Posts by tag: fase 2

Cronaca 15 Giugno 2020

Via libera a sagre e cerimonie. Da venerdì ripartono il ballo e le sale giochi per bambini

Organizzare nuovamente sagre e fiere locali, oltre a cerimonie ed eventi assimilabili. Riaprire le sale giochi e le aree giochi per bambini.
Lo si potrà fare in Emilia-Romagna da oggi, sulla base dell”ordinanza firmata dal presidente della Regione Stefano Bonaccini il 12 giugno, che contiene le linee guida con le misure da osservare per garantire la sicurezza delle persone, degli utenti e dei lavoratori.

Il provvedimento prevede poi che dal 19 giugno si possa tornare a ballare, nel rispetto, anche qui, di linee guida per le discoteche recepite nel provvedimento e solo negli spazi esterni.

Viene poi stabilito che con una successiva ordinanza verranno definite le linee guida da rispettare per la ripresa delle attività delle sale slot, sale giochi, sale bingo e sale scommesse a partire sempre dal 19 giugno. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, l”edizione 2019 di Calici di stelle a Fontanelice

Via libera a sagre e cerimonie. Da venerdì ripartono il ballo e le sale giochi per bambini
Cronaca 10 Giugno 2020

Con la riapertura delle attività commerciali nella Fase 2 sugli scontrini spunta il «contributo Covid»

Covid tax, contributo Co- vid, kit sicurezza. È stata ribattezzata in tanti modi la voce che è apparsa nelle ultime settimane in alcuni scontrini e che, in sostanza, racchiude i costi (o parte di essi) che gli esercenti devono sostenere in aggiunta per garantire che le procedure siano svolte in sicurezza, tra cui mascherine, guanti e prodotti per igienizzare e sanificare superfici e ambienti. L’importo è variabile, anche se in media oscilla tra i 2 e i 4 euro.

Tra i primi a denunciare questo fenomeno sono stati il Codacons, l’Unione nazionale consumatori e Federconsumatori, che hanno bollato questa pratica come «illegale», «scorretta» e «illegittima», anche se si tratta di una voce perfettamente legale e, come le altre presenti nello scontrino, sottoposta all’Iva. È innegabile che i protocolli varati per consentire a negozi e attività di riaprire in sicurezza hanno comportato un aggravio non indifferente dei costi per i titolari. C’è chi ha deciso di inserire una voce a parte nello scontrino per, in un certo senso, prendere le distanze e rendere l’aumento più trasparente e chi, invece, l’ha spalmato tra le altre voci, magari aumentando il costo della ceretta o della piega. Al contrario, ci sono esercenti che hanno preferito mantenere invariati i prezzi o, addirittura, previsto degli sconti. Il panorama è più che mai variegato. (gi.gi.)

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dall”11 giugno.

Nella foto: uno scontrino emesso a Imola, che contiene il cosiddetto «contributo Covid», segnalato da un nostro lettore

Con la riapertura delle attività commerciali nella Fase 2 sugli scontrini spunta il «contributo Covid»
Cronaca 8 Giugno 2020

Venerdì scorso il primo matrimonio della fase 2 a Castel San Pietro

Primo matrimonio della fase 2 in municipio a Castel San Pietro venerdì scorso. Il sindaco Fausto Tinti ha unito in matrimonio Alessandro Zunarelli e Bertha Gonzalez, entrambi residenti a Castel San Pietro.
Oltre agli sposi e al sindaco erano presenti solo altre quattro persone: i due figli della coppia: Greta, che ha fatto anche da testimone, e Iacopo, che ha portato gli anelli, più l’altra testimone (un’amica degli sposi) e suo marito, che ha scattato le foto di rito.
Durante la cerimonia i presenti hanno indossato la mascherina protettiva, uniche eccezioni il bacio degli sposi e la foto finale.

Venerdì scorso il primo matrimonio della fase 2 a Castel San Pietro
Cultura e Spettacoli 29 Maggio 2020

La Rocca di Dozza riapre sabato 30 maggio con la mostra di tele dell'artista Aldo Galgano

Rocca di Dozza, si riparte sabato 30 maggio. Dopo la chiusura dovuta all’emergenza Coronavirus, è arrivato il momento di riaprire le porte, con «tutte le precauzioni e gli adempimenti per poter accogliere i visitatori nelle condizioni più piacevoli e al tempo stesso di massima sicurezza possibile», fa sapere il Consiglio direttivo della Fondazione Dozza Città d’Arte. «Riapriremo le porte della Rocca al pubblico – dichiara Simonetta Mingazzini, presidente della Fondazione – soddisfatti di poter ripartire, motivati e fiduciosi nel riprendere le attività che ogni anno richiamano migliaia di visitatori a Dozza. In tutti questi mesi, come Consiglio direttivo ed in collaborazione con l’Amministrazione comunale, abbiamo continuato a lavorare per poter garantire la riapertura, riprogrammare le mostre e gli eventi, rilanciare vecchi e nuovi progetti. A museo chiuso abbiamo proseguito, quando è stato possibile, i lavori di restauro di alcuni ambienti pregiati e migliorato il percorso di visita.

Finalmente potrà essere visitata la mostra di opere su tela di Aldo Galgano, artista già noto a Dozza per aver partecipato alla Biennale del muro dipinto nell’edizione del 1983. La pregevole mostra, dal titolo Apocalisse Naturale e Artificiale, resterà allestita nelle sale della Rocca fino al 19 luglio 2020. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 maggio

La Rocca di Dozza riapre sabato 30 maggio con la mostra di tele dell'artista Aldo Galgano
Cronaca 27 Maggio 2020

Le scelte dei ristoratori, tra chi riapre e chi aspetta

Qualcuno è già ripartito, qualcun altro sta alla finestra o attende la bella stagione per puntare tutto sugli spazi esterni. Il via libera del 18 maggio alla riapertura di bar e ristoranti non è stata uguale per tutti. Quattro ristoratori di altrettanti comuni del circondario imolese ci raccontano come si sono attrezzati per la «fase 2».

Da martedì 19 maggio ha riaperto i battenti, servendo pranzo e cena ai tavoli, il ristorante La Tavernetta, che si trova in centro storico a Imola e che nelle settimane di lockdown aveva continuato a lavorare sulle consegne a domicilio e poi anche sull’asporto. «Pensavo peggio – commenta il titolare, Mauro Paolini –, perdiamo soltanto un paio di tavoli fuori e due o tre dentro». E poi ci si è attrezzati con i presìdi, la colonnetta per il disinfettante all’ingresso, la barriera in plexiglass alla cassa, la cartellonistica, i dispositivi di protezione individuale. «I conti precisi non li abbiamo fatti, ma duemila euro ci vorranno».

Giovedì 21 maggio è stata invece la volta del ristorante dozzese Le Bistrot. Gli spazi nel ristorante sono ampi e consentono di rispettare agevolmente le distanze richieste. «Tra dentro e fuori riusciamo a far sedere 50-60 persone – spiega Daniele Sangiorgi, titolare con Angelo Costa –, non faremo i pienoni soliti del sabato, ma assicuriamo ai clienti più relax. Se abbiamo una prenotazione da quattro persone utilizziamo tavoli grandi e tondi, che permettono le distanze. Inoltre, quattro bagni, due al piano terra e due al primo, tolgono ogni problema anche nei momenti di grande affluenza».

Tra chi preferisce attendere ancora un po’ prima di riaprire c’è il ristorante Ca’ Borghetto di Ville Panazza a Mordano, che ha chiuso completamente l’attività con l’inizio della quarantena e ha messo tutto il personale in cassa integrazione.

Un altro che, per ora, procederà soltanto con le consegne a domicilio e il take away è l’Osteria di Medicina, che ha chiuso immediatamente i battenti all’epoca del primo decreto, quando ancora la città del Barbarossa non era «zona rossa», salvo poi riaprire il 4 aprile perché, ricorda uno dei titolari, Alessio Battaglioli, «la gente aveva bisogno di questo servizio». (mi.ta.)

Le interviste complete nel numero del Sabato sera del 21 maggio

Le scelte dei ristoratori, tra chi riapre e chi aspetta
Cronaca 26 Maggio 2020

Fase 2 a Imola, Confartigianato: «Bene la riapertura per i saloni, ristorazione più lenta»

Sono soddisfatti gli acconciatori associati a Confartigianato Bologna metropolitana, a una settimana dalla riapertura dopo la quarantena provocata dalla pandemia di Coronavirus, sebbene rimanga forte l’incognita sul futuro.

«Estetisti e acconciatori hanno le agende piene di appuntamenti e i clienti rispettano con attenzione le misure di prevenzione, messe in atto all’interno e nelle prossimità dei saloni – spiega l’associazione di categoria –. Sono rimasti invariati i prezzi dei servizi ma si evidenzia il problema legato all’aumento dei costi per le imprese, sia dei Dpi (dispositivi di protezione individuale) sia delle mantelline monouso, fra l’altro difficili da trovare sul mercato».
Stessa scelta di non aumentare i prezzi «anche per i ristoratori – aggiunge Confartigianato Bologna metropolitana –, che notano una maggiore affluenza all’apertura di mezzogiorno, quando si presentano nei locali le persone in giro per lavoro, mentre alla sera gli avventori sono pochi. Meglio è andato nel weekend del 23 e 24 maggio, soprattutto per i ristoranti che hanno potuto allargare i tavoli posizionandoli anche all’esterno. In generale si registra una sensazione di paura, che non invita a rilassarsi e a godersi il pranzo».

«La scelta di non aumentare i prezzi dei servizi è una grande dimostrazione di impegno verso la comunità – commenta Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Bologna metropolitana –. Siamo davvero orgogliosi di rappresentare il mondo dell’artigianato e del commercio, capace di dare un segnale così forte in un momento tanto difficile per tutti». (r.cr.)

Fase 2 a Imola, Confartigianato: «Bene la riapertura per i saloni, ristorazione più lenta»
Cronaca 23 Maggio 2020

Ripartiti i cantieri a Imola e nel circondario, tra le priorità l'edilizia scolastica e le piste ciclabili

Con l’inizio della «fase 2» e la progressiva riapertura di tutte le attività, anche le opere pubbliche riprendono il proprio corso. Molti i cantieri in programma a Imola nel corso dei prossimi mesi. «Sono già ripartiti, e sono in fase di ultimazione, i lavori di costruzione del nuovo centro sociale Giovannini– comincia la panoramica l’architetto Andrea DalFiume, responsabile dell’Area tecnica di Area Blu –. I gestori stanno terminando il trasferimento di alcune attrezzature dalla vecchia struttura, che verrà demolita entro la fine di questo mese, alla nuova, in cui mancano piccoli dettagli e la sistemazione dell’esterno». Un cantiere che si sovrapporrà ai lavori di riqualificazione di via Cenni e via Scarabelli, che comprendono «l’ampliamento dei marciapiedi – ricorda Dal Fiume –, la ridefinizione delle aree di parcheggio, e l’istituzione del limite di velocità di trenta chilometri orari e del senso unico di marcia in uscita in direzione di via Marconi, per salvaguardare l’attraversamento in prossimità della scuola elementare».

Fra le priorità indicate dal commissario Nicola Izzo fin dai primi giorni del suo  insediamento c’è l’edilizia scolastica, mentre spostandosi nel circondario, «sono già ripartiti i lavori della ciclopista del Santerno – aggiunge l’architetto –, e questa settimana cominceranno i cantieri per il tratto di ciclabile Val Sellustra all’interno del comune di Castel Guelfo». (lu.ba.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 maggio

Nelle foto: a sinistra, il centro Giovannini attuale prossimo alla demolizione e dietro il nuovo edificio quasi completo; a destra il marciapiede di via Cenni

Ripartiti i cantieri a Imola e nel circondario, tra le priorità l'edilizia scolastica e le piste ciclabili
Cronaca 23 Maggio 2020

Le Terme di Castel San Pietro hanno riaperto il 18 maggio con il protocollo messo a punto dal loro Covid team

Anche per le Terme di Castel San Pietro lunedì 18 maggio è stato il giorno della riapertura. In realtà la scelta di questa data è indipendente dai provvedimenti governativi, dal momento che il complesso termale rientra tra le attività di prevenzione e cura ed era dunque tra quelle, di natura sanitaria, per le quali non era prevista la sospensione durante il lockdown. «Abbiamo comunque scelto di chiudere a metà marzo perché non era molto facile raggiungerci in quel periodo» precisa Stefano Iseppi, amministratore delegato della società Terme Spa e amministratore unico di Anusca Srl, società che nell’agosto 2017 ha acquisito il pacchetto di maggioranza delle Terme, compreso l’hotel omonimo.

Dal 18 pertanto sono riprese le prestazioni sanitarie, come inalazioni, fanghi, riabilitazione, percorsi vascolari in acqua termale, idroterapie, piscina riabilitativa e attività legate alla cura dell’orecchio. Riprese, ma con precauzioni nuove. «Abbiamo approvato un nostro protocollo, messo a punto dal Covid team che abbiamo nominato – racconta Iseppi –. Sono stati analizzati i rischi della struttura, poi sono state elaborate le regole di comportamento finite nel protocollo per i dipendenti. Per quanto riguarda gli utenti, innanzitutto dovranno chiamare per prenotare. In realtà molte telefonate le stiamo facendo noi a chi è rimasto a metà del ciclo di cure per proporre il completamento». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 maggio

Nella foto la misurazione della temperatura a un cliente delle Terme

Le Terme di Castel San Pietro hanno riaperto il 18 maggio con il protocollo messo a punto dal loro Covid team
Cronaca 22 Maggio 2020

Centri estivi possibili dall'8 giugno, le società sportive provano ad organizzare i «camp»

La data è fissata: dall’8 giugno potranno ripartire i centri estivi in Emilia Romagna. Molto, però, dipenderà dai protocolli regionali. Spazi, costi, responsabilità sanitarie: sono solo alcune delle criticità. Sul fronte dei camp sportivi associazioni e società stanno già progettando. Paola Lanzon, direttrice del comitato territoriale Uisp, non ha dubbi: «La nostra intenzione è quella di organizzare i campi estivi anche quest’anno: le mamme ci stanno chiedendo informazioni, gli operatori non ci mancano. Stiamo aspettandole linee guida, ma non voglio sembrare quella che si lamenta per una settimana in più o una in meno. È una situazione di emergenza, ripartiremo solo se ci saranno le condizioni di massima tranquillità e sicurezza, sia per i bambini che per i nostri operatori».

Anche Vincenzo Grifasi, responsabile settore giovanile Ac Osteria Grande, si dice intenzionato a fare il camp estivo: «Giovedì 14 maggio ho sentito gli altri membri della società: vogliamo provare ad organizzarlo. Stiamo sondando i genitori dei nostri ragazzi per valutare l’interesse e farci un’idea dei numeri. Per l’organizzazione aspettiamo l’uscita dei protocolli: si parla di un rapporto 1 a 7 tra istruttorie bambini nella fascia d’età tra gli 8 e i 12 anni, un numero abbastanza basso. Inoltre, il distanziamento sociale rischia di far perdere il senso del camp. Abbiamo il vantaggio di avere un impianto grande, ma serve una struttura organizzativa notevole, con tutte le precauzioni del caso». (an. ca.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 maggio

Nella foto tratta dalla pagina Facebook dell”Impianto sportivo Ortignola un momento di un camp estivo Uisp degli anni scorsi

Centri estivi possibili dall'8 giugno, le società sportive provano ad organizzare i «camp»
Cronaca 21 Maggio 2020

Dal 22 maggio riparte il Villaggio della Salute Più, la riapertura dell'acquapark estivo dal 5 giugno

«Siamo pronti per ripartire presto e in sicurezza». Esordisce così, con lo slancio e la voglia di mettersi in gioco che ha caratterizzato tutta la sua lunghissima carriera cominciata nel 1970, Antonio Monti, patron e direttore scientifico del Gruppo Monti Salute Più.

Professor Monti l’attività poliambulatoriale, accreditata al Sistema nazionale sanitario, che si svolge presso le Terme dell’Agriturismo del Villaggio della Salute Più ha ripreso regolarmente oppure ci sono ancora limitazioni legate all’emergenza sanitaria da Covid-19?
«Il poliambulatorio del Villaggio aprirà il 22 maggio. Oltre alla sanificazione dei locali abbiamo messo in piedi tutta una serie di protocolli di sicurezza che rendono i nostri spazi sicuri sia per i pazienti che per gli operatori. Possiamo inoltre contare su uno spazio enorme che ci aiuterà per il distanziamento».

Per quel che riguarda i bagni, la grotta e i fanghi termali, servizi anche questi accreditati al Ssn dal 2018, invece come ci si sta muovendo, si può accedere o sono attività interdette?
«Anche queste attività riprenderanno dal 22 dimaggio, tra l’altro con un’importante gamma di novità. Abbiamo potenziato le cure termali del sistema respiratorio. La cura della cavità nasale e dell’orecchio è importante perché sono le porte attraverso le quali entrano i virus, tra i responsabili di raffreddori e influenze. I lavaggi con acqua alcalina,per esempio, rendono la vita molto dura alle particelle virali che si nascondono nelle nostre mucose».

Per quanto riguarda l”Acquapark, l”ultimo aggiornamento parla del 5 giugno come data di apertura. Quali misure di sicurezza e di distanziamento sociale saranno messe in campo?
«Gli ingressi saranno contingentati per rispettare i protocolli di sicurezza e potranno entrare al massimo 2.500 persone. Consigliamo di acquistare i biglietti on line, modalità che sarà privilegiata rispetto alla vendita in loco. Stiamo poi valutando una serie di proposte per rendere il parco termale sicuro e serenamente fruibile al tempo stesso, dal provare la febbre agli ospiti in ingresso all’utilizzo di speciali braccialetti che vibrano nel caso in cui la distanza di sicurezza non sia rispettata, fino al pasto ac hiamata una volta pronto. Il parco con i suoi 40 chilometri quadrati si presta bene al distanziamento sociale». (mo.or.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 maggio

Nelle foto: una veduta dall”alto del Villaggio della Salute Più e il professor Antonio Monti

Dal 22 maggio riparte il Villaggio della Salute Più, la riapertura dell'acquapark estivo dal 5 giugno

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