Posts by tag: Donazioni

Cronaca 27 Dicembre 2019

La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha donato all'Ausl attrezzature per 700 mila euro negli ultimi 4 anni

L’8 per cento dei contributi erogati nel 2019 dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola è stato destinato alla salute pubblica. Si tratta di un tesoretto da circa 300 mila euro annui erogati per lo più sotto forma di attrezzature biomedicali acquistate in accordo con la direzione generale e il settore di ingegneria clinica dell’Ausl di Imola allo scopo di ammodernare il parco di macchine utili per diagnosi e chirurgia.

Basti pensare alla lista delle apparecchiature acquistate negli ultimi quattro anni, per un valore complessivo che supera i 700 mila euro:si tratta di nove ecotomografi per le diagnosi mediche cardiologiche,ginecologiche e pediatriche; un elettromiografo portatile per la diagnosi delle malattie che colpiscono il sistema neuromuscolare; un microscopio operatorio oculistico; due sistemi per interventi chirurgici endoscopici e laparoscopici, meno invasivi degli interventi tradizionali; due sistemi per indagini cardiocircolatorie mediante prove da sforzo.

A questi contributi si aggiunge poi quello erogato annualmente (e fin dal 1996) per la consegna dei referti medici a domicilio. Per questo servizio la Fondazione ha erogato 85 mila euro nel 2019 e la stessa cifra nel 2018, mentre nei due anni precedenti ammontava a 100 mila euro annui. (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 19 dicembre

Nella foto il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, Fabio Bacchilega, durante la conferenza stampa di fine anno

La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha donato all'Ausl attrezzature per 700 mila euro negli ultimi 4 anni
Cultura e Spettacoli 6 Dicembre 2019

Nel fine settimana la mostra benefica «L'arte per l'arte» al convento dell'Osservanza, in esposizione quadri e ceramiche

Due giorni all”insegna dell”arte all”ex convento dell”Osservanza di Imola. Domani 7 e domenica 8 dicembre, nella sala Gardi, si terrà infatti la mostra benefica «L’arte per l’arte», organizzata dal comitato RestaurOsservanza, nato un paio di anni fa per raccogliere fondi destinati al recupero del complesso conventuale. L”iniziativa prende le mosse da alcune donazioni: una cinquantina di acquerelli dell”artista Luciana Pifferi, alcuni con cornice, alcuni senza, donati dai due figli; una quarantina di quadri di varia fattura e tecnica donati dalle figlie di Gianfranco Gaddoni e una trentina di ceramiche artistiche faentine dipinte a mano arrivate dai fratelli Maiorana di Faenza.

Inoltre, si aggiungerà alle opere in esposizione anche un quadro del pittore imolese Tonino Dal Re che ha per soggetto uno dei temi preferiti dall”artista, i ciclisti. Anche in questo caso la donazione proviene dai figli. La mostra è aperta nella giornata di sabato dalle 10 alle 19.30 e domenica dalle 10 alle 21.30, con la possibilità pertanto di visitarla anche per i fedeli che parteciperanno alla messa festiva delle 20 nella chiesa dell”Osservanza. Per i visitatori ci sarà a disposizione un angolo dolcezza con tè, tisane e cioccolata in tazza. 

Oltre che ammirare le opere, infine, sarà possibile acquisirle con una donazione, ovviamente destinata ai restauri. Solo per il quadro di Tonino Dal Re, tuttavia, si farà un”asta con queste modalità: le offerte saranno presentate in busta chiusa e l”opera, scrive in una nota il comitato RestaurOsservanza, «sarà aggiudicata a chi mostrerà la maggiore sensibilità rispetto al sostenere le spese necessarie a ripristinare il convento». (r.c.)

Nella foto uno scorcio del primo chiostro dell”Osservanza, inaugurato a maggio dopo i restauri

Nel fine settimana la mostra benefica «L'arte per l'arte» al convento dell'Osservanza, in esposizione quadri e ceramiche
Cronaca 29 Novembre 2019

Torna l'ultimo sabato di novembre la Colletta Alimentare in 44 punti vendita nel circondario imolese più Ozzano

E’ tutto pronto per la Giornata nazionale della Colletta alimentare. Chi andrà a fare la spesa domani, sabato 30 novembre, troverà infatti, nella stragrande maggioranza dei supermercati (sono 44 i punti vendita aderenti quest’anno all’iniziativa nel circondario imolese più Ozzano), i gilet gialli del Banco alimentare, impegnati nella 23ª edizione della ben nota raccolta solidale di alimenti a lunga conservazione destinati alle persone bisognose. Un rito che nella nostra regione, nel 2018, ha coinvolto poco meno di 20 mila volontari in 1.164 punti vendita. Un anno fa, la giornata ha permesso di raccogliere quasi 844 tonnellate di prodotti, che sono poi stati successivamente redistribuiti a mense e associazioni convenzionate a beneficio delle famiglie assistite.

«Per noi il gesto della Colletta alimentare – ha dichiarato il presidente della Fondazione Banco alimentare, Giovanni Bruno, nel presentare l’edizione 2019 dell’iniziativa – ha innanzitutto una valenza educativa che dà senso all’azione sociale. La Colletta alimentare ci educa e testimonia a tutti che è possibile cambiare pezzi di vita, restituirli alla dignità e alla speranza, spezzando l’indifferenza. Vogliamo ricordare a noi stessi, ai volontari che si adoperano per renderla possibile, e quindi a tutti i nostri concittadini, che solo la gratuità, la solidarietà e il dono rendono realmente umana la convivenza civile e vincono l’indifferenza, causa vera di tante ingiustizie. Per questo proponiamo a tutti di partecipare alla Colletta, gesto semplice di straordinaria solidarietà e carità».

Le modalità di svolgimento della Colletta sono le stesse degli altri anni: all’ingresso dei punti vendita, i volontari consegneranno ai clienti i sacchetti per gli alimenti, che dovranno essere a lunga conservazione per poter essere stoccati nei magazzini del Banco (a Zello, lo ricordiamo, si trova il magazzino principale del Banco Emilia Romagna) ed essere poi consegnati in un secondo tempo, in qualche caso anche a distanza di alcuni mesi. I generi oggetto della raccolta sono, in particolare, alimenti per l’infanzia, tonno in scatola, riso, olio, legumi, sughi e pelati, biscotti. (r.cr.)

Torna l'ultimo sabato di novembre la Colletta Alimentare in 44 punti vendita nel circondario imolese più Ozzano
Cronaca 9 Novembre 2019

I vigili del fuoco volontari di Medicina a caccia di 25.000 euro per rimettere in sesto un'autopompa

Oltre a gestire le emergenze, i vigili del fuoco volontari del distaccamento di Medicina si sono sempre dati da fare anche per migliorare il proprio parco mezzi. Di recente, ad esempio, hanno «messo gli occhi» su un’autopompa Iveco City Eurofire che vorrebbero rimettere a nuovo. «E’ un mezzo che ha 20 anni – spiega il capo distaccamento, Giulio Pancaldi-. Era utilizzato dal comando provinciale di Bologna, ma è stato dismesso. Può trasportare sei persone e grazie alle sue piccole dimensioni può essere usato in molti interventi, ad esempio nei centri storici, nei piccoli incendi e per gli incidenti stradali. Per noi sarebbe molto utile e abbiamo deciso di rimetterlo a nuovo. Con risorse interne abbiamo smontatop arte del motore, che ha problemi di raffreddamento, e ora si trova in un’officina di Castel San Pietro che lo sistemerà. In un secondo momento, invece, bisognerà intervenire sulla carrozzeria»

Complessivamente, i pompieri hanno stimato che per rimettere in strada l’autopompa occorreranno 25 mila euro. Come già accaduto in passato, l’associazione Amici dei pompieri di Medicina si sta muovendo per cercare sponsor che coprano i costi della manutenzione. Non è la prima volta, infatti, che aziende, associazioni, privati cittadini e lo stesso Comune di Medicina tendono la mano ai vigili del fuoco, dimostrandola vicinanza della comunità a chi sceglie di dedicare parte del tempo alla gestione delle emergenze. Un lavoro che può essere pericoloso, come dimostra la recente morte di tre pompieri nell’esplosione di una cascina nell’Alessandrino. L’anno scorso, grazie a 60 mila euro ottenuti da donazioni, è stato possibile acquistare e rimettere a nuovo un’autoscala. «La utilizziamo da giugno del 2019 e, in agosto, l’abbiamo prestata alla caserma di Imola mentre un loro mezzo si era rotto» aggiorna Pancaldi. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 novembre

Nella foto i volontari del distaccamento di Medicina

I vigili del fuoco volontari di Medicina a caccia di 25.000 euro per rimettere in sesto un'autopompa
Cronaca 25 Ottobre 2019

Dieci nuovi pc per la scuola Carducci al posto di quelli rubati ad aprile grazie alla gara di solidarietà collettiva

Storia a lieto fine alla primaria Carducci, dove lo scorso aprile, durante le vacanze pasquali, sono stati rubati dalle aule 13 computer portatili. Si trattava di strumenti didattici fondamentali, perché erano collegati alle lavagne interattive e consentivano agli insegnanti di visualizzare immagini e concetti, rendendoli comprensibili in modo immediato anche agli studenti bilingui, di origini straniere, che frequentano la scuola. Dopo l’appello lanciato via web dal l’insegnante Paola Manaresi, si è scatenata una gara di solidarietà collettiva, che ha portato in breve tempo a raccogliere 13.700 euro, cifra con cui sono stati acquistati dieci nuovi computer portatili e grazie alla quale è stato possibile installare un impianto d’allarme, per evitare che si ripetano episodi simili.

La Bcc ravennate, forlivese e imolese ha donato 4 mila euro, aprendo un conto a condizioni agevolate per l’associazione genitori, che ha fatto da punto di riferimento per la raccolta fondi; il gruppo Facebook «Sei di Imola se…» ha avviato per la prima volta un crowdfunding online, che ha portato a raccogliere 3.500 euro; l’azienda Te Connectivity, specializzata in prodotti di connettività e sensori per ambienti, ha dato un contributo di 6.200 euro;l’azienda informatica Bicom System ha fornito i Pc a prezzo di costo e offerto l’installazione. Così, all’inizio del nuovo anno scolastico, computer e allarme erano già pronti all’uso. Dirigente scolastica, insegnanti e alunni hanno quindi voluto ringraziare pubblicamente tutti quelli che hanno contribuito al lieto fine. Non solo. Dopo le spese sostenute, sono anche rimasti circa 3.500 euro, che l’associazione dei genitori destinerà ad attività didattiche in accordo con gli insegnanti. Un bell’esempio di mobilitazione cittadina a favore delle nuove generazioni. (lo.mi.)

Nella foto i protagonisti della storia a lieto fine della scuola Carducci

Dieci nuovi pc per la scuola Carducci al posto di quelli rubati ad aprile grazie alla gara di solidarietà collettiva
Cronaca 19 Giugno 2019

«Rubrica salute», donare il sangue è un gesto generoso che fa bene

E’ iniziata in questi giorni la campagna di comunicazione 2019 della Regione Emilia Romagna, Avis e Fidas sulla donazione di sangue. Un’iniziativa che tutti gli anni mette in evidenza come donare sia una attività solidaristica e totalmente gratuita che permette di aiutare concretamente un altro individuo. Accanto all’atto del donare, però, c’è un’altra azione che, forse, non consideriamo mai abbastanza. Ne parliamo con Pietro Fagiani, responsabile del Centro raccolta sangue dell’Ausl di Imola. «Facciamo bene a noi stessi. Donare sangue è sicuramente uno dei gesti di solidarietà ed altruismo più grandi che ognuno di noi può fare. Ma dietro il semplice gesto di consapevolezza e civiltà si nasconde anche un modo per preservare la propria salute e mantenersi in forma». Chi decide di regalare tempo e parte di se stesso, infatti, è spronato a mantenere uno stile di vita sano, curando l’alimentazione e praticando attività fisica periodica per mantenersi in forma. Insomma, è stimolato a prendersi maggiormente cura di sé. E questo avviene fin dal primo incontro con il medico.

Chi, infatti, decide di diventare donatore sarà sottoposto ad una visita che servirà per raccogliere i dati sullo stile di vita, sulle eventuali malattie, sulle abitudini sessuali. «Naturalmente non si fanno discriminazioni fra eterosessuali e omosessuali – precisa Fagiani -, ma si guarda al tipo di rapporti sessuali consumati, che non devono essere a rischio. Ecco perché fanno parte della prima visita i test per la sifilide, le epatiti e l’Hiv. Test che sono eseguiti ogni volta che ci si presenta per la donazione. E questo avviene mediamente quattro volte per l’uomo e due volte per la donna. Annualmente, poi, il donatore è sottoposto a esami del sangue di controllo, con particolare attenzione al colesterolo, alla glicemia e ai trigliceridi». E’ come avere un check-up annuale e gratuito e, se si scoprono anomalie, il donatore è invitato a consultare il suo medico o a rivolgersi agli operatori del Centro raccolta. «Gli incontri preliminari e le visite – prosegue Fagiani – avvengono ad ogni donazione e, se si evidenziano problemi di salute importanti, il candidato viene invitato a sottoporsi ad esami diagnostici specialistici e senza alcuna spesa per lui. In pratica possiamo affermare che il donatore di sangue è il cittadino più controllato a spese dello Stato».

Alcuni timori sono comprensibili (come sentirsi deboli o il rischio di svenimento). «Gli screening preliminari alla donazione servono anche per escludere persone che possono avere problemi con la pressione arteriosa o con i livelli di emoglobina, ferro o altre patologie che possono dare queste situazioni. In ogni caso, dopo ogni donazione è previsto un buon ristoro e, nel caso, è possibile fare anche una colazione leggera prima della donazione». Ma fa male al fisico? «Ogni prelievo prevede una donazione di appena 450 millilitri di sangue su una media di circa 7 litri presenti nel nostro organismo. Una percentuale marginale che tuttavia aiuta a rigenerare il sangue e ne favorisce il ricambio». Possiamo contrarre malattie? «Assolutamente no. Nella normativa italiana ed europea la donazione del sangue rappresenta uno dei settori più rigidamente disciplinati in termini di prassi mediche e prevenzione». Tante persone oggi seguono un’alimentazione vegetariana o vegana, possono comunque donare? «E’ errato pensare che il mancato consumo di carni o alimenti di origine animale renda inadatti a partecipare alla raccolta sangue. Semmai questa opportunità aiuta, grazie agli esami costanti, a mantenere livelli di emoglobina o ferro nel sangue nei giusti parametri». Dunque, visita, esami periodici e altro ancora. «Sì, perché – aggiunge Fagiani – alcuni studi hanno evidenziato che donare il sangue regolarmente aiuta a ridurre il rischio di contrarre malattie cardiovascolari e diabete. La causa sembrerebbe essere dovuta alla diminuzione di ferro, che si verifica dopo la donazione di sangue».

La scusa più banale? Sono già in tanti quelli che donano. Uno più, uno meno, che differenza fa? «Il sangue – conclude Fagiani – non si fabbrica e la donazione è l’unico modo per garantire sangue ed emoderivati a chi ne ha bisogno. Il sangue e i donatori sono sempre preziosi». A questo punto non ci sono più scuse per non avvicinarsi al Centro di raccolta. Non è, ad esempio, necessario essere superuomini o superdonne. «Non serve essere una perfetta macchina biologica – ribatte Fagiani -. Può essere donatore chi ha più di 18 anni e meno di 60, anche se in molti casi, se le condizioni lo permettono, si può proseguire con le donazioni. E poi pesare più di 50 chilogrammi e, naturalmente, essere in buone condizioni di salute, con valori del sangue nella norma e senza gravi problematiche mediche». Per qualcuno si perde troppo tempo. «Non si perde mai tempo se possiamo fare del bene al nostro prossimo e, a maggior ragione, se possiamo fare del bene a noi. Basta un’ora». (Alessandra Giovannini)

Foto dalla pagina facebook dell”Avis Imola

«Rubrica salute», donare il sangue è un gesto generoso che fa bene
Cronaca 16 Febbraio 2019

Domenica l'Avis di Castel San Pietro Terme celebra la festa sociale e premia 117 donatori benemeriti

L’Avis di Castel San Pietro Terme si prepara a presentare le proprie attività e a premiare i donatori di sangue benemeriti nel corso della festa sociale in programma domenica 17 febbraio, il consueto appuntamento annuale aperto a tutta la cittadinanza. «La festa sociale dell’Avis è un’importante occasione di incontro, per ringraziare della disponibilità i tanti donatori di sangue e i cittadini che condividono il valore del dono, della solidarietà e dell’altruismo» afferma il sindaco Fausto Tinti che sarà presente insieme ad altri rappresentanti dell’Amministrazione comunale.

La giornata avrà inizio con la Santa Messa alle ore 8.30 nella chiesa parrocchiale Santa Maria Maggiore, per poi proseguire nei locali della sala Sassi, in via Fratelli Cervi, dove è in programma l’assemblea generale alle ore 10.15, durante la quale verranno illustrati il bilancio delle attività svolte nel 2018, e i progetti da sviluppare nel 2019. L’assemblea generale sarà anche l’occasione per premiare i donatori che si sono contraddistinti per numero di donazioni o per anni di iscrizione all’associazione. Quest’anno il totale delle medaglie distribuite sarà pari a 117. Tra queste spiccano in particolare tre benemerenze in oro con diamante (che vengono conferite alla cessazione della attività di donazione per raggiunti limiti di età o per motivi di salute e l’effettuazione di almeno 120 donazioni), tre benemerenze in oro con smeraldo (dopo 40 anni di iscrizione e la effettuazione di almeno 80 donazioni oppure al compimento di 100 donazioni) e otto benemerenze in oro con rubino (dopo 30 anni di iscrizione all’Avis e la effettuazione di almeno 60 donazioni oppure al compimento di 75 donazioni).

L’associazione con questa festa vuole rendere omaggio ai donatori che con fini altruistici si impegnano ad aiutare gli altri ed ai volontari che organizzano con grande passione gli eventi. La festa dell’Avis si concluderà con il pranzo sociale alle ore 13 al ristorante Terantiga di Varignana (via de Jani, 11). Per informazioni ed iscrizioni contattare la sede Avis in via Matteotti 79, tel. 051 944756, e-mail castelsanpietroterme.comunale@avis.it

Domenica l'Avis di Castel San Pietro Terme celebra la festa sociale e premia 117 donatori benemeriti
Cronaca 23 Ottobre 2018

Raccolta sangue Medicina: due associazioni attive e oltre 600 donazioni all'anno

Il fatto che per Medicina il centro di raccolta sangue sia un punto davvero importante lo dimostrano anche i numeri sulle donazioni, che sono in leggera crescita. Su questo fronte, nella Città del Barbarossa operano due associazioni, ovvero Avis e Advs.

Luciano Signorin, responsabile medicinese per l’Advs spiega: «Abbiamo circa 260 donatori attivi provenienti da Medicina, ma anche da Castel Guelfo, Castel San Pietro, Ozzano e Budrio, più altri 20 che in questo momento non stanno donando, quindi “sospesi”, per motivi quali ad esempio la maternità. Complessivamente – aggiunge – abbiamo circa 460 donazioni all’anno, delle quali circa 310 avvengono a Medicina e 150 in altri centri, tra cui il Sant’Orsola, dove è possibile donare anche plasma e piastrine».

Passando all’Avis, le donazioni annuali sono oltre 300, mentre si riscontra un 6% in meno sulla raccolta di plasma. Complessivamente, quindi, si parla di oltre 600 donazioni all’anno (nel 2015 erano state 575).

Attualmente, il punto di raccolta sangue medicinese è attivo tre volte al mese (giovedì, venerdì e domenica), dalle ore 8 alle 12, per un totale di 20 donatori al giorno. (se.zu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Raccolta sangue Medicina: due associazioni attive e oltre 600 donazioni all'anno
Cronaca 23 Ottobre 2018

Raccolta sangue Medicina: trasloco in vista per il Centro prelievi, ma resta sempre dentro la Casa della Salute

Novità all’orizzonte per il centro di raccolta sangue di Medicina che, l’anno prossimo, traslocherà da un punto all’altro all’interno della Casa della salute di via Saffi per rispondere ai nuovi standard chiesti dalla Regione.

Come si ricorderà, nell’autunno del 2014 i punti di raccolta emiliano romagnoli erano finiti sotto la lente d’ingrandimento della Commissione regionale per l’accreditamento. Quello di Medicina aveva «passato l’esame», ma era stato necessario apportare alcune modifiche logistiche. Per essere accreditati dalla Regione, quindi poter continuare l’attività, occorreva avere locali dedicati espressamente alla raccolta sangue (la sala è stata quindi spostata nei locali dell’ex guardia medica), nonché utilizzare per i prelievi medici e infermieri dell’ospedale Maggiore (che fa capo all’Ausl di Bologna), inoltre dovevano essere fatti al massimo trenta prelievi più due visite di aspiranti donatori al giorno e, soprattutto, prevedere l’introduzione del sistema con prenotazione delle donazioni.

Molte novità da assimilare per i donatori e le associazioni medicinesi che, nonostante un periodo di assestamento, hanno sempre dato il proprio contributo e le donazioni, al contrario di quanto accade altrove, non sono mai mancate. «Siamo riusciti a non chiudere mai il centro di raccolta sangue nemmeno per un giorno e ad avere ben tre giornate ogni mese, compresa la domenica mattina, in cui è possibile donare – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari -. Tuttavia, la soluzione trovata finora è temporanea perché, per rispondere ai livelli richiesti dall’accreditamento regionale, bisogna apportare ulteriori modifiche».

Da qui la necessità di individuare nuovi spazi dove collocare il centro di raccolta sangue. «Finora gli ambulatori dedicati a questo servizio in altre giornate venivano in parte utilizzati da altri medici, mentre adesso l’Ausl di Imola ha destinato alla donazione del sangue alcuni locali in via esclusiva per complessivi 150 metri quadrati – dettaglia Montanari -. Si tratta dell’ex centro diurno disabili, oggi non più utilizzato, a fianco del centro anziani».

Nei nuovi locali le poltrone dedicate ai donatori saliranno dalle attuali due a quattro complessive, vi si potrà accedere passando da un ingresso autonomo e tutti gli spazi saranno contigui, compreso il punto ristoro. Se l’Ausl di Imola metterà a disposizione i nuovi locali, il Comune di Medicina si accollerà le spese per i lavori, pari a 120 mila euro. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre 

Nella foto il centro prelievi di Medicina

Raccolta sangue Medicina: trasloco in vista per il Centro prelievi, ma resta sempre dentro la Casa della Salute
Cronaca 18 Agosto 2018

West Nile Virus, l'Emilia Romagna non sospende le donazioni ed effettua il test Nat. La mappa in tempo reale delle segnalazioni

Anche quest’estate sono numerose le segnalazioni di casi di West Nile Virus, o comunemente chiamato virus del Nilo occidentale, patologia che può essere trasmessa dalle zanzare della specie Culex. Come si legge in un documento del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell”Istituto superiore di sanità, il periodo di incubazione dal momento della puntura infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario, anche se la maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave. 

L’Emilia-Romagna però, unica regione in Italia, ha deciso di non sospendere le donazioni, effettuando sui pazienti il test Nat (acronimo di Nucleic Acid Test e consiste in un esame estremamente preciso ed è utile per scoprire la presenza nel sangue del virus). In pratica i donatori emiliano-romagnoli verranno sottoposti al test qualora avessero soggiornato per almeno una notte nelle aree interessate dalla segnalazione del West Nile Virus (guarda qui la mappa in tempo reale). Potranno quindi comunque donare, e verrà loro prelevata una piccola provetta per il test. Non occorre nemmeno autosospendersi, ma basta avvisare il medico del Punto di Raccolta di aver soggiornato almeno una notte in una delle aree interessate. Sarà il test a verificare la necessità di sospendere per 28 giorni il donatore, solo nel caso vi fosse una positività agli anticorpi del virus. Non c”è quindi nessun problema per la salute dei donatori e dei riceventi, in una stagione dove le donazioni sono importanti per evitare carenza nelle scorte durante il periodo delle vacanze.

Al momento, però, non esiste un vaccino per la febbre West Nile, ma non bisogna però dimenticarsi che anche la prevenzione è importante e consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare. E” quindi consigliabile proteggersi usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto, usando delle zanzariere alle finestre e evitare il loro proliferarsi svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante, cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali e tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.

r.c.

Nella foto: la mappa aggiornata in tempo reale

West Nile Virus, l'Emilia Romagna non sospende le donazioni ed effettua il test Nat. La mappa in tempo reale delle segnalazioni

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