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Economia 5 Agosto 2019

La Sacmi ha acquisito il 20% della Bmr di Scandiano, azienda specializzata nel fine linea del settore ceramico

Sacmi ha acquisito il 20% delle quote di Bmr, azienda di Scandiano (Reggio Emilia) specializzata nella progettazione e realizzazione di macchinari e tecnologie per il fine linea nel settore ceramico: impianti perla levigatura, lappatura, il trattamento, la squadratura e il taglio di superfici ceramiche, dai formati tradizionali fino alle grandi lastre. Fondata nel 1968, conta oltre 100 dipendenti, dislocati tra la sede di Scandiano e lo stabilimento dedicato alla realizzazione di lucidatrici di Schio (Vicenza). L’ufficializzazione dell’accordo è arrivata il 4 luglio scorso, «a coronamento – spiega Sacmi – di una partnership industriale e tecnologica di lungo corso nelle lavorazioni ceramiche per il fine linea».

Alla base dell’operazione, osserva Paolo Sassi, presidente di Bmr, «la piena condivisione degli obiettivi di sviluppo commerciale e industriale» tra i due partner che, in questo modo, rafforzano la propria capacità di proporsi al mercato con soluzioni complete, personalizzate e just in time. «L’ingresso nel capitale di Bmr – motiva Paolo Mongardi, presidente di Sacmi Imola – consolida il ruolo diSacmi come unico interlocutore nella gestione di tutte le fasi del processo ceramico, dalla materia prima al prodotto finito». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”1 agosto

La Sacmi ha acquisito il 20% della Bmr di Scandiano, azienda specializzata nel fine linea del settore ceramico
Economia 1 Agosto 2019

L'ingegner Federico Giva, classe 1978, è il nuovo direttore delle Risorse umane del Gruppo Cefla

Prenderà servizio dal 26 agosto prossimo Federico Giva, nuovo direttore delle Risorse umane del Gruppo Cefla. Il neo dirigente (Hr director per usare la terminologia inglese che va per la maggiore in campo economico) della storica cooperativa imolese ha 41 anni, è sposato e padre di quattro bambini. Si è laureato in ingegneria gestionale all”Università di Modena e Reggio Emilia e proviene dal Gruppo hera, dove ha ricoperto vari incarichi, con crescenti livelli di responsabilità, maturando una certa esperienza nelle funzioni principali delle risorse umane, lavorando a progetti trasversali all’interno delle strutture aziendali e integrando diverse realtà presenti sul territorio nazionale.

Per il Gruppo Cefla Giva sarà responsabile dell’implementazione delle politiche “human resources” in Italia e nel mondo, ruolo che svolgerà, comunica l”azienda, «attraverso il coordinamento delle attività di gestione del personale, processi di “recruitment” (reclutamento, ndr), amministrazione, formazione, sviluppo, talent management e relazioni sindacali». 

«In un momento di profondo cambiamento come quello attuale – dichiara al proposito Andrea Formica della Direzione generale di Cefla – un passo rilevante che la nuova direzione “Hr” deve compiere è declinare il piano industriale in una strategia che ponga al centro le persone, per rileggere le esigenze del business alla luce della trasformazione digitale». (r.cr.)

L'ingegner Federico Giva, classe 1978, è il nuovo direttore delle Risorse umane del Gruppo Cefla
Economia 21 Giugno 2019

Sacmi assegna le borse di studio alla memoria di Giorgio Sarani, premiati i migliori prototipi dell'Alberghetti

Luca Tassinari, Federico Omicini, Giacomo Caroli e Andrea Fossi sono i diplomandi dell’Istituto Alberghetti che si sono aggiudicati le borse di studio Sarani, messe in palio per il quarto anno consecutivo dalla Sacmi. Nata nel 2016 per onorare la memoria di Giorgio Sarani, prematuramente scomparso nel 2015 e per trent’anni tecnico Sacmi, l’iniziativa premia con una borsa di studio i quattro studenti più meritevoli delle specializzazioni Meccanica ed Elettronica-elettrotecnica, per favorirne il completamento del percorso formativo.

«Siamo orgogliosi di questa iniziativa, oramai consolidata – ha sottolineato il presidente di Sacmi, Paolo Mongardi, durante la premiazione – che vuole rappresentare un aiuto concreto alla passione e al lavoro dei nostri ragazzi, confermando l’impegno quotidiano della cooperativa a supporto dei giovani e per la diffusione della cultura tecnica».

Luca Tassinari ha vinto con il progetto di uno smart vehicle (Elettronica), Federico Omicini, con un progetto di restauro e miglioramento di un prototipo di go-kart (Meccanica). Al secondo posto nelle rispettive specializzazioni, Giacomo Caroli con il suo Active gimbal stabilizer e Andrea Fossi, con il progetto di una inscatolatrice automatica.

L’iniziativa rafforza ulteriormente il rapporto privilegiato tra Sacmi e l’Itis Alberghetti, diretto dalla professoressa Vanna Maria Monducci. Sacmi ha inoltre già annunciato l’intenzione di rifinanziare il premio per almeno un ulteriore triennio. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 giugno

Sacmi assegna le borse di studio alla memoria di Giorgio Sarani, premiati i migliori prototipi dell'Alberghetti
Economia 11 Giugno 2019

Archiviato dopo un anno il piano crisi della coop Cims: conti a posto e commesse per oltre 34 milioni di euro

Doveva durare un anno, e così è stato, il piano di crisi varato dalla cooperativa multiservizi Cims all’inizio del 2018 per far fronte alle difficoltà. Il bilancio 2017 si era chiuso con una perdita di 355 mila euro e il 2018 non si preannunciava positivo. Da qui la decisione di intervenire innanzitutto a livello economico, chiedendo ai soci la riduzione proporzionale degli stipendi (da un minimo del 3% a un massimo del 16%) per un anno. Un provvedimento votato dai soci in assemblea, ma che non aveva mancato di suscitare le proteste di sindacati e di una parte dei lavoratori.

A un anno di distanza da quegli eventi, dopo aver raggiunto gli obiettivi di riequilibrio economico e rilancio, Cims ha archiviato il piano di crisi i cui effetti sono terminati con le retribuzioni di febbraio. Lo scorso 23 maggio l’assemblea dei soci ha approvato all’unanimità il bilancio 2018, chiuso con un fatturato di 39,4 milioni di euro, in crescita del 16,6% rispetto al 2017 (e in linea con i 39,8 milioni del 2016), con un utile di 313.597 euro, destinato a riserva e a integrazione delle perdite pregresse, a fronte di un patrimonio netto di 12,2 milioni di euro. Cims, lo ricordiamo, opera in sei settori: edilizia (il comparto che ha registrato la migliore performance nel 2018), infrastrutture, global service (referente unico per i servizi manutentivi), gestione servizi cimiteriali, impiantistica, gestione del verde e conduzione di aziende agricole.

«Alla fine dello scorso anno – commenta il presidente, Giovanni Poli – il risultato è stato meno negativo di quanto ci aspettassimo. Un anno fa, vista la situazione generale dei mercati, siamo intervenuti subito. Se non lo avessimo fatto, saremmo stati tra i tanti soggetti che in questi anni sono spariti. Per fortuna, abbiamo agito senza aspettare e grazie all’impegno di soci e dipendenti abbiamo superato le difficoltà». Le prospettive restano positive anche per l’anno in corso. «Il 2019 si prospetta in linea con il 2018 – conferma Poli – pur in presenza di mercati ancora in crisi. Gli indicatori Ance e i consorzi di settore dicono che il mercato pubblico è inesistente e il settore civile è fermo. Il codice che dal 2016 regolamenta gli appalti pubblici ha di fatto bloccato il settore e in più ha fatto crescere i costi burocratici per le imprese. Inoltre, genera una conflittualità enorme, con numerosi ricorsi al Tar e un aumento dei costi per i contenziosi. Anche per questo i cantieri partono a rilento».

Nonostante il difficile contesto, al 31 dicembre 2018 la cooperativa aveva già acquisito lavori per oltre 34 milioni di euro, tra cui importanti commesse industriali per conto di imprese del calibro di Ima, BioOn, TeaPak.  (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Archiviato dopo un anno il piano crisi della coop Cims: conti a posto e commesse per oltre 34 milioni di euro
Economia 10 Giugno 2019

Giulio Mengoli è il nuovo direttore generale del gruppo Sacmi, subentra a Claudio Marani

Dal 1° giugno il gruppo Sacmi ha un nuovo direttore generale. Si tratta di Giulio Mengoli, la cui nomina è stata ufficializzata dal Consiglio di amministrazione della capogruppo, Sacmi Imola. Mengoli subentra a Claudio Marani, che era a sua volta direttore generale dal 2016, dopo aver guidato dal 2000 al 2016 la Divisione Sacmi Ceramics.

Il neo direttore generale ha 49 anni, è padovano e vanta una lunga esperienza internazionale, con incarichi di vertice in Francia, Stati Uniti, Brasile, Svezia e Italia. In Sacmi è arrivato a novembre 2018, quando è diventato direttore generale Business units, carica ricoperta per sette mesi. Da subito ha però affiancato l’attuale management, partecipando alla definizione della governance e della pianificazione strategica di Gruppo.

«Con la nomina dell’ingegner Mengoli alla guida del gruppo Sacmi – dichiara il presidente di Sacmi Imola, Paolo Mongardi – vogliamo dare un segnale preciso nella direzione del consolidamento ulteriore della vocazione internazionale del gruppo e del rafforzamento della leadership in tutti i settori di attività». Il presidente aggiunge che tra le priorità di Sacmi nel medio termine, accanto allo sviluppo dei settori core, vi sono le tematiche della trasformazione digitale e dell’economia circolare «per offrire – conclude – prodotti e servizi sempre più personalizzati ed in linea con le reali esigenze della produzione e del mercato». (r.cr.)

Nella foto il nuovo direttore generale del gruppo Sacmi Giulio Mengoli

Giulio Mengoli è il nuovo direttore generale del gruppo Sacmi, subentra a Claudio Marani
Economia 5 Giugno 2019

E' in costruzione in via Bicocca a Imola il nuovo showroom e training center della Cefla per il settore Medical

Nel quartier generale Cefla di via Bicocca i lavori di ampliamento proseguono. Dopo la realizzazione del nuovo capannone da 11 mila metri quadri per il nuovo polo logistico al servizio delle business unit Medical equipment e Finishing, ora il cantiere è in corso sul lato che si affaccia sull’autostrada, dove entro marzo 2020 sarà ultimato il nuovo showroom e il training center per il Medical, la divisione dedicata alle attrezzature per il settore odontoiatrico e medicale.

Con questo intervento verrà realizzato un polo funzionale che riunirà le sale espositive a un centro per la formazione dei commerciali, che si occupano di assistenza prodotti. La nuova struttura, di circa 3 mila metri quadri, avrà una altezza variabile da 3,80 a 10 metri. La collocazione non è casuale, perché, al termine, diventerà una vera e propria «vetrina sull’autostrada».

L’edificio si svilupperà su due livelli: il piano terra, dedicato alle sale espositive, e un piano seminterrato, dedicato alle sale corsi, collegati da una scala centrale. Anche questo intervento, così come gli altri realizzati da Cefla negli ultimi anni, è stato curato da Marco Bartolozzi e Federica Tabanelli, dello studio associato di ingegneria edile Tb di Imola. (lo.mi.)

E' in costruzione in via Bicocca a Imola il nuovo showroom e training center della Cefla per il settore Medical
Economia 8 Aprile 2019

Terre Cevico ha inaugurato una nuova struttura polivalente nella Tenuta Masselina, sulle colline di Castel Bolognese

Una nuova storia. Per Terre Cevico, ma forse anche per l’enologia romagnola. E’ quanto mai azzeccato lo slogan che ha accompagnato l’inaugurazione della Tenuta Masselina che, alla struttura già esistente, ne ha aggiunta una riqualificando un antico fienile con sala riunioni, sala degustazioni, ma soprattutto una magnifica bottaia. Ma non solo: ci sono anche un locale adibito per la produzione del vino in anfora e uno per produrre spumanti con il metodo classico (la vinificazione con cui si ottiene lo Champagne) da uve di trebbiano, sangiovese e grechetto gentile (pignoletto).

Immersa sulle prime colline di Castel Bolognese venendo da Imola (alla rotonda prima di arrivare al centro abitato si volta a destra lungo via Serra – tanto amata dai cicloamatori per lo scarso traffico su quattro ruote e per il panorama – e si prosegue per qualche chilometro), il primo impatto che si ha con la Tenuta Masselina è la quiete di una natura armonica e curata che accoglie il visitatore, lasciando subito spazio ad un magnifico fienile romagnolo ristrutturato in chiave moderna con ampie vetrate. Nascosta al piano interrato il cuore di questo posto, una curatissima bottaia. Fuori 22 ettari di terreni, di cui 16 coltivati a vite, tutti interamente in biologico.

«Dopo quattro anni di durissimo lavoro è una grandissima gioia aver realizzato una struttura polifunzionale che mette a sintesi quella che è la nostra visione del vino oggi – spiega il presidente Marco Nannetti -: altissima qualità, territorio, ambiente e cultura. Vogliamo che ogni bottiglia rappresenti al meglio la nostra terra. Siamo all’inizio di una nuova storia che ha al centro vino, uomo e paesaggio. L’obiettivo è produrre vino con la consapevolezza che si è custodi di un paesaggio di cui l’uomo è solo una parte. Questo progetto si fon-da sull’altissima qualità abbinata alla sostenibilità ambientale ed energetica nella produzione di vino e delle attività ad esso correlate». Per questo, oltre all’agricoltura biologica, vi sono sistemi per il recupero delle acque meteoriche, per lo sfruttamento della geotermia, un impianto fotovoltaico da 12 kw sulla parte del tetto esposta a sud e un’importante coibentazione degli ambienti.

La Tenuta Masselina è dunque un ambiente polifunzionale, flessibile per le necessità commerciali, ma anche aperta al pubblico, visto che sul sito (www.masselina.it) è possibile prenotare degustazioni guidate e visite alla cantina e ai vigneti. «Qui si respira il lavoro dei campi, la bellezza della natura, lo stare bene e, ovviamente, l’aroma dei grandi vini – continua Nannetti -. Tenuta Masselina si innesta perfettamente in quelle linee guida per l’esercizio dell’attività enoturistica che proprio in questi giorni ha ufficializzato il Mipaaft».

Si tratta solo dell’ultima tappa di un fermento, quello di Terre Cevico, che ha portato nelle scorse settimane anche all’acquisizione di un’importante cantina veronese (Montresor), dopo aver fatto negli ultimi anni tanti investimenti tra cui Fico e la cantina all’istituto Ghini-Scarabelli di Imola da cui è nato un vino pensato dagli studenti e presentato un anno fa a Vinitaly. Quel Vinitaly che che è cominciato il 7 aprile a Verona Fiere e che vede nuove novità in vetrina per il gruppo cooperativo romagnolo. (c.f.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 aprile

Nella foto il taglio del nastro

Terre Cevico ha inaugurato una nuova struttura polivalente nella Tenuta Masselina, sulle colline di Castel Bolognese
Economia 27 Marzo 2019

MotoGp, confermata la vittoria di Dovizioso in Qatar. Prosegue l'accordo di sponsorizzazione tra Cefla e Ducati

Dopo il ricorso di alcune scuderie al termine della prima gara mondiale in Qatar, la Corte d’appello della Federazione internazionale ha valutato come la pinna usata dalle rosse di Borgo Panigale non fosse irregolare, confermando così l’ordine d’arrivo ed il trionfo del forlivese Andrea Dovizioso. La notizia del reclamo era arrivata fino a Imola, non tanto per il lato sportivo della vicenda, ma perchè, come avevamo già scritto (leggi la news qui), l”appendice incriminata metteva in risalto il marchio Cefla.

La stessa azienda imolese, intanto, nei giorni scorsi, ha annunciato che il rapporto con Ducati proseguirà anche nel mondiale MotoGp 2019. Per il secondo anno consecutivo, le moto di Andrea Dovizioso, Danilo Petrucci e del collaudatore Michele Pirro avranno così il marchio Cefla sulla carena. La firma è arrivata durante un incontro al quale hanno partecipato Gianmaria Balducci, presidente Cefla e l’Ingegner Luigi Dall’Igna, direttore Generale di Ducati Corse. In base all”accordo, non solo il marchio Cefla sfreccerà sulle moto affrontando le curve dei più famosi circuiti del mondo, ma sarà anche presente sulle cuffie dei tecnici della scuderia Ducati, sulle porte delle postazioni mobili degli ingegneri e sulle luci all’interno dei box, che saranno fornite da Lucifero’s, nuovo brand di Cefla Lighting. «In Cefla sappiamo bene quanto sia importante il lavoro in team per ottenere grandi successi – ha dichiarato Balducci -. Con il nostro supporto e lo spirito di un compagno di squadra, vogliamo unirci a Ducati Corse per raggiungere nuovi ambiziosi obiettivi. D’altronde Cefla e Ducati sono spinte dallo stesso carburante: il desiderio di migliorarsi sempre, l’ambizione di competere sui mercati internazionali e conquistare posizioni di rilievo grazie a ottime performance». (r.cr.)

MotoGp, confermata la vittoria di Dovizioso in Qatar. Prosegue l'accordo di sponsorizzazione tra Cefla e Ducati
Economia 28 Gennaio 2019

Dalla Sacmi in palio quattro borse di studio riservate ai diplomati del'Istituto Alberghetti

La cooperativa Sacmi mette a disposizione quattro borse di studio per premiare i giovani diplomati più meritevoli dell’Itis Alberghetti, con l’obiettivo di promuovere le eccellenze tecniche tra gli studenti delle classi quinte dell’istituto. Il termine per la consegna degli elaborati è fissato per il prossimo 30 aprile.

Le borse di studio sono state istituite in memoria di Giorgio Sarani, prematuramente scomparso il 27 maggio 2015 dopo trent’anni di lavoro, spesi con dedizione e passione presso l’ufficio progetti della Divisione ceramica di Sacmi Imola, «Giorgio ci ha lasciato un compito non facile: migliorare le macchine che lui ha pensato e sviluppato – sottolinea il presidente Paolo Mongardi -. Ma non solo: oltre che punto di riferimento in azienda per le sue innegabili capacità professionali, Giorgio ha rappresentato per noi un esempio di vita spesa per gli altri, affiancando alla passione per il lavoro il forte impegno nel sociale, come le tantissime iniziative che lo hanno visto protagonista per aiutare le fasce più deboli di questo pianeta, ad esempio in Africa, offrendo loro un’opportunità di riscatto»

Dalla Sacmi in palio quattro borse di studio riservate ai diplomati del'Istituto Alberghetti
Economia 23 Ottobre 2018

La Cefla punta sempre di più sul business della luce a led con la nuova divisione Lighting

In casa Cefla nasce la nuova divisione Lighting, dedicata al mondo dell’illuminazione a led. Un settore, questo, che si sta sviluppando a ritmo esponenziale, come dimostra la rapida crescita di C-Led, la società nata nel 2016 dallo scorporo del ramo d’azienda Cefla sviluppatosi a partire dalla controllata Elca Technologies.

Un percorso partito nel lontano 1998, quando l’allora Elettronica Candori entrò nel perimetro del gruppo Cefla, in concomitanza con l’incorporazione della Cir. Attorno al 2010, alla progettazione e produzione di schede elettroniche per l’automazione industriale, utilizzate ad esempio su poltrone e macchinari per la radiologia dentale, così come per i banchi cassa dei supermercati, si è aggiunto il business della luce, ovvero lo sviluppo di schede di controllo per l’illuminazione a led di potenza, prima per le sole attività del gruppo (lampade del settore dentale, scaffali della grande distribuzione, impianti di illuminazione esterna dei centri commerciali, forni di essiccazione delle vernici Uv) e, dal 2015, anche per clienti esterni.

Dal 2016 a oggi, il fatturato di C-Led è passato da 2 milioni di euro a quasi 8 milioni attesi nel 2018, mentre gli addetti, da poco meno di dieci, sono arrivati a 25. «In agosto – spiega il presidente di Cefla, Gianmaria Balducci – abbiamo completato l’acquisizione del 60 per cento della società bolognese Lucifero’s (37 dipendenti e un fatturato di 5,4 milioni di euro, Ndr), specializzata nello sviluppo di soluzioni illuminotecniche architetturali di design, in particolare per negozi e alberghi. Questo ci permette di integrare e ampliare la nostra proposta e di crescere in modo significativo. Da qui la decisione di creare una nuova business unit, più per la prospettiva di sviluppo che per le dimensioni attuali, ancora inferiori a quelle delle nostre altre quattro business unit. Il settore in cui opera C-Led è caratterizzato da una continua rincorsa delle tecnologie migliori, più performanti e meno costose. In questi anni, infatti, il prezzo medio del prodotto venduto si è abbassato, ma sono cresciuti i volumi. Bisogna quindi essere reattivi e pronti a seguire questo trend, per restare competitivi nel tempo».

Nella sede C-Led in via Gambellara in un anno si assemblano dagli 80 ai 100 milioni di «chip led», ovvero i «puntini» che compongono un corpo illuminante. Ma il grande valore aggiunto è la tecnologia che ne controlla il funzionamento. «Puntiamo molto sulla ricerca – spiega Alessandro Pasini, direttore della nuova business unit Cefla -. Nel 2017 abbiamo investito circa il 5 per cento del fatturato, una percentuale più alta rispetto alla media delle altre business unit Cefla. Abbiamo un reparto di ricerca e sviluppo con 8 addetti, ingegneri elettrici, meccanici ed elettronici; in più, collaborano con noi 5 centri di ricerca e laboratori esterni».

In questo campo le lampadine a bulbo sono davvero preistoria. I punti luce del futuro sono personalizzati per dimensione e ottica, temperatura di colore (ovvero tonalità calda o fredda) e resa cromatica. «Abbiamo già prodotti – racconta – che possono essere impostati attraverso una app sul proprio telefono. Quando si arriva a casa, un sensore capta la tua presenza e le luci delle stanze si regolano in modo automatico in base a quello che devi fare e agli impegni inseriti sul telefono o in base alle preferenze selezionate. Il tutto senza dover toccare un solo interruttore. Allo stesso modo le luci della vetrina di un negozio si possono cambiare a seconda, ad esempio, della stagione». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto le postazioni di assemblaggio in C-Led

La Cefla punta sempre di più sul business della luce a led con la nuova divisione Lighting

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