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Cronaca 19 Aprile 2019

In pieno svolgimento i lavori per la costruzione del nuovo centro sociale “Adriano Giovannini' nel quartiere Marconi

Nell’area verde di proprietà comunale compresa fra le vie Cenni, Bucci e Scarabelli, nel quartiere Marconi, fervono i lavori di costruzione del nuovo centro sociale «Adriano Giovannini», in sostituzione della struttura precedente. Nuovo centro sociale che fa parte del Piano triennale di opere pubbliche predisposto dalla precedente Amministrazione comunale.

«Negli anni scorsi – ricorda l’ex assessore ai Lavori pubblici, Roberto Visani – nel quartiere Marconi è nato e si è sviluppato il progetto “Marconi in rete”, un progetto di comunità che ha visto collaborare insieme istituzioni e diverse realtà sociali come la scuola, la parrocchia, il centro sociale. Insieme abbiamo condiviso l’idea di realizzare un nuovo centro sociale dotato di spazi adeguati alle esigenze del quartiere. Dico questo perché quando si realizza un’opera pubblica è importante conoscere la storia che ha portato a maturare questa scelta. Come Partito democratico siamo quindi contenti che la nuova Giunta comunale, espressione di un movimento politico che quando era all’opposizione ha sempre criticato questo progetto, così come ha criticato i progetti dei nuovi centri sociali di Sasso Morelli e di Sesto Imolese, oggi riconosca il valore di questi spazi destinati alla socialità. Dentro al M5S c’è un’anima sociale che è importante emerga pur fra le tante contraddizioni che vive il movimento quando è messo alla prova della responsabilità di governo».

Progettato dai tecnici di Area Blu, il nuovo centro sociale sarà realizzato dall’impresa Zini Elio, per un costo complessivo di poco inferiore ai 500 mila euro. Il cantiere è stato consegnato all’impresa lo scorso 14 gennaio ed i lavori dovranno essere completati entro 330 giorni, quindi entro il 10 dicembre 2019. L’edificio, ad un solo piano a pianta «pseudo rettangolare», avrà una superficie netta di 263 metri quadri (di cui 63 metri quadri per il bar), a cui si aggiungeranno oltre 145 metri di superficie porticata. Di fatto, occuperà gran parte della metà a nord dell’intero quadrilatero dell’area verde. (r.cr.)

L”articolo completo sul nuovo centro sociale “Giovannini” in corso di realizzazione è su «sabato sera» del 18 aprile

Nella foto: un”immagine del cantiere

In pieno svolgimento i lavori per la costruzione del nuovo centro sociale “Adriano Giovannini' nel quartiere Marconi
Cronaca 16 Aprile 2019

In attesa del via libera del Ministero alla quarta corsia, ecco le opere collegate previste per Imola e i relativi importi

La Regione Emilia Romagna, intervenendo sul nodo della viabilità a Imola e sulla bretella, ha fatto anche il riepilogo delle opere previste per la nostra città, con i relativi costi.

– Completamento in trincea dell’asse stradale nord-sud fino all’innesto tra via Montanara e via Punta, in corrispondenza del quartiere Pedagna comprensivo delle opere di attraversamento in sicurezza (tratto urbano): costo 14 milioni di euro.

– Riqualificazione per moderazione traffico veicolare su viale D’Agostino – via Montanara (da via Amendola a via Punta): 1 milione e 450 mila euro.

– Studio di fattibilità del nuovo ponte sul Santerno per collegamento tra via Emilia e via Lughese – Autostrada A14, finalizzato a definire il tracciato: 100 mila euro.

– Adeguamento e messa in sicurezza del tratto stradale di via Lasie, tra via Selice e via Lughese con nuova rotatoria all’incrocio con via Lughese: 2 milioni e 450 mila euro.

– Nuova rotatoria all’intersezione tra via Lughese e via San Prospero: 900 mila euro.

– Nuova rotatoria all’intersezione tra la via Emilia e via Zello: 2 milioni e 100 mila euro.- Nuovo sottopasso ciclopedonale nord Ferrovia in corrispondenza dell’ambito N8 (Ortignola): 1 milione e 500 mila euro, di cui 300 mila a carico del Comune di Imola.

– Asse ciclopedonale della Valle del Santerno tra i Comuni di Imola, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel del Rio: 3 milioni e 500 mila euro, di cui 1.021.618 euro a carico del Comune di Imola e, pro quota, degli altri Comuni. (r.cr.)

Nella foto l”innesto attuale della bretella con via Salvo D”Acquisto

In attesa del via libera del Ministero alla quarta corsia, ecco le opere collegate previste per Imola e i relativi importi
Cronaca 25 Febbraio 2019

Più vicina a Casalfiumanese la riqualificazione di piazza Cavalli: istituito il mercato settimanale e via ai saggi archeologici

Questa settimana sono cominciati i saggi archeologici preliminari richiesti dalla Soprintendenza in piazza Cavalli a Casale alto. A fine gennaio il Consiglio comunale ha approvato l’istituzione del mercato settimanale e vincolato 70 mila euro all’intervento di riqualificazione. Questo vuol dire che i fondi necessari sono già stati stanziati e vincolati. Il costo totale previsto è di 127.622 euro, di cui 47.513 da contributo regionale a fondo perduto, i restanti a carico del Comune.

In sintesi, la riqualificazione di piazza Cavalli è più vicina. La sindaca Gisella Rivola è ottimista: «Ci auguriamo di poter fare i lavori tra la primavera e l’estate. In marzo la piazza sarà occupata dalla Sagra del Raviolo, poi contiamo di essere a posto, approvare il progetto definitivo in Giunta, preparare il bando di gara e affidare il cantiere». Per il momento parte la verifica di rito per la Soprintendenza, con gli scavi fatti in economia direttamente dal Comune e gli archeologi di Sine Tempore srls di Bologna che prepareranno la relazione. Il progetto preliminare, redatto da Idea Srl di Imola, è stato già presentato alla cittadinanza in novembre.

L’idea è quella di dare una maggiore caratterizzazione alla piazza che, al momento, è uno spazio un po’ anonimo all’incrocio di diverse strade, migliorare la sicurezza generale e soprattutto dar vita ad un vero e proprio mercato settimanale stabile, che a Casalfiumanese manca. Non a caso il bando regionale, quello che ha fruttato il finanziamento, al quale l’Amministrazione comunale ha partecipato insieme ad Ascom, Confcommercio, Cia e Coldiretti, era specificatamente dedicato alla valorizzazione delle aree commerciali e mercatali, quindi occorreva istituirlo. Un impegno che faceva parte, tra l’altro, del programma elettorale della stessa sindaca Rivola. Il mercato si svolgerà la domenica mattina ma «entrerà in funzione solo quando i lavori di riqualificazione saranno completati» precisa Rivola.

Il progetto prevede che piazza Cavalli venga divisa in tre zone evidenziate da asfalti di colori diversi a seconda delle caratteristiche d’uso, con lo spazio reso più sicuro perché la parte carrabile, cioè percorribile dai veicoli, sarà limitata mentre ora non c’è una vera e propria area pedonale. (l.a. re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Più vicina a Casalfiumanese la riqualificazione di piazza Cavalli: istituito il mercato settimanale e via ai saggi archeologici
Cronaca 21 Febbraio 2019

Partita la mobilitazione per sbloccare le grandi opere viarie dell'Emilia Romagna, anche i sindaci si schierano

Il passante di mezzo, la bretella Sassuolo-Campogalliano, la Cispadana, la quarta corsia autostradale… Opere viarie strategiche per la competitività e lo sviluppo. Ma l’esecutivo nazionale gialloverde le ha bloccate tutte, una dopo l’altra, così come sta accadendo, peraltro, nel resto d’Italia. Ecco perché si svolgerà una manifestazione a Bologna (molto probabilmente il 9 marzo) per chiedere la fine dell’ostracismo verso le grandi infrastrutture dell’Emilia Romagna.Sarà una chiamata a raccolta di istituzioni, forze sociali ed economiche. Nulla però a che vedere con la manifestazione pro Tav di Torino. Niente piazza. Si cerca quel dialogo tra Roma e Bologna finora mancato.

«Noi abbiamo pensato ad una iniziativa a cui invitare il Governo per far sentire la voce dei territori, del mondo del lavoro e delle imprese perché tutti noi condividiamo la grande preoccupazione per quanto sta accadendo e un obiettivo fonda-mentale: che l’Emilia Romagna non venga fermata», ha spiegato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, al termine di una riunione a cui hanno preso parte amministratori locali, categorie imprenditoriali e sindacati per fare il punto sulle infrastrutture viarie in stand by. Condivisa l’idea di chiederne lo sblocco. «Ci troviamo di fronte a un interlocutore che sta smantellando gli accordi chiusi. Qui ci sono 2,5 miliardi di euro di opere che si vanno a bloccare – ha affermato Bonaccini -. Chiediamo che il Governo inizi a dare risposte vere e concrete e che permetta la realizzazione di opere il cui iter autorizzativo è stato completato, per le quali sono stanziate le risorse necessarie e indispensabili per la competitività del nostro sistema produttivo e turistico».

«Integrare e sostituire le infrastrutture esistenti può rappresentare un’opportunità, che potrebbe diventare l’ennesima occasione persa se non si saprà cogliere il momento. Penso al passante di Bologna, alla bretella Campogalliano-Sassuolo, alla Cispadana, infrastrutture strategiche per la competitività e lo sviluppo», ha dichiarato il presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi. Dello stesso parere i sindacati: «Solo in Romagna tra trivelle e blocco dell’E45 si rischiano di perdere in qualche mese 20 mila posti di lavoro. Se aggiungiamo il blocco delle grandi opere, altri lavoratori dell’edilizia continueranno a restare a casa in cassa integrazione o perderanno il lavoro. Il problema è serio. Se pensiamo anche al blocco della Campogalliano-Sassuolo e al distretto ceramico è fuori discussione che anche lì in futuro potremo avere dei problemi», ha avvertito il segretario della Uil dell’Emilia Romagna e di Bologna, Giuliano Zignani.

Anche i sindaci del nostro territorio intanto si schierano per lo sblocco delle opere strategiche. Fausto Tinti,Luca Albertazzi, Luca Lelli, Daniele Meluzzi, Fabio Anconelli, Onelio Rambaldi, Cristina Carpeggiani, rispettivamente sindaci di Castel San Pietro, Dozza, Ozzano dell’Emilia, Castel Bolognese, Solarolo, Medicina e Castel Guelfo, hanno dichiarato il loro appoggio alla manifestazione proposta dal sindaco di Bologna Virginio Merola per sollecitare il Governo a sbloccare le infrastrutture. Una mobilitazione che inizialmente era stata pensata per promuovere la realizzazione del passante di Bologna, ma che nelle ultime ore ha visto allargare il fronte alle diverse opere che sono a rischio nell’intero sistema territoriale regionale, fra le quali c’è anche l’ampliamento dell’A14, con la quarta corsia dal casello di San Lazzaro fino alla diramazione per Ravenna.

«L’ampliamento dell’A14 interessa tutti i territori a est della città di Bologna e della provincia di Ravenna, da San Lazzaro a Castel Bolognese – sottolineano i sindaci -. E a questa infrastruttura è obbligatoriamente legata anche la realizzazione di opere strategiche, sia di ampliamento (tra cui i nuovi caselli autostradali di Toscanella e di Solarolo-Castel Bolognese, la rotatoria al casello di Castel San Pietro sulla via San Carlo), sia di adduzione sulla viabilità provinciale e comunale di tutti i terri-tori interessati (tra cui numerose rotatorie, viabilità tangenziali e la famosa bretella di Imola). Siamo quindi a sostenere pienamente la proposta lanciata dal sindaco metropolitano di Bologna di una manifestazione pro-infrastrutture per stimolare un Governo oggi inerte e nullafacente su un asset fondamentale e strategico per lo sviluppo del paese Italia e della regione Emilia Romagna».Le opere di adduzione ammontano in totale a oltre 29 milioni di euro.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Partita la mobilitazione per sbloccare le grandi opere viarie dell'Emilia Romagna, anche i sindaci si schierano
Cronaca 20 Febbraio 2019

Sotto il portico di via Matteotti a Castel San Pietro Terme sono stati rimossi i fittoni che ostacolavano il passaggio

I fittoni sotto il portico di via Matteotti, una delle più evidenti e criticate barriere architettoniche del centro storico castellano, non ci sono più, sono stati rimossi. Quindi, per superarli, carrozzine e passeggini non saranno più costretti a infilarsi al millimetro fra di essi o addirittura a cambiare strada.

Di fatto, un piccolo ma grande traguardo, anche perché gli ostacoli in questione si trovavano in proprietà privata, motivo per cui è stato necessario più tempo del previsto per i necessari accordi.

L’intervento, eseguito nei giorni scorsi da Area Blu, rientra nell’investimento complessivo di 20 mila euro derivati dagli incassi dei parcheggi a pagamento relativi al 2016. In totale, circa una ventina gli interventi di rimozione di barriere architettoniche concretizzati negli ultimi due anni dalla Giunta guidata dal sindaco Fausto Tinti.

Ma nelle corde dell’Amministrazione c’è anche l’intenzione di installare un ascensore per superare il dislivello che divide il parcheggio dell’ospedale dal centro cittadino. (mi.mo.)

Nella foto il portico senza fittoni che ostacolavano il passaggio

Sotto il portico di via Matteotti a Castel San Pietro Terme sono stati rimossi i fittoni che ostacolavano il passaggio
Cronaca 18 Febbraio 2019

Dovrebbero partire a marzo i lavori di asfaltatura sulle strade di Castel San Pietro Terme per complessivi 900.000 euro

Il primo cittadino di Castello, Fausto Tinti, nella veste di vicesindaco metropolitano ha presentato al Consiglio di palazzo Malvezzi, insieme al consigliere delegato e sindaco di Ozzano Emilia Luca Lelli, un ordine del giorno riguardante la sicurezza della strada provinciale 31, meglio nota come Stradelli Guelfi. «Abbiamo chiesto al sindaco metropolitano Virginio Merola di inserire nel piano triennale delle opere alcune soluzioni concrete per migliorare diversi punti critici della strada provinciale 31 che sono spesso luogo di incidenti anche gravi – spiega Tinti -. Si tratta di incroci a raso che potrebbero essere trasformati in rotonde, come quello con la strada provinciale 48 (che dall’ultima uscita della complanare sud porta sugli Stradelli, Ndr), oppure l’incrocio con via San Giovanni, che serve la zona produttiva di Osteria Grande, o ancora l’intersezione a tre vie per l’acceso alla frazione di Poggio Grande e all’area produttiva Ca’ Bianca. Gli Stradelli Guelfi – aggiunge Tinti – sono un’arteria fondamentale per il territorio orientale metropolitano, ma sono sovraccarichi di traffico, in attesa dell’ampliamento a quattro corsie dell’autostrada A14 da cui dipende una serie di opere di adduzione migliorative dei collegamenti stradali (le risorse destinate all’intervento, il cui progetto esecutivo è pronto da tempo, però non sono ancora sta-te sbloccate dal Governo, Ndr)».

Sindaco Tinti, la sicurezza degli incroci è primaria, ma le rotonde non sono l’unico svolgimento del tema: banalmente c’è anche la manutenzione delle strade comunali…
«Certamente. E a tale proposito a Castel San Pietro abbiamo in programma un consistente elenco di asfaltature per oltre 900 mila euro complessivi: circa 700 mila finanziati dall’Amministrazione e 230 mila di proventi dalla convenzione con l’azienda Bio-on. Si tratta di interventi che avrebbero già dovuto iniziare, ma confidiamo che ad inizio marzo, con l’arrivo della buona stagione, partano i cantieri di Area Blu (l’affidamento è avvenuto all’interno dell’accordo quadro a seguito di bando complessivo per i comuni di Imola, Medicina e Castello e della Città metropolitana valido per tutto il 2019, Ndr)».

Scorrendo l’elenco, mancano strade che i cittadini segnalano come fortemente degradate e perfino pericolose: ad esempio, per citarne alcune, l’ingresso di via Oriani dalla via Emilia; via Corlo, che è stata risistemata a tratti ma risulta ancora molto sconnessa; il tratto di via San Carlo che porta al parcheggio nord della stazione dei treni; il tratto di via Emilia sul semaforo con via Riniera…
«Alcuni interventi non rientrano nel programma perché non sono fra le strade più brutte. Comunque me li annoto e vedremo il da farsi con i prossimi fondi a disposizione». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 febbraio

Dovrebbero partire a marzo i lavori di asfaltatura sulle strade di Castel San Pietro Terme per complessivi 900.000 euro
Cronaca 5 Febbraio 2019

Il «puzzle Varignana» si sta lentamente componendo. Ora tocca al centro civico

Un domani il centro storico della frazione di Varignana, sulle colline castellane, sarà completamente rinnovato: un nuovo parcheggio vicino al cimitero, piazza libera dagli attuali posti auto e attrezzata con arredi urbani, un centro civico polifunzionale nell’ex oratorio di San Giuseppe che affaccia proprio sulla piazza, la vecchia scuola ristrutturata come alloggi uso foresteria per clienti e dipendenti di Crif Spa (che da anni investe nella Varignana Valley con uffici e il resort Palazzo di Varignana).

A suo tempo l’Amministrazione pensava di ristrutturare il vecchio edificio scolastico per ricavarne un centro civico, poi l’accordo con Crif e Palazzo di Varignana ha spostato l’attenzione sul recupero dell’ex oratorio. «Il vantaggio – motiva il sindaco Fausto Tinti – è che la capacità edificatoria aggiuntiva prevista per il lotto ex scuola-via Alfieri è stata spostata in un’altra area all’interno del perimetro della proprietà di Palazzo di Varignana, in questo modo non si aumenterà la densità di edifici nel centro storico della frazione».

I vari pezzi del «puzzle Varignana» sono però interconnessi e se tutto non va liscio come l’olio la complessiva e corposa riqualificazione potrebbe complicarsi. Se non altro come tempi. Il destino della piazza dipende dal nuovo parcheggio, ma il contratto con la ditta assegnataria è appena stato rescisso per gravi inadempimenti. L’ex oratorio di San Giuseppe è stato acquistato dal Comune in ottobre, ma prevedibilmente sarà ristrutturato non prima del prossimo anno.

L’Amministrazione ha utilizzato per il progetto del nuovo centro civico 500 mila euro derivanti ancora dal primo accordo urbanistico con le società Palazzo di Varignana e Crif, quello che ha portato qualche anno fa alla realizzazione del grande complesso alberghiero. Si tratta della quota destinata ad «un’opera di interesse pubblico per la frazione castellana, nel dettaglio solo 150 mila euro sono serviti per acquistare l’edificio, di proprietà dell’associazione Fraternità cristiana opera di padre Marella città dei ragazzi, mentre gli altri 350 mila per la ristrutturazione e riqualificazione per trasformarlo nel centro civico. Il progetto prevede che nell’ex oratorio trovino posto gli ambulatori dei medici di base, che la Consulta locale chiede da tempo, nonché il seggio elettorale, poi le associazioni, lo spazio per mostre o esposizioni temporanee e, secondo le idee dell’Amministrazione, anche per ricordare la storia della Linea Gotica e pure padre Marella, che in passato reggeva l’asilo e un ricovero per bambine e ragazze sole che aveva sede proprio nell’ex canonica di Varignana (l’associazione possedeva l’immobile fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso).

Prima di arrivare a ciò occorrerà, come detto, mettere mano all’edificio con un consolidamento strutturale per il miglioramento sismico, rifacimento impianti, rifacimento finiture e serramenti interni ed esterni. Le tempistiche sono però incerte. Già il percorso che ha portato a formalizzare l’acquisto è stato travagliato: l’approvazione in Consiglio comunale risale al 2017 ma prima si è dovuto attendere il cambio di presidente dell’associazione Fraternità cristiana, poi il diritto di prelazione da parte del ministero dei Beni culturali.

L’intenzione della Giunta Tinti era progettare la ristrutturazione quest’anno (al momento c’è un documento di fattibilità redatto dall’ufficio tecnico comunale a dicembre) ed eseguire il lavoro nel 2020, tanto che l’opera è stata inserita nel piano triennale l’anno scorso. Occorrerà fare i conti con alcune complicazioni, prima fra tutte i tempi della Soprintendenza, dal momento che lo stabile è vincolato dal punto di vista architettonico. Poi, come già per altri progetti, si vorrebbe presentare prima pubblicamente alla Consulta cittadina il progetto, confrontandolo poi con le richieste e i suggerimenti dei residenti. Senza dimenticare che in primavera ci sono le elezioni amministrative. La vendita delle ex scuole, però, formalizzata a dicembre, potrebbe far diventare pressante trovare una collocazione per le attività che fino ad oggi vi si trovavano. (mi.mo.)

Nella foto la piazza di Varignana oggi occupata dal parcheggio

Il «puzzle Varignana» si sta lentamente componendo. Ora tocca al centro civico
Cronaca 1 Febbraio 2019

Efficienza energetica, più spazio e attrezzature per la ginnastica nel nuovo PalaMartelli inaugurato a Medicina

La nuova struttura per la ginnastica di via Flosa a Medicina è stata inaugurata ufficialmente sabato 26. Intitolata ad Erica Martelli, ginnasta e allenatrice medicinese prematuramente scomparsa anni fa, di fatto è operativa oramai da mesi ed ha sostituito il vecchio pallone pressostatico dell’associazione sportiva Ginnastica Medicina.

Si compone di un telaio di travi e pilastri in legno completato da pannelli prefabbricati di lamiere esterne in acciaio verniciato con interposto uno strato coibente di poliuretano. All’interno mantiene la presenza di specifiche strutture, come la «buca» per la zona parallele e il muro per il sostegno delle attrezzature verticali, ma migliora notevolmente lo spazio dedicato al corpo libero e al volteggio grazie al riposizionamento del tappeto, senza dimenticare i corridoi per le uscite di emergenza. In questo modo la palestra può ospitare meeting e gare provinciali e regionali.

Il costo complessivo è stato di circa 320 mila euro, sostenuto attraverso la convenzione tra il Comune e il gestore del servizio energia degli immobili comunali, Geetit. I calcoli dicono che l’investimento sarà recuperato attraverso il risparmio energetico generato grazie anche a pannelli fotovoltaici, pompe di calore e led a basso consumo per l’illuminazione. «Questo nuovo impianto sportivo garantisce sicurezza ed efficienza energetica – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Matteo Montanari -. Con gli stessi soldi che avremmo speso per il riscaldamento di un impianto poco efficiente oggi abbiamo realizzato una nuova struttura».

Nella foto il taglio del nastro ufficiale con il sindaco Onelio Rambaldi, affiancato dal fratello di Erica Martelli, Dario

Efficienza energetica, più spazio e attrezzature per la ginnastica nel nuovo PalaMartelli inaugurato a Medicina
Cronaca 30 Gennaio 2019

Lavori in vista a Castello per il Cassero e la facciata dell'ex Pretura grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Conservare è meglio che curare. Questa la motivazione che ha spinto la Giunta del sindaco Fausto Tinti a cercare (e trovare) uno sponsor per il restauro conservativo di due beni culturali della città: il Cassero, simbolo castellano, e l’edificio ex pretura che affaccia su piazza XX Settembre (è il palazzo dove hanno sede, fra le altre realtà, l’Osservatorio nazionale del miele e la saletta espositiva con accesso da via Matteotti 79).

A rispondere alla chiamata castellana, che dal 2015 è anche pubblicata fra gli interventi raccolti nel sito dell’Art bonus del governo per la ricerca e la raccolta di erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano, è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola con una donazione di 65 mila euro. Complessivamente, per il restauro conservativo dei due beni, nel dettaglio del voltone del Cassero e della facciata dell’ex pretura, l’Amministrazione castellana spenderà 85 mila euro, 20 in più di quanto arrivato dalla Fondazione (la cifra comunque era già stata accantonata da parte della Giunta attraverso oneri e monetizzazioni).

A scandire l’iter sono i documenti pubblicati sull’albo pretorio castellano. Le progettazioni per il risanamento e restauro conservativo dei due progetti sono già state redatte dalla società specializzata Gerso di Ravenna. «In entrambi i casi si tratta di intervenire nel rispetto delle superfici e delle successioni stratigrafiche storiche – spiega l’architetto Caterina Papa, che si è occupata della progettazione degli interventi -. Entrambe le ipotesi di intervento sono poi state sottoposte al giudizio finale della Soprintendenza per i beni architettonici e culturali, essendo gli edifici di carattere storico. Per quanto riguarda il Cassero si interverrà nella messa in sicurezza del soffitto del voltone carrabile (che sovrasta via Matteotti) e delle merlature, al fine di prevenire crolli dovuti all’usura del tempo. L’intervento sulla fac-ciata dell’edificio della ex pretura, invece, prevede l’eliminazione di alcune macchie di umidità e infiltrazioni di acqua piovana e la rimozione di piante infestanti cresciute sui muri».

I due interventi sono previsti nel bilancio delle opere 2018-2020, ovvero vedranno la luce quest’anno o al massimo il prossimo. Una volta che saranno pervenute tutte le autorizzazioni da parte della Soprintendenza l’Amministrazione potrà procedere con l’affidamento delle opere. (mi.mo.)

Nella foto il palazzo dell”ex Pretura di Castel San Pietro Terme

Lavori in vista a Castello per il Cassero e la facciata dell'ex Pretura grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
Cronaca 27 Gennaio 2019

La cauta versione dei proprietari dell'ex macello dopo l'annuncio della sindaca in merito alla riqualificazione dell'edificio

«Oggi, insieme al Sig. Poletti proprietario dell’immobile ex Macello, alla squadra di Giunta ed al nostro ufficio tecnico comunale, abbiamo avviato l’operatività progettuale che porterà in tempi brevi ad una completa riqualificazione di un’area cittadina che rappresenta un patrimonio architettonico protetto dalla Soprintendenza». Così lo scorso 17 gennaio dalla propria pagina Facebook la sindaca Manuela Sangiorgi preannunciava novità riguardanti la struttura ormai fatiscente all’angolo tra via Selice e viale De Amicis, da decenni in attesa di ristrutturazione. E, a corredo, ha postato la foto in cui lei e Poletti esaminano un progetto dispiegato sul tavolo. Segue una serie di commenti entusiastici.

Non più tardi di un paio di mesi fa, un nostro lettore ci ha scritto chiedendo se esisteva un progetto di risanamento e riutilizzo dell’ex macello. Sul numero dell’8 novembre scorso, l’assessorato all’Urbanistica rispose spiegando che solo il proprietario può intervenire, tenendo conto delle condizioni poste dal Comune stesso e dalla Soprintendenza, ma senza fare menzione dell’esistenza o meno di un effettivo progetto. Come la lettera del nostro lettore testimonia, c’è attesa, interesse e curiosità a Imola per il destino di questa antica costruzione, non a caso vincolata dalla Soprintendenza come bene storico-artistico.

Come più volte scritto, sorge infatti là dove nella seconda metà del Settecento c’era il Teatro dei cavalieri associati, progettato da Cosimo Morelli. Inaugurato nel 1782, fu distrutto da un incendio nel 1797 e utilizzato in seguito come scuderia. Il Comune acquistò l’edificio nel 1864, lo ampliò e adattò all’uso di macello pubblico e pelatoio, considerata la vicinanza con il foro boario. La struttura riaprì nel 1867 e fino al 1978 rimase macello cittadino. Nel 2011 è stato tra i primi immobili del patrimonio pubblico a essere alienati all’asta da Sicim, la Società immobiliare del Comune. Ad aggiudicarselo è stata la famiglia Poletti, titolare dell’omonima cantina vinicola imolese. Ora che i lavori sembrano imminenti, come affermato dalla sindaca, abbiamo cercato di saperne di più dai diretti interessati, anche noi curiosi di sapere cosa ne sarà dell’ex macello.

Interpellata in merito, però, la proprietà fornisce una versione diversa. «Al momento non abbiamo informazioni concrete da dare – ci spiega Elena Poletti, senza precisare quando effettivamente inizieranno i lavori -. La Soprintendenza ha dato il via libera al progetto generale, ma ora siamo noi che stiamo attendendo risposte dall’ufficio tecnico comunale». Nessun dettaglio nemmeno sulle idee per la futura destinazione degli spazi, che in teoria potrebbero ospitare residenze, uffici, esercizi commerciali. E conclude: «Noi ci stiamo interessando da sempre all’immobile. Quello che ci ferma è la burocrazia». (lo.mi.)

La foto postata dalla sindaca il 17 gennaio scorso sulla propria pagina Facebook

La cauta versione dei proprietari dell'ex macello dopo l'annuncio della sindaca in merito alla riqualificazione dell'edificio

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