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Cronaca 13 Maggio 2020

Imola ricorda le vittime del primo bombardamento del 13 maggio 1944

Nell’ambito delle iniziative per ricordare il 75° anniversario della Liberazione, oggi verrà deposta una corona al monumento posto nella pineta del Macello (via Baviera Maghinardo), a ricordo delle vittime del primo bombardamento aereo di Imola, il 13 maggio 1944.

Le prime bombe su Imola non siano un lontano ricordo
di Fabrizio Tampieri
Imola, come gran parte dell’Italia, nella primavera del 1944 doveva fare i conti con lo stato di guerra. Non era un fatto che riguardava soltanto chi in qualunque modo si opponeva al regime nazifascista, a rischio della propria vita, era una situazione che riguardava tutta la popolazione, sia per la crescente carenza di generi di prima necessità, cibo, medicinali, combustibili, sia per l’avvicinarsi del fronte di guerra, che esponeva a rischi sempre maggiori di essere vittime involontarie dei combattimenti tra gli eserciti.
Il pericolo che si temeva maggiormente veniva dal cielo, l’aviazione degli Alleati aveva ormai forze preponderanti rispetto a quelle tedesche e molte grandi città del nord avevano già subito pesanti bombardamenti. Alcuni interventi di protezione erano già stati organizzati in città e, parzialmente, anche nel forese: l’oscuramento (ossia l’eliminazione quasi totale dell’illuminazione notturna, pubblica e privata) per rendere più difficile l’individuazione di bersagli di notte e, soprattutto, la costruzione di rifugi antiaerei di vario tipo, più o meno efficaci, che erano il fulcro del sistema di protezione nazionale chiamato Unpa (Unione nazionale protezione antiaerea).
Fino al 13 maggio 1944 gli imolesi potevano dire di essersela cavata abbastanza bene, ma da quel giorno cambiò tutto, in modo terribile. I bombardieri alleati (il cui nome, Fortezze volanti, era tutto un programma), partiti dalla Puglia con obiettivo la linea ferroviaria da Piacenza a Cesena, sganciarono oltre trecento bombe devastando soprattutto la zona attorno alla stazione ferroviaria e il rione che stava tra il Macello comunale (in via Selice) e viale De Amicis.

L”articolo completo nel numero del Sabato sera del 7 maggio

Imola ricorda le vittime del primo bombardamento del 13 maggio 1944
Cronaca 29 Aprile 2020

La città di Imola ricorda il 76° anniversario dell’uccisione di Maria Zanotti e Livia Venturini

Nell’ambito delle iniziative per ricordare la Resistenza e la Liberazione, questa mattina, la città di Imola ha ricordato Maria Zanotti e Livia Venturini nel 76° anniversario della loro uccisione, avvenuta il 29 aprile 1944 durante una manifestazione di donne in piazza Matteotti organizzata nei “Gruppi di difesa” per reclamare dalle autorità comunali la distribuzione di generi razionati. I militi della Gnr fascista, intervenuti per impedire l’acceso al palazzo comunale, spararono sulle donne, provocando la loro morte.

Questa mattina quindi stati deposti da incaricati del Comune, in accordo con l’Anpi Imola, mazzi di fiori, la corona ed il ritratto delle due donne ai piedi della lapide che ricorda il loro sacrificio, in piazza Matteotti angolo via Emilia. Si è trattato di una semplice deposizione, senza la presenza della cittadinanza, in ottemperanza alle normative in vigore per il contrasto alla diffusione del Coronavirus. Nel corso della mattinata, il Commissario straordinario al Comune, dott. Nicola Izzo, ha poi reso loro omaggio. (da.be.)

Nella foto (Isolapress): l’omaggio del commissario Izzo

La città di Imola ricorda il 76° anniversario dell’uccisione di Maria Zanotti e Livia Venturini
Cronaca 25 Aprile 2020

Festa della Liberazione, ad Ozzano scritte e simboli fascisti su monumenti e edifici. Le reazioni del sindaco Lelli e dell’Anpi

Brutto risveglio questa mattina ad Ozzano. Ignoti, infatti, nella notte e proprio poche ore prima dei festeggiamenti della Liberazione, hanno imbrattato il Monumento dei Caduti ed alcuni edifici pubblici con scritte e simboli inneggianti al fascismo. Dura la reazione del sindaco di Ozzano Luca Lelli in un post sulla sua pagina Facebook personale. «Esprimo a nome dell’amministrazione e dell’intera comunità ozzanese la più totale e ferma condanna dell’accaduto. Ringrazio tutti i gruppi consiliari per la solidarietà espressa. Questo atto meschino e vigliacco, fatto di nascosto, di notte, al buio. Muovendosi come si muovono i ratti, non scalfirà minimamente la nostra coscienza democratica. Siamo una comunità unita intorno ai valori della democrazia e dell’antifascismo. Ripudiamo ogni genere di estremismo e di violenza. Di ogni natura e nei confronti di chiunque. Le immagini riprese dalle telecamere sono al vaglio delle forze di polizia».

Situazione che grazie all’aiuto di tanti ozzanesi è stata ripristinata in poco tempo. «Passata la collera abbiamo prima messo la più nobile delle “pezze” (anche utilizzando bandiere tricolori, ndr) – si legge ancora nel post – grazie al pronto intervento di Pubblica Assistenza, Alpini, dipendenti comunali che sono entrati in servizio), per la cerimonia dopodichè, grazie anche alla generosità e disponibilità di cittadini, rappresentanti di associazioni e partiti (Anpi, Arci, Pd) consiglieri comunali (di più gruppi) ed assessori è stato tutto ripristinato. Ancora di più, buon 25 Aprile a tutti!».

Non si è fatta attendere nemmeno la reazione dell’Anpi attraverso un comunicato stampa. «Esprimiamo indignazione e ferma condanna per il grave gesto di danneggiamento al Monumento ai Caduti della Resistenza e ad altri edifici pubblici fatti oggetto, alla vigilia del 25 aprile e in piena emergenza sanitaria e sociale, di scritte oltraggiose e simboli inneggianti al fascismo. A questi vigliacchi figuri vogliamo ricordare che il nazismo e il fascismo, i regimi a cui inneggiano, hanno reso possibile, nel secolo scorso, la pagina più buia della storia dell’umanità. Dittatura, persecuzione politica, tortura, guerra, stragi, campi di concentramento, genocidio… . A questo atto rispondiamo festeggiando con ancor più forza il 25 aprile perché ci ha liberati dalla dittatura e dalla violenza del fascismo. Da quella lotta è nata la consapevolezza della sacralità dei diritti umani. Diritti irrinunciabili che sono stati poi sanciti nella Costituzione repubblicana e nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo Combattemmo allora per conquistare questi diritti e per affermare questi valori, combatteremo oggi con fermezza contro chi vorrebbe portarceli via un pezzo alla volta. Nel 75° anniversario della Liberazione dal nazi fascismo ricordiamo dunque e onoriamo i nostri Caduti, i nostri Partigiani e tutti coloro che contribuirono a raggiungere tale risultato, e, riconfermiamo l’impegno a difendere e ad attuare la nostra Costituzione antifascista». (da.be.)

Nella foto: volontario al lavoro per rimuovere le scritte

Festa della Liberazione, ad Ozzano scritte e simboli fascisti su monumenti e edifici. Le reazioni del sindaco Lelli e dell’Anpi
Cronaca 25 Aprile 2020

«Imolesi tra bombe e granate», il ricordo del bombardamento aereo di Imola nel libro di Bacchilega Editore. IL VIDEO

Il prossimo 13 maggio ricorrerà il 76° anniversario del primo disastroso bombardamento aereo di Imola, messo in atto dall’aviazione alleata per indebolire le retrovie tedesche, le fabbriche di armamenti e le vie di comunicazione e rifornimento verso il fronte.

A trovare nuovi documenti e raccogliere ulteriori notizie, mettendo in fila i temi di questo argomento e pubblicandoli nel libro «Imolesi tra bombe e granate – 1944-1945» (Bacchilega Editore, 288 pagine, 25 euro) ci ha pensato Gilberto Negrini.

L’articolo completo su «sabato sera» del 23 aprile.

Nella foto: una foto tratta dal libro

«Imolesi tra bombe e granate», il ricordo del bombardamento aereo di Imola nel libro di Bacchilega Editore. IL VIDEO
Cronaca 25 Aprile 2020

Festa della Liberazione, il documentario di Bacchilega Editore «Prima che cambi il tempo». IL VIDEO

Oggi, 25 aprile, giorno della Liberazione riproponiamo il documentario «Prima che cambi il tempo. Valle del Santerno-Porta per la libertà», pubblicato nel 2005 da Bacchilega Editore per la regia di Massimiliano Valli ed il contributo di Elena Marchetti e Marco Orazi.

Mettere insieme voci, volti, immagini, filmati, per ripercorrere la storia della Vallata del Santerno dal Novecento ad oggi. L’intento non è stato quello di coprire tutti gli avvenimenti o essere esaustivi, ma di tracciare l’immagine di un territorio, del cammino che ha percorso, soffermandoci in particolare sugli anni della guerra e sulla lotta di liberazione.

Abbiamo voluto farlo attraverso le testimonianze di uomini e donne che hanno attraversato quegli anni, la guerra con il suo carico di distruzione e di sofferenza, la Resistenza con la sua lotta per una società libera e giusta. Testimonianze di: Giovanna Amaducci, Elise Biagi, Reginald Collins, Enes Franceschi, Dina Ga- leotti, Sisto Giovannini, Elio Gollini, Vincenzo Martelli, Norma Poli, Renzo Ricci Picciloni, Quartiero Ronchi, Giorgio Tonni, Bruno Tur- rini, Giulio Visani, Edward Wike-Smith. (r.cr.)

Nella foto: un’immagine del documentario

Festa della Liberazione, il documentario di Bacchilega Editore «Prima che cambi il tempo». IL VIDEO
Cronaca 23 Aprile 2020

25 Aprile 2020, la festa del 75° della Liberazione nelle piazze virtuali del circondario imolese

La necessità di combattere il contagio da Coronavirus impone modalità diverse per festeggiare il 75° anniversario della Liberazione. Di seguito vediamo le iniziative organizzate dai vari Comuni (esclusa Imola, di cui abbiamo scritto a parte) per l’occasione.

A Castel San Pietro, dopo le iniziative dello scorso venerdì 17 aprile per ricordare la liberazione della città, l’assessorato alla Cultura promuove la pubblicazione di proposte di lettura a cura del Servizio biblioteche comunali e della Libreria Atlantide e la celebrazione dell’anniversario della Liberazione d’Italia attraverso due video. Il primo sarà pubblicato la mattina del 25 aprile nella pagina facebook del Corpo bandistico Città di Castel San Pietro e presenterà brani musicali, che solitamente caratterizzano la sfilata che si tiene in occasione della Liberazione, suonati per l’occasione dai giovani della Small Band. Il secondo sarà pubblicato alle ore 16 nella pagina facebook dell’associazione Uroboro, realizzato dalla stessa Uroboro insieme ad Anpi, dedicato alla manifestazione «Liberamusica» che quest’anno avrebbe compiuto 15 anni. Si tratterà di un montaggio di video e foto sui concerti tenuti dai gruppi musicali locali negli anni scorsi con letture a tema sulla Liberazione. I link a questi video saranno pubblicati anche nel sito e pagina facebook delComune. Anche le commemorazioni alla rotonda dei paracadutisti Nembo, dei fatti di Case Grizzano e dei caduti del Gruppo di Combattimento Folgore in programma domenica 3 maggio saranno rinviate al prossimoautunno e probabilmentenon sarà possibile partecipareall’incontro internazionale allager nazista di Mauthausen,previsto dall’8 al 10 maggio.

A Medicina alle 11 di sabato 25 verranno trasmessi l’Inno di Mameli e «Bella ciao» dai megafoni di piazza Garibaldi e via Libertà. L’Amministrazione comunale, inoltre, ha chiesto ai cittadini di appendere un tricolore alle proprie finestre e di inviare una o più foto al Comune. A Dozza, invece, l”Amministrazione comunale commemorerà l’anniversario della Liberazione senza la consueta partecipazione della cittadinanza; il sindaco Luca Albertazzi, con il comandante della stazione dei carabinieri e un rappresentante dell’Anpi e dell’Associazione Alpini, alle ore 11 renderà omaggio a quanti si sacrificati per combattere il nazifascismo e riconsegnare la democrazia e la libertà al nostro Paese, con un minuto di raccoglimento davanti alla lapide ai caduti. Il parroco di Dozza procederà alla benedizione e verrà deposta, come di consueto, una corona. A Castel Guelfo, infine, il Comune ha deciso di fare due piccole cerimonie, alle quali parteciperà anche il sindaco Claudio Franceschi. Dopo la messa, celebrata alle ore 10, presso il parco denominato Bambinopoli, alle 11 verrà piantato un albero simbolo di vita e di rinascita. In seguito,alle 11.15 circa, ci si recherà presso il monumento dei Caduti per deporre una corona a ricordo delle vittime della guerra che con il loro sacrificio ci hanno ridato la libertà. (r.cr.)

Nella foto un momento delle celebrazioni del 25 Aprile a Castel San Pietro Terme nel 2019 (la foto è tratta dal sito del Comune)

25 Aprile 2020, la festa del 75° della Liberazione nelle piazze virtuali del circondario imolese
Cronaca 23 Aprile 2020

A Imola un sobrio 25 Aprile, con la corona al Monumento al Partigiano e il tricolore sulla facciata del municipio

Non mancherà in questo anomalo 25 aprile, 75° anniversario della Liberazione nazionale, la deposizione della tradizionale corona al Monumento al Partigiano che si trova in piazzale Leonardo da Vinci (la rotonda di viale Dante, per intenderci) a Imola. Ma a portargliela non sarà il solito corteo di persone provenienti dalla piazza dopo avere ascoltato il concerto della banda cittadina e i discorsi ufficiali delle autorità. Sabato 25 aprile, alle 11, la sobria cerimonia davanti al Monumento vedrà la presenza soltanto del Commissario straordinario al Comune, Nicola Izzo, accompagnato dal presidente dell’Anpi Imola, Gabrio Salieri, da Virginia Manaresi, la partigiana “Gina”, da Franco Camaggi, presidente del Coordinamento Associazioni d’Arma Imolesi e da Fabrizia Fiumi, presidente della Croce Rossa Italiana–Comitato di Imola. Saranno inoltre esposti il gonfalone della Città di Imola, con la Medaglia d’Oro al valor militare per attività partigiana e la bandiera dell’Anpi.

Sempre sabato, in mattinata, saranno posizionate corone da personale incaricato posizionerà anche all’esterno della sede dell’Anpi, dove si trova la lapide dei partigiani ed antifascisti caduti e fucilati a Bologna, nell’androne del municipio davanti alla lapide dei caduti in guerra e all’interno della Rocca sforzesca, ove è posta la lapide a ricordo dei partigiani e antifascisti detenuti e torturati in Rocca. Ma non è tutto: dalla sera del 24 aprile fino al 2 giugno, al calare del sole la parte della facciata del municipio sopra l’ingresso di piazza Matteotti sarà illuminata con il tricolore. «La sobrietà della celebrazione del 25 aprile – si legge nella nota dell”Amministrazione comunale – farà risuonare ancora più forte la memoria del sacrificio di quanti, uomini e donne, civili, militari e religiosi si adoperarono e combatteremo per conquistare quella libertà e democrazia in cui oggi possiamo vivere, mettendo in luce, ancora una volta, l’attualità di quei valori di pace, democrazia, libertà, giustizia sociale, che sono alla base della Resistenza e della lotta Liberazione e sono stati sanciti poi dalla nostra Costituzione». 

Per quanto riguarda invece l”anniversario dell”uccisione di Livia Venturini e Maria Zanotti, avvenuta nel 1944 durante una manifestazione di donne in piazza Matteotti, sarà celebrato il 29 aprile con un mazzo di fiori, la corona ed il ritratto delle due donne che saranno deposti ai piedi della lapide a ricordo del lor sacrificio affissa sul muro del municipio che dà sulla piazza, all”angolo con via Emilia. (r.cr.)

Nella foto d”archivio la piazza Gramsci piena di gente in occasione di un 25 Aprile

A Imola un sobrio 25 Aprile, con la corona al Monumento al Partigiano e il tricolore sulla facciata del municipio
Cronaca 22 Aprile 2020

25 aprile «a distanza» con il Cidra e quattro documentari sulla storia locale

Il Cidra celebra il settantacinquesimo anniversario della Liberazione mettendo a disposizione quattro documentari sulla storia del nostro territorio, visibili sul canale YouTube del centro (qui il link) da domani a sabato 2 maggio.

«E” un”occasione per risentire le voci di alcuni indimenticati protagonisti di quegli anni come Elio Gollini, Alfiero Salieri, Vittoriano Zaccherini, Renzo Ricci Picciloni e Vincenzo Martelli – spiega Marco Orazi – che, paradossalmente, ci appaiono ancora più reali e vicini a noi anche se scomparsi da tempo, abituati come siamo ormai alle frequentazioni a distanza».

I quattro documentari in programmazione sono Prima che cambi il tempo. Valle del Santerno – Porta per la libertà di Massimiliano Valli, Uomini e donne imolesi tra fascismo e democrazia a cura di Lea Marzocchi, La Resistenza nell”imolese di Leonardo Bettocchi, e Viaggio nella banalità del male-I campi nazisti di Mauthausen e Bolzano dalle voci dei deportati imolesi di Marco Carroli. (r.cr.)

25 aprile «a distanza» con il Cidra e quattro documentari sulla storia locale
Cronaca 16 Aprile 2020

«Un tricolore ad ogni finestra», così il Comune di Medicina vuole celebrare il 75° anniversario della Liberazione della città

16 aprile 1945-16 aprile 2020: ricorre oggi il 75° anniversario della liberazione di Medicina. Purtroppo l”emergenza Coronavirus non consentirà di celebrare l”anniversario secondo il programma che era stato programmato e condiviso con i reggimenti inglesi. L”Amministrazione comunale medicinese avrebbe infatti voluto, così è scritto nel sito istituzionale, «celebrare in modo particolare il 75° anniversario», con «una mostra in sala auditorium, conferenze, parate, visita dei reggimenti inglesi nei luoghi della memoria, ma purtroppo le cose sono andate in modo diverso e ci troviamo a ricordare questo evento a distanza».

«Distanti ma uniti come siamo abituati a dire e pensare in un momento così inedito come quello che stiamo attraversando – prosegue il Comune – abbiamo deciso di chiedere a ogni persona che vuole essere presente di appendere un tricolore alle proprie finestre e di farci avere una o più foto. Così la celebrazione della Liberazione di Medicina 2020, anche se a distanza, possiamo documentarla  attraverso le immagini». (r.cr.)

Le foto sono tratte dal sito istituzionale del Comune di Medicina e si riferiscono a cerimonie passate

«Un tricolore ad ogni finestra», così il Comune di Medicina vuole celebrare il 75° anniversario della Liberazione della città

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