 presso il Teatro Comunale Ebe Stignani. Durante la serata il sindaco Panieri consegnerà il Garganello d’oro 2020, il riconoscimento che dal 2003 premia personaggi o enti che si sono impegnati in modo significativo nella promozione e nella valorizzazione della cultura del cibo, alla Fondazione Casa Artusi. Il Baccanale poi è sempre ricco di eventi culturali ed una buona occasione per visitare Imola: turisti e visitatori possono scoprire e riscoprire i luoghi, i tesori e la storia della città.

Il programma completo e tutti i menu sono anche online sul sito del Baccanale. Per essere sempre aggiornati sulle iniziative si può visitare la pagina Facebook imolabaccanale e Instagram. Per informazioni: Servizio Attività culturali  tel. 0542 602427/2410/2433 – attivita.culturali@comune.imola.bo.it. Ufficio IAT tel. 0542 602207 iat@comune.imola.bo.it. o sul sito del Comune di Imola

Approfondimenti su «sabato sera» del 22 ottobre.

Foto Isolapress

Presentata l‘edizione 2020 del Baccanale
Cronaca 28 Luglio 2020

Pubblicato l’avviso pubblico del Comune di Imola per l'acquisizione di generi alimentari a fini solidali

Il Comune di Imola ha indetto la procedura per la selezione di un fornitore, appartenente alla Grande distribuzione e dotato di almeno un punto vendita in città, per l’acquisizione di generi alimentari e beni di prima necessità per un valore di 145.000 euro, da acquisire e da distribuire a cura della fondazione Banco alimentare Emilia-Romagna.
L’avviso è pubblicato sul sito del Comune di Imola, e la domanda può essere presentata entro mercoledì 19 agosto.

I 145.000 euro rientrano all’interno dello stanziamento di 370.038,57 euro che il Dipartimento della Protezione civile ha trasferito al Comune di Imola, da destinare alla solidarietà alimentare.
Il Comune, a seguito dell’emanazione dei due avvisi pubblici, ha già distribuito parte delle risorse tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, individuati dall’Ufficio dei Servizi sociali per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico. (r.cr.)

Pubblicato l’avviso pubblico del Comune di Imola per l'acquisizione di generi alimentari a fini solidali
Cronaca 8 Luglio 2020

Coronavirus, richieste di cibo aumentate dal 20 al 40% in regione

Durante la pandemia, in Emilia-Romagna le richieste di cibo sono aumentate «tra il 20 e il 40%, a seconda delle zone». A rendere noto il dato è Stefano Dalmonte, presidente della fondazione Banco alimentare Emilia-Romagna, prevendo anche che «che questo dato potrebbe salire nei prossimi mesi».

Insomma, «anche in Emilia Romagna, l’epidemia Covid-19 ha colpito duramente – commenta Dalmonte –. Lo staff del Banco ed i cento volontari hanno proseguito l’attività pur tra tante difficoltà, per rispondere il più possibile alle richieste di aiuto, nuove e pregresse. Per far fronte alle aumentante richieste di aiuti alimentari, abbiamo incrementato il recupero delle eccedenze». (r.cr.)

Coronavirus, richieste di cibo aumentate dal 20 al 40% in regione
Cronaca 13 Aprile 2020

Il cibo come filosofia diventa uno stile di vita: la cucina naturale di Catia Masi

Dall’uso della pasta madre per fare il pane in casa all’adozione di uno stile di vita completamente diverso. La storia di Catia Masi, origini imolesi ma residente a Roma dal 1997, si può riassumere in questo modo.

Lo racconta lei stessa nel primo post sulla pagina Facebook che ha aperto poco più di un mese fa, Lievi.ti.amo: «Tutto è cominciato con una bicicletta, come da bambina. Poi è arrivato il pane preparato con la pasta madre, come faceva mia nonna ancora prima che io nascessi, la scoperta dell’alimentazione vegetale, le verdure e le bevande fermentate, i formaggi e i latti vegetali, i dolci senza zucchero, la cucina macrobiotica… Insieme all’agricoltura sinergica, allo Shiatsu, al Do-In, alla meditazione, alla vita senza plastica, senza usa e getta, il sapone prodotto con l’olio esausto e i vestiti cuciti da me». (mi.ta.)

L”intervista nel numero del Sabato sera del 9 aprile

Il cibo come filosofia diventa uno stile di vita: la cucina naturale di Catia Masi
Cronaca 18 Novembre 2019

I consumatori di melagrana si son fatti più selettivi

Quest’anno la quantità di melagrane e la loro qualità sono buone. E buone sono anche le caratteristiche organolettiche. Se i frutti precoci raccolti a metà settembre erano piccoli, oggi le tardive hanno un’ottima pezzatura.

«E i frutti sono dolci – aggiunge Valerio Cavazza, che segue assieme al figlio Alessio un ettaro di terreno a Mezzolara di Budrio –. Siamo partiti allo sbaraglio nel 2017 – racconta –. Nessuno ci ha insegnato niente, abbiamo fatto tutto da soli e dopo aver messo a dimora 800 piante, lo scorso anno abbiamo raccolto circa 9 quintali di prodotto. Quest’anno contiamo di mettere nelle casse almeno 30 quintali di melagrane. La pezzatura è grossa, la più grande pesa un chilo e 40 grammi, e sono bellissime».
Oltre a produrre melagrane, si è pensato anche alla loro trasformazione. «Portiamo quelle spaccate al laboratorio – prosegue Cavazza – per ottenere succo concentrato e gelatina con l’aggiunta di dolcificante dell’uva. Mi piacerebbe un giorno preparare dolci con melagrane che possano assaporare anche i diabetici».
Ed è lo stesso produttore che ci ricorda la tradizione delle feste. «Le nostre celle refrigerate, poi, sono già pronte per accogliere i bei frutti rossi che arricchiranno le tavole del Natale».

Marika Servadei, dell’azienda Rio del Sol, invece ha iniziato la coltura del melograno nel 2012. «Abbiamo 3 ettari di questa pianta in località Petrignone, a Oriolo dei Fichi, tra Faenza e Forlì e mediamente raccogliamo circa 200 quintali di prodotto. Siamo contenti, la richiesta è in aumento, ma i consumatori sono diventati più selettivi, più attenti. All’inizio mangiavano tutto, mentre ora chiedono frutti con caratteristiche ben precise: il chicco bello rosso, quasi nero e la buccia sottile».
Secondo l’opinione di Marika Servadei il mercato cresce, ma non come prima. «E’ una coltura difficile, che vuole un clima mite e ha paura del freddo, adatta ad una zona pedecollinare». Ma il clima, lo sappiamo, sta cambiando. Chissà se ci sarà più posto nei terreni emiliano-romagnoli? (al. gi.)

I consumatori di melagrana si son fatti più selettivi
Cronaca 18 Novembre 2019

E il mondo scoprì i benefici della melagrana superfood

L’abbassamento notevole delle temperature in inverno in Romagna, zona vocata per il melograno, ha gelato i fiori e danneggiato le piante. Il raccolto sembra essere mediamente ridotto ma le rese variano da zona a zona.

Una cosa, però, è certa, l’aumento in tutto il mondo della domanda del bel frutto rosso. L’Italia non è autosufficiente per soddisfare la richiesta interna di melograne, costante per tutto l’anno e, per questo, è necessario ricorrere alle importazioni. Il consumo, poi, si prevede in crescita anche per i prossimi anni.
Non più, dunque, una semplice pianta ornamentale o un elemento decorativo da usare in cucina, ma uno tra i frutti più richiesti e di tendenza del momento.

Tra i motivi, l’evoluzione delle esigenze del consumatore moderno, l’esplosione dei superfood e la ricerca di nuove opportunità di reddito dei frutticoltori.
Le straordinarie proprietà nutritive per le quali la melograna si è guadagnata il soprannome di “frutto della salute” o “frutto della medicina”si associano oggi alla diffusione di sistemi di sgranatura degli arilli che ne rendono più facile il consumo. La presenza degli spremitori manuali in moltissimi bar, poi, ha lanciato anche la moda del succo spremuto fresco, ma si stanno diffondendo anche gli estrattori di succo a freddo.
Un frutto ricco di vitamine, sali minerali e di polifenoli, tutti elementi salutari e dall’elevato potere antiossidante che aiutano anche la nostra pelle ed ecco che la melagrana si trasforma come ingrediente per creme e detergenti. E sono di questi mesi i risultati di uno studio condotto al Politecnico di Losanna che dimostrano come una sostanza estratta dai melograni possa produrre effetti anti-aging e, quindi, rallentare l”invecchiamento muscolare e la perdita di forza e massa muscolare tipica della terza età. (al. gi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 14 novembre

E il mondo scoprì i benefici della melagrana superfood
Cultura e Spettacoli 4 Novembre 2019

Inaugurazione del Baccanale – IL VIDEO

E” stato Leo Gullotta, dal palco del teatro Ebe Stignani, ad inaugurare la trentaquattresima edizione del “Baccanale”, dal titolo “Il gusto dei ricordi”.
Il celebre attore ha letto il passo de “Les petits madeleines”, tratto dall’opera “Alla ricerca del tempo perduto-Dalla parte di Swann” di Marcel Proust.

Fotografie di Marco Isola/IsolaPress

Inaugurazione del Baccanale – IL VIDEO
Cronaca 31 Ottobre 2019

La delegazione imolese dell'Accademia italiana della cucina ha premiato il Pastificio Bettini

«Il segreto della buona pasta fatta a mano? L’amore, tanto amore, e passione. La pasta la devi accarezzare come si accarezza una donna». Parola di Maria Camaggi, che nel 1990 ha aperto, insieme al marito Graziano Bettini, il laboratorio di pasta fresca Pastificio Bettini. A loro, giovedì della settimana scorsa, la delegazione di Imola dell’Accademia italiana della cucina ha consegnato il premio «Massimo Alberini». Istituito nel 2014 ed intitolato al cofondatore dell’Accademia nonché vicepresidente onorario della stessa, tale riconoscimento viene assegnato a quegli esercizi commerciali estranei all’Accademia che da lungo tempo, con qualità costante, offrono al pubblico alimenti di produzione propria, lavorati artigianalmente con ingredienti di qualità eccellente e tecniche rispettose della tradizione del territorio.

E l’occasione della consegna è stata la «cena ecumenica» svoltasi all’agriturismo ristorante Frascineti, in cima alle colline dei Tre Monti, ad Imola. Ogni terzo giovedì del mese di ottobre, infatti, l’Accademia della cucina propone questa iniziativa, che vede tutte le 220 delegazioni italiane e le 80 situate all’estero ritrovarsi per una riunione conviviale dedicata allo stesso argomento. «La “cena ecumenica” rappresenta un’occasione per sviluppare attraverso la convivialità, i valori della cucina italiana, con la valorizzazione degli elementi identitari del cibo, non solo con la sua genuinità ed originalità, ma anche attraverso un menu rappresentativo delle caratteristiche delle cosiddette “tre T” che caratterizzano la cucina italiana: tradizione, territorio e tecniche originali», ha spiegato Antonio Gaddoni, il delegato di Imola dell’Accademia della cucina. E in quest’ultima occasione, il tema scelto era «la pasta fresca, ripiena e gli gnocchi nella cucina della tradizione regionale». Un tema ben posto al centro del menu della serata proposto dall’agriturismo Frascineti, in un trionfo di formati e sapori, dai tortelli di ricotta burro e salvia ai garganelli pancetta e scalogno, dalle tagliatelle al ragù di prosciutto agli strozzapreti al ragù, unitamente al coniglio al forno, altro cavallo di battaglia della cucina del ristorante dell’agriturismo, ai cui titolari, a fine serata, Antonio Gaddoni ha consegnato il gagliardetto dell’Accademia e la vetrofania.

L’occasione giusta, quindi, per consegnare anche il meritato riconoscimento ai fondatori del Pastificio Bettini. Già gestori di un negozio di alimentari, Maria Camaggi ed il marito Grazian oBettini hanno avviato l’attività di produzione di pasta fresca al dettaglio poco meno di trent’anni fa, prima in via  Selice, ed ora invia Cavour, riuscendo nel tempo a crescere e farsi conoscere eapprezzare anche da rinomati ristoranti del territorio, come il San Domenico, ed anche da una società di catering fornitrice dei Gran premi di Formula Uno nel mondo e degli Internazionali dit ennis di Roma. Tanto da ricevere encomi da chef del calibro di Valentino Marcattilii e Massimo Bottura, tanto per fare qualche nome. (r.cr.)

L”articolo è su «sabato sera» del 24 ottobre

La delegazione imolese dell'Accademia italiana  della cucina ha premiato il Pastificio Bettini

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