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Cronaca 15 Gennaio 2020

L'architetto e urbanista Ennio Nonni: «Non ci sono regole precostituite per rendere attrattivi i centri storici»

Ennio Nonni, architetto e urbanista, con un passato da dirigente del Comune di Faenza e di sei Comuni dell’Unione della Romagna faentina, sarà uno dei due relatori dell’iniziativa dedicata ai centri storici in programma per il 16 gennaio al Circolo Sersanti.

Nonni, proviamo a dare qualche spunto all’Amministrazione comunale che verrà: come si fa a rendere un centro storico più attrattivo?
«Credo non ci siano soluzioni precostituite o regole generali per fare in modo che il centro storico di una città diventi, con un colpo magico, più attrattivo. Di sicuro il conto torna se è la città nel suo complesso a essere più attrattiva per le persone, i visitatori, gli imprenditori; non ci sono scorciatoie. Dopo alcuni decenni di filosofie di pianificazione, si vedono concretamente le differenze fra le città e si possono analizzare i fatti avvenuti. Sono le azioni quotidiane inerenti l’esame dei progetti, i lavori pubblici coerenti, la lungimiranza degli investimenti pubblici, le incentivazioni economiche e fiscali messe in campo. Non è certamente il piano regolatore con le sue norme a garantire l’attrazione delle aree centrali. Anzi, a volte si corre il rischio di limitare i privati con regole generali rigide».

Su cosa si potrebbe intervenire per ripopolare il centro?
«Innanzitutto è necessario capire se la città condivide per il proprio centro identitario alcune strategie, quali, ad esempio, mantenere la residenza e aumentare la popolazione; non decentrare i servizi; favorire il mix funzionale e le attività ai piani terra; aumentare la mobilità sostenibile; utilizzare o dismettere gli immobili pubblici; perseguire la massima semplificazione e pulizia negli spazi pubblici; favorire l’intervento privato sui volumi anomali delle coperture e cortili; attirare le attività innovative e i creativi con agevolazioni. Sono alcuni spunti di riflessione che meritano di essere indagati, specie per le città di medie dimensioni che, senza azioni di governo vedranno l’impoverimento progressivo e ineludibile delle radici stesse della “civitas”». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 gennaio

Nelle foto: Ennio Nonni e il centro di Imola dall”alto

L'architetto e urbanista Ennio Nonni: «Non ci sono regole precostituite per rendere attrattivi i centri storici»
Cronaca 15 Gennaio 2020

Quali soluzioni per i centri storici delle medie città? Anche un sociologo e un urbanista al convegno

Centri storici delle medie città: declino o rinascita? E’ il tema del convegno organizzato dall’associazione culturale Codronchi Argeli per domani, giovedì 16 gennaio, nella sala del Circolo Sersanti in piazza Matteotti (ore 20.30). Relatori della serata saranno Giandomenico Amendola, già professore ordinario di Sociologia urbana della facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e al Politecnico di Bari, che ha insegnato e svolto ricerche anche al Mit (Massachusetts Institute of Technology), ed Ennio Nonni, architetto e urbanista, già dirigente del Comune di Faenza e di sei Comuni dell’Unione della Romagna faentina.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Centro studi Luigi Einaudi di Imola, la Consulta delle libere professioni della Fondazione Crimola, Università aperta e il Centro studi Alcide De Gasperi. «Per un reale cambiamento di abitudini e per una rigenerazione del centro storico – spiega Pierangelo Raffini, coordinatore dell’associazione Codronchi Argeli – serve almeno un mandato (5 anni), perché certi cambiamenti non avvengono rapidamente e sono frutto di una serie di interventi e azioni, anche sperimentali. Occorre un “patto della città” tra associazioni d’impresa, imprese e Amministrazione, perché il centro storico è di tutti». E puntualizza: «Non vogliamo dare connotazioni politiche all’iniziativa e non vogliamo giudicare da un punto di vista politico le scelte fatte finora, perché non lo riteniamo costruttivo. Portiamo un urbanista e un sociologo perché l’intento, invece, è dare chiavi di lettura differenti, non solo in merito al commercio ma anche alla riqualificazione per esempio degli immobili stessi nelle vie secondarie, dove si possono dare agevolazioni per ristrutturare favorendo l’aumento della popolazione residente. Per me il centro storico è la memoria di una città. Bisogna trovare delle occasioni che riportino le persone a frequentarlo, giovani compresi. Oggi il modo di acquistare è cambiato, si compra su Internet anche se c’è un bel centro. La soluzione la si deve trovare insieme. Parliamone, confrontiamoci».

Per il sociologo Amendola «la città in cui viviamo oggi – spiega- sta diventando una città assolutamente nuova rispetto al passato e quando si parla di“rinascimento urbano” si vuole intendere anche questo. Il primo elemento nuovo è la città, il cui futuro non è più scritto nel passato. Circola una frase in Europa: “Le città che avranno un futuro sono solo quelle che lo hanno già scelto”. E qui subentra il secondo elemento: la globalizzazione. Le città devono re-inventarsi per competere su scale molto più vaste, i capitali sono scarsi, le persone sono date, quindi si deve competere per attrarre capitali e persone, sia famiglie che imprese che visitatori e così via». (r.cr.)

Nella foto Giandomenico Amendola

Quali soluzioni per i centri storici delle medie città? Anche un sociologo e un urbanista al convegno
Cronaca 2 Gennaio 2020

Come far rivivere i centri storici, una conferenza a Imola organizzata dall'associazione Codronchi-Argeli

Uno dei temi che dovranno fare parte dell’agenda di lavoro della prossima amministrazione comunale imolese è certamente quello della vivibilità della parte storica della città. Ne è consapevole l’associazione culturale Codronchi- Argeli che organizza, per il prossimo 16 gennaio, alle ore 20.30 nella sala del circolo Sersanti, una conferenza dal titolo «Centri Storici delle medie città: declino o rinascita?». L’associazione, che ha come presidente Alessandro Curti ecoordinatore Pierangelo Raffini, è una realtà di professionisti del territorio, molti dei quali hanno la loro sede in centro storico a Imola.

«Il nostro obiettivo – racconta Pierangelo Raffini – non è quello di ripercorrere il passato alla ricerca di responsabilità. Non è il momento delle polemiche, ma dei fatti per elevare la qualità della nostra città, è tempo di cercare assieme soluzioni e di cominciare a metterle in pratica». E proprio per questo la serata del 16 gennaio propone gli interventi di due personaggi che possono arricchire la discussione portando esperienze da varie parti d’Italia. «Il primo intervento sarà di Giandomenico Amendola, già professore ordinario di Sociologia urbana della facoltà di Architettura dell’Università di Firenze e al Politecnico di Bari – spiega Raffini -. Ha insegnato e svolto ricerche anche al Mit (Massachusetts Institute of Technology), nonché autore di molte pubblicazioni su questi temi. Seguirà Ennio Nanni, architetto e urbanista, già dirigente del Comune di Faenza e di sei Comuni dell’Unione della Romagna faentina, che porterà degli esempi, non solo del nostro territorio, di come la rigenerazione urbana o gli interventi in centro storico, magari appoggiati da norme comunali incentivanti, possano contribuire a rendere questi spazi più vivibili e interessanti».

Già nella sua esperienza come assessore allo Sviluppo economico del Comune di Imola, Pierangelo Raffini aveva raccolto molti stimoli tra i cittadini e gli operatori e ora: «E’ importante che sia la Codronchi Argeli a farsi promotrice di un evento che è di interesse di tutta la città, dal cittadino che la abita a chi ci lavora». «Imola ha un bel centro storico – conclude Raffini -, pulito, ben arredato. E’ chiaro che se ci fosse un commercio più vivo, anche con l’aiuto di catene commerciali in grado di coinvolgere di più i giovani, ne guadagnerebbe tutta la città.Ci incontriamo per parlarne e cominciare un percorso nuovo e di crescita». L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Codronchi Argeli con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, in collaborazione con il Centro studi Luigi Einaudi di Imola, la consulta delle Libere professioni della Fondazione Crimola, Università Aperta e il Centro studi Alcide De Gasperi. (r.cr.)

Nella foto Pierangelo Raffini

Come far rivivere i centri storici, una conferenza a Imola organizzata dall'associazione Codronchi-Argeli
Cronaca 15 Novembre 2019

Le droghe fanno sempre paura, come cambia il mercato dello sballo e cosa fare per prevenire i rischi

Il mondo cambia e il mercato dello «sballo» è sempre un passo avanti. Parlare di droga non significa più solo eroina, cocaina e marijuana o hashish bensì pasticche fatte in casa con pericolosi cocktail di sostanze psicoattive, oppure farmaci complice la chimica e Internet. Una complicata rincorsa sulla quale la Regione Emilia Romagna da tempo ha acceso dei fari di prevenzione delle dipendenze e monitoraggio con il progetto «Vivere» e le Unità di strada, per il territorio dell’imolese seguito dalla coop. SolcoSalute, nell’ambito delle attività gestite dalle Dipendenze patologiche dell’Ausl di Imola. E’ in questo filone che si è inserito l’incontro «Nuove droghe: strategie di prevenzione» che si è svolto ieri nella Sala Bcc Città & Cultura di via Emilia 212. Ad organizzarlo Comune, Dipartimento di Salute mentale dell’Ausl, Solco Salute e Solco Imola, l’Associazione Avvocati, il sindacato di polizia Sap.

«Casi di Fentanyl (il super antidolorifico che ha provocato molte morti negli Stati Uniti, ndr) non se ne sono ancora visti in Italia ma qualcosa “gira” e i mix di alcol e farmaci sono già un mondo diverso dal passato» chiarisce il coordinatore dell’Unità di strada di SolcoSalute, lo psicologo Alberto Martini. Nel circondario «tutto sommato la situazione è buona- prosegue Martini -. I ventenni sono più consapevoli e informati, ad esempio hanno il “guidatore designato” che non beve quando escono la sera, però vivono il web come uno spazio dove si può tutto». E lo «spacciatore» che fa paura non lo trovi più per strada ma tramite gruppi Telegram sul cellulare o passaggi nel dark net per procurarsi pasticche che sfuggono ad ogni controllo da pagare in evanescenti bitcoin.

All”incontro di ieri hanno partecipato molti cittadini e in particolare insegnanti, educatori, forze dell’ordine, operatori del Pronto soccorso, di Croce Rossa Italiana e di altre organizzazioni del terzo settore che effettuano interventi in strada. «Ringrazio Solco Salute Cooperativa Sociale per aver fornito informazioni molto importanti agli addetti ai lavori perché le nuove droghe sintetiche sono spesso preparate in modo artigianale, ad esempio in taluni casi utilizzando sostanze velenose come il veleno per topi, il che le rende molto pericolose – sottolinea Andrea Longhi, assessore alla Legalità e Sicurezza -. Anche in questo campo vogliamo compiere insieme un percorso fra istituzioni, insegnanti, famiglie. Ci tengo a ringraziare i relatori, i rappresentanti delle forze dell’ordine e i tanti cittadini che hanno partecipato. Convegni come questi sono molto importanti, sia per chi effettua interventi in strada sia per informare i cittadini. Non bisogna mai abbassare la guardia ed essere sempre vigili verso tutto ciò che circonda noi, i nostri cari e soprattutto i giovani». (l.a. r.cr.)

Nella foto un momento del convegno che si è svolto ieri a Imola

Le droghe fanno sempre paura, come cambia il mercato dello sballo e cosa fare per prevenire i rischi
Cronaca 8 Novembre 2019

Diabete: il mese della prevenzione si passa “in famiglia'

La Giornata mondiale del diabete si celebra ogni anno il 14 novembre, in oltre 150 Paesi e corrisponde alla data di nascita di Frederick Banting il co-scopritore dell’insulina con Charles Best nel 1922.
E’ stata istituita nel 1991 dalla International diabetes federation e dall’Organizzazione mondiale della sanità per promuovere la prevenzione e la sensibilizzazione nei confronti del diabete; nel nostro Paese l’appuntamento è promosso da Diabete Italia (associazione tra la Società italiana di diabetologia e l’associazione dei Medici diabetologi) in collaborazione con le associazioni di pazienti e con la partecipazione volontaria di centinaia di medici, infermieri e operatori sanitari.

«Quest’anno il tema nazionale “Famiglia e diabete” ci ha fornito un ottimo spunto per organizzare il nostro convegno territoriale annuale aperto a tutti i cittadini» sottolinea Silvia Penazzi, presidentessa Glucasia Adici, l’associazione diabetici del circondario.
Così, il terzo degli appuntamenti del mese di novembre dedicati al diabete di sabato 16 novembre è stato intitolato “Famiglia e diabete: l’importanza di una gestione partecipata » e si terrà dalle ore 9.45 alle 12 presso la prestigiosa Sala Auditorium Aldo Villa dei Musei Civici San Domenico, in via Sacchi 4 a Imola.
«I vari relatori contribuiranno a mettere in evidenza l’importanza della famiglia nella gestione del diabete – continua Penazzi –, poiché chi ha questa patologia non deve sentirsi solo e la vicinanza dei familiari può fare davvero la differenza nella gestione e nella qualità della vita. Sono argomenti importanti che ci riguardano da vicino pertanto invitiamo tutti a partecipare e a portare domande, riflessioni a cui risponderemo alla fine del convegno». (r.cr.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 16 novembre

Diabete: il mese della prevenzione si passa “in famiglia'
Cronaca 8 Novembre 2019

Il canadese Luis Radford spiega come insegnare bene la matematica

Conto alla rovescia per la 33ª edizione del convegno nazionale Incontri con la matematica, che si terrà al centro congressi Artemide di Castel San Pietro oggi (inizio ore 14), domani e domenica.

Un evento sempre atteso dai tanti insegnanti, ricercatori, dirigenti scolastici che ogni anno si danno appuntamento da tutta Italia per confrontarsi sul processo di insegnamento-apprendimento della matematica.
Il successo del convegno, che quest’anno è intitolato La didattica della matematica e professionalità docente, è dovuto soprattutto al fatto che non si tratta di un appuntamento solo per addetti ai lavori, ma coinvolge anche gli studenti e un vasto pubblico di curiosi e appassionati, mettendo anche in evidenza i rapporti fra la matematica e altre discipline.
Da segnalare quest’anno la partecipazione di uno dei ricercatori in didattica della matematica più riconosciuti al mondo. Si tratta di Luis Radford, professore alla Scuola di scienze dell’educazione dell’Università Laurentienne di Sudbury, Ontario, Canada. (r.cr.)

Fotografia del Comune di Castel San Pietro

Il canadese Luis Radford spiega come insegnare bene la matematica
Economia 6 Novembre 2019

Cala la produzione di kiwi italiano, tra le preoccupazioni c'è la concorrenza sempre più forte della Grecia

La produzione del kiwi italiano, varietà a polpa verde e varietà a polpa gialla, sarà di 371.225 tonnellate, in calo del 6% rispetto allo scorso anno. Questo il dato saliente uscito dalla conferenza Kiwi 2019/2020, l’appuntamento annuale tenutosi a Verona il 16 ottobre, organizzato dalla Camera di commercio, per divulgare le stime di produzione e commercializzazione appunto del kiwi. Evento che ha fatto seguito a Iko (l’International kiwifruit organization), convegno internazionale tenutosi quest’anno in Italia, a Torino, dall’8 al 10 settembre, e che ha evidenziato come la campagna del kiwi si apra con prospettive tutte da scoprire per via delle incognite di mercato e fitosanitarie. Vediamole. La Grecia sta diventando un competitor sempre più forte, con superfici coltivate a kiwi ancora in crescita.

«Sicuramente non siamo di fronte ad una situazione di eccedenza di prodotto – ha rassicurato Elisa Macchi, direttore del Cso Italy, aggregazione unica in Italia che associa molte delle aziende italiane leader nella produzione e nella commercializzazione della ortofrutta nazionale -. Tuttavia – ha aggiunto – bisogna prestare attenzione alla Grecia, che denota un livello elevato di produzione come quello dello scorso anno. Il periodo di commercializzazione dei Paesi dell’emisfero meridionale, invece, è più limitato: per il Cile le spedizioni in Europa sono già terminate, mentre per la Nuova Zelanda, forte competitor del prodotto italiano, la fine della commercializzazione in Europa è prevista per metà novembre». Insomma, un passaggio di testimone senza tensioni.

E veniamo a casa nostra. In Italia il calo delle superfici coltivate e il calo di prodotto sono dovute prevalentemente all’abbattimento delle piante colpite da moria, mentre sono stati segnalati danni da grandine, qualche caso di batteriosi, mentre la popolazione di cimice marmorata è nella fase di crescita esponenziale, quindi di maggiore impatto sulle coltivazioni. E proprio di cimice si è parlato nella seconda parte dell’incontro veronese dedicata ai progressi nella lotta all’insetto originario dell’Asia. «Siamo in piena emergenza – ha confermato Daniele Salvagno, componente della Giunta della Camera di commercio di Verona -, per cui servono misure urgenti». Ed al riguardo «si attende il via liberad el ministero dell’Ambiente, che deve emanare le linee guida per l’impiego della vespa samurai, nemica naturale della cimice». (ale.gio.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 ottobre

Cala la produzione di kiwi italiano, tra le preoccupazioni c'è la concorrenza sempre più forte della Grecia
Economia 17 Ottobre 2019

Agricoltura Emilia Romagna, anche la coltivazione del grano duro penalizzata dall'andamento climatico

L’influenza del cambiamento climatico, la ricerca e l’innovazione al servizio della produzione, le strategie d’impresa, l’andamento dei mercati agricoli e la copertura dei rischi. Tutti temi di cui si è parlato il 24 settembre al convegno dedicato alla coltivazione del grano duro. Un incontro con scienziati, produttori e rappresentanti delle organizzazioni di categoria organizzato dalla Regione Emilia Romagna proprio alla vigilia della stagione di semina, come opportunità di confronto e di approfondimento tecnico-scientifico e di orientamento degli agricoltori nelle scelte.

«Ricerca e innovazione, sia in campo tecnico che nelle strategie commerciali – ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli-, sono le strade da seguire per affrontare i cambiamenti climatici e le fitopatologi e che sempre più incidono sulle produzioni agricole. Le scelte per un’agricoltura sempre più evoluta e resiliente passano dall’agricoltura di precisione, allo studio delle innovazioni varietali, oltre ad adottare avvicendamenti e tecniche colturali che favoriscano la sostenibilità e la qualità dei suoli. Va sottolineata l’importanza della programmazione produttiva e degli accordi di filiera, con l’obiettivo di massimizzare e stabilizzare le rese produttive, contenere i costi senza incidere sulla produttività e sulla qualità del prodotto e ridurre i rischi di mercato».

Bastano pochi elementi per comprendere l’importanza del comparto cerealicolo emiliano-romagnolo: la nostra regione è tra le prime in Italia per la produzione con una quantità annuale (dati Istat 2014-2018) che si attesta a 2,1 milioni di tonnellate. Di queste, 773 mila tonnellate sono di frumento tenero, 373 mila di frumento duro, 647 mila di mais. Coltivano cereali oltre 31 mila aziende, più della metà del panorama agricolo regionale, per una superficie complessiva di circa 311 mila ettari, di cui 127 mila a frumento tenero, 62 mila a frumento duro, 69 mila a mais. Ed il convegno è stata l’occasione per fare il punto sulla stagione 2019. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 ottobre

Agricoltura Emilia Romagna, anche la coltivazione del grano duro penalizzata dall'andamento climatico
Cultura e Spettacoli 4 Settembre 2019

A Sesto Imolese al via la 25ª Festa dell'agricoltura, quattro giorni di eventi che coinvolgono tutto il paese

Giunge alla venticinquesima edizione la Festa dell’agricoltura di Sesto Imolese che l’associazione Festagri Sesto Imolese organizza da giovedì 5 a domenica 8 settembre, coinvolgendo tutto il paese, dal centro civico alla parrocchia al parco che ospiterà un chiosco ristoro, stand espositivi, una mostra pomologica ed enologica, bancarelle e mercatino, un’esposizione di macchine agricole d’epoca e innovative (domenica ci saranno anche animazioni e possibilità di vedere gli animali da cortile).

Si parte giovedì 5 alle 20.30 con l’inaugurazione, nel centro civico, della mostra pittorica «Tonino Dal Re e la campagna» e della mostra tematica «Nascita e sviluppo delle macchine vendemmiatrici», seguite da un brindisi e un buffet offerto dall’associazione Palinsesto sulle note musicali del pianista Davide Gramantieri. L’inaugurazione vera e propria avverrà la sera dopo alle 20, sempre al centro civico, quandosi terrà anche un convegno sull’agricoltura, mentre alle 21 nel chiosco ristoro si esibiranno i Figli dell’Oblio, tribute band dei Nomadi. Tanti gli eventi di sabato 7: sport nel parco e al centro sociale, esibizione di fast pulling dalle 19 nell’area campestre e apertura dello stand gastronomico dalle 18.30 in parrocchia.

Domenica dal parco alle 10 parte la sfilata per le vie del paese delle macchine agricole d’epoca, del corteo storico preceduto dalla Banda Città di Imola e dei cavalieri celtico romagnoli. Alle 11 ci sarà la celebrazione della Messa all’aperto, mentre nello stand in parrocchia alle 12.30 si potrà pranzare con menù fisso con prenotazione (tel. 347/9869806). Nel pomeriggio al campo Le Cannarelle lungo il fiume, dalle 14.30 ci sarà il carosello equestre organizzato dal gruppo Cavalieri di Sesto Imolese, mentre alle 15 nel parco sarà protagonista la mountain bike. Alle 16.30 si terrà una cerimonia commemorativa a ricordo del 14 settembre 1944, a cura dell’Anpi, con musica popolare dei Canterini romagnoli. Ancora cena dalle 18.30 allo stand. Poi la festa termina alle 21 nel chiosco ristoro con la musica dell’Orchestra Anna Maria Allegretti, seguita alle 23 dai fuochi pirotecnici e a mezzanotte dall’accensione dei vecchi trattori. (r.c.)

Nella foto cavalli e cavalieri durante una passata edizione della festa

A Sesto Imolese al via la 25ª Festa dell'agricoltura, quattro giorni di eventi che coinvolgono tutto il paese
Cronaca 2 Marzo 2019

Una mostra e un incontro a Tossignano nell'ambito delle iniziative per la Vena del Gesso patrimonio Unesco

Varie iniziative sono state messe in campo dal giugno 2018 per sostenere la candidatura delle aree carsiche nelle evaporiti della regione Emilia Romagna a World Heritage dell’Unesco (Patrimonio dell’u-manità Unesco), comprese anche nel parco regionale della Vena del Gesso romagnola. La candidatura di inserimento nella World Heritage List Unesco, oltre che dal punto di vista scientifico-naturalistico, è sostenuta anche da particolari condizioni internazionali favorevoli: nel complesso dei fenomeni carsici rappresentati negli attuali siti riconosciuti come World Heritage, quelli presenti nei gessi sono del tutto assenti.

Per questo la Regione Emilia Romagna si è fatta promotrice di un progetto in tal senso e ha presentato la candidatura al Consiglio direttivo della commissione nazionale italiana per l’Unesco, il quale ha deciso di iscrivere in lista propositiva italiana il sito Grotte e carsismo evaporitico dell’Emilia Romagna, premessa indispensabile per la candidatura all’Unesco .È iniziato così un percorso condiviso tra gli enti interessati per giungere in breve alla presentazione ufficiale della richiesta di inserimento dei feno-meni carsici gessosi dell’Emilia Romagna nella World Heritage List dell’Unesco. In questo ambito, fino al 10 marzo, sarà possibile visitare la mostra itinerante composta da pannelli esplicativi con immagini e descrizioni dettagliate che sta toccando tutti i comuni della Comunità del Parco, allestita presso il Palazzo Baronale.

Inoltre, sabato 2 marzo, alle ore 16, sempre presso il Palazzo Baronale, si svolgerà il convegno ad essa collegato, I fenomeni carsici gessosi dell’Emilia Romagna candidati a patrimonio mondiale dell’umanità, con interventi del sindaco Clorinda Mortero, del presidente della Comunità del parco della Vena del Gesso Romagnola, Marina Lo Conte, di Veronica Chiarini, della fede-razione Speleologica regionale; il convegno sarà presieduto dal presidente della federazione Speleologica regionale, Massimo Ercolani. (r.cr.)

Nella foto un tratto della Vena del Gesso in inverno

Una mostra e un incontro a Tossignano nell'ambito delle iniziative per la Vena del Gesso patrimonio Unesco

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