Posts by tag: rifiuti

Cronaca 18 Aprile 2019

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi, la discarica resta chiusa, l'assessore Gazzolo: “Ora soluzioni, col contributo di Imola'

“La sentenza del Consiglio di Stato si rispetta” esordisce Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente, nel merito della sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentato da Regione, Hera e ConAmi contro la sentenza del Tar che, a inizio 2018, aveva bloccato l”ampliamento volumetrico della discarica Tre Monti di Imola. “Da parte nostra, siamo già al lavoro per valutarne gli effetti. E, su questo, ci confronteremo con i nostri interlocutori istituzionali. A partire dall’Amministrazione comunale e dalla sindaca di Imola, che non può certo ignorare il problema o scaricare solo su altri la responsabilità di una soluzione: anche da lei ci aspettiamo un contributo, con proposte possibilmente fattibili”. Ha rilanciato l”assessora regionale chiamando in causa il Comune di Imola, diretto interessato in quanto territorio sul quale si trova l”impianto nonché comproprietario della discarica stessa in quanto socio di maggioranza del ConAmi, e la sindaca Manuela Sangiorgi.

“Una cosa però – prosegue l’assessore – voglio dirla: questa è una Regione che, sul tema della gestione del ciclo completo dei rifiuti, ha dimostrato di aver raggiunto standard di assoluta eccellenza, che rimarranno tali anche a seguito di questa sentenza. Altrove il blocco di un impianto avrebbe magari provocato un’emergenza rifiuti, con la spazzatura in strada, qui invece non incide sulla gestione ordinaria e l’autosufficienza regionale. Lo stesso avverrà nelle prossime settimane: faremo in modo che il nostro sistema non sia messo in crisi. Rilevo però – aggiunge Gazzolo – che sta diventando sempre più complicato lavorare su questo tema, visto che continua a mancare totalmente una strategia nazionale che sia in grado di garantire, ad ogni regione italiana, l’autosufficienza sull’intero ciclo dei rifiuti, che pure l’Emilia-Romagna si è costruita. Lo è in un Paese in sofferenza cronica di impianti, dove le stesse forze politiche che oggi governano giocano a bloccare tutto, salvo poi vedere il vicepremier Salvini che auspica la realizzazione di un inceneritore in ogni provincia”.

“In questi anni è capitato più volte che la nostra Regione fosse chiamata a far fronte alle difficoltà di altri a smaltire i rifiuti. Lo abbiamo già detto e lo ribadisco, che ora saremo costretti a comportarci diversamente” chiude Gazzolo. (r.cr)

Foto d”archivio della discarica Tre Monti

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi, la discarica resta chiusa, l'assessore Gazzolo: “Ora soluzioni, col contributo di Imola'
Cronaca 19 Marzo 2019

A Ozzano altre cinque telecamere per “beccare' i furbetti dei rifiuti. Da agosto a febbraio inflitte 162 sanzioni

In tutto sono 162 le sanzioni rilevate per oltre 27 mila euro. Questo da agosto a febbraio, cioè da quando il Comune ha deciso di posizionare delle telecamere per controllare gli incivili che abbandonano ingombrati e rifiuti fuori dai cassonetti. Sono ben 23 al mese. Alcuni video sono stati anche postati (oscurando facce o targhe) sulla pagina Facebook dell’ente locale, mostrando così a tutti la realtà di questo malcostume. «In alcuni casi, come in via di Varignana, il problema si è risolto – commenta il sindaco Luca Lelli -, anche a Ponte Rizzoli si è ridotto ma, purtroppo, spostato in altre zone». Da qui la decisione, un mese fa, «di aggiungere altre cinque telecamere alle sette iniziali».

Le apparecchiature sono state posizionate, inizialmente, tra Ponte Rizzoli, al confine con Osteria Grande, e Tolara, più due all’interno del capoluogo. Di norma la multa applicata è di 104 euro (il doppio del minimo). L’introito viene utilizzato per coprire i costi delle telecamere stesse, «riteniamo non sia giusto far ricadere i costi dei comportamenti incivili su tutta la collettività, ma colpire chi trasgredisce». Forse anche questa «linea dura» ha contribuito ad incentivare la raccolta differenziata che «è migliorata, abbiamo superato la soglia psicologica del 50%» afferma Lelli (nel 2013 era il 41%). Una notizia incoraggiante per il Comune che, a differenza dei vicini del circondario imolese, come Castel San Pietro o Medicina, non ha modificato il sistema di raccolta.

L’intenzione era condividere un progetto con gli altri dell’Unione Savena-Idice, ossia Pianoro, Monterenzio, Loiano e Monghidoro. Poi la decisione di Atersir, l’Agenzia regionale, di procedere con la gara per la gestione di raccolta e smaltimento rifiuti su tutto il territorio bolognese ha spostato ogni decisione in quel contesto. In questi anni sono state fatte comunque azioni di sensibilizzazione sui cittadini e avviato un percorso partecipato per definire la modalità preferita, valutando costi e vantaggi. «Atersir è intenzionata a pubblicare il bando entro il mese di maggio – aggiorna Lelli -. L’indicazione per il nostro bacino è la raccolta stradale con cassonetti con calotta, simile a quello in essere nel circondario imolese. Abbiamo fatto delle verifiche e col porta a porta, ovvero una raccolta manuale, va considerato un 20 per cento circa di costo aggiuntivo». Poi, ogni Comune sta inserendo alcune particolarità nel bando. «Per Ozzano chiediamo il mantenimento del porta a porta nella zona industriale: sta funzionando». (l .a .)

Nella foto l”immagine tratta dal sito del Comune di Ozzano con il video dell”abbandono di materassi ripreso dalle telecamere di sorveglianza

A Ozzano altre cinque telecamere per “beccare' i furbetti dei rifiuti. Da agosto a febbraio inflitte 162 sanzioni
Cronaca 18 Marzo 2019

Nell'impianto di via Ca' Fornacetta a Ozzano Emilia spray e nasi elettronici per ridurre i cattivi odori

La lavorazione del compost rimane in via Ca’ Fornacetta, ma sarà pressoché dimezzata. Per contenere la puzza interverrà anche un cannone che «spara» sui cumuli un prodotto in grado di neutralizzare le principali sostanze che vengono percepite come maleodoranti; prodotto analogo viene nebulizzato tramite augelli posti a 4 metri di altezza per tutto il perimetro lungo un tubo. A controllare se gli effluvi superano il livello di guardia ci pensano tre «nasi elettronici», due di Herambiente posizionati all’interno dell’impianto nelle principali direzioni dei venti, e un terzo di Arpae installato presso un privato.

Questo è il quadro illustrato a metà febbraio all’Amministrazione locale durante un sopralluogo nell’impianto di proprietà della multiutility aperto anche ai cittadini, con la presenza anche dei tecnici Arpae. «Per quanto mi riguarda sono parzialmente soddisfatto – commenta il sindaco Luca Lelli – gli impatti complessivi e gli odori così diminuiscono. Però, e lo riscontro direttamente, dato che – racconta Lelli – ho preso l’abitudine di abbassare il finestrino dell’auto quando passo da quella zona, il cattivo odore continua ad esserci. Apprezzo gli sforzi ma sono parziali. Vedremo con i dati dei “nasi elettronici” se chiedere un ulteriore impegno ad Hera» conclude.

La vicenda si trascina da tempo, l’impianto per il compost è uno dei primi in zona, risale a qualche decennio fa (con l’allora Geovis). Gli effluvi prodotti dalla lavorazione sono stati più volte oggetto di segnalazioni e denunce, nel luglio di quattro anni fa l’odore destò un vero e proprio allarme arrivando fin nel centro di Bologna. Da qui una serie di prescrizioni e la ricerca di soluzioni. A fine 2017 sono stati realizzati degli interventi strutturali che permettono di effettuare la prima fase accelerata del compostaggio in un ambiente chiuso, dotato di aspirazione dell’aria, poi convogliata in un biofiltro. «Il suo utilizzo ha permesso di ridurre la quantità di rifiuto in maturazione nelle aree aperte dell’impianto» rivendica Herambiente con una nota.

Poi, nell’estate di due anni fa, la stessa Herambiente annunciò l’intenzione di trasferire la lavorazione del compost a Sant’Agata Bolognese, dove stava costruendo un impianto per la produzione industriale di biometano da rifiuti organici, l’idea era trasformare Ca’ Fornacetta in un centro di recupero e smaltimento per rifiuti urbani e speciali. Nonché per la trinciatura degli sfalci prima dell’invio per la macerazione sempre a Sant’Agata, anche per ovviare allo spazio che si sarebbe perso, in vista di Passante e quarta corsia dell’A14, nell’isola ecologica e stoccaggio Hera di San Lazzaro sugli Stradelli Guelfi. A Ozzano sarebbero aumentate decisamente le quantità di materiali trattate e il traffico dei camion, ma con meno puzza.

Ora le carte sono cambiate di nuovo. Il deposito di San Lazzaro non sarà interessato dai nuovi tracciati della viabilità (salvo sorprese, vista la situazione di stallo e controproposte del Governo) ed Hera ha rivisto i suoi progetti. La nuova pratica autorizzativa in dirittura d’arrivo per Ca’ Fornacetta prevede un massimo 13 mila tonnellate per la trinciatura di verde e potature, da inviare sempre a Sant’Agata (per l’impianto a biometano inaugurato nell’autunno scorso) e altre 15 mila tonnellate per la produzione di compostaggio. Oggi la cubatura complessiva autorizzata è la stessa, ma tutta dedicata al compost. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 marzo

Nella foto l”impianto di via Ca” Fornacetta

Nell'impianto di via Ca' Fornacetta a Ozzano Emilia spray e nasi elettronici per ridurre i cattivi odori
Cronaca 30 Gennaio 2019

Potenziata a Imola la raccolta degli oli alimentari, che saranno impiegati per la produzione di biocarburante

Sono saliti a 26 i contenitori per la raccolta di oli alimentari nel comune di Imola. Di recente Hera, in accordo con l”Amministrazione comunale, ne ha infatti posizionati altri sei, che si aggiungono ai sei collocati la scorsa estate e ai 14 presenti da più tempo. I sei contenitori nuovi si possono trovare in via Banfi 18,  via Rio Palazzi 8, via Boccaccio 23, via De Gasperi 71, via Punta 86/P (Ponticelli) e via Balducci 1 a Sesto Imolese. Complessivamente in tutto il Circondario imolese sono disponibili 48 contenitori.

I dati dicono che a Imola la raccolta degli oli alimentari è in crescita costante: nei primi otto mesi del 2018, infatti, tra contenitori stradali e stazione ecologica sono stati raccolti 24.858 chilogrammi di materiale, contro i 21.537 dello stesso periodo 2017, con un incremento del 15%. In tutto il territorio servito dalla multiutility però questa raccolta è in crescita: merito degli oltre 500 appositi contenitori messi a disposizione da Hera nelle stazioni ecologiche e alle colonnine stradali presenti in diversi comuni per raccogliere gli oli alimentari, quelli adoperati in cucina, gli oli da frittura o utilizzati per conservare gli alimenti nei vasetti. Vale la pena ricordare che ogni persona ne produce circa cinque chilogrammi all”anno.

Come effettuare correttamente la raccolta? Con i nuovi contenitori stradali, che hanno una una capacità di 240 litri, è facile, perché consentono di raccogliere agevolmente l’olio da recuperare aprendo uno sportellino. Tuttavia, occorre tenere presente che l’olio non va versato direttamente, ma deve essere conferito in normali bottiglie o flaconi in plastica, chiusi con il tappo. Per chi lo preferisce, l”olio alimentare esausto può essere sempre conferito anche presso le stazioni ecologiche di Hera sul territorio.

Smaltire correttamente gli oli vegetali da cucina è importante, perché si tratta di un rifiuto con potere altamente inquinante, in particolare se buttato negli scarichi domestici e nella rete fognaria. Ma oggi è possibile trasformarlo in biocarburante. A tal fine, Hera ha siglato una partnership con Eni finalizzata proprio a trasformare l’olio vegetale esausto in biocarburante, da utilizzarsi per alimentare una parte dei mezzi aziendali della raccolta rifiuti urbani. L’accordo prevede che gli oli vegetali esausti di uso domestico, come quelli di frittura, recuperati da Hera attraverso i contenitori stradali e le stazioni ecologiche, saranno inviati alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in bioraffineria, che lo trasformerà in green diesel, prodotto completamente rinnovabile che costituisce il 15% dell’Enidiesel+. (r.cro)

Potenziata a Imola la raccolta degli oli alimentari, che saranno impiegati per la produzione di biocarburante
Cronaca 11 Gennaio 2019

Attesa per fine gennaio la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso contro lo stop all'ampliamento della discarica Tre Monti

L’udienza c’è stata ma l’attesa non è finita. Prima di Natale, il 20 dicembre, il Consiglio di Stato doveva esprimersi sul ricorso presentato da Regione, Hera e ConAmi contro la sentenza del Tar che a gennaio 2018 ha bocciato l’ampliamento «volumetrico in sopraelevazione» della discarica di via Pediano). In sostanza l’autorizzazione della Regione stessa che, come previsto dal suo piano regionale dei rifiuti, aumentava la capienza della Tre Monti (gestita da Hera e di proprietà del ConAmi) per ulteriori 375 mila tonnellate. Per la decisione finale della giustizia amministrativa, però, occorrerà attendere il deposito della sentenza, previsto per
fine gennaio.
All’udienza, il comitato Vediamoci chiaro, che si batte per la chiusura definitiva della discarica (comprese le associazioni Wwf, Panda Imola e Legambiente Imola e Medicina firmatarie dell’esposto «vincente» al Tar), si è presentato agguerrito con il legale Matteo Cerruti. Anche il Comune di Imola (la chiusura della discarica fa parte del programma di mandato della sindaca Sangiorgi), si è costituito in giudizio, impegnando circa 5 mila euro per l’avvocato Silva Gotti, per «far valere la preoccupazione per la salute pubblica», derivanti dalla mancata valutazione nel
procedimento «dei profili di natura igienico-sanitaria e di sicurezza ambientale che produrrebbero gli ampliamenti in progetto sommati all’impianto esistente». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto un camion diretto alla discarica

Attesa per fine gennaio la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso contro lo stop all'ampliamento della discarica Tre Monti
Cronaca 11 Gennaio 2019

Firmate misure condivise tra Regione, gestori d'impianti e associazioni d'impresa per smaltire i rifiuti speciali

L’Emilia Romagna da priorità alle esigenze di smaltimento dei rifiuti speciali prodotti dalle proprie aziende, ormai impossibilitate a farvi fronte. E per dare una risposta organica e di sistema all’emergenza la Regione ha chiamato attorno ad un tavolo le imprese e i gestori degli impianti di smaltimento e trattamento per arrivare in tempi rapidi a «misure gestionali» e «capacità di trattamento» che rispondano in primo luogo «ai fabbisogni del territorio emiliano-romagnolo». Una collaborazione fra tutti i soggetti interessati che tenga insieme «la domanda proveniente dalle imprese del territorio e l’offerta» legata a smaltimento e trattamento presente nel territorio regionale stesso, «sostenendo lo sviluppo delle filiere dell’economia circolare».

E’ quanto si legge nel verbale d’intesa sottoscritto lo scorso 19 dicembre dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dai vertici regionali di Confservizi, Agci, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Copagri, Legacoop e Unci. «Si tratta di un’intesa molto importante, decisamente innovativa nei contenuti e negli impegni, che fa squadra tra gli attori e tiene in equilibrio economia e ambiente», ha commentato soddisfatto Bonaccini.

Prima ancora di queste misure, la Giunta regionale aveva già approvato una delibera tesa a velocizzare l’iter autorizzativo per l’incremento delle quantità di rifiuti che sarà possibile stoccare negli appositi siti in Emilia Romagna, fino ad un massimo del 3%. Atto per il quale Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione ambientale e l’energia, sarà chiamata a dare priorità alla valutazione delle richieste di incremento, peraltro sempre e solo con la piena garanzia delle condizioni di sicurezza e del rispetto della normativa ambientale.

«Stante l’attuale legislazione nazionale – ha aggiunto Bonaccini – i rifiuti prodotti dalle imprese sono a libero mercato e dunque non pianificabili. Le imprese ci hanno però lanciato un grido d’allarme perché il meccanismo si è inceppato: da un lato si sono chiusi alcuni mercati esteri che assorbivano i nostri rifiuti speciali, facendo schizzare i prezzi alle stelle; dall’altro lato c’è la cronica carenza di impianti del nostro Paese; infine il Governo, anziché correre ai ripari, si divide ideologicamente tra favorevoli e contrari agli impianti. Per questa ragione abbiamo dapprima autorizzato ampliamenti degli stoccaggi, mentre ora, per la prima volta, proviamo a meglio programmare la capacità dei nostri impianti e ad assicurare spazi aggiuntivi e prioritari per le imprese dell’Emilia Romagna. Contemporaneamente, lavoriamo tutti insieme per costruire o consolidare filiere che rafforzino la circolarità della nostra economia. Sono tutti passi avanti rispetto alla situazione attuale, nella speranza che prima o poi anche il Governo batta un colpo».

I firmatari dell’accordo regionale hanno poi deciso di costituire un «tavolo permanente per monitorare l’efficacia delle misure poste in essere», per verificare cioè – si legge sempre nel documento – se si soddisferanno «i fabbisogni regionali» e per intervenire, nel caso fosse necessario, con «eventuali adeguamenti o integrazioni». (r.cro.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 gennaio

Nella foto l”incontro tra Regione, gestori di impianti e associazioni d”impresa

Firmate misure condivise tra Regione, gestori d'impianti e associazioni d'impresa per smaltire i rifiuti speciali
Cronaca 7 Gennaio 2019

Finite le feste, l'abete di Natale diventa compost. Gli alberi sintetici e le luci si consegnano alla stazione ecologica

La Befana è arrivata, ha portato dolci e carbone, ma soprattutto ha fatto calare il sipario sulle feste natalizie. Ora non resta che spegnere luci e lucette e riporre gli addobbi, ma per chi ha scelto come albero di Natale un vero abete o per chi deve disfarsi di alberi sintetici che hanno fatto il loro tempo può essere utile qualche consiglio per il corretto smaltimento o, quando possibile, per il riutilizzo di materiale o parte di esso. 

Puntuale ecco il vademecum di Hera, contenente indicazioni per tutte le necessità, a partire proprio da cosa fare con gli alberi veri (3,6 milioni in Italia a Natale 2018 secondo un”indagine Coldiretti) una volta spogliati degli addobbi. «Quelli senza radici, non più trapiantabili, possono essere trasformati in ottimo fertilizzante da riutilizzare in agricoltura», spiega la multiutility, che invita quindi i cittadini a conferirli presso la stazione ecologica oppure a chiamare il Servizio clienti (chiamata gratuita al numero 800.999.500, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18) per chiedere il ritiro gratuito a domicilio.

In alternativa, è possibile anche usare i cassonetti per sfalci e potature, dopo avere però ridotto l”albero in tronchetti per poterlo inserire nei contenitori. Non dimentichiamo, inoltre, l”opportunità per i clienti domestici che hanno un”area verde di proprietà di fare il compostaggio domestico dotandosi di una compostiera, vale a dire un contenitore che trasforma gli scarti organici (residui della preparazione dei pasti, scarti di cibo, erba e fogliame derivati dalla manutenzione del giardino) in concime attraverso un processo di degradazione naturale. Per richiedere la compostiera occorre telefonare al numero del Servizio clienti, la consegna è effettuata gratuitamente a domicilio e il suo utilizzo consente di ottenere uno sconto annuale di per ogni componente del nucleo familiare nella bolletta della Tari. 

Molto più numerose sono però le famiglie (7 su 10 per la precisione, sempre secondo l”indagine Coldiretti) che hanno scelto alberi sintetici, i quali possono essere conferiti direttamente alla stazione ecologica, esattamente come le luci natalizie non più funzionanti, che diventano Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). A Imola la stazione si trova in via Brenta, 4 (traversa di via Lasie) ed è aperta tutti i giorni della settimana, domenica compresa: dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 12 e dalle 14 alle 18, il sabato dalle 7 alle 13 e dalle 14 alle 18 e la domenica mattina dalle 9.00 alle 12.00.

Finite le feste, l'abete di Natale diventa compost. Gli alberi sintetici e le luci si consegnano alla stazione ecologica
Cronaca 25 Dicembre 2018

Come smaltire i rifiuti prodotti durante le feste: i consigli per una corretta raccolta differenziata

Nel periodo delle feste, tra pranzi e cene, addobbi e regali, aumenta la produzione di rifiuti. Come fare allora per aiutare l”ambiente anche in questi giorni? Ci pensa Hera a fornire un vademecum utile a smaltire ogni tipo rifiuto nel modo più corretto e trascorrere così un Natale davvero green. E quando proprio non si sa che fare c”è il «Rifiutologo», la app scaricabile gratuitamente che riporta informazioni dettagliate su tutti i tipi di materiale da smaltire.

Rifiuti organici. Dove è presente il servizio di raccolta differenziata, questi rifiuti, che rappresentano circa il 30% di tutti gli scarti prodotti, devono essere conferiti negli appositi contenitori. Per chi possiede una compostiera, i rifiuti organici (residui dei pasti, erba, fogliame) possono essere trasformati in concime attraverso un processo di degradazione naturale e utilizzati per fertilizzare orti e giardini (chi dispone di un’area verde di proprietà può chiedere la compostiera a Hera in uso gratuito chiamando il Servizio Clienti 800.999.500). L”uso della compostiera consente anche di ottenere uno sconto nella bolletta della Tari.

Carta regalo. La carta argentata o dorata, i nastri e i fiocchi vanno tutti gettati nel contenitore dei rifiuti indifferenziati.

Luci di Natale. Le luminarie casalinghe che non funzionano più diventano Raee (Rifiuti da Apparecchiature elettriche ed elettroniche) e devono quindi essere conferiti alla stazione ecologica.

Scatoloni e imballaggi. Dopo averli ridotti di volume, si gettano insieme alla carta, mentre gli imballaggi in plastica o polistirolo devono essere messi nei cassonetti per la plastica, salvo non siano di grandi dimensioni: in quel caso occorre recarsi a consegnarli alla stazione ecologica.

Vecchie apparecchiature elettroniche. Cellulari, computer, palmari, televisori devono essere consegnati alla stazione ecologica Hera presente sul territorio, dove vengono avviati a recupero. Si tratta infatti di oggetti che contengono metalli come piombo, cadmio, oro, cobalto i quali, grazie alla raccolta differenziata, possono essere recuperati e riutilizzati. Purtroppo un”indagine sulle abitudini degli italiani ha svelato che solo 42% delle persone smaltisce in modo corretto i piccoli elettrodomestici, mentre il restante 58% lo butta nell’indifferenziato oppure lo tiene in casa senza utilizzarlo.

Vetro. Per bottiglie vuote e altri oggetti di vetro sono a disposizione gli appositi contenitori: il vetro è un materiale che può essere riciclato all”infinito.

Infine, come anticipato, per risolvere i dubbi c”è il Rifiutologo (www.ilrifiutologo.it). Attraverso questa app è possibile, oltre che cercare informazioni sul corretto smaltimento dei rifiuti, anche inviare a Hera fotosegnalazioni di rifiuti abbandonati, cassonetti pieni o rotti e individuare la stazione ecologica più vicina.

Come smaltire i rifiuti prodotti durante le feste: i consigli per una corretta raccolta differenziata
Cronaca 19 Dicembre 2018

A Dozza e Mordano in arrivo le lettere che spiegano la tariffa puntuale: contano le aperture dall'indifferenziata

A Dozza e Mordano si comincia a fare sul serio. Dall’1 gennaio la tariffa corrispettivo puntuale (tpc o tariffa puntuale) prenderà il posto della Tari per quanto riguarda il calcolo della bolletta per raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E in questi giorni entrambi i Comuni stanno inviando ai loro cittadini e aziende le lettere informative. «Noi e Dozza siamo i primi nel circondario ad utilizzare la tariffa puntuale – esordisce l’assessore mordanese all’Ambiente, Gianni Duri – in anticipo di un anno rispetto agli obblighi della legge regionale». «Sarebbe stato intelligente partire in tutto il circondario – aggiunge Luca Albertazzi, sindaco di Dozza -, perché significa svincolarsi dal parametro dei metri quadri e anticipare un trend virtuoso che permetterà di ottenere sia i benefici previsti dalla Regione, che la possibilità per le aziende di scaricare il 10 per cento dell’Iva (presente con la tariffa e non con la tassa Tari, ndr)».

Ma come funziona esattamente la tariffa puntuale? E” composta da una quota fissa e una variabile. «La prima – spiega Duri – assorbe tutti i costi indivisibili e sarà calcolata, per le utenze domestiche, in base alla superficie dell’immobile e al numero dei componenti del nucleo familiare. Per le utenze non domestiche in base alla superficie e alla categoria dell’attività». La quota variabile, invece, fa riferimento ai costi per la raccolta del rifiuto indifferenziato ed è basata su quanti conferimenti si effettuano. In sostanza ogni utenza ha nella sua tariffa base annua un numero prestabilito di aperture della calotta del cassonetto dell”indifferenziata, in caso le superi la bolletta aumenta. Nessun limite, invece, per quanto riguarda gli altri cassonetti o i conferimenti della differenziata (carta, vetro, lattine, umido). La logica è che se si differenziano correttamente i rifiuti vi sia sempre meno indifferenziata da buttare.

Quanti sono i conferimenti previsti dalla tariffa base annua? Per una famiglia composta da una persona la tariffa comprende 28 conferimenti all”anno. Salgono a 35 se si tratta di una coppia, a 43 per tre persone, mentre se si è in quattro o più si arriva a 48. Per le utenze non domestiche, invece, dipende dal contenitore in dotazione (sempre dell”indifferenziato): 40 conferimenti (20 se l”attività ha una superficie inferiore ai 50 mq) in un contenitore da 30 litri, 26 invece se si tratti di uno da 360 o da 1.700 litri.

Per i cittadini in termini pratici non cambia nulla: «Il cassonetto si aprirà sempre con la tessera Smeraldo e potranno essere inseriti i soliti sacchetti con capacità massima 30 litri» dicono da Mordano. Come si legge nelle lettere, il suggerimento è «di esporre il contenitore dedicato solo se effettivamente pieno e di utilizzare per quanto possibile l’intera capacità della calotta del cassonetto». Quindi buttare i sacchetti quando sono pieni.

Da notare che la quota minima andrà pagata anche se sulla tessera risulteranno fatte meno aperture rispetto al minimo. Questo per disincentivare l’eventuale furbetto che abbandona i rifiuti fuori dai cassonetti o addirittura nei comuni limitrofi.

Particolare attenzione è stata posta per alcune problematiche come chi deve smaltire i pannolini dei bambini o i pannoloni degli anziani. «Le utenze con bambini fino a 3 anni – precisa Duri – avranno 370 conferimenti annuali esenti in aggiunta a quelli minimi, per beneficiare di quest’agevolazione dovranno presentare allo sportello Hera un’autocertificazione. Stesso discorso per chi fa uso di dispositivi medico-sanitari, per i quali servirà un certificato medico». Da Dozza confermano: «Consideriamo circa un conferimento al giorno anche nel caso degli anziani. 

Quanto si pagherà in più se si supereranno i conferimenti minimi previsti dalla tariffa base della propria categoria famigliare? «Occorre aspettare il Piano economico finanziario (Pef) che stiamo concordando con Atersir – dice Albertazzi ­-. Man mano che ci assesteremo, faremo eventuali aggiustamenti per premiare i comportamenti più virtuosi e penalizzare gli altri». Per ora si sa solo che la cifra aggiuntiva sarà fatturata l’anno successivo mentre la prima bolletta 2019 è attesa con i tempi della Tari.

Mordano ha già in programma quattro incontri pubblici per approfondire l”argomento insieme ai cittadini: lunedì 21 gennaio 2019, alle 18.30 e 20.30, alla Sala Civica di Bubano, mentre mercoledì 23 gennaio 2019, alle 18.30 e 20.30, nella palestra comunale di Mordano.

Le informazioni sono state anticipate anche nell”articolo pubblicato sul “sabato sera” del 13 dicembre.

Nelle foto: i fac-simile di lettere inviate ai cittadini dei due Comuni

A Dozza e Mordano in arrivo le lettere che spiegano la tariffa puntuale: contano le aperture dall'indifferenziata
Cronaca 13 Dicembre 2018

La Giunta 5 Stelle ha deciso: nel 2019 Hera continuerà a riscuotere la Tari per conto del Comune

Hera continuerà a riscuotere la tassa sui rifiuti (Tari) per conto del Comune anche per il prossimo anno. E’ la conclusione a cui è arrivata la Giunta 5 Stelle, che da sempre vede Hera come fumo negli occhi. A Imola la multiutility gestisce non solo la riscossione della Tari, ma anche il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.

Non a caso, tra i primi punti del programma presentato in campagna elettorale dal M5s, alla voce Ambiente-Rifiuti c’era la volontà di costituire una società in house, «per superare – si motivava – il conflitto d’interessi tra raccolta- gestione dei rifiuti e lo smaltimento in discariche e inceneritori». Alle parole, però, stanno seguendo scelte diverse. «Dopo una serie di valutazioni – queste le parole dell’assessore al Bilancio, Claudio Frati, durante la commissione consigliare dello scorso 10 dicembre – abbiamo pensato che la soluzione migliore, sia da un punto di vista economico che di continuità del servizio, sia questa».

La Giunta prende tempo dunque anche sul tema Tari. «Questo atto – aggiunge Frati – arriva dopo una serie di approfondimenti che abbiamo fatto con gli uffici, al termine dei quali abbiamo valutato che, vista l’attuale situazione in termini di gare IntercentEr e viste altre amministrazioni che hanno optato per soluzioni differenti (con risultati insoddisfacenti, Ndr), per una questione sia di economicità che di continuità del servizio e per evitare rischi legati a cambi repentini della riscossione che avrebbero potuto creare dei disservizi, abbiamo valutato che la soluzione migliore, al momento, è prorogare la concessione di un anno, rinnovabile di un ulteriore anno. Nel caso si volesse rescindere la convenzione serve un preavviso di 60 giorni. In caso di proroga anche l’anno successivo, abbiamo in più un leggero vantaggio economico, perché Hera ci riconoscerebbe uno sconto del 5 per cento».

Ha poi ammesso che la valutazione sul servizio finora garantito da Hera, per quanto riguarda la gestione della Tari, è stata «positiva», mentre sposta in avanti la reinternalizzazione del servizio di gestione rifiuti promessa in campagna elettorale. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nella foto: cassonetti a Imola

La Giunta 5 Stelle ha deciso: nel 2019 Hera continuerà a riscuotere la Tari per conto del Comune

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