Posts by tag: rifiuti

Cronaca 7 Ottobre 2019

Lo sportello Hera in vallata lascia Borgo ma raddoppia con Casalfiumanese e Fontanelice

Due nuovi sportelli di Hera dedicati alla gestione delle tessere dei servizi ambientali, necessarie per aprire i cassonetti dei rifiuti presenti nei quattro comuni della vallata del Santerno. Il primo è operativo da sabato scorso a Casalfiumanese, il secondo da sabato prossimo, 12 ottobre, a Fontanelice. Le due sedi si alterneranno nell”apertura: primo e terzo (eventualmente anche quinto) sabato del mese a Casalfiumanese (sala ex anagrafe, via I Maggio 20, zona Martelluzza, dalle ore 9 alle 12); secondo e quarto sabato del mese a Fontanelice (all’interno del municipio, in piazza del Tricolore 2, dalle ore 9 alle 12).

Nel contempo, però, chiuderà l’attuale sportello presente in municipio a Borgo Tossignano per via della riorganizzazione degli uffici comunali. Ma i residenti e le attività di Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio si potranno rivolgere indifferentemente nei due nuovi sportelli, a seconda di quello ritenuto più comodo.

Gli sportelli sono dedicati esclusivamente ai servizi ambientali, nello specifico distribuzione delle tessere o loro sostituzione, distribuzione di opuscoli e relative informazioni di base sui servizi.

Per le nuove utenze, trasferimenti, subentri, eccetera, i cittadini dovranno invece prima rivolgersi al servizio clienti Hera per le famiglie (800/999500) e per le attività (800/999700). In entrambi i casi la chiamata sarà gratuita da fisso e cellulare e gli operatori saranno a disposizione dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 ed il sabato dalle 8 alle 18.

La tessera dei servizi ambientali serve anche per velocizzare i conferimenti alle stazioni ecologiche. In vallata ce ne sono quattro, una in ciascun comune. Questi gli indirizzi: via Allende a Borgo Tossignano, via Casalino a Casalfiumanese, via del Lavoro (accesso da via Galloni) a Fontanelice, via Pertini a Castel del Rio. Gli abitanti della vallata possono utilizzarle tutte indifferentemente, così come possono recarsi in una qualsiasi delle stazioni ecologiche presenti nei restanti sei comuni del circondario. Una scelta condivisa da Hera con le Amministrazioni comunali per rendere i conferimenti più semplici e comodi ai cittadini: si può andare alla stazione ecologica «di strada». (r.cr.)

Lo sportello Hera in vallata lascia Borgo ma raddoppia con Casalfiumanese e Fontanelice
Economia 2 Ottobre 2019

Il consorzio Astra lancia un nuovo servizio e porta la raccolta differenziata dei rifiuti nei cantieri

«Cantiere pulito» è la nuova opportunità che il consorzio di servizi ambientali Astra, da vent’anni specializzato anche ne ltrasporto e smaltimento rifiuti così come nella gestione di impianti di recupero, offre da ottobre ai cantieri edili. «Con questo servizio – spiega il direttore di Astra, Boris Pesci  -ci focalizziamo sulle tipologie di materiali che nessuno vuole, né nei semplici impianti di recupero macerie né all’isola ecologica, cioè rifiuti misti da cantiere edile (plastica, legno, cartone, polistirolo e vetroresina), cartongesso, lana di vetro e di roccia, guaina bituminosa. Noi riusciamo a recuperare questi rifiuti presso i nostri impianti, a parte la lana di vetro o di roccia e la guaina bituminosa, che rientrano nella tipologia dei rifiuti pericolosi e che inviamo a smaltimento prevalentemente in Germania».

I restanti materiali, una volta trattati, possono essere avviati a una seconda vita. «Il misto di cantiere lo recuperiamo all’80-90 per cento- dettaglia Pesci -, il cartongesso al 95 per cento. Rispetto all’analogo servizio che proponevamo qualche anno fa, la novità è che abbiamo sviluppato la logistica e possiamo quindi fare dei prezzi più competitivi». Cantiere pulito prevede la consegna al cliente di sacconi omologati (big bags) che vengono poi ritirati direttamente dal cantiere con camion gru e portati negli impianti autorizzati allo stoccaggio e al recupero dei consorziati Astra. Sul nostro territorio, ad esempio,si tratta di Recter, che a Imola ha impianti in via Lughese e Laguna, Remaind di Mordano ed Ecoser di Castenaso, ma con un impianto di stoccaggio anche a Riolo.  (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 settembre

Nella foto Boris Pesci e Remo Camurani, direttore e presidente di Astra

Il consorzio Astra lancia un nuovo servizio e porta la raccolta differenziata dei rifiuti nei cantieri
Economia 2 Ottobre 2019

Dove vanno i rifiuti prodotti dalle aziende? Facciamo il punto con il direttore del Consorzio Astra di Faenza

Ridurre e differenziare i rifiuti è ormai questione di sopravvivenza e tutti siamo chiamati a fare la nostra parte. Ma cosa accade quando i rifiuti che sono stati più o meno scrupolosamente raccolti proseguono il loro viaggio dal cassonetto in poi? Qual è la loro effettiva destinazione finale? I meccanismi di smaltimento e recupero sono gestiti fino in fondo? E come? A questo proposito lo scorso anno il consorzio Astra, che riunisce 32 imprese attive nel settore dei servizi ambientali da Reggio Emilia a Rimini (tra cui le imolesi Cuti-Consai, Car, Zini Elio, la mordanese Remaind, le castellane Trascoop e Marchesini), aveva lanciato un preoccupante allarme: non si sa più dove collocare i rifiuti prodotti dalle aziende, che rappresentano i tre quarti del totale di rifiuti generati ogni anno in Italia. Gli impianti che gestiscono i rifiuti non recuperabili sono ormai saturi. Abbiamo chiesto al direttore del consorzio, Boris Pesci, di aggiornarci in proposito.

A un anno di distanza, è cambiato qualcosa?
«Ci sono ancora difficoltà nello smaltimento finale. Come consorzio ci siamo dati da fare per acquisire nuovi impianti finali di smaltimento nelle Marche e a Sogliano (Forlì-Cesena), per cui, mentre un anno fa eravamo molto in difficoltà, oggi possiamo dare una risposta più ampia ai nostri clienti. Ma il problema resta. Alla fine dell’anno prevediamo addirittura un peggioramento, perché a Castel Maggiore chiuderà l’unica discarica che abbiamo in Emilia Romagna per rifiuti pericolosi. Mancano anche impianti di destinazione finale per quegli inerti che non trovano sbocchi sul mercato, anche perché la crisi dell’edilizia è ancora tangibile: non si fanno più le grandi opere infrastrutturali, tipo la quarta corsia dell’A14 di cui si parla tutti gli anni, ma poi non si sa quando si farà. Se prima della crisi negli impianti di recupero entrava 100 e usciva 100, oggi entra il 50 ed esce il 30. Ciò che rimane si accumula e bisogna portarlo da qualche parte. In Emilia Romagna mancano anche gli impianti di destino finale degli inerti, dove poter collocare, ad esempio, il semplice terreno vagliato. Dove portiamo questo materiale se il mercato non lo vuole? Se poi ci riferiamo a tipologie di rifiuti più particolari, come i rifiuti industriali pericolosi, siamo in crisi totale, perché gli inceneritori dell’Emilia Romagna non riescono a smaltire tutto ciò che l’industria regionale produce».

E quindi dove vanno a finire questi rifiuti… rifiutati?
«Li mandiamo negli inceneritori della Lombardia e, soprattutto, in Germania. Anche il cemento amianto, l’«eternit», finisce prevalentemente in Germania. Questo materiale, in realtà, necessita di uno smaltimento molto semplice, dato che alla fine viene solo depositato in discarica e coperto di terra. Ma in Italia è un problema fare una discarica di cemento-amianto, che io chiamerei “stoccaggio definitivo”, dato che questo materiale non ha cicli di recupero e che la parola “discarica” dà fastidio».

In passato la Cina riusciva a incamerare molti rifiuti, prodotti anche dall’Italia. Ora qual è la situazione?
«Negli ultimi vent’anni in Italia abbiamo detto che recuperavamo la plastica, ma in realtà l’abbiamo portata quasi tutta in Cina. Per cui, quando dal 1° gennaio 2018 la Cina ha tagliato le importazioni dall’Europa di plastica e carta, c’è stato un tracollo. Se prima usciva 100, oggi la quota di rifiuti che va in Cina è pari a 5. E si tratta di materiale di qualità molto buona, che non è certo quella delle differenziate. Di quel 95 per cento che la Cina non prende più non sappiamo cosa farcene, perché non ci sono impianti di recupero a sufficienza né c’è domanda di plastica riciclata, proveniente sia dai rifiuti urbani domestici sia dal comparto produttivo della filiera italiana, che da solo produce il 75 per cento del totale. Per la carta, fortunatamente, le cartiere italiane danno ancora una buona risposta, anche se il prezzo è crollato e quindi gli impianti di recupero sono comunque in difficoltà». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 26 settembre

Nella foto uno degli impianti di stoccaggio di Astra

Dove vanno i rifiuti prodotti dalle aziende? Facciamo il punto con il direttore del Consorzio Astra di Faenza
Cronaca 24 Settembre 2019

La raccolta differenziata a Imola ha raggiunto il 78% nel mese di agosto, 60 i trasgressori “beccati' dalle videotrappole

Continua a crescere la raccolta differenziata a Imola. Nel mese di agosto, il primo con il nuovo sistema di raccolta in centro storico a regime, la percentuale è salita al 78%, sei punti in più rispetto allo stesso mese del 2018, con un calo dell’indifferenziato da 907 a 668 tonnellate. Manca dunque soltanto l’1% per toccare quota 79%, l’obiettivo che la Regione Emilia-Romagna ha fissato per i comuni di pianura come Imola entro il 2020.

Per quanto riguarda i dati per ciascun tipo di rifiuto, la performance migliore è quella dell’organico, aumentato del 30% nel confronto fra agosto 2018 e agosto 2019 (da 303 a 394 tonnellate raccolte), seguito da carta e cartone (+17%), poi vetro, plastica e lattine (+12%). Insieme alla quantità, anche la qualità del materiale appare soddisfacente dalle verifiche svolte: nei sacchi della carta e in quelli di plastica e lattine sono stati trovati meno del 2% di rifiuti estranei, mentre il vetro ha segnato il 94% di purezza e l’organico l’85%. La percentuale più bassa dell’organico è dovuta alla presenza di residui di plastica, carta e cartone, ma anche al fatto che la raccolta differenziata dell’umido è una novità per il centro storico, dove sono coinvolte 5.300 utenze.

Intanto, Hera ha introdotto una nuova modalità di pulizia intorno ai cassonetti del centro storico e alle isole ecologiche di base del resto della città. Si tratta di un macchinario denominato Sweepy-Jet, un braccio estensibile fino a 10 metri dotato di lancia con getto d’acqua a pressione installato su una spazzatrice. Con il nuovo strumento è possibile pulire anche dove non arrivano i mezzi tradizionali, convogliando poi i rifiuti al centro della carreggiata, consentendo alla spazzatrice di raccoglierli più facilmente.   

Soddisfatto per i dati della raccolta differenziata l’assessore all’Ambiente, Andrea Longhi, che ha ringraziato i cittadini imolesi virtuosi per l’impegno che ha consentito di ottenere «una forte contrazione del rifiuto indifferenziato che è sceso di ben 239 tonnellate in meno dopo solo un mese di cambiamento». «Da imolese e rappresentante di questa amministrazione – ha aggiunto Longhi – parlo con una punta di orgoglio per quanto stiamo compiendo a favore dell’ambiente, vorrei ringraziare anche il corpo delle guardie ambientali che hanno collaborato nel monitorare il corretto funzionamento del sistema ed a sanzionare laddove vi era la necessità. Purtroppo, alcuni renitenti alle regole della raccolta dei rifiuti privi di coscienza ambientale sono anche stati fotografati dal sistema di videotrappole che in sessanta casi nel mese di agosto ha visto immortalati questi soggetti intenti ad abbandonare rifiuti costituiti da pneumatici, mobilio o spazzatura casalinga». (r.cr.)

La raccolta differenziata a Imola ha raggiunto il 78% nel mese di agosto, 60 i trasgressori “beccati' dalle videotrappole
Cronaca 20 Settembre 2019

Il comitato «Vediamoci chiaro» incalza sulla discarica e lancia l'«Operazione torna a casa rusco»

Il comitato «Vediamoci chiaro» continua a non vederci chiaro sulla discarica Tre Monti. Dopo l’archiviazione del progetto di ampliamento (lotto 4) chiesta da ConAmi ed Herambiente e ufficializzata dalla Regione Emilia Romagna il 4 settembre scorso, e dopo la sentenza definitiva del Consiglio di Stato dello scorso aprile che ha bocciato il ricorso di ConAmi, Hera e Regione contro la sentenza del Tribunale amministrativo dell’Emilia Romagna che ha fermato l’iter autorizzativo per la sopraelevazione del lotto 3, il comitato non si ritiene soddisfatto. Per tramite di Legambiente Imola-Medicina e Panda Imola, si rivolge ancora una volta a Herambiente, ConAmi e Regione con una lettera, inviata il 9 e 10 settembre.

E’ l’«Operazione torna a casa rusco» avviata dal comitato, che chiede ai destinatari della diffida una serie di azioni. «Come comitato non ci siamo fermati, abbiamo coperto i costi per i ricorsi con le risorse raccolte tra i cittadini – spiega Massimo Bolognesi, di Panda Imola -. La politica non ci sta convincendo, non vediamo nessuna discontinuità per il futuro. Troppe ambiguità e opacità rimangono ancora da sciogliere sulla gestione dei rifiuti che è stata effettuata in questo territorio». Ed elenca: «A oggi non è dato sapere nulla dello stato di avanzamento del progetto di realizzazione di una società “in house”per la raccolta e gestione dei rifiuti urbani del Comune di Imola, promessa in campagna elettorale dalla sindaca Sangiorgi, che avrebbe dovuto interrompere il palese conflitto di interessi tra chi i rifiuti li raccoglie e chi li gestisce, due attività confliggenti per finalità: se smaltisco i rifiuti, devo averne il più possibile da smaltire; se li differenzio, devo avere il maggior profitto dalla vendita dei rifiuti e non dal loro smaltimento.

Il Consiglio comunale nel luglio 2018 aveva approvato una delibera relativa all’istituzione di detta società di scopo, impegnando la Giunta ad attivarsi in tale direzione. Ma ad oggi non se ne sa nulla». Un altro punto su cui il comitato vuole vederci chiaro riguarda la bonifica della discarica. «Non abbiamo nessuna traccia – aggiunge Bolognesi – delle attività di gestione “post mortem” della discarica, la cui attività si è esaurita nel 2016, né di un’eventuale bonifica». In particolare il comitato punta il dito sulle 140 mila tonnellate di rifiut ismaltite nel 2016. In quell’anno era stato raggiunto il volume massimo autorizzato di rifiuti. A seguito della Valutazione di impatto ambientale concessa dalla Regione, i conferimenti erano ripresi per circa un anno, sino allo stop imposto dall’annullamento dell’autorizzazione allo smaltimento sancito dal Tar. In tale arco di tempo, nella discarica di via Pediano sono state smaltite circa 140 mila tonnellate di rifiuti, «in gran parte speciali, provenienti da tutta Italia – accusa il comitato -. Nel 2017 l’Arpae, attraverso un’ispezione a sorpresa, ha individuato tra questi rifiuti materiale inerte non conforme, sul quale è incorso una indagine da parte della Procura. Chiediamo che quel materiale venga analizzato e smaltito». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 settembre

Il comitato «Vediamoci chiaro» incalza sulla discarica e lancia l'«Operazione torna a casa rusco»
Cronaca 28 Agosto 2019

Rifiuti, cresce la raccolta dell'olio alimentare nel circondario imolese: +33% nel primo semestre 2019 rispetto al 2018

Cresce la raccolta differenziata dell’olio alimentare nel circondario imolese. Nei primi sei mesi del 2019 la raccolta effettuata nei 48 contenitori stradali messi a disposizione dei cittadini da Hera, di cui 26 nel territorio comunale di Imola, ha prodotto 17 mila chilogrammi di olio alimentare, con un aumento del 33% rispetto allo stesso periodo del 2018, quando il totale fu di 12.700 chilogrammi. Imola da sola ha fatto registrare una raccolta di 9.800 chili contro i 9.000 del primo semestre 2018 e i 6.700 del medesimo periodo 2017.

Il risultato è stato certamente favorito dalla distribuzione sempre più capillare dei contenitori sul territorio. Tra fine 2018 e inizio 2019 Hera, d’accordo con le Amministrazioni interessate, ne ha collocati 29, che si sono aggiunti ai 19 iniziali e hanno allargato la raccolta su strada a tutti i comuni del circondario. Complessivamente, nelle aree dell’Emilia Romagna servite da Hera, i contenitori sono oltre 500 e hanno una capacità di 240 litri. Nel 2017 la multiutility ha raccolto 800 tonnellate di oli alimentari (da frittura o usati per conservare gli alimenti nei vasetti), nel 2018 850, nel 2019 stima di raccoglierne intorno al migliaio di tonnellate.

Una volta raccolto, l’olio alimentare esausto, che è un rifiuto altamente tossico, deve essere avviato al riutilizzo. A tal proposito ha siglato di recente una partnership con Eni, con l’obiettivo di trasformare l’olio vegetale proveniente dalla raccolta differenziata in biocarburante, destinato ad alimentare una parte dei mezzi aziendali per la raccolta dei rifiuti urbani. L’accordo prevede che gli oli raccolti da Hera, tramite i contenitori stradali e le stazioni ecologiche, siano inviati alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, il primo esempio al mondo una raffineria petrolifera trasformata in bioraffineria. Questo impianto è infatti in grado di trasformare l’olio esausto in “green diesel”, un prodotto completamente rinnovabile che costituisce il 15% dell’Enidiesel+, il nuovo carburante in grado di ridurre sensibilmente le emissioni di anidride carbonica. (r.cr.)

Rifiuti, cresce la raccolta dell'olio alimentare nel circondario imolese: +33% nel primo semestre 2019 rispetto al 2018
Cronaca 24 Agosto 2019

«PuliAmo Medicina», ragazzi e ragazzi in strada per la raccolta dei rifiuti abbandonati

Sensibilizzare la partecipazione attiva dei cittadini nella cura del proprio territorio e porre l’attenzione sul delicato tema del cambiamento climatico e dell’emergenza dell’inquinamento. Erano questi gli obiettivi del progetto ecologico chiamato «PuliAmo Medicina», patrocinato dal Comune che ha sostenuto l”iniziativa fornendo tutto il materiale necessario.

Nella giornata di ieri, infatti, in occasione del Friday for the Future mondiale, ragazze e ragazzi di Medicina, riuniti sotto il nome di Linea Gialla, hanno invitato la cittadinanza alla raccolta dei rifiuti abbandonati nelle strade della città. Il ritrovo, dalle 17.30 al Magazzino Verde presso l’Area Pasi. «Un’iniziativa lodevole – ha dichiarato l’assessore alle politiche giovanili Lorenzo Monti –  e partita da un gruppo di giovani già molto attivi sul territorio, che vogliamo continuare a sostenere perché possano affermarsi come valore aggiunto della comunità di Medicina». (d.b.)

Nella foto: i partecipanti a «PuliAmo Medicina»

«PuliAmo Medicina», ragazzi e ragazzi in strada per la raccolta dei rifiuti abbandonati
Cronaca 14 Agosto 2019

Hera (ri)lancia il compostaggio per ridurre i rifiuti estivi. Già più di 700 le richieste

In estate aumenta il consumo di frutta e verdura e di conseguenza la produzione di rifiuto organico che, se opportunamente separato, può essere trasformato in compost, un fertilizzante organico riutilizzabile nell’orto o in giardino, per una gestione più sostenibile ed ecologica del proprio rifiuto organico ed evitando così anche la produzione di rifiuti.
Hera incentiva questa pratica mettendo gratuitamente a disposizione di tutte le famiglie che dispongono di un’area verde a uso esclusivo, un apposito contenitore, la compostiera, e un vademecum con le istruzioni per l’uso: a oggi sono già quasi 6.300 le famiglie del Circondario Imolese che la utilizzano, di cui circa un terzo a Imola.
Negli ultimi anni, grazie anche alla riorganizzazione dei servizi nei diversi comuni e all’attività di comunicazione capillare che è stata realizzata, le richieste si sono moltiplicate. Basta pensare che si è passati dalle 234 complessive del 2015 alle oltre 700 del 2018.

Come fare l’autocompostaggio
Il processo di compostaggio si ottiene raccogliendo e mescolando all’interno della compostiera il materiale organico come i residui della preparazione dei pasti, gli scarti di cibo e dell’orto, l’erba del prato e il fogliame, la cenere di legna ecc.I rifiuti organici, spezzettati e accuratamente rimescolati, diventano un concime naturale, utilizzabile per arricchire il terreno e il terriccio dei vasi. Chi abita in campagna puòpraticare, invece, il compostaggio in fossa.
Per aderire basta chiamare il numero verde 800.999500.
L’impegno nel compostaggio è riconosciuto nei Comuni del Circondario Imolese anche nella bolletta attraverso uno sconto. (r.cr.)

Hera (ri)lancia il compostaggio per ridurre i rifiuti estivi. Già più di 700 le richieste
Cronaca 10 Luglio 2019

Raccolta differenziata in centro storico: oltre un'ora di coda per ritirare il kit

Più di un’ora di attesa per ritirare il kit per il nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti nel centro storico di Imola.
Nella prima giornata di apertura, ieri, il punto informativo di via Emilia 123 è stato letteralmente preso d’assalto dai residenti e dai commercianti interessati, e i kit consegnati sono stati oltre trecento.

«Per rispondere alla grande attenzione che i cittadini hanno manifestato, il Gruppo Hera ha deciso di incrementare già dalla giornata di mercoledì (oggi, ndr) il numero di operatori impegnati in questo servizio», fa sapere la multiutility.
Il punto informativo sarà operativo anche sabato, dalle 9 alle 18.

In seguito, dal 17 luglio i materiali e le tessere potranno essere ritirati alla stazione ecologica di Imola, in via Brenta 4 (traversa di via Lasie), nelle giornate di mercoledì, dalle 9 a mezzogiorno, e di sabato, dalle 15 alle 18.

Infine, dal 18 luglio un punto di contatto sarà aperto al mercato coperto Borghetto, in via Rivalta (1° piano), in via straordinaria il martedì e il giovedì dalle 9 alle 13, fino all’8 agosto.
E dal 22 agosto osserverà la sua apertura normale il giovedì dalle 9 alle 12.

Raccolta differenziata in centro storico: oltre un'ora di coda per ritirare il kit
Cronaca 8 Luglio 2019

In centro storico arrivano i bidoni e i nuovi cassonetti sui viali, scompaiono le campane gialle

Fra oggi e domani i cassonetti per i rifiuti indifferenziati e le campane gialle per la plastica e le lattine saranno eliminati dalle strade del centro storico. Prende il via anche sotto l’Orologio il nuovo sistema di raccolta differenziata già attivo negli altri quartieri della città. In realtà, il sistema in centro prevede alcune differenze sostanziali a partire dal porta a porta per l”indifferenziata.

Per tutte le strade del centro storico che si trovano all’interno dei viali perimetrali Saffi, Zappi, De Amicis, Carducci, Amendola, accanto alla raccolta porta a porta di carta e cartone sarà attivata anche quella di plastica/lattine, sempre in sacchi ma gialli, e dell’indifferenziato con bidoncini personali da esporre esclusivamente davanti al proprio civico. Per tutte e tre queste tipologie di rifiuti, la raccolta sarà settimanale e verrà svolta anche in occasione di festività.

Le Isole interrate situate in via Cavour/incrocio Cairoli, via Baviera Maghinardo, piazza Ragazzi del ‘99, via Emilia/angolo via Marsala, piazza Gramsci, piazza Matteotti diventeranno accessibili con l’utilizzo della tessera e vi si potranno conferire solamente plastica e lattine. Inoltre, si introducono la raccolta stradale dell’organico con bidoni apribili con tessera, come nel resto della città, e la raccolta stradale del solo vetro, con contenitori dedicati che andranno a sostituire le tradizionali campane gialle.

Nei viali perimetrali, invece, è prevista la collocazione delle Isole ecologiche di base, simili a quelle già presenti negli altri quartieri, apribili anch’esse con tessera. Con la tessera fornita in dotazione, tutti i cittadini e le attività dell’area, in parallelo ai nuovi servizi, potranno utilizzare anche qualsiasi altro contenitore della città, senza limiti e tutte le volte che si vuole come già avviene ora.

Le attività inoltre possono richiedere a Hera specifici servizi integrativi per la raccolta del cartone, dell’organico, del vetro, del legno in cassette e dei rifiuti indifferenziati e al momento tale necessità è stata sollevata da una quarantina di attività, che quindi usufruiranno di tali servizi. (r.cr.)

Nella foto i vecchi cassonetti e rifiuti abbandonati in via dei Mille

In centro storico arrivano i bidoni e i nuovi cassonetti sui viali, scompaiono le campane gialle

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