Posts by tag: cooperative

Economia 2 Agosto 2021

Economia, centrali coop e sindacati uniti per i workers buy out, salvezza delle aziende in crisi

Il recupero d’impresa in forma cooperativa, con la partecipazione diretta dei lavoratori, è una modalità sempre più strategica per la salvaguardia delle attività produttive, in particolare per le imprese in crisi e per quelle con mancato ricambio generazionale, e dell’occupazione. Questo il punto centrale di un protocollo d’intesa firmato tra Alleanza delle cooperative di Bologna e di Imola (Legacooop, Confcooperative, Agci) e Cgil di Bologna, Cgil di Imola e Cisl e Uil del territorio della Città metropolitana.
Per i firmatari del protocollo, i Wbo (workers buyout) sono «esperienze con ricadute positive su tutti i soggetti coinvolti, nonché sulle comunità locali e sulle istituzioni. In primo luogo, sui lavoratori, che integrando la posizione di lavoratore dipendente con quella del socio imprenditore e tutelano la loro occupazione. Per le comunità locali e le istituzioni si tratta di un punto produttivo che riparte. Per lo Stato è un risparmio di contributi figurativi sui periodi di ammortizzatori sociali ed una ripresa di gettito fiscale».
I firmatari si sono impegnati a dar vita ad un osservatorio, composto da esponenti della cooperazione e del sindacato, che, oltre alle attività di monitoraggio e promozione, avrà il compito di definire una lista di condizioni utili per avviare un percorso di Wbo. L’osservatorio produrrà materiale divulgativo sul Wbo e promuoverà iniziative, seminari e percorsi formativi. Centrali cooperative e sindacati intendono individuare situazioni da esaminare per l’attivazione concreta di un percorso di Wbo, una fase che sarà approfondita dalle parti firmatarie e seguita dalle strutture di servizio delle centrali cooperative.
Il protocollo prevede anche la valorizzazione di idee condivise dalle parti, l’applicazione dei contratti nazionali di categoria sottoscritti dalle organizzazioni firmatarie e il mantenimento ai lavoratori in cooperativa delle coperture contributive che garantiscano gli ammortizzatori sociali conservativi.
Nell’ambito del percorso che ha portato alla firma del protocollo, l’Alleanza delle cooperative ha concordato con le organizzazioni sindacali di svolgere un percorso di formazione comune sui Workers buyout, relativo sia agli aspetti legali che agli strumenti finanziari del sistema cooperativo a supporto dei Wbo. L’obiettivo è quello di far crescere le competenze in materia e rilanciare l’iniziativa per lo sbocco cooperativo di situazioni di crisi d’impresa in cui è a rischio la continuità produttiva e l’occupazione.
Il protocollo è stato firmato oggi da: Agci Emilia-Romagna, Confcooperative Bologna, Legacoop Bologna, Legacoop Imola e Cgil Bologna, CGIL Imola e Cisl e Uil del territorio della Città metropolitana di Bologna.

I firmatari dell”accordo

Economia, centrali coop e sindacati uniti per i workers buy out, salvezza delle aziende in crisi
Economia 8 Aprile 2021

Francesco Milza nuovo presidente di Alleanza Cooperative dell’Emilia Romagna

Cambio alla guida di Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia Romagna che riunisce Agci, Confcooperative e Legacoop. Il nuovo presidente per il prossimo mandato è, infatti, Francesco Milza, eletto all’unanimità nel corso del comitato esecutivo svoltosi in modalità online ieri pomeriggio con la partecipazione di oltre 50 delegati. Ai lavori hanno partecipato la vicepresidente della Regione, Elly Schlein, che si è confrontata sulle sfide poste dalla pandemia e sui progetti della cooperazione, e il vicedirettore di Unioncamere Emilia-Romagna, Guido Caselli, che ha offerto dati e indicazioni sull’andamento dell’economia regionale e del sistema cooperativo.

Cinquantasette anni, amministratore delegato della cooperativa di servizi logistici San Martino di Piacenza, Milza è anche presidente di Confcooperative Emilia Romagna. Alla guida dell’Alleanza Cooperative regionale prende il posto di Massimo Mota (presidente Agci Emilia-Romagna), che assume così l”incarico di co-presidente insieme a Giovanni Monti (presidente Legacoop Emilia-Romagna), a conferma della rotazione annuale alla presidenza dell’Alleanza stabilita dalle centrali cooperative. «Il ruolo dell’Alleanza Cooperative dell’Emilia-Romagna è fondamentale per l’interlocuzione con le istituzioni di fronte alle quali il sistema cooperativo si presenta unito e più forte – ha dichiarato Milza, ringraziando Mota e Monti per il lavoro svolto assieme nell’ultimo difficile anno -. Nel confronto con la Regione le nostre priorità riguardano: la nuova programmazione comunitaria 2021-27 nell’ambito del Next Generation Ue, la partecipazione al Tavolo della semplificazione affinché porti risultati concreti per le imprese, l’attivazione del Tavolo sui lavori sociali per valorizzare le attività delle cooperative sociali e sanitarie protagoniste di un’importante pezzo di welfare dell’Emilia-Romagna, un’iniziativa legislativa regionale per riconoscere e promuovere le cooperative di comunità come accaduto in altre Regioni, il sostegno al credito e alle attività di promozione cooperativa e formazione per la riqualificazione dei lavoratori». (r.e.)

Nella foto: Francesco Milza, nuovo presidente di Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia Romagna

Francesco Milza nuovo presidente di Alleanza Cooperative dell’Emilia Romagna
Economia 29 Gennaio 2021

Cooperazione, l'intervento del presidente di Legacoop Imola Raffaele Mazzanti all'Assemblea di Legacoop Emilia Romagna

All’Assemblea delle delegate e dei delegati di Legacoop Emilia Romagna questa mattina è intervenuto anche il presidente di Legacoop Imola Raffaele Mazzanti, che ha fatto il punto sull”andamento delle cooperative del circondario imolese e su come queste stanno reagendo alle sfide e alle difficoltà legate alla pandemia. Il video qui sotto. (lo.mi.)

Nella foto: al centro, Giovanni Monti, presidente di Legacoop Emilia Romagna; nel cerchio Raffaele Mazzanti, presidente Legacoop Imola

Cooperazione, l'intervento del presidente di Legacoop Imola Raffaele Mazzanti all'Assemblea di Legacoop Emilia Romagna
Economia 11 Novembre 2020

Cefla, raggiunto l’accordo con i sindacati, massima tutela occupazionale fino al 30 giugno 2022

Dopo quasi 12 ore consecutive di trattativa, nella serata di ieri è stato raggiunto l’accordo tra Cefla e le organizzazioni sindacali sulle tutele per i 158 dipendenti della divisione Shopfitting, che dal 1° gennaio 2021 passeranno alla newco Imola retail solutions, controllata dalla multinazionale svedese Itab.

In sintesi: per 3 anni applicazione del contratto per gli addetti delle aziende cooperative metalmeccaniche; mantenimento del contratto integrativo aziendale per un anno (o almeno fino a quando non ci sarà il rinnovo dello stesso con la controllata italiana del gruppo Itab); impegno di Cefla a garantire la massima tutela occupazionale, dal 1 gennaio 2021 fino al 30 giugno 2022, con l’assunzione degli ex lavoratori, nel caso in cui la newco fosse costretta a tagliare posti di lavoro; dal 30 giugno 2022 fino al 31 dicembre 2023, possibilità per gli eventuali esuberi di entrare in un «bacino preferenziale» (regolato da una commissione paritetica composta da newco, sindacati e Rsu), da cui Cefla potrà attingere per ricoprire posizioni vacanti all’interno della cooperativa; tale bacino resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026 o all’esaurimento degli ammortizzatori sociali; l’impegno per 3 anni a non trasferire la sede di lavoro della newco.

«Come base di partenza avevamo chiesto le garanzie massime per tutti i lavoratori per 3 anni – commenta Stefano Moni, della Fiom-Cgil di Imola -. La trattativa è stata molto difficile. I sei mesi di tutele in più rispetto alle linee guida di partenza sono merito della lotta dei lavoratori». Soddisfatto del risultato finale è il presidente di Cefla, Gianmaria Balducci: «Anche al tavolo con i sindacati – spiega – ho chiesto se ci fossero esempi di garanzie simili per operazioni di questo tipo. Non ce ne sono. Garanzie che addirittura superano quelle dei dipendenti che restano in Cefla. A Imola – conclude – arriverà una eccellente società europea a produrre e arricchire il bacino imprenditoriale imolese. Lo vedo quindi come un importante tassello di ulteriore sviluppo per il territorio».

Sull’argomento è intervenuto anche il sindaco di Imola, Marco Panieri. «La firma dell’accordo fra la Cooperativa Cefla, le organizzazioni sindacali di categoria e le Rsu è un dato molto positivo, per il quale esprimiamo soddisfazione – ha detto il primo cittadino -. Fin dall’inizio abbiamo seguito la vicenda, tenendoci costantemente in contatto con i vertici dell’azienda, con le organizzazioni sindacali e con le Rsu, esprimendo anche direttamente, con la partecipazione ai presidi, la nostra vicinanza ai lavoratori. Per quanto di nostra competenza, siamo stati il più possibile vicini a tutte le parti coinvolte, per fare sì che potessero raggiungere un accordo in grado di dare tutte le necessarie garanzie riguardo al rispetto ed alla tutela dei lavoratori ed al mantenimento ad Imola della produzione, finalizzato alla  salvaguardia dell’occupazione. Perché, come abbiamo detto fin dall’inizio, deve essere chiaro a tutti che la tenuta occupazionale è una priorità assoluta per il nostro territorio ed è al centro del nostro impegno». (lo.mi.)

Cefla, raggiunto l’accordo con i sindacati, massima tutela occupazionale fino al 30 giugno 2022
Cronaca 17 Agosto 2020

Legacoop Imola sulla cooperazione sociale e culturale: scuole e biblioteche chiuse, lavoratori senza stipendio

Le cooperative che hanno sofferto e stanno soffrendo di più per il lockdown causato dalla pandemia sono quelle che operano soprattutto in ambito culturale. Il vicepresidente di Legacoop Imola, Carlo Alberto Gollini, egli stesso presidente della cooperativa sociale imolese Giovani rilegatori, conosce ciò di cui parla per esperienza diretta. «Tutte le realtà che lavorano per scuole, nidi d’infanzia, teatri, biblioteche sono in difficoltà. Nel pubblico, se gli asili sono chiusi, i lavoratori continuano a prendere lo stipendio; nel privato se le strutture sono chiuse e senza gli introiti derivanti dalle rette, i lavoratori non percepiscono niente».

Avete avuto segnali di realtà che a settembre non riapriranno più?

«Segnali ci sono, ma speriamo rimangano tali. A livello di risposta alle persone, negli asili, nelle scuole e nell’affiancamento scolastico, non possiamo permetterci di dire che si chiude, perché parliamo di bisogni primari e questo sarebbe un grande problema, che si tratti di pubblico o di privato. Prospettive per le cooperative culturali? Abbiamo cooperative che forniscono servizi all’interno di biblioteche o teatri, in convenzione con i Comuni. Questi non sono ritenuti servizi primari e dipendono dagli appalti pubblici. Le persone che in questo periodo hanno lavorato un po’ “a fisarmonica” all’interno delle biblioteche, hanno comunque percepito lo stipendio. Il personale legato a un appalto e che non è andato a lavorare, se viene pagato a ore non percepisce niente. Questo è un problema di non poco conto. Avendo ridotto gli accessi, l’amministrazione pubblica gestisce i suoi servizi con personale proprio. Le cooperative che operano in questi settori sono ferme: anche se ci sono contratti in essere, non si poteva attuare il telelavoro». (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 23 luglio.

Nella foto: servizio all’infanzia fornito dalla cooperativa sociale Solco

Legacoop Imola sulla cooperazione sociale e culturale: scuole e biblioteche chiuse, lavoratori senza stipendio
Economia 1 Agosto 2020

Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza rieletto presidente

L’Assemblea dei delegati di Confcooperative Emilia Romagna,  associazione che riunisce 1.580 imprese cooperative con 228.000 soci, 86.000 addetti e un fatturato complessivo di 14,2 miliardi di euro, riunitasi questa mattina in modalità mista (con una rappresentanza presente al Palazzo della Cooperazione di Bologna nel rispetto delle norme anti-Covid e la restante parte collegata in diretta streaming), ha riconfermato per altri quattro anni la fiducia al presidente uscente Francesco Milza, che guiderà l’Organizzazione regionale fino al 2024. Rinnovato nel corso dell’Assemblea anche il consiglio regionale di Confcooperative Emilia Romagna composto da 60 membri (un terzo le donne) e anche il collegio dei revisori dei conti. «Ringrazio tutti gli amici cooperatori per la fiducia che hanno nuovamente manifestato nei miei confronti – ha dichiarato Milza al termine delle operazioni di voto -. Negli ultimi quattro anni (2016-2019) le imprese del sistema Confcooperative Emilia Romagna hanno creato oltre 10.000 nuovi posti di lavoro (+13,4%), dimostrando tutta la loro vitalità economica e capacità di resilienza. Ma oggi il futuro si presenta molto più incerto. Ci aspettano quattro anni difficili, caratterizzati dalle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria Covid-19. Dovremo ripensare modelli organizzativi, produttivi e di erogazione dei servizi, dimostrando di essere costruttori di bene comune anche in questa situazione». 

Da un’indagine interna al sistema Confcooperative Emilia Romagna condotta nelle settimane scorse su un campione rappresentativo di circa 300 cooperative, è emerso come il 64% abbia attivato gli ammortizzatori sociali a causa dell’emergenza sanitaria e oltre la metà preveda importanti riduzioni di fatturato per il 2020. In particolare, il 35% prevede un calo di un terzo del volume d’affari, il 20% addirittura parla di un calo del 50%. Inoltre, per il 40% delle cooperative queste riduzioni non saranno recuperabili. «Questi dati ci confermano la drammaticità del momento che stiamo vivendo – ha detto Milza –, eppure è proprio davanti alle difficoltà che la cooperazione ha sempre dimostrato la validità del suo modello economico inclusivo e mutualistico. Le cooperative nascono e si sviluppano laddove intercettano i bisogni delle comunità e vi rispondono generando un’economia sostenibile capace di redistribuire le risorse e ridurre le disuguaglianze».

La votazione si è svolta al termine dell’Assemblea «Costruttori di bene comune. Bisogni che sfidano il futuro» alla quale sono intervenuti in video-collegamento l’arcivescovo di Bologna cardinale Matteo Maria Zuppi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Presenti, tra gli altri, anche i vertici nazionali di Confcooperative (il presidente Maurizio Gardini, il direttore generale Fabiola Di Loreto, il segretario Marco Venturelli) e i rappresentanti regionali di Legacoop e Agci. (da.be.)

Nella foto: Francesco Milza

Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza rieletto presidente
Cronaca 14 Luglio 2020

Daniele Ravaglia nuovo presidente di Confcooperative Bologna

Daniele Ravaglia, dal 2004 componente del Consiglio provinciale e della Presidenza di Confcooperative Bologna, è il nuovo presidente dell’ente.
Diplomato nel 1970, dal 1972 ha svolto incarichi di crescente responsabilità all’interno della Banca del Monte di Bologna e Ravenna per approdare poi, nel 1981, al mondo delle Banche di credito cooperativo e precisamente alla Cassa rurale ed artigiana di Monzuno di cui è diventato vice direttore nel 1983; direttore generale della nuova Bcc Appennino bolognese nel 1988, dal 1990 ricopre il ruolo di direttore generale della nuova Emil Banca.

«Le cooperative contribuiscono concretamente a ridurre le diseguaglianze – afferma Ravaglia –. Un ruolo importante che deve essere adeguatamente conosciuto e riconosciuto dai principali interlocutori e dall’opinione pubblica. A tale proposito, è indispensabile che le Associazioni di rappresentanza, autentiche promotrici di prosperità inclusiva, sappiano comunicare al meglio la loro reputazione, puntando su informazione, innovazione e formazione». (r.cr.)

Daniele Ravaglia nuovo presidente di Confcooperative Bologna
Cronaca 5 Giugno 2020

Centri estivi, Seacoop e Solco pronte alla sfida nel rispetto del protocollo

Le cooperative che durante l’anno già si occupano di gestire nidi e materne sono in prima linea anche per l’organizzazione dei centri estivi che quest’anno, dopo mesi di chiusura delle scuole, si tradurranno in un’opportunità occupazionale in più.  

Seacoop «sta lavorando intensamente per definire le attività – aggiorna la responsabile del settore Infanzia, Nizia Martino –. Da questo protocollo emerge il fatto che ora più che mai è cruciale essere professionisti dell’educazione per sapersi muovere nelle regole, non ci si può improvvisare». Seacoop sta organizzando attività per Imola, vallata del Santerno e Ozzano Emilia, ipotizzando di partire tra il 15 e il 22 giugno. «Per ogni sede contiamo di attivare più gruppi con iscrizioni settimanali e orari part e full time, utilizzando le sedi scolastiche – prosegue la Martino –. Ci stiamo anche attivando per i monopasto con posate monouso e misuratori della febbre per l’ingresso di tutti. Agli educatori forniremo mascherine e camici monouso da usare se fosse necessario dover ridurre le distanze».

Solco, che da tempo non si occupava più dell’estate di bambini e ragazzi, quest’an- no ha deciso di proporre campi per la fascia 3-6 anni. «Stiamo lavorando per partire già dall’8 giugno con due proposte, full time oppure mattina con pranzo compreso – dice Michela Burattini –. Siamo soddisfatti di quanto prevede il protocollo regionale per la sicurezza sanitaria, ma anche per la presenza del patto di responsabilità fra gestore e famiglie che permette di condividere azioni e modus operandi attraverso impegni reciproci». I campi estivi proposti da Solco ricalcheranno quanto la cooperativa già propone per le scuole dell’infanzia, «nel rispetto del distanzia- mento e delle altre regole previste, puntando ad attivi- tà che abbiano fine didattico e forma ludica». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 4 giugno.

Nella foto: attività estive per i bambini organizzate da Seacoop

Centri estivi, Seacoop e Solco pronte alla sfida nel rispetto del protocollo
Economia 5 Agosto 2019

La Sacmi ha acquisito il 20% della Bmr di Scandiano, azienda specializzata nel fine linea del settore ceramico

Sacmi ha acquisito il 20% delle quote di Bmr, azienda di Scandiano (Reggio Emilia) specializzata nella progettazione e realizzazione di macchinari e tecnologie per il fine linea nel settore ceramico: impianti perla levigatura, lappatura, il trattamento, la squadratura e il taglio di superfici ceramiche, dai formati tradizionali fino alle grandi lastre. Fondata nel 1968, conta oltre 100 dipendenti, dislocati tra la sede di Scandiano e lo stabilimento dedicato alla realizzazione di lucidatrici di Schio (Vicenza). L’ufficializzazione dell’accordo è arrivata il 4 luglio scorso, «a coronamento – spiega Sacmi – di una partnership industriale e tecnologica di lungo corso nelle lavorazioni ceramiche per il fine linea».

Alla base dell’operazione, osserva Paolo Sassi, presidente di Bmr, «la piena condivisione degli obiettivi di sviluppo commerciale e industriale» tra i due partner che, in questo modo, rafforzano la propria capacità di proporsi al mercato con soluzioni complete, personalizzate e just in time. «L’ingresso nel capitale di Bmr – motiva Paolo Mongardi, presidente di Sacmi Imola – consolida il ruolo diSacmi come unico interlocutore nella gestione di tutte le fasi del processo ceramico, dalla materia prima al prodotto finito». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”1 agosto

La Sacmi ha acquisito il 20% della Bmr di Scandiano, azienda specializzata nel fine linea del settore ceramico
Economia 1 Agosto 2019

L'ingegner Federico Giva, classe 1978, è il nuovo direttore delle Risorse umane del Gruppo Cefla

Prenderà servizio dal 26 agosto prossimo Federico Giva, nuovo direttore delle Risorse umane del Gruppo Cefla. Il neo dirigente (Hr director per usare la terminologia inglese che va per la maggiore in campo economico) della storica cooperativa imolese ha 41 anni, è sposato e padre di quattro bambini. Si è laureato in ingegneria gestionale all”Università di Modena e Reggio Emilia e proviene dal Gruppo hera, dove ha ricoperto vari incarichi, con crescenti livelli di responsabilità, maturando una certa esperienza nelle funzioni principali delle risorse umane, lavorando a progetti trasversali all’interno delle strutture aziendali e integrando diverse realtà presenti sul territorio nazionale.

Per il Gruppo Cefla Giva sarà responsabile dell’implementazione delle politiche “human resources” in Italia e nel mondo, ruolo che svolgerà, comunica l”azienda, «attraverso il coordinamento delle attività di gestione del personale, processi di “recruitment” (reclutamento, ndr), amministrazione, formazione, sviluppo, talent management e relazioni sindacali». 

«In un momento di profondo cambiamento come quello attuale – dichiara al proposito Andrea Formica della Direzione generale di Cefla – un passo rilevante che la nuova direzione “Hr” deve compiere è declinare il piano industriale in una strategia che ponga al centro le persone, per rileggere le esigenze del business alla luce della trasformazione digitale». (r.cr.)

L'ingegner Federico Giva, classe 1978, è il nuovo direttore delle Risorse umane del Gruppo Cefla

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