Posts by tag: cucina

Cronaca 25 Giugno 2020

«Speciale sabato sera», mangiare senza glutine ma con gusto

Questa settimana lo «speciale» di sabato sera parla di celiachia e cucina senza glutine. La celiachia colpisce circa l’1% della popolazione, più le donne degli uomini; in Emilia Romagna riguarda quasi 18 mila persone (poco meno di 600 quelle con diagnosi certa nel circondario imolese).

È considerata una malattia rara e dal 2017 è inserita tra quelle croniche invalidanti con esenzione ticket e contributo mensile per l’acquisto di alimenti senza glutine  Fino a pochi anni fa essere celiaci significava dover fare rinunce a tavola.

Oggi non è più così. Pizzerie, gastronomerie, pasticcerie offrono golosità che nulla hanno da invidiare a quelle «normali». Nei negozi, come potete leggere nel nostro «speciale», si trovano prodotti di ottima qualità, oltre a idee, suggerimenti e consigli degli esperti per mangiare senza glutine senza rinunciare al gusto. (r.c.)

Per saperne di più sfogliate lo «speciale» di sabato sera in edicola dal 25 giugno.

«Speciale sabato sera», mangiare senza glutine ma con gusto
Cronaca 27 Maggio 2020

Chef Bruno Barbieri in campo per l’Antoniano

Lo chef medicinese Bruno Barbieri e pasta Sgambaro uniscono le forze per donare oltre 1.500 chilogrammi di pasta all’Antoniano di Bologna, sostenendo, in questo periodo di grande emergenza, la mensa francescana “Padre Ernesto”, che, ogni giorno, distribuisce ai più fragili oltre 130 pasti caldi.
Chef Barbieri, che da anni è al fianco dell’Antoniano e dell’iniziativa solidale Operazione pane” in favore di una rete di 15 strutture francescane in tutta Italia, dedica la ricetta “orecchiette con salsiccia, fonduta e basilico” a favore di questo progetto. Il video è disponibile sul suo profilo Instagram e sul suo canale YouTube.

«Ho conosciuto Fra Giampaolo qualche anno fa perché mi invitarono allo Zecchino d’Oro – ricorda Barbieri –, mi raccontò sin da subito dell’impegno costante di Antoniano nell’occuparsi quotidianamente della mensa francescana di Bologna e dell’importanza del progetto Operazione Pane, di cui lui stesso è coordinatore. Fra Giampaolo è divenuto poi nel corso degli anni un amico, sempre impegnato ad aiutare il prossimo… e questa volta ho deciso di aiutarlo io… ho coinvolto un altro amico, Pierantonio Sgambaro, presidente del Pastificio Sgambaro, che ha accolto subito la mia richiesta … sono arrivati cosi, in pochissimi giorni, 1500 kg di pasta di grano duro, 100% italiana, nelle cucine delle mense francescane».

Chef Bruno Barbieri in campo per l’Antoniano
Cronaca 25 Maggio 2020

Baccanale, il tema scelto per l’edizione 2020 è #A Casa e Fuori

E’ #A Casa e Fuori il tema scelto per l’edizione 2020 del Baccanale, l’annuale rassegna sulla cultura del cibo organizzata dal Comune di Imola, in programma da sabato 31 ottobre a domenica 22 novembre.

I terribili avvenimenti degli ultimi mesi, la pandemia e l’emergenza sanitaria per il Covd-19, non possono non influenzare una manifestazione come il Baccanale, dedicata alla cultura del cibo e all’enogastronomia del territorio, che coinvolge da sempre direttamente o indirettamente molta parte del mondo produttivo imolese, i ristoranti, i pubblici esercizi, le attività commerciali e le aziende del settore agroalimentare. Il tema di quest’anno, quindi, non vuole essere il richiamo a un prodotto o a un alimento, ma la riflessione su due diversi modi di mangiare, sui piatti propri di queste due tradizioni alimentari entrambe così importanti, e mai in contrapposizione, neanche in tempi di emergenza. Si tratta di due modalità diverse ma parallele, che si completano a vicenda. Il Baccanale vuole percorrerle insieme, riflettendo (a partire dall’opera di Pellegrino Artusi) sull’identità gastronomica italiana che si è costruita soprattutto a livello domestico, e (a partire dalla storia dei ristoranti) sulla dimensione professionale della cucina, diversa ma complementare, quando non addirittura “supplente” di una tradizione domestica che magari si è un po’ perduta, anche se, in Italia, meno di quanto si penserebbe.

Il Baccanale 2020 vuole essere così un doppio omaggio: ai ristoranti del Circondario imolese, che ogni anno nel mese di novembre si mettono in gioco per offrire ai loro clienti speciali menu e i loro piatti più prelibati; ed a Pellegrino Artusi, padre riconosciuto della cucina domestica italiana, nella ricorrenza del bicentenario della nascita. Per le sue prerogative e per l’impatto economico che gli è da sempre stato riconosciuto, il Baccanale vuole contribuire a suo modo alla ripresa delle attività produttive del settore turistico, agroalimentare e della ristorazione del territorio imolese, valorizzandolo e promuovendolo come sempre ha fatto. Il Comune di Imola invita Associazioni, Enti, Aziende agricole e vinicole, ristoranti e pubblici esercizi interessati a partecipare con proprie iniziative alla rassegna, a formulare proposte ispirate all’argomento prescelto che possano arricchire e qualificare l’evento. Tali proposte dovranno pervenire esclusivamente per posta elettronica all’indirizzo attivita.culturali@comune.imola.bo.it entro il 20 luglio 2020. Proprio in considerazione della particolarità della situazione, con la pandemia che ha costretto in questi mesi i ristoranti a rimanere chiusi, quest’anno il Comune ha stabilito che i ristoratori avranno l’opportunità di partecipare gratuitamente al Baccanale, proponendo menu a tema e scuole di cucina. Ai ristoratori aderenti verrà richiesto di contribuire soltanto con l’invio di una video ricetta. Tutte le ricette raccolte saranno visibili nel sito del Baccanale e divulgate attraverso i social. Le adesioni per i ristoranti potranno essere comunicate secondo le modalità riportate nel sito web entro il 30 giugno 2020.

Per informazioni  Servizio Attività culturali: telefonare al numero 0542-602427/2410/2433. 

Baccanale, il tema scelto per l’edizione 2020 è #A Casa e Fuori
Cultura e Spettacoli 30 Aprile 2020

Le ricette on line di Maria Pia Timo e suo figlio Andrea

Una ricetta al giorno con i sapori della tradizione e i ricordi di casa. A proporle, su YouTube e sulla sua pagina Facebook, è Maria Pia Timo, attrice faentina che, con il figlio di otto anni Andrea Pozzi, in «Tu Quoco, Figlio Mio» prepara i piatti che ha nel cuore: quelli di sua mamma Maria Antonietta, di sua suocera Carolina, di zie e prozie… Un omaggio alla storia familiare e della nostra terra (ma non solo, perché le ricette si allargano oltre i confini regionali), un piacevole intrattenimento per far compagnia a chi, da casa, guarda, impara e poi si cimenta coi fornelli, una divertente idea in cui l”ironia e la quotidianità fanno sorridere grazie, ovviamente, alla simpatia di Maria Pia ma anche all”irresistibile spontaneità di suo figlio Andrea che con lei è protagonista di questa web serie nata da un”idea dell”attrice e del marito Roberto Pozzi, che si occupa delle riprese con lo smartphone, della regia e del montaggio.

Ci sono i passatelli, la torta allo yogurt, gli gnocchi di patate alla sorrentina, lo spezzatino, le uova in camicia, paglia e fieno coi piselli… e tante ricette della tradizione che hanno il sapore inconfondibile di casa. «Era un”idea che io e Roberto avevamo già in mente da tempo, quella di un format con me e Andrea alle prese con le ricette delle nonne», spiega la Timo, vista recentemente al cinema nei panni della Lumaca nel film «Pinocchio» di Matteo Garrone.Nei video spiccano la spontaneità e la simpatia di Andrea. «È a casa sua, sereno, e contento della trasmissione» conferma Maria Pia. Il mondo di storie e ricordi narrati con semplicità, affetto, ironia e con un”interazione divertente tra mamma e figlio è familiare e «vicino», per chi guarda da casa.«Il riscontro che abbiamo è grande – conferma la Timo -, il nostro scopo è far sorridere con una web serie buffa con cose di cucina e di famiglia. Le persone mi dicono che facciamo tanta compagnia e questo è un valore aggiunto a cui non avevo pensato inizialmente e che mi fa molto piacere».

L”appuntamento con «Tu Quoco, Figlio Mio» è quotidiano, fino alla fine del lockdown. Ma le puntate rimarranno visibili anche dopo, su YouTube. (s.f.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 30 aprile.

Nella foto: Maria Pia Timo e Andrea Pozzi

Le ricette on line di Maria Pia Timo e suo figlio Andrea
Cronaca 28 Aprile 2020

Ristorazione a casa e cena «audiovisiva» per la delegazione imolese dell'Accademia Italiana della Cucina

Ai tempi del Coronavirus tutto è cambiato. Le abitudini non sono più le stesse e così bisogna comportarsi di conseguenza. Un esempio è anche quello della ristorazione. Per questo, per rimanere in contatto e non perdere il patrimonio della socialità e della convivialità anche durante l’emergenza,  la delegazione imolese dell”Accademia Italiana della Cucina ha pensato ad una bella iniziativa. «Abbiamo ritenuto opportuno – spiega il delegato Antonio Gaddoni – avviare un percorso che consentirà in questi frangenti di adattare le conviviali mensili alle nuove opportunità della consegna del cibo a casa, messe in campo da molti ristoratori del territorio rendendo omaggio alla loro passione e ad una perseveranza encomiabile».    

In questo modo nelle loro abitazioni gli accademici possono così, almeno idealmente, sentirsi vicini e gustare lo stesso menù messo a punto dal cuoco e le stesse bevande esattamente come è finora avvenuto da un cinquantennio nei ristoranti del territorio. La partenza è fissata per la sera di sabato 2 maggio, quando sarà una trattoria imolese a cucinare un suo menù, consegnando poi il cibo nelle case degli accademici, seguendo le istruzioni dettate dall”emergenza sanitaria. E per salvaguardare il massimo della convivialità possibile, un servizio di interconnessione audiovisiva permetterà di raggruppare contemporaneamente, con un piccolo riquadro sullo schermo di ciascun cellulare, la tavola di ogni commensale.

L”Accademia Italiana della Cucina, anche in questa difficile fase, «vuole mantenere vivo il gusto della socialità – spiega Gaddoni – e il piacere di un pensiero gastronomico che esalti le culture dei territori, delle conoscenze degli ingredienti, della tracciabilità e delle cucine domestiche senza salti nel vuoto ma sempre con un occhio attento sulla salute, sulla bontà e sulla tipicità delle produzioni locali». (da.be.)

Foto tratta dalla pagina Facebook dell’Accademia italiana della cucina – delegazione di Imola

Ristorazione a casa e cena «audiovisiva» per la delegazione imolese dell'Accademia Italiana della Cucina
Cronaca 13 Aprile 2020

Il cibo come filosofia diventa uno stile di vita: la cucina naturale di Catia Masi

Dall’uso della pasta madre per fare il pane in casa all’adozione di uno stile di vita completamente diverso. La storia di Catia Masi, origini imolesi ma residente a Roma dal 1997, si può riassumere in questo modo.

Lo racconta lei stessa nel primo post sulla pagina Facebook che ha aperto poco più di un mese fa, Lievi.ti.amo: «Tutto è cominciato con una bicicletta, come da bambina. Poi è arrivato il pane preparato con la pasta madre, come faceva mia nonna ancora prima che io nascessi, la scoperta dell’alimentazione vegetale, le verdure e le bevande fermentate, i formaggi e i latti vegetali, i dolci senza zucchero, la cucina macrobiotica… Insieme all’agricoltura sinergica, allo Shiatsu, al Do-In, alla meditazione, alla vita senza plastica, senza usa e getta, il sapone prodotto con l’olio esausto e i vestiti cuciti da me». (mi.ta.)

L”intervista nel numero del Sabato sera del 9 aprile

Il cibo come filosofia diventa uno stile di vita: la cucina naturale di Catia Masi
Cronaca 4 Aprile 2020

In tempi di Coronavirus gli chef del territorio non spengono i fornelli, ma servono i clienti a domicilio

L’isolamento forzato ci ha tolto tante abitudini; una di quelle di cui probabilmente sentiamo più la mancanza è l’andare a pranzo o cena fuori. Che si trattasse di una pizza, di un piatto di pasta o di un invitante secondo poco importava: andare al ristorante era un modo non solo per nutrirsi, ma soprattutto per passare un paio di ore in compagnia, a «far delle chiacchiere». La pandemia ci ha costretto a cambiare la nostra routine, ma continua a risultare difficile, specialmente per chi vive dalle nostre parti, rinunciare a questa abitudine. Ecco allora che i ristoratori si sono attivati. Non potendo più accogliere clienti all’interno dei propri locali, tutti o quasi hanno iniziato a fornire servizio a domicilio.

Il nostro viaggio tra gli chef a domicilio parte dall’Hostaria 900, storico locale di viale Dante e prosegue poi con la trattoria E Parlamintè, ristorante in gestione alla famiglia Dal Monte dalla sua nascita, nel 1985. La terza tappa ci porta lungo la via Selice e più precisamente al ristorante La Volta, attività avviata nel 1981, per poi approdare in via Valsellustra, dove troviamo il ristorante Le Bistrot, gestito da Angelo Costa e Daniele Sangiorgi. Spostandoci in Vallata, il nostro viaggio culinario si conclude a Castel del Rio, dove troviamo il ristorante Il Gallo, gestito dalla famiglia Gurioli. (an.ca.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 aprile

Nella foto in alto da sinistra e poi in senso orario: La Volta, E” Parlamintè, Le Bistrot, Hostaria 900 e Il Gallo

In tempi di Coronavirus gli chef del territorio non spengono i fornelli, ma servono i clienti a domicilio
Cultura e Spettacoli 24 Gennaio 2020

A Castel San Pietro lo spettacolo che racconta Pellegrino Artusi con la tecnica del teatro dei piedi

È originale e divertente lo spettacolo che va in scena domani, sabato 25 gennaio alle ore 21.15 al cinema-teatro Jolly di via Matteotti 99 a Castel San Pietro: «Cucina in punta di piedi», con Veronica Gonzales e con la regia di Laura Kibel, è il terzo appuntamento della rassegna «Tutta un’altra prosa» a cura dell’associazione culturale «Eclissi di lana» con la direzione artistica di Dario Criserà. Lo spettacolo racconta la figura di Pellegrino Artusi attraverso gli occhi incantati della sua fedele aiutante Marietta.

«La cucina fa da sfondo al rapporto tra il Maestro, burbero ma bonario, e l’Allieva, pasticciona, sognatrice ma sempre devota – spiega il comunicato stampa -. Con abilità di trasformista, Veronica Gonzalez dà vita a episodi esilaranti utilizzando la tecnica del “teatro dei piedi”. I personaggi dello spettacolo sorgono dai piedi e dalle gambe dell’attrice creando invenzioni, gag e coreografie sorprendenti accompagnata da quei giganti (Rossini, Ponchielli, Verdi, Puccini, Collodi) che come lo stesso Artusi hanno fatto l’Italia degli Italiani. Questo omaggio a Pellegrino Artusi non vuole essere una biografia né un trattato di cucina, proprio per la scelta espressiva di non usare la parola. Grazie al teatro di figura, gli stimoli saranno più visuali e fantasiosi nella prospettiva di arrivare ad un pubblico internazionale». (r.c.)

A Castel San Pietro lo spettacolo che racconta Pellegrino Artusi con la tecnica del teatro dei piedi
Cultura e Spettacoli 5 Gennaio 2020

I consigli della blogger Monica Campagnoli: «Nella calza della Befana raviole e biscotti fatti in casa»

E” una festa dal sapore agrodolce, perché è l”ultimo giorno di vacanza prima del ritorno a scuola, ma un tempo era attesissima dai bambini perché dalle nostre parti era lei, non Babbo Natale, a portare i regali. Regali semplici, arance, frutta secca, qualche dolcetto se le famiglie potevano permetterselo. Stiamo parlando naturalmente della Befana, la vecchietta che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, festa liturgica dell”Epifania, attraversa il cielo a cavallo della sua scopa e scende dai camini per riempire le calze di cose buone per i bimbi che se le sono meritate oppure di carbone, magari dolce, se sono stati un po” disobbedienti.

Con Monica Campagnoli, ricercatrice, giornalista e curatrice del blog «Tortellini & Co», concludiamo il periodo delle feste (qui potete trovare i consigli per i menù di Natale e di Capodanno) cercando di dare qualche spunto su come riempire la calza dei bimbi in maniera personalizzata. «La Befana è una bella figura della nostra tradizione, da riscoprire – esordisce Monica -. Dal mio punto d”osservazione che è il blog, tramite il quale ho contatti e relazioni anche con un pubblico straniero, ho notato che c”è interesse per questa festa. Prima era sconosciuta, ora sta vivendo un nuovo momento di successo».

L”idea allora è andare in cerca dei sapori di un tempo, optando per cose fatte in casa piuttosto che per i dolci industriali. «Può diventare – prosegue la Campagnoli – una bella occasione per raccontare qualcosa ai bambini, per esempio riscoprendo la ricetta del pan croccante, oppure offrendo loro il crìcrì, come lo chiamava mia nonna, un cioccolatino fatto in casa. A me piace l”idea di cucinare biscottoni un po” più grandi del solito e confezionarli in pacchetti fatti con la carta velina. Poi si possono aggiungere qualche soldino di cioccolato e le pastigliette di zucchero».

E a proposito di ricette da raccontare, perché non preparare le raviole, classico dolcetto bolognese? «Non lasciamoci scappare l”occasione di condividere qualcosa con i nostri bambini – conclude la blogger -. Mettiamo sul tavolo delle feste la cosa più preziosa che abbiamo, il tempo. Tempo di qualità, da trascorrere insieme, lasciando perdere il cellulare magari. Se noi per primi guardiamo altrove, non diamo il giusto valore alle persone che amiamo. Meglio la bocca piena… che gli occhi incollati allo smartphone!». (mi.ta.)

Per ricette e consigli: https://www.tortelliniandco.com/

I consigli della blogger Monica Campagnoli: «Nella calza della Befana raviole e biscotti fatti in casa»
Cronaca 22 Dicembre 2019

Tortellini in brodo di cappone e insalata russa, i consigli di Monica Campagnoli per la tavola di Natale

La famiglia riunita, una tavola imbandita, la giusta atmosfera per accentuare ancora di più il piacere di ritrovarsi insieme. Nessuna festa quanto il Natale sa esaltare il gusto della tradizione e della convivialità. Ed ecco allora l”importanza della cura nella scelta dei cibi da servire per il pranzo più atteso dell”anno, che impegna cuoche e cuochi a cimentarsi nelle più collaudate ricette di casa. Se però qualcuno ha dubbi su cosa mettere in tavola il 25 dicembre ecco qualche prezioso consiglio per una sicura riuscita, con l”aiuto di Monica Campagnoli, imolese, ricercatrice, giornalista e cuoca che, da qualche anno, è curatrice di un blog di cucina dal titolo «Tortellini&Co». Nel menù di Monica, è proprio la tradizione a farla da padrona, una tradizione che i suoi lettori sembrano proprio apprezzare, come dimostrano i risultati delle ricerche compiute. «Una delle ricette più ricercate – conferma infatti la stessa Campagnoli – è il brodo di carne. E sulla tavola di Natale un bel primo in brodo, dai classicissimi tortellini ai golosi passatelli, non può mancare».

Ad aprire il pranzo di festa, però, ci sta bene anche un bell”antipasto. Perché non dei tramezzini? «Non si fanno quasi mai, ma ci si può divertire a prepararli perché si possono fare in tanti modi, anche di solo prosciutto o di formaggio, adattandoli alle situazioni e agli ospiti», consiglia Monica. Poi, come anticipato, ecco i tortellini oppure i cappelletti, in questo caso serviti con un brodo di cappone. «L”alternativa vegetariana è rappresentata dai passatelli – aggiunge la blogger -, tra l”altro più semplici e veloci da preparare».

Dopo il primo, l”immancabile arrosto nella versione che ciascuno preferisce. E come contorno la Campagnoli opta per la sontuosa insalata russa che, rimarca, «mi piace molto, anche perché si può preparare con la maionese casalinga oppure con una buona maionese comprata. Tra i secondi aggiungerei poi un bel flan di formaggio, la torta che si faceva una volta nella zona tra Castel del Rio e Firenzuola. Io ci metto emmenthal, parmigiano e mascarpone. Il flan non è come il soufflé, non ti tradisce mai e si può accompagnare con piselli e carote. Se lo si fa in uno stampo con il foro al centro, si può riempire di polpettine. Poi sulla tavola di Natale ci stanno bene anche le cipolline glassate all”aceto balsamico».

Per i dessert, il certosino di Bologna è un classico delle feste. Monica suggerisce inoltre il Montebianco rivisitato, fatto con la polpa delle patate dolci cotte in forno, passate e mescolate con cacao e zucchero a piacere, poi ricoperto di panna montata. Ma Il Natale ideale della giornalista blogger passa anche dalla riscoperta di utensili poco usati, come la zuppiera, tradizionale piatto da portata che spesso resta a prendere polvere insieme ad altri pezzi del servizio buono. «Io quest”anno la porterò in tavola – conclude la Campagnoli – perché a forza di tenere gli oggetti nella credenza per paura di romperli si finisce per dimenticarli. Invece vanno trasmessi con i ricordi che ad essi sono legati». (mi.ta.)

Per ricette e consigli il blog di Monica Campagnoli è https://www.tortelliniandco.com/

Nelle foto Monica Campagnoli, i tortellini in brodo e il Montebianco rivisitato

Tortellini in brodo di cappone e insalata russa, i consigli di Monica Campagnoli per la tavola di Natale

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast