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Sport 18 Ottobre 2020

Aspettando il Gp di F.1, i ricordi dell’ex pilota Jean Alesi: «Imola? Succederà di tutto»

Chi guida una Ferrari di F.1 entra in un mondo a parte, dove la considerazione è af- fidata soprattutto al giudizio dei tifosi. E nel cuore dei fans della «Rossa» ci entri se vinci come Schumacher, se dimostri un coraggio superiore come Villeneuve o, in alternativa, una spiccata generosità come nel caso di Jean Alesi. Il quale, pur vincendo una sola gara in 5 anni (Gran Premio del Canada 1995 a Montreal), è sempre stato amatissimo del popolo ferrarista. Il perché del grande affetto che gli viene manifestato tutt’oggi è lui stesso a spiegarcelo. «Le vittorie non si ottengono con la passione, ma con un mezzo all’altezza. E io quando guidavo ci mettevo tanta passione, indipendentemente dalla competitività della macchina. In gara davo tutto ciò che potevo per portarla il più avanti possibile. Avevo un grande rispetto non solo per la Ferrari, ma anche per i tifosi. E questo loro se lo ricordano».

Anche a Jean ha fatto piacere il ritorno della F.1 all’Enzo e Dino Ferrari.

«Una bella notizia. Perché è sempre stato un circuito apprezzato dai piloti. E poi mi ricorda i miei tempi, quando il Gran Premio di San Marino era l’appuntamento più importante per i tifosi della Ferrari. Che tipo di gara ci aspetta l’1 novembre? Succederà di tutto e di più. Sarà un Gran Premio estremamente eccitante, perché i piloti non sono più abituati a guidare su piste come Imola». (a.d.p.)

L’intervista completa su «sabato sera» del 15 ottobre.

Nella foto (Isolapress): Jean Alesi a Imola sulla Ferrari

Aspettando il Gp di F.1, i ricordi dell’ex pilota Jean Alesi: «Imola? Succederà di tutto»
Sport 11 Ottobre 2020

Aspettando il Gp a Imola, Renata Nosetto e il suo libro: «Il ritorno della F.1? Gioia e un po’ di paura»

Si dice che vicino a un grande uomo ci sia sempre una grande donna. E Renata Nosetto, che di cognome fa Musso, ma che ha sempre amato farsi chiamare Nosetto in onore del marito Roberto, scomparso nel 2013, ne è una concreta conferma. E per non scordare gli anni trascorsi al fianco del suo uomo, che all’autodromo di Imola e al mondo del motorsport in generale ha dato tanto, ha pensato bene di scrivere un libro sulla sua (loro) vita vissuta a tutta velocità, come si capisce già dal titolo: «Giù la visiera e piede a tavoletta» (edizioni Pathos, con prefazione di Ezio Zermiani) che è stato presentato ufficialmente venerdì 9 ottobre alle ore 18 presso la sala stampa dell’Enzo e Dino Ferrari. «Mi dispiace che per colpa del Coronavirus sono stata costretta a limitare l’entrata delle persone – si è rammaricata Renata Nosetto -. Mi sarebbe piaciuto che tutti gli imolesi interessati fossero potuti venire alla presentazione».

Che sensazioni ha avuto quando ha saputo che la F.1 sarebbe ritornata a Imola?

«Una gioia grandissima, mista a paura. Perché quella di Uberto Selvatico Estense è stata una mossa coraggiosa. Riportare la F.1 su un circuito dove non si corre da tempo, è sempre un rischio. Poi con questa guerra, che non ho mai capito, dichiarata all’autodro- mo da alcuni cittadini, che a quanto ne so si sono perfino lamentati del Mondiale di ciclismo che per 4 giorni ha fatto parlare di Imola in tutto il mondo. E poi c’è sempre il Covid che incombe. Spero vada bene e che quei quattro gatti che ce l’hanno col circuito la smettano e capiscano che Imola deve tantissimo alla F.1 e al motociclismo». (a.d.p.)

L’intervista completa su «sabato sera» dell’8 ottobre.

Nella foto (Isolapress): Renata col marito Roberto Nosetto nella vecchia sala stampa dell’autodromo di Imola

Aspettando il Gp a Imola, Renata Nosetto e il suo libro: «Il ritorno della F.1? Gioia e un po’ di paura»
Sport 30 Settembre 2020

Aspettando la F.1, il giornalista Mario Donnini: «Imola è la donna dei sogni, un laboratorio di sensazioni»

Ci sono interviste che scaldano il cuore. E bisogna parlare con qualcuno che arriva da fuori per apprezzare pienamente Imola, la sua gente, l’autodromo. L’ideale è farlo con un appassionato vero e competente come Mario Donnini, uno dei giornalisti più preparati del motorsport. Firma autorevole del settimanale Autosprint, ma anche scrittore di libri dedicati, fra gli altri, a mostri sacri come Nuvolari, Gilles Villeneuve, Senna, Lauda, Andretti, Agostini. «Questo ritorno è una cosa bellissima – ha detto Donnini -. Perché riallaccia quel legame caldo e romantico che ha reso Imola simpatica al mondo. Un luogo simbolo della F.1 degli anni ’80 e ’90, che trasforma l’evento dell’1 novembre in un’immagine mediatica potente».

Recentemente su Autosprint hai scritto un’appassionante «Dichiarazione d’amore infinito per Imola».

«Perché il clima che si respira da voi è meraviglioso. Imola è un posto di sintesi, un laboratorio di sensazioni. E poi c’è una cultura che affonda le radici nella famiglia Costa, che ha rappresentato un reagente perfetto. E bisognerebbe ricordare Checco tutte le volte che si parla di Imola. Lui è stato l’alchimista che ha dato il via a una serie di reazioni chimico-passionali che tutt’ora ritornano. Io pensavo fossero finite, perché i soldi dell’emiro del Bahrein contano più della passione. Invece non è così». (a.d.p.)

L’intervista completa su «sabato sera» del 24 settembre.

Nella foto: Mario Donnini con Mario Andretti

Aspettando la F.1, il giornalista Mario Donnini: «Imola è la donna dei sogni, un laboratorio di sensazioni»

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