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Cronaca 28 Luglio 2020

Entro l’autunno, risonanza magnetica 3 tesla e tac operative a Montecatone

Sarà ultimato entro l’autunno il nuovo reparto di radiologia del Montecatone Rehabilitation Institute, «un impegno tecnico-finanziario importante per una struttura delle nostre dimensioni – come ha ricordato il Direttore Generale, Mario Tubertini – finalizzato ad incrementare l’offerta diagnostica e ad affiancare le attività di ricerca».

Nell’area, ubicata nel secondo piano interrato dell’Istituto, sono in corso i lavori per esecuzione di opere edili, impiantistiche e di finitura atte alla predisposizione degli spazi in cui alloggeranno una TAC a 64 strati e una Risonanza magnetica 3T (Tesla è l’unità di misura utilizzato per la diagnostica, la RM sfrutta campi magnetici e onde di radiofrequenza per ottenere immagini anatomiche del corpo umano ad elevata risoluzione).
Secondo Tubertini la nuova TAC «consentirà di alleggerire le attuali liste d’attesa dell’Azienda USL di Imola mentre la 3T, che metterà l’Istituto nelle condizioni di ampliare qualitativamente l’approccio diagnostico e l’applicazione alla clinica, migliorerà ulteriormente le possibilità di ricerca scientifica non solo in sito ma anche con altri partners, penso per esempio all’IRCCS delle Scienze Neurologiche Bellaria di Bologna». (r.cr.)

Entro l’autunno, risonanza magnetica 3 tesla e tac operative a Montecatone
Cronaca 27 Luglio 2020

Nominato il nuovo dirigente dell’area tecnico-amministrativa di Montecatone

Michela Mariani (nella foto) è il nuovo dirigente dell’area tecnico-amministrativa del Montecatone Rehabilitation Institute.
La nomina, operativa da alcune settimane, giunge a valle del bando interno promosso per l’assegnazione dell’incarico. Accanto a questa posizione, che ha durata triennale, Mariani continuerà ad occuparsi del coordinamento del servizio gestione del personale, affari legali e formazione di cui ha la responsabilità da metà giugno 2017.

Imolese, attuale componente dell’Organismo di vigilanza del Montecatone R.I., Mariani ha maturato una significativa esperienza anche in ambito amministrativo, sempre nel segmento pubblico della sanità.
Laureata in Scienze giuridiche per la consulenza del lavoro e la sicurezza dei lavoratori a Urbino, ha conseguito un master di secondo livello in Funzioni direttive e Gestione dei Servizi sanitari all’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna. (r.cr.)

Nominato il nuovo dirigente dell’area tecnico-amministrativa di Montecatone
Cronaca 7 Luglio 2020

Accordo tra Montecatone e Inail, reinserimento sociale per le persone con disabilità da lavoro

Importante accordo triennale tra il Montecatone Rehabilitation Institute e l’Inali per il tempestivo reinserimento delle persone con disabilità da lavoro. Un accordo che dovrebbe coinvolgere circa 150 pazienti all’anno e consentirà ad entrambi i partner di mettere a disposizione strutture, ambienti e attrezzature e proprie risorse professionali. Obiettivo una costante attività di ricerca per l’individuazione di soluzioni tecnologiche effettivamente applicabili ed approccio multidisciplinare alla riabilitazione e al reintegro sociale per i lavoratori gravemente infortunati. «L’accordo con Inail, del quale siamo particolarmente lieti – dichiara Mario Tubertini direttore generale Montecatone Rehabilitation Institute – rafforza ed arricchisce il positivo e proficuo rapporto di collaborazione che esiste da tempo tra i due Enti. La nostra priorità, sottolineata nel Piano Strategico approvato dal Consiglio di Amministrazione, è quella di intensificare rapporti con strutture prestigiose e all”avanguardia come il Centro Protesi».

Collaborazione, come detto, che il Montecatone Rehabilitation Institute ha stretto con le strutture facenti capo alla Direzione centrale assistenza protesica e riabilitazione Inail, tra cui il Centro Protesi di Vigorso di Budrio e che si intensifica dopo la positiva esperienza di Twin, l’esoscheletro per arti inferiori modulare sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca Inail-IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) che proseguirà con il coinvolgimento del Montecatone Rehabilitation Institute. 

L’azione sinergica tra professionisti tecnici e sanitari su cui si basa la partnership è finalizzata alla creazione di un servizio che affronterà in modo completo le problematiche derivanti da una disabilità acquisita: accanto al percorso terapeutico-riabilitativo, gli infortunati sul lavoro ricoverati a Montecatone potranno infatti accedere a percorsi diagnostico-terapeutici integrati, finalizzati al reinserimento sociale e lavorativo e a un servizio d consulenza, fornitura, adattamento e personalizzazione di ausili che, nel processo di inclusione socio professionale rivestono un ruolo determinante poiché contribuiscono ad aumentare l’autonomia funzionale e la qualità della vita. Per Laura Calzà, direttore dell’Attività Scientifica a Montecatone, «la partnership Inail-Montecatone offre l’opportunità unica di accelerare lo sviluppo di ausili “intelligenti”, fondando questa prospettiva non solo sulle capacità dei professionisti coinvolti ma, soprattutto, sulla volontà e sulla determinazione dei pazienti di Montecatone. Essi saranno il motore di questa attività congiunta. Contiamo infatti di sviluppare progetti centrati su di loro che sappiano spaziare da migliorie tecnologiche apparentemente piccole ma che risolvono problemi della quotidianità, alle frontiere della neurorobotica, particolarmente significative per i nostri pazienti, che garantiscano a Inail e Montecatone un contatto stabile con i migliori centri nazionali e internazionali del settore». (da.be.)

Foto presa dal sito del Montecatone Rehabilitation Institute
 

  

Accordo tra Montecatone e Inail, reinserimento sociale per le persone con disabilità da lavoro
Cronaca 3 Luglio 2020

L'assessore regionale Raffaele Donini in visita al Montecatone Rehabilitation Institute

In mattinata l’assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini ha fatto visita al Montecatone Rehabilitation Institute dove ha incontrato il personale e i vertici della struttura. «Per meglio conoscere le criticità e le opportunità delle nostre eccellenti strutture sanitarie, la miglior cosa è sempre quella di recarsi sul posto – ha detto Donini – per ascoltare i medici, gli infermieri, i dirigenti, i sanitari, incrociare lo sguardo dei degenti e dei familiari a loro seguito, percorrere fisicamente i reparti. Montecatone oggi è un’eccellenza nel campo della neuroriabilitazione, un centro di riferimento non solo regionale: basti pensare che il 65% dei pazienti proviene da fuori regione». 

L’assessore, che era accompagnato dalla consigliera Francesca Marchetti, ha detto di voler «contribuire a valorizzare questa esperienza come patrimonio pubblico del servizio sanitario regionale e collegarla stabilmente ai poli di eccellenza metropolitana delle neuroscienze. Ancora una volta sono rimasto molto colpito da quel sentimento di umanità e comunità che lega profondamente il personale clinico e sanitario ai pazienti». Il direttore generale di Montecatone, Mario Tubertini, dopo aver ringraziato l’assessore per la sua presenza, ha evidenziato l’attuale situazione dell’istituto, com’è stata affrontata l’emergenza Covid-19 e le priorità da affrontare nel prossimo futuro. Tra queste, quella della modifica della veste giuridica della struttura considerato che «qui, dove ha sede la più grande unità spinale italiana, molti fattori tra cui l’elevata risposta terapeutica riabilitativa, la qualità espressa e l’elevata competenza – ha detto – rendono possibile per Montecatone un ruolo importante nel servizio sanitario pubblico come istituto di ricerca. Questo ci permetterà di creare e potenziare ancora di più legami di collaborazione con altri soggetti del Sistema Sanitario Regionale la cui qualità è un fattore di attrattività importante, cosi come mantenere elevata la reputazione di Montecatone attraverso miglioramenti strutturali e attivazione di percorsi specialistici di eccellenza».

Giovanni Pieroni, presidente del CdA di Montecatone ha ribadito come «la necessità di consolidare questo ruolo di riferimento è segnato da due tappe: transitare in un territorio pubblico e, insieme all’IRCCS delle Neuroscienze, costituire uno dei soggetti più autorevoli in Italia in tema di Neuroscienze e di Neuroriabilitazione». Laura Calzà, componente il CdA e direttore dell’Attività Scientifica, ha spiegato che «l’elevato numero di pazienti ricoverati in Istituto ha permesso, in questi anni, di costruire una banca dati sulle lesioni midollari molto importante e questo può permetterci di mettere in campo diversi studi di ricerca; ciò che ci penalizza è la natura giuridica dell’Istituto che, come società privata, non ci permette di partecipare ai bandi regionali e nazionali come principal investigator». (da.be.)

Nella foto: la visita dell’assessore Donini oggi a Montecatone

L'assessore regionale Raffaele Donini in visita al Montecatone Rehabilitation Institute
Cronaca 19 Giugno 2020

Monika Zackova è il nuovo direttore dell’Area Critica del Montecatone Rehabilitation Institute

Novità a Montecatone. Monika Zackova è, infatti, il nuovo direttore dell’Area Critica del Montecatone Rehabilitation Institute. La professionista, 56 anni, di origine ceca, laureatasi e specializzatasi in Italia, proviene dall’IRCCS di Scienze Neurologiche Bellaria di Bologna dove è stata dirigente medico di primo livello nella Unità Operativa Complessa di Anestesia e Rianimazione nonché titolare di Alta Specializzazione in Algologia e Terapia Antalgica Multimodale. Con il suo incarico, che segue di qualche mese quello di Carlotte Kiekens, a capo dell’Unità Spinale, la più grande in Italia con una novantina di posti letto, è proseguito il percorso delle nomine nelle Unità Operative indicato dalla Direzione Generale nella road-map di insediamento.

Zackova è stata chiamata dal 15 giugno scorso a dirigere un reparto-chiave in cui prende avvio il trattamento riabilitativo di Pazienti mielolesi e cerebrolesi in fase acuta che provengono dalle terapie intensive di altri ospedali o dai reparti di Neurochirurgia. «Ho scelto Montecatone – spiega –per sviluppare un nuovo progetto denso di stimoli tra cui quello di attivare collaborazioni multicentriche non solo in Italia ma anche all’estero». Sono infatti numerose le partecipazioni di Zackova, in qualità di relatore, a convegni internazionali.«Lo stato di servizio della dottoressa Zackova – ha commentato il Direttore Generale, Mario Tubertini – è centrato e ben si coniuga, oltreché con gli aspetti clinico-gestionali tipici dell’Area Critica, anche con le prerogative di crescita nel segmento della ricerca e delle collaborazioni nazionali e internazionali che l’Istituto ha indicato nel Piano strategico approvato dal Consiglio di Amministrazione». (da.be.)

Nella foto: Monika Zackova

Monika Zackova è il nuovo direttore dell’Area Critica del Montecatone Rehabilitation Institute
Cronaca 8 Giugno 2020

Una fisiatra di Montecatone racconta la pandemia: «Fragilità clinica e psicologica dei pazienti»

Un periodo intenso, in cui il personale si è confrontato «non solo con la fragilità clinica ma anche psicologica dei pazienti legata all”isolamento e alla solitudine». Così Silvia Volini, medico fisiatra dell’Unità spinale del Montecatone Rehabilitation Institute di Imola racconta l’epidemia di coronavirus.

«Non eravamo e non ci sentivamo pronti a gestire un cambiamento di tale portata – aggiunge –, fatto di tante preoccupazioni: quella concreta di poter essere a nostra volta contagiati o essere veicolo di contagio per altri, per chi ci era attorno, sia all”interno sia all”esterno dell”ambiente lavorativo. Per questo la riorganizzazione ha dovuto tenere conto di diversi aspetti, di gesti che con l’andar del tempo sono apparsi quasi come maniacali, come il rito della vestizione e della svestizione, atti misurati e controllati per ridurre al minimo il rischio di contaminazione nelle fasi più delicate della giornata, all”ingresso e soprattutto all”uscita dalla cosiddetta zona sporca».
Ci sono stati, però, anche dei risvolti “positivi”: «Abbiamo imparato a lavorare in modo diverso – commenta –, adattandoci gli uni agli altri, talvolta abbandonando ciascuno il proprio ruolo, se necessario. Così facendo è stata possibile la creazione del reparto di Riabilitazione Covid19 e la gestione dell”elevato livello di stress psicologico e fisico che tale attività, per il tipo e la natura delle attenzioni da mantenere, richiede».

Passata la fase più acuta della pandemia, «ci siamo concentrati sui fabbisogni riabilitativi – spiega –: potendo seguire mielolesi affetti da Covid19 abbiamo raccolto i dati relativi all”andamento dell”infezione e, grazie a Carlotte Kiekens (direttore dell’Unità spinale, ndr) coordinato uno studio osservazionale prospettico multicentrico per monitorare l”andamento della malattia in questo specifico cluster. Abbiamo infine collaborato alla stesura di un protocollo riabilitativo che ci consentisse di accogliere in reparto Pazienti provenienti da altre realtà e con patologie diverse dalla lesione midollare». (r.cr.)

Una fisiatra di Montecatone racconta la pandemia: «Fragilità clinica e psicologica dei pazienti»
Cronaca 5 Giugno 2020

Accordo aziendale per premiare l’impegno dei dipendenti di Montecatone

Un accordo è stato siglato per premiare l”impegno delle lavoratrici e dei lavoratori di Montecatone, vera eccellenza del nostro sistema sanitario regionale. Manca solo il sigillo del Consiglio di amministrazione che si riunirà l’11 giugno per deliberare il pagamento a giugno.

Come noto da tempo, infatti, anche la struttura di Montecatone è stata interessata dalla gestione dei pazienti Covid-19 e grazie all’impegno delle persone che vi lavorano è stato possibile evitare la diffusione del virus all”interno della struttura e, al tempo stesso, garantire la dovuta assistenza a chi invece lo aveva contratto. A queste persone andrà così un riconoscimento economico quantificabile in 1.000 euro per le professioni sanitarie zona Covid; 700 euro per le professioni sanitarie zone non Covid; 800 euro per Oss zone Covid; 500 euro per Oss zone non Covid e 400 euro per tutto il resto del personale.

Un altro accordo che arriva dopo quello siglato a marzo per la stabilizzazione di 35 precari e che conferma l’efficacia del lavoro delle organizzazioni confederali, le uniche risultate rappresentative dentro la struttura, in grado di concretizzare un modello di rappresentanza che non si accontenta di rappresentare solo un singolo settore ma tutto il mondo del lavoro. «Vogliamo continuare in questa direzione – dichiarano Marco Blanzieri della Fp-Cgil, Kevin Ponzuoli della Cisl-Fp e Giuseppe Rago della Uil-Fpl -. C”è ancora tanto da fare e ancora tanto faremo anche grazie all”impegno delle Rsu, delle lavoratrici e dei lavoratori che tutti i giorni ci mettono la faccia per mantenere un livello di qualità del nostro sistema sanitario regionale». (da.be.)

Nella foto: la struttura di Montecatone

Accordo aziendale per premiare l’impegno dei dipendenti di Montecatone
Cronaca 27 Aprile 2020

Grande successo per «La berretta che scalda il cuore»: 3.000 euro per Montecatone

Grande successo per la terza edizione de La berretta che scalda il cuore, l’iniziativa di beneficenza nata dalla collaborazione fra tra ShareCdp e fondazione Montecatone per raccogliere fondi in favore dell’attività del Montecatone Rehabilitation Institute. Tremila euro le offerte raccolte.

«Siamo felici di questa collaborazione che si rafforza e si salda anno dopo anno – commenta Marco Gasparri, presidente della fondazione Montecatone – e mi fa piacere che ad aiutare i tanti giovani ricoverati all’ospedale di Montecatone ci siano dei giovani del territorio, come i ragazzi di ShareCdp. L’amicizia operativa “scalda il cuore” anche nei momenti difficili e per questo a tutti loro va il nostro sentito ringraziamento, augurandomi di continuare assieme questo progetto». (r.cr.)

Grande successo per «La berretta che scalda il cuore»: 3.000 euro per Montecatone
Cronaca 8 Aprile 2020

Coronavirus, non si fermano le donazioni per il Montecatone Rehabilitation Institute

Continuano le donazioni per il Montecatone Rehabilitation Institute.
La Simex di San Giovanni in Persiceto ha donato alla Fondazione Montecatone dieci tablet e sei smartphone del valore di circa 3.000 euro. L’Associazione ex pazienti dell’Unità spinale ha donato diecimila mascherine 3 veli in Tnt non sterile. Ed Eleonora Conforti ed Ezio Torrella, avvocati dell’Anmil che prestano consulenza gratuita ai pazienti ricoverati nell’istituto, hanno donato 130 uova di cioccolato destinate a tutti i ricoverati. «Avere consapevolezza di poter contare anche sulla nostra comunità è un fatto molto importante che ci stimola a un miglioramento quotidiano e continuo», commenta Mario Tubertini, direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute.

Coronavirus, non si fermano le donazioni per il Montecatone Rehabilitation Institute
Cronaca 24 Marzo 2020

Casa Guglielmi aiuta chi assiste i malati di Montecatone a prendersi cura anche di sé

Ne ha fatta di strada Casa Guglielmi dal 2006 in avanti. La struttura d’accoglienza, che nel primo decennio del millennio è stata ampliata e completamente ristrutturata grazie all’interessamento dell’allora sindaco di Imola, Massimo Marchignoli, ha in corso tanti progetti che mirano tutti allo stesso obiettivo: aiutare le persone che si prendono cura dei loro cari ricoverati a Montecatone a prendersi cura di se stesse. Sembra un gioco di parole, che però corrisponde a una missione sociale ben precisa della struttura.
«Non siamo un albergo», ripete come un mantra la presidente della cooperativa sociale Casa Guglielmi, Claudia Gasperini, per sintetizzare il concetto.

Certo, in questo periodo anche a Montecatone ci si è dovuti adeguare alle normative dettate dall’emergenza Coronavirus. «Ci siamo immediatamente attrezzati – conferma la presidente –, chi era dentro prima dell’inizio dell’emergenza è rimasto qui e non si può muovere. Noi, ovviamente, ci siamo, seguendo scrupolosamente tutte le indicazioni: la distanza, il lavaggio frequente delle mani, la pulizia intensificata degli ambienti con prodotti adeguati». Tra l”altro dal 21 marzo, da quando è stato accertato il primo caso positivo tra i pazienti l’accesso all’Istituto di Montecatone, sia negli spazi interni sia esterni, è sospeso anche per parenti e visitatori.

Ma quello che conta è proseguire, anche in questa situazione eccezionale, l’attività di sostegno alle famiglie che già portano un peso grande. «Viviamo l’isolamento cercando di non fare sentire sole le persone. La lunga lontananza da casa, perché i ricoveri in genere durano mesi, è ancora più difficile in queste condizioni – prosegue Claudia Gasperini -. I momenti di pianto e sconforto sono all’ordine del giorno, il nostro compito è far passare vicinanza e calore umano. In questo periodo non possiamo nemmeno abbracciarli, ma accogliere un pianto, ascoltare uno sfogo è un modo per aiutare le persone a sentirsi meno sole». (mi.ta.)

Casa Guglielmi aiuta chi assiste i malati di Montecatone a prendersi cura anche di sé

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