Posts by tag: guardia di finanza

Cronaca 24 Settembre 2021

Estorce 60mila euro ad un anziano per non rivelare la loro relazione, denunciata una trentenne

Una 30enne residente a Roma è stata denunciata dalla guardia di finanza per aver estorto più di 60mila euro ad un 70enne imolese.

Le indagini sono state avviate dai militari a seguito di una «segnalazione di operazione sospette» che evidenziava un anomalo andamento dei flussi finanziari riconducibili ad un cittadino imolese. In un breve arco temporale, infatti, l’uomo aveva ricaricato frequentemente carte PostePay intestate a diversi giovani ed aveva trasferito elevate somme di denaro tramite i circuiti Western Union e Moneygram.

Dagli approfondimenti, i finanzieri hanno accertato che l’anziano aveva versato alla donna somme non dovute per oltre 60mila euro, arrivando persino a contrarre un finanziamento necessario a far fronte alle insistenti richieste della giovane. I due si erano conosciuti in una chat online ed incontrati per la prima volta nel
settembre del 2018 nella Capitale. Da quel giorno, la trentenne aveva iniziato a chiedere all’uomo somme di denaro sempre più elevate sotto la minaccia di rivelare la loro relazione alla sua famiglia. Nonostante ciò, la donna era riuscita a convincere l’anziano a incontrarsi nuovamente a Roma e anche a seguito di questo
secondo incontro lo aveva intimorito, minacciandolo di poterlo denunciare per violenza sessuale, paventando l’esistenza di un referto di un ospedale che lo potesse attestare.

La trentenne è stata così deferita alla Procura della Repubblica di Bologna che ha ordinato il sequestro della somma illecitamente ottenuta per estorsione. (da.be.)

Foto d’archivio

Estorce 60mila euro ad un anziano per non rivelare la loro relazione, denunciata una trentenne
Cronaca 2 Settembre 2021

Sequestrato patrimonio di 12 milioni di euro ad un pluripregiudicato, tra gli immobili anche un appartamento a Imola

I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di un patrimonio del valore di oltre 12 milioni di euro nei confronti di un 65enne originario di Misterbianco, provincia di Catania, R.S. le iniziali, che dal 1991 fino al 2014 era residente a Imola. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Bologna su proposta della locale Procura della Repubblica, nella persona del dottor Marco Forte, ha riguardato beni mobili e immobili, rapporti finanziari e partecipazioni riconducibili al proposto e ai suoi familiari. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine e gravato da numerosi precedenti penali per reati commessi in Emilia Romagna e nel Centro-sud Italia. Tra gli immobili sequestrati anche un appartamento a Imola di sua proprietà del valore di 200mila euro.

La sua lunga carriera criminale è stata contraddistinta da denunce, arresti e condanne per gravi reati come traffico di sostanze stupefacenti, ingiuria, minaccia, mancato rispetto della disciplina sull’immigrazione, estorsione e usura, nonché per violazioni tributarie. Nell”ottobre 2013 è stato inoltre arrestato e tradotto in carcere quale mandante di un tentato omicidio aggravato verificatosi a Faenza nel 2009, commesso in concorso con pregiudicati affiliati a una nota cosca mafiosa siciliana e per il quale, in secondo grado, è stato condannato a 20 anni di reclusione. Uscito di prigione dopo pochi mesi nel gennaio 2014 gli sono stati concessi i domiciliari a Dozza, prima di tornare presto a Misterbianco dove si trova tuttora.

Con i proventi delle attività delittuose, a fronte di redditi modesti, il 65enne ha realizzato, per il tramite dei familiari, un vero e proprio impero economico costituito da numerosi immobili, alcuni dei quali di rilevante valore e pregio, ora sottoposti a sequestro. L”attività dei finanzieri rientra in un ampio monitoraggio che le fiamme gialle operano nei confronti di soggetti pericolosi, sulle quali gravano condanne o fanno parte della criminalità organizzata. In pratica si tratta di un”indagine ricognitiva sui beni che posseggono confrontandoli con le disponibilità dichiarate. (da.be.)

Foto d’archivio 

Sequestrato patrimonio di 12 milioni di euro ad un pluripregiudicato, tra gli immobili anche un appartamento a Imola
Cronaca 28 Maggio 2021

Sciarpe e maglie dell'Inter contraffatte, maxi sequestro e denunce a Imola

Durante le attività di controllo sul territorio, lo scorso 7 maggio, i finanzieri della Compagnia di Imola hanno ispezionato, nella zona industriale sulla Selice, un furgone carico di scatole contenenti diverse maglie e sciarpe con i loghi dell’Inter visibilmente contraffatti e pronti per essere commercializzati approfittando verosimilmente del particolare momento legato alla recente conquista del titolo di campione d’Italia della squadra meneghina.

In seguito, attraverso un rapido e mirato approfondimento investigativo, i militari si sono recati in un’azienda tessile poco distante al luogo del controllo dove hanno rinvenuto altro materiale contraffatto. In particolare, le Fiamme Gialle imolesi hanno suquestrato 430 articoli tra sciarpe e magliette riportanti alcuni dei marchi registrati dell’FC Internazionale Milano, tra cui il nuovo logo, presentato al pubblico solo a fine marzo. Inoltre, i finanzieri hanno interrotta una già avviata attività di riproduzione di merci contraffatte all’interno dell’azienda tessile, sequestrando anche un rotolo di carta speciale, di oltre 45 metri, con impresse 280 stampe che sarebbero state riportate su altrettanti accessori di abbigliamento. Al momento dell’accesso, inoltre, le Fiamme Gialle hanno identificato i dipendenti presenti, scoprendo che due di essi, uno dei quali beneficiario del reddito di cittadinanza, non avevano alcun contratto di lavoro.

Oltre al sequestro della merce rinvenuta, i finanzieri hanno denunciato due persone alla Procura della Repubblica, rispettivamente per la produzione ed il commercio di merce contraffatta. Si tratta del titolare dell’azienda, un 40enne imolese ed il commerciante alla guida del furgone, un 47enne residente nella provincia di Ravenna. (da.be.)

Nella foto: la merce sequestrata dai finanzieri di Imola 

Sciarpe e maglie dell'Inter contraffatte, maxi sequestro e denunce a Imola
Cronaca 28 Dicembre 2020

Autocertificazioni false per ottenere i buoni spesa Covid, venti persone indagate

I finanzieri del Comando Provinciale di Bologna, nell’ambito del dispositivo di vigilanza predisposto per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale in atto, hanno avviato specifici controlli nei confronti dei beneficiari dei buoni spesa erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà e destinati all”acquisto di generi alimentari e di prima necessità.

Le attività di verifica, svolte con riferimento ai dati acquisiti presso il Comune di Castel San Pietro, hanno finora riguardato oltre 300 posizioni, mediante il riscontro delle informazioni dichiarate in sede di autocertificazione da parte dei richiedenti, con riferimento sia ai medesimi che a ciascun componente del relativo nucleo familiare. I controlli, condotti nello specifico dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Imola, hanno permesso di accertare la presentazione da parte di 20 persone di autocertificazioni riportanti dati non veritieri in ordine alla posizione reddituale e quindi non compatibili con i requisiti dell”avviso pubblico indetto dall”ente erogante.
Nel corso dei controlli svolti dalle Fiamme Gialle imolesi, inoltre, è emerso che uno dei richiedenti stava percependo indebitamente anche il reddito di cittadinanza.

Per questo motivo lo stesso è stato deferito alla Procura della Repubblica di Bologna.
Le irregolarità riscontrate saranno sanzionate amministrativamente per un valore pari all’indebito importo percepito, che può superare i 500 euro, e saranno segnalate al Comune di Castel San Pietro per il recupero dei contributi erogati. « Il meccanismo del bando per i buoni spesa prevedeva che ogni partecipante autocertificasse la propria posizione e che le dichiarazioni fornite corrispondessero al vero – spiega il sindaco di Castel San Pietro Terme Fausto Tinti –. Un metodo con cui siamo riusciti ad aiutare 314 famiglie. Ovviamente, i “furbetti” devono essere repressi e ci congratuliamo con la Guardia di Finanza per il lavoro svolto con successo. Sarà nostra cura cercare di recuperare i crediti frodati».  (da.be.)

Foto concessa dalla guardia di finanza

Autocertificazioni false per ottenere i buoni spesa Covid, venti persone indagate
Cronaca 22 Dicembre 2020

Guardia di finanza sequestra 1.000 prodotti di bigiotteria e cura della persona non sicuri

La guardia di finanza, durante l’attività di prevenzione e repressione delle violazioni in materia di sicurezza dei prodotti, ha sequestrato, in un esercizio commerciale cinese di Ozzano Emilia, circa 1.000 prodotti di bigiotteria e di cura della persona non sicuri, pronti per la vendita e privi dei requisiti di conformità e sicurezza.

In particolare, i militati hanno impedito la vendita di prodotti privi dei contenuti minimi d’informazione o delle indicazioni in lingua italiana, previsti dalla legge a tutela della sicurezza e della salute dei cittadini. Le anomalie riscontrate, tra cui l’assenza della marcatura Ce (sinonimo di qualità certificata), nonché di tutte le altre indicazioni riferibili alla composizione, rispetto a quanto previsto dalla legislazione nazionale ed europea per poter mettere in vendita dei prodotti nel nostro Paese, hanno fatto scattare l’immediato sequestro amministrativo. Il titolare dell’esercizio è stato poi segnalato alla Camera di Commercio di Bologna per l’adozione dei provvedimenti di competenza. (da.be.)

Foto concessa dalla guardia di finanza

Guardia di finanza sequestra 1.000 prodotti di bigiotteria e cura della persona non sicuri
Cronaca 13 Novembre 2020

Vendeva capi di abbigliamento contraffatti su WhatsApp, denunciata

Anche in questo periodo di emergenza sanitaria proseguono i controlli della guardia di finanza per contrastare la produzione e la vendita di prodotti contraffatti, destinati ad essere immessi nel mercato violando la normativa a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

In tal senso, i militari della Compagnia di Imola hanno svolto mirate attività investigative a contrasto del fenomeno che molto spesso si avvale di network creati per mezzo delle principali applicazioni social, come appurato circa un mese fa e che portò alla denuncia di due giovani coniugi imolesi. Non è questo il caso, però, accaduto lo scorso 6 novembre quando i finanzieri di Imola, durante un normale controllo sul territorio, hanno fermato una donna imolese sulla sessantina nella cui autovettura sono state rinvenute diverse maglie e scarpe recanti note marche palesemente contraffatte. La donna aveva parcheggiato il veicolo sulla Montanara per fare delle commissioni ma al suo ritorno ad attenderla c’erano i militari, insospettiti dal numero di sacchi presenti nell’auto contenenti capi visibilmente falsi.

La successiva perquisizione del domicilio della fermata, situato nelle vicinanze, ha permesso, nel complesso, di rinvenire e sequestrare di più di 200 articoli, tra i quali borse, scarpe, giubbotti e tute recanti note marche come Louis Vuitton, Prada, Chanel, Moncler, Nike, Adidas e Puma, oltre a numerose ricevute e documenti relativi a spedizioni postali e ricariche di carte prepagate. Da ulteriori indagini, infine, si è scoperto che la donna, denunciata alla Procura della Repubblica di Bologna, utilizzava WhatsApp per i suoi traffici illeciti. (da.be.)

Foto concessa dalla guardia di finanza

Vendeva capi di abbigliamento contraffatti su WhatsApp, denunciata
Cronaca 6 Ottobre 2020

Vendevano capi d’abbigliamento e accessori contraffatti su Facebook, denunciati due coniugi imolesi

Vendevano capi d’abbigliamento ed accessori contraffatti sul web. A finire nei guai due coniugi imolesi, entrambi sulla trentina, che sono stati denunciati dalla guardia di finanza. Sequestrata anche la merce, circa un centinaio tra vestiti e accessori.

Tutto è partito da un’attività di controllo dei militari sul territorio, mirata al contrasto della contraffazione ed effettuata anche sui social network. Durante le indagini, iniziate un paio di mesi fa, la guardia di finanza di Imola ha scoperto che la coppia, residente in centro, era solita vendere capi di abbigliamento ed accessori contraffatti su un gruppo privato creato su Facebook e seguito da circa cinquecento persone. I militari, in incognito, si sono così iscritti anche loro al gruppo, riuscendo a scoprire il momento esatto in cui un corriere avrebbe consegnato loro il pacco con la merce.

Una volta ricevuto la coppia ha iniziato immediatamente a pubblicare sul social molte fotografie della merce, talvolta provandola direttamente per mostrarla meglio ai potenziali clienti. Le Fiamme Gialle imolesi, per evitare così che i prodotti fossero venduti, sono intervenuti prontamente, perquisendo l’abitazione e rinvenendo capi di abbigliamento ed accessori contraffatti di marche molto note come Rolex, Louis Vuitton, Prada, Chanel, Armani, Gucci, Michael Kors, Adidas, Nike, Hermes, Colmar e Burberry, nonché un bollettario riportante annotazioni relative a presunte vendite.

Al momento le indagini dei finanzieri continuano per scoprire l’esatto valore e la provenienza della merce sequestrata, oltre a quantificare il giro d’affari messo in piedi dalla coppia in tutto questo tempo. Al vaglio dei militari anche l’eventuale coinvolgimento di altre persone. (da.be.)

Foto concessa dalla guardia di finanza 

Vendevano capi d’abbigliamento e accessori contraffatti su Facebook, denunciati due coniugi imolesi
Cronaca 12 Settembre 2020

Nel garage aveva un piccolo «laboratorio» per lo spaccio, 38enne arrestato dalla Guardia di Finanza

Operazione antidroga della Guardia di Finanza che, nella serata di giovedì” 10 settembre, durante la consueta attività di controllo sul territorio imolese volta anche al contrasto del traffico e della detenzione di sostanze stupefacenti, ha arrestato, in via Zaccherini nel quartiere Montericco, un 38enne intento a spacciare marijuana e hashish.

Una volta fermato, e ritenendo che l’uomo potesse detenere altre sostanze illegali in casa, i finanzieri hanno provveduto a perquisire il suo domicilio, scoprendo che l’autorimessa era stata convertita in un piccolo «laboratorio» dello spaccio. In particolare, nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti oltre 300 grammi di marijuana e 20 grammi di hashish, nonché il materiale utilizzato per il taglio ed il confezionamento della sostanza stupefacente. Il 38enne ha passato la notte agli arresti domiciliari e processato per direttissima nella mattinata di ieri. L’arresto è poi stato convalidato e per lui il giudice, come misura cautelare, ha disposto l’obbligo di firma alla stazione dei carabinieri. Tutto in attesa della seconda udienza prevista per fine settembre. (da.be.)

Foto concessa dalla Guardia di Finanza

Nel garage aveva un piccolo «laboratorio» per lo spaccio, 38enne arrestato dalla Guardia di Finanza
Cronaca 15 Giugno 2020

Crisi post Covid, il comandante Costantini (Gdf) «Rischio criminalità, allerta sempre massima»

Sono tanti gli effetti collaterali del Covid-19. In economia il virus ha innescato una crisi che, a detta degli esperti, lascerà segni più profondi e duraturi di quella del 2008. I mancati introiti durante la fase di lockdown, la carenza di liquidità, la difficoltà di accesso al credito, l’impossibilità di rispettare le scadenze di pagamento sono solo alcuni dei fattori che rischiano di esporre le imprese più deboli a tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata.
Già in aprile il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese evidenziava in una direttiva «il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali» e sollecitava i prefetti a mettere in campo azioni mirate per prevenire e contrastare i fenomeni criminosi e ogni forma di illegalità.

Premettiamo che a Imola e circondario, al momento, alle forze dell’ordine non risultano situazioni legate a infiltrazioni e usura. Ma con il capitano Giacomo Costantini, comandante del la Compagnia del la Guardia di finanza di Imola, abbiamo comunque voluto affrontare l’argomento, per capire se e in che modo è possibile prevenire fenomeni simili.

Capitano, il processo Aemilia ha dimostrato che l’Emilia Romagna è terra ambita dalla criminalità. L’emergenza Covid ha già prodotto qualche effetto a Imola e circondario?
«Per quanto al momento non ci siano evidenze – risponde – non possiamo nemmeno dire che Imola sia un’isola felice, perché si tratta di fenomeni non immediati. È più probabile che gli effetti della crisi si manifestino nel breve e medio periodo. Eventuali infiltrazioni o fenomeni di usura diventano evidenti dopo un po’ di tempo. Non è possibile dire adesso che siamo esenti da tentativi, per quanto non ci siano evidenze in questo senso. Vista la situazione, l’allerta da parte nostra è massima». (lo.mi.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera dell”11 giugno

Crisi post Covid, il comandante Costantini (Gdf) «Rischio criminalità, allerta sempre massima»
Cronaca 22 Maggio 2020

Scoperte richieste irregolari per l’erogazione dei «buoni spesa», nei guai un centinaio di imolesi

La Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito della vigilanza predisposta per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale in atto, hanno avviato nei giorni scorsi dei specifici controlli nei confronti dei percettori dei «buoni spesa», di valore fino a 600 euro, erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà e destinati all’acquisto di generi alimentari e di prima necessità.

Le attività di verifica, svolte rispetto ai dati acquisiti presso il Comune di Imola, ma anche di Bologna e San Lazzaro, hanno finora permesso di accertare, sulle 360 controllate, la presentazione di 154 false autocertificazioni da parte di nuclei familiari che hanno fraudolentemente dichiarato di non aver fonti di sostentamento finanziario e di trovarsi in condizione di difficoltà economica ed indigenza, tali da richiedere appunto l’erogazione del «buono spesa». «Di queste un centinaio circa sono state ravvisate nel territorio imolese» fanno sapere dalla Guardia di Finanza. La scoperta è avvenuta quando «abbiamo richiesto ai Comuni la documentazione e i dati inseriti nelle autocertificazioni. Attraverso un’analisi dei dati è stato riscontrato infatti come, invece di un azzeramento delle entrate, alcuni avessero percepito stipendi a marzo ed aprile oppure altri redditi, come quello di cittadinanza o un’indennità di disoccupazione. In altri casi invece più membri dello stesso nucleo familiare avevano richiesto il bonus, al fine di ricevere un importo raddoppiato rispetto a quello spettante» precisano le Fiamme Gialle. A questo punto «le irregolari riscontrate saranno segnalate all’autorità giudiziaria e le persone coinvolte saranno accusate di indebita percezione di erogazioni pubbliche (in caso sia stato erogato il buono) o mendace autocertificazione, nonché ai comuni competenti per il recupero dei contributi erogati» concludono i finanzieri.

Nel primo caso, secondo l’articolo 316 ter del codice penale, quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a euro 3.999,96 si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 5.164 a euro 25.822. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito. Nel secondo caso, invece, secondo l’articolo 75 del Codice Civile, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera. Nel frattempo, però, continueranno le attività di controllo dei finanzieri in collaborazione con gli Enti locali per garantire che queste risorse finiscano nelle tasche di soggetti davvero bisognosi. (da.be.)

Foto concessa dalla Guardia di Finanza 

Scoperte richieste irregolari per l’erogazione dei «buoni spesa», nei guai un centinaio di imolesi

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