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Cronaca 19 Maggio 2019

“Vitamina C' vicina al traguardo, il 20 maggio la premiazione del concorso di Alleanza delle Cooperative per le scuole

L”edizione 2019 di «Vitamina C – Cooperazione, Condivisione e Cultura d’impresa» si avvicina alla conclusione. Domani lunedì 20 maggio, alle 9.30 (Sala delle Stagioni in via Emilia 25 a Imola) è infatti in programma la premiazione del concorso che dal 2001 promuove i migliori progetti d’impresa ideati dai ragazzi delle scuole superiori del circondario imolese. Nove sono i gruppi di aspiranti cooperatori quest’anno in lizza per aggiudicarsi il viaggio e gli altri premi messi in palio dagli sponsor.

Le proposte imprenditoriali presentate dagli studenti rispecchiano un’idea di sviluppo sostenibile e di ricerca del benessere che passa attraverso l’alimentazione sana, lo sport, il corretto smaltimento dei rifiuti e la semplificazione delle pratiche della vita quotidiana. Si va infatti dall’inchiostro biodegradabile per stampanti alla produzione di scontrini telematici, dai contenitori commestibili per alimenti agli accorgimenti per ridurre e riciclare i rifiuti. C’è poi chi ha pensato a produrre alimenti per animali dagli scarti ortofrutticoli e chi propone cibo sano per sportivi e non solo. Per chi ama non perdere tempo, ecco poi l’idea per saltare le file, mentre un altro progetto aiuta le persone a socializzare giocando insieme.

Le votazioni online si sono chiuse il 16 maggio (www.cooperativeimolesi.it e poi cliccare su Vitamina), ma determinante sarà anche il voto della Commissione, che selezionerà i cinque progetti che si contenderanno la vittoria. Grazie agli sponsor, il montepremi del concorso è molto ricco. Oltre al viaggio, la cui meta sarà svelata proprio il giorno della premiazione, sono previsti gadget per tutti, contributi in denaro e buoni spesa. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 maggio

Nelle foto i nove gruppi di studenti partecipanti

“Vitamina C' vicina al traguardo, il 20 maggio la premiazione del concorso di Alleanza delle Cooperative per le scuole
Economia 3 Maggio 2019

Vitamina C, torna il concorso di Alleanza delle Cooperative per imparare a fare impresa

A scuola di impresa e di cooperazione. E’ questo, in estrema sintesi, il senso di «Vitamina C – Cooperazione, Condivisione e Cultura d’impresa», il format che l’Alleanza delle Cooperative (Aci) di Imola ripropone anche quest’anno alle scuole superiori del circondario imolese. L’obiettivo del concorso, che attraverso un percorso formativo stimola i ragazzi partecipanti a dare vita a progetti imprenditoriali in grado di affrontare il mercato, punta a diffondere tra i giovani la cultura d’impresa, con particolare riguardo alla forma cooperativa.

Il concorso compie quest’anno 18 anni: tanto è passato dal 2001, anno della prima edizione dell’iniziativa voluta dalla Lega delle Cooperative di Imola con il nome di Experiment, rimasto fino al 2017 quando fu cambiato, appunto, in Vitamina C. L’edizione 2019 è promossa, come già accade da qualche anno, da Aci (Lega e Confcooperative) in collaborazione con Legacoop Bologna, con il contributo della Camera di Commercio e di alcuni sponsor, il patrocinio di Ufficio scolastico regionale E/R, Ciist e Comuni del territorio. Nove i gruppi di studenti in gara (erano 10, ma uno si è ritirato), tutti frequentanti la quarta superiore nelle scuole del circondario imolese: quattro gruppi appartengono all’Alessandro da Imola, due all’istituto Scarabelli, due al Canedi di Medicina e uno al Paolini.

Tutti gli elaborati dovranno essere pronti entro il 4 maggio e che saranno caricati sul sito www.cooperativeimolesi.it per dare la possibilità a chiunque di esprimere il proprio voto online a partire dal 6-7 maggio. L’ambito premio finale, che andrà ai primi tre progetti classificati, sarà un viaggio, la cui metà verrà svelata solo nel corso della premiazione che si svolgerà lunedì 20 maggio 2019, alle 9.30, nella Sala delle Stagioni in via Emilia 25 a Imola. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio 

Nella foto un momento della premiazione 2018

Vitamina C, torna il concorso di Alleanza delle Cooperative per imparare a fare impresa
Economia 16 Aprile 2019

Sacmi ha inaugurato Innovation Lab, la struttura di ricerca cofinanziata da un bando regionale

L’assessore alle Attività produttive della Regione Emilia Romagna, Palma Costi, ed il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti, hanno inaugurato martedì 9 aprile, l’Innovation Lab creato da Sacmi nel 2017, struttura di ricerca cofinanziata dal bando regionale sull’attrattività degli investimenti in settori avanzati di Industria 4.0 (Por Fesr 2014-2020) e candidata a diventare nodo della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna. In pratica, un laboratorio dedicato alle attività di ricerca e sviluppo nell’applicazione dell’Internet of things e delle tecnologie abilitanti 4.0.

Tra i compiti dell’Innovation lab, però, non c’è solo l’individuazione di tecnologie abilitanti al servizio di Industria 4.0, ma anche e soprattutto la formazione delle figure professionali necessarie a gestire questo tipo di progetti ed a tradurli in una strategia vincente per il tessuto produttivo. Non è un caso, quindi, se martedì ha preso il via anche Rethinking the future, ciclo di incontri e seminari sui temi della rivoluzione 4.0 nel mondo delle imprese. Sei appuntamenti, all’auditorium 1919 di via Selice Provinciale, per aprire una «finestra sul futuro», secondo la definizione del professor Raffaele Secchi, docente alla Liuc Business School e curatore scientifico della rassegna. Sacmi, cooperativa fondata nel 1919, intende infatti celebrare i suoi cent’anni di storia aziendale all’insegna dell’innovazione, della qualificazione del lavoro, della sinergia con il territorio.

«Sacmi – ha ricordato il presidente Paolo Mongardi – nasce nel 1919 dal coraggio e dalla determinazione di nove persone, accomunate da un ideale: il miglioramento delle condizioni di vita attraverso il lavoro. In questi 100 anni di storia la nostra cooperativa ha raggiunto i vertici della manifattura mondiale grazie alla capacità di uomini straordinari di riconoscere ed anticipare il cambiamento, secondo le peculiari sfide poste da ogni epoca storica e contesto socioeconomico. Fare la nostra parte in questa delicata fase di trasformazione, che pensiamo altrettanto densa di opportunità per le nostre imprese e i nostri territori, è l’obiettivo di questi incontri che proseguiranno per tutto il 2019 per celebrare il centenario». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Nella foto l”assessore regionale Palma Costi in visita a Sacmi accompagnata dal presidente Paolo Mongardi

Sacmi ha inaugurato Innovation Lab, la struttura di ricerca cofinanziata da un bando regionale
Economia 2 Aprile 2019

La Cefla realizzerà la nuova sede Teapak in via Gambellara come “general contractor', ovvero referente generale del progetto

La nuova sede dell’azienda imolese TeaPak, di prossima costruzione in via Gambellara, sarà realizzata da Cefla. La cooperativa si è aggiudicata la commessa nel ruolo di “general contractor”, ovvero referente generale per la realizzazione dell’intero progetto, anche dal punto di vista edile. Un ruolo che esula dall’ambito tradizionale di attività rappresentato dalla sua divisione engineering, specializzata in impiantistica civile e industriale e nei sistemi di recupero e produzione di energia e impianti di cogenerazione.

In questo caso, Cefla sale un ulteriore gradino, che la porterà a gestire l’intera commessa, dalla posa della prima pietra alla consegna dello stabilimento ultimato. «In realtà – precisa il presidente, Gianmaria Balducci – Cefla non è al suo debutto come general contractor. Stiamo già svolgendo delle attività in questa veste. Per esempio, la riqualificazione della centrale di cogenerazione del quartiere Tor di valle di Roma, per conto di Acea e in partnership con General Electrics, appalto complessivo di circa 28 milioni e mezzo di euro». Un’opera ultimata alla fine del 2017, che oggi fornisce energia termica ai circa 40 mila residenti del quartiere della capitale, mentre l’energia elettrica prodotta è utilizzata nell’impianto di depurazione delle acque reflue o ceduta alla rete di distribuzione.

«A livello internazionale, invece – elenca il presidente – stiamo seguendo la realizzazione di un hotel in Algeria; in questo caso una commessa da circa 10 milioni. Se ci riferiamo però al territorio imolese, in questo senso il nostro può considerarsi un debutto». Per portare a termine lo stabilimento progettato dallo studio bolognese Open Project e consegnarlo chiavi in mano al committente entro febbraio 2020, questa la scadenza stabilita, Cefla si avvarrà della collaborazione di altre cooperative del territorio. «La volontà – conferma Balducci – è di unire le competenze del territorio. Cefla in ambito impiantistico, Cims e Cti in ambito civile. Abbiamo partecipato alla gara con una squadra che in termini di expertise e know how fosse completa e in grado di soddisfare tutte le esigenze richieste. Era importante la presenza di Cefla come general contractor per la solidità finanziaria e tecnica e per riuscire a garantire il livello qualitativo richiesto dall’investitore». Nello specifico parliamo del gruppo americano Yogi Tea, che nel 1999 ha acquisito l’imolese TeaPak e che per la nuova sede della sua filiale italiana investirà in totale oltre 25 milioni di euro. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 marzo

Nella foto la centrale di cogenerazione del quartiere Tor di Valle a Roma, realizzata da Cefla

La Cefla realizzerà la nuova sede Teapak in via Gambellara come “general contractor', ovvero referente generale del progetto
Economia 28 Marzo 2019

Congresso Legacoop, il presidente uscente: «Abbiamo mantenuto i conti a posto, oggi associazione più solida»

Il presidente della cooperativa edificatrice Aurora Seconda, Raffaele Mazzanti, ed il presidente della cooperativa sociale Giovani Rilegatori, Carlo Alberto Gollini, sono rispettivamente i nuovi presidente e vicepresidente di Legacoop Imola. A sancirlo (all’unanimità) è stata giovedì della settimana scorsa, 21 marzo, l’assemblea dei delegati riunita presso l’auditorium della Sacmi per celebrare il decimo congresso dell’associazione. Un avvicendamento nel segno della continuità. Olivieri era divenuto presidente di Legacoop Imola nell’aprile del 2014 subentrando al dimissionario Sergio Prati. Poi, pochi mesi dopo, la riconferma, assieme a Mazzanti come vicepresidente, in occasione del nono congresso territoriale.

«La Legacoop che uscì dal precedente congresso – ha ricordato Olivieri – era un’associazione profondamente mutata rispetto al passato». Due le cause: «Le minori entrate contributive dovute alle crisi di alcune associate e la conseguente necessità di trovare una nuova modalità organizzativa capace di rispondere ai bisogni delle associate e al tempo stesso di essere economicamente sostenibile». Quattro anni dopo il consuntivo riguardante l’associazione è ampiamente positivo. «Credo di poter affermare- ha detto il presidente uscente – che l’obiettivo che ci eravamo prefissati, di costituire un punto di riferimento certo per le aderenti, lo abbiamo centrato. Così come abbiamo certamente raggiunto anche l’obiettivo di tenere i conti a posto, senza utilizzare parti del patrimonio esistente. In altri termini, consegniamo un’associazione più solida a chi la gestirà domani, come nella migliore tradizione cooperativa».

Ed altrettanto positivo è il consuntivo riguardante le imprese associate. «Se è vero che il 2014 rappresenta l’anno in cui la cooperazione imolese ha registrato una brusca frenata lungo un percorso di crescita che durava da tempo, è altrettanto vero che gli anni successivi hanno evidenziato una grande crescita che troverà nell’esercizio 2018 un suo consolidamento». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28

Nella foto la stretta di mano tra il nuovo presidente Raffaele Mazzanti e il presidente uscente Domenico Olivieri

Congresso Legacoop, il presidente uscente: «Abbiamo mantenuto i conti a posto, oggi associazione più solida»
Economia 28 Marzo 2019

Congresso Legacoop, il nuovo presidente è Raffaele Mazzanti, il vice Carlo Alberto Gollini

L’assemblea congressuale della Lega  di Imola ha provveduto a nominare i componenti del Consiglio di presidenza e del Collegio dei revisori dei conti per il prossimo quadriennio, confermando un modello organizzativo che vede presenti all’interno degli organismi decisionali i rappresentanti delle imprese aderenti.

Oltre al presidente Raffaele Mazzanti (Aurora seconda) e al vicepresidente Carlo Alberto Gollini (Giovani rilegatori), il Consiglio di presidenza risulta composto anche da Gianmaria Balducci (Cefla), Stefano Bolognesi(Cooperativa Ceramica d’Imola), Remo Camurani (Cuti-Consai), Vincenzo Folli (3elleN), Andrea Mascherini (Coop Reno), Elena Mongardi (Zappettificio Muzzi), Paolo Mongardi (Sacmi), Luca Montroni (Cti), Domenico Olivieri (Assicoop bologna metropolitana), Giovanni Poli (Cims),Ivan Ronchi (Cooperativa lavoratori della terra), Ilaria Seragnoli (Artemisia) e Roberta Tattini (Seacoop).

Il Collegio dei revisori dei conti risulta invece composto da Dianella Capelletti (presidente) e dai revisori effettivi Claudio Avoni e Domenico Morozzi; revisori supplenti Stefano Cavini e Mauro Saloni. (r.cr.)

Congresso Legacoop, il nuovo presidente è Raffaele Mazzanti, il vice Carlo Alberto Gollini
Economia 26 Marzo 2019

Sacmi è partner del Mit, la più importante realtà universitaria del mondo nella ricerca applicata all'industria

Si chiama Massachusetts Institute of Technology, più semplicemente Mit ed è la principale realtà universitaria del mondo nel campo della ricerca applicata all”industria. Dal 1° marzo Sacmi ne è ufficialmente partner, essendo diventata membro dell”Industrial Liason Program del Mit. Tale collaborazione consentirà alla cooperativa imolese di relazionarsi con le avanguardie tecnologiche sviluppate da scienziati e ricercatori di fama internazionale, con l”obiettivo di «individuare nuove soluzioni di grande impatto per il business e l”opportunità – si legge in una nota dell”azienda – di sviluppare una vera e propria osmosi di competenze tra personale Sacmi e ricercatori del Mit».

L”accordo è stato firmato dal presidente di Sacmi Imola, Paolo Mongardi e dall”executive director Mit corporate relations, Karl F. Koster proprio nell”anno in cui la grande coop imolese festeggia i suoi primi cento anni di storia. «È grazie all’innovazione continua se l’azienda è cresciuta sui mercati internazionali sino a guadagnarsi un ruolo da protagonista tra i player globali dell’impiantistica industriale – sottolinea il presidente Mongardi -. Incrementare ancora la nostra capacità di generare innovazione è l’obiettivo della collaborazione con il Mit, un accordo che il Consiglio di Amministrazione Sacmi ha voluto e perseguito con grande determinazione».

La collaborazione darà modo a Sacmi di accedere alle attività e ai servizi dell”istituto nel campo della ricerca applicata ai diversi settori industriali di interesse, consentendo inoltre al personale imolese di partecipare al regolare programma di conferenze e workshop di ricerca della struttura. Al Mit sarà poi organizzato, una volta all”anno, un incontro mirato alla pianificazione strategica delle attività e, a seguire, una delegazione del Mit guidata dal “program director” e dai membri delle facoltà interessate a sviluppare collaborazioni con Sacmi farà visita all’azienda.

Ma non è finita qui. Il gruppo imolese avrà anche l’opportunità di entrare in contatto con la “startup community” dell’Istituto, vale a dire con oltre 1.600 imprese emergenti e potrà coinvolgere personale dell”istituto americano (studenti e ricercatori) nello sviluppo non solo delle attività di ricerca all’estero, ma anche nella realizzazione di progetti mirati attraverso un periodo di soggiorno e lavoro in Sacmi.  E la formazione permanente del personale, che a Sacmi sta particolarmente a cuore dal momento che vi investe oltre 23mila ore l’anno, potrà completarsi accedendo ai diversi programmi di formazione continua proposti dal Mit. (r.cr.)

Sacmi è partner del Mit, la più importante realtà universitaria del mondo nella ricerca applicata all'industria
Economia 25 Febbraio 2019

Il 2019 anno difficile per l'economia locale. Il parere dei presidenti delle tre maggiori cooperative imolesi

L’economia italiana è entrata in una fase di stallo e già si parla di recessione. A dirlo sono i dati Istat: nel quarto trimestre del 2018, il Pil ha segnato la seconda variazione congiunturale negativa consecutiva, determinata da una nuova flessione della domanda interna. Anche per la Commissione europea nel 2019 la prospettiva di crescita dell’Italia è quasi nulla, pari appena allo 0,2%. Il problema, però, non riguarda soltanto l’Italia, anche all’estero l’economia sta rallentando e questo pone un grosso problema alle imprese che vivono soprattutto di export. A dirlo, in questo caso, sono i tre presidenti delle principali cooperative imolesi Paolo Mongardi (Sacmi), Gianmaria Balducci (Cefla) e Stefano Bolognesi (Cooperativa Ceramica d’Imola), riuniti attorno allo stesso tavolo in occasione dell’iniziativa organizzata dal Lions Club Imola Host il 5 febbraio scorso al Molino Rosso. La serata aveva per tema “Il valore sociale, l’incidenza economica e le prospettive delle maggiori imprese cooperative del territorio”. I tre ospiti, introdotti dalle parole della presidente del club imolese, Wanessa Grandi, si sono rivolti a un pubblico in cui era rappresentata una larga fetta del mondo economico locale, cooperativo e non.

L’anno che è appena iniziato segna tre anniversari importanti per le imprese protagoniste dell’evento: i 145 anni di Coop. ceramica, i 100 di Sacmi e gli 85 di Cefla. Sono quindi tra le imprese imolesi più longeve e tra le più grandi, dato che sul territorio danno lavoro complessivamente a circa 3.700 persone, numero che sale a 6.400 se si considera l’ampiezza dei rispettivi gruppi nel mondo. Aziende i cui fatturati in totale superano abbondantemente i 2 miliardi di euro; aziende che investono anche sul territorio e che alimentano un indotto di piccole e medie imprese. L’andamento di questi tre big è in grado di influenzare l’intera economia imolese. Tutti e tre i presidenti sono concordi nel dire che il 2019 sarà un anno difficile.

«Nel 2018 – spiega il presidente di Sacmi, Paolo Mongardi – abbiamo chiuso un bilancio di gruppo di circa 1 miliardo e mezzo di euro, con 4.400 addetti. Negli ultimi 18 anni abbiamo triplicato il fatturato. Non è un vezzo, ma una necessità, perché oggi purtroppo se non si cresce con il mercato, si rischia di sparire perché si viene acquisiti da qualche altro gruppo. Oggi il nostro “core business” sono ancora le macchine per la ceramica (900 milioni di fatturato), seguono il beverage e le linee complete per l’imbottigliamento (350 milioni), le macchine per il packaging dei prodotti alimentari, in particolare cioccolato e bakery (120 milioni). Negli ultimi 5 anni abbiamo realizzato la mission di creare lavoro. Abbiamo assunto 250 persone, delle quali circa 150 diplomati (di cui 140 provenienti da istituto tecnico) e un centinaio di ingegneri. Il 2019 è iniziato con delle incertezze. Già a metà del 2018 si era visto un rallentamento di vari mercati. I mercati principali del settore ceramico, Italia e Spagna, dopo gli anni legati allo sviluppo dell’Industria 4.0, hanno cominciato a segnare il passo. E questo è normale, perché nel periodo del ministro Calenda ci sono stati molti stimoli per cambiare l’industria. Dopo 3 anni di crescita continua, adesso c’è una stasi. Riteniamo quindi che sarà un anno difficile, un po’ più complicato del precedente, ma che comunque ci consentirà di restare nei valori del 2018, che erano simili a quelli del 2017. Un anno in cui non parleremo di crescita. Il nostro anno del centenario forse corrisponderà a uno degli anni più critici della storia Sacmi».

«La nostra visione non è più ottimistica – conferma Gianmaria Balducci, presidente Cefla – . Nel 2013 partimmo con 350 milioni di fatturato. Nel 2018 abbiamo chiuso a un po’ più di 550 milioni di euro, anche se i numeri ufficiali usciranno più avanti. Dopo 6 anni di grande crescita e budget sfidanti, quest’anno abbiamo presentato un budget in leggera contrazione. Per certe unità di business siamo più legati all’economia interna, anche se alcune aree di business, come medicale e finishing, arrivano al 90 per cento di export. Questa dipendenza dall’Italia, che è uno dei fanalini di coda dell’Europa e ha una economia che di per sé non sta brillando, non può non condizionarci nelle ulteriori prospettive di crescita. Però in tutte le difficoltà ci sono anche grandi opportunità. Avere una azienda ben capitalizzata, con un indebitamento quasi nullo o per lo meno molto sotto controllo e con rating Crif di massima affidabilità finanziaria, anche nei momenti di tempesta ci dà credibilità sul mercato, può farci riconoscere rispetto ai competitor e darci degli strumenti che vanno al di là degli ottimi prodotti. Altra chiave in cui crediamo molto è la grande diversificazione sia di mercati, a livello geografico, sia di prodotti. Abbiamo ormai 5 business unit divise in macroaree. La più grande è il “medical”. Da qualche anno siamo leader mondiali nella pro-duzione di poltrone per dentisti, a cui abbiamo abbinato la radiologia. Stiamo spingendo nel settore della veterinaria e nell’arco di due anni dovremmo entrare anche nel mondo medicale. A questo si aggiungono gli impianti per la sterilizzazione. Per completare la nostra proposta commerciale, nel 2018 abbiamo acquisito una azienda che fa viti per impiantistica. Questa è l’area che è cresciuta di più ultimamente: siamo arrivati a 200 milioni di fatturato, con l’85 per cento di export. Un altro business in cui siamo leader mondiali è il settore della finitura del legno. Qui l’export supera il 90 per cento, copriamo circa un terzo del mercato mondiale delle macchine per la verniciatura legno. Il tema secondo me più importante del modello cooperativo è il legame con il territorio in cui siamo nati. Abbiamo sedi negli Stati Uniti, in Russia, in Cina, in Germania, però tutto quello che si riesce a fare a Imola ci conviene farlo a Imola. L’ingegneria di tutte le macchine, ad esempio, la facciamo qua. Su 2 mila dipendenti nel mondo, 1.300 lavorano a Imola. Non possiamo vedere alternative al legame con un territorio che ci ha dato tantissimo, che ha istituti di formazione eccellenti e persone straordinarie».

«Oggi noi nel mondo siamo un microbo – esordisce il presidente di Coop. Ceramica, Stefano Bolognesi -. Mi spiego meglio: nel mondo si producono e consumano circa 14 miliardi e mezzo di metri quadrati di piastrelle. In tutta Italia (e noi siamo l’unica cooperativa), se ne producono e se ne vendono 400 milioni. Noi ne facciamo 20 scarsi e quindi vuol dire che siamo il 5 per cento, del 3 per cento della produzione mondiale. Qualsiasi tipo di guerra per avere la leadership commerciale sui volumi e sui presidi nelle piattaforme produttive internazionali è persa. Ma non è neanche voluta. Ci dobbiamo orientare a essere al vertice di un mercato di nicchia, con un prodotto qualificato. Il consumo di ceramica aumenta nel mondo di circa 1 miliardo di metri quadrati all’anno. Il mercato internazionale è presidiato al 70 per cento da Cina e India, l’altro 30 per cento da Italia e Spagna. In Italia il nostro settore ha avuto circa 4.500 cassintegrati nel periodo di Natale. Noi siamo usciti dagli ammortizzatori sociali lo scorso agosto. Abbiamo fatto una ristrutturazione importante. All’inizio del mio percorso come presidente, il totale del gruppo arrivava vicino a 2.700 addetti. Avevamo un fatturato medio pro capite di un terzo rispetto a quello dei concorrenti di Sassuolo. La mia visione era cercare di aumentare il volume per salvaguardare l’occupazione. Nel 2006 e 2007 era andata anche abbastanza bene. Poi con la crisi del 2008 non si poteva più fare. Abbiamo cercato di tenere duro il più possibile, poi abbiamo deciso che le cose andavano fatte. Abbiamo fatto delle operazioni estremamente dolorose: abbiamo incentivato all’uscita centinaia di lavoratori, senza licenziare neanche una persona (oggi i dipendenti sono circa 1.200, Ndr). Nel 2018 abbiamo fatto una forte riduzione d’orario per evitare gli ultimi esuberi, riguardanti soprattutto il lavoro femminile su impianti ormai superati dalla tecnologia. Nel 2017 e 2018 abbiamo avuto i bilanci migliori degli ultimi 20 o 30 anni. Siamo riusciti a raggiungere un equilibrio finanziario buono. Dalla fine del primo trimestre del 2018 la situazione è degenerata per un “overbooking” pauroso di capacità produttiva: c’è troppa offerta sul mercato, c’è un calo della domanda, tanti Paesi a livello politico ed economico sono in difficoltà, c’è meno capacità di spesa e meno fiducia. Oggi presidiare in termini di concorrenza significa o avere capacità di innovare, di allungare il passo per staccare i concorrenti con servizi o tecnologie diverse, oppure significa essere competitivi sui prezzi. Le aziende devono puntare a guadagnare per fare investimenti e cercare di generare continuità, che è l’obiettivo di una società cooperativa. Qualche “mal di testa” per il 2019 c’è. Siamo il 5 per cento del 3 per cento mondiale, ma crescere di qualche punto percentuale non è impossibile. Bisogna guadagnarselo». (lo.mi.)

Il servizio completo è pubblicato su «sabato sera» del 14 febbraio

Nella foto al centro la presidente del Lions Wanessa Grandi. Con lei da sinistra Balducci (Cefla), Bolognesi (Coop. Ceramica) e Mongardi (Sacmi)

Il 2019 anno difficile per l'economia locale. Il parere dei presidenti delle tre maggiori cooperative imolesi
Economia 5 Febbraio 2019

Alla coop Clai 4 milioni di euro dal Bando di filiera: nel dettaglio i progetti finanziati

Come anticipato la scorsa settimana (leggi qui), la Clai è tra le 1.300 aziende che nel 2018 hanno vinto il Bando di filiera inserito nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Emilia Romagna. La cooperativa agroalimentare imolese si è aggiudicata 4 milioni di contributi europei per progetti orientati al miglioramento della qualità di produzione, alla sostenibilità ambientale e finalizzati a ottimizzare il sistema di tracciabilità del prodotto, investimenti il cui importo complessivo supera gli 11 milioni di euro.

La Regione ha distribuito in totale circa 135 milioni, utili a realizzare in tutta l’Emilia Romagna 55 progetti ad alto tasso di innovazione del valore complessivo di 360 milioni. Nel dettaglio, un progetto presentato da Clai riguarda la filiera della carne suina, per il quale la cooperativa ha ottenuto un finanziamento economico di oltre 3 milioni e 400 mila euro a fronte di un investimento da 9 milioni e mezzo di euro; un secondo progetto è relativo alla filiera della carne bovina del valore di 1 milione e 700 mila euro e per il quale sono stati stanziati 664 mila euro. Le risorse sono state impiegate per investimenti in tecnologie e macchinari e per un progetto di ricerca e sviluppo in collaborazione con l’Università di Bologna.

«Sono stati effettuati investimenti sull’intera linea di produzione – conferma Rudy Magnani, responsabile dello stabilimento Clai di Sasso Morelli -; innovazione sia nella tecnologia utilizzata sia nei processi di controllo che vengono fatti in linea. Siamo in grado di andare ad analizzare tutta la materia prima che processiamo. Questa è una garanzia per la sicurezza alimentare del prodotto. Queste macchine consentono anche di analizzare il contenuto esatto di grasso presente all’interno del prodotto e, di conseguenza, di correggerlo per ottenere una standardizzazione di valori nutrizionali in termini di grasso».

Migliorate anche le celle di stoccaggio. «Queste – prosegue Magnani – sono state completamente demolite, i vecchi impianti avevano oltre 30 anni. Sono state implementate celle nuove, più igieniche ed ecologiche: utilizziamo un fluido refrigerante con gas naturale e riduciamo i consumi energetici. Abbiamo centralizzato la produzione di freddo con nuove tecnologie per il risparmio energetico. Inoltre, sono stati acquistati impianti per stagionare meglio il prodotto e per aumentare la capacità produttiva. Infine, ci siamo dotati di etichettatrici indispensabili per i mercati esteri».

Un altro filone di innovazione riguarda i progetti di ricerca e sviluppo in collaborazione con l’Università di Bologna, in particolare con il dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari. «Da anni – spiega il responsabile di stabilimento – si è instaurato un rapporto stretto con l’Università. Il progetto di ricerca e sviluppo vincitore del Bando è partito nel 2018 e riguarda la messa a punto di un salame in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori, non solo in termini di origini dell’animale, ma anche sugli aspetti nutrizionali, salutistici e di qualità sensoriale del prodotto finito». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

Alla coop Clai 4 milioni di euro dal Bando di filiera: nel dettaglio i progetti finanziati
Economia 29 Gennaio 2019

Alta qualità, benessere degli animali, trasparenza verso il consumatore: così Clai ha vinto il Bando di filiera della Regione

La Clai ha vinto nei giorni scorsi il Bando di filiera finanziato dell’Unione Europea e inserito nel Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna. La cooperativa imolese ha ottenuto l’importante risultato presentando due progetti di filiera bovina e suina che si prefiggono questi obiettivi: miglioramento della qualità della produzione, sostenibilità ambientale, perfezionamento del sistema di tracciabilità del prodotto per garantire la massima trasparenza al cliente.

Il Piano di Innovazione di filiera si inserisce in una realtà come la Clai che da più di 50 anni adotta i più alti standard al fine di assicurare il benessere degli animali e la migliore qualità nel sistema di trasformazione e lavorazione. In particolare, attraverso un’attività di ricerca prevista dal Piano stesso, l”azienda di Sasso Morelli studierà la possibilità di fornire al consumatore carni fresche e salumi ad alto valore aggiunto, accompagnati da un’etichettatura intelligente che dia  informazioni non solo legate all”origine dell’animale, ma anche agli aspetti nutrizionali, salutistici e di qualità sensoriale del prodotto finito. 

«All’interno di questo piano – spiega il direttore generale della Clai, Pietro D’Angeli – vogliamo mettere a punto nuove tecnologie di produzione e realizzazione di prodotti innovativi per il mercato. Studieremo gli effetti migliorativi degli interventi che attueremo sulla filiera delle carni fresche e sui prodotti stagionati per rispondere alle attuali esigenze dei consumatori. Confidiamo che possano contribuire allo sviluppo della Clai sia nei mercati esteri che in quello italiano ed attrarre altri giovani. In questo ambito gli obiettivi del gruppo sono chiari: istruire e formare studenti pronti per il mondo del lavoro. Da molti anni Clai sta attuando progetti di alternanza scuola-lavoro con Istituti Superiori di 2° grado e ha raggiunto accordi con l”Università di Bologna per tirocini curricolari e realizzato tirocini estivi con istituti tecnici». Oltre che con le scuole superiori, la cooperativa ha progetti attivi con vari enti di formazione, come lo Ial Emilia Romagna per la formazione di “Tecnici della produzione e promozione delle tipicità enogastronomiche e del territorio”, IreCoop Emilia Romagna e Fism Toscana.   

Per quanto riguarda invece il Bando di filiera della Regione, l”assessore all”Agricoltura Simona Caselli informa che «con il bando chiuso nel 2018 abbiamo messo a disposizione 135 milioni di euro per sostenere piani di investimento puntando in particolare su progetti ad alto tasso di innovazione: un elemento strategico e decisivo per tutte le aziende aggiudicatarie, come l’importante realtà di Clai, in grado di rafforzare la competitività dell’agroalimentare dell’Emilia-Romagna sui mercati nazionali e internazionali. Oltre all’innovazione e sempre in un’ottica espansiva dei nostri prodotti, il bando ha favorito l’aggregazione tra imprese agricole, di trasformazione e commercializzazione. I 55 progetti finanziati, che coinvolgono oltre 1.300 aziende agricole, attiveranno un volume complessivo di investimenti superiore ai 360 milioni di euro, facendo così anche da volano di crescita per altri settori economici». (r.eco.) 

Alta qualità, benessere degli animali, trasparenza verso il consumatore: così Clai ha vinto il Bando di filiera della Regione

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