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Cronaca 13 Maggio 2020

Il ConAmi del presidente Fabio Bacchilega riparte dall’Osservanza con i progetti per Unibo e Accademia

Tutti insieme ieri sul palco dell’ex chiesetta dell’Osservanza trasformata nei mesi scorsi in auditorium per la prima uscita ufficiale della nuova governance del ConAmi. «Ci troviamo qui perché a Imola c’è la sede del Consorzio ma ci rivolgiamo a tutti i 23 territori che compongono il Consorzio e che hanno pari dignità» ha detto il presidente Fabio Bacchilega. Gli altri sono Leonardo Zanetti, Maria Cristina Motta, Carlo  Baseggio  e  Mirko  Minghini. Condivisione, dialogo, accordo e «pacificare gli animi» sono le parole più ripetute, a prendere le distanze dalle liti e prove di forza animate da Imola guidata dall’allora sindaca Manuela Sangiorgi, che di fatto hanno bloccato l’attività dell’ente per un paio d’anni. Senza dimenticare la “macchina” della struttura, che “non ha bisogno di essere riorganizzata ma di ottimismo e serenità nel lavoro”.

Elementi importanti anche per la capacità di reazione di un Cda impegnato su più fronti. “A cominciare dal luogo nel quale ci troviamo, il complesso dell’Osservanza” ha detto Bacchilega confermando i tempi per la realizzazione dello studentato per l’Università di Bologna. “E’ partito l’iter burocratico relativo alle procedure per le gare di appalto, con l’avvio dei lavori previsto entro fine anno”. Poi ha rilanciato con la ristrutturazione del padiglione 1 in accordo con l’Accademia Pianistica: “A fine aprile è stato siglato da Maurizio Canè, amministratore unico di Osservanza Srl – controllata al 100% dal ConAmi – un nuovo accordo che, lasciando inalterati i canoni di locazione concordati, sviluppa un cronoprogramma con la consegna dei locali nel mese di giugno del 2023”.  Scongiurata quindi la possibilità che l’Accademia potesse rescindere il contratto e magari cercare o spostarsi altrove.  

Sono solo due dei tanti temi caldi sul quale si attende che il Consorzio ritorni in pista come strumento propulsore di investimento e sviluppo per tutti i Comuni, ma soprattutto per Imola. Un altro è l’autodromo Enzo e Dino Ferrari gestito dalla società Formula Imola della quale il Consorzio detiene il 100% delle quote. “Brand da tutelare ma non dobbiamo più associarlo, come in passato, solo alla parte motoristica. Pensiamo ad un contenitore multifunzionale che dovrà autosostenersi nel rispetto delle leggi in materia ambientale” ha detto Bacchilega.  

Quanto al ritorno della Formula 1 “la considero una ‘suggestione’, l’autodromo è tecnicamente in regola ma un evento del genere ha un impatto economico che il territorio non può sopportare”. Neppure a porte chiuse, pare. (l.a.) 

Sul “sabato sera” in edicola da domani 14 maggio una lunga intervista al neo presidente del ConAmi Fabio Bacchilega con altri dettagli e i rapporti con Hera

Il ConAmi del presidente Fabio Bacchilega riparte dall’Osservanza con i progetti per Unibo e Accademia
Cronaca 21 Febbraio 2020

ConAmi, confermato il Cda: Fabio Bacchilega presidente a fine aprile, Motta al posto della Berti. Il parere del legale

Fumata bianca definitiva per la governance del ConAmi: l’Assemblea dei sindaci-soci del Consorzio (presenti 20 su 23 complessivi) ha nominato all’unanimità consiglieri del nuovo Cda Carlo Baseggio, Mirko Minghini, Maria Cristina Motta e Leonardo Zanetti e presidente Fabio Bacchilega. 

E’ la conferma di quanto indicato già quindici giorni fa. Unica novità, peraltro già emersa nei giorni scorsi, la nomina della consigliera Motta a sostituire Chiara Berti, che ha dovuto rinunciare alla iniziale candidatura per incompatibilità. Motta, proposta sempre dal Comune di Imola, era il nome successivo a quello della Berti nell’elenco degli idonei predisposto dalla Commissione istituita dal Comune per valutare le candidature giunte per la designazione del Cda. 

Bacchilega, inoltre, ha accettato la nomina a presidente con efficacia a partire da fine aprile, a conclusione del suo mandato attuale di presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. A tal proposito, il ConAmi ha acquisito un parere legale che precisa come “non sussistano cause di ineleggibilità o incompatibilità” si legge nella nota stampa. Non solo.

Bacchilega “potrà accettare la carica con decorrenza di un momento successivo di qualche mese senza con ciò impedire che il nuovo Consiglio di amministrazione entri subito in carica”, coordinato, secondo lo statuto del ConAmi, dal consigliere più anziano per età. Questo perché nei consorzi, come il ConAmi, il legale rappresentante e responsabile gestionale è il direttore generale, mentre il Cda è l’organo di indirizzo quindi per la validità delle deliberazioni è sufficiente la presenza della maggioranza dei suoi membri in carica. In caso di assenza o impedimento temporaneo del presidente, equiparato all’accettazione differita, spetta al consigliere più anziano, svolgere le funzioni di “presidente facente funzioni”. 

La durata del mandato del Cda del ConAmi è di cinque anni; ai consiglieri, in continuità con quanto avveniva negli anni scorsi, spettano 20.250 euro per il presidente e 10.125 a ciascun consigliere. 

All’Assemblea di oggi pomeriggio nella sede di via Mentana erano presenti il commissario straordinario al Comune di Imola, Nicola Izzo, e i sindaci di Bagnara, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro Terme, Conselice, Faenza, Firenzuola, Fontanelice, Imola, Marradi, Mordano, Palazzuolo sul Senio, Riolo Terme, Sant’Agata sul Santerno, Solarolo e Massa Lombarda (collegata in audio). (l.a.)

ConAmi, confermato il Cda: Fabio Bacchilega presidente a fine aprile, Motta al posto della Berti. Il parere del legale
Cronaca 6 Febbraio 2020

ConAmi, i sindaci designano all'unanimità Fabio Bacchilega al vertice del Cda. Consiglieri Zanetti, Berti, Baseggio e Minghini

E’ Fabio Bacchilega, ad oggi presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ma in scadenza a giugno, la figura designata per il vertice del Cda del Consorzio Ami. Sempre «all’unanimità l’Assemblea ha indicato i nomi di Leonardo Zanetti, Chiara Berti, Carlo Baseggio e Mirko Minghini come consiglieri di amministrazione». Precisa una nota del ConAmi.

Presenti ventuno dei ventitré sindaci-soci questa mattina nell’Assemblea presieduta dal commissario del Comune di Imola, Nicola Izzo. E soprattutto tutti d’accordo nelle nomine della nuova governance. Decisamente un bel cambio di passo rispetto allo stallo infinito degli ultimi due anni sotto la guida dell’Amministrazione Sangiorgi.

Erano presenti, nello specifico, i sindaci di Bagnara, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro, Conselice, Dozza, Faenza, Firenzuola, Fontanelice, Imola, Marradi, Massa Lombarda, Medicina, Palazzuolo sul Senio, Riolo Terme, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo. 

A proporre Bacchilega è stato il commissario Izzo come «portavoce dell’Assemblea». La «proposta verrà comunicata al diretto interessato chiedendogli la disponibilità» precisa sempre la nota, con una frase che pare soprattutto una formula di rito. Comunque, dal punto di vista formale, la nomina avverrà nel corso della prossima Assemblea dei soci convocata per venerdì 21 febbraio.  

Prima della presentazione delle candidature, c’era stata la presa d’atto da parte dell”Assemblea delle dimissioni del Cda in carica, quello nominato l’estate scorsa dalla Sangiorgi, che vedeva come presidente Andrea Garofalo (e consiglieri Giulio Cristofori e Gianguido Roversi). Un passo indietro auspicato da tempo e ritenuto indispensabile da tutti i soci per chiudere con quanto accaduto nei mesi scorsi e andare avanti. Alla luce di ciò, è stato poi approvato all’unanimità il recesso dai contenziosi in essere, a partire da quelli presentati al Tar contro le nomine del Cda fatte unilateralmente dalla sindaca Sangiorgi. I sindaci interessati si sono impegnati a procedere nella ratifica nei singoli Comuni.  

«In un clima unanime di piena coesione e collaborazione è stato definito un Cda che consente di mettere in piena funzionalità il Consorzio e di conseguenza di dare quella resa di gestione, anche in termini economici, che l’ente merita, finalizzata al sostegno ed allo sviluppo dei territori rappresentati dai 23 Comuni soci» conclude la nota del ConAmi. (r.cr.)

Nella foto Fabio Bacchilega e la sede del ConAmi in via Mentana a Imola

ConAmi, i sindaci designano all'unanimità Fabio Bacchilega al vertice del Cda. Consiglieri Zanetti, Berti, Baseggio e Minghini
Cronaca 21 Dicembre 2019

ConAmi, commissario di imola e sindaci trovano l'accordo, per il Cda si prospetta un passo indietro

Cambio di passo nel ConAmi. L”Assemblea dei sindaci-soci si è svolta e chiusa ieri senza strappi e con la piena condivisione di un percorso per uscire dalle secche in cui è bloccato da un anno e mezzo. A presiedere l”assemblea il commissario del Comune di Imola, Nicola Izzo. Presenti 19 sindaci su 23.

“C”è la disponibilità da parte del commissario ad avviare un percorso che preveda le dimissioni dell”attuale Cda e l”individuazione di una nuova cinquina che rispetti anche i territori” spiega Matteo Montanari, sindaco di Medicina. Per cercare candidature per i nuovi consiglieri e presidente della governance Imola farà un bando pubblico seguendo regolamento e linee guida approvate mercoledì scorso dallo stesso commissario Izzo (e che prevedono sia titoli che esperienza come punteggio “per rendere più oggettiva e meno discrezionale possibile le scelte”). “L”idea è che Imola tramite bando indichi tre persone per il Cda, compreso il presidente ma con il gradimento degli altri Comuni – precisa sempre Montanari -, mentre altre due saranno scelte dagli altri Comuni, indicativamente una dal circondario imolese e l”altra dal faentino-ravennate, con modalità che rispettano i loro regolamenti di nomina” precisa Montanari.

Così si salva la forma, la presentazione di candidature tramite bando pubblico, cara al Movimento 5 stelle, ma anche la sostanza, la condivisione e la rappresentanza, chiesta dai Comuni e, si spera, si riuscirà a sbloccare finalmente l”operatività del Consorzio Ami, “cassaforte” delle azioni Hera e relativi utili, ma soprattutto delle reti (acqua, luce e gas) dei Comuni e soggetto fondamentale per fare investimenti sui territori. “C”è la comune volontà di arrivare a portare a regime la governance dell’ente, al fine di raggiungere la completa funzionalità dei vari organismi, per garantire l’ordinaria gestione nel più breve tempo possibile” conclude una nota del Comune di Imola. “L”intenzione è arrivare al bando entro gennaio e speriamo all”inizio di febbraio di avere la governance e ripartire” aggiunge Montanari.

A quel punto non avranno più ragion d”essere i contenziosi pendenti, come il ricorso al Tar presentato da 19 sindaci (per le modalità di nomina messe in atto dalla sindaca Sangiorgi), la diffida contro il Cda attuale e la denuncia con l”ipotesi di danni.

L’Assemblea dei sindaci del ConAmi ha approvato all’unanimità anche il Piano di razionalizzazione periodica partecipazioni ConAmi. Nulla di nuovo rispetto al passato. “Tutte le società sono in positivo l”unica in liquidazione è Comunica, ma era già stato deciso un paio d”anni fa, deve solo chiudersi il percorso”. (l.a.)

Nella foto l”Assemblea dei sindaci-soci del ConAmi

ConAmi, commissario di imola e sindaci trovano l'accordo, per il Cda si prospetta un passo indietro
Cronaca 2 Agosto 2019

ConAmi, è ancora scontro. Malpezzi diffida il Cda e dice: “Dubbi sul futuro'. Sangiorgi attacca: “Fatto quanto chiesto'. Garofalo si appella ai soci

L”assemblea urgente del ConAmi, chiesta dal sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, e da altri sette sindaci-soci su 23, compresi Castel San Pietro e Medicina, Casalfiumanese e Borgo Tossignano, è terminata più o meno come previsto. La richiesta era la revoca del Cda in carica, mentre la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi nella sua veste di presidente, ci aveva aggiunto al contrario la nomina dei consiglieri mancanti alla cinquina esistente per surrogare le due defezioni e rendere completo davvero il Consiglio di amministrazione nominato in solitaria il 19 giugno.

Ma per l”ennesima volta tutto si è arenato in una forzatura di forma e sostanza (portare al voto la revoca del Cda) dove invece i sindaci volevano semplicemente avviare una discussione per arrivare ad un nuovo Cda condiviso. «La Sangiorgi ha cercato di sottoporre ai sindaci presenti una proposta di revoca ben sapendo che sarebbe poi stata respinta con il suo unico voto contrario» ha dichiarato Malpezzi. «Non è vero – ha ribattuto Sangiorgi –. La sottoscritta ha messo ai voti esattamente quanto richiesto». E per evitare ulteriori incomprensioni, per il futuro propone di «rendere le assemblee del ConAmi pubbliche». Da notare che nell”odg Sangiorgi aveva inserito anche l”adozione di una delibera per il ritiro del progetto di ampliamento della discarica Tre Monti. E se su questo non ci sono stati problemi con un voto unanime.

Il sindaco Giovanni Malpezzi, dall’alto dei quasi 60 mila abitanti di Faenza, secondo comune del ConAmi dopo Imola che ne ha appena 10 mila in più, sintetizza così il nocciolo del problema: «Tutti i sindaci si sentono defraudati del loro ruolo istituzionale perchè se per l’Assemblea del ConAmi vale il giochino della seconda convocazione (cioè il ricorso all’articolo 2369 del codice civile fatto da Sangiorgi per la nomina del Cda, ndr) allora possiamo starcene a casa e Imola decide da sola». La stessa cosa si teme se il Consorzio Ami cambiasse lo statuto e venisse equiparato ad una Spa, una partecipata, dove conta solo la maggioranza delle quote. E parliamo di un “forziere” che gestisce un patrimonio di circa 300 milioni di reti e impianti (acqua, luce, gas) di 23 Comuni su tre province (Ravenna, Bologna, Firenze), che garantisce milioni di investimenti e pure circa 10 milioni di utili all’anno da ripartire tra i Comuni per i cittadini. Malpezzi avverte «La relazione della società di revisione, stante la situazione, nutre dei dubbi significativi sul proseguimento del ConAmi nel medio-lungo periodo. E” di questo che dovremmo parlare».

Ma quali conseguenze concrete ci sarebbero se il ConAmi fosse considerato una Spa, un’azienda seppur pubblica?
«Conseguenze gravissime per l’affidamento dei servizi idrico e ambientale. Già, la sindaca ha portato in Assemblea solo temi che riguardano Imola e io mi sono stancato, ci sono anche gli altri. Abbiamo (per ora Faenza, Medicina e Castello, ndr) inviato una diffida al Cda: se adotta atti per cui ci sono impegni di spesa in carico al ConAmi se ne assumeranno la responsabilità».

L’accusa della maggioranza 5Stelle del Comune di Imola è che lo state facendo solo per «le poltrone».
«E’ la loro lettura politica. Ma la governance del Consorzio non può essere gestita unilateralmente da un solo Comune, altrimenti gli altri 22 non contano nulla».

Il difficile compito del mediatore sta toccando al presidente del Cda, Andrea Garofalo. Difficile anche perché sul suo capo pesa il non riconoscimento e la diffida inviata da Faenza, Medicina e Castello (ad assumere atti che comportano impegni di spesa). «Mi appello a tutti i soci affinché, aldilà di ogni visione politica, futura pronuncia del Tar (sulla legittimità dell’attuale Consiglio di amministrazione, ndr) o decisione della stessa assemblea in merito alla nomina del Cda del consorzio, continuino a prevalere le importanti finalità d’indirizzo dell’operatività dell’ente rivolte al territorio ed alla collettività. Fino a quando questo Consiglio di amministrazione sarà in carica lavorerà per concretizzare tali fini che rappresentano l’unica risposta alle esigenze del consorzio e dei territori da esso serviti. Andiamo avanti, insieme, ad operare nell’interesse dei cittadini». (r.cr.)

L”intervista completa al sindaco Giovanni Malpezzi e altri particolari sul “Sabato sera” dell”1 agosto 

Nella foto Giovanni Malpezzi, Manuela Sangiorgi e Andrea Garofalo

ConAmi, è ancora scontro. Malpezzi diffida il Cda e dice: “Dubbi sul futuro'. Sangiorgi attacca: “Fatto quanto chiesto'. Garofalo si appella ai soci
Cronaca 28 Luglio 2019

ConAmi, la sindaca Sangiorgi ribatte: il Difensore civico conferma la «correttezza teorica» della nomina del Cda

«Confermata la correttezza teorica dell’impostazione seguita» nella nomina “in solitaria” del Cda del ConAmi appellandosi all’articolo 2369 del Codice civile. Questo, in estrema sintesi, il contenuto della lettera inviata dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ai colleghi soci del Consorzio in qualità di presidente dell’Assemblea. In punta di fioretto legale, Sangiorgi sostiene che il parere del Difensore civico regionale, giunto tre giorni fa, in risposta al quesito posto dai sindaci di Faenza, Castel San Pietro e Medicina, non boccerebbe il suo operato, anzi.

Tra gli elementi fondamentali sottolineati, quello relativo alla possibilità di «applicare al ConAmi in via analogica le norme in tema di Spa» per la nomina del Cda. Possibilità contestata da sempre dai sindaci, in quanto il ConAmi è un Consorzio. Al contrario invocata da Imola che potrebbe così far prevalere nelle decisioni la sua quota maggioritaria. «Il Difensore civico non esclude affatto questa possibilità, che ritiene anzi teoricamente ammissibile» scrive Sangiorgi, concludendo, di conseguenza, che l”organo di garanzia regionale riconosce «l’ammissibilità (e correttezza) in astratto del percorso sin qui seguito per la nomina dei consiglieri del Cda del ConAmi».

Non solo. Il Difensore civico riterrebbe, ancora una volta «in astratto», la possibilità «percorribile» di ricorrere al Codice civile «ove risulti dimostrata la sussistenza di un “vuoto normativo” rispetto alla gestione dei lavori assembleari”». Un vuoto che il Difensore civico «è tuttavia portato ad escludere» nello Statuto del ConAmi, come sostengono gli altri sindaci, ma questo sarebbe dovuto solo al fatto che il quesito presentato all”organo di garanzia regionale, secondo Sangiorgi, è «monco». Comunque sia, per la sindaca «questione è definitivamente chiusa» e «il percorso individuato quello corretto, fermo restando il fatto di una necessità di una modifica statutaria che colmi le lacune evidenziate».

Conclusione? Continua lo sterile botta e risposta al vetriolo. Le prove di forza politiche, tra dichiarazioni, avvocati e ricorsi, che proseguono oramai da un anno e rendono complicato capire come sia possibile poi agli stessi sindaci ragionare di temi concreti, cioè le esigenze dei 23 territori che fanno parte del ConAmi. Fa da contraltare, il tentativo del Cda impegnato, almeno secondo quanto dichiarato con una nota dal presidente Andrea Garofalo, a predisporre il Piano industriale per mettere in sicurezza il Consorzio, che gestisce un patrimonio di circa 300 milioni di reti e impianti (acqua, luce, gas) di 23 Comuni su tre province (Ravenna, Bologna, Firenze) e due regioni (Emilia-Romagna e Toscana). Fino ad ora (il ConAmi è nato nel 2001, ereditando la storia lunga un secolo dell’Ami) è riuscito in a garantire investimenti e circa 10 milioni di utili all’anno da riaprtire tra i Comuni e per i cittadini. In futuro si vedrà. (l.a.)

Nella foto Manuela Sangiorgi e il bacino dei Comuni che formano il ConAmi

ConAmi, la sindaca Sangiorgi ribatte: il Difensore civico conferma la «correttezza teorica» della nomina del Cda
Cronaca 26 Luglio 2019

ConAmi, il Difensore civico dà ragione ai sindaci, Malpezzi: “Pronti al secondo ricorso al Tar'. La Lega bacchetta lmola

Il Difensore civico regionale ha dato ragione ai sindaci dei Comuni di Faenza, Castel San Pietro e Medicina sul ConAmi. Secondo l’organo di garanzia «non sussistono nel caso di specie i presupposti per applicare in via analogica l’articolo 2369 del codice civile», ovvero alle deliberazioni dell’Assemblea. In sintesi, il Consorzio azienda multiservizi intercomunale non è una Spa quindi non è possibile appellarsi a quella norma (deliberazioni in seconda convocazione delle assemblee delle società per azioni, in base al quale l’assemblea delibera qualunque sia la parte di capitale rappresentata) già invocata per ben due volte dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, per nominare da sola il Cda.  

Doccia fredda per la sindaca Sangiorgi. E’ ben vero che si tratta solo di un parere, ma sufficiente per incrinare l”entusiasmo acceso due mesi fa dalla mancata concessione della sospensiva sul ricorso al Tar fatto da 21 Comuni soci (solo Firenzuola non ha aderito) sulla nomina del Cda di gennaio.

Diciamo che si tratta di un 1 a 1 palla al centro che rilancia l”entusiamo nel campo dei sindaci-soci del ConAmi contrari alle modalità di gestione messe in atto dalla collega di Imola. «Il parere  ci fa dire che le nostre ragioni sono più che fondate – commenta Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza –. Il Difensore civico della Regione dice che ci si potrebbe eventualmente rifare alla norma delle Spa solo nel caso in cui ci fosse un vuoto normativo che in questo caso però non esiste, lo Statuto è chiaro e disciplina in modo compiuto le maggioranze assembleari. Ci vuole solo la volontà di trovare un punto di accordo e di non voler decidere da sola per tutti». Malpezzi va oltre e annuncia: «Ho già inviato una richiesta di convocazione urgente dell’Assemblea alla sindaca per revocare l’attuale Cda e nominarne uno nuovo. Oggi tornerò anche dai carabinieri per integrare la denuncia già depositata con gli atti che non c’erano ancora come i verbali dell’Assemblea di nomina del Cda del 19 giugno che sono arrivati solo ora. Su questa, tra l”altro, stiamo predisponendo un secondo ricorso al Tar e andremo fino al Consiglio di Stato se occorre, sospensiva compresa, perché questo Cda ha potenzialmente 5 anni davanti, anche se credo saranno molti meno visto che ha solo tre membri su cinque e quindi non rispetta neppure la parità di genere». 

Sulla vicenda è entrata a gamba tesa anche la Lega di Imola. Il consigliere regionale e comunale Daniele Marchetti bacchetta l”Amministrazione con una nota: «Capisco che a volte alcune critiche possono sembrare scomode, ma purtroppo, come ho già detto in diverse occasioni, quando si amministra bisogna fare i conti con la realtà – puntualizza – . Il ConAmi, che piaccia o meno, ha il suo statuto e a quello bisogna fare riferimento. Ripetere all”infinito che i sindaci Pd blindarono lo statuto per imbrigliare il Comune di Imola a guida 5 Stelle non cambia la situazione. Un amministratore deve comunque affrontare nel migliore dei modi qualsiasi situazione». E tanto per chiarire sottolinea: «Questo parere, pur non cambiando le carte in tavola nell”immediato, avrà comunque il suo peso politicamente, anche perché il Difensore civico regionale, essendo un organo di garanzia, non è nemmeno riconducibile all”apparato del Partito democratico». Da notare che la tirata d”orecchi della Lega è arrivata ieri e Marchetti, da presidente della Commissione bilancio comunale, cercava invano da tempo di organizzare una commissione ad hoc, e questa mattina è giunta proprio la convocazione per lunedì 29. Un appuntamento che si prospetta interessante. (l.a.)

Nella foto Daniele Marchetti e Giovanni Malpezzi

ConAmi, il Difensore civico dà ragione ai sindaci, Malpezzi: “Pronti al secondo ricorso al Tar'. La Lega bacchetta lmola
Cronaca 24 Luglio 2019

Duro botta e risposta tra l'Accademia pianistica e la sindaca Sangiorgi sul progetto della nuova sede all'Osservanza

L”Accademia pianistica chiede la realizzazione del progetto all”Osservanza. La sindaca Manuela Sangiorgi ipotizza altre soluzioni perché costa troppo, ma l”Accademia rilancia sul rispetto degli impegni presi. Sintesi di un deciso e irrituale botta e risposta cominciato lunedì con la conferenza indetta dalla Fondazione Accademia internazionale «Incontri col maestro» di Imola. L”obiettivo, in verità, era annunciare l”approvazione da parte della Commissione cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, del progetto di legge sugli interventi straordinari per l’alta formazione musicale e le attività culturali che prevede un contributo straordinario di 200mila euro all’anno per tre anni (2019-2020-2021) per l”Accademia imolese.

Il fondatore e direttore Franco Scala, però, nel fare il punto sui successi di trent”anni di attività, in primis l’ottenimento dell’equipollenza alle lauree universitarie, riconosciuta a marzo ha detto: «Siamo ad un punto in cui abbiamo un numero di allievi tale da poter essere davvero un’università… ma ci manca lo spazio per poterli ospitare. Qualche giorno fa ci è venuta a trovare qui in Rocca (sede dell’Accademia) la sindaca e la cosa mi ha fatto molto piacere. Le abbiamo consegnato un plico con tutto il progetto redatto alcuni anni fa relativo all’Osservanza, che è sempre il nostro obiettivo, perché abbiamo bisogno che l’Amministrazione ci sostenga. La sensazione è che si faccia fatica a riconoscere l’Accademia per l’eccellenza che è. Imola sembra una barca in mezzo al mare senza capitano…» ha concluso.

Il progetto di cui parla Scala è la ristrutturazione del padiglione 1 dell”ex manicomio, messo nero su bianco due anni fa dal ConAmi a guida Stefano Manara, che prevedeva la ristrutturazione da parte del ConAmi dell”immobile a fronte di un successivo affitto da parte dell”Accademia di 130 mila euro per trent”anni (che vi avrebbe poi traslocato con sede, sale studio e aule, stanze per gli studenti e mensa).

Forse la virata della conferenza stampa non è piaciuta alla sindaca Manuela Sangiorgi che ieri mattina ha replicato piccata via Facebook con un video pubblicato sulla sua pagina «Manuela Sangiorgi sindaca M5S», nel quale si dice consapevole che l”Accademia imolese ha bisogno di spazi ma la cifra prevista per il recupero padiglione 1 («circa 4 milioni di euro») è «troppo esorbitante per venti stanze insonorizzate. Penso che si possano trovare altre soluzioni. Penso che con quasi quattro milioni, ad esempio, l’Osservanza possa essere adibita in un padiglione a una Rsa per anziani». Sempre sulla pagina Fb la sindaca ha tenuto a ricordare che “l”Accademia gode di un comodato gratuito per la sede dentro la Rocca Sforzesca e di agevolazioni nei locali della scuola Vassura Baroncini e presso il teatro dell”Osservanza per lo svolgimento dell”Imola Summer Piano Academy & Festival”.

Poche ore e nel tardo pomeriggio, sempre di ieri, è arrivata la replica via comunicato dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Accademia che prima sottolinea il dispiacere per «la decisione annunciata dall’Amministrazione comunale di ridurre il contributo annuale da 53.000 euro a 30.000 proprio in un anno di oneri crescenti. Tra l’altro siamo ancora in attesa di ricevere ufficialmente la Convenzione per l’anno 2019». E poi ha richiamato l”Amministrazione imolese al rispetto degli impegni: «Una scrittura privata è stata siglata nel 2017 riguardante l’Osservanza. A fronte di un canone di affitto di 130.000 euro all’anno per trent’anni, il ConAmi si è impegnato a consegnare entro marzo 2020 il Padiglione numero 1. Ci aspettiamo il rispetto degli impegni». (r.c.)

Altri particolari e commenti sul “sabato sera” del 25 luglio.

Nella foto d”archivio Franco Scala con la sindaca Manuela Sangiorgi

Duro botta e risposta tra l'Accademia pianistica e la sindaca Sangiorgi sul progetto della nuova sede all'Osservanza
Cronaca 19 Luglio 2019

ConAmi, il Cda procede (a ranghi ridotti) e punta al trasloco dell’Inps nell’ex Beccherucci

Il presidente del Consiglio di amministrazione del ConAmi, Andrea Garofalo, sembra aver preso molto sul serio le raccomandazioni dei sindaci-soci in tema di Piano industriale, l’esigenza di trovare nuove coperture e idee per mettere in sicurezza il futuro (e gli utili) del Consorzio. «Il Cda del 16 luglio scorso ha avviato l’analisi del Piano triennale in vigore e l’avvio dei lavori per la predisposizione del nuovo Piano triennale relativo agli anni 2020-2021-2022 – ha fatto sapere con una nota -, che sarà poi sottoposto all’Assemblea degli Enti consorziati». Ad esempio occorrerà tener presente che i poco meno di 2 milioni necessari per procedere con lo studentato nell’ex manicomio dell’Osservanza, dovranno venire da un analogo “taglio” degli investimenti destinati a Imola, come chiesto espressamente dai sindaci-soci al momento del via libera al progetto.  

Non solo. Arriva anche qualche idea. Sempre in occasione del Consiglio di amministrazione del 16 luglio, «tra gli altri, è stato approvato il bando di gara per i servizi di ingegneria riguardanti la ristrutturazione del compendio ex Beccherucci. Provvedimento determinante per il rispetto del termine per la consegna dell’immobile quale nuova sede dell’Inps». A Imola c’è uno sportello Inps dal 1950, poi diventato nel 1977 una vera e propria sede subprovinciale. L’ipotesi è che l’Istituto nazionale di previdenza possa lasciare il palazzo storico di via Garibaldi, dove si trova attualmente, per traslocare in via Selice nell’edificio di proprietà del ConAmi. Un progetto avviato in embrione dal precedente Cda del ConAmi a presidenza Stefano Manara.  

In conclusione il Cda a guida Garofalo procede, nonostante i ranghi ridotti. Ad oggi sono solo tre su cinque, ci sono da integrare gli altri due consiglieri che non hanno accettato la nomina decisa “in solitaria” dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi. Il punto è stato rinviato a data da destinarsi dai sindaci-soci durante l’Assemblea. Garofalo sin dal suo arrivo ha cercato di smorzare i toni ma ricucire gli strappi dei mesi scorsi non sarà facile. (l.a.)

Nella foto la sede attuale dell”Inps in via Garibaldi e nel riquadro Andrea Garofalo

ConAmi, il Cda procede (a ranghi ridotti) e punta al trasloco dell’Inps nell’ex Beccherucci
Cronaca 18 Luglio 2019

ConAmi, “salvato” il campus all’Osservanza, i sindaci avvertono: «Ora aggiornare il Piano industriale»

I sindaci-soci del ConAmi nei giorni scorsi hanno dato il via libera per procedere con il progetto dello studentato nell’Osservanza a Imola. Inoltre, hanno approvato, seppur con riserva, il bilancio consuntivo 2018, permettendo così la ripartizione degli utili, chiesta a gran voce sempre da Imola. Rinviata, invece, la delibera per ritirare il progetto di ampliamento della discarica Tre Monti, nonostante il tema sia politicamente prioritario per la Giunta pentastellata di piazza Matteotti. Così come non c’è stato nulla da fare per il reintegro del Cda, quello nominato in solitaria un mese fa dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, che ha già perso per strada due componenti su cinque, un film già visto a gennaio.

Un due a due prevedibile alla luce dei pesanti dissidi dei mesi scorsi (e degli esposti e ricorsi ancora pendenti sulle nomine del Cda). Ma l’assessore imolese alle Partecipate, Patrik Cavina, per una volta ha guardato il bicchiere mezzo pieno e ha ringraziato sull”Osservanza «gli altri sindaci per l’evidente comprensione all’indirizzo di un elemento così determinante» per Imola, «un”eccellenza strategica per il futuro». Un ramoscello d’ulivo dopo tante prove di forza. Matteo Montanari, sindaco di Medicina, ha rimarcato: «Dopo dieci mesi di colpevole silenzio e immobilismo da parte di Imola, dato che è da dicembre che i vari soggetti chiedono riscontri, ci si è ridotti a votare una linea di indirizzo a una decina di giorni dal termine ultimo fissato dal Ministero, senza che tale opera sia stata mai inserita nel Piano degli investimenti e quindi senza rispettare la corretta procedura. Tra l’altro – continua Montanari – è uno dei pochissimi investimenti totalmente in perdita per il ConAmi. Quindi, a tutela del Consorzio, si è garantito che l’esborso previsto (1 milione e 937 mila euro di cofinanziamento) sarà decurtato dagli investimenti destinati a Imola nel vecchio Piano degli investimenti, che dovrà necessariamente essere aggiornato prima che la cifra possa effettivamente essere spesa».  

Ora tocca al Cda rimboccarsi le maniche e redigere celermente un Piano triennale per mettere in sicurezza il futuro del Consorzio Ami che gestisce il patrimonio di reti e impianti (acqua, luce, gas) di ben 23 Comuni. Montanari ha aggiunto: «Mancheranno dei fondi, a partire da quelli della discarica. Non si può solo pensare a dividersi i soldi. Occorrono idee per non perdere gli utili che si trasformano in investimenti e servizi per territori e cittadini». (l.a.)           

Altri particolari sul “sabato sera” del 18 luglio.

Nelle foto l’assessore Patrik Cavina, la sede del ConAmi in via Mentana a Imola, il sindaco di medicina Matteo Montanari

ConAmi, “salvato” il campus all’Osservanza, i sindaci avvertono: «Ora aggiornare il Piano industriale»

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