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Cronaca 10 Gennaio 2021

Venerdì 15 gennaio Open Day dell'Istituto “Scappi', visita su prenotazione all'Alberghiero di Castel San Pietro Terme

Appassionati di cucina o piccoli chef in erba? State cercando un”opportunità formativa qualificata e professionale? Venerdì 15 gennaio dalle ore 17 alle ore 20 l”Istituto Alberghiero Bartolomeo Scappi di Castel San Pietro Terme (viale Terme 1054) apre le sue porte per il tradizionale Open Day.

Docenti e studenti vi accompagneranno alla scoperta “dell”anima” laboratoriale dell”Istituto con visite guidate in piccoli gruppi, effettuate tenendo conto dei protocolli di sicurezza per le normative anti Covid-19.

La prenotazione è obbligatoria, basta inviare una email all”indirizzo orientarsi@istitutoscappi.edu.ito oppure contattando la segreteria organizzativa al tel. 051948181.

L’Istituto Alberghiero è intitolato a Bartolomeo Scappi, vissuto nel sec. XVI e reso famoso dal particolareggiato trattato gastronomico dato alle stampe. Nato solamente nel 1987, è oggi una considerevole realtà scolastica che vanta strette relazioni con il territorio. Oggi il turismo balneare (riviera romagnola), termale (Castel San Pietro Terme), culturale e d’affari (fiere e convegni, specialmente a Bologna) richiede un’ampia e diversificata ricettività alberghiera ed esige competenze sempre più qualificate.

In virtù delle esperienze maturate, l’Istituto Scappi (tecnico e professionale) intrattiene rapporti con i migliori e più rinomati alberghi e ristoranti del territorio bolognese, nazionale ed internazionale.

La pandemia ha complicato la vita del settore turistico e della ristorazione, ma proprio questo può essere il momento per affinare la formazione e prepararsi per il futuro. “Da un’indagine compiuta tra coloro che si sono diplomati negli ultimi tre anni, circa il 70% ha già trovato lavoro (il 20% a tempo indeterminato) e, di questi, il 65% coerente con gli studi effettuati” dicono dallo Scappi.

“Sono in aumento gli ex-allievi che intraprendono un’attività imprenditoriale nell’ambito della ristorazione. Cresce il numero di coloro che proseguono gli studi in varie forme e diversi sono in grado di coniugare studio e lavoro, dimostrando che sono elevate le possibilità di inserirsi nelle attività professionali del territorio”.

L”I.I.S. Bartolomeo Scappi si trova a Castel San Pietro Terme in viale Terme 1054.
www.istitutoscappi.edu.it
Tel. 051948181
Mail: bois02200Q@istruzione.it
Youtube: Comunicazione Scappi

Venerdì 15 gennaio Open Day dell'Istituto “Scappi', visita su prenotazione all'Alberghiero di Castel San Pietro Terme
Cultura e Spettacoli 25 Dicembre 2020

Ricordi e curiosità a tavola per le feste

Tortellini o cappelletti, bolliti, arrosti, pandori e panettoni, mascarpone e tiramisù: a Natale sono, tradizionalmente, i principi della tavola. Ma ci sono anche altri piatti che ognuno di noi ha nel cuore, o perché ne ama particolarmente il sapore o perché fanno parte della propria tradizione familiare o sono legati ad un ricordo, o ancora perché originali o curiosi.

Abbiamo chiesto ad alcuni amici di consigliarci una ricetta da provare per le feste, attingendo, appunto, al proprio vissuto, costruendo così una sorta di menù che va dall’antipasto con le polpettine di zucca della nuotatrice Ilaria Bianchi o con il pesce scappato dell’attrice Lucia Ricalzone, ai primi del cantante Nearco (spaghetti del contadino), dello scrittore Corrado Peli (garganelli dei ricordi), dell’attore e regista Stefano Randisi (pasta coi broccoli a tegame o infornata… con sorpresa), dell’attrice Maria Pia Timo (zuppetta di Natale), fino al secondo proposto dal musicista Fabrizio Bugani (spezzatino di manzo coi cardi). Per il dolce, suggeriamo invece un semifreddo al torrone tratto dal libro di Monica Campagnoli e Michela Tarozzi pubblicato da Bacchilega editore, Presto ch’è pronto. Con i migliori auguri di Buone Feste. (r.c.)

Tutte le ricette su «sabato sera» del 24 dicembre.

Ricordi e curiosità a tavola per le feste
Cronaca 9 Dicembre 2020

E’ scomparso Gianluigi Morini, fondatore del ristorante San Domenico

Nella scorse ore è arrivata la notizia della scomparsa di Gianluigi Morini, 85 anni, una figura simbolo della ristorazione italiana e fondatore 50 anni fa del ristorante San Domenico di Imola. Una storia, quella del locale due stelle Michelin, raccontata in questo 2020 anche sulle pagine di «sabato sera»

Era, infatti, il 7 marzo 1970 quando Morini diede vita al suo sogno, nato per far conoscere al mondo intero la grande cucina italiana. Aveva voluto con sé prima Nino Bergese, poi Valentino Marcattilii al fianco del fratello Natale fino a Massimiliano Mascia, oggi alla guida del ristorante. I ricordi dello stesso Morini che poi sono anche all’interno del libro «Il San Domenico, la mia vita» di Valentino Marcattilii e Mauro Bassini, con la prefazione di Massimo Bottura.

Proprio Valentino, Natale, Massimiliano, Giacomo e tutti i ragazzi del San Domenico hanno voluto ricordare Morini con post su Facebook. «Con Morini nasce il ristorante che siamo onorati di portare avanti da 50 anni preservandone l’identità, lo spirito di avanguardia e il sogno di un luogo di condivisione e grande calore, quello di una famiglia che lui stesso ha voluto creare. Era e rimane un amico fraterno».

Nella foto (dalla pagina Facebook del San Domenico): Gianluigi Morini

E’ scomparso Gianluigi Morini, fondatore del ristorante San Domenico
Cronaca 26 Novembre 2020

Confermate anche nel 2021 le due stelle Michelin per il San Domenico. Ennesimo premio al sommelier Francesco Cioria

Giorni di soddisfazioni (nonostante l’emergenza sanitaria e i ristoranti chiusi) per il San Domenico che, anche nel 2021, sarà insignito delle due stelle Michelin. Intanto, il suo sommelier Francesco Cioria lo scorso 16 novembre ha ricevuto il premio Identità di Sala, nell’ambito dell’edizione digitale di Identità golose, il magazine internazionale dedicato alla cucina.

Per il trentenne di origini irpine si tratta dell’ennesimo riconoscimento, dopo il premio come Miglior sommelier d’Italia nel 2016 e il premio de l’Académie Internationale de la Gastronomie nel 2019. «Non è semplice il lavoro disala – questa la motivazione del premio – in quello che è uno degli indirizzi più prestigiosi e carichi di storia del nostro Paese, che proprio in questo 2020 così complicato festeggia il proprio mezzo secolo di vita. Per reggere la prova, bisogna essere grandi professionisti, capaci di empatia con il commensale e di grande preparazione; di essere accoglienti e impeccabili nello stesso tempo. Lui ci riesce splendidamente». (da.be.)

Nella foto: il sommelier del San Domenico Francesco Cioria

Confermate anche nel 2021 le due stelle Michelin per il San Domenico. Ennesimo premio al sommelier Francesco Cioria
Cultura e Spettacoli 15 Novembre 2020

Premio ai cappelletti imolesi del Laboratorio di pasta fresca di Maria Clemente

Quale migliore occasione di questo singolare Baccanale in tempo di Coronavirus per riscoprire le ricette tradizionali del territorio? In particolare i cappelletti imolesi, uno dei tre piatti che la delegazione imolese dell’Accademia italiana della Cucina, guidata da Antonio Gaddoni, ha depositato un anno fa alla Camera di Commercio, insieme ai garganelli imolesi e alla vera torta.

Proprio i cappelletti imolesi sono valsi al Laboratorio di pasta fresca di Maria Clemente, in viale Marconi a Imola, il premio intitolato al giornalista enogastronomo Massimo Alberini, assegnato dall’Accademia ad un «esercizio commerciale che da 25 anni, con qualità costante, offre al pubblico alimenti di produzione propria, lavorati artigianalmente con ingredienti di qualità eccellenti e tecniche rispettose della tradizione del territorio». «Abbiamo voluto sperimentare la capacità di questo laboratorio di interpretare i cappelletti imolesi – precisa Gaddoni – e il risultato è stato ottimo». (mi.ta.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 12 novembre.

Nella foto (Isolapress): Maria Clemente nel suo Laboratorio di pasta fresca e i cappelletti

Premio ai cappelletti imolesi del Laboratorio di pasta fresca di Maria Clemente
Cronaca 25 Giugno 2020

«Speciale sabato sera», mangiare senza glutine ma con gusto

Questa settimana lo «speciale» di sabato sera parla di celiachia e cucina senza glutine. La celiachia colpisce circa l’1% della popolazione, più le donne degli uomini; in Emilia Romagna riguarda quasi 18 mila persone (poco meno di 600 quelle con diagnosi certa nel circondario imolese).

È considerata una malattia rara e dal 2017 è inserita tra quelle croniche invalidanti con esenzione ticket e contributo mensile per l’acquisto di alimenti senza glutine  Fino a pochi anni fa essere celiaci significava dover fare rinunce a tavola.

Oggi non è più così. Pizzerie, gastronomerie, pasticcerie offrono golosità che nulla hanno da invidiare a quelle «normali». Nei negozi, come potete leggere nel nostro «speciale», si trovano prodotti di ottima qualità, oltre a idee, suggerimenti e consigli degli esperti per mangiare senza glutine senza rinunciare al gusto. (r.c.)

Per saperne di più sfogliate lo «speciale» di sabato sera in edicola dal 25 giugno.

«Speciale sabato sera», mangiare senza glutine ma con gusto
Cronaca 27 Maggio 2020

Chef Bruno Barbieri in campo per l’Antoniano

Lo chef medicinese Bruno Barbieri e pasta Sgambaro uniscono le forze per donare oltre 1.500 chilogrammi di pasta all’Antoniano di Bologna, sostenendo, in questo periodo di grande emergenza, la mensa francescana “Padre Ernesto”, che, ogni giorno, distribuisce ai più fragili oltre 130 pasti caldi.
Chef Barbieri, che da anni è al fianco dell’Antoniano e dell’iniziativa solidale Operazione pane” in favore di una rete di 15 strutture francescane in tutta Italia, dedica la ricetta “orecchiette con salsiccia, fonduta e basilico” a favore di questo progetto. Il video è disponibile sul suo profilo Instagram e sul suo canale YouTube.

«Ho conosciuto Fra Giampaolo qualche anno fa perché mi invitarono allo Zecchino d’Oro – ricorda Barbieri –, mi raccontò sin da subito dell’impegno costante di Antoniano nell’occuparsi quotidianamente della mensa francescana di Bologna e dell’importanza del progetto Operazione Pane, di cui lui stesso è coordinatore. Fra Giampaolo è divenuto poi nel corso degli anni un amico, sempre impegnato ad aiutare il prossimo… e questa volta ho deciso di aiutarlo io… ho coinvolto un altro amico, Pierantonio Sgambaro, presidente del Pastificio Sgambaro, che ha accolto subito la mia richiesta … sono arrivati cosi, in pochissimi giorni, 1500 kg di pasta di grano duro, 100% italiana, nelle cucine delle mense francescane».

Chef Bruno Barbieri in campo per l’Antoniano
Cronaca 25 Maggio 2020

Baccanale, il tema scelto per l’edizione 2020 è #A Casa e Fuori

E’ #A Casa e Fuori il tema scelto per l’edizione 2020 del Baccanale, l’annuale rassegna sulla cultura del cibo organizzata dal Comune di Imola, in programma da sabato 31 ottobre a domenica 22 novembre.

I terribili avvenimenti degli ultimi mesi, la pandemia e l’emergenza sanitaria per il Covd-19, non possono non influenzare una manifestazione come il Baccanale, dedicata alla cultura del cibo e all’enogastronomia del territorio, che coinvolge da sempre direttamente o indirettamente molta parte del mondo produttivo imolese, i ristoranti, i pubblici esercizi, le attività commerciali e le aziende del settore agroalimentare. Il tema di quest’anno, quindi, non vuole essere il richiamo a un prodotto o a un alimento, ma la riflessione su due diversi modi di mangiare, sui piatti propri di queste due tradizioni alimentari entrambe così importanti, e mai in contrapposizione, neanche in tempi di emergenza. Si tratta di due modalità diverse ma parallele, che si completano a vicenda. Il Baccanale vuole percorrerle insieme, riflettendo (a partire dall’opera di Pellegrino Artusi) sull’identità gastronomica italiana che si è costruita soprattutto a livello domestico, e (a partire dalla storia dei ristoranti) sulla dimensione professionale della cucina, diversa ma complementare, quando non addirittura “supplente” di una tradizione domestica che magari si è un po’ perduta, anche se, in Italia, meno di quanto si penserebbe.

Il Baccanale 2020 vuole essere così un doppio omaggio: ai ristoranti del Circondario imolese, che ogni anno nel mese di novembre si mettono in gioco per offrire ai loro clienti speciali menu e i loro piatti più prelibati; ed a Pellegrino Artusi, padre riconosciuto della cucina domestica italiana, nella ricorrenza del bicentenario della nascita. Per le sue prerogative e per l’impatto economico che gli è da sempre stato riconosciuto, il Baccanale vuole contribuire a suo modo alla ripresa delle attività produttive del settore turistico, agroalimentare e della ristorazione del territorio imolese, valorizzandolo e promuovendolo come sempre ha fatto. Il Comune di Imola invita Associazioni, Enti, Aziende agricole e vinicole, ristoranti e pubblici esercizi interessati a partecipare con proprie iniziative alla rassegna, a formulare proposte ispirate all’argomento prescelto che possano arricchire e qualificare l’evento. Tali proposte dovranno pervenire esclusivamente per posta elettronica all’indirizzo attivita.culturali@comune.imola.bo.it entro il 20 luglio 2020. Proprio in considerazione della particolarità della situazione, con la pandemia che ha costretto in questi mesi i ristoranti a rimanere chiusi, quest’anno il Comune ha stabilito che i ristoratori avranno l’opportunità di partecipare gratuitamente al Baccanale, proponendo menu a tema e scuole di cucina. Ai ristoratori aderenti verrà richiesto di contribuire soltanto con l’invio di una video ricetta. Tutte le ricette raccolte saranno visibili nel sito del Baccanale e divulgate attraverso i social. Le adesioni per i ristoranti potranno essere comunicate secondo le modalità riportate nel sito web entro il 30 giugno 2020.

Per informazioni  Servizio Attività culturali: telefonare al numero 0542-602427/2410/2433. 

Baccanale, il tema scelto per l’edizione 2020 è #A Casa e Fuori
Cultura e Spettacoli 30 Aprile 2020

Le ricette on line di Maria Pia Timo e suo figlio Andrea

Una ricetta al giorno con i sapori della tradizione e i ricordi di casa. A proporle, su YouTube e sulla sua pagina Facebook, è Maria Pia Timo, attrice faentina che, con il figlio di otto anni Andrea Pozzi, in «Tu Quoco, Figlio Mio» prepara i piatti che ha nel cuore: quelli di sua mamma Maria Antonietta, di sua suocera Carolina, di zie e prozie… Un omaggio alla storia familiare e della nostra terra (ma non solo, perché le ricette si allargano oltre i confini regionali), un piacevole intrattenimento per far compagnia a chi, da casa, guarda, impara e poi si cimenta coi fornelli, una divertente idea in cui l”ironia e la quotidianità fanno sorridere grazie, ovviamente, alla simpatia di Maria Pia ma anche all”irresistibile spontaneità di suo figlio Andrea che con lei è protagonista di questa web serie nata da un”idea dell”attrice e del marito Roberto Pozzi, che si occupa delle riprese con lo smartphone, della regia e del montaggio.

Ci sono i passatelli, la torta allo yogurt, gli gnocchi di patate alla sorrentina, lo spezzatino, le uova in camicia, paglia e fieno coi piselli… e tante ricette della tradizione che hanno il sapore inconfondibile di casa. «Era un”idea che io e Roberto avevamo già in mente da tempo, quella di un format con me e Andrea alle prese con le ricette delle nonne», spiega la Timo, vista recentemente al cinema nei panni della Lumaca nel film «Pinocchio» di Matteo Garrone.Nei video spiccano la spontaneità e la simpatia di Andrea. «È a casa sua, sereno, e contento della trasmissione» conferma Maria Pia. Il mondo di storie e ricordi narrati con semplicità, affetto, ironia e con un”interazione divertente tra mamma e figlio è familiare e «vicino», per chi guarda da casa.«Il riscontro che abbiamo è grande – conferma la Timo -, il nostro scopo è far sorridere con una web serie buffa con cose di cucina e di famiglia. Le persone mi dicono che facciamo tanta compagnia e questo è un valore aggiunto a cui non avevo pensato inizialmente e che mi fa molto piacere».

L”appuntamento con «Tu Quoco, Figlio Mio» è quotidiano, fino alla fine del lockdown. Ma le puntate rimarranno visibili anche dopo, su YouTube. (s.f.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» del 30 aprile.

Nella foto: Maria Pia Timo e Andrea Pozzi

Le ricette on line di Maria Pia Timo e suo figlio Andrea
Cronaca 28 Aprile 2020

Ristorazione a casa e cena «audiovisiva» per la delegazione imolese dell'Accademia Italiana della Cucina

Ai tempi del Coronavirus tutto è cambiato. Le abitudini non sono più le stesse e così bisogna comportarsi di conseguenza. Un esempio è anche quello della ristorazione. Per questo, per rimanere in contatto e non perdere il patrimonio della socialità e della convivialità anche durante l’emergenza,  la delegazione imolese dell”Accademia Italiana della Cucina ha pensato ad una bella iniziativa. «Abbiamo ritenuto opportuno – spiega il delegato Antonio Gaddoni – avviare un percorso che consentirà in questi frangenti di adattare le conviviali mensili alle nuove opportunità della consegna del cibo a casa, messe in campo da molti ristoratori del territorio rendendo omaggio alla loro passione e ad una perseveranza encomiabile».    

In questo modo nelle loro abitazioni gli accademici possono così, almeno idealmente, sentirsi vicini e gustare lo stesso menù messo a punto dal cuoco e le stesse bevande esattamente come è finora avvenuto da un cinquantennio nei ristoranti del territorio. La partenza è fissata per la sera di sabato 2 maggio, quando sarà una trattoria imolese a cucinare un suo menù, consegnando poi il cibo nelle case degli accademici, seguendo le istruzioni dettate dall”emergenza sanitaria. E per salvaguardare il massimo della convivialità possibile, un servizio di interconnessione audiovisiva permetterà di raggruppare contemporaneamente, con un piccolo riquadro sullo schermo di ciascun cellulare, la tavola di ogni commensale.

L”Accademia Italiana della Cucina, anche in questa difficile fase, «vuole mantenere vivo il gusto della socialità – spiega Gaddoni – e il piacere di un pensiero gastronomico che esalti le culture dei territori, delle conoscenze degli ingredienti, della tracciabilità e delle cucine domestiche senza salti nel vuoto ma sempre con un occhio attento sulla salute, sulla bontà e sulla tipicità delle produzioni locali». (da.be.)

Foto tratta dalla pagina Facebook dell’Accademia italiana della cucina – delegazione di Imola

Ristorazione a casa e cena «audiovisiva» per la delegazione imolese dell'Accademia Italiana della Cucina

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