Posts by tag: emilia romagna

Cronaca 7 Marzo 2022

É nata la nuova LepidaTv, piattaforma on demand che racconta l’Emilia-Romagna

È on line la nuova LepidaTV, piattaforma on demand che raccoglie e mette a disposizione degli utenti circa 8.000 video e un palinsesto quotidiano in diretta streaming. Il nuovo palinsesto on demand è suddiviso in 14 playlist tematiche all’interno delle quali sono stati riorganizzati i tantissimi video già presenti nell’archivio di LepidaTV, insieme a nuovi contenuti realizzati dai servizi e delle strutture regionali, dagli enti locali e dalla community network dell’Emilia-Romagna.

All’interno della nuova Lepida Tv trovano infatti spazio i programmi di informazione sull’attività del Parlamento regionale come “Assemblea on E-R”, un programma settimanale che racconta il lavoro delle commissioni e dell’aula, o “Assemblea in diretta”, format dedicato all’attività dell’Assemblea legislativa che va in onda durate i giorni di Consiglio regionale. E poi ancora: l’attività culturale, con i video tour delle mostre ospitate in viale Aldo Moro 50, e quella dedicata ai più piccoli, come i filmati del centro regionale Alberto Manzi.

«LepidaTV da sempre è stato il servizio che racconta il nostro territorio – sottolinea Gianluca Mazzini, direttore generale di Lepida –, valorizzando quanto prodotto e realizzato in Emilia-Romagna e ora, a circa 15 anni dalla sua nascita e con un archivio di quasi 8.000 video, si caratterizza sempre di più come media dell’innovazione. Mi auguro che la nuova piattaforma sia sempre più seguita, usata, semplice da fruire e partecipata nei contenuti».
«Confidiamo che questa nuova piattaforma, in continua evoluzione, possa essere una vetrina per valorizzare il nostro territorio e le sue eccellenze anche fuori dai confini dell”Emilia-Romagna», commenta Paola Salomoni, assessore all”Agenda digitale della Regione Emilia-Romagna.

Nella fotografia, la home page della piattaforma

É nata la nuova LepidaTv, piattaforma on demand che racconta l’Emilia-Romagna
Economia 3 Marzo 2022

Il castellano Paolo Cavini nuovo presidente regionale Cna: «Piccole e medie imprese, un futuro pieno di sfide»

Già presidente di Cna Imola, Cavini è socio dell’azienda Antica Rosa, con sede legale a Ozzano Emilia, ma con presidi anche a Dozza e Castel San Pietro. Fino al 2025 guiderà Cna Emilia Romagna, realtà che conta 234 sedi, oltre 2.500 dipendenti, 61 mila imprese associate e più di 57 mila pensionati. Tante le variabili da affrontare: pandemia, guerra, caro energia, digitalizzazione e Pnrr. «È basilare che nella stesura dei bandi la Regione tenga conto delle piccole e me- die imprese, che rappresentano il 90 per cento del totale». (r.e.)

L’intervista su «sabato sera» del 3 marzo.

Nella foto: Paolo Cavini

Il castellano Paolo Cavini nuovo presidente regionale Cna: «Piccole e medie imprese, un futuro pieno di sfide»
Cronaca 7 Gennaio 2022

Coronavirus, novità tamponi rapidi: in farmacia per il fine malattia, fai da te a casa per avviare l’isolamento

Le novità annunciate oggi dalla Regione Emilia Romagna finalmente fanno chiarezza e soprattutto promettono di rendere più semplici e velocizzare le procedure per entrare ed uscire da quarantene e isolamenti. Prima cosa, da lunedì 10 gennaio per uscire dall’isolamento o dalla quarantena sarà sufficiente un tampone rapido (antigenico nasale) in farmacia, a costo zero per il cittadino. Inoltre, da lunedì 17 gennaio sarà introdotto l’autotesting, ovvero basterà un tampone rapido fatto in autonomia a casa propria con esito positivo per avviare l’isolamento.

“In una fase di forte impennata dei contagi causata dalla variante Omicron, cercando di rendere un po’ più facile la vita delle persone e l’attività delle aziende sanitarie, che stanno facendo un lavoro straordinario ormai da due anni” ha commentato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini durante la conferenza stampa. 

Scendendo nel dettaglio, vi sono alcuni particolari da considererare.

Per quanto riguarda l’uscita dalla quarantena potranno fare il tampone in farmacia le persone asintomatiche contatti stretti Covid; entro 24 ore dal tampone negativo riceveranno automaticamente dalla loro Azienda sanitaria il referto di chiusura del caso e riattivazione del Green pass. Per quanto riguarda invece i casi positivi, per l’uscita dall’isolamento potranno effettuare il tampone in farmacia gli asintomatici dopo 10 giorni oppure dopo 7 giorni se vaccinati con terza dose (booster), con ciclo primario completato o guariti dal Covid da meno di 4 mesi. Il costo di questi tamponi è a carico del Servizio sanitario.

Nell’accordo siglato dalla Regione con le farmacie rientra un ulteriore punto relativo alle scuole: potranno fare il test in farmacia anche gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) nella cui classe si sia verificato un caso Covid, con richiesta del medico di medicina generale o del pediatra (il primo tampone nel momento in cui viene rilevata la presenza di un positivo e il secondo dopo cinque giorni). In questo caso il costo sarà a carico della struttura commissariale nazionale, quindi nulla da pagare per le famiglie. 

Ma la vera novità è l’autotesting, che prevede la possibilità di acquistare e utilizzare da soli a domicilio uno dei test rapidi (antigenici nasali) e l’avvio immediato dell’isolamento in caso di esito positivo. Potranno ricorrere a questa opportunità solo coloro che hanno già ricevuto la seconda dose vaccinale e hanno il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) o, nel caso di minori, siano associati a quello del genitore. Questa procedura “fai da te” partirà lunedì 17 gennaio quando sarà operativo l’apposito portale della Regione: si dovrà caricare la foto con il risultato del tampone e il tipo usato tra quelli validi. In Emilia Romagna si stima che sono circa 2,5 milioni le persone che potenzialmente possono utilzzare questo sistema, cioè quelle che hanno concluso il ciclo primario di vaccinazione. “Sarà impossibile l”autotesting a chi non si è voluto vaccinare per contrarietà alla procedura” precisano dalla Regione. 

“Ci tengo a sottolineare il fatto che siamo la regione che, in rapporto alla popolazione, fa più tamponi molecolari nel Paese, circa 25mila al giorno – ha aggiunto Donini -. Ma non ci fermiamo qui: siamo gli unici in Italia ad attivare l’autotesting, un’alleanza fra cittadini e sanità pubblica per ridurre la circolazione del virus da subito, dando modo alla persona che dovesse essere positiva di far scattare subito l’isolamento. In questo modo, la sanità pubblica sarà alleggerita e potrà spingere l’acceleratore sulle vaccinazioni”, chiude l’assessore.(r.cr.)

ULTERIORI DETTAGLI DAL SITO DELLA REGIONE

LE FAQ AGGIORNATE DELL’AZIENDA USL CON TUTTE LE INFO UTILI

Coronavirus, novità tamponi rapidi: in farmacia per il fine malattia, fai da te a casa per avviare l’isolamento
Cronaca 24 Luglio 2021

La Giunta regionale nel circondario imolese, investimenti e progetti, dall'Osservanza alla sanità. Bonaccini: “Qui un fantastico lavoro di squadra'

Giornata densa di appuntamenti ieri per il presidente della Regione Stefano Bonaccini e la sua Giunta nel circondario imolese, incontrando sindaci, amministratori e le comunità locali, 7 comuni su 10 visitati: Medicina, Castel San Pietro, Mordano, Imola, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Dozza. Al centro, la condivisione delle strategie per la ripartenza, che passa sia da investimenti per opere e progetti avviati o già definiti.

La mattinata è iniziata a Medicina, poi alla Robopac di Castel San Pietro, azienda tra le principali nel settore del packaging, che ha ricevuto risorse regionali tramite la legge regionale sull’attrattività, investiti su formazione e ricerca. Subito dopo a Mordano in visita all’immobile che sarà recuperato e destinato a servizi per anziani, grazie a risorse ottenute dal bando regionale sulla rigenerazione urbana, poi al centro giovanile Flood.

Primo pomeriggio a Imola per un sopralluogo all’ex Ospedale psichiatrico Osservanza. “Un grande complesso, luogo di sofferenza, che verrà restituito interamente alla comunità. Per recuperarlo, la Regione ha stanziato oltre 6 milioni di euro. Così come vi è forte impegno dell’Alma Mater di Bologna: qui nasceranno uno studentato e aule universitarie”.

Successivamente un passaggio al centro vaccinale nell’ex auditorium dell’Osservanza e poi all”ospedale Santa Maria della Scaletta per un momento di ringraziamento “doveroso e sentito, senza retorica” ai sanitari.  In questo ambito, è stata ricordata con grande affetto la figura di Emanuela Cavallari, l’operatrice sanitaria dipendente dell’Ausl di Imola scomparsa nel dicembre scorso causa Covid -19” fa sapere il sindaco di Imola, Marco Panieri, che ha accompagnato la giunta nella visita in città.

“La sanità, prima di tutto, in un’area che ha pagato un prezzo altissimo alla pandemia e che ha visto istituire a Medicina la prima zona rossa in Emilia Romagna”. Nel Circondario Imolese sono previsti investimenti  42 milioni di euro per la sanità tra ospedali e Case della salute. “Ringraziare non basta, il compito di chi amministra è creare le condizioni per una sanità pubblica sempre più moderna ed efficiente”.

Ma c”è spazio anche per la riqualificazione e la rigenerazione urbana, con luogi in disuso che diventano spazi per i più giovani. Nel tardo pomeriggio tappe in vallata a Borgo Tossignano e a Casalfiumanese. Prima in visita a Palazzo Baronale per sostenere la candidatura del Parco della Vena dei Gessi a Patrimonio Unesco. Subito dopo sopralluogo a Carseggio dove il territorio aspetta da qualche anno che venga costruito il nuovo ponte, in sostituzione di quello distrutto dalla piena del Santerno. Infine a Dozza.  

“Qui ho trovato un fantastico lavoro di squadra, fondamentale per ripartire” ha commentato Bonaccini.  

Il presidente Stefano Bonaccini con il sindaco di Imola Marco Panieri nei viali dell’Osservanza 

La Giunta regionale nel circondario imolese, investimenti e progetti, dall'Osservanza alla sanità. Bonaccini: “Qui un fantastico lavoro di squadra'
Ciucci (ri)belli 19 Maggio 2021

Fattorie aperte 2021, si comincia domenica 23 maggio

La locandina 2021

Fattorie aperte è l’iniziativa promossa dalla Regione Emilia Romagna per avvicinare il pubblico al mondo agricolo, con l’obiettivo di vincere la sfida della “trasmissione dei saperi e dei sapori che caratterizzano un patrimonio agroalimentare di riconosciuta salubrità, tradizione e cultura”.

Quest’anno l’appuntamento, che si rinnova da ormai 22 anni, si svolgerà nelle domeniche del 23 e 30 maggio e del 6 giugno: per l’occasione 91 realtà, tra cui 79 fattorie e 12 musei rurali e del gusto, apriranno le loro porte al pubblico.

Quattro i percorsi tematici proposti:
  • Natura e cultura: itinerari verdi e musei
  • La campagna insegna: laboratori per bambini e famiglie
  • Mangia in fattoria e porta a casa la campagna: un pranzo genuino in campagna e/o assaggi e acquisti di prodotti locali
  • Visita la fattoria: il lavoro dell’agricoltore e le tecniche produttive
Per partecipare all’evento è obbligatoria la prenotazione presso le singole sedi.

La mappa delle strutture

Fattorie aperte 2021, si comincia domenica 23 maggio
Economia 13 Maggio 2021

Concorsi, 12 nuovi bandi per 715 posti di lavoro presso enti pubblici dell’Emilia Romagna

Agenti di polizia locale, tecnici per la protezione civile, personale amministrativo. In tutto sono 715 i posti previsti dai 12 nuovi concorsi varati dalla Regione Emilia Romagna insieme ad agenzie regionali e Comuni, per proseguire e completare le assunzioni previste per il triennio 2019-2021. Le domande per partecipare alle selezioni vanno presentate in via telematica entro venerdì 11 giugno, alle ore 13, sul portale Lavorare in Regione.

Una stima sui potenziali iscritti fissa in oltre 20 mila unità il numero candidati, che si cimenteranno con le diverse selezioni. L’avvio delle assunzioni in Regione e negli altri enti, da Piacenza a Rimini, è previsto tra ottobre e dicembre 2021. Si tratta inoltre della prima generazione di «concorsi digitali»: per nove di questi, preselezioni e prove scritte si svolgeranno on line, a distanza. I candidati, in buona parte dei casi, dovranno quindi possedere Pec, Spid e firma digitale. (lo.mi.) 

Nella foto: la sede della Regione Emilia Romagna (foto Fabrizio Dell’Aquila)

Concorsi, 12 nuovi bandi per 715 posti di lavoro presso enti pubblici dell’Emilia Romagna
Cronaca 2 Maggio 2021

Ecco il progetto «Aemilia» per i viaggiatori che vogliono esplorare la «spina dorsale della regione»

Da 2.200 anni è uno dei tratti distintivi di un’intera regione. Non solo via di comunicazione, ma imprescindibile punto di riferimento per tutti i cittadini dell’Emilia Romagna, da Rimini fino a Piacenza, dalla costa adriatica fin quasi al confine con la Lombardia. Parliamo della via Emilia, l’antica strada romana che fu fatta costruire, nel 187 a.C., dal console Marco Emilio Lepido, dal quale prese il nome, per poi trasmetterlo parecchi secoli dopo alla regione che taglia praticamente in due.

Proprio la via Emilia è il perno del progetto «Aemilia», una via lunga 2.200 anni, ideato dai consoli del Touring Club dell’Emilia Romagna per aiutare i viaggiatori ad esplorare tutto quello che di bello ruota intorno alla «spina dorsale della regione», per dirla con le parole di Fabrizia Fiumi, console del Touring di Imola. La stessa Fiumi ha partecipato insieme ai colleghi alla redazione dei contenuti del progetto, che si articola in sei tappe: la prima da Rimini a Forlì, la seconda, comprendente anche la parte imolese, da Forlì ai resti della città romana di Claterna, mentre la terza è tutta incentrata sulla città di Bologna. (mi.ta.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 29 aprile.

Nella foto: la seconda mappa da Forlì a Claterna 

Ecco il progetto «Aemilia» per i viaggiatori che vogliono esplorare la «spina dorsale della regione»
Cronaca 30 Aprile 2021

Coronavirus, continua la battaglia dei gestori delle piscine: «Decreto riaperture da rivedere»

Continua in Emilia Romagna la battaglia dei gestori delle piscine per arrivare ad un quadro delle riaperture che consenta la sopravvivenza economica degli impianti natatori della regione, in gran parte pubblici e gestiti da associazioni e società sportive.

Alla luce delle indicazioni contenute nel nuovo decreto sulle riaperture rimangono infatti dubbi sull’attività al coperto (consentita dal 15 maggio), per cui non ci sono indicazioni normative, e sui 10 metri quadrati di distanza fra gli utenti per le piscine all’aperto ipotizzati (mentre i protocolli attuali ne raccomandano 7). Norme che rendono impossibile la sostenibilità economica di impianti di prossimità, a costi bassi, che garantiscono salute e danno lavoro, in un ambiente ostile al Coronavirus per l’alto livello di misure di igienizzazione da sempre messe in campo. Per questo motivo Uisp Emilia-Romagna ha coordinato un tavolo di lavoro sull’impiantistica natatoria raccogliendo la voce di 65 impianti, tra cui Ortignola gestita da Deai srl Imola, Ozzano e Castel San Pietro (curiosamente però non Medicina) in rappresentanza del 60% degli impianti coperti in regione.

«Sono 147 le piscine di proprietà degli Enti Locali in Emilia-Romagna; di queste 81 sono le piscine pubbliche coperte. A causa del Covid-19, non possiamo svolgere la nostra attività e molte Amministrazioni Comunali proprietarie degli impianti sono restie a rinegoziare un piano economico-finanziario che dovrebbe essere assicurato dall’Ente, non rientrando la pandemia nel rischio d’impresa, come definito dalle normative vigenti – si legge nel documento sottoscritto da tutti i gestori -. Dietro alle nostre società di gestione, società sportive e associazioni ci sono persone che hanno fatto di questa difficile missione il loro lavoro, si sono indebitati, hanno investito per migliorare la qualità del servizio. Stiamo parlando di 1.500 lavoratori fissi più un migliaio di stagionali estivi, e di oltre 5 mila istruttori e allenatori che collaborano per assicurare la continuità del servizio e sono cittadini, al pari di tutte quelle persone che godono delle attività sportive fruibili nei nostri impianti. La gestione delle piscine pubbliche si basa storicamente su tariffe basse con un numero elevato di frequentatori, a fronte di costi fissi molto elevati ma soprattutto poco comprimibili e un’altrettanto elevata complessità gestionale, legata al mantenimento di scrupolosi protocolli sanitari. Questa situazione, impattando con i problemi e le chiusure derivanti dalla pandemia, ha portato l’intero comparto ad una crisi drammatica: sulla base dei dati raccolti possiamo stimare che la perdita per l’intero comparto delle piscine pubbliche coperte si aggiri nel 2020 su circa il 40% in meno del fatturato dell’anno precedente e che, negli ultimi 6 mesi di lockdown, da novembre 2020 ad aprile 2021, esploda al 90% in meno. Il disavanzo medio per ogni impianto in questi 14 mesi di pandemia è pari a centinaia di migliaia di euro. In questi 14 mesi ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo apportato significative modifiche per rendere i nostri impianti sicuri, abbiamo studiato i protocolli e interloquito con le istituzioni. Abbiamo usufruito degli esigui ristori (meno dell’1% per chi è stato fortunato) e abbiamo accumulato debito. Noi chiediamo che la riapertura degli impianti sia definita da protocolli di buon senso che garantiscano sicurezza e sostenibilità economica (è ingestibile economicamente aprire un impianto al 30% della sua capienza e con 10 metri quadrati di distanza fra ogni utente) e accompagnata da detrazioni fiscali, sgravi su utenze, blocco delle accise, imposte differite e da una norma che vincoli i Comuni a ridefinire con i gestori i piani economici finanziari con allungamento convenzione e ridefinizione dei costi. Se non si verificassero le condizioni che abbiamo elencato, non avremo alternative e saremo costretti a restituire gli impianti ed esigere la restituzione degli investimenti fatti. Così, invece di discutere di riaperture e di progressivo ritorno alla normalità, nel nostro caso si discuterà di chiusure definitive e di impianti natatori pubblici destinati a diventare cattedrali nel deserto, luoghi non più sede del benessere delle persone ma cimiteri dell’incuria e dell’abbandono». (r.cr.)

Nella foto: la piscina comunale di Castel San Pietro

Coronavirus, continua la battaglia dei gestori delle piscine: «Decreto riaperture da rivedere»
Cronaca 23 Aprile 2021

Coronavirus, dal 26 aprile l'Emilia Romagna torna gialla. Le novità su spostamenti, scuole, bar, ristoranti, sport e spettacoli

Da lunedì 26 aprile l’Emilia Romagna tornerà in zona gialla. A deciderlo il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia. Decisivi l’indice Rt in discesa, il drastico calo dei contagi registrato negli ultimi giorni e l’accelerazione della campagna vaccinale.

Dopo due mesi in cui il nostro territorio ha oscillato tra arancione scuro, rosso e, infine, arancione, ora si torna al giallo e, con il decreto legge Riaperture del Governo Draghi, caleranno le restrizioni. «Bisogna responsabilizzare le persone e le riaperture non vanno viste come un liberi tutti – ha sottolineato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, durante la consueta conferenza stampa sull’andamento dell’epidemia».

Come già accaduto altre volte in questi mesi il decreto legge ufficiale presenta delle differenze rispetto a quanto annunciato e anticipato, in particolare sulle visite ad amici e parenti e sulla possibilità di pranzare al chiuso nei ristoranti. Questa la sintesi del decreto pubblicato e quindi in vigore:

Spostamenti. Dal 26 aprile sono consentiti gli spostamenti tra le Regioni diverse nelle zone bianca e gialla. Per le persone munite della «certificazione verde» (pass), sono consentiti gli spostamenti anche tra le Regioni e le Province autonome in zona arancione o zona rossa.

Pass (certificazione verde). Attesta la sussistenza di una di queste condizioni: avvenuta vaccinazione (validità 6 mesi), avvenuta guarigione dal Covid (validità 6 mesi) oppure effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido negativo (validità 48 ore).

Visite a parenti e amici. Dal 26 aprile al 15 giugno in zona gialla è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. Le persone che si spostano potranno portare con sé i figli minori di 18 anni e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi. Lo stesso spostamento, con uguali limiti di orari e numero di persone, è consentito in zona arancione ma solo all’interno dello stesso comune. Non sono consentiti spostamenti verso altre abitazioni private abitate nella zona rossa.

Scuola e università. Dal 26 aprile e fino alla fine dell’anno scolastico è assicurata la presenza in classe anche nelle scuole superiori. La presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100% (QUI LA SITUAZIONE A IMOLA). Per quanto riguarda le università, nelle zone gialle e arancioni dal 26 aprile al 31 luglio le attività si svolgono prioritariamente in presenza.

Ristoranti e bar. Dal 26 aprile in zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, a pranzo e a cena fino alle 22. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati. Inoltre, dal 1° giugno, nella zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione, sono consentite anche al chiuso, con consumo al tavolo, dalle 5 fino alle 18.

Spettacoli. Dal 26 aprile in zona gialla gli spettacoli aperti al pubblico in teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, live club e in altri locali o spazi anche all’aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale. La capienza consentita non può essere superiore al 50% di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all’aperto e a 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Manifestazioni sportive. Dal 1° giugno in zona gialla sono aperte al pubblico le manifestazioni e gli eventi sportivi di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Coni e del Comitato paralimpico. La capienza consentita è pari al 25% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 1.000 spettatori per gli impianti all’aperto e 500 al chiuso.

Fiere, convegni e congressi. Dal 15 giugno in zona gialla è consentito lo svolgimento in presenza delle fiere. Dal 1° luglio, dei convegni e dei congressi.

Piscine, palestre e sport  di squadra. Dal 26 aprile in zona gialla è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva, anche di contatto. Dal 15 maggio riaprono le piscine all’aperto. Dal 1° giugno riaprono le palestre.

Centri termali e parchi tematici. Dal 1° luglio in zona gialla sono consentite le attività nei centri termali e possono riaprire i parchi tematici e di divertimento. (gi.gi.)

Foto d”archivio (Isolapress)

Coronavirus, dal 26 aprile l'Emilia Romagna torna gialla. Le novità su spostamenti, scuole, bar, ristoranti, sport e spettacoli
Economia 10 Aprile 2021

Emilia Romagna in zona arancione, il commento del segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana Amilcare Renzi

Da lunedì 12 aprile l’Emilia Romagna tornerà in zona arancione. Zona rossa o zona arancione, però, le chiusure per le attività della ristorazione restano. «Certo dal punto di vista emozionale il passaggio in zona arancione è importante, è il segnale che le cose vanno meglio e che proseguendo così, mantenendo vive tutte le attenzioni e le misure di sicurezza previste e con l’avanzare della campagna di vaccinazione, si può sperare di aver imboccato la strada verso la ripartenza. Bene la riapertura delle attività di servizio alla persona (parrucchieri, barbieri, estetiste, ecc.). Ma se guardiamo ai nostri operatori della ristorazione nulla cambia», afferma Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana.

Anche per questo Confartigianato ha raccolto il grido di allarme di questi operatori e, di concerto con le altre Associazioni di categoria, ha redatto a livello nazionale un documento contenente le «Proposte per la riapertura delle attività di ristorazione» che è stato inviato al ministro della Salute, Roberto Speranza, al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti e al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Stefano Patuanelli. «Sono mesi che i nostri operatori sono in sofferenza. Tra imprenditori e semplici cittadini serpeggia la stanchezza per una situazione che sembra non avere fine – continua Renzi -. Fin dall’inizio della pandemia abbiamo sempre rispettato tutti i protocolli di sicurezza. Sono stati fatti investimenti per garantire i distanziamenti e la salute dei clienti. Nonostante ciò sono mesi che queste attività sono chiuse. Non si può vivere di solo asporto o di consegne a domicilio. In questi mesi abbiamo raccolto il loro grido d’allarme, trasmettendolo a qualsiasi livello. Il documento rappresenta un punto di partenza per giungere quanto prima alla riapertura delle attività. I nostri operatori sono in grado di garantire i massimi livelli di sicurezza per i loro clienti. Le autorità preposte facciano i controlli e si sanzioni chi esce dalla legalità e mette a rischio il prossimo, ma si proceda quanto prima verso un piano di riaperture, perché la salute è importante ma lo è anche la tenuta sociale. Due cose legate fra loro più di quanto appaia». (r.e.)

Nella foto: Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana

Emilia Romagna in zona arancione, il commento del segretario di Confartigianato Bologna Metropolitana Amilcare Renzi

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