Posts by tag: rifiuti

Cronaca 7 Giugno 2019

Non c'è allarme sanitario legato alla discarica Tre Monti, lo dice uno studio condotto da ricercatori in epidemiologia ambientale

Nel corso del convegno “Salute e discarica: esperti a confronto”, che si è svolto a Imola nei giorni scorsi, per la prima volta è stato presentato pubblicamente lo studio voluto nel 2016 dalla Regione Emilia Romagna e commissionato agli esperti del Centro di ricerca in epidemiologia ambientale dell’Università di Modena e Reggio Emilia. L’oggetto dello studio, richiesto in concomitanza della valutazione del progetto di ampliamento dell’impianto con la sopraelevazione del terzo lotto (avvenuta nel 2016), era la sorveglianza sanitaria della popolazione residente nei dintorni della discarica Tre Monti. Sabato scorso il responsabile scientifico dell’indagine, Marco Vinceti, medico e docente di Igiene all’Università di Modena e Reggio Emilia, è entrato nel merito.

«Lo studio ha preso in considerazione un arco di tempo tra l’1 gennaio 2013 e il 31 dicembre 2016 – ha premesso -. Fino a quel momento la discarica aveva fatto male ai residenti in prossimità? E dopo la sopraelevazione avrebbe fatto male di più? Abbiamo preso in esame le malformazioni congenite e il basso peso alla nascita, la prevalenza di asma bronchiale e l’incidenza del tumore al pancreas, effetti con tempi di latenza inferiori rispetto ad altri tipi di tumore. Abbiamo preso in considerazione tre gruppi di popolazione, residente a meno di 2 chilometri dalla discarica, tra i 2 e i 5 chilometri e a più di 5 chilometri, zone con una diversa distribuzione dei fattori di rischio». Lo studio, che conta una quarantina di pagine, è pubblicato sul sito dell’Ausl di Imola (www.ausl.imola.bo.it), assieme alle altre relazioni presentate al convegno. «L’analisi – questa la conclusione messa nero su bianco nel 2018 – non ha mostrato incrementi significativi del rischio». I tassi di prevalenza delle patologie prese in esame nella popolazione considerata come potenzialmente «esposta», in quanto residente in prossimità della discarica, si sono rivelati «simili o spesso inferiori a quelli caratterizzanti la popolazione di Imola».

«Tali risultati – ha poi precisato Vinceti – pur con la cautela dovuta alle ridotte dimensioni della popolazione residente in prossimità della discarica, alla possibilità, mai del tutto escludibile negli studi epidemiologici non sperimentali, di interferenze da parte di fattori “confondenti” non misurati (che possono cioè alterare i risultati, Ndr), e infine alla tipologia degli indicatori sanitari utilizzati, non suggeriscono il verificarsi di effetti nocivi in ambito sanitario, associati alla residenza in prossimità del sito di trattamento rifiuti preso in esame. In altre parole, non possiamo dire che abitare entro 5 chilometri dalla discarica sia legato a un potenziamento del rischio di ammalarsi».

Per quanto riguarda i controlli e i monitoraggi sulla discarica, Adelaide Corvaglia, del servi-zio di Prevenzione ambientale metropolitana dell’Arpae Emilia Romagna, ha spiegato nel det-taglio le azioni messe in atto in questi anni. Sul sito www.arpae.it sono riportati i documenti relativi alle attività di parere, controllo e monitoraggio effettuate da Arpae negli ultimi dieci anni. (lo.mi.)

Ulteriori ampi approfondimenti sull”argomento sono su «sabato sera» del 6 giugno

Nella foto l”assessore all”Ambiente del Comune di Imola Andrea Longhi e il direttore generale dell”Ausl Andrea Rossi al convegno svoltosi al teatro dell”Osservanza

Non c'è allarme sanitario legato alla discarica Tre Monti, lo dice uno studio condotto da ricercatori in epidemiologia ambientale
Cronaca 6 Giugno 2019

Scuole più riciclone, nel comune di Dozza tre istituti premiati per un totale di 32 classi coinvolte

Grandi risultati nel comune di Dozza per “Differenzia la tua scuola”, il progetto promosso da Hera, in collaborazione con le amministrazioni comunali, per educare i bambini fin da piccoli al rispetto e alla difesa dell”ambiente. Nelle scuole del territorio comunale sono stati raccolti 843 sacchi (200 in più rispetto al precedente anno scolastico), superando i 4.000 chilogrammi di carta e cartone avviati a recupero.

Complessivamente le classi del comune di Dozza coinvolte sono state 32. Le più «riciclone» sono poi state premiate: si tratta della scuola dell’infanzia «Sacro Cuore», della scuola dell’infanzia «Toschi Cerchiari» e della scuola primaria «Giovanni Pascoli». Le tre scuole hanno ricevuto buoni spesa per l’acquisto di materiale didattico. (r.cr.)

Nella foto un”immagine della premiazione

Scuole più riciclone, nel comune di Dozza tre istituti premiati per un totale di 32 classi coinvolte
Cronaca 6 Giugno 2019

Scuole più riciclone, a Imola premiati gli istituti più virtuosi tra i 12 partecipanti nel territorio comunale

Nell”ambito del concorso “Differenzia la tua scuola”, promosso da Hera e Comune, sono state premiate nei giorni scorsi nell”aula del Consiglio comunale le scuole più «riciclone» di Imola. Si tratta, nell’ordine,  della scuola San Giovanni Bosco, dell’Istituto comprensivo 4 (elementari Pulicari, Campanella e Pelloni-Tabanelli, media Valsalva), dell’Istituto comprensivo 1 (elementare di Sasso Morelli, elementare e media di Sesto Imolese), dell’Istituto comprensivo 6 (scuola d’infanzia di Pontesanto, elementari di Zolino e Cappuccini, media Andrea Costa).

Le scuole vincitrici hanno ricevuto buoni per l’acquisto di materiale didattico. In totale le 468 classi coinvolte dei 12 istituti partecipanti al concorso, hanno raccolto oltre 4.860 sacchi di carta e cartone, 500 in più dello scorso anno, corrispondenti a circa 24.300 chilogrammi di materiale avviato a recupero. (r.cr.)

Nella foto le classi premiate in municipio

Scuole più riciclone, a Imola premiati gli istituti più virtuosi tra i 12 partecipanti nel territorio comunale
Cronaca 31 Maggio 2019

Il 1° giugno un incontro pubblico per approfondire il tema della discarica organizzato da Comune, Ausl e Arpa

Un incontro pubblico per affrontare e sviscerare da tutti i punti di vista il tema della discarica Tre Monti sulle colline di Imola, dal titolo “Salute e Discarica: esperti a confronto”, è stato organizzato da Comune di Imola, Ausl di Imola e Arpae Emilia Romagna ed è in programma sabato 1° giugno alle ore 9, al teatro dell’Osservanza, in via Venturini 18.

«Con questo incontro aperto a tutti i cittadini vogliamo porre a confronto i diversi punti di vista, anche fra loro differenti e distanti, relativamente al tema discarica, alle sue conseguenze sulla salute dei cittadini e all’eventuale necessità di misure di sicurezza proprio su questo versante. Per farlo, abbiamo chiamato i maggiori esperti in materia in campo nazionale, che hanno fra loro idee, visioni e soluzioni differenti riguardo al tema in oggetto. Proprio dal confronto fra queste differenti posizioni, i cittadini potranno farsi una libera opinione, in base ai dati scientifici portati dai relatori, riguardo ad un tema che è stato fin qui diviso» sottolinea Andrea Longhi, assessore all’Ambiente del Comune di Imola, che si è fatto promotore dell’incontro pubblico, trovando subito la piena collaborazione dell’Ausl di Imola e di Arpae Emilia Romagna.

Fino ad oggi, infatti, una parte di cittadini e comitati ha criticato e talvolta ritenuto non attendibili gli studi presentati sul tema salute e discarica, generando in città un radicamento delle posizioni che non fa bene al dialogo ed al confronto aperto e costruttivo. «Il nostro obiettivo è sapere come stanno oggettivamente le cose. Dall’incontro pubblico mi aspetto che possano uscire, se ci sono, delle rassicurazioni riguardo al tema salute. Nel caso non ci siano rassicurazioni, allora conoscere quali provvedimenti dovranno essere attivati per garantire la piena tutela della salute dei cittadini, fin quando è presente la discarica» conclude l’assessore Longhi.

«Abbiamo accolto con grande favore la proposta dell’amministrazione comunale di organizzare insieme questo incontro, di cui condividiamo gli obiettivi di diffondere informazioni corrette dal punto di vista tecnico e scientifico e di fare il punto sui possibili impatti sulla salute della discarica – spiega Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imola, che aggiunge – insieme al Comune e ad Arpae abbiamo quindi condiviso l’idea di chiamare studiosi di rilievo nazionale in questo settore e di portare, a nostra volta, le considerazioni tecniche di competenza, che forniscano un quadro di insieme utile ad ogni citta-dino per sviluppare la propria opinione su questo tema molto dibattuto».

All’incontro sono stati invitati anche tutti i comitati che in questi anni si sono occupati della vicenda e, proprio per dare spazio ai cittadini, il programma dei lavori prevede che circa un’ora di tempo sia dedicata alle risposte, da parte degli esperti, alle domande formulate dal pubblico. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto la discarica Tre Monti

Il 1° giugno un incontro pubblico per approfondire il tema della discarica organizzato da Comune, Ausl e Arpa
Cronaca 31 Maggio 2019

Cambia la raccolta rifiuti in centro a Imola: dall'8 luglio via al porta-a-porta per 5.300 utenze

La raccolta porta-a-porta in centro storico prenderà il via l’8 luglio e vedrà coinvolte 5.300 utenze, di cui 3.800 famiglie e 1.500 attività (circa l’11% dell’intera città). E’ lo step conclusivo della «rivoluzione» cominciata nel 2016 allo scopo di riuscire a portare la raccolta differenziata al 79% (ora è al 71%) entro il 2020, così come chiedono Europa e Regione Emilia Romagna.

Come anticipato nelle scorse settimane, in centro storico verrà introdotto un sistema di raccolta «misto». Nelle strade più centrali, circoscritte dai viali Saffi, Zappi, De Amicis, Carducci e Amendola, verrà attivata la raccolta porta-a-porta per carta e cartone, plastica e lattine, indifferenziato, che dovranno essere esposti in strada in giorni ben precisi, tra le 19 e mezzanotte: il lunedì sera il bidone dell’indifferenziato, il martedì la carta all’interno del sacco azzurro e il cartone (piegato e legato), il mercoledì plastica e lattine all’interno del sacco giallo. Gli utenti dovranno poi ricordarsi di ritirare il bidone dell’indifferenziato tra le 6 e le 10 del mattino successivo.

Nel caso ci si dovesse sbagliare, il materiale non sarà raccolto; su bidoni e sacchi l’operatore attaccherà un adesivo con la segnalazione dell’errato conferimento. Saranno incrementati il monitoraggio e la vigilanza, grazie anche alla collaborazione con le guardie ambientali metropolitane, ma per lasciare a tutti il tempo di abituarsi alle nuove modalità, le sanzioni non scatteranno da subito. Dal 10 giugno gli informatori di Hera cominceranno a distribuire a domicilio i materiali necessari alla nuova raccolta. Il 9, 11 e 13 luglio (ore 9-13 e ore 14-18) sono previsti anche punti di distribuzione sotto il centro cittadino. Dal 18 luglio sacchi e tessere non ritirati saranno in distribuzione alla stazione ecologica di via Brenta, così come all’ecosportello al primo piano del Mercato coperto di viale Rivalta, aperto il martedì e giovedì, ore 9-13 (fino all’8 agosto) e il giovedì, ore 9-12 (dal 22 agosto). Qui, così come nelle edicole del centro, si potranno trovare in futuro anche i sacchi blu e gialli per carta e plastica. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto la presentazione della nuova raccolta in centro storico presieduta dall”assessore all”Ambiente Andrea Longhi

Cambia la raccolta rifiuti in centro a Imola: dall'8 luglio via al porta-a-porta per 5.300 utenze
Cronaca 23 Maggio 2019

Adeguamenti Tari, a Imola bolletta più alta per 2.720 utenti e più bassa per 850 dopo il calcolo della distanza dai cassonetti

Novità nella tassa sui rifiuti per circa 3.570 utenze imolesi, su un totale di circa 37.100. Premessa: tra i fattori che incidono sui parametri di calcolo della Tari c’è anche la distanza in linea d’aria tra la proprietà privata e il più vicino punto di conferimento dei rifiuti indifferenziati. Non si tratta di una novità; da anni infatti il Regolamento comunale di applicazione della Tari prevede tre zone tariffarie, a seconda che la distanza tra le utenze e i cassonetti dell’indifferenziato sia entro i 200 metri (zone A e B, con coefficiente 1,067), tra i 200 e i 500 metri (zona C, con coefficiente 0,925), oltre i 500 metri (zona D, con coefficiente 0,707). In sostanza, chi ha il cassonetto più vicino a casa paga in proporzione di più rispetto a chi, per gettare i rifiuti, deve fare più strada.

Lo scorso marzo l’Amministrazione comunale, annunciando il calo della Tari nel 2019 per famiglie e imprese grazie anche alla lotta all’evasione, aveva anche informato dell’avvenuto adeguamento delle zone tariffarie. Per fare un esempio, nel caso di due utenti, quello per cui la distanza dal cassonetto è risultata inferiore pagherà di più, mentre quello più distante pagherà una cifra più bassa. La modifica decorre dall’1 gennaio 2019 e l’effetto si vedrà quindi già nella prima rata Tari dell’anno, in scadenza a fine giugno. A tutte le utenze coinvolte, circa 3.570, in questi giorni è stata spedita una comunicazione per informare dell’avvenuto adeguamento. «Di queste – precisa Hera – circa 850 vedranno applicata una riduzione sulla prossima bolletta mentre alle restanti (circa 2.720) si applicherà un aumento». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 maggio

Adeguamenti Tari, a Imola bolletta più alta per 2.720 utenti e più bassa per 850 dopo il calcolo della distanza dai cassonetti
Cronaca 18 Aprile 2019

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi, la discarica resta chiusa, l'assessore Gazzolo: “Ora soluzioni, col contributo di Imola'

“La sentenza del Consiglio di Stato si rispetta” esordisce Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente, nel merito della sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentato da Regione, Hera e ConAmi contro la sentenza del Tar che, a inizio 2018, aveva bloccato l”ampliamento volumetrico della discarica Tre Monti di Imola. “Da parte nostra, siamo già al lavoro per valutarne gli effetti. E, su questo, ci confronteremo con i nostri interlocutori istituzionali. A partire dall’Amministrazione comunale e dalla sindaca di Imola, che non può certo ignorare il problema o scaricare solo su altri la responsabilità di una soluzione: anche da lei ci aspettiamo un contributo, con proposte possibilmente fattibili”. Ha rilanciato l”assessora regionale chiamando in causa il Comune di Imola, diretto interessato in quanto territorio sul quale si trova l”impianto nonché comproprietario della discarica stessa in quanto socio di maggioranza del ConAmi, e la sindaca Manuela Sangiorgi.

“Una cosa però – prosegue l’assessore – voglio dirla: questa è una Regione che, sul tema della gestione del ciclo completo dei rifiuti, ha dimostrato di aver raggiunto standard di assoluta eccellenza, che rimarranno tali anche a seguito di questa sentenza. Altrove il blocco di un impianto avrebbe magari provocato un’emergenza rifiuti, con la spazzatura in strada, qui invece non incide sulla gestione ordinaria e l’autosufficienza regionale. Lo stesso avverrà nelle prossime settimane: faremo in modo che il nostro sistema non sia messo in crisi. Rilevo però – aggiunge Gazzolo – che sta diventando sempre più complicato lavorare su questo tema, visto che continua a mancare totalmente una strategia nazionale che sia in grado di garantire, ad ogni regione italiana, l’autosufficienza sull’intero ciclo dei rifiuti, che pure l’Emilia-Romagna si è costruita. Lo è in un Paese in sofferenza cronica di impianti, dove le stesse forze politiche che oggi governano giocano a bloccare tutto, salvo poi vedere il vicepremier Salvini che auspica la realizzazione di un inceneritore in ogni provincia”.

“In questi anni è capitato più volte che la nostra Regione fosse chiamata a far fronte alle difficoltà di altri a smaltire i rifiuti. Lo abbiamo già detto e lo ribadisco, che ora saremo costretti a comportarci diversamente” chiude Gazzolo. (r.cr)

Foto d”archivio della discarica Tre Monti

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi, la discarica resta chiusa, l'assessore Gazzolo: “Ora soluzioni, col contributo di Imola'
Cronaca 19 Marzo 2019

A Ozzano altre cinque telecamere per “beccare' i furbetti dei rifiuti. Da agosto a febbraio inflitte 162 sanzioni

In tutto sono 162 le sanzioni rilevate per oltre 27 mila euro. Questo da agosto a febbraio, cioè da quando il Comune ha deciso di posizionare delle telecamere per controllare gli incivili che abbandonano ingombrati e rifiuti fuori dai cassonetti. Sono ben 23 al mese. Alcuni video sono stati anche postati (oscurando facce o targhe) sulla pagina Facebook dell’ente locale, mostrando così a tutti la realtà di questo malcostume. «In alcuni casi, come in via di Varignana, il problema si è risolto – commenta il sindaco Luca Lelli -, anche a Ponte Rizzoli si è ridotto ma, purtroppo, spostato in altre zone». Da qui la decisione, un mese fa, «di aggiungere altre cinque telecamere alle sette iniziali».

Le apparecchiature sono state posizionate, inizialmente, tra Ponte Rizzoli, al confine con Osteria Grande, e Tolara, più due all’interno del capoluogo. Di norma la multa applicata è di 104 euro (il doppio del minimo). L’introito viene utilizzato per coprire i costi delle telecamere stesse, «riteniamo non sia giusto far ricadere i costi dei comportamenti incivili su tutta la collettività, ma colpire chi trasgredisce». Forse anche questa «linea dura» ha contribuito ad incentivare la raccolta differenziata che «è migliorata, abbiamo superato la soglia psicologica del 50%» afferma Lelli (nel 2013 era il 41%). Una notizia incoraggiante per il Comune che, a differenza dei vicini del circondario imolese, come Castel San Pietro o Medicina, non ha modificato il sistema di raccolta.

L’intenzione era condividere un progetto con gli altri dell’Unione Savena-Idice, ossia Pianoro, Monterenzio, Loiano e Monghidoro. Poi la decisione di Atersir, l’Agenzia regionale, di procedere con la gara per la gestione di raccolta e smaltimento rifiuti su tutto il territorio bolognese ha spostato ogni decisione in quel contesto. In questi anni sono state fatte comunque azioni di sensibilizzazione sui cittadini e avviato un percorso partecipato per definire la modalità preferita, valutando costi e vantaggi. «Atersir è intenzionata a pubblicare il bando entro il mese di maggio – aggiorna Lelli -. L’indicazione per il nostro bacino è la raccolta stradale con cassonetti con calotta, simile a quello in essere nel circondario imolese. Abbiamo fatto delle verifiche e col porta a porta, ovvero una raccolta manuale, va considerato un 20 per cento circa di costo aggiuntivo». Poi, ogni Comune sta inserendo alcune particolarità nel bando. «Per Ozzano chiediamo il mantenimento del porta a porta nella zona industriale: sta funzionando». (l .a .)

Nella foto l”immagine tratta dal sito del Comune di Ozzano con il video dell”abbandono di materassi ripreso dalle telecamere di sorveglianza

A Ozzano altre cinque telecamere per “beccare' i furbetti dei rifiuti. Da agosto a febbraio inflitte 162 sanzioni
Cronaca 18 Marzo 2019

Nell'impianto di via Ca' Fornacetta a Ozzano Emilia spray e nasi elettronici per ridurre i cattivi odori

La lavorazione del compost rimane in via Ca’ Fornacetta, ma sarà pressoché dimezzata. Per contenere la puzza interverrà anche un cannone che «spara» sui cumuli un prodotto in grado di neutralizzare le principali sostanze che vengono percepite come maleodoranti; prodotto analogo viene nebulizzato tramite augelli posti a 4 metri di altezza per tutto il perimetro lungo un tubo. A controllare se gli effluvi superano il livello di guardia ci pensano tre «nasi elettronici», due di Herambiente posizionati all’interno dell’impianto nelle principali direzioni dei venti, e un terzo di Arpae installato presso un privato.

Questo è il quadro illustrato a metà febbraio all’Amministrazione locale durante un sopralluogo nell’impianto di proprietà della multiutility aperto anche ai cittadini, con la presenza anche dei tecnici Arpae. «Per quanto mi riguarda sono parzialmente soddisfatto – commenta il sindaco Luca Lelli – gli impatti complessivi e gli odori così diminuiscono. Però, e lo riscontro direttamente, dato che – racconta Lelli – ho preso l’abitudine di abbassare il finestrino dell’auto quando passo da quella zona, il cattivo odore continua ad esserci. Apprezzo gli sforzi ma sono parziali. Vedremo con i dati dei “nasi elettronici” se chiedere un ulteriore impegno ad Hera» conclude.

La vicenda si trascina da tempo, l’impianto per il compost è uno dei primi in zona, risale a qualche decennio fa (con l’allora Geovis). Gli effluvi prodotti dalla lavorazione sono stati più volte oggetto di segnalazioni e denunce, nel luglio di quattro anni fa l’odore destò un vero e proprio allarme arrivando fin nel centro di Bologna. Da qui una serie di prescrizioni e la ricerca di soluzioni. A fine 2017 sono stati realizzati degli interventi strutturali che permettono di effettuare la prima fase accelerata del compostaggio in un ambiente chiuso, dotato di aspirazione dell’aria, poi convogliata in un biofiltro. «Il suo utilizzo ha permesso di ridurre la quantità di rifiuto in maturazione nelle aree aperte dell’impianto» rivendica Herambiente con una nota.

Poi, nell’estate di due anni fa, la stessa Herambiente annunciò l’intenzione di trasferire la lavorazione del compost a Sant’Agata Bolognese, dove stava costruendo un impianto per la produzione industriale di biometano da rifiuti organici, l’idea era trasformare Ca’ Fornacetta in un centro di recupero e smaltimento per rifiuti urbani e speciali. Nonché per la trinciatura degli sfalci prima dell’invio per la macerazione sempre a Sant’Agata, anche per ovviare allo spazio che si sarebbe perso, in vista di Passante e quarta corsia dell’A14, nell’isola ecologica e stoccaggio Hera di San Lazzaro sugli Stradelli Guelfi. A Ozzano sarebbero aumentate decisamente le quantità di materiali trattate e il traffico dei camion, ma con meno puzza.

Ora le carte sono cambiate di nuovo. Il deposito di San Lazzaro non sarà interessato dai nuovi tracciati della viabilità (salvo sorprese, vista la situazione di stallo e controproposte del Governo) ed Hera ha rivisto i suoi progetti. La nuova pratica autorizzativa in dirittura d’arrivo per Ca’ Fornacetta prevede un massimo 13 mila tonnellate per la trinciatura di verde e potature, da inviare sempre a Sant’Agata (per l’impianto a biometano inaugurato nell’autunno scorso) e altre 15 mila tonnellate per la produzione di compostaggio. Oggi la cubatura complessiva autorizzata è la stessa, ma tutta dedicata al compost. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 14 marzo

Nella foto l”impianto di via Ca” Fornacetta

Nell'impianto di via Ca' Fornacetta a Ozzano Emilia spray e nasi elettronici per ridurre i cattivi odori
Cronaca 30 Gennaio 2019

Potenziata a Imola la raccolta degli oli alimentari, che saranno impiegati per la produzione di biocarburante

Sono saliti a 26 i contenitori per la raccolta di oli alimentari nel comune di Imola. Di recente Hera, in accordo con l”Amministrazione comunale, ne ha infatti posizionati altri sei, che si aggiungono ai sei collocati la scorsa estate e ai 14 presenti da più tempo. I sei contenitori nuovi si possono trovare in via Banfi 18,  via Rio Palazzi 8, via Boccaccio 23, via De Gasperi 71, via Punta 86/P (Ponticelli) e via Balducci 1 a Sesto Imolese. Complessivamente in tutto il Circondario imolese sono disponibili 48 contenitori.

I dati dicono che a Imola la raccolta degli oli alimentari è in crescita costante: nei primi otto mesi del 2018, infatti, tra contenitori stradali e stazione ecologica sono stati raccolti 24.858 chilogrammi di materiale, contro i 21.537 dello stesso periodo 2017, con un incremento del 15%. In tutto il territorio servito dalla multiutility però questa raccolta è in crescita: merito degli oltre 500 appositi contenitori messi a disposizione da Hera nelle stazioni ecologiche e alle colonnine stradali presenti in diversi comuni per raccogliere gli oli alimentari, quelli adoperati in cucina, gli oli da frittura o utilizzati per conservare gli alimenti nei vasetti. Vale la pena ricordare che ogni persona ne produce circa cinque chilogrammi all”anno.

Come effettuare correttamente la raccolta? Con i nuovi contenitori stradali, che hanno una una capacità di 240 litri, è facile, perché consentono di raccogliere agevolmente l’olio da recuperare aprendo uno sportellino. Tuttavia, occorre tenere presente che l’olio non va versato direttamente, ma deve essere conferito in normali bottiglie o flaconi in plastica, chiusi con il tappo. Per chi lo preferisce, l”olio alimentare esausto può essere sempre conferito anche presso le stazioni ecologiche di Hera sul territorio.

Smaltire correttamente gli oli vegetali da cucina è importante, perché si tratta di un rifiuto con potere altamente inquinante, in particolare se buttato negli scarichi domestici e nella rete fognaria. Ma oggi è possibile trasformarlo in biocarburante. A tal fine, Hera ha siglato una partnership con Eni finalizzata proprio a trasformare l’olio vegetale esausto in biocarburante, da utilizzarsi per alimentare una parte dei mezzi aziendali della raccolta rifiuti urbani. L’accordo prevede che gli oli vegetali esausti di uso domestico, come quelli di frittura, recuperati da Hera attraverso i contenitori stradali e le stazioni ecologiche, saranno inviati alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in bioraffineria, che lo trasformerà in green diesel, prodotto completamente rinnovabile che costituisce il 15% dell’Enidiesel+. (r.cro)

Potenziata a Imola la raccolta degli oli alimentari, che saranno impiegati per la produzione di biocarburante

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