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Cronaca 24 Febbraio 2020

In centro a Imola spunta l’adesivo giallo sui tanti sacchi di rifiuti «sbagliati»

Nel 2019 la raccolta diffe- renziata dei rifiuti a Imola si è attestata a quota 75%. Hera giudica «molto buoni» i risultati raggiunti, non nascondendo, però, alcune criticità. In particolare in centro storico, dove il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti è entrato in vigore da appena sette mesi, l’8 luglio scorso. «Con il porta a porta, in alcuni casi le regole di esposizione del rifiuto non vengono rispettate – confermano dalla multiutility -, dopo un primo periodo necessario affinché cittadini e attività si abituino alle nuove modalità e regole di gestione del rifiuto, è stata pianificata una fase successiva di informazione per ridurre tali casi».

Alcuni lettori hanno segnalato a sabato sera proprio la presenza costante di sacchi abbandonati accanto ai cassonetti nelle vie del centro, e negli ultimi giorni sono comparsi dei grandi adesivi gialli su di essi: «Attenzione. Non sono state rispettate le modalità di esposizione del rifiuto previste – recitano gli adesivi -. Il bidone/sacco non è stato raccolto. Deve essere, a cura dell’utente, nuovamente esposto in maniera conforme alle regole». «Da alcune settimane gli operatori che svolgono il servizio di raccolta dei sacchi di carta e plastica/lattine e di svuotamento dei bidoni dell’indifferenziato di citta- dini e attività, quando sono in presenza di errori appli- cano un apposito adesivo giallo che segnala l’errato conferimento – spiegano sempre da Hera –. In questi casi il rifiuto non viene raccolto proprio per rendere evidente al responsabile lo sbaglio commesso». (lu.ba.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: un sacco dei rifiuti in cui è apposto un adesivo giallo

In centro a Imola spunta l’adesivo giallo sui tanti sacchi di rifiuti «sbagliati»
Cronaca 19 Febbraio 2020

Riaperta la Conferenza dei servizi sulla discarica di Imola, in ballo c'è la sopraelevazione

La «Tre Monti» è stata congelata dalla sentenza del Consiglio di Stato a metà della sopraelevazione della discarica: mancano circa 200 mila tonnellate di rifiuti per raggiungere i 375 mila previsti. «Fino ad ora è stata tenuta in sicurezza ma manca, ad esempio, la copertura definitiva – aggiorna Stefano Mosconi, direttore del ConAmi, proprietario dell’impianto gestito da Hera Spa -. Occorre una nuova autorizzazione, che ci dica come procedere».

Così, sia Legambiente che Panda Imola, due delle associazioni che si battono da anni per la chiusura della discarica, sia Hera, che invece quella sopraelevazione l’aveva chiesta, si sono rivolte alla Regione. La «bocciatura» del Consiglio di Stato di fine 2017, riprendendo l”analoga decisione del Tar, non verteva su problemi legati alla salute o analisi di merito, bensì «su un’irregolarità nella procedura – spiegano dall’ufficio Valutazioni ambientali dell’Emilia Romagna – , quindi abbiamo riaperto la stessa Conferenza dei servizi che aveva dato il via libera e che dovrà recepire quanto indicato dalla sentenza». I primi incontri con gli enti, dall’Arpae all’Ausl, ci sono già stati, l’iter dovrebbe concludersi in due mesi.

«La Conferenza dei servizi – continuano da viale Aldo Moro – potrà decidere di fornire la motivazione che mancava per il superamento del parere della Soprintendenza e completare la sopraelevazione oppure fermarsi alla soglia attuale o, addirittura, far portare via i rifiuti già conferiti, anche se credo questa non sia un’ipotesi percorribile. Noi non abbiamo preferenze» mettono le mani avanti dalla Regione. «Eventuali costi aggiuntivi si scaricheranno sulla collettività, nelle bollette dei cittadini – avverte Mosconi -. Ricordo che nessuno contesta degli errori nel progetto presentato da Hera».

In ogni caso, una volta conclusa la sopraelevazione la capacità della «Tre Monti» sarà esaurita, ma prima di cominciare il famoso «regime post mortem» (30 anni di gestione percolato ed emissioni gas da parte del gestore) occorrerà stabilire anche cosa fare del Tmb. L’impianto viene utilizzato per il pre-trattamento del rifiuto urbano indifferenziato, prevalentemente raccolto nel circondario di Imola (la frazione secca viene destinata a termovalorizzatori o altre discariche, quella umida a biostabilizzato per la copertura delle discariche del gruppo Herambiente). La quota di indifferenziato raccolta sta diminuendo, però recentemente il Tmb è stato anche ammodernato con investimenti fatti secondo prescrizioni sempre della Regione. «La normativa prevede il funzionamento dei Tmb solo nelle discariche funzionanti…» ricordano dalla Regione.  (l.a.)

Nella foto l”impianto Tmb della discarica Tre Monti

Riaperta la Conferenza dei servizi sulla discarica di Imola, in ballo c'è la sopraelevazione
Cronaca 29 Gennaio 2020

Sempre più accessi alle stazioni ecologiche del circondario imolese, nel 2019 sono stati 224 mila

Sono stati 224 mila, nel 2019, gli accessi alle stazioni ecologiche del Circondario imolese, il 9% in più rispetto ai 206 mila del 2018. Continua pertanto il trend di crescita anno su anno, cominciato dai 94 mila accessi registrati nel 2008, anno del completamento della rete delle 11 stazioni del circondario, fino appunto ai 224 mila registrati nell”anno appena concluso. Il mese con l”affluenza più alta è marzo. Passando ai dettagli, la stazione più frequentata è quella di Imola, in via Brenta 4 (trasversale di via Lasie), con quasi 80 mila accessi, seguita da quella di Medicina con 30 mila, Castel San Pietro con quasi 29 mila e Dozza con oltre 22 mila.

La media degli accessi giornalieri è 751, mentre 48 è il numero di tonnellate giornaliere di rifiuti conferite nelle strutture che, per scelta di Hera, sono tutte intercomunali, vale a dire che chiunque può scegliere l”una o l”altra, indipendentemente dal proprio comune di residenza. Il giorno in cui avviene il maggior numero di conferimenti è il sabato, gli orari di minore afflusso sono invece dalle 12 alle 13 e dopo le 17. Chi desidera può accedere anche la domenica, nell”orario di apertura che va dalle 9 alle 12.

Per chi ancora non conoscesse la funzione delle stazioni ecologiche, si tratta di strutture realizzate per integrare le raccolte di rifiuti stradali o domiciliari. In esse si possono infatti conferire particolari tipologie di rifiuti, per le quali non è possibile utilizzare i normali cassonetti, o per le dimensioni troppo ingombranti (ad esempio gli elettrodomestici), o perché si tratta di materiali dannosi per l”ambiente, come vernici, solventi, oli minerali e batterie. Per il conferimento di alcuni tipi di rifiuti viene anche applicato uno sconto in bolletta. L”elenco dei rifiuti conferibili alle stazioni ecologiche comprende carta e cartone, plastica, lattine, oli alimentari e minerali, rifiuti elettrici ed elettronici, mobili, lampade e lampadine, pile, legno, metalli, farmaci scaduti, toner e cartucce da stampante usati. Per informazioni sempre puntuali su come praticare correttamente la raccolta differenziata e il conferimento dei rifiuti, comunque è disponibile la app «Il Rifiutologo», scaricabile su tablet e smartphone sia Android che Apple e già utilizzata da 4 mila imolesi. (r.cr.)

Nella foto, la stazione ecologica di Imola

Sempre più accessi alle stazioni ecologiche del circondario imolese, nel 2019 sono stati 224 mila
Cronaca 16 Gennaio 2020

La stazione ecologica di Imola chiude per un giorno, riaprirà regolarmente sabato 18 gennaio

Chiusura per un giorno, venerdì 17 gennaio, per la stazione ecologica di Imola, in via Brenta. Per quella giornata è infatti programmato il posizionamento della pesa ponte, che si svolgerà con l”ausilio di un”autogru e richiederà, per sicurezza, la chiusura dell”impianto. La stazione riaprirà poi regolarmente sabato 18 gennaio. L”operazione in programma venerdì avviene nell”ambito dell”intervento di sistemazione e manutenzione degli spazi della stazione ecologica, cominciato a fine ottobre 2019 e destinato a terminare entro febbraio 2020. L”intervento è realizzato da Hera in accordo con il Comune di Imola. La notizia della chiusura per un giorno è segnalata sul posto con appositi cartelli informativi e comunque venerdì 17 gennaio, negli orari di apertura previsti, sarà presente un operatore nelle vicinanze del parcheggio per informare gli utenti che dovessero comunque presentarsi in loco.

L”intervento in corso si è reso necessario perché l”utilizzo della stazione ecologica è aumentato negli anni e tende a crescere ancora. L”aumento delle persone In questi anni ha allungato i tempi di attesa e determinato la necessità di rendere disponibili dei parcheggi all”interno dell”impianto. Sono dunque in via di realizzazione un nuovo accesso pedonale per collegare direttamente il parcheggio pubblico esterno, in via Brenta, con il piazzale interno, in modo da agevolare l”ingresso di persone a piedi ed alleggerire il traffico veicolare, una soluzione pensata soprattutto per i cittadini che si recano al centro di raccolta solo per andare allo sportello tessere.  

Inoltre, saranno raddoppiati i parcheggi interni, che diventeranno 12 e sarà introdotto un senso di marcia unico, mentre oggi il percorso carrabile all’interno della stazione ecologica è a doppio senso di marcia e il cancello di uscita ed entrata è lo stesso. A intervento terminato, l’uscita sarà diversa per rendere più fluida la viabilità interna. Hera installerà poi, e si tratta proprio dell”intervento in programma domani, un sistema di pesatura con una pesa ponte carrabile con alta capacità di carico, in modo da consentire ai mezzi che trasportano quantitativi voluminosi di materiali di passarvi agevolmente sopra sia in entrata, a pieno carico, che in uscita, con la registrazione automatica quindi del peso conferito. Infine, all”interno della stazione ecologica si metterà mano ad alcune opere di manutenzione straordinaria come l”adeguamento degli impianti antincendio e di illuminazione esterna, una nuova recinzione lungo via Brenta e la revisione di tutta la segnaletica di viabilità interna e di sicurezza. (r.cr.)

La stazione ecologica di Imola chiude per un giorno, riaprirà regolarmente sabato 18 gennaio
Cronaca 4 Gennaio 2020

Rifiuti, come smaltire alberi di Natale, luci e addobbi. L'abete vero? Può diventare un ottimo fertilizzante

Con l”approssimarsi dell”Epifania che «tutte le feste porta via», si avvicina anche il momento di disfare l”albero di Natale e riporre gli addobbi in attesa del prossimo anno. Come di consueto, in questa occasione Hera offre alcune indicazioni utili sia per chi ha scelto l”albero vero e ora non sa che farne (secondo un”indagine di Coldiretti a Natale 2019 gli alberi veri addobbati sono stati circa 3,5 milioni), sia per chi intende gettare l”albero sintetico o le luci non più riutilizzabili. 

Cominciando dagli alberi veri, la multiutility ricorda che quelli senza radici, non più trapiantabili, possono essere trasformati in ottimo fertilizzante per l”agricoltura. I cittadini sono pertanto invitati a conferirli alle stazioni ecologiche oppure, nei comuni in cui è attivo il servizio di ritiro dei rifiuti verdi, richiederne il ritiro gratuito a domicilio chiamando il Servizio Clienti Hera al numero 800.999.500 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18 con chiamata gratuita sia da telefono fisso che da quello mobile). E” possibile, inoltre, gettarli nei cassonetti dei rifiuti vegetali (quelli riservati a sfalci e potature), dopo averli ridotti in tronchetti per ridurne il volume. 

Gli alberi sintetici invece, che dalle stime di Coldiretti risultano essere stati scelti dal 55% degli italiani, devono essere portati alla stazione ecologica, che a Imola si trova in via Brenta, 4 (traversa di via Lasie) ed è aperta tutti i giorni della settimana, domenica compresa: dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 12 e dalle 14 alle 18, il sabato dalle 7 alle 13 e dalle 14 alle 18 e la domenica mattina dalle 9.00 alle 12.00. Chi vi si reca, ricorda Hera, può ottenere uno sconto in bolletta Tari di 0,165 euro/kg per il conferimento di carta, cartone, vetro, plastica, lattine, oli minerali e alimentari, batterie auto/moto. La consegna di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) non più utilizzabili dà diritto invece a uno sconto di 4 euro per ogni conferimento fino ad un massimo di 12 euro all’anno. Tra i rifiuti Raee risultano anche le luci di Natale, da conferire pertanto anch”esse alla stazione ecologica. (r.cr.)

Rifiuti, come smaltire alberi di Natale, luci e addobbi. L'abete vero? Può diventare un ottimo fertilizzante
Cronaca 12 Dicembre 2019

Ridimensionato ma in stallo il progetto della nuova stazione ecologica in Pedagna, si attende il permesso di costruire

A che punto è il progetto della stazione ecologica prevista nell’area dell’ex centrale di cogenerazione di via Montericco? Il primo a parlarne fu, nel 2015, l’allora assessore all’Ambiente Davide Tronconi. «Per diminuire i costi della raccolta dei rifiuti e rimanere dentro i parametri europei della raccolta differenziata – aveva spiegato – stiamo ragionando sull’opportunità di realizzare una nuova stazione ecologica». L’impianto, al servizio degli abitanti dei quartieri Pedagna e Cappuccini, ma anche della frazione di Ponticelli, in origine doveva essere un centro di raccolta (non però per l’organico), presidiato nelle ore diurne e self service nelle ore notturne, raggiungibile in auto 24 ore su 24, con i rifiuti non a vista, ma chiusi in cassoni.

Nella stessa area era previsto in teoria anche un centro di riuso per tutti gli oggetti che potevano essere recuperati. A quattro anni di distanza il progetto è fermo. «Da ultimo se ne è occupato l’ex assessore Longhi – riassume il direttore di ConAmi, Stefano Mosconi -. Il progetto era stato candidato a un bando di finanziamento europeo, che non è stato ottenuto. Si trattava di un pacchetto di interventi per oltre 4 milioni di euro, che comprendeva anche attività in collaborazione con altri Paesi Ue per diffondere le buone pratiche. Il contributo europeo avrebbe coperto più della metà della spesa». Venuta a mancare questa possibilità, gli oneri di realizzazione sono ricaduti tutti sul ConAmi.

«Alla luce di ciò – prosegue Mosconi – c’è stato un lavoro di mesi, in collaborazione anche con Atersir, l’autorità regionale che bandisce le gare per i gestori delle strutture di questo tipo, per rivedere il progetto, dimezzando la spesa pur cercando di mantenere le stesse dotazioni e adattandolo alle esigenze specifiche della città. E’ stato così raggiunto un punto condiviso con il Comune.
A ottobre, sull’area sono stati fatti i sondaggi archeologici necessari a ottenere il permesso della Sovrintendenza e si è ora in attesa del rilascio del permesso di
costruire da parte del Comune». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 5 dicembre

Nella foto la palazzina di via Mentana dove ha sede il ConAmi

Ridimensionato ma in stallo il progetto della nuova stazione ecologica in Pedagna, si attende il permesso di costruire
Cronaca 10 Dicembre 2019

Tariffa puntuale per tutti dal 2021, molti comuni verso la proroga?

Si chiama tariffa corrispettiva puntuale (tcp) ed è il sistema con il quale verrà sostituita la tassa Tari per pagare il costo  di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Lo prevede la legge regionale 16 del 2015, che ha fissato al 31 dicembre 2020 il termine ultimo per il passaggio da parte degli enti locali. La tariffa puntuale ha come obiettivo quello di rendere, almeno in parte, il costo della bolletta effettivamente legato al quantitativo di rifiuti indifferenziati prodotti, grazie al conteggio delle aperture dei cassonetti effettuate con la tessera.

In concreto, è composta da una quota fissa che copre il costo dei servizi indivisibili (spazzamento delle strade, raccolta differenziata, svuotamento dei cestini, gestione delle stazioni ecologiche) calcolato in base alla superficie  dell’abitazione e al numero di componenti del nucleo familiare (per le utenze non  domestiche in base ai metri quadri e alla categoria dell’attività). Poi c’è una quota variabile di base, calcolata sul quantitativo minimo annuo di rifiuti  indifferenziati per ciascuna utenza (ossia il massimo consentito di aperture della calotta del cassonetto senza costi aggiuntivi); viene espressa in litri ed è legata al numero dei componenti del nucleo familiare (per le utenze non domestiche è legata alla volumetria dei contenitori). Infine,  c’è una quota variabile aggiuntiva che dipende dalla quantità di rifiuti indifferenziati conferita in più rispetto al minimo previsto.

Ad oggi, il 25% dei comuni dell’Emilia Romagna ha già adottato il nuovo sistema. Tra questi, dall’1 gennaio 2019 ci sono anche Dozza e Mordano. Per il resto, nel nostro territorio permangono ancora delle discrepanze da colmare che, allo stato attuale, renderebbero difficile il calcolo della nuova tariffa. Ad esempio, a Medicina non sono state ancora distribuite le tessere e i cassonetti si aprono liberamente, nella vallata del Santerno i contenitori dell’indifferenziato non hanno la calotta e Ozzano Emilia deve ancora sostituire tutti i cassonetti. Il tempo stringe, ma non è escluso che si possa ottenere una proroga. (gi. gi.)

Tariffa puntuale per tutti dal 2021, molti comuni verso la proroga?
Cronaca 9 Dicembre 2019

Rifiuti: obiettivo raggiunto, ma più «microabbandoni»

Sono passati quasi tre anni e mezzo da quando a Imola è cominciato a cambiare il sistema di raccolta dei rifiuti. Un percorso a tappe che a poco a poco ha coinvolto tutta la città fino al centro storico, dove da luglio è attiva la raccolta porta-a-porta.Non senza difficoltà.
Rispetto a prima gli imolesi, infatti, hanno dovuto cambiare le loro abitudini, imparando a differenziare l’umido, a usare le tessere per aprire i cassonetti e a misurarsi con le calotte dell’indifferenziato, non proprio pratiche. Tutto questo è servito almeno a raggiungere gli obiettivi? Ci ha risposto Marco Poli, responsabile dei Servizi di igiene ambientale Hera per Imola e circondario.

«In ottobre – spiega – la raccolta differenziata a Imola si è attestata al 79,7 per cento. Nel 2015 era al 55 per cento, per cui è un ottimo risultato che permette  di centrare in anticipo gli obiettivi fissati dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, che per i comuni di pianura come Imola è del 79 per cento al 2020. Un altro dato significativo su Imola è che, con le varie fasi di riorganizzazione, si è drasticamente ridotta la quota di indifferenziato. Nel 2015 raccoglievamo 20.777 tonnellate all’anno. La stima annuale degli attuali flussi è circa 8.500 tonnellate, quindi abbiamo ridottol’indifferenziato del 59 per cento. In parallelo, si conferma l’aumento delle raccolte differenziate».

E per quanto riguarda la qualità di ciò che viene raccolto?
«In centro storico, con l’introduzione del porta-a-porta, sono state effettuate delle verifiche a campione certificate da un ente esterno. La qualità è risultata molto buona. La carta è al 98 per cento, la plastica al 90 per cento. Ne approfitto per ricordare che i contenitori di plastica devono essere buttati vuoti, perché altrimenti  vengono considerati scarto. Il vetro viene raccolto ormai da anni e la qualità del 94 per cento è in linea con quella di tutte le campane sul territorio. La qualità dell’organico, invece, è all’85 per cento».

Infatti capita spesso di vedere all’interno dei bidoni dell’umido materiali non proprio consoni…
«Le impurità sono rappresentate in prevalenza da imballaggi in plastica o cartone, vetro o tessili, materiali che dovrebbero essere inseriti nelle apposite raccolte differenziate. Ma siamo nella media rispetto agli altri comuni. Ricordo ancora una volta che pannolini e assorbenti vanno nell’indifferenziato, così come gli alimenti liquidi, i mozziconi di sigaretta, le lettiere per animali, il legno. L’organico non deve essere inserito in sacchetti di plastica, ma di carta o compostabili, in distribuzione anche nelle edicole». (lo. mi.)

L’intervista completa sul numero del Sabato sera del 5 dicembre

Rifiuti: obiettivo raggiunto, ma più «microabbandoni»
Cronaca 9 Dicembre 2019

Discarica ferma da due anni, ma i camion dove vanno?

Da quasi due anni la discarica Tre Monti è chiusa. Il territorio, però, continua a produrre tonnellate di rifiuti, che quotidianamente raggiungono altre destinazioni. Per avere un ordine di grandezza: nel 2018 nel circondario sono state raccolte complessivamente circa 89 mila tonnellate di rifiuti urbani, di cui circa 41.600 a Imola.
Abbiamo chiesto all’amministratore delegato di Herambiente, Andrea Ramonda, di fare il punto della situazione sull’impianto di via Pediano.

I rifiuti di Imola non vengono più conferiti in discarica da inizio gennaio 2018, ma i cittadini vedono comunque camion che vanno e vengono. Che cosa viene ancora smistato ogni giorno e in quale quantità?
«Da inizio 2018 vengono conferiti presso il sito impiantistico di Tre Monti solo i rifiuti destinati all’impianto di selezione, biostabilizzazione e recupero annesso alla discarica, il Tmb. L’impianto ha una funzione di pre-trattamento del rifiuto urbano indifferenziato, prevalentemente raccolto nel comprensorio di Imola, separandolo in due frazioni: una secca, destinata a recupero energetico o discarica, e una umida, che prosegue il trattamento in impianto attraverso un ciclo di ossidazione per la produzione di biostabilizzato, utilizzabile successivamente come materiale tecnico per l’operazione giornaliera di copertura dei cumuli di rifiuto delle discariche del gruppo Herambiente. Per ottimizzare ed efficientare il ciclo tecnico dell’impianto e per garantire la sostenibilità del sistema regionale di trattamento del rifiuto urbano, presso la linea di stabilizzazione di Tre Monti vengono trattati anche ulteriori f lussi di frazione umida, proveniente da impianti simili del gruppo Herambiente, che effettuano il pre-trattamento del rifiuto urbano indifferenziato raccolto presso altri territori regionali, come Ravenna e Bologna. Gli altri camion che transitano nell’impianto sono autobotti, che trasportano il percolato prodotto dall’impianto Tmb, e autobotti per l’approvvigionamento di acqua industriale per operazioni sull’impianto, come l’innaffiamento del biofiltro».

Che cosa ha comportato, a livello logistico e di costi, la chiusura della discarica?
«La definizione dei flussi provenienti dal trattamento del rifiuto urbano viene pianificata dalla Regione Emilia-Romagna. Dopo la sospensione della discarica Tre Monti, per continuare a garantire il servizio sul territorio, Herambiente ha individuato nuove destinazioni presso altri impianti del gruppo e di terzi. Questa ricollocazione comporta maggiori impatti ambiental i, per l’aumento delle distanze e dell’attività di trasporto, e maggiori costi per la gestione complessiva del sistema di trattamento dei rifiuti urbani raccolti in regione (riconducibile in un maggiore costo pari a circa 500 mila euro all’anno)». (lo. mi.)

L’intervista completa sul numero del Sabato sera del 5 dicembre

Discarica ferma da due anni, ma i camion dove vanno?
Cronaca 5 Dicembre 2019

Ima Nop, il gruppo ozzanese al lavoro per ridurre la plastica nel packaging

Tra i protagonisti della Packaging valley emiliano romagnola c’è l’ozzanese Ima, che progetta e produce macchine automatiche anche per il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè. In attesa di vedere gli sviluppi sulla «plastic tax», l’azienda ha già lanciato un nuovo progetto al servizio del packaging che impiega nuovi materiali ecocompatibili.

Il suo nome è Ima Nop,  dove Nop sta per «No plastic». «Il progetto – spiega Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima – si inserisce nella filosofia del gruppo nell’ambito della sostenibilità ambientale. Dopo il via libera a Strasburgo, da parte del Parlamento europeo, alla direttiva che limita l’uso di diversi ar ticoli monouso in plastica, saranno richieste nuove macchine automatiche in grado di ridurre l’impiego della plastica nel packaging. Il gruppo ha già sviluppato, in collaborazione con i maggiori player del mercato, alcune soluzioni estremamente innovative, anticipando così le esigenze del mercato di riferimento. Questo progetto testimonia la sensibilità ambientale di Ima e il forte impegno nell’innovazione che, da sempre, contraddistingue il gruppo». (lo. mi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 28 novembre

Ima Nop, il gruppo ozzanese al lavoro per ridurre la plastica nel packaging

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