Posts by tag: rifiuti

Cronaca 12 Novembre 2019

McDonald’s e Gruppo Hera insieme per la sostenibilità

McDonald’s e il Gruppo Herahanno firmato a Ecomondoun accordo per ridurre la quantità e migliorare la qualità della raccolta differenziatanei trenta ristoranti dell’insegna serviti dalla multiutility in Emilia-Romagna.

L’accordo, al via il 1 gennaio 2020, ha l’obiettivo di potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti riciclabili come carta e organico, attuando un monitoraggio che valuti costantemente la quantità ma soprattutto la qualità dei rifiuti prodotti.
Il progetto avrà una durata di due anni e coinvolgerà 30 ristoranti in 14 comuni diversi, per una media di 45.000 clienti McDonald’s al giorno.

Per questo obiettivo, sarà introdotto un nuovo modello di contenitore per i rifiuti, studiato insieme a Hera, per aiutare i clienti a separare sempre meglio quanto rimane sul vassoio alla fine del pasto così da limitare al massimo errori di conferimento dei prodotti.
Fondamentale nel progetto saranno anche la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei clienti, che saranno i destinatari di una campagna dedicata che troverà spazio sempre all’interno dei ristoranti. (r.cr.)

Fotografia del Gruppo Hera

McDonald’s e Gruppo Hera insieme per la sostenibilità
Cronaca 6 Novembre 2019

Si amplia la stazione ecologica di Imola, i lavori in corso costano 200 mila euro e dureranno fino a febbraio

Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori di manutenzione straordinaria alla stazione ecologica di Imola, che si concluderanno (salvo inconvenienti, precisano da Hera) entro febbraio 2020. L”intervento, realizzato da Hera e concordato con il Comune di Imola, costerà 200 mila euro e sarà organizzato in modo da non interrompere il servizio, ad eccezione di alcuni giorni di chiusura necessari al fine di eseguire alcuni lavori di scavo che saranno comunicati tempestivamente. I lavori sono finalizzati alla sistemazione e manutenzione degli spazi della stazione, che si sviluppa su una superficie complessiva di 5.200 metri quadri. Sono previsti in particolare l”aumento dei parcheggi interni da 6 a 12, la realizzazione di un nuovo accesso pedonale per collegare direttamente il parcheggio pubblico esterno lungo via Brenta al piazzale interno, in modo da alleggerire il traffico di veicoli in entrata e agevolare i cittadini che si recano al centro di raccolta per usufruire solo dello sportello tessere, l”introduzione di un senso di marcia unico dentro alla stazione ecologica. Al termine dei lavori entrata e uscita saranno diversificate, in modo da rendere più fluida la viabilità interna.

Sarà inoltre installato un sistema di pesatura con una pesa ponte carrabile, dotato di una capacità di carico fino a 50 tonnellate, che consentirà ai mezzi che trasportano quantitativi voluminosi di materiali di passarvi agevolmente sopra sia in entrata, a pieno carico, che in uscita, con la registrazione automatica quindi del peso conferito. Sono infine previsti l’adeguamento degli impianti antincendio e di illuminazione esterna, la realizzazione di una nuova recinzione lungo via Brenta e la revisione di tutta la segnaletica di viabilità interna e di sicurezza.

La stazione ecologica è un servizio sempre più utilizzato dai cittadini, come dimostra il numero degli accessi costantemente in aumento. Si stima, infatti, che al termine del 2019 saranno circa 6 mila in più rispetto al 2018, confermando la tendenza in atto da diversi anni. Nel 2017, ad esempio, gli accessi furono oltre 72 mila, nel 2018 circa 74 mila e nel 2019 la previsione, in base ai dati dei primi nove mesi che ne registrano oltre 60 mila, è di avvinarsi a quota 80mila. Secondo Hera, questo trend è dovuto a vari fattori, dalla sempre maggiore motivazione dei cittadini nella raccolta differenziata alla possibilità di avere degli sconti in bolletta per il conferimento di alcuni tipi di materiali. L”aumento dei cittadini che accedono alla stazione ha tuttavia comportato anche un allungamento dei tempi di attesa, al quale Hera ha fatto fronte aumentando il numero degli addetti, per poi affrontare il tema della disponibilità di parcheggi all’interno del centro. In media, sono 220 gli accessi e quasi 11 le tonnellate di rifiuti differenziati conferiti ogni giorno alla stazione ecologica Hera di Imola. I tipi di rifiuti conferiti sono, in ordine decrescente: carta, legno, inerti, ingombranti, vetro, plastica, ferro, verde e potature, cartone, piccoli e grandi elettrodomestici e così via. Alla stazione ecologica si accede soprattutto di sabato e le famiglie prevalgono nettamente sulle attività produttive (88% contro 12%). (r.cr.)

Si amplia la stazione ecologica di Imola, i lavori in corso costano 200 mila euro e dureranno fino a febbraio
Cronaca 25 Ottobre 2019

Abbandoni di rifiuti, sono un centinaio le infrazioni rilevate dalle telecamere nei mesi di agosto e settembre

In due mesi le sanzioni sono state un centinaio, di cui circa sessanta ad agosto e una quarantina a settembre. Stiamo parlando del fenomeno dell”abbandono di rifiuti in strada, per contrastare il quale l”Amministrazione comunale di Imola ha deciso di fare ricorso alle telecamere piazzate in prossimità dei cassonetti per identificare i colpevoli e poterli così multare. Non si tratta però di una iniziativa inedita dalle nostre parti: il primo Comune a ricorrere alla videosorveglianza contro i “furbetti” del rusco, infatti, è stato quello di Ozzano Emilia, che poi proprio un anno fa ha deciso addirittura di pubblicare sulla sua pagina Facebook ufficiale, a scopo deterrente, i filmati dei trasgressori, ovviamente con gli opportuni accorgimenti per evitare che siano riconoscibili (leggi qui l”articolo dell”ottobre 2018).

Il Comune di Imola ha comunicato questa scelta circa tre mesi fa, in concomitanza con l”avvio del nuovo sistema di raccolta del pattume porta a porta in centro storico che ha determinato un aumento dei casi di abbandono di rifiuti fuori dai cassonetti. E oggi ecco il primo report derivante dall”analisi dei filmati registrati dalle telecamere ed inviati alla Polizia locale, dai quali emerge il rilevamento, con relativa notifica, di una sessantina di infrazioni ad agosto, scese a quaranta circa nel mese successivo. Per i casi in cui la tecnologia non è stata sufficiente all”identificazione dei trasgressori, o perché non era possibile leggere la targa dei veicoli o perchè l”infrazione è stata commessa da persone a piedi o in bicicletta, si è fatto ricorso al Corpo Guardie Ambientali Metropolitane, che hanno prelevato tanti sacchetti abbandonati al fine di ricercare tra gli stessi rifiuti elementi utili per identificare e poi sanzionare i colpevoli.    

E” il caso di ricordare che l”abbandono di rifiuti comporta un aggravio di spesa per le casse comunali e dunque a carico della cittadinanza. Hera infatti, a titolo di extra canone per il recupero dei rifiuti abbandonati o gettati sulla strada, riscuote una somma annua di 151 mila euro. Un altro motivo che, accanto alla necessità di preservare l”ambiente e il decoro urbano, ha spinto l”Amministrazione a ricorrere alla videosorveglianza per “incastrare” gli autori di questi gesti assai poco civili. E per chi volesse avere qualche esempio di cosa è stato abbandonato per strada in questi mesi il Comune ha messo a disposizione il link ad alcuni spezzoni di filmati nei quali si vedono mani e braccia “galeotte” che depositano accanto ai cassonetti elettrodomestici, materassi, pneumatici e in qualche caso anche l”intero carico di un furgoncino. Provare per credere. (mi.ta.)

Per saperne di più: www.youtube.com/playlist?list=PLCk5ldEA3R7U30edXmVJZctGY850tzBV9

Nelle foto tratte dai filmati: a sinistra l”abbandono di un grande elettrodomestico, a destra due persone scaricano da un furgoncino un intero carico di sacchi e scatoloni

Abbandoni di rifiuti, sono un centinaio le infrazioni rilevate dalle telecamere nei mesi di agosto e settembre
Cronaca 23 Ottobre 2019

Allarme di Confindustria Emilia-Romagna: “Recupero dei rifiuti, economia poco circolare'

La legge regionale 16 del 2015 sull’economia circolare non troverà piena attuazione se non si interverrà a sostegno della filiera dei rifiuti.

A dirlo è Confcooperative Emilia Romagna, sottolineando come la scarsa propensione del mercato industriale ad utilizzare le materie riciclate e il crollo dei prezzi dovuto al blocco delle importazioni attuato dalla Cina (con conseguente aumento dell’offerta sul mercato interno) possano essere causa di gravi ripercussioni in termini economici, ambientali e sociali.
Infatti, se non c’è chi acquista e impiega i nuovi prodotti ricavati dai rifiuti tramite il processo di end of waste (tradotto in italiano significa «cessazione della qualifica di rifiuto», si riferisce ad un processo di recupero eseguito su un rifiuto al termine del quale esso perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto) il ciclo dell’economia circolare non si chiude e ci si troverà con tonnellate di carta, cartone e plastica riciclata da smaltire.

L’appello dell’organizzazione regionale (1.600 cooperative associate, con oltre 80.000 occupati e 230.000 soci) è rivolto alle istituzioni di tutti i livelli, alle quali si chiedono interventi (compresi incentivi e agevolazioni) per aiutare le imprese a completare il ciclo dell’economia circolare, altrimenti destinato a bloccarsi, e continuare così a svolgere un servizio fondamentale a favore di tutta la collettività.
«Diversi impianti di smaltimento e riciclo presenti in regione sono a rischio saturazione – sottolinea il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza –. Continuiamo a produrre troppi rifiuti e a non sapere come riutilizzarli, perché la materia riciclata non trova un mercato di riferimento. Non si riesce a generare un’adeguata filiera industriale tale da consentire alle imprese che recuperano rifiuti di avere sostenibilità economica. Ben venga l’obiettivo del 73 per cento di raccolta differenziata della Regione entro il 2020, ma questa è una precondizione per gestire in modo virtuoso il ciclo dei rifiuti: ma se non si trovano industrie disposte ad acquistare le materie riciclate e se i prezzi non si risollevano, soprattutto adesso che la Cina non importa più come prima questi prodotti, l’economia circolare dell’Emilia Romagna è destinata a bloccarsi, con pesanti conseguenze, e gli impianti di recupero non riusciranno più ad assolvere alla loro funzione di tutela ambientale». (r.cr.)

Allarme di Confindustria Emilia-Romagna: “Recupero dei rifiuti, economia poco circolare'
Cronaca 14 Ottobre 2019

Nuovi cestini col posacenere per gettare i mozziconi di sigaretta

Non hanno un bell’aspetto, inquinano e si insinuano tra le pietre di strade e piazze dei centri storici, offrendo un’immagine di sciatteria e conplicando le operazioni di pulizia. Sono i mozziconi di sigaretta, verso i quali il Comune di Imola, in collaborazione con Hera, ha deciso di avviare un’azione di contrasto.

«Il mozzicone di sigaretta – spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Andrea Longhi – è un rifiuto non biodegradabile che impiega circa 5 anni prima della completa degradazione. In questo lasso di tempo in esso rimangono intrappolate tutte le 4 mila sostanze chimiche potenzialmente tossiche che hanno origine dalla combustione del tabacco. La loro dimensione rappresenta anche un problema per la pulizia urbana poiché, a causa delle ridotte dimensioni, spesso non possono essere rimossi tramite i macchinari in uso per la pulizia delle strade».

Così, dal mese in corso, è iniziato il posizionamento di 23 nuovi cestini per i rifiuti da passeggio, dotati anche di posacenere, in alcune aree verdi della città: la pineta 13 Maggio 1944, il parco Vittime 11 Settembre 2001, il giardino Aurelio Barnabè (quadrato).

Questa è solo la prima tappa di un percorso che ne vedrà progressivamente la collocazione in tutte le aree maggiormente frequentate della città, aggiungendosi ai cestini da tempo già collocati nel centro storico. (r.cr.)

Nuovi cestini col posacenere per gettare i mozziconi di sigaretta
Cronaca 11 Ottobre 2019

Enduro Motor Valley raccoglie e porta via i rifiuti abbandonati

«E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare». Con questo motto i volontari di Enduro Motor Valley hanno dedicato le loro attenzioni, anziché ai sentieri di montagna, alla strada Montanara, da Borgo Tossignano al confine con la Toscana.

«In verità siamo andati anche oltre – spiega Alessandro Monti, collaboratore di Tele Vallata – perché presso la  bellissima cascata di Moraduccio sapevamo di una discarica abusiva formatasi con i rifiuti abbandonati dai turisti che frequentano il fiume. La strada per arrivarci è impervia e parzialmente franata proprio nel tornante più stretto, quindi i mezzi del Comune di Firenzuola non riescono a scendere per far pulizia. E’ stata quindi utilissima una Mutt, mezzo tattico usato dagli americani in Vietnam, con relativo rimorchietto, in dotazione ad Enduro Motor Valley, per raggiungere il sito e rimuovere tutte le immondizie maleodoranti ed infestate da topi».

Contemporaneamente altri volontari, partiti da Fontanelice e Castel del Rio, si sono presi cura dei bordi della Montanara. «Abbiamo diviso il percorso in settori di 2 chilometri – spiega Riccardo Quercia, promotore dell’intervento – assegnandone uno a ciascun volontario. I rifiuti sono stati raccolti in grossi sacchi, che sono stati lasciati a bordo strada, dopodiché siamo passati a recuperarli».

Corrado Collina, originario di Borgo Tossignano ma ora trasferitosi a Fontanelice, si è fatto carico proprio del tratto di Montanara che divide questi due paesi. «Non pensavo – sbotta – che ci fosse così tanta robaccia: in poco più di 20 chilometri di strada 72 sacchi di almeno 5 chili l’uno, con più di un quintale di vetro raccolto a parte, sono purtroppo l’indicatore di una grande carenza di senso civico di molti nostri concittadini. La nostra vallata merita un rispetto maggiore! I sindaci di Fontanelice e Castel del Rio, che ci hanno seguiti da vicino durante questo nostro intervento, si faranno sicuramente promotori di campagne di sensibilizzazione e rispetto ambientale che sta diventando un tema sempre più urgente da affrontare». (r.cr.)

Enduro Motor Valley raccoglie e porta via i rifiuti abbandonati
Cronaca 7 Ottobre 2019

Lo sportello Hera in vallata lascia Borgo ma raddoppia con Casalfiumanese e Fontanelice

Due nuovi sportelli di Hera dedicati alla gestione delle tessere dei servizi ambientali, necessarie per aprire i cassonetti dei rifiuti presenti nei quattro comuni della vallata del Santerno. Il primo è operativo da sabato scorso a Casalfiumanese, il secondo da sabato prossimo, 12 ottobre, a Fontanelice. Le due sedi si alterneranno nell”apertura: primo e terzo (eventualmente anche quinto) sabato del mese a Casalfiumanese (sala ex anagrafe, via I Maggio 20, zona Martelluzza, dalle ore 9 alle 12); secondo e quarto sabato del mese a Fontanelice (all’interno del municipio, in piazza del Tricolore 2, dalle ore 9 alle 12).

Nel contempo, però, chiuderà l’attuale sportello presente in municipio a Borgo Tossignano per via della riorganizzazione degli uffici comunali. Ma i residenti e le attività di Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio si potranno rivolgere indifferentemente nei due nuovi sportelli, a seconda di quello ritenuto più comodo.

Gli sportelli sono dedicati esclusivamente ai servizi ambientali, nello specifico distribuzione delle tessere o loro sostituzione, distribuzione di opuscoli e relative informazioni di base sui servizi.

Per le nuove utenze, trasferimenti, subentri, eccetera, i cittadini dovranno invece prima rivolgersi al servizio clienti Hera per le famiglie (800/999500) e per le attività (800/999700). In entrambi i casi la chiamata sarà gratuita da fisso e cellulare e gli operatori saranno a disposizione dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 ed il sabato dalle 8 alle 18.

La tessera dei servizi ambientali serve anche per velocizzare i conferimenti alle stazioni ecologiche. In vallata ce ne sono quattro, una in ciascun comune. Questi gli indirizzi: via Allende a Borgo Tossignano, via Casalino a Casalfiumanese, via del Lavoro (accesso da via Galloni) a Fontanelice, via Pertini a Castel del Rio. Gli abitanti della vallata possono utilizzarle tutte indifferentemente, così come possono recarsi in una qualsiasi delle stazioni ecologiche presenti nei restanti sei comuni del circondario. Una scelta condivisa da Hera con le Amministrazioni comunali per rendere i conferimenti più semplici e comodi ai cittadini: si può andare alla stazione ecologica «di strada». (r.cr.)

Lo sportello Hera in vallata lascia Borgo ma raddoppia con Casalfiumanese e Fontanelice
Economia 2 Ottobre 2019

Il consorzio Astra lancia un nuovo servizio e porta la raccolta differenziata dei rifiuti nei cantieri

«Cantiere pulito» è la nuova opportunità che il consorzio di servizi ambientali Astra, da vent’anni specializzato anche ne ltrasporto e smaltimento rifiuti così come nella gestione di impianti di recupero, offre da ottobre ai cantieri edili. «Con questo servizio – spiega il direttore di Astra, Boris Pesci  -ci focalizziamo sulle tipologie di materiali che nessuno vuole, né nei semplici impianti di recupero macerie né all’isola ecologica, cioè rifiuti misti da cantiere edile (plastica, legno, cartone, polistirolo e vetroresina), cartongesso, lana di vetro e di roccia, guaina bituminosa. Noi riusciamo a recuperare questi rifiuti presso i nostri impianti, a parte la lana di vetro o di roccia e la guaina bituminosa, che rientrano nella tipologia dei rifiuti pericolosi e che inviamo a smaltimento prevalentemente in Germania».

I restanti materiali, una volta trattati, possono essere avviati a una seconda vita. «Il misto di cantiere lo recuperiamo all’80-90 per cento- dettaglia Pesci -, il cartongesso al 95 per cento. Rispetto all’analogo servizio che proponevamo qualche anno fa, la novità è che abbiamo sviluppato la logistica e possiamo quindi fare dei prezzi più competitivi». Cantiere pulito prevede la consegna al cliente di sacconi omologati (big bags) che vengono poi ritirati direttamente dal cantiere con camion gru e portati negli impianti autorizzati allo stoccaggio e al recupero dei consorziati Astra. Sul nostro territorio, ad esempio,si tratta di Recter, che a Imola ha impianti in via Lughese e Laguna, Remaind di Mordano ed Ecoser di Castenaso, ma con un impianto di stoccaggio anche a Riolo.  (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 settembre

Nella foto Boris Pesci e Remo Camurani, direttore e presidente di Astra

Il consorzio Astra lancia un nuovo servizio e porta la raccolta differenziata dei rifiuti nei cantieri
Economia 2 Ottobre 2019

Dove vanno i rifiuti prodotti dalle aziende? Facciamo il punto con il direttore del Consorzio Astra di Faenza

Ridurre e differenziare i rifiuti è ormai questione di sopravvivenza e tutti siamo chiamati a fare la nostra parte. Ma cosa accade quando i rifiuti che sono stati più o meno scrupolosamente raccolti proseguono il loro viaggio dal cassonetto in poi? Qual è la loro effettiva destinazione finale? I meccanismi di smaltimento e recupero sono gestiti fino in fondo? E come? A questo proposito lo scorso anno il consorzio Astra, che riunisce 32 imprese attive nel settore dei servizi ambientali da Reggio Emilia a Rimini (tra cui le imolesi Cuti-Consai, Car, Zini Elio, la mordanese Remaind, le castellane Trascoop e Marchesini), aveva lanciato un preoccupante allarme: non si sa più dove collocare i rifiuti prodotti dalle aziende, che rappresentano i tre quarti del totale di rifiuti generati ogni anno in Italia. Gli impianti che gestiscono i rifiuti non recuperabili sono ormai saturi. Abbiamo chiesto al direttore del consorzio, Boris Pesci, di aggiornarci in proposito.

A un anno di distanza, è cambiato qualcosa?
«Ci sono ancora difficoltà nello smaltimento finale. Come consorzio ci siamo dati da fare per acquisire nuovi impianti finali di smaltimento nelle Marche e a Sogliano (Forlì-Cesena), per cui, mentre un anno fa eravamo molto in difficoltà, oggi possiamo dare una risposta più ampia ai nostri clienti. Ma il problema resta. Alla fine dell’anno prevediamo addirittura un peggioramento, perché a Castel Maggiore chiuderà l’unica discarica che abbiamo in Emilia Romagna per rifiuti pericolosi. Mancano anche impianti di destinazione finale per quegli inerti che non trovano sbocchi sul mercato, anche perché la crisi dell’edilizia è ancora tangibile: non si fanno più le grandi opere infrastrutturali, tipo la quarta corsia dell’A14 di cui si parla tutti gli anni, ma poi non si sa quando si farà. Se prima della crisi negli impianti di recupero entrava 100 e usciva 100, oggi entra il 50 ed esce il 30. Ciò che rimane si accumula e bisogna portarlo da qualche parte. In Emilia Romagna mancano anche gli impianti di destino finale degli inerti, dove poter collocare, ad esempio, il semplice terreno vagliato. Dove portiamo questo materiale se il mercato non lo vuole? Se poi ci riferiamo a tipologie di rifiuti più particolari, come i rifiuti industriali pericolosi, siamo in crisi totale, perché gli inceneritori dell’Emilia Romagna non riescono a smaltire tutto ciò che l’industria regionale produce».

E quindi dove vanno a finire questi rifiuti… rifiutati?
«Li mandiamo negli inceneritori della Lombardia e, soprattutto, in Germania. Anche il cemento amianto, l’«eternit», finisce prevalentemente in Germania. Questo materiale, in realtà, necessita di uno smaltimento molto semplice, dato che alla fine viene solo depositato in discarica e coperto di terra. Ma in Italia è un problema fare una discarica di cemento-amianto, che io chiamerei “stoccaggio definitivo”, dato che questo materiale non ha cicli di recupero e che la parola “discarica” dà fastidio».

In passato la Cina riusciva a incamerare molti rifiuti, prodotti anche dall’Italia. Ora qual è la situazione?
«Negli ultimi vent’anni in Italia abbiamo detto che recuperavamo la plastica, ma in realtà l’abbiamo portata quasi tutta in Cina. Per cui, quando dal 1° gennaio 2018 la Cina ha tagliato le importazioni dall’Europa di plastica e carta, c’è stato un tracollo. Se prima usciva 100, oggi la quota di rifiuti che va in Cina è pari a 5. E si tratta di materiale di qualità molto buona, che non è certo quella delle differenziate. Di quel 95 per cento che la Cina non prende più non sappiamo cosa farcene, perché non ci sono impianti di recupero a sufficienza né c’è domanda di plastica riciclata, proveniente sia dai rifiuti urbani domestici sia dal comparto produttivo della filiera italiana, che da solo produce il 75 per cento del totale. Per la carta, fortunatamente, le cartiere italiane danno ancora una buona risposta, anche se il prezzo è crollato e quindi gli impianti di recupero sono comunque in difficoltà». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 26 settembre

Nella foto uno degli impianti di stoccaggio di Astra

Dove vanno i rifiuti prodotti dalle aziende? Facciamo il punto con il direttore del Consorzio Astra di Faenza
Cronaca 24 Settembre 2019

La raccolta differenziata a Imola ha raggiunto il 78% nel mese di agosto, 60 i trasgressori “beccati' dalle videotrappole

Continua a crescere la raccolta differenziata a Imola. Nel mese di agosto, il primo con il nuovo sistema di raccolta in centro storico a regime, la percentuale è salita al 78%, sei punti in più rispetto allo stesso mese del 2018, con un calo dell’indifferenziato da 907 a 668 tonnellate. Manca dunque soltanto l’1% per toccare quota 79%, l’obiettivo che la Regione Emilia-Romagna ha fissato per i comuni di pianura come Imola entro il 2020.

Per quanto riguarda i dati per ciascun tipo di rifiuto, la performance migliore è quella dell’organico, aumentato del 30% nel confronto fra agosto 2018 e agosto 2019 (da 303 a 394 tonnellate raccolte), seguito da carta e cartone (+17%), poi vetro, plastica e lattine (+12%). Insieme alla quantità, anche la qualità del materiale appare soddisfacente dalle verifiche svolte: nei sacchi della carta e in quelli di plastica e lattine sono stati trovati meno del 2% di rifiuti estranei, mentre il vetro ha segnato il 94% di purezza e l’organico l’85%. La percentuale più bassa dell’organico è dovuta alla presenza di residui di plastica, carta e cartone, ma anche al fatto che la raccolta differenziata dell’umido è una novità per il centro storico, dove sono coinvolte 5.300 utenze.

Intanto, Hera ha introdotto una nuova modalità di pulizia intorno ai cassonetti del centro storico e alle isole ecologiche di base del resto della città. Si tratta di un macchinario denominato Sweepy-Jet, un braccio estensibile fino a 10 metri dotato di lancia con getto d’acqua a pressione installato su una spazzatrice. Con il nuovo strumento è possibile pulire anche dove non arrivano i mezzi tradizionali, convogliando poi i rifiuti al centro della carreggiata, consentendo alla spazzatrice di raccoglierli più facilmente.   

Soddisfatto per i dati della raccolta differenziata l’assessore all’Ambiente, Andrea Longhi, che ha ringraziato i cittadini imolesi virtuosi per l’impegno che ha consentito di ottenere «una forte contrazione del rifiuto indifferenziato che è sceso di ben 239 tonnellate in meno dopo solo un mese di cambiamento». «Da imolese e rappresentante di questa amministrazione – ha aggiunto Longhi – parlo con una punta di orgoglio per quanto stiamo compiendo a favore dell’ambiente, vorrei ringraziare anche il corpo delle guardie ambientali che hanno collaborato nel monitorare il corretto funzionamento del sistema ed a sanzionare laddove vi era la necessità. Purtroppo, alcuni renitenti alle regole della raccolta dei rifiuti privi di coscienza ambientale sono anche stati fotografati dal sistema di videotrappole che in sessanta casi nel mese di agosto ha visto immortalati questi soggetti intenti ad abbandonare rifiuti costituiti da pneumatici, mobilio o spazzatura casalinga». (r.cr.)

La raccolta differenziata a Imola ha raggiunto il 78% nel mese di agosto, 60 i trasgressori “beccati' dalle videotrappole

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast