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Cronaca 2 Agosto 2019

ConAmi, è ancora scontro. Malpezzi diffida il Cda e dice: “Dubbi sul futuro'. Sangiorgi attacca: “Fatto quanto chiesto'. Garofalo si appella ai soci

L”assemblea urgente del ConAmi, chiesta dal sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, e da altri sette sindaci-soci su 23, compresi Castel San Pietro e Medicina, Casalfiumanese e Borgo Tossignano, è terminata più o meno come previsto. La richiesta era la revoca del Cda in carica, mentre la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi nella sua veste di presidente, ci aveva aggiunto al contrario la nomina dei consiglieri mancanti alla cinquina esistente per surrogare le due defezioni e rendere completo davvero il Consiglio di amministrazione nominato in solitaria il 19 giugno.

Ma per l”ennesima volta tutto si è arenato in una forzatura di forma e sostanza (portare al voto la revoca del Cda) dove invece i sindaci volevano semplicemente avviare una discussione per arrivare ad un nuovo Cda condiviso. «La Sangiorgi ha cercato di sottoporre ai sindaci presenti una proposta di revoca ben sapendo che sarebbe poi stata respinta con il suo unico voto contrario» ha dichiarato Malpezzi. «Non è vero – ha ribattuto Sangiorgi –. La sottoscritta ha messo ai voti esattamente quanto richiesto». E per evitare ulteriori incomprensioni, per il futuro propone di «rendere le assemblee del ConAmi pubbliche». Da notare che nell”odg Sangiorgi aveva inserito anche l”adozione di una delibera per il ritiro del progetto di ampliamento della discarica Tre Monti. E se su questo non ci sono stati problemi con un voto unanime.

Il sindaco Giovanni Malpezzi, dall’alto dei quasi 60 mila abitanti di Faenza, secondo comune del ConAmi dopo Imola che ne ha appena 10 mila in più, sintetizza così il nocciolo del problema: «Tutti i sindaci si sentono defraudati del loro ruolo istituzionale perchè se per l’Assemblea del ConAmi vale il giochino della seconda convocazione (cioè il ricorso all’articolo 2369 del codice civile fatto da Sangiorgi per la nomina del Cda, ndr) allora possiamo starcene a casa e Imola decide da sola». La stessa cosa si teme se il Consorzio Ami cambiasse lo statuto e venisse equiparato ad una Spa, una partecipata, dove conta solo la maggioranza delle quote. E parliamo di un “forziere” che gestisce un patrimonio di circa 300 milioni di reti e impianti (acqua, luce, gas) di 23 Comuni su tre province (Ravenna, Bologna, Firenze), che garantisce milioni di investimenti e pure circa 10 milioni di utili all’anno da ripartire tra i Comuni per i cittadini. Malpezzi avverte «La relazione della società di revisione, stante la situazione, nutre dei dubbi significativi sul proseguimento del ConAmi nel medio-lungo periodo. E” di questo che dovremmo parlare».

Ma quali conseguenze concrete ci sarebbero se il ConAmi fosse considerato una Spa, un’azienda seppur pubblica?
«Conseguenze gravissime per l’affidamento dei servizi idrico e ambientale. Già, la sindaca ha portato in Assemblea solo temi che riguardano Imola e io mi sono stancato, ci sono anche gli altri. Abbiamo (per ora Faenza, Medicina e Castello, ndr) inviato una diffida al Cda: se adotta atti per cui ci sono impegni di spesa in carico al ConAmi se ne assumeranno la responsabilità».

L’accusa della maggioranza 5Stelle del Comune di Imola è che lo state facendo solo per «le poltrone».
«E’ la loro lettura politica. Ma la governance del Consorzio non può essere gestita unilateralmente da un solo Comune, altrimenti gli altri 22 non contano nulla».

Il difficile compito del mediatore sta toccando al presidente del Cda, Andrea Garofalo. Difficile anche perché sul suo capo pesa il non riconoscimento e la diffida inviata da Faenza, Medicina e Castello (ad assumere atti che comportano impegni di spesa). «Mi appello a tutti i soci affinché, aldilà di ogni visione politica, futura pronuncia del Tar (sulla legittimità dell’attuale Consiglio di amministrazione, ndr) o decisione della stessa assemblea in merito alla nomina del Cda del consorzio, continuino a prevalere le importanti finalità d’indirizzo dell’operatività dell’ente rivolte al territorio ed alla collettività. Fino a quando questo Consiglio di amministrazione sarà in carica lavorerà per concretizzare tali fini che rappresentano l’unica risposta alle esigenze del consorzio e dei territori da esso serviti. Andiamo avanti, insieme, ad operare nell’interesse dei cittadini». (r.cr.)

L”intervista completa al sindaco Giovanni Malpezzi e altri particolari sul “Sabato sera” dell”1 agosto 

Nella foto Giovanni Malpezzi, Manuela Sangiorgi e Andrea Garofalo

ConAmi, è ancora scontro. Malpezzi diffida il Cda e dice: “Dubbi sul futuro'. Sangiorgi attacca: “Fatto quanto chiesto'. Garofalo si appella ai soci
Cronaca 28 Luglio 2019

ConAmi, la sindaca Sangiorgi ribatte: il Difensore civico conferma la «correttezza teorica» della nomina del Cda

«Confermata la correttezza teorica dell’impostazione seguita» nella nomina “in solitaria” del Cda del ConAmi appellandosi all’articolo 2369 del Codice civile. Questo, in estrema sintesi, il contenuto della lettera inviata dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ai colleghi soci del Consorzio in qualità di presidente dell’Assemblea. In punta di fioretto legale, Sangiorgi sostiene che il parere del Difensore civico regionale, giunto tre giorni fa, in risposta al quesito posto dai sindaci di Faenza, Castel San Pietro e Medicina, non boccerebbe il suo operato, anzi.

Tra gli elementi fondamentali sottolineati, quello relativo alla possibilità di «applicare al ConAmi in via analogica le norme in tema di Spa» per la nomina del Cda. Possibilità contestata da sempre dai sindaci, in quanto il ConAmi è un Consorzio. Al contrario invocata da Imola che potrebbe così far prevalere nelle decisioni la sua quota maggioritaria. «Il Difensore civico non esclude affatto questa possibilità, che ritiene anzi teoricamente ammissibile» scrive Sangiorgi, concludendo, di conseguenza, che l”organo di garanzia regionale riconosce «l’ammissibilità (e correttezza) in astratto del percorso sin qui seguito per la nomina dei consiglieri del Cda del ConAmi».

Non solo. Il Difensore civico riterrebbe, ancora una volta «in astratto», la possibilità «percorribile» di ricorrere al Codice civile «ove risulti dimostrata la sussistenza di un “vuoto normativo” rispetto alla gestione dei lavori assembleari”». Un vuoto che il Difensore civico «è tuttavia portato ad escludere» nello Statuto del ConAmi, come sostengono gli altri sindaci, ma questo sarebbe dovuto solo al fatto che il quesito presentato all”organo di garanzia regionale, secondo Sangiorgi, è «monco». Comunque sia, per la sindaca «questione è definitivamente chiusa» e «il percorso individuato quello corretto, fermo restando il fatto di una necessità di una modifica statutaria che colmi le lacune evidenziate».

Conclusione? Continua lo sterile botta e risposta al vetriolo. Le prove di forza politiche, tra dichiarazioni, avvocati e ricorsi, che proseguono oramai da un anno e rendono complicato capire come sia possibile poi agli stessi sindaci ragionare di temi concreti, cioè le esigenze dei 23 territori che fanno parte del ConAmi. Fa da contraltare, il tentativo del Cda impegnato, almeno secondo quanto dichiarato con una nota dal presidente Andrea Garofalo, a predisporre il Piano industriale per mettere in sicurezza il Consorzio, che gestisce un patrimonio di circa 300 milioni di reti e impianti (acqua, luce, gas) di 23 Comuni su tre province (Ravenna, Bologna, Firenze) e due regioni (Emilia-Romagna e Toscana). Fino ad ora (il ConAmi è nato nel 2001, ereditando la storia lunga un secolo dell’Ami) è riuscito in a garantire investimenti e circa 10 milioni di utili all’anno da riaprtire tra i Comuni e per i cittadini. In futuro si vedrà. (l.a.)

Nella foto Manuela Sangiorgi e il bacino dei Comuni che formano il ConAmi

ConAmi, la sindaca Sangiorgi ribatte: il Difensore civico conferma la «correttezza teorica» della nomina del Cda
Cronaca 26 Luglio 2019

ConAmi, il Difensore civico dà ragione ai sindaci, Malpezzi: “Pronti al secondo ricorso al Tar'. La Lega bacchetta lmola

Il Difensore civico regionale ha dato ragione ai sindaci dei Comuni di Faenza, Castel San Pietro e Medicina sul ConAmi. Secondo l’organo di garanzia «non sussistono nel caso di specie i presupposti per applicare in via analogica l’articolo 2369 del codice civile», ovvero alle deliberazioni dell’Assemblea. In sintesi, il Consorzio azienda multiservizi intercomunale non è una Spa quindi non è possibile appellarsi a quella norma (deliberazioni in seconda convocazione delle assemblee delle società per azioni, in base al quale l’assemblea delibera qualunque sia la parte di capitale rappresentata) già invocata per ben due volte dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, per nominare da sola il Cda.  

Doccia fredda per la sindaca Sangiorgi. E’ ben vero che si tratta solo di un parere, ma sufficiente per incrinare l”entusiasmo acceso due mesi fa dalla mancata concessione della sospensiva sul ricorso al Tar fatto da 21 Comuni soci (solo Firenzuola non ha aderito) sulla nomina del Cda di gennaio.

Diciamo che si tratta di un 1 a 1 palla al centro che rilancia l”entusiamo nel campo dei sindaci-soci del ConAmi contrari alle modalità di gestione messe in atto dalla collega di Imola. «Il parere  ci fa dire che le nostre ragioni sono più che fondate – commenta Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza –. Il Difensore civico della Regione dice che ci si potrebbe eventualmente rifare alla norma delle Spa solo nel caso in cui ci fosse un vuoto normativo che in questo caso però non esiste, lo Statuto è chiaro e disciplina in modo compiuto le maggioranze assembleari. Ci vuole solo la volontà di trovare un punto di accordo e di non voler decidere da sola per tutti». Malpezzi va oltre e annuncia: «Ho già inviato una richiesta di convocazione urgente dell’Assemblea alla sindaca per revocare l’attuale Cda e nominarne uno nuovo. Oggi tornerò anche dai carabinieri per integrare la denuncia già depositata con gli atti che non c’erano ancora come i verbali dell’Assemblea di nomina del Cda del 19 giugno che sono arrivati solo ora. Su questa, tra l”altro, stiamo predisponendo un secondo ricorso al Tar e andremo fino al Consiglio di Stato se occorre, sospensiva compresa, perché questo Cda ha potenzialmente 5 anni davanti, anche se credo saranno molti meno visto che ha solo tre membri su cinque e quindi non rispetta neppure la parità di genere». 

Sulla vicenda è entrata a gamba tesa anche la Lega di Imola. Il consigliere regionale e comunale Daniele Marchetti bacchetta l”Amministrazione con una nota: «Capisco che a volte alcune critiche possono sembrare scomode, ma purtroppo, come ho già detto in diverse occasioni, quando si amministra bisogna fare i conti con la realtà – puntualizza – . Il ConAmi, che piaccia o meno, ha il suo statuto e a quello bisogna fare riferimento. Ripetere all”infinito che i sindaci Pd blindarono lo statuto per imbrigliare il Comune di Imola a guida 5 Stelle non cambia la situazione. Un amministratore deve comunque affrontare nel migliore dei modi qualsiasi situazione». E tanto per chiarire sottolinea: «Questo parere, pur non cambiando le carte in tavola nell”immediato, avrà comunque il suo peso politicamente, anche perché il Difensore civico regionale, essendo un organo di garanzia, non è nemmeno riconducibile all”apparato del Partito democratico». Da notare che la tirata d”orecchi della Lega è arrivata ieri e Marchetti, da presidente della Commissione bilancio comunale, cercava invano da tempo di organizzare una commissione ad hoc, e questa mattina è giunta proprio la convocazione per lunedì 29. Un appuntamento che si prospetta interessante. (l.a.)

Nella foto Daniele Marchetti e Giovanni Malpezzi

ConAmi, il Difensore civico dà ragione ai sindaci, Malpezzi: “Pronti al secondo ricorso al Tar'. La Lega bacchetta lmola
Cronaca 24 Luglio 2019

Duro botta e risposta tra l'Accademia pianistica e la sindaca Sangiorgi sul progetto della nuova sede all'Osservanza

L”Accademia pianistica chiede la realizzazione del progetto all”Osservanza. La sindaca Manuela Sangiorgi ipotizza altre soluzioni perché costa troppo, ma l”Accademia rilancia sul rispetto degli impegni presi. Sintesi di un deciso e irrituale botta e risposta cominciato lunedì con la conferenza indetta dalla Fondazione Accademia internazionale «Incontri col maestro» di Imola. L”obiettivo, in verità, era annunciare l”approvazione da parte della Commissione cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, del progetto di legge sugli interventi straordinari per l’alta formazione musicale e le attività culturali che prevede un contributo straordinario di 200mila euro all’anno per tre anni (2019-2020-2021) per l”Accademia imolese.

Il fondatore e direttore Franco Scala, però, nel fare il punto sui successi di trent”anni di attività, in primis l’ottenimento dell’equipollenza alle lauree universitarie, riconosciuta a marzo ha detto: «Siamo ad un punto in cui abbiamo un numero di allievi tale da poter essere davvero un’università… ma ci manca lo spazio per poterli ospitare. Qualche giorno fa ci è venuta a trovare qui in Rocca (sede dell’Accademia) la sindaca e la cosa mi ha fatto molto piacere. Le abbiamo consegnato un plico con tutto il progetto redatto alcuni anni fa relativo all’Osservanza, che è sempre il nostro obiettivo, perché abbiamo bisogno che l’Amministrazione ci sostenga. La sensazione è che si faccia fatica a riconoscere l’Accademia per l’eccellenza che è. Imola sembra una barca in mezzo al mare senza capitano…» ha concluso.

Il progetto di cui parla Scala è la ristrutturazione del padiglione 1 dell”ex manicomio, messo nero su bianco due anni fa dal ConAmi a guida Stefano Manara, che prevedeva la ristrutturazione da parte del ConAmi dell”immobile a fronte di un successivo affitto da parte dell”Accademia di 130 mila euro per trent”anni (che vi avrebbe poi traslocato con sede, sale studio e aule, stanze per gli studenti e mensa).

Forse la virata della conferenza stampa non è piaciuta alla sindaca Manuela Sangiorgi che ieri mattina ha replicato piccata via Facebook con un video pubblicato sulla sua pagina «Manuela Sangiorgi sindaca M5S», nel quale si dice consapevole che l”Accademia imolese ha bisogno di spazi ma la cifra prevista per il recupero padiglione 1 («circa 4 milioni di euro») è «troppo esorbitante per venti stanze insonorizzate. Penso che si possano trovare altre soluzioni. Penso che con quasi quattro milioni, ad esempio, l’Osservanza possa essere adibita in un padiglione a una Rsa per anziani». Sempre sulla pagina Fb la sindaca ha tenuto a ricordare che “l”Accademia gode di un comodato gratuito per la sede dentro la Rocca Sforzesca e di agevolazioni nei locali della scuola Vassura Baroncini e presso il teatro dell”Osservanza per lo svolgimento dell”Imola Summer Piano Academy & Festival”.

Poche ore e nel tardo pomeriggio, sempre di ieri, è arrivata la replica via comunicato dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Accademia che prima sottolinea il dispiacere per «la decisione annunciata dall’Amministrazione comunale di ridurre il contributo annuale da 53.000 euro a 30.000 proprio in un anno di oneri crescenti. Tra l’altro siamo ancora in attesa di ricevere ufficialmente la Convenzione per l’anno 2019». E poi ha richiamato l”Amministrazione imolese al rispetto degli impegni: «Una scrittura privata è stata siglata nel 2017 riguardante l’Osservanza. A fronte di un canone di affitto di 130.000 euro all’anno per trent’anni, il ConAmi si è impegnato a consegnare entro marzo 2020 il Padiglione numero 1. Ci aspettiamo il rispetto degli impegni». (r.c.)

Altri particolari e commenti sul “sabato sera” del 25 luglio.

Nella foto d”archivio Franco Scala con la sindaca Manuela Sangiorgi

Duro botta e risposta tra l'Accademia pianistica e la sindaca Sangiorgi sul progetto della nuova sede all'Osservanza
Cronaca 19 Luglio 2019

ConAmi, il Cda procede (a ranghi ridotti) e punta al trasloco dell’Inps nell’ex Beccherucci

Il presidente del Consiglio di amministrazione del ConAmi, Andrea Garofalo, sembra aver preso molto sul serio le raccomandazioni dei sindaci-soci in tema di Piano industriale, l’esigenza di trovare nuove coperture e idee per mettere in sicurezza il futuro (e gli utili) del Consorzio. «Il Cda del 16 luglio scorso ha avviato l’analisi del Piano triennale in vigore e l’avvio dei lavori per la predisposizione del nuovo Piano triennale relativo agli anni 2020-2021-2022 – ha fatto sapere con una nota -, che sarà poi sottoposto all’Assemblea degli Enti consorziati». Ad esempio occorrerà tener presente che i poco meno di 2 milioni necessari per procedere con lo studentato nell’ex manicomio dell’Osservanza, dovranno venire da un analogo “taglio” degli investimenti destinati a Imola, come chiesto espressamente dai sindaci-soci al momento del via libera al progetto.  

Non solo. Arriva anche qualche idea. Sempre in occasione del Consiglio di amministrazione del 16 luglio, «tra gli altri, è stato approvato il bando di gara per i servizi di ingegneria riguardanti la ristrutturazione del compendio ex Beccherucci. Provvedimento determinante per il rispetto del termine per la consegna dell’immobile quale nuova sede dell’Inps». A Imola c’è uno sportello Inps dal 1950, poi diventato nel 1977 una vera e propria sede subprovinciale. L’ipotesi è che l’Istituto nazionale di previdenza possa lasciare il palazzo storico di via Garibaldi, dove si trova attualmente, per traslocare in via Selice nell’edificio di proprietà del ConAmi. Un progetto avviato in embrione dal precedente Cda del ConAmi a presidenza Stefano Manara.  

In conclusione il Cda a guida Garofalo procede, nonostante i ranghi ridotti. Ad oggi sono solo tre su cinque, ci sono da integrare gli altri due consiglieri che non hanno accettato la nomina decisa “in solitaria” dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi. Il punto è stato rinviato a data da destinarsi dai sindaci-soci durante l’Assemblea. Garofalo sin dal suo arrivo ha cercato di smorzare i toni ma ricucire gli strappi dei mesi scorsi non sarà facile. (l.a.)

Nella foto la sede attuale dell”Inps in via Garibaldi e nel riquadro Andrea Garofalo

ConAmi, il Cda procede (a ranghi ridotti) e punta al trasloco dell’Inps nell’ex Beccherucci
Cronaca 18 Luglio 2019

ConAmi, “salvato” il campus all’Osservanza, i sindaci avvertono: «Ora aggiornare il Piano industriale»

I sindaci-soci del ConAmi nei giorni scorsi hanno dato il via libera per procedere con il progetto dello studentato nell’Osservanza a Imola. Inoltre, hanno approvato, seppur con riserva, il bilancio consuntivo 2018, permettendo così la ripartizione degli utili, chiesta a gran voce sempre da Imola. Rinviata, invece, la delibera per ritirare il progetto di ampliamento della discarica Tre Monti, nonostante il tema sia politicamente prioritario per la Giunta pentastellata di piazza Matteotti. Così come non c’è stato nulla da fare per il reintegro del Cda, quello nominato in solitaria un mese fa dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, che ha già perso per strada due componenti su cinque, un film già visto a gennaio.

Un due a due prevedibile alla luce dei pesanti dissidi dei mesi scorsi (e degli esposti e ricorsi ancora pendenti sulle nomine del Cda). Ma l’assessore imolese alle Partecipate, Patrik Cavina, per una volta ha guardato il bicchiere mezzo pieno e ha ringraziato sull”Osservanza «gli altri sindaci per l’evidente comprensione all’indirizzo di un elemento così determinante» per Imola, «un”eccellenza strategica per il futuro». Un ramoscello d’ulivo dopo tante prove di forza. Matteo Montanari, sindaco di Medicina, ha rimarcato: «Dopo dieci mesi di colpevole silenzio e immobilismo da parte di Imola, dato che è da dicembre che i vari soggetti chiedono riscontri, ci si è ridotti a votare una linea di indirizzo a una decina di giorni dal termine ultimo fissato dal Ministero, senza che tale opera sia stata mai inserita nel Piano degli investimenti e quindi senza rispettare la corretta procedura. Tra l’altro – continua Montanari – è uno dei pochissimi investimenti totalmente in perdita per il ConAmi. Quindi, a tutela del Consorzio, si è garantito che l’esborso previsto (1 milione e 937 mila euro di cofinanziamento) sarà decurtato dagli investimenti destinati a Imola nel vecchio Piano degli investimenti, che dovrà necessariamente essere aggiornato prima che la cifra possa effettivamente essere spesa».  

Ora tocca al Cda rimboccarsi le maniche e redigere celermente un Piano triennale per mettere in sicurezza il futuro del Consorzio Ami che gestisce il patrimonio di reti e impianti (acqua, luce, gas) di ben 23 Comuni. Montanari ha aggiunto: «Mancheranno dei fondi, a partire da quelli della discarica. Non si può solo pensare a dividersi i soldi. Occorrono idee per non perdere gli utili che si trasformano in investimenti e servizi per territori e cittadini». (l.a.)           

Altri particolari sul “sabato sera” del 18 luglio.

Nelle foto l’assessore Patrik Cavina, la sede del ConAmi in via Mentana a Imola, il sindaco di medicina Matteo Montanari

ConAmi, “salvato” il campus all’Osservanza, i sindaci avvertono: «Ora aggiornare il Piano industriale»
Cronaca 4 Luglio 2019

Stefano Manara sul futuro del ConAmi e del territorio: “A rischio servizi e utili. Serve accordo per nominare un Cda”

Stefano Manara, imprenditore imolese già presidente del ConAmi, è tuttora uno dei quindici consiglieri del Cda di Hera Spa, dove il Consorzio di via Mentana è il secondo investitore pubblico della multiutiliy leader su rifiuti ed energia. La quasi totalità degli introiti del ConAmi arrivano proprio da Hera, dall’affitto delle reti (acquedotti, gas, impianti) ai ricavi sulle azioni, da questi dipendono poi le ingenti risorse riversate negli anni sul territorio dei 23 Comuni anche per progetti sociali o di sviluppo, vedi per l’autodromo o la riqualificazione dell’Osservanza per Imola.

E’ corretto dire che c’è un posto nel Cda di Hera riservato a Imola?
«Non proprio. La mia nomina nasce in seno al Patto di sindacato degli azionisti pubblici di Hera. Imola ha qualche decina di migliaia di azioni, è il ConAmi che ne detiene 108 milioni. Imola solo in quanto socio maggioritario del ConAmi può definire il consigliere da indicare al Patto di sindacato e concorrere fortemente anche alla scelta del presidente di Hera. Se togli un tassello da questa filiera, cioè senza l’accordo con gli altri, non conti niente. Oggi si dà alla parola “accordo” un’accezione negativa alimentando idee di collusioni, ma la democrazia è sintesi di posizioni diverse. Anche per le nomine in un Cda».

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha definito «positivo» il consuntivo 2018 da 9 milioni di utili, cosa ci aspetta per il 2019?
«Credo sarà anch’esso strepitoso sul fronte degli utili, nonostante manchino le entrate della discarica, perché gli effetti dello stallo sulla remunerazione del capitale si vedranno solo tra un paio d”anni. Potremmo accorgercene subito, invece, sul mantenimento e miglioramento degli asset e nella qualità dei servizi ai cittadini».

Ma è Hera che deve garantire i servizi.
«E’ vero, e lo farà, come negli altri territori dove non c’è il ConAmi. Ma occorre ricordare che il ConAmi ha favorito qualcosa di straordinario a partire dal fatto stesso che ha contribuito a creare Hera stessa, dimostrando lungimiranza strategica. Soprattutto per Imola, che ha bisogno di fare investimenti che, senza il ConAmi e la condivisione con gli altri sindaci, sono impossibili. Ad esempio, pensiamo ai 2 milioni di euro a fondo perduto per realizzare il progetto dello studentato dell’università nell’Osservanza».

L’Amministrazione imolese rivendica di sentirsi isolata rispetto agli altri 22 Comuni, molti a guida centrosinistra.
«Il perimetro del ConAmi non è nato per caso o su logiche politiche ma semplicemente perché l’acqua va dall’alto verso il basso: a Marradi nasce l’acqua che scende a Faenza. Le reti del gas invece hanno un andamento trasversale. I flussi impiantistici non si modificano per scelte politiche. Poi ci sono gli asset industriali: se decidi che non avrai più una discarica dovrai portare comunque quel tuo rifiuto altrove, la differenza è che prima ti sedevi al tavolo come componente del sistema regionale dei rifiuti, ora solo come cliente». (l.a.) 

L’intervista completa a Stefano Manara con altri particolari e gli accordi strategici di Hera in tema di energia, rifiuti e finanziamenti la trovate sul “sabato sera” del 4 luglio. 

Nella foto Stefano Manara nell”ufficio dell”immobiliare “Rest Srl”, la sua azienda alla quale fa capo un piccolo gruppo da 70 dipendenti

Stefano Manara sul futuro del ConAmi e del territorio: “A rischio servizi e utili. Serve accordo per nominare un Cda”
Cronaca 26 Giugno 2019

Sangiorgi ha rinominato il Cda da sola, ma Cardelli Nanni rinuncia. E sei sindaci si rivolgono a magistratura e prefetto

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, la settimana scorsa ha nuovamente approvato da sola la cinquina del Cda. Una strategia muscolare già vista per definire la governance del ConAmi.  Ma questa volta il secondo tempo non si giocherà al Tar, bensì dal prefetto e in sede penale, visto l”esposto presentato ieri da sei sindaci-soci, Faenza, Riolo Terme, Castel Bolognese, Massa Lombarda, Medicina e Castel San Pietro delusi e arrabbiati per l”accaduto.

“L”assemblea della settimana scorsa, convocata dalla Sangiorgi per la seconda volta in maniera strumentale e illegittima, violando lo Statuto, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso” spiegano con una lunga lettera aperta Giovanni Malpezzi di Faenza, Fausto Tinti di Castel San Pietro, Matteo Montanari  di Medicina, Daniele Bassi di Massa Lombarda, Luca Della Godenza di Castel Bolognese, Alfonso Nicolardi di Riolo Terme. “Come sindaci e ufficiali di Governo non potevamo rimanere inerti di fronte alla sistematica violazione di principi e norme che regolano il ConAmi e per questo abbiamo deciso di presentare un esposto alla magistratura penale affinché valuti l’operato della sindaca Manuela Sangiorgi, nella sua veste di presidente dell’Assemblea. Una violazione sistematica che è stata contestata per iscritto e a verbale anche dal collegio dei revisori, organo indipendente di controllo contabile e di legittimità. Ci siamo rivolti anche al Prefetto, perché nomini un commissario che, da organo terzo e neutrale, si adoperi per operare quella mediazione che la Sangiorgi, pur essendo presidente dell”assemblea, non ha voluto esercitare». Secondo i sindaci “ai cittadini dobbiamo trasparenza e rispetto delle regole, perché questo è lo spirito che ha sempre mosso il ConAmi”. 

“A distanza di dieci mesi dall’inizio del confronto – continuano i sei sindaci -, abbiamo capito che un accordo è impossibile perché la Sangiorgi tratta il Consorzio come se fosse una cosa di sua proprietà. Al contrario, il ConAmi è di tutte le comunità che noi sindaci rappresentiamo in Assemblea. Chiediamo e auspichiamo un rapido intervento da parte degli organi di Giustizia perché venga ristabilita la legalità, sia data una guida qualificata e presto si possa tornare allo spirito di gestione collettiva e condivisa del nostro Consorzio”.

La sindaca 5Stelle imolese tira dritto, rassicurata dai suoi legali e dal Tar che non ha concesso la sospensiva sul ricorso per la nomina di gennaio, in attesa della sentenza di merito. Una «prova generale», in verità, non finita benissimo: quel Cda ha perso via via pezzi fino all’inoperatività, costringendo la presidente Stefania Forte a dimettersi. E là si trattava di traccheggiare fino a giugno. Ora il Cda dovrebbe durare cinque anni. Ma già Cardelli Nanni ha avvertito che non accetterà la nomina. Il presidente Garofalo tenta di rassicurare: «Spero che nella prima Assemblea utile venga indicata un’altra figura gradita ai Comuni del territorio per evitare che ci possano avere dubbi sull’operato del Cda». (l.a.)

Altri particolari e commenti sul “sabato sera” del 27 giugno.

Nella foto la targa con i nomi dei 23 Comuni che compongono il Consorzio Ami

Sangiorgi ha rinominato il Cda da sola, ma Cardelli Nanni rinuncia. E sei sindaci si rivolgono a magistratura e prefetto
Cronaca 20 Giugno 2019

Conami, la sindaca Sangiorgi approva da sola il progetto di bilancio e il Cda, gli altri sindaci: “Illegittimo'

Ieri pomeriggio nella sede del ConAmi si è ripetuta la scena già vista a gennaio. La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, che il giorno prima non si era presentata per un’improvvisa indisposizione, era invece presente per la seconda convocazione dell’Assemblea dei soci dove ha approvato da sola, forte della maggioranza delle quote (66%), il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione e relativi consiglieri del Consorzio. Per farlo si è appellata nuovamente all’esistenza di uno stallo non risolvibile da Statuto e quindi all’articolo 114 del Tuel (enti locali) e all’articolo 2369 del Codice civile. Questa volta c’è la variante dell’approvazione a latere anche del progetto di bilancio consuntivo 2018, tema particolarmente caro a Imola per liberare i dividendi e far quadrare i conti del Comune.

Per il Cda il presidente designato è Andrea Garofalo, fino al 3 aprile direttore direttore della società Rete Gas di Fidenza Srl, poi c”è la riconferma del penalista bolognese 5Stelle Giulio Cristofori, a seguire l’avvocato Gianguido Roversi definito un «tecnico che non appartiene al M5S nè al Pd nè ad altri» e la collega Francesca Cardelli Nanni, già nel Cda a guida Stefano Manara e con lui  dimissionaria in agosto, infine la commercialista Susanna Caroli.

Secondo la sindaca imolese si tratta di nomi «condivisi dalla maggioranza dei soci». In verità lo statuto prevede l’esplicita sottoscrizione ma tant’è. Ritornano in auge i tatticismi legali dopo un paio di settimane di asemblee e incontri informali inconcludenti. E la rabbia degli altri sindaci del Circondario si condensa in una lunga nota. «La sindaca di Imola ha dimostrato nuovamente la sua inadeguatezza e ha voluto in modo irresponsabile e premeditato approvare unilateralmente il progetto di bilancio e il nuovo cda del Consorzio che gestisce il patrimonio e le reti di ben 23 Comuni su tre differenti province. Questo nonostante durante l’Assemblea i revisori abbiano più volte ricordato alla sindaca che tale atteggiamento non era rispettoso dello statuto del Consorzio e che tale votazione non poteva a loro avviso ritenersi valida».

Così i Comuni dell’area faentina ieri hanno deciso di non partecipare mentre quelli del del Circondario imolese erano presenti solo per mettere a verbale che «questo metodo di convocare l”assemblea in prima e seconda convocazione viola lo Statuto di ConAmi», un metodo «che la presidente utilizza non sempre, ma solo a suo piacimento, quando le fa comodo, come escamotage e pertanto è illegittimo e illecito. All”assemblea convocata per il 18 giugno eravamo presenti in 14 – scrivono – ma la sindaca di Imola non si è presentata cosi da far mancare il numero legale e avere il pretesto per la convocazione odierna, che pertanto disconosciamo». Disconoscono e sfiduciano anche il Cda «nominato dalla presidente unilateralmente e senza il concerto con gli altri consociati come da Statuto» e contestano «la legittimità delle lista di nominativi in quanto depositati in violazione dello Statuto fuori dai termini previsti e senza la sottoscrizione di almeno altri 4 consorziati». Una procedura per la quale «nulla è stato cambiato nello statuto rispetto al passato». Quindi si va oltre il tema della difesa della peculiarità del ConAmi come consorzio di enti locali rispetto alla spa e relativa maggioranza delle quote brandita da Sangiorgi, per segnalare il mancato rispetto dello regole Statuto che nulla c”entrano con un eventuale stallo: i nomi devono essere presentati con certi tempi e avere almeno la firma di altri quattro Comuni a sostegno. Riuscirono tranquillamente a farlo, in dicembre, un gruppo di sindaci civici del ConAmi tra cui Dozza. Nomi che vennero poi bocciati proprio da Sangiorgi.

Ma la forma è sostanza oltre che rispetto delle regole uguali per tutti e a questo punto è probabile che ci sia altro pane per i denti degli avvocati. «Ci riserviamo di agire in tutte le sedi giudiziarie competenti» hanno concluso i sindaci. Potrebbe trovare compagnia quindi, l’esposto presentato a febbraio al Tar. Viste le premesse non è escluso neppure un esposto alla Procura per abuso di ruolo da parte della presidente dell”Assemblea.

Comunque sia, Sangiorgi tira dritto, rassicurata dal Tar che, sul ricorso di gennaio, non ha concesso la sospensiva in attesa della sentenza di merito. Una “prova generale” che non ha avuto grande fortuna in verità: il Cda nominato il solitaria in diretta streaming ha perso via via pezzi fino all’inoperatività costringendo la presidente Stefania Forte alle dimissioni dopo meno di quattro mesi. E qua si trattava di traccheggiare fino a giugno, per concludere il mandato di un Cda più o meno rimpolpato nella speranza (delusa) di veder uscire dalle urne delle amministrative nuovi sindaci “amici”, qua siamo al rinnovo di una governance che dovrebbe durare cinque anni, prendere decisioni e soprattutto predisporre un piano industriale. (l.a.)

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi nomina da sola il Cda

Conami, la sindaca Sangiorgi approva da sola il progetto di bilancio e il Cda, gli altri sindaci: “Illegittimo'
Cronaca 8 Giugno 2019

ConAmi, un fine settimana per trovare altri candidati per il Cda e sperare di sciogliere il nodo del presidente

E” stato pubblicato un secondo secondo avviso per trovare candidati per il Consiglio di amministrazione del ConAmi. La scadenza è fissata per lunedì 10 alle ore 12. Ennesimo colpo di scena nella telenovela che si trascina dall’agosto scorso. In effetti si tratta di un tempo breve e inusuale per un bando, ma va detto che si tratta di una possibilità aggiuntiva. In mano alla sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e agli altri 22 sindaci-soci del ConAmi ci sono già ventuno nominativi ma non sono sufficienti. «Relativamente alle candidature per la designazione di membri del CdA di Con.Ami pervenute con il precedente avviso pubblico, scaduto il 20 maggio scorso – spiega la nota del Comune -, non è stato possibile reperire i consensi richiesti per la formazione di un elenco di cinque nominativi da sottoporre all’Assemblea, in quanto per le designazioni proposte dalla sindaca non è stata ottenuta la preventiva convergenza in vista della votazione prescritta dallo statuto». Da qui la decisione della sindaca Sangiorgi, presidente dell”Assemblea dei soci, di procedere con un secondo avviso.

In effetti, nel frattempo qualcuno non è più disponibile, vedi la presidente dimissionaria del Cda Stefania Forte, qualcun altro ha ottenuto nei giorni scorsi incarichi diversi come Maria Teresa Piccinnu, commercialista castellana e consigliera 5Stelle a Olbia, nominata nel Cda della partecipata Sfera (farmacie), poi c’è il nodo di Domenico Olivieri, già numero uno di Legacoop Imola, indicato nella cinquina desiderata dai sindaci ma non presente tra i curriculum inviati. Da notare che l’avviso di selezione è procedura non necessaria, dato che l’incarico è essenzialmente fiduciario.

Comunque sia, il punto è che sulla scelta del nuovo Cda ci sono stati già due incontri informali tra i sindaci, ma, come già accaduto varie volte nei mesi scorsi, è mancato l’accordo definitivo (Sangiorgi vorrebbe come presidente Andrea Garofalo, fino al 3 aprile scorso direttore della società pubblica Rete Gas di Fidenza Srl, che distribuisce il metano per Fidenza e Busseto, gli altri sindaci preferirebbero qualcuno del nostro territorio). E il tempo stringe per poter arrivare all’approvazione del bilancio entro il 30 giugno. Da qui l’ennesimo appello per trovare nuovi candidati sperando che questo sblocchi la situazione, dato che il ConAmi è una «cassaforte» da cui dipendono reti, impianti, investimenti e dividendi per 23 Comuni. Per il Presidente ci sono 20.250 lordi all’anno più 2.730 euro di benefit non monetario e per i consiglieri 10.125. (l.a.)

La sede del ConAmi a Imola

ConAmi, un fine settimana per trovare altri candidati per il Cda e sperare di sciogliere il nodo del presidente

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