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Cronaca 5 Luglio 2021

A Castello modifiche alla Tari, sconti per le categorie economiche penalizzate dal Covid

Il Consiglio comunale di Castel San Pietro ha approvato importanti modifiche al regolamento comunale Tari. La novità prevede l’introduzione di agevolazioni straordinarie per le categorie economiche interessate alle chiusure obbligatorie, causa restrizioni o limitazioni nell”esercizio delle attività dovute all”emergenza Covid-19. Per queste categorie come per tutte le altre utenze non domestiche viene posticipata la scadenza del versamento della prima rata, per poter distribuire le risorse previste dal decreto «sostegni bis».

In particolare, il nuovo regolamento prevede una sorta di glossario per rendere più semplice ai contribuenti l”applicazione delle norme con i rifiuti che vengono classificati in sole due categorie: urbani, ovvero di origine domestica, e speciali, ovvero originati da attività produttive in cui si trasforma la materia, a prescindere dalla tipologia merceologica e dalla prevalenza rispetto agli urbani. I titolari di utenze non domestiche che dimostrino di aver avviato al recupero determinate quantità di rifiuti urbani con oneri a proprio carico, possono ottenere uno sconto pari a 0,0172041 euro/kg. In ogni caso, la Tari non è mai dovuta in misura inferiore al 30 %.

Infine, una importante azione di sostegno alle imprese colpite dalla pandemia che arriverà direttamente in bolletta. L”importo complessivo previsto per applicare le agevolazioni tariffarie alle attività colpite dall”emergenza Covid 19 sarà di  407 mila euro e sarà finanziato con il fondo statale art. 6 D.L. n. 73/2021 sostegni bis. In base alla classificazione per codici Ateco, le attività rimaste chiuse per decreto si vedranno pertanto applicata una riduzione del 70% della quota variabile mentre quelle che hanno lavorato a singhiozzo avranno uno sconto del 40%. A tutte le utenze non domestiche non comprese nei codici Ateco penalizzati sarà riconosciuta una riduzione del 10% sempre sulla quota variabile. Rimane un piccolo residuo di quasi 38 mila euro che il Comune terrà a riserva per agevolare eventualmente le realtà che non dovessero rientrare in automatico nel calcolo di facilitazioni e che ne faranno richiesta dimostrandone i requisiti.

Per quanto riguarda le scadenze per l”annualità 2021, sono confermate le consuete date per le utenze domestiche, mentre per le utenze non domestiche, sono stabilite come segue: periodo di competenza 1.1.2021- 30.6.2021: scadenza 30 settembre 2021 (con riconoscimento del 50% delle riduzioni covid 2021); periodo di competenza 1.7.2021 – 31.12.2021: scadenza 2 dicembre (con riconoscimento del 50% delle riduzioni covid 2021). Per tutte le categorie di utenze domestiche e non domestiche, con la scadenza rata di dicembre sarà riconosciuto il conguaglio positivo/negativo TARI anno 2020 e richiesto il versamento Tefa anno 2021.

Le registrazioni del consiglio comunale sono disponibili sulla piattaforma Civicam e sul canale Youtube di Castel San Pietro.

A Castello modifiche alla Tari, sconti per le categorie economiche penalizzate dal Covid
Cronaca 15 Giugno 2021

Tari 2021, tariffe invariate per le utenze domestiche. In arrivo l'avviso per il pagamento della prima rata

Dopo la notizia dei ristori sulla Tari per le aziende colpite dal Covid, in questi giorni è in consegna nei Comuni di Imola, Castel San Pietro, Medicina, Castel Guelfo, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio e Fontanelice l’avviso di pagamento della prima rata della Tari per le utenze domestiche, relativa al periodo gennaio-aprile 2021, con scadenza 30 giugno 2021.  

La Tari è la tassa che copre i costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed è stata affidata, anche per il 2021 dal Comune a Hera, che emetterà tre rate, oltre a un conguaglio l’anno successivo. Come previsto dalla legge, il calcolo della Tari tiene conto delle superfici dichiarate o accertate e, per le utenze domestiche, della composizione del nucleo familiare risultante dai dati anagrafici forniti periodicamente dai Comuni. Questa emissione è la prima delle 3 rate, secondo una procedura consolidata negli anni, in cui verrà versato l’importo annuale della Tari. Per le famiglie nel 2021 la Tari non aumenta, ma viene mantenuta la stessa tariffa del 2020, che è la stessa applicata anche nel 2019. Pertanto, la tariffa di quest’anno rimane invariata, senza alcun adeguamento. Per i pagamenti, dal 1° ottobre 2017, l’incasso diretto della Tari avviene nel conto di tesoreria del Comune, pertanto non è più consentito il servizio di pagamento automatico della tassa con domiciliazione bancaria.

Per informazioni, Hera mette a disposizione un numero verde dedicato, 800.999.004, che offre tutte le risposte aggiornate relative a questo tributo. Il servizio è disponibile dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 18. In alternativa, ci si può rivolgere agli sportelli clienti di Hera sul territorio (l’elenco e gli orari di apertura sono consultabili sul sito). (r.cr.) 

Tari 2021, tariffe invariate per le utenze domestiche. In arrivo l'avviso per il pagamento della prima rata
Economia 14 Giugno 2021

Tari 2021, a Imola oltre 1,1 milioni di euro di ristori per le imprese colpite dal Covid

Oltre 1,1 milioni di euro di ristori sulla Tari 2021 per tutte le attività colpite dalle chiusure causa emergenza Covid. Lo ha deciso il Comune di Imola. «Si tratta – spiega Fabrizio Castellari, vicesindaco e assessore al Bilancio – di risorse provenienti dal Governo, attese e doverose, di un buon sostegno al sistema delle imprese e alle attività colpite. È un dato molto positivo, perché sgraverà in maniera significativa il tributo Tari per tutto il 2021».

Il perimetro dei ristori è quello definito dai codici Ateco fissati dal Governo per le attività chiuse totalmente o in modo significativo in questa prima parte del 2021: attività alberghiere, della ristorazione, bar e tutto il comparto della somministrazione di alimenti e bevande, palestre, piscine, wedding, acconciatura ed estetica, scuole convenzionate e doposcuola e diverse altre categorie. Per le attività rimaste chiuse totalmente è previsto il contributo al 100% della quota variabile della Tari (la quota variabile vale circa il 70% della Tari totale) e al 70% per quelle chiuse parzialmente.

Per le imprese il Comune ha inoltre deciso di posticipare la rata di giugno a settembre e di suddividerla in due rate con scadenza al 30 settembre e 2 dicembre. «Questi ristori – sottolinea l’assessore alle Attività produttive, Pierangelo Raffini – vanno ad aggiungersi alla gratuità della Cosap garantita da noi a prescindere dai termini del Dpcm, fino al 31 dicembre e agli sconti importanti già deliberati per tutte le aziende e associazioni che sono in affitto in locali comunali. Pensiamo di mettere in campo altre iniziative nei prossimi mesi. Stiamo lavorando molto in tal senso anche per poter presentare alla città la nostra visione progettuale a lungo periodo e riportare imprese e nuovo lavoro sul territorio». (lo.mi.)

Nella foto: da sinistra, Fabrizio Castellari e Pierangelo Raffini

Tari 2021, a Imola oltre 1,1 milioni di euro di ristori per le imprese colpite dal Covid
Cronaca 5 Novembre 2020

Tari, emessa la seconda ed ultima rata 2020

È in consegna in questi giorni, anche a Imola, l’avviso di pagamento della seconda rata della Tari, la tassa che copre i costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani la cui gestione per il 2020 è stata affidata dal Comune a Hera, a copertura del periodo maggio-dicembre 2020, con scadenza prossimo 2 dicembre. 

Quest’anno, in considerazione della emergenza sanitaria, sono stati emessi due soli avvisi di pagamento della Tari: il primo avviso è scaduto in data 30 settembre, mentre quello in emissione consisterà nella seconda ed ultima rata del 2020, fatto salvo l’usuale conguaglio previsto al 30 giugno dell’anno successivo. Le tariffe nel 2020 non hanno subito alcun incremento.Inoltre, in questa rata sono riconosciute le riduzioni previste dalla delibera Arera 158/20 per le Utenze Non Domestiche che hanno avuto sospensione delle attività nel periodo di marzo e aprile causa lockdown. 

Dal 1° ottobre 2017, la L.225/16 prevede l’incasso diretto della Tari nel conto di tesoreria del Comune.  Non è pertanto più consentito il servizio di pagamento automatico della tassa con domiciliazione bancaria. L’unico metodo di pagamento consentito prevede l’utilizzo del modulo F24 precompilato per tutti. Il modulo sarà unito all’avviso di pagamento e potrà essere pagato presso un qualsiasi sportello bancario o postale, oltre che in via telematica direttamente o mediante gli intermediari abilitati per i titolari di Partita Iva. (da.be.)

Tari, emessa la seconda ed ultima rata 2020
Economia 6 Ottobre 2020

Rifiuti, in tutti i Comuni del circondario agevolazioni Tari per le imprese rimaste chiuse durante il lockdown

Tutti i Comuni del circondario hanno approvato nei giorni scorsi le agevolazioni Tari per emergenza da Covid 19 a favore delle attività produttive che hanno dovuto osservare la chiusura di legge durante il lockdown. Sono state perciò previste riduzioni del 15% e del 25% sulla quota variabile della tariffa che, in relazione alla chiusura obbligatoria, saranno applicate da Hera, concessionario della gestione della tassa, direttamente nella bolletta Tari con scadenza il 2 dicembre.

Dopo Dozza anche Mordano, gli unici comuni in cui vige il sistema di tariffazione puntuale, ha deliberato analoghe agevolazioni. Il Comune al confine con la provincia di Ravenna ha stanziato per le utenze non domestiche circa 40 mila euro, che alleggeriranno le tariffazioni. Ha inoltre previsto un successivo trasferimento di 40 mila euro, per ridurre ulteriormente i costi del servizio. «Oltre a questo – anticipa l’assessore all’Ambiente di Mordano, Federico Squassabia –  l’Amministrazione si impegnerà a coprire un eventuale conguaglio fra i costi relativi del servizio al 2020 e i costi determinati per l’anno 2019». (r.e.)

Rifiuti, in tutti i Comuni del circondario agevolazioni Tari per le imprese rimaste chiuse durante il lockdown
Cronaca 2 Ottobre 2020

Tari, a Dozza e Castel Guelfo riduzioni per le attività costrette a chiudere durante il lockdown

I Comuni di Dozza e Castel Guelfo vengono incontro alle aziende sui loro territori che, durante il lockdown per l’emergenza Coronavirus, sono state costrette a chiudere per legge. 

A Dozza il Consiglio Comunale del 30 settembre scorso ha approvato l’articolazione della tariffa rifiuti 2020, prevedendo appunto riduzioni della quota variabile per le imprese sottoposte a chiusura obbligatoria a causa dell’emergenza Covid-19. Il costo di questa operazione è di circa 101 mila euro ed è stata interamente finanziata con risorse comunali. «La percentuale di riduzione varia dal 20 al 30 per cento in base ai giorni di sospensione obbligatoria previsti dai decreti per ogni tipologia di attività – commenta l’Assessore al Bilancio e attività produttive Barbara Pezzi –. Si tratta di uno sforzo importante in termini economici per l’Amministrazione Comunale che ha deciso di aumentare le percentuali di riduzione rispetto a quelle previste dalla normativa nazionale.  Abbiamo però ritenuto necessaria questa azione per sostenere le attività locali, fortemente colpite dalla crisi economica derivata dall’emergenza sanitaria.  A questo si aggiunge il fatto che durante i periodi di chiusura le imprese non hanno prodotto rifiuti, venendo quindi a mancare il presupposto per l’applicazione della parte variabile della tariffa».

Stessa linea, come detto, adottata a Castel Guelfo. In questo caso sono state previste riduzioni del 15% e del 25% che, in relazione alla chiusura obbligatoria, saranno, dal concessionario della gestione della tassa, Hera spa, applicate direttamente nella bolletta Tari con scadenza al 2 dicembre corrente. Le attività che usufruiranno di tale riduzione, conteggiata in automatico in bolletta, sono indicate per codice contratto o Codice posizione soggetta al tributo (riportata nella quarta pagina dell’avviso di pagamento Tari) così come pubblicato al link nella pagina tributi. (da.be.)

Tari, a Dozza e Castel Guelfo riduzioni per le attività costrette a chiudere durante il lockdown
Cronaca 9 Giugno 2020

A Castel San Pietro rinviata a settembre la prima rata Tari del 2020

La Giunta di Castel San Pietro ha deliberato di rinviare dal 30 giugno al 30 settembre la prima rata della Tari del 2020, in relazione al difficile periodo vissuto dalla cittadinanza per l’epidemia da Covid-19.

«In questi giorni molti castellani stanno telefonando o scrivendo all’Ufficio tributi perché non hanno ancora ricevuto il modello precompilato per il pagamento della prima rata Tari con scadenza il 30 giugno: non si tratta di un disguido, ma di un rinvio al 30 settembre – informa Barbara Mezzetti, assessore alle Politiche tributarie –. Il rinvio al 30 settembre è motivato anche dalla volontà dell’amministrazione di definire un metodo per applicare, in occasione della prima rata, delle agevolazioni nei confronti delle attività commerciali che hanno subito i principali effetti del lockdown, utilizzando le risorse provenienti dal recupero evasione fiscale». (r.cr.)

A Castel San Pietro rinviata a settembre la prima rata Tari del 2020
Cronaca 6 Febbraio 2020

Il Comune di Medicina stanzia 90 mila euro per due bandi a sostegno delle attività commerciali

«Il problema delle serrande chiuse non è un fenomeno circoscritto a Medicina. Le vendite on line e la grande distribuzione hanno modificato le abitudini di consumo delle persone e le conseguenze non sono solo economiche, ma anche sociali e urbanistiche: i negozi sono la luce delle nostre città e non possiamo lasciare che si spengano. Occorre considerare il commercio come una risorsa e fin da subito fare il possibile per tamponare la crisi delle attività commerciali, sia nel centro che nelle frazioni».

L’assessore alle Attività produttive, Donatella Gherardi, non ha perso tempo e la Giunta ha deciso di destinare 30 mila euro all’anno per tre anni per sostenere l’avvio di nuove attività (10 mila euro) e ridurre la Tari (20 mila euro). Per farlo, sono stati pubblicati due distinti bandi per le attività (esercizi di vicinato, laboratori artigianali, barbieri, acconciatori,estetisti, tatuatori, attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, strutture ricettive, edicole e tabaccherie), sia del centro storico (vie Libertà, Cuscini, Canedi, Cavallotti, Saffi, Fornasini e Pillio), piazze Garibaldi e Andrea Costa) che delle frazioni. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 febbraio

Il Comune di Medicina stanzia 90 mila euro per due bandi a sostegno delle attività commerciali
Cronaca 18 Luglio 2018

Raccolta rifiuti, le mosse del Comune di Imola contro Atersir per riottenere i soldi pagati in più negli ultimi anni

La nuova Amministrazione comunale di Imola si muove contro Atersir per recuperare i maggiori costi che, a parere di sindaco e assessori, il Comune ha sostenuto dal 2013 al 2016 (per il 2017 ancora manca il rendiconto) per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.

Tre le azioni che sono state decise dalla Giunta comunale in una apposita delibera. Per quanto riguarda il 2018, il Comune impugnerà la delibera Atersir n. 19 del 19 marzo scorso, che attribuirebbe (ovviamente secondo l”Amministrazione), costi superiori rispetto alla cifra effettivamente dovuta a Hera per il servizio. Per rientrare invece del sovrapprezzo sostenuto negli anni dal 2013 al 2016, in attesa di conoscere gli importi relativi al 2017, sono state previste due mosse: innanzitutto un tentativo di composizione transattiva, quindi di accordo, con Atersir e con Hera, al fine di concordare un piano di rientro. In caso di insuccesso, la nuova amministrazione si riserva di individuare altre forme di azione legale per ottenere la restituzione delle somme dovute.

Per comprendere la ragione di queste scelte, occorre fare un passo indietro, chiarendo anche ruoli e compiti di tutti gli attori della complessa vicenda. Vicenda che, lo ricordiamo, è legata al tema dei maggiori costi che diversi Comuni, Imola compresa, avrebbero pagato in questi anni per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Atersir è l”agenzia pubblica regionale competente alla regolazione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Ad essa spetta dunque il compito di approvare il piano economico-finanziario che determina il costo pagato annualmente dal Comune ad Hera, la multiutility alla quale attualmente è in capo la gestione di entrambi i servizi. Tale costo viene poi recuperato dal Comune mediante la Tari, pagata da famiglie e imprese.

All”origine della querelle, ci sono gli scostamenti riscontrati negli anni 2013-2016 tra i piani finanziari approvati da Atersir e i rendiconti compilati da Hera (cioè il costo del servizio di raccolta e smaltimento) e trasmessi al Comune da Atersir, che sarebbero di quasi 1,5 milioni di euro, ovviamente pagati dai cittadini attraverso le bollette.

Sul tema si discute da tempo. E già la precedente Amministrazione nel 2017 aveva valutato l”ipotesi del ricorso al Tar per impugnare il piano economico di quell”anno, ma poi aveva deciso di soprassedere. Pure nell”anno in corso il commissario straordinario prefettizio, pur approvando la Tari 2018, aveva espresso riserva sul Pef 2018 nella delibera n. 34 del 29/3/2018, assunta con i poteri del consiglio comunale. Poi non aveva proceduto con un eventuale ricorso entro i termini di legge (18 maggio).

Da qui la decisione della Giunta imolese di intraprendere la strada del ricorso straordinario al Capo dello Stato, al fine di  «assumere tutte le misure necessarie a salvaguardia dei diritti della nostra comunità per assicurare la miglior tutela dell’interesse comunale e dei cittadini è uno degli elementi fondamentali sui quali si baserà sempre l’operatività di questa Amministrazione», nelle parole della sindaca Manuela Sangiorgi.

Diversamente da Imola, il vicino Comune di Castel Guelfo ha deciso di impugnare davanti al Tar dell”Emilia Romagna la delibera Atersir 2018. La motivazione, a suo tempo comunicata dal sindaco Cristina Carpeggiani, era l”assenza nel piano 2018 di qualsiasi traccia di compensazione o restituzione delle somme pagate in eccesso dal Comune negli anni dal 2013 al 2015 (in tutto circa 580.000 euro).

In effetti il tema della trasparenza delle scelte di Atersir è complicato e si sta trascinando da tempo, sin dal 2013, con varie contestazioni da parte dei Comuni, in particolare Castel Guelfo, Castel San Pietro e Imola. Il tema è diventato pregnante in particolare da quando l”imposta sui rifiuti è diventata tassa (Tari) e il cittadino non può pagare di più di quanto gli costa il servizio. Soprattutto se non c”è massima trasparenza sui criteri, ad esempio di eventuali perequazioni adottate. (r.c.)

Raccolta rifiuti, le mosse del Comune di Imola contro Atersir per riottenere i soldi pagati in più negli ultimi anni
Cronaca 16 Giugno 2018

Arriva la Tari, ma alcuni F24 hanno delle anomalie, Hera invia nuovi moduli corretti a 1.500 utenti

In questi giorni stanno arrivando come di consueto l’avviso di pagamento della prima rata della Tari, la tassa che copre i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, con scadenza al 30 giugno. Quest’anno, però, a seguito di alcune segnalazioni ci si è accorti che alcuni modelli F24 (i moduli da consegnare in banca o in posta per effettuare i pagamenti) presentano delle anomalie nella compilazione e non vengono accettati dagli sportelli.

Hera quindi sta provvedendo alla ristampa e a recapitare nuovamente entro il 27 giugno gli avvisi e gli F24 corretti, unitamente ad una lettera accompagnatoria che precisa il problema. In parallelo sta contattando gli utenti interessati anche tramite email o telefonata. Volendo i moduli F24 corretti sono stampabili anche dagli operatori degli sportelli clienti Hera che, così come gli operatori del call center, possono fornire supporto a coloro che preferissero compilare autonomamente degli F24 in bianco.

«Il calcolo e l’importo da pagare sono corretti» precisano dal Comune di Imola con una nota. In totale, sui circa 70.000 avvisi di pagamento Tari distribuiti nel circondario, il problema è presente in poco meno di 1.500, di cui circa 670 a Imola e il restante suddiviso tra gli altri nove comuni.  

Da notare che, ricadendo il 30 giugno nella giornata del sabato, il pagamento della Tari potrà essere effettuato anche il primo giorno lavorativo successivo, in questo caso il 2 luglio. 

La rata della Tari in questione contempla sia il periodo gennaio-aprile 2018 che il conguaglio sul 2017. Le rate vengono emesse da Hera come previsto dal regolamento comunale. Per il calcolo si tiene conto delle superfici dichiarate o accertate e della composizione del nucleo familiare risultante dai dati anagrafici forniti periodicamente dai Comuni. Dall’1 ottobre 2017 la legge prevede che l’incasso della Tari sia diretto nel conto di tesoreria del Comune, non è pertanto più consentito il servizio di pagamento con domiciliazione bancaria (l’unico metodo consentito è il modulo F24); per il 2018 la gestione del servizio di riscossione è stata affidata dal Comune ad Hera. 

Per informazioni Hera mette a disposizione un numero verde dedicato, 800999004, dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 e il sabato dalle ore 8 alle 18. In alternativa, ci si può rivolgere agli sportelli clienti di Hera sul territorio (l’elenco e gli orari di apertura sono consultabili sul sito www.gruppohera.it/sportelli).

Nella foto d”archivio la sede Hera di via Casalegno a Imola

Arriva la Tari, ma alcuni F24 hanno delle anomalie, Hera invia nuovi moduli corretti a 1.500 utenti

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