Posts by tag: cooperative

Economia 6 Luglio 2022

Sacmi, Cefla e Ceramica: le nostre cooperative crescono

Le tre grandi imprese tirano le somme di metà anno e i numeri parlano di portafogli ordini pieni e di fatturati in crescita. Le incognite legate all’inflazione e alla guerra in Ucraina. Il presidente di Legacoop Imola, Raffaele Mazzanti: «Se vanno bene le nostre cooperative, va bene l’economia del territorio. Il nostro grido per la pace. Tra i soci delle nostre cooperative ho visto un forte senso di ap- partenenza. Le donne hanno un ruolo rilevante e decisivo. Non c’è niente di più moderno e più umano del cooperare». (r.e.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 7 luglio.

Nella foto: il presidente di Legacoop Imola Raffaele Mazzanti insieme ai loghi delle tre cooperative

Sacmi, Cefla e Ceramica: le nostre cooperative crescono
Economia 30 Marzo 2022

Coop Reno mette radici a Castel Guelfo, visita al cantiere del nuovo centro direzionale

«Abbiamo unito l’esigenza di ingrandire i nostri uffici a quella di aprirci ancor di piùal territorio. A Poggio Piccolo di Castel Guelfo abbiamo trovato 20 mila metri quadrati da sfruttare per un progetto davvero innovativo, sia per la scelta delle tecnologie e dei materiali, ma anche nella forma, una pianta. Ci piaceva il messaggio simbolico di una cooperativa radicata sul territorio e che continua a crescere». Il presidente di Coop Reno, Andrea Mascherini, è davvero orgoglioso nell’illustrare il progetto del nuovo centro direzionale che, è il caso di dirlo, sta mettendo radici in via Fornace, in un’area in precedenza delle ex Fonderie.

L’occasione è stata, venerdì scorso, la visita al cantiere proposta dallo stesso Mascherini alle cooperative aderenti a Legacoop Imola, tra cui la Corso Bacchilega, editrice di “sabato sera”. (gi.gi.)

ALTRI DETTAGLI SUL “SABATO SERA” IN EDICOLA DA DOMANI 31 MARZO

Nella foto la delegazione dei cooperatori di Legacoop Imola in visita al cantiere

Coop Reno mette radici a Castel Guelfo, visita al cantiere del nuovo centro direzionale
Economia 18 Febbraio 2022

Caro-bollette, l’allarme di Confcooperative Emilia Romagna: «Per le cooperative sociali impossibile resistere a lungo»

Gli aumenti esponenziali dei costi del gas e dell’energia elettrica stanno mettendo in ginocchio anche le cooperative sociali (oltre 700 quelle presenti da Piacenza a Rimini e aderenti alle centrali cooperative). L’allarme arriva dal presidente di Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna, l’imolese Luca Dal Pozzo, presidente anche del gruppo cooperativo sociale Solco Civitas di Imola e Bologna. «Ogni giorno – spiega – ci arrivano dalle nostre cooperative sociali segnalazioni di strutture allo stremo, che si trovano a dover fare i conti con aumenti del gas fino al 160 per cento nelle bollette degli ultimi mesi e al 60 per cento per l’energia elettrica. Abbiamo segnalazioni di cooperative con bollette passate da 15 mila a oltre 40 mila euro in un solo mese; per chi lavora nel welfare, con margini pressoché inesistenti, è davvero impossibile resistere a lungo».

Per questo Dal Pozzo chiede a Governo, Regione, Amministrazioni comunali e Aziende sanitarie «interventi di emergenza per calmierare l’infiammata dei costi, che da soli non possiamo sostenere. Ne va della tenuta del nostro sistema di welfare regionale, all’interno del quale le cooperative sociali erogano servizi a un milione di cittadini e danno occupazione a oltre 62 mila persone, in gran parte donne». (lo.mi.) 

Nella foto: Luca Dal Pozzo, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna e presidente del gruppo cooperativo sociale Solco Civitas di Imola e Bologna

Caro-bollette, l’allarme di Confcooperative Emilia Romagna: «Per le cooperative sociali impossibile resistere a lungo»
Economia 2 Agosto 2021

Economia, centrali coop e sindacati uniti per i workers buy out, salvezza delle aziende in crisi

Il recupero d’impresa in forma cooperativa, con la partecipazione diretta dei lavoratori, è una modalità sempre più strategica per la salvaguardia delle attività produttive, in particolare per le imprese in crisi e per quelle con mancato ricambio generazionale, e dell’occupazione. Questo il punto centrale di un protocollo d’intesa firmato tra Alleanza delle cooperative di Bologna e di Imola (Legacooop, Confcooperative, Agci) e Cgil di Bologna, Cgil di Imola e Cisl e Uil del territorio della Città metropolitana.
Per i firmatari del protocollo, i Wbo (workers buyout) sono «esperienze con ricadute positive su tutti i soggetti coinvolti, nonché sulle comunità locali e sulle istituzioni. In primo luogo, sui lavoratori, che integrando la posizione di lavoratore dipendente con quella del socio imprenditore e tutelano la loro occupazione. Per le comunità locali e le istituzioni si tratta di un punto produttivo che riparte. Per lo Stato è un risparmio di contributi figurativi sui periodi di ammortizzatori sociali ed una ripresa di gettito fiscale».
I firmatari si sono impegnati a dar vita ad un osservatorio, composto da esponenti della cooperazione e del sindacato, che, oltre alle attività di monitoraggio e promozione, avrà il compito di definire una lista di condizioni utili per avviare un percorso di Wbo. L’osservatorio produrrà materiale divulgativo sul Wbo e promuoverà iniziative, seminari e percorsi formativi. Centrali cooperative e sindacati intendono individuare situazioni da esaminare per l’attivazione concreta di un percorso di Wbo, una fase che sarà approfondita dalle parti firmatarie e seguita dalle strutture di servizio delle centrali cooperative.
Il protocollo prevede anche la valorizzazione di idee condivise dalle parti, l’applicazione dei contratti nazionali di categoria sottoscritti dalle organizzazioni firmatarie e il mantenimento ai lavoratori in cooperativa delle coperture contributive che garantiscano gli ammortizzatori sociali conservativi.
Nell’ambito del percorso che ha portato alla firma del protocollo, l’Alleanza delle cooperative ha concordato con le organizzazioni sindacali di svolgere un percorso di formazione comune sui Workers buyout, relativo sia agli aspetti legali che agli strumenti finanziari del sistema cooperativo a supporto dei Wbo. L’obiettivo è quello di far crescere le competenze in materia e rilanciare l’iniziativa per lo sbocco cooperativo di situazioni di crisi d’impresa in cui è a rischio la continuità produttiva e l’occupazione.
Il protocollo è stato firmato oggi da: Agci Emilia-Romagna, Confcooperative Bologna, Legacoop Bologna, Legacoop Imola e Cgil Bologna, CGIL Imola e Cisl e Uil del territorio della Città metropolitana di Bologna.

I firmatari dell”accordo

Economia, centrali coop e sindacati uniti per i workers buy out, salvezza delle aziende in crisi
Economia 8 Aprile 2021

Francesco Milza nuovo presidente di Alleanza Cooperative dell’Emilia Romagna

Cambio alla guida di Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia Romagna che riunisce Agci, Confcooperative e Legacoop. Il nuovo presidente per il prossimo mandato è, infatti, Francesco Milza, eletto all’unanimità nel corso del comitato esecutivo svoltosi in modalità online ieri pomeriggio con la partecipazione di oltre 50 delegati. Ai lavori hanno partecipato la vicepresidente della Regione, Elly Schlein, che si è confrontata sulle sfide poste dalla pandemia e sui progetti della cooperazione, e il vicedirettore di Unioncamere Emilia-Romagna, Guido Caselli, che ha offerto dati e indicazioni sull’andamento dell’economia regionale e del sistema cooperativo.

Cinquantasette anni, amministratore delegato della cooperativa di servizi logistici San Martino di Piacenza, Milza è anche presidente di Confcooperative Emilia Romagna. Alla guida dell’Alleanza Cooperative regionale prende il posto di Massimo Mota (presidente Agci Emilia-Romagna), che assume così l”incarico di co-presidente insieme a Giovanni Monti (presidente Legacoop Emilia-Romagna), a conferma della rotazione annuale alla presidenza dell’Alleanza stabilita dalle centrali cooperative. «Il ruolo dell’Alleanza Cooperative dell’Emilia-Romagna è fondamentale per l’interlocuzione con le istituzioni di fronte alle quali il sistema cooperativo si presenta unito e più forte – ha dichiarato Milza, ringraziando Mota e Monti per il lavoro svolto assieme nell’ultimo difficile anno -. Nel confronto con la Regione le nostre priorità riguardano: la nuova programmazione comunitaria 2021-27 nell’ambito del Next Generation Ue, la partecipazione al Tavolo della semplificazione affinché porti risultati concreti per le imprese, l’attivazione del Tavolo sui lavori sociali per valorizzare le attività delle cooperative sociali e sanitarie protagoniste di un’importante pezzo di welfare dell’Emilia-Romagna, un’iniziativa legislativa regionale per riconoscere e promuovere le cooperative di comunità come accaduto in altre Regioni, il sostegno al credito e alle attività di promozione cooperativa e formazione per la riqualificazione dei lavoratori». (r.e.)

Nella foto: Francesco Milza, nuovo presidente di Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia Romagna

Francesco Milza nuovo presidente di Alleanza Cooperative dell’Emilia Romagna
Economia 29 Gennaio 2021

Cooperazione, l'intervento del presidente di Legacoop Imola Raffaele Mazzanti all'Assemblea di Legacoop Emilia Romagna

All’Assemblea delle delegate e dei delegati di Legacoop Emilia Romagna questa mattina è intervenuto anche il presidente di Legacoop Imola Raffaele Mazzanti, che ha fatto il punto sull”andamento delle cooperative del circondario imolese e su come queste stanno reagendo alle sfide e alle difficoltà legate alla pandemia. Il video qui sotto. (lo.mi.)

Nella foto: al centro, Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia Romagna; nel cerchio Raffaele Mazzanti, presidente Legacoop Imola

Cooperazione, l'intervento del presidente di Legacoop Imola Raffaele Mazzanti all'Assemblea di Legacoop Emilia Romagna
Economia 11 Novembre 2020

Cefla, raggiunto l’accordo con i sindacati, massima tutela occupazionale fino al 30 giugno 2022

Dopo quasi 12 ore consecutive di trattativa, nella serata di ieri è stato raggiunto l’accordo tra Cefla e le organizzazioni sindacali sulle tutele per i 158 dipendenti della divisione Shopfitting, che dal 1° gennaio 2021 passeranno alla newco Imola retail solutions, controllata dalla multinazionale svedese Itab.

In sintesi: per 3 anni applicazione del contratto per gli addetti delle aziende cooperative metalmeccaniche; mantenimento del contratto integrativo aziendale per un anno (o almeno fino a quando non ci sarà il rinnovo dello stesso con la controllata italiana del gruppo Itab); impegno di Cefla a garantire la massima tutela occupazionale, dal 1 gennaio 2021 fino al 30 giugno 2022, con l’assunzione degli ex lavoratori, nel caso in cui la newco fosse costretta a tagliare posti di lavoro; dal 30 giugno 2022 fino al 31 dicembre 2023, possibilità per gli eventuali esuberi di entrare in un «bacino preferenziale» (regolato da una commissione paritetica composta da newco, sindacati e Rsu), da cui Cefla potrà attingere per ricoprire posizioni vacanti all’interno della cooperativa; tale bacino resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026 o all’esaurimento degli ammortizzatori sociali; l’impegno per 3 anni a non trasferire la sede di lavoro della newco.

«Come base di partenza avevamo chiesto le garanzie massime per tutti i lavoratori per 3 anni – commenta Stefano Moni, della Fiom-Cgil di Imola -. La trattativa è stata molto difficile. I sei mesi di tutele in più rispetto alle linee guida di partenza sono merito della lotta dei lavoratori». Soddisfatto del risultato finale è il presidente di Cefla, Gianmaria Balducci: «Anche al tavolo con i sindacati – spiega – ho chiesto se ci fossero esempi di garanzie simili per operazioni di questo tipo. Non ce ne sono. Garanzie che addirittura superano quelle dei dipendenti che restano in Cefla. A Imola – conclude – arriverà una eccellente società europea a produrre e arricchire il bacino imprenditoriale imolese. Lo vedo quindi come un importante tassello di ulteriore sviluppo per il territorio».

Sull’argomento è intervenuto anche il sindaco di Imola, Marco Panieri. «La firma dell’accordo fra la Cooperativa Cefla, le organizzazioni sindacali di categoria e le Rsu è un dato molto positivo, per il quale esprimiamo soddisfazione – ha detto il primo cittadino -. Fin dall’inizio abbiamo seguito la vicenda, tenendoci costantemente in contatto con i vertici dell’azienda, con le organizzazioni sindacali e con le Rsu, esprimendo anche direttamente, con la partecipazione ai presidi, la nostra vicinanza ai lavoratori. Per quanto di nostra competenza, siamo stati il più possibile vicini a tutte le parti coinvolte, per fare sì che potessero raggiungere un accordo in grado di dare tutte le necessarie garanzie riguardo al rispetto ed alla tutela dei lavoratori ed al mantenimento ad Imola della produzione, finalizzato alla  salvaguardia dell’occupazione. Perché, come abbiamo detto fin dall’inizio, deve essere chiaro a tutti che la tenuta occupazionale è una priorità assoluta per il nostro territorio ed è al centro del nostro impegno». (lo.mi.)

Cefla, raggiunto l’accordo con i sindacati, massima tutela occupazionale fino al 30 giugno 2022
Cronaca 17 Agosto 2020

Legacoop Imola sulla cooperazione sociale e culturale: scuole e biblioteche chiuse, lavoratori senza stipendio

Le cooperative che hanno sofferto e stanno soffrendo di più per il lockdown causato dalla pandemia sono quelle che operano soprattutto in ambito culturale. Il vicepresidente di Legacoop Imola, Carlo Alberto Gollini, egli stesso presidente della cooperativa sociale imolese Giovani rilegatori, conosce ciò di cui parla per esperienza diretta. «Tutte le realtà che lavorano per scuole, nidi d’infanzia, teatri, biblioteche sono in difficoltà. Nel pubblico, se gli asili sono chiusi, i lavoratori continuano a prendere lo stipendio; nel privato se le strutture sono chiuse e senza gli introiti derivanti dalle rette, i lavoratori non percepiscono niente».

Avete avuto segnali di realtà che a settembre non riapriranno più?

«Segnali ci sono, ma speriamo rimangano tali. A livello di risposta alle persone, negli asili, nelle scuole e nell’affiancamento scolastico, non possiamo permetterci di dire che si chiude, perché parliamo di bisogni primari e questo sarebbe un grande problema, che si tratti di pubblico o di privato. Prospettive per le cooperative culturali? Abbiamo cooperative che forniscono servizi all’interno di biblioteche o teatri, in convenzione con i Comuni. Questi non sono ritenuti servizi primari e dipendono dagli appalti pubblici. Le persone che in questo periodo hanno lavorato un po’ “a fisarmonica” all’interno delle biblioteche, hanno comunque percepito lo stipendio. Il personale legato a un appalto e che non è andato a lavorare, se viene pagato a ore non percepisce niente. Questo è un problema di non poco conto. Avendo ridotto gli accessi, l’amministrazione pubblica gestisce i suoi servizi con personale proprio. Le cooperative che operano in questi settori sono ferme: anche se ci sono contratti in essere, non si poteva attuare il telelavoro». (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 23 luglio.

Nella foto: servizio all’infanzia fornito dalla cooperativa sociale Solco

Legacoop Imola sulla cooperazione sociale e culturale: scuole e biblioteche chiuse, lavoratori senza stipendio
Economia 1 Agosto 2020

Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza rieletto presidente

L’Assemblea dei delegati di Confcooperative Emilia Romagna,  associazione che riunisce 1.580 imprese cooperative con 228.000 soci, 86.000 addetti e un fatturato complessivo di 14,2 miliardi di euro, riunitasi questa mattina in modalità mista (con una rappresentanza presente al Palazzo della Cooperazione di Bologna nel rispetto delle norme anti-Covid e la restante parte collegata in diretta streaming), ha riconfermato per altri quattro anni la fiducia al presidente uscente Francesco Milza, che guiderà l’Organizzazione regionale fino al 2024. Rinnovato nel corso dell’Assemblea anche il consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna composto da 60 membri (un terzo le donne) e anche il collegio dei revisori dei conti. «Ringrazio tutti gli amici cooperatori per la fiducia che hanno nuovamente manifestato nei miei confronti – ha dichiarato Milza al termine delle operazioni di voto -. Negli ultimi quattro anni (2016-2019) le imprese del sistema Confcooperative Emilia Romagna hanno creato oltre 10.000 nuovi posti di lavoro (+13,4%), dimostrando tutta la loro vitalità economica e capacità di resilienza. Ma oggi il futuro si presenta molto più incerto. Ci aspettano quattro anni difficili, caratterizzati dalle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria Covid-19. Dovremo ripensare modelli organizzativi, produttivi e di erogazione dei servizi, dimostrando di essere costruttori di bene comune anche in questa situazione». 

Da un’indagine interna al sistema Confcooperative Emilia Romagna condotta nelle settimane scorse su un campione rappresentativo di circa 300 cooperative, è emerso come il 64% abbia attivato gli ammortizzatori sociali a causa dell’emergenza sanitaria e oltre la metà preveda importanti riduzioni di fatturato per il 2020. In particolare, il 35% prevede un calo di un terzo del volume d’affari, il 20% addirittura parla di un calo del 50%. Inoltre, per il 40% delle cooperative queste riduzioni non saranno recuperabili. «Questi dati ci confermano la drammaticità del momento che stiamo vivendo – ha detto Milza –, eppure è proprio davanti alle difficoltà che la cooperazione ha sempre dimostrato la validità del suo modello economico inclusivo e mutualistico. Le cooperative nascono e si sviluppano laddove intercettano i bisogni delle comunità e vi rispondono generando un’economia sostenibile capace di redistribuire le risorse e ridurre le disuguaglianze».

La votazione si è svolta al termine dell’Assemblea «Costruttori di bene comune. Bisogni che sfidano il futuro» alla quale sono intervenuti in video-collegamento l’arcivescovo di Bologna cardinale Matteo Maria Zuppi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Presenti, tra gli altri, anche i vertici nazionali di Confcooperative (il presidente Maurizio Gardini, il direttore generale Fabiola Di Loreto, il segretario Marco Venturelli) e i rappresentanti regionali di Legacoop e Agci. (da.be.)

Nella foto: Francesco Milza

Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza rieletto presidente
Cronaca 14 Luglio 2020

Daniele Ravaglia nuovo presidente di Confcooperative Bologna

Daniele Ravaglia, dal 2004 componente del Consiglio provinciale e della Presidenza di Confcooperative Bologna, è il nuovo presidente dell’ente.
Diplomato nel 1970, dal 1972 ha svolto incarichi di crescente responsabilità all’interno della Banca del Monte di Bologna e Ravenna per approdare poi, nel 1981, al mondo delle Banche di credito cooperativo e precisamente alla Cassa rurale ed artigiana di Monzuno di cui è diventato vice direttore nel 1983; direttore generale della nuova Bcc Appennino bolognese nel 1988, dal 1990 ricopre il ruolo di direttore generale della nuova Emil Banca.

«Le cooperative contribuiscono concretamente a ridurre le diseguaglianze – afferma Ravaglia –. Un ruolo importante che deve essere adeguatamente conosciuto e riconosciuto dai principali interlocutori e dall’opinione pubblica. A tale proposito, è indispensabile che le Associazioni di rappresentanza, autentiche promotrici di prosperità inclusiva, sappiano comunicare al meglio la loro reputazione, puntando su informazione, innovazione e formazione». (r.cr.)

Daniele Ravaglia nuovo presidente di Confcooperative Bologna

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