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Cultura e Spettacoli 6 Luglio 2019

L'Emilia Romagna festival parte stasera da Forlì per poi arrivare anche a Medicina, Castel San Pietro, Imola e tanti altri comuni

«C’è una nuova ondata positiva che ama stare ad ascoltare dal vivo la musica, per questo anche noi esortiamo a rinnovare i contatti e a scambiarsi opinioni. Meno tastiera e più contatti personali». Commenta così Massimo Mercelli il titolo della diciannovesima edizione dell’Emilia Romagna festival, la rassegna musicale da lui diretta artisticamente che per due mesi proporrà spettacoli in cinque province della regione: «Smash the tube – enjoy the music!» vedrà quarantun appuntamenti, dal 6 luglio al 7 settembre, unendo classica, jazz e world music, nel segno della commistione di arti e suoni che da sempre caratterizza il festival. «Il nostro è l’unico festival che opera in un territorio così allargato ed è attivo tutto l’anno, con le stagioni invernali – commenta Mercelli -. E se in inverno proponiamo un repertorio più tradizionale e colto, in estate cerchiamo di fare i ragazzacci inserendo il jazz e la world music con grandi artisti».

L’inaugurazione si avrà oggi, 6 luglio, a Forlì con Uto Ughi e la Seongnam Philharmonic Orchestra nella chiesa di San Giacomo in San Domenico. tanti sono poi gli eventi che riguardano Imola e il Circondario, come quello previsto per il 10 luglio a Medicina, nel chiostro del palazzo Comunale, dove alle 21 si esibirà il violoncellista Alexander Chaushian in musiche di Bach, Crumb, Sollima, Reger, Weinberg e Piatti (concerto preceduto alle 19.15 da una visita guidata al laboratorio di Ansaldo Poggi al Museo Civico, con prenotazione obbligatoria allo 0542/25747).

La sera dopo, in piazza Acquaderni a Castel San Pietro, toccherà ai Del Barrio presentare Metalizado, un concerto con composizioni originali e brani della tradizione sudamericana: al centro dell’esibizione i metales, ovvero gli ottoni.
Mercoledì 17 luglio alle 21.30 l’Erf arriva alla Rocca di Imola con il «Richard Galliano & Friends»: il più famoso fisarmonicista del mondo, Richard Galliano, sarà protagonista in veste di compositore e solista, insieme al Quintetto de I Solisti Aquilani e a Massimo Mercelli al flauto. Il programma porterà il pubblico attraverso epoche lontane, dalla musica senza tempo di Vivaldi e Bach alla musica del presente con brani composti, tra gli altri, dallo stesso Galliano e da Giovanni Sollima. In particolare, il nuovissimo Jade per flauto, fisarmonica e archi, scritto da Galliano su commissione Erf, è dedicato – come Contrafactus di Sollima – a Massimo Mercelli.

Il 19 luglio, ci si sposta alla chiesa del Crocifisso di Castel San Pietro dove si tiene il primo appuntamento con la rassegna interna ad Erf intitolata «Primo Premio!» e dedicata ai nuovi talenti della scena musicale contemporanea provenienti dai più importanti concorsi internazionali: sul palco ci saranno la violinista Annastella Gibboni e il violoncellista Luca Giovannini, vincitori della XXI Rassegna Musicale dei Migliori Diplomati dei Conservatori d’Italia di Castrocaro Terme e Terra del Sole, con un programma di musiche di Paganini, Cassadò, Ysaÿe, Ligeti e Ravel.

Emilia Romagna festival continuerà, come detto, fino a fine settembre, facendo vivere tanti luoghi storici ed artistici del territorio. Tra i tanti eventi, si possono segnalare quello del 25 luglio nel chiostro del convento dell’Osservanza di Imola con il Callisto quartet, quello del 7 agosto al chiostro del convento di San Francesco di Mordano con Luisa Cottifogli, quello dell’11 agosto nel Teatro tra i vigneti dell’agriturismo Le Siepi di San Giovanni a Fontanelice con Enrico Pieranunzi, o ancora quello del 22 agosto nel Cortile della Rocca a Dozza con il Marimbazzi Duo, formato da due giovani e talentuosi percussionisti polacchi.
Come di consueto, l’Emilia Romagna festival si chiude a Villa La Babina a Sasso Morelli: il 7 settembre si terrà un galà operistico con il soprano Cinzia Forte e il baritono Giovanni Meoni, accompagnati al piano da Marco Scolastra.
Informazioni sul sito www.emiliaromagnafestival.it

L’articolo completo è sul «sabato sera» del 4 luglio

Nella foto il direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival, Massimo Mercelli

L'Emilia Romagna festival parte stasera da Forlì per poi arrivare anche a Medicina, Castel San Pietro, Imola e tanti altri comuni
Cultura e Spettacoli 3 Giugno 2019

Ritorna da domani sera «La vena del jazz» nel chiosco vicino alla Rocca di Imola

Appuntamento irrinunciabile dell’estate imolese, torna anche quest’anno La vena del jazz, la rassegna proposta dal Caffè della Rocca in collaborazione con il Combo Jazz Club. Giunta alla diciassettesima edizione, l’iniziativa accompagnerà i mesi di giugno, luglio e agosto con undici appuntamenti in programma nelle serate di metà settimana con inizio alle ore 21.30. Il programma a carattere prevalentemente jazzistico è contrassegnato dalla qualità, e presenta formazioni composte sia da musicisti affermati che da musicisti emergenti, con attenzione e ampio spazio alla scena jazz imolese.

Si comincia martedì 4 giugno con una jam session curata dal Collettivo Ipa formato dal pianista Fabio Landi, dal chitarrista Alessandro Petrillo, dal bassista Iader Berti e dal batterista Franco De Fazio: oltre a loro quattro si alterneranno sul palco molti ospiti dando vita a differenti formazioni per un ricco repertorio di standard  jazz.

Mercoledì 12 giugno ritornerà il Sarti Jazz Art Ensemble della Scuola di musica Sarti di Faenza, un organico numeroso con musicisti preparati che presenterà un concerto dedicato alle musiche del grande sassofonista afroamericano Joe Henderson. Alla direzione e agli arrangiamenti ci sarà il chitarrista Daniele Santimone, che già da qualche anno guida l’orchestra con ottimi risultati.

Giovedì 20 giugno a infiammare la serata sarà il coinvolgente Gajè Gipsy Swing, trio guidato dalla giovane violinista bolognese Elena Mirandola e artefice di un ottimo swing manouche.

Giovedì 27 giugno sarà la volta dell’Inner City Group, formazione nata all’inizio del 2018 composta dal chitarrista Fabio Mazzini, dal bassista Luca Pasotti, dal pianista Andrea Bonetti e dal batterista Andrea Tedaldi: propongono un repertorio che spazia da classici del jazz a composizioni originali, il tutto filtrato attraverso un energico jazz funk. Ospite del quartetto per la prima volta sarà il noto percussionista siciliano Paolo Caruso.

Giovedì 4 luglio con il live «Brasil Homagem» si esibirà per la prima volta a Imola la  brava interprete, cantautrice baiana Daniella Firpo, alla guida di un trio completato dal chitarrista Daniele Santimone e dal percussionista Paolo Caruso. La serata si muoverà così tra mpb, samba e bossa nova, oltre a qualche brano di sua composizione.

Giovedì 11  luglio  arriverà al Caffè della Rocca la brava vocalist ravennate Messalina Fratnic accompagnata dai suoi Conqueroots per una coinvolgente serata soul, blues e funk. Con lei sul palco gli imolesi Riccardo Ferrini alla chitarra e Luca Pasotti al basso e il batterista ravennate Paolo Rubboli.

Mercoledì 17 luglio ritorna il Mbjq, cioè il Massimo Bosi Jazz Quartet che per l’occasione diventerà un settetto con ben due  vocalist, Daniela Peroni e Manuela Evelyn Prioli, e presenterà l’inedito progetto «Mas Que Nada» dedicato alla musica di Sergio Mendes.

Ancora musica brasiliana mercoledì 24  luglio con il quartetto della cantante carioca Nilza Costa che presenterà il suo cd Roots: nata e cresciuta a Salvador nello Stato di Bahia, la Costa  presenterà le sonorità di un Brasile più afro, con un repertorio  di brani cantati anche in yoruba. Con lei suoneranno il chitarrista Daniele Santimone, il sassofonista Massimo Zaniboni e il batterista Roberto Rossi.

Mercoledì 31 luglio protagonista della serata sarà l’ottimo swing jazz manouche della nota vocalist modenese Lara Luppi accompagnata dal suo Gypsy Trio guidato dal chitarrista Luciano Poli, specialista del genere.

Due gli appuntamenti ad agosto. Mercoledì 7 si esibirà «un vero e proprio super trio coinvolgente e generoso», come viene definito nel comunicato stampa: il tastierista Pippo Guarnera, virtuoso dell’organo hammond, il chitarrista  Aldo Betto e il batterista Youssef Ait Bouazza proporranno una serata di soul jazz blues. Infine, mercoledì 28 agosto, la rassegna chiuderà con il quartetto Hononga formato dal sassofonista sloveno Vasko Atansovski, dal violoncellista Ariel Vei Atanasovski e dagli imolesi Fabio Mazzini alla chitarra e Roberto Bartoli al contrabbasso. «Il progetto – conclude il comunicato -, filtrando e contaminando le diverse radici musicali e geografiche dei musicisti coinvolti, propone un originale mix sonoro capace di coniugare insieme efficacemente improvvisazione jazz e elementi di musica popolare».

Il Caffè della Rocca è in piazzale Giovanni dalle Bande Nere 10. Per informazioni e prenotazioni tavoli si può telefonare allo 0542/28112. Info www.combojazzclub.com o www.caffedellarocca.com

Nella foto il Caffè della Rocca durante l’esibizione del Silvia Donati Trio nell’estate 2018

Ritorna da domani sera «La vena del jazz» nel chiosco vicino alla Rocca di Imola
Cultura e Spettacoli 23 Aprile 2019

Imola Crossroads omaggia Lucio Battisti con una all stars del jazz italiano

Il secondo appuntamento di Imola Crossroads vedrà sul  palco dello Stignani il progetto Pensieri e Parole, un nobile «Omaggio a Battisti» in jazz proposto da una super all stars del jazz italiano che vede coinvolti, venerdì 26 aprile alle 21.15 al teatro Stignani, Peppe Servillo alla voce, la pianista Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto ai sassofoni, Furio Di Castri al contrabbasso e Mattia Barbieri alla batteria.

Dopo aver proposto con successo rivisitazioni jazz del repertorio di Domenico Modugno con Uomini in frac, di Celentano con Memorie di Adriano e di Fabrizio De Andrè con Amore che vieni amore che vai, l’Ater (Associazione Teatrale Emilia Romagna) ha prodotto questo nuovo spettacolo dedicato ad uno dei personaggi più importanti della musica leggera italiana. Lucio Battisti infatti è stato tra i più influenti e innovativi musicisti e cantanti italiani di sempre. Bravo chitarrista, perfezionista quasi maniacale negli arrangiamenti, sul  fronte musicale ha imposto una svolta significativa al pop leggero italiano rivoluzionando e personalizzando fortemente la forma canzone (tradizionale e melodica) contaminandola con sonorità e generi come il rock, il beat, il progressive, il latin, il rhythm’n’blues. Inoltre fondamentali si sono dimostrati anche i preziosi sodalizi con gli autori Mogol e Pasquale Panella che lo hanno portato a scalare le classifiche nazionali per anni, sia con brani interpretati da lui che da altri – basti pensare alla lunga collaborazione con Mina – arrivando a vendere la bellezza di 25 milioni di dischi.

Omaggiare in jazz un autore tra i più intimi, personali e sofisticati come Battisti non era facile, e il rischio di scivolare nella più tradizionale cover era decisamente forte. La sfida affrontata dai nostri jazzisti coinvolti, ci sembra decisamente vinta grazie all’originalità degli arrangiamenti, curati in questa occasione dal sassofonista italo argentino Javier Girotto (che ha conosciuto la musica di Battisti solo dopo il suo trasferimento in Italia), alla bravura interpretativa e teatrale dell’istrionico Peppe Servillo e all’ottimo interplay e alle qualità solistiche del resto del gruppo. Il sestetto infatti è riuscito a tracciare un suggestivo e inaspettato percorso sonoro mettendosi al servizio del ricco universo musicale battistiano attraverso una ventina di canzoni, da Pensieri e Parole a Il mio canto libero, da Emozioni a E penso a te, e il grande Servillo ha decisamente aggiunto un’altra importante prova interpretativa alla sua galleria di personaggi come Celentano, Modugno, Conte. (f.r.)

Imola Crossroads fa parte del festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna», è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Imola ed è organizzata da Jazz Network in collaborazione con il Combo Jazz Club con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Biglietto: 20 euro intero, 16 ridotto. Info 0542/602600 o 0544/405666.

Imola Crossroads omaggia Lucio Battisti con una all stars del jazz italiano
Cultura e Spettacoli 15 Aprile 2019

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni

La diciassettesima edizione di «Imola Crossroads», la rassegna inserita nel qualificato festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna», presenterà quest’anno due importanti appuntamenti, in programma al teatro Stignani. Mercoledì 17 aprile avremo la Trilok Gurtu Band, mentre venerdì 26 aprile ci sarà uno degli appuntamenti più attesi di Crossroads, il progetto «Pensieri e Parole», un omaggio jazz a Lucio Battisti proposto da una all stars del jazz italiano che vede coinvolti la pianista Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto ai sassofoni, Furio Di Castri al contrabbasso, Mattia Barbieri alla batteria e il grande Peppe Servillo alla voce. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Imola e organizzata da Jazz Network in collaborazione con il Combo Jazz Club: la sindaca Manuela Sangiorgi, durante la presentazione alla stampa, ha rivendicato l’importanza della manifestazione nel palinsesto culturale musicale cittadino invitando  «cittadinanza e appassionati di musica a non perdere l’opportunità di partecipare a questa bella festa dedicata al jazz, patrimonio dell’umanità e forma d’arte tra le più creative, in una location intima e suggestiva come lo Stignani».

Ad aprire Imola Crossroads, come detto, sarà il grande percussionista indiano Trilok Gurtu con relativa band che a Imola, sempre presentato dal Combo Jazz Club, si è già esibito in tre occasioni: nel 1989 al Cap Creus per la rassegna «Concerto Jazz» sia con il gruppo degli Oregon che nella formazione del grande chitarrista John McLaughlin, e nel 2003 al Crossover Jazz Festival in Rocca.Nato a Bombay nel 1951, figlio d’arte (sua madre Shoba è una delle più famose cantanti di thumri, uno degli stili della musica classica indiana), Gurtu inizia la sua carriera giovanissimo in India come suonatore di tablas (una coppia di tamburi della tradizione indiana, di differente forma e misura, Ndr),  per poi approdare al jazz appena ventenne. Perfettamente a suo agio con tablas, percussioni e batteria (per cui ha elaborato un personalissimo set), che suona con virtuosa maestria e creatività, negli anni ’70 si trasferisce prima in Europa, vivendo anche in Italia tra Firenze, Pistoia e Milano, e successivamente a New York nel 1976.  Risalgono a quegli anni le collaborazioni con Charlie Mariano, Don Cherry, Archie Sheep e Lee Konitz. Alla scomparsa del percussionista Collin Walcott, suo amico, lo sostituisce nel celebre gruppo degli Oregon; proprio con questo gruppo statunitense Gurtu farà conoscere il suo personalissimo stile etno jazz e si guadagnerà la fama internazionale che ancora oggi lo accompagna. Nella sua gratificante carriera non vanno dimenticate ad esempio le collaborazioni con John Mc Laughlin in trio, con Joe Zawinul, Jan Garbarek e Pat Metheny. A titolo di curiosità si può ricordare inoltre che in Italia ha suonato in tour con Pino Daniele nel 1984, e con Ivano Fossati nel cd Lindberg. Da diversi anni, si è dedicato alla carriera solistica prima con la sua formazione dei Crazy Saints e poi con altri progetti lavorando, sempre più convinto, alla ricerca di un «suono globale», dove coesistano jazz e afro, elettronica e tradizione indiana, sonorità senza confini né di genere né di aree geografiche.  La formazione che lo accompagnerà in questo tour è composta oltre che da Trilok alle percussioni e alla voce, da Frederik Koster alla tromba, da Tulug Tirpan al pianoforte e alle tastiere e da Jonathan Ihlenfeld Cunado al basso. (f.r.)

I concerti  inizieranno  alle ore 21.15. Biglietto: 20 euro intero, 16 ridotto. Informazioni: 0542/602600 e 0544/405666.

Nella foto, di Barka Fabianova (tratta dal sito di Crossroads), Trilok Gurtu alle percussioni

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni
Cultura e Spettacoli 14 Aprile 2019

Silvia Donati a Dozza per un progetto dedicato a Nina Simone e Billie Holiday

Secondo appuntamento domenica 14 aprile a Dozza con The Jazz Identity inserito nel cartellone del festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna» e dedicato quest’anno all’universo musicale femminile. Sul palco del teatro Comunale, si esibirà il trio della vocalist Silvia Donati  che presenterà il progetto D’amore e d’orgoglio dedicato a Billie Holiday e Nina Simone: un tributo rispettoso e coinvolgente, in particolare a queste due grandissime interpreti della musica afroamericana, due artiste dalle vite intense e travagliate che hanno profondamente rivendicato l’orgoglio di essere donne e afroamericane negli Stati Uniti in anni in cui i diritti sociali e civili dei neri erano calpestati e non riconosciuti. Un tributo impegnativo che la Donati affronta con una maturità e una personalità da grande interprete.

Silvia Donati, bolognese, è attiva sulle scene nazionali da diversi anni alternando il suo impegno tra musica d’autore, jazz e musica brasiliana. Sul versante della musica d’autore la ricordiamo come vocalist del noto gruppo femminile delle Siluet con il quale nel ’97 ha vinto il premio «Città di Recanati»; su quello  jazzistico ha  affiancato diversi musicisti come Pietro Tonolo, Ares Tavolazzi, Jimmi Villotti, Sandro Gibellini, Carlo Atti,  Renato Chicco e il pianista Marcello Tonolo con il quale ha condiviso il Quintetto-Progetto «Music on Poetry» realizzando due interessanti cd,  Days e Seed Journey, con composizioni originali ispirate ed elaborate da poeti come Philip Larkin e Gregory Corso, e ancora lo «Stand Hard 3io», e l’originale «Ja Vigiu Plamja». Infine per quanto riguarda la musica brasiliana, suo grande amore, ha collaborato con personaggi come Nicola Stilo e Toninho Horta come cantante e autrice dei testi nel cd Vida Vida.

Al suo fianco a Dozza troviamo la giovane talentuosa chitarrista toscana Francesca Fattori che sta iniziando meritatamente a farsi notare nella nuova scena jazz nazionale. Infine la bassista Camilla Missio, già compagna di strada della Donati con Le Siluet, che è una delle migliori bassiste italiane e vanta una carriera ricca di collaborazioni tra musica e teatro al fianco di personaggi come Andrea Mingardi, Massimo Ranieri, Paola Turci, Mirco Menna, Stefano Benni, Gemelli Ruggeri, Bob Messini, Neri Marcorè, Malandrino e Veronica, Franz Campi solo per citarne alcuni. (f.r.)

Il teatro Comunale è in via XX Settembre 51, i concerti inizieranno alle ore 21. Per informazioni e prenotazioni: 0544/405666 (da lunedì a venerdì ore 9-13). La biglietteria serale del teatro sarà attiva dalle ore 20 al 338/2273423.

Nella foto, di Mirko Silvestrini (tratta dal sito di Crossroads), Silvia Donati

Silvia Donati a Dozza per un progetto dedicato a Nina Simone e Billie Holiday
Cultura e Spettacoli 6 Aprile 2019

Una domenica tra samba e bossa con As Madalenas al teatro di Dozza

Anche quest’anno Dozza avrà due appuntamenti del cartellone del festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna». Infatti, sotto il titolo The Jazz Identity, Jazz Network e il Combo Jazz Club presenteranno, nel suggestivo teatro Comunale del borgo di Dozza, due bei concerti che avranno interamente come protagoniste cantanti e musiciste donne. Domenica 7 aprile si esibirà il duo As Madalenas, mentre il 14 aprile avremo il trio della vocalist Silvia Donati accompagnata dalla chitarrista Francesca Fattori e dalla bassista Camilla Missio con un progetto dedicato a Billie Holiday e Nina Simone.

As Madalenas, la formazione che aprirà il 7, è un duo composto da Cristina Renzetti e dalla brasiliana Tati Valle, due tra le migliori e qualificate interpreti di musica brasiliana nel nostro Paese. Le due cantanti e musiciste dialogano con le loro voci accompagnandosi con le sole due chitarre e con qualche percussione come il pandeiro e il surdo, dando vita ad un progetto originale, raffinato e coinvolgente. La loro performance ci porta nell’affascinante mondo della musica brasiliana d’autore di cui sono tutte e due profonde conoscitrici. Tra samba e bossa, tra momenti più intimi e delicati e altri più ritmici e energici, propongono una scaletta in cui alternano brani inediti con altri più famosi, utilizzando sia l’italiano che il portoghese, il tutto abilmente filtrato attraverso una sensibilità tutta femminile. Dopo il successo ottenuto con il primo cd Madeleine realizzato nel 2015  per l’etichetta Brutture Moderne, nel 2018 hanno fatto uscire il secondo progetto discografico dal titolo Vai, Menina che vede la partecipazione di diversi musicisti ospiti come il grande compositore brasiliano Guinga e il bravo clarinettista Gabriele Mirabassi.

La Renzetti, cantante e  autrice, da anni sviluppa la sua ricerca tra musica d’autore brasiliana e jazz. Già leader del gruppo Jacarè insieme al chitarrista Rocco Casino Papia, ha all’attivo innumerevoli collaborazioni sia con musicisti italiani che brasiliani, due produzioni discografiche a suo nome (Origem è giro registrato in Brasile e Dieci Lune) e ha dato vita ad uno splendido trio con il chitarrista Roberto Taufic e il clarinettista Gabriele Mirabassi con cui ha inciso due cd e suonato in tutta Europa. Mentre la Valle, originaria di Londrina (Paranà, Brasile) è una cantautrice brasiliana trasferitasi in Italia da tempo, che nel 2013 ha realizzato il cd Livro dos dias, tutto con brani di sua composizione. (f.r.)

Il teatro Comunale è in via XX Settembre 51. Inizio concerti: ore 21. Biglietto: intero 15 euro, ridotto 13, ridotto 11 (per carnet con due concerti).  Informazioni e prenotazioni: 0544/405666 (lunedì-venerdì ore 9-13). Biglietteria serale dalle ore 20: 338/2273423.

Nella foto Tati Valle e Cristina Renzetti

Una domenica tra samba e bossa con As Madalenas al teatro di Dozza
Cultura e Spettacoli 29 Marzo 2019

Da oggi tre giorni di grande musica con l'innovazione di Cassero Jazz

Fine settimana tutto jazz a Castel San Pietro con la trentaduesima edizione del festival Cassero Jazz che si terrà il 29, 30 e 31 marzo al teatro Cassero. Interamente ospitata nel nutrito e qualificato cartellone del festival regionale «Crossroads – Jazz e altro in Emilia Romagna», la rassegna castellana è promossa  anche quest’anno dall’assessorato alla Cultura, dalla Uisp e dal Combo Jazz Club, e vive grazie al sostegno economico della Uisp castellana. Questa edizione, come dicevamo, si svilupperà in tre serate con la presentazione di tre proposte decisamente interessanti, legate alla migliore scena nazionale e internazionale, che confermano la linea artistica coerentemente portata avanti negli anni da Cassero Jazz. Una linea che ha portato la «piccola» ma significativa manifestazione castellana a guadagnarsi un suo prestigio grazie ad una direzione artistica che ha puntato sulla progettualità, la qualità, la ricerca anche radicale, le contaminazioni senza mai rincorrere il personaggio del momento, il facile consenso.

Ad aprire la manifestazione venerdì 29 sarà un quartetto formato da Riccardo Tesi, Patrick Vaillant, Andrea Piccioni e Gianluigi Trovesi. Si tratta di una sorta di reunion del progetto Etnia Immaginaria che proprio a Cassero Jazz venticinque anni or sono ebbe il suo debutto. Allora era un trio e oggi sarà un quartetto e sarà stimolante vedere l’evoluzione e la contemporaneità di quello che ancora oggi possiamo considerare uno dei più interessanti progetti di etno-jazz realizzati nel nostro Paese. Si tratta di un viaggio in una musica strumentale senza frontiere, innovativa e spregiudicata ma con radici ben salde, che vedrà il celebrato sassofonista e clarinettista Gianluigi Trovesi,  quest’anno gratificato dalla rivista Musica Jazz con il «Top Jazz alla Carriera» , dialogare con Riccardo Tesi, maestro indiscusso a livello internazionale dell’organetto diatonico, con Patrik Vaillant, virtuoso e coinvolgente mandolinista francese, e con il percussionista Andrea Piccioni, grande maestro dei tamburi a cornice.

Sabato 30 le coordinate musicali saranno decisamente diverse con il concerto forse più atteso, quello che avrà come protagonista il trio del chitarrista statunitense Julian Lage. Modello e maestro riconosciuto per schiere di giovani chitarristi jazz sparsi per il mondo nonostante abbia poco più di trent’anni, Lage ha esordito giovanissimo tanto che a dieci anni era il protagonista del documentario Jules at Eight diretto da Mark Becker, e a dodici era già stato invitato ad esibirsi alla cerimonia per i  Grammy Awards. Allievo alla Berklee College of Music di Boston, ha avuto come insegnante il vibrafonista Gary Burton che lo schiera nella propria formazione, e con il quale ha inciso due cd: Generation nel 2004 e Next Generation nel 2005. Da allora la sua carriera non si è più fermata annoverando collaborazioni di prestigio come quelle con personaggi quali Jim Hall, Herbie Hancock, Fred Hersch, Christian McBride, Eric Harland e Larry Grenadier, Bela Fleck e Antonio Sanchez, Charles Lloyd, John Zorn, ed esibendosi nei cartelloni dei maggiori festival e jazz club del mondo. A Castel San Pietro Lage si esibirà in trio con Jorge Roeder al contrabbasso e Eric Doob alla  batteria,  e presenterà il nuovo cd Love Hurts.

Infine domenica 31 la rassegna chiuderà  con il Quartetto «Dark Dry Tears» guidato dal noto bassista italiano Danilo Gallo. Musicista eclettico, aperto, curioso, più volte ascoltato a Cassero Jazz in diversi contesti, Gallo presenterà un suo progetto in piedi già da qualche anno, in cui esprime il suono della sua anima più nascosta: quella che lui ama definire «malinco-punk-retrorock-grunge-melodica» filtrata naturalmente attraverso la musica, usando il linguaggio universale del jazz, riletto e personalizzato. Per questa «avventura  sonora» ha messo insieme un ottimo quartetto che vedrà il magistrale batterista Jim Black, uno dei protagonisti riconosciuti del downtown newyorkese, anche lui già passato in più occasioni dal palco del Cassero, e i sassofonisti  italiani Massimiliano Milesi, già al fianco di Giovanni Falzone e Tino Tracanna, e Francesco Bigoni, coprotagonista nell’esperienza con Gallo del collettivo El Gallo Rojo. Un combo piuttosto singolare con una  front line praticamente doppiata nelle voci che presenterà il suo secondo lavoro discografico che uscirà a breve per l’etichetta Parco della Musica Record di Roma. Massimiliano Milesi ha sostituito Francesco Bearzatti, che inizialmente doveva partecipare al progetto e che ha dovuto rinunciare per ragioni di salute.

Al teatro Cassero in via Matteotti 2 alle ore 21.15. Biglietti: per il 29 e il 31 marzo, 15 euro intero, 13 ridotto; per il 30 marzo, 20 euro intero, 16 ridotto; abbonamento a tre serate 42 euro. Info: 335/6916225, 051/940133 oppure www.crossroads-it.org o www.combojazzclub.com. Biglietteria serale dalle ore 20: tel. 338/2273423.

Nella foto i Dark Dry Tears

Da oggi tre giorni di grande musica con l'innovazione di Cassero Jazz
Cultura e Spettacoli 17 Gennaio 2019

Continua il jazz al Sersanti, i prossimi a salire sul palco sono i sei musicisti dell'Mbjq

Continuano gli appuntamenti con la musica jazz di qualità al Circolo Sersanti di Imola con una rassegna, realizzata in collaborazione con il Combo Jazz Club e Jeko Music, che ha lo scopo d’aprire i prestigiosi spazi del Circolo Sersanti di piazza Matteotti 8 al jazz appunto, ma anche al blues, al rock blues e alla musica brasiliana, proposti in una cornice informale da club aperta in particolare ad un pubblico giovanile d’appassionati. Il prossimo appuntamento vedrà esibirsi domani sera, venerdì 18 gennaio alle 21, l’Mbjq, ovvero il Massimo Bozi Jazz Quartet (che poi è un sestetto) con Bosi al pianoforte, Gigi Foschini alla chitarra, Davide Di Iorio al sax, Alberto Giovannini al basso, Roberto Bianconi alla batteria e con la cantante Daniela Peroni. Il gruppo  presenterà un repertorio dove, insieme ai brani  del trio E.S.P del celebrato pianista  svedese Esbjorn  Svensson e a quelli del chitarrista Wes Montgomery,  ci saranno composizioni di Joshua Redman e Roy Hargrove, standard soul, funky e brasiliani rivisitati  sempre in chiave jazzistica. Il 25 gennaio sempre alle 21 il palco sarà del Gajé Gipsy Swing: la violinista Elena Mirandola, il chitarrista Alessandro De Lorenzi e il contrabbassista Francesco Cervellati proporranno swing-jazz manouche, genere intramontabile che vede tra i suoi padri  il grande chitarrista  d’origine Django Reinhardt. Il 5 febbraio si terrà una jam session a cura del Collettivo Ipa con Fabio Landi al pianoforte, Alessandro Petrillo alla chitarra, Jader Berti al contrabbasso, Franco De Fazio alla batteria e ospiti (le jam session sono aperte a tutti i musicisti).

L’ingresso è di 10 euro per la prima consumazione (bevande). Per informazioni e prenotazioni: 0542/22207 o 347/2556571.

Nella foto i componenti del gruppo Mbjq

Continua il jazz al Sersanti, i prossimi a salire sul palco sono i sei musicisti dell'Mbjq
Cultura e Spettacoli 16 Novembre 2018

Valentina Monti apre questa sera i concerti jazz al Circolo Sersanti

Ritorna la musica dal vivo al Circolo Sersanti di Imola, che ospita e promuove un ciclo di concerti di jazz, blues, rock blues e di musica brasiliana in collaborazione con il Combo Jazz Club e con Jeko Music per dar vita a serate che vogliono essere un appuntamento informale «da club» rivolto in particolare a un pubblico di appassionati.

Questa sera, venerdì 16 novembre, alle 21 si esibirà il Valentina Monti Jazz 4et, con la cantante che sarà sul palco insieme al pianista Enrico Pelliconi, al contrabbassista Henrique Molinario e al batterista Giacomo Scheda. Il quartetto, attivo in questa formazione dal 2016, è composto da musicisti che da anni dedicano la loro attività prevalentemente al jazz. Proporranno un repertorio che sarà un viaggio tra grandi brani del jazz più classico, tra ballad e swing, rielaborati dal punto di vista di una vocalist affascinata da grandi interpreti come Ella Fitzgerald, Carmen McRae e Sarah Vaughan, con uno sguardo sempre rivolto al soul e al blues, generi nei quali la voce di Valentina Monti (che, tra l’altro, è anche voce solista femminile dell’Imola Big Band) trova spazi sonori ideali.

Due settimane dopo torna al Circolo il contrabbassista Roberto Bartoli con il progetto Quai des Brumes. Insieme al clarinettista Federico Benedetti e al chitarrista Tolga During, esaminerà le contaminazioni tra musica gipsy, atmosfere balcaniche e klezmer, canzone francese e naturalmente tanto jazz, insomma quel crogiuolo di culture che si potevano incontrare nella Parigi dei tempi di Django Reinhardt.

Il 21 dicembre sarà protagonista l’Inner City Group composto da Andrea Bonetti al piano/synth, Fabio Mazzini alla chitarra, Luca Pasotti al basso e Andrea Tedaldi alla batteria: propone un repertorio  che spazia da classici del jazz firmati da personaggi come  Scofield e Coltrane a composizioni originali, filtrati attraverso  un energico jazz funk ricco di sfumature e groove.

L’ingresso è di 5 euro per una prima consumazione di bevande.

Sono poi previste tre serate di jam session a cura del Collettivo Ipa, con ingresso gratuito: il 4 dicembre, l’8 gennaio e il 5 febbraio – sempre alle 21 – la musica nascerà dal talento di Fabio Landi, pianoforte, Alessandro Petrillo, chitarra, Jader Berti, contrabbasso, Franco De Fazio,  batteria, e numerosi ospiti.

Informazioni e prenotazioni: 0542/22207.

Nella foto, di Isolapress, Valentina Monti

Valentina Monti apre questa sera i concerti jazz al Circolo Sersanti
Cultura e Spettacoli 8 Novembre 2018

Erf@CasseroMusica parte questa sera con Cristina Zavalloni che omaggia Boris Vian

Sarà Cristina Zavalloni, jazzista, compositrice e interprete di musica contemporanea nonché cantante lirica con alle spalle una lunga pratica della danza classica e contemporanea, ad inaugurare la prima stagione di Erf@CasseroMusica, la rassegna curata da Emilia Romagna Festival al teatro Cassero di Castel San Pietro. Questa sera, giovedì 8 novembre alle 21, andrà in scena Boris Vian, il poeta sincopato, uno spettacolo dedicato al poeta e musicista francese di inizio ‘900,  che vedrà sul palco Cristina Zavalloni alla voce, il pianista Paolo Birro e il sassofonista Pietro Tonolo, che è anche autore degli arrangiamenti insieme a Furio di Castri.

Boris Vian, vissuto in Francia tra il 1920 e il 1959, fu un artista totale: si cimentò con poesia, teatro, narrativa, musica. «Tanto caro alle avanguardie storiche del Novecento e del surrealismo – si legge nel comunicato stampa del concerto -, fu un intellettuale colto e disincantato dell’esistenzialismo francese, ma anche un musicista stravagante della prima musica ribelle, oltre a essere stato il primo a intuire la grandezza del jazz, che frequentò anche come trombettista e autore di canzoni e alla cui diffusione in Europa diede un contributo fondamentale».

Pietro Tonolo, autore e arrangiatore della parte musicale, la cantante Cristina Zavalloni e il pianista Paolo Birro proporranno uno spettacolo ben costruito, che unisce poesie originali a melodie inedite, in aggiunta alle canzoni proprie di Vian, tradotte per l’occasione e ri-arrangiate in una nuova veste

.Cristina Zavalloni è una cantante di fama internazionale: ha collaborato con il compositore olandese Louis Andriessen, che ha scritto per lei alcuni dei suoi più recenti lavori tra cui Passeggiata in tram per l’America e ritorno, La Passione, Inanna, Letter from Cathy, Racconto dall’Inferno, è interprete delle prime di autori quali McMillan, Nyman e Boccadoro, si è esibita nelle principali sedi della musica classica – dal Lincoln Center di New York al Concertgebouw di Amsterdam – e nei festival jazz più importanti come Umbria Jazz, dando vita spesso a progetti di incontro fra il canto e le arti contemporanee. Il pianista Paolo Birro, diplomato presso il Conservatorio di Vicenza dove ora insegna, è uno dei più ricercati interpreti italiani della musica jazz: nel 1996 è stato nominato «Miglior Nuovo Talento» nel referendum della critica specializzata indetto dalla rivista Musica Jazz. Ha collaborato con artisti come Lee Konitz, Ruud Brink, Scott Hamilton, Buddy De Franco, Enrico Rava e moltissimi altri. Pietro Tonolo è uno dei più noti sassofonisti europei: ha iniziato la sua attività giovanissimo suonando in Europa e in America con le band di Gil Evans e Chet Baker, arrivando nel corso della carriera a incidere una novantina di cd, sia come sideman che in proprio, ottenendo ampi successi e riconoscimenti. Ha collaborato con molti tra i principali jazzisti italiani, quali Enrico Rava, Danilo Rea e Roberto Gatto, ed europei, come Tony Oxley e Henri Texier, col quale ha effettuato tournée in Oriente, Africa e America Latina. (r.c.)

Biglietto 15 euro, ridotto 12; «Musica a 1 euro» per gli studenti delle scuole castellane di ogni ordine e grado. Info: 0542/25747.

Nella foto (di Barbara Rigon) Cristina Zavalloni

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