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Cronaca 7 Agosto 2019

Millequattrocento pazienti del 2018, Montecatone eccellenza nazionale

Circa millequattrocento pazienti assistiti nel corso dello scorso anno, sia in ricovero ordinario sia in day hospital, provenienti da tutto il territorio nazionale (il 65% da fuori Emilia-Romagna).
Numeri e percentuali riportate nel Bilancio di missione 2018 del Montecatone Rehabilitation Institute e che lo confermano come il polo riabilitativo di riferimento in Italia per Pazienti con lesione midollare o cerebrolesione acquisita.

I ricoveri in Degenza ordinaria sono stati 673 (566 con lesione midollare, 92 con grave cerebrolesione acquisita oltre a 15 ricoveri in Riabilitazione intensiva). Il 60% dei pazienti ricoverati per lesione midollare era di origine traumatica, (incidenti stradali, tuffi, cadute), il 40% restante distribuito in oncologico, degenerativo o vascolare.

La presenza di un’Area critica, esperienza unica nel panorama nazionale, permette una presa in carico riabilitativa precoce da parte di una equipe multiprofessionale e mutidisciplinare e di lavorare contemporaneamente sulla stabilizzazione del quadro clinico e sul percorso riabilitativo.
Tra i vari percorsi specialistici l’Unità assistenziale degenze specialistiche ha registrato 199 ricoveri, di cui 84 per lesioni da pressione con 51 interventi chirurgici, 14 per la Chirurgia funzionale dell’arto superiore, 25 per il percorso neuro-urologico, 22 di Bowel Management (problematiche gastrointestinali neurogene), 33 per la spasticità con 30 interventi di chirurgia per impianto/sostituzione infusore intratecale e 21 di Follow-up.

Una leadership raggiunta grazie a un meticoloso lavoro di squadra che «coinvolge governance, medici, operatori della fondazione Onlus e volontari delle associazioni – sottolinea Mario Tubertini, direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute –, che  quotidianamente, con professionalità e umanità mettono cuore e impegno nel loro lavoro per raggiungere quel valore in più che molti ci invidiano dando sempre più a questa struttura la fisionomia di una casa piuttosto che di un ospedale». (r.cr.)

Nella fotografia, il direttore generale Mario Tubertini

Millequattrocento pazienti del 2018, Montecatone eccellenza nazionale
Cronaca 24 Dicembre 2018

Dai «Triventini» una donazione da 1.300 euro di materiale informatico per l'ospedale di Montecatone

Quando un incontro conviviale tra amici diventa un”occasione di impegno sociale. È ciò che è successo nei giorni scorsi, grazie ai «Triventini», un gruppo di cittadini imolesi originari del paese molisano di Trivento (Campobasso) che hanno approfittato del loro ritrovo annuale per effettuare una donazione di materiale informatico all”ospedale di Montecatone. Gli oggetti donati, 1.300 euro in notebook, schede wi-fi, web cam e altro ancora, sono stati messi a disposizione della scuola e della sala informatica per pazienti e familiari dell’istituto.

Mauro Donatone, portavoce del gruppo, racconta come è nata l’iniziativa. «Dal 2015 ci troviamo tra compaesani triventini residenti a Imola. È un momento per stare insieme, per ritrovarsi e scambiare esperienze e ricordi, per riproporre tradizioni e rimarcare il nostro attaccamento alla terra di origine; il tutto intorno a un piatto tipico di carnevale, “Le Pallotte”, polpette a base di mollica di pane, formaggio e uova, cotte in un sugo di carne di maiale. L’iniziativa è nata tramite il passa parola e i social e in pochi anni siamo riusciti a riunire circa 500 triventini di diverse generazioni. Tutte queste persone ci hanno aiutato a mettere in piedi una serata unica: una serata che non significa solo festa ma anche impegno sociale. Nelle varie edizioni, infatti, abbiamo fatto in modo di poter lasciare un segno tangibile di questo evento a beneficio di realtà locali».

Per il 2018 la scelta è caduta su Montecatone e in particolare sulla «Scuola in ospedale», il progetto che permette ai giovani pazienti in età scolare la possibilità di continuare gli studi durante il lungo periodo del ricovero, senza rinunciare alla riabilitazione. L’iniziativa, che nel 2019 celebra i 15 anni di attività a Montecatone, ha accompagnato oltre 150 studenti e si avvale della collaborazione dell’Istituto Comprensivo 6 di Imola per la scuola secondaria di primo grado e dell’istituto Scappi di Castel San Pietro Terme per le scuole secondarie di secondo grado.

Alla consegna del materiale era presente la professoressa Giulia Bassi, docente dello Scappi e coordinatrice della scuola a Montecatone, che ha commentato: «Siamo grati di questa donazione che rappresenta un riconoscimento per l’attività quotidiana che facciamo con questi ragazzi. È appassionante dedicarci a questi alunni, è una sfida che personalmente accetto sempre molto volentieri».

Claudia Corsolini, coordinatrice del servizio socio educativo di Montecatone, ha infine aggiunto: «Il gesto degli amici Triventini ci parla di persone che hanno dovuto lasciare il loro paese, che a Imola hanno trovato un nuovo percorso di vita e guardano al futuro con spirito di condivisione e autentica vicinanza. Anche le persone ricoverate a Montecatone spesso arrivano da lontano, ma guardano al futuro con molti giustificati timori; questa donazione trasmette un grande segno di fiducia nella possibilità di vivere in una società accogliente ed attenta ai bisogni di tutti».

Dai «Triventini» una donazione da 1.300 euro di materiale informatico per l'ospedale di Montecatone
Cronaca 5 Dicembre 2018

Il club Clay Regazzoni di Lodi dona 7.500 euro a Casa Guglielmi, che li userà per ridurre le tariffe a chi ha più bisogno

Una donazione da 7.500 euro per Casa Guglielmi. La struttura d”accoglienza per famiglie dei pazienti di Montecatone è infatti una delle tre realtà alle quali il Club Clay Regazzoni di Lodi ha assegnato i fondi raccolti nella 25° edizione del Gran Premio della Solidarietà, che si è tenuta nei giorni scorsi a Comazzo (Lo).

Nel corso della serata, la presidente di Casa Guglielmi, Claudia Gasperini, ha ricevuto l”assegno dalle mani di Ivan Capelli, ex pilota Ferrari e ora commentatore sportivo. Erano inoltre presenti Luca Dal Monte, autore del libro «Ferrari Rex», sulla vita di Enzo Ferrari e la figlia di Clay Regazzoni, Alessia.

Per chi non lo sapesse, Clay Regazzoni, della Svizzera italiana, era un pilota automobilistico che corse diverse stagioni con la Ferrari negli anni Settanta, contribuendo a far vincere due titoli costruttori alla scuderia di Maranello e arrivando anche vicinissimo, nel 1974, al titolo piloti. Nel 1980 la sua carriera però finì a causa di un incidente che lo rese paraplegico. 

Il club che porta il suo nome fu voluto dallo stesso Clay Regazzoni, scomparso nel dicembre del 2006, allo scopo di raccogliere fondi e promuovere iniziative di sensibilizzazione a favore di realtà d”eccellenza che operano sul territorio nazionale nel campo della ricerca, assistenza e cura di persone colpite da lesioni midollari e delle loro famiglie, dunque perfettamente in linea con l”attività svolta a Montecatone dalla struttura imolese. 

«Si tratta di una collaborazione che si rafforza da ormai 7 anni – ha detto Claudia Gasperini, ringraziando il club, la famiglia Regazzoni e tutti i donatori -. I fondi raccolti saranno impiegati, come sempre, per ridurre le tariffe a favore delle famiglie più bisognose, garantendo in alcuni casi anche l”ospitalità gratuita».

Nella foto un momento della cerimonia

Il club Clay Regazzoni di Lodi dona 7.500 euro a Casa Guglielmi, che li userà per ridurre le tariffe a chi ha più bisogno
Sport 5 Ottobre 2018

Il giovane ciclista Michael Antonelli trasferito a Montecatone dopo il terribile incidente in corsa

Sono passati quasi due mesi da quel terribile 15 agosto quando il 19enne ciclista della Mastromarco Sensi Nibali Michael Antonelli è rimasto vittima di un incidente durante la gara Firenze-Viareggio, finendo in un precipizio insieme ad altri corridori. Dopo i primi giorni disperati le condizioni del corridore, che in queste settimane non è mai uscito dal coma, pur permanendo gravi, si sono stabilizzate e la speranza di tutti è che si possa un giorno risvegliare.

Ieri, giovedì 4 ottobre, concluso il suo percorso all’Ospedale Careggi di Firenze, il giovane atleta sammarinese, grazie all’ausilio di un’ambulanza speciale, è stato trasferito presso l’Istituto di Montecatone, così come confermato dalla stessa struttura sanitaria imolese (che non ha diramato nessun bollettino medico o prognosi) e, in una nota sul proprio sito, anche dalla sua squadra. «A nome della famiglia di Michael e della nostra squadra ringraziamo ufficialmente tutto lo staff medico e sanitario dell’Ospedale Careggi che in queste settimane si è adoperato dando il massimo – spiega il direttore sportivo della Mastromarco Sensi Nibali Gabriele Balducci sulla pagina Fb ufficiale della società -. Ora Michael, che in tutti questi giorni ha dimostrato di avere la forza di un leone, è chiamato a continuare la lotta per il suo risveglio e l’Istituto di Montecatone è una delle eccellenze per affrontare situazioni come la sua. Sappiamo che il quadro clinico generale rimane molto grave e complesso, ma dobbiamo continuare a lottare e sperare. Inoltre questo trasferimento dalla Toscana all’Emilia-Romagna ha permesso un avvicinamento a casa per Michael e la sua famiglia, che ricordiamo sono di San Marino, ma noi come squadra non smetteremo mai di fargli sentire la nostra vicinanza in ogni modo possibile». (d.b.)

Nella foto (dal sito della Mastromarco Sensi Nibali): Michael Antonelli

Il giovane ciclista Michael Antonelli trasferito a Montecatone dopo il terribile incidente in corsa
Cronaca 13 Agosto 2018

Accordo raggiunto tra Montecatone e sindacati per migliorare il servizio rivolto ai pazienti

C”è soddisfazione a Montecatone per l”accordo raggiunto tra la Direzione dell”Istituto, il Cda e le sigle sindacali (Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl) che pone le basi per avviare un percorso condiviso volto al miglioramento delle condizioni dei lavoratori e alla ulteriore qualificazione dei livelli di servizio da assicurare ai pazienti.

L”intesa prevede, entro il 31 dicembre 2018, l”analisi e lo studio della gestione delle presenze e delle assenze collegate alla turnistica, per mettere in campo delle strategie efficaci che vadano incontro alle esigenze dei lavoratori. Durante questi mesi, nei quali verranno valutate le possibili soluzioni, in via del tutto temporanea si è concordato di prevedere il riconoscimento di risorse aggiuntive da distribuire ad un numero di dipendenti che su base volontaria si rendono disponibili ad essere chiamati tra le 20 del venerdì alle 20 della domenica in caso di assenza del personale programmato.

r.c.

Nella foto: il Montecatone Rehabilitation Institute

Accordo raggiunto tra Montecatone e sindacati per migliorare il servizio rivolto ai pazienti
Cronaca 7 Agosto 2018

300 km a piedi per Montecatone, obiettivo raggiunto dai tre giovani romagnoli

Obiettivo raggiunto per i tre giovani romagnoli Alan Lucarelli, Lucio Tamburini e Marco Bazzotti che hanno percorso a piedi, con zaino in spalla, sacco a pelo e tenda, i 300 km che separano il porto di Rimini da quello di Marina di Pisa, per un totale di 13 giorni di viaggio (partenza il 9 luglio) divisi in 13 tappe.

Il progetto «Trekking Romagna per Montecatone» (leggi la news) consisteva nell”attraversare l”Italia coast to coast per sensibilizzare la popolazione sul tema delle lesioni midollari e nei giorni scorsi i tre ragazzi hanno consegnato all”Istituto di Riabilitazione imolese gli oltre 500 euro raccolti. «Ringraziamo tutte le persone che abbiamo incontrato lungo il tragitto – commentano Alan, Lucio e Marco -. In tanti ci hanno aiutato anche solo per rifocillarci o offrirci un posto per dormire. E’ stata una bella avventura e siamo anche riusciti a raccogliere una buona somma per l’ospedale. Con questa impresa abbiamo voluto raccontare la realtà di questo Istituto di Riabilitazione unico in Italia al maggior numero di persone possibili e con i fondi sosteniamo la Fondazione Montecatone Onlus e tutti i suoi progetti rivolti alle persone ricoverate e alle loro famiglie, che per via dei lunghi tempi di riabilitazione si trovano in condizioni economiche sfavorevoli. Questo viaggio è dedicato a tutte le persone che grazie a Montecatone ricominciano una nuova vita, con il massimo dell”autonomia possibile».

Le offerte per l”Istituto imolese, attraverso il progetto “Trekking Romagna per Montecatone”, proseguono per chi fosse interessato fino al 31 agosto. Basta collegarsi al link e inserire come causale #TrekkingRomagnaPerMontecatone, oppure fare un bonifico al conto corrente bancario intestato alla Fondazione Montecatone Onlus (IBAN IT 81 A 05034 21008 000000186281 Cassa di Risparmio di Imola), con la causale #TrekkingRomagnaPerMontecatone.

r.c.

Nella foto: i tre protagonisti romagnoli insieme ad alcuni amici alla partenza da Rimini

300 km a piedi per Montecatone, obiettivo raggiunto dai tre giovani romagnoli
Cronaca 15 Luglio 2018

Tre giovani romagnoli in un «coast to coast» a piedi dell'Italia per sostenere i progetti di Montecatone

Tre giovani romagnoli: Alan Lucarelli, Lucio Tamburini e Marco Bazzotti, hanno iniziato lunedì 9 luglio la loro avventura. Percorreranno 300 km a piedi per sostenere i progetti dell’ospedale di riabilitazione di Montecatone. «Quando mio fratello è stato ricoverato per mesi in ospedale, dopo un brutto incidente in bici, ed è uscito, ho deciso di fare una promessa: attraversare a piedi l’Italia, coast to coast». Sono le parole di Lucarelli, l’ideatore del progetto, che vive a Riccione.

La partenza è stata dal porto di Rimini e, dopo 12 tappe, il terzetto arriverà a Marina di Pisa (sabato 21 luglio). Ad ogni tappa incontreranno i pazienti che hanno ripreso in mano la loro vita e il loro futuro dopo aver fatto un lungo percorso riabilitativo proprio grazie al periodo trascorso all’Istituto di Montecatone di Imola, specializzato nella riabilitazione delle persone con gravi lesioni spinali e cerebrali. La raccolta fondi, sia in maniera classica sia online, punta a finanziare la Fondazione e tutti i suoi progetti tra i quali c’è anche l’annuale manutenzione di un esoscheletro, uno strumento che aiuta le persone paraplegiche e tetraplegiche a fare riabilitazione.

Si può seguire la camminata sulla pagina Facebook denominata «Trekking Romagna per Montecatone».

r.c.

Nella foto: da sinistra Alan Lucarelli, Marco Bazzotti e Lucio Tamburini

Tre giovani romagnoli in un «coast to coast» a piedi dell'Italia per sostenere i progetti di Montecatone
Cronaca 5 Aprile 2018

Medico condannato in appello per falsa diagnosi al mafioso, in primo grado era stato assolto

Sentenza a sorpresa in Corte d”Appello a Bologna: Mauro Menarini, ex primario dell”Unità spinale del centro di riabilitazione di Montecatone, è stato condannato ad un anno e sei mesi per falsità ideologica in atti pubblici. In primo grado, tre anni fa, il medico era stato assolto. Menarini doveva rispondere dell”accusa di aver certificato una patologia irreversibile della spina dorsale ad un mafioso, Silvio Balsamo, che così risultava invalido anche se non lo era. Grazie a quei certificati Balsamo poté uscire dal carcere e ottenere pure la pensione dell’Inps e un alloggio Acer a Imola, prima di morire suicida nel 2010. 

Quello stesso anno Menarini, all”epoca il primario di Montecatone, venne arrestato al termine di una clamorosa indagine guidata dal pubblico ministero Valter Giovannini. Tre anni fa il medico venne assolto in primo grado in base all”articolo 530 comma 2, la “vecchia” insufficienza di prove, ma Giovannini ricorse in appello contro la sentenza. E la scorsa settimana i giudici della Corte d”Appello hanno dichiarato prescritti alcuni reati riferiti al 2001, ritenendo invece Menarini responsabile delle condotte più recenti, del 2005 e 2006. Il medico si era sempre difeso dicendo che si era trattato di un errore di diagnosi e non di una sua precisa scelta dalla quale aveva avuto un qualche tornaconto.

Da ricordare che, al termine di un periodo di sospensione cautelare, Menarini all”epoca venne licenziato dalla Montecatone Spa per giusta causa, a seguito del quale avviò un contezioso impugnando il licenziamento, che si concluse con un accordo extragiudiziale prima della sentenza del giudice del lavoro.

l.a.

Mauro Menarini all’epoca della sua attività come primario di Montecatone

Medico condannato in appello per falsa diagnosi al mafioso, in primo grado era stato assolto

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