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Cronaca 15 Giugno 2020

Crisi post Covid, il comandante Costantini (Gdf) «Rischio criminalità, allerta sempre massima»

Sono tanti gli effetti collaterali del Covid-19. In economia il virus ha innescato una crisi che, a detta degli esperti, lascerà segni più profondi e duraturi di quella del 2008. I mancati introiti durante la fase di lockdown, la carenza di liquidità, la difficoltà di accesso al credito, l’impossibilità di rispettare le scadenze di pagamento sono solo alcuni dei fattori che rischiano di esporre le imprese più deboli a tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata.
Già in aprile il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese evidenziava in una direttiva «il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali» e sollecitava i prefetti a mettere in campo azioni mirate per prevenire e contrastare i fenomeni criminosi e ogni forma di illegalità.

Premettiamo che a Imola e circondario, al momento, alle forze dell’ordine non risultano situazioni legate a infiltrazioni e usura. Ma con il capitano Giacomo Costantini, comandante del la Compagnia del la Guardia di finanza di Imola, abbiamo comunque voluto affrontare l’argomento, per capire se e in che modo è possibile prevenire fenomeni simili.

Capitano, il processo Aemilia ha dimostrato che l’Emilia Romagna è terra ambita dalla criminalità. L’emergenza Covid ha già prodotto qualche effetto a Imola e circondario?
«Per quanto al momento non ci siano evidenze – risponde – non possiamo nemmeno dire che Imola sia un’isola felice, perché si tratta di fenomeni non immediati. È più probabile che gli effetti della crisi si manifestino nel breve e medio periodo. Eventuali infiltrazioni o fenomeni di usura diventano evidenti dopo un po’ di tempo. Non è possibile dire adesso che siamo esenti da tentativi, per quanto non ci siano evidenze in questo senso. Vista la situazione, l’allerta da parte nostra è massima». (lo.mi.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera dell”11 giugno

Crisi post Covid, il comandante Costantini (Gdf) «Rischio criminalità, allerta sempre massima»
Cronaca 22 Maggio 2020

Scoperte richieste irregolari per l’erogazione dei «buoni spesa», nei guai un centinaio di imolesi

La Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito della vigilanza predisposta per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale in atto, hanno avviato nei giorni scorsi dei specifici controlli nei confronti dei percettori dei «buoni spesa», di valore fino a 600 euro, erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà e destinati all’acquisto di generi alimentari e di prima necessità.

Le attività di verifica, svolte rispetto ai dati acquisiti presso il Comune di Imola, ma anche di Bologna e San Lazzaro, hanno finora permesso di accertare, sulle 360 controllate, la presentazione di 154 false autocertificazioni da parte di nuclei familiari che hanno fraudolentemente dichiarato di non aver fonti di sostentamento finanziario e di trovarsi in condizione di difficoltà economica ed indigenza, tali da richiedere appunto l’erogazione del «buono spesa». «Di queste un centinaio circa sono state ravvisate nel territorio imolese» fanno sapere dalla Guardia di Finanza. La scoperta è avvenuta quando «abbiamo richiesto ai Comuni la documentazione e i dati inseriti nelle autocertificazioni. Attraverso un’analisi dei dati è stato riscontrato infatti come, invece di un azzeramento delle entrate, alcuni avessero percepito stipendi a marzo ed aprile oppure altri redditi, come quello di cittadinanza o un’indennità di disoccupazione. In altri casi invece più membri dello stesso nucleo familiare avevano richiesto il bonus, al fine di ricevere un importo raddoppiato rispetto a quello spettante» precisano le Fiamme Gialle. A questo punto «le irregolari riscontrate saranno segnalate all’autorità giudiziaria e le persone coinvolte saranno accusate di indebita percezione di erogazioni pubbliche (in caso sia stato erogato il buono) o mendace autocertificazione, nonché ai comuni competenti per il recupero dei contributi erogati» concludono i finanzieri.

Nel primo caso, secondo l’articolo 316 ter del codice penale, quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a euro 3.999,96 si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 5.164 a euro 25.822. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito. Nel secondo caso, invece, secondo l’articolo 75 del Codice Civile, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera. Nel frattempo, però, continueranno le attività di controllo dei finanzieri in collaborazione con gli Enti locali per garantire che queste risorse finiscano nelle tasche di soggetti davvero bisognosi. (da.be.)

Foto concessa dalla Guardia di Finanza 

Scoperte richieste irregolari per l’erogazione dei «buoni spesa», nei guai un centinaio di imolesi
Cronaca 18 Maggio 2020

Coronavirus, nella settimana prima delle riaperture tanti controlli e una sola sanzione

Tante persone fermate ed esercizi commerciali ispezionati, ma una sola sanzione. E’ questo il resoconto dell’ultima settimana di controlli messi in campo, prima della riaperture di molte attività commerciali in programma da oggi, da parte di polizia locale, polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza per contrastare il diffondersi del Coronavirus. L’unica sanzione arriva dai militari dell’Arma che a Dozza hanno sorpreso il gestore di bar consentire agli avventori di sostare al di fuori dei locali creando assembramento. Per lui è così scattata la multa di 400 euro ma non la chiusura del locale.

Per il resto, come detto, tutto tranquillo e cittadini ligi alle regole. «In totale da lunedì 11 a domenica 17 maggio i nostri agenti hanno controllato 90 persone, senza elevare alcuna sanzione e 250 attività ed esercizi commerciali, anche in questo caso senza rilevare alcuna violazione alle norme in vigore» fanno sapere dalla polizia locale di Imola. «Anche la scorsa settimana non abbiamo registrato irregolarità né nel comportamento dei cittadini né nelle attività commerciali» confermano dalla polizia di Stato. Stesso situazione anche per la guardia di finanza. «In questi giorni non abbiamo trascritto nessun verbale. Ci sono arrivate segnalazioni di assembramenti soprattutto fuori dai bar, ma una volta giunti sul posto la situazione era già rientrata all’interno dei limiti previsti dal decreto governativo». (da.be.)

Foto Isolapress 

Coronavirus, nella settimana prima delle riaperture tanti controlli e una sola sanzione
Cronaca 11 Marzo 2020

Autoriciclaggio, in manette imprenditore imolese. Sequestro di beni per 3 milioni e mezzo di euro

Attraverso una rete di società di comodo, tutte con sede fittizia nella capitale, trasferiva guadagni provenienti da attività illecite all’estero. Poi, per “ripulirli” e poterli prelevare in contanti, li faceva transitare attraverso altre società non operative in Croazia, in Slovenia e in Ucraina, grazie a false triangolazioni commerciali.
In manette, con l’accusa di autoriciclaggio in concorso, l’imprenditore imolese Cristian Marocchi, a cui i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno anche sequestrato beni per un valore complessivo di 3 milioni e 594.423 euro, pari al profitto derivato dall’attività di autoriciglaggio.
Le Fiamme Gialle hanno inoltre denunciato a piede libero cinque persone che collaboravano con l’imprenditore, quattro italiane e una straniera, tutte sui 40 anni e residenti nelle province di Bologna e di Modena.

A colpire sia gli inquirenti sia il Giudice per le indagini preliminari è stata «la pervicace e callida azione criminale [del soggetto] – si legge nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare richiesta dal Pubblico ministero Rossella Poggioli – che, nonostante sia stato sottoposto a procedimento penale in merito a delitti fiscali che costituiscono reati presupposto dell’autoriciclaggio, ha, di fatto, continuato in modo imperterrito a compiere le medesime azioni finalizzate al trasferimento del denaro di provenienza delittuosa per ulteriori scopi illeciti».

Figlio di un pilota di motociclismo e pilota a sua volta (carriera interrotta nel 2005 a seguito di un incidente nel campionato del mondo Superbike, ndr), Marocchi è molto conosciuto nel mondo delle due ruote, ma non solo. (r.cr.)

Autoriciclaggio, in manette imprenditore imolese. Sequestro di beni per 3 milioni e mezzo di euro
Cronaca 10 Agosto 2019

Sponsorizzazioni del basket locale false e gonfiate, nuovo sequestro di 2 milioni di euro

Nuovo sviluppo nell’inchiesta della Guardia di Finanza che nel settembre dello scorso anno aveva portato alla scoperta di un giro internazionale di fatture gonfiate e false per più di 75 milioni di euro nell’ambito delle sponsorizzazioni della pallacanestro che coinvolgeva anche una famosa società di Imola.

A seguito di ulteriori approfondimenti, la Compagnia cittadina delle Fiamme gialle ha ricostruito la reale situazione finanziaria e contabile di una fra le società interessate dal precedente sequestro di beni mobili e immobili, autovetture, conti correnti, polizze assicurative e quote societarie per circa 25 milioni di euro.

Il proseguimento delle indagini ha consentito di scoprire che un imprenditore bolognese vantava dei crediti nei confronti della società interessata, che venivano utilizzati per pagare il canone di locazione di una villa del valore di quasi 2 milioni di euro che gli era stata affittata dalla società debitrice. E sono stati proprio questi crediti l’oggetto del nuovo provvedimento di sequestro. (r. cr.)

Immagine di repertorio

Sponsorizzazioni del basket locale false e gonfiate, nuovo sequestro di 2 milioni di euro
Cronaca 5 Agosto 2019

False pubblicità ed evasione fiscale, sequestro di tre milioni di euro. Denunciati tre imprenditori

Fatture con importi gonfiati -quando non completamente inesistenti- per prestazioni mai erogate, per dimostrare di aver fatto pubblicità in favore di società automobilistiche e ottenere sia illeciti vantaggi fiscali che contributi indebiti da parte delle proprie case madri.

Per tre imprenditori emiliano-romagnoli, titolari di nove società a loro riconducili (per la maggior parte importanti concessionarie di autovetture e società fantasma teoricamente operanti nel settore della pubblicità), è arrivatà una denuncia per dichiarazione infedele, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione fiscale e truffa.
Inoltre, la Guardia di Finanza ha provveduto al sequestro di autovetture, beni immobili, conti correnti, polizze assicurative e quote societarie per un valore di circa 3 milioni di euro.

Le indagini eseguite dalla Compagnia delle Fiamme Gialle di Imola hanno consentito di scoprire complessivamente redditi non dichiarati per più di 4 milioni di euro, operazioni Iva non dichiarate per quasi 8 milioni di euro, Iva dovuta per circa 2 milioni di euro,  e ventiquattro lavoratori in nero. (lu. ba.)

Fotografia di repertorio

False pubblicità ed evasione fiscale, sequestro di tre milioni di euro. Denunciati tre imprenditori
Cronaca 3 Agosto 2019

Turismo dentale in Croazia, quasi tre milioni di “nero'. Denunciato imprenditore imolese

Per tredici anni, fra il 2005 e il 2018, ha tenuto nascosti all’Erario ricavi per quasi 2 milioni e mezzo di euro e Iva dovuta per quasi 250.000 euro generati dall’organizzazione di viaggi legati al cosiddetto “turismo dentale” in Croazia, per cui percepiva 120 euro da ciascun cliente e una provvigione del 15% sulle prestazioni erogate dalle strutture in cui li accompagnava.

Per un imprenditore 50enne imolese, pluripregiudicato ed evasore totale da quasi quindici anni, già sottoposto a precedenti attività ispettive dalla Guardia di Finanza e già protagonista di un servizio giornalistico della trasmissione televisiva “Le Iene” sull’argomento, è arrivata una denuncia per omessa dichiarazione, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, ma anche falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, per aver rilasciato dichiarazioni non veritiere nel corso delle indagini dei militari delle Fiamme Gialle della Compagnia cittadina.
Inoltre, i finanzieri hanno provveduto a sottoporre a fermo amministrativo il pulmino di nove posti utilizzato per il trasporto abusivo e a sequestrare più di duecento litri di gasolio detenuti in maniera illecita in uno fra i locali a disposizione dell’uomo.
Infine, la ricostruzione del reddito sottratto a tassazione ha consentito al Comune di revocare il diritto all’alloggio di edilizia residenziale pubblica in cui l’imprenditore risiedeva.

«L’operazione di polizia economico finanziaria delle Fiamme gialle bolognesi costituisce un’ulteriore testimonianza del costante presidio esercitato dal Corpo volto al contrasto degli illeciti economici, in particolare alla tutela delle entrate – commentano dal comando provinciale –. Infatti, tale evasione non solo comporta un ingente danno per la collettività in ragione delle imposte non versate, ma incide anche sull’intero circuito economico in virtù della distorsione dovuta alla prestazione di servizi ad un prezzo “più concorrenziale” rispetto ai contribuenti “onesti”, proprio “grazie” al mancato versamento delle imposte dovute». (lu. ba.)

Fotografia di repertorio

Turismo dentale in Croazia, quasi tre milioni di “nero'. Denunciato imprenditore imolese
Cronaca 11 Aprile 2019

Truffava i clienti fingendosi un promotore finanziario, denunciato trentenne di Ozzano

Un trentenne di origini pugliesi e residente ad Ozzano è stata denunciato dagli agenti della guardia di finanza di Bologna con l”accusa di truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. L”uomo, infatti, avrebbe raggirato diverse persone fingendosi un promotore finanziario e appropriandosi così fraudolentemente dei loro risparmi.

Le indagini, partite lo scorso anno a seguito della denuncia di una delle vittime, hanno appurato come l”uomo non fosse iscritto all’apposito albo e avrebbe circuìto i propri clienti, a tal punto da farsi affidare i loro risparmi per un totale di oltre 400 mila euro. In cambio la promessa di ottenere importanti guadagni. Per questo, al fine di rendersi credibile, effettuava dei piccoli versamenti come anticipo sugli interessi prodotti, comunicando invece agli investitori come la parte più cospicua del credito maturato fosse stato veicolato in società estere, la cui esistenza era simulata attraverso documenti creati appositamente.

A far saltare il meccanismo, come detto, la denuncia di una delle vittime, stanca di ottenere rinvii alla richiesta di voler tornare in possesso delle somme affidate. L’attività investigativa della guardia di finanza si è conclusa nei giorni scorsi con il sequestro di tutti i conti correnti nella disponibilità dell’indagato, che a quanto riferito dal comando di Bologna fanno riferimento a due banche italiane. Sempre i finanzieri assicurano che verrà fatto il possibile per permettere alle persone truffate di poter recuperare la maggior parte del denaro «investito», ma nel frattempo consigliano di prestare la massima attenzione nella scelta dei professionisti ai quali affidare la gestione dei propri risparmi, assicurandosi sempre che siano iscritti all’Albo Unico dei Consulenti finanziari verificabile sul sito internet dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari. (d.b.)

Foto d”archivio

Truffava i clienti fingendosi un promotore finanziario, denunciato trentenne di Ozzano
Cronaca 25 Marzo 2019

Un chilo di cocaina, contanti e una pistola nascosti sull'auto. Nei guai una donna residente a Imola

Nei giorni scorsi la guardia di finanza di Imola ha scoperto e sequestrato 1,2 chili di cocaina, una pistola con 53 cartucce e diecimila euro in contanti. Il ritrovamento è avvenuto all”interno di una Citroen Station Wagon parcheggiata non molto lontano dal centro della città, in un luogo poco trafficato.

La segnalazione dell”auto sospetta, a quanto riferiscono dalle fiamme gialle, sarebbe giunta da alcuni cittadini che l”avevano notata lasciata in sosta da diverso tempo sempre nello stesso posto. I finanzieri, giunti su posto, hanno notato anche dall”esterno che l”abitacolo presentava delle alterazioni sospette, così hanno provveduto ad un”ispezione interna che ha portato alla scoperta di due doppifondi: uno era stato creato al posto dell”airbag ed un altro ricavato all”interno dell”imbottitura del sedile posteriore. All”interno di quest”ultimo era stato occultato tutto il materiale illecito. La cocaina, confezionata in quattro panetti, è risultata essere purissima, per un valore all”ingrosso di circa 100 mila euro, mentre la pistola è rubata.

Le indagini hanno permesso di risalire alla proprietaria della vettura che è stata identificata e denunciata per traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di arma da fuoco e ricettazione. Si tratta di una donna di circa trent”anni di origine albanese, residente a Imola, incensurata. Al momento risulta irreperibile. (d.b.)

Foto concessa dalla guardia di finanza

Un chilo di cocaina, contanti e una pistola nascosti sull'auto. Nei guai una donna residente a Imola
Cronaca 12 Ottobre 2018

Contabilità irregolare per una cantina vinicola imolese, sequestrati 20 mila ettolitri di vino

Circa 20 mila ettolitri di prodotti vinosi sequestrati e una sanzione che sfiora i 2 milioni di euro. Sono questi i numeri scaturiti dai controlli congiunti da parte della guardia di finanza di Bologna e dell’ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole effettuati nei giorni scorsi presso lo stabilimento di una casa vinicola operante in Imola. Complessivamente, le fiamme gialle hanno posto sotto sequestro 10.000 ettolitri di vino rosso e altrettanti di vino rosato, già pronti per essere imbottigliati e destinati alla vendita al dettaglio, la cui presenza in cantina non trovava giustificazione nella contabilità aziendale superando in quantità largamente superiori le eccedenze consentite.

Oltre al sequestro del vino, il cui valore commerciale ammonta a circa 750 mila euro, i finanzieri e gli ispettori ministeriali hanno applicato una sanzione amministrativa di circa 1.800.000 euro. Una cifra davvero notevole. “Si tratta della multa prevista dal Testo unico del vino del 2016, che prevede una sanzione pari a 90 euro per ogni ettolitro di prodotto trovato in eccedenza – precisano dalla finanza -. Queste eccedenze potrebbero essere destinate al mercato nero e l’obiettivo di questi controllo è tutelare il mercato del vino e la genuinità del prodotto”. Ovviamente, l’azienda potrà presentare istanza per il dissequestro.

Alla divulgazione della notizia tramite un comunicato stampa congiunto della guardia di finanza e dell’ispettorato del ministero, ha fatto seguito una nota della Casa vinicola Poletti tramite la quale l’azienda vuole precisare “l’assoluta estraneità sia ai fatti sia alle indagini in corso. La precisazione – continua la nota – è opportuna data la genericità della formula riportata (sequestro presso una “casa vinicola operante a Imola”), una formula che, pur ricalcando in parte la nostra ragione sociale, ci vede assolutamente estranei alla faccenda. Detto questo, attendiamo con fiducia gli sviluppi dell’indagine, a tutela della reputazione e delle eccellenze vitivinicole del nostro territorio”.

gi.gi.

Foto d”archivio

Contabilità irregolare per una cantina vinicola imolese, sequestrati 20 mila ettolitri di vino

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