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Cronaca 27 Marzo 2020

E' partita sul nostro settimanale la rubrica «Un salto in edicola», la prima a presentarsi è Emilia e si trova a Imola

Da questa settimana «sabatosera» propone un viaggio a puntate alla scoperta delle edicole del territorio. L’obiettivo è far conoscere meglio ai nostri lettori come è cambiata nel tempo una attività che continua a essere essenziale per la comunità e che, per questo, non si ferma nemmeno in tempo di Coronavirus. Storie, aneddoti e proposte di chi, nonostante le difficoltà del settore, non smette di guardare al futuro. Oggi si chiama edicola Emilia, data la posizione al civico 285 dell’omonima via romana che taglia il centro storico di Imola.

Ma all’inizio della pluridecennale storia si chiamava edicola Morini, dal nome di Giovanna Morini che la gestiva insieme al marito Livio Geminiani, scomparso lo scorso anno. I coniugi avevano aperto un chiosco di giornali nella zona che fud i porta dei Servi, fra le vie Emilia, Zappi e de Amicis, prima di trasferire l’edicola nel locale indipendente che ne è attualmente sede. A gestire oggi l’edicola è Daniele Rossi, cinquant’anni compiuti a gennaio e una vita da ambulante nei mercati archiviata per il sogno dell’edicola realizzato nella primavera di tre anni fa.

«Sono sempre stato affascinato dall’edicola come luogo di incontro oltre che come negozio in sé – racconta -.E così ho voluto provare questa nuova esperienza, impegnativa ma anche molto soddisfacente. Ho aperto a marzo del 2017 e mi ci è voluto quasi un anno per rendere l’edicola esattamente come la volevo in termini di fornitura e servizi, ma se oggi è un luogo accogliente, utile e interessante per la clientela è merito mio e della mia famiglia che mi sostiene e all’occorrenza aiuta per qualche ora al mese: mia moglie Paola, mia figlia Giada e mio nipote Matteo». (mi.mo.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 26 marzo

Nella foto Daniele Rossi dell”edicola Emilia di Imola

E' partita sul nostro settimanale la rubrica «Un salto in edicola», la prima a presentarsi è Emilia e si trova a Imola
Cronaca 4 Gennaio 2020

Ozzano vivrà una domenica da protagonista a Fico grazie alla rassegna Comuni in Festa

Domenica 5 gennaio 2020 Ozzano Emilia protagonista a Fico, il parco del cibo più grande del mondo che si trova a Bologna. Il Comune e la Proloco, affiancati da alcune aziende del territorio, parteciperanno infatti alla rassegna «Comuni in Festa», promossa da Fico con l”obiettivo di raccontare le tradizioni culturali e culinarie di tutti i Comuni italiani. Per l”intera giornata Ozzano si presenterà al pubblico attraverso l”allestimento di un”area espositiva nella quale si svolgeranno degustazioni, presentazioni delle tipicità enogastronomiche e del sistema di accoglienza turistica e uno spazio per i cooking show, dove saranno protagonisti ricette e tipicità locali: il cardo ozzanese (Azienda Gualandi), gli «imbutini» (Arte della Pasta) e i lieviti e preparati per dolci (Ar.pa).

Nell”occasione sarà inoltre presentato in anteprima assoluta il nuovo brick Eco-Logiko “plastic free” brevettato dall”azienda ozzanese “Arti grafiche Reggiani”. A far conoscere il territorio, inserito nel Parco regionale “Ente Emilia orientale” (che sarà presente a Fico), contribuiranno anche diversi produttori locali che offriranno i loro prodotti in degustazione, dai vini pluripremiati della Palazzona di Maggio al miele e derivati dell”Apicoltura Palazzo Bianchetti agli insaccati della Bottega Laboratorio La Palazzina di Ciagnano. Infine, dal 5 gennaio al 5 marzo 2020 per gli ozzanesi che visiteranno Fico è prevista in omaggio la “Carta privilegio”, che dà diritto al 10% di sconto per un anno su tutti i prodotti acquistabili all’interno del Parco del cibo. (r.cr.)

Nella foto tratta dal sito del Comune di Ozzano l”area espositiva dei Comuni in Festa a Fico

Ozzano vivrà una domenica da protagonista a Fico grazie alla rassegna Comuni in Festa
Cronaca 7 Dicembre 2019

La Rocca di Dozza è entrata a far parte del Circuito dei Castelli dell'Emilia Romagna

Ora anche Dozza fa parte del «Circuito dei Castelli dell’Emilia Romagna», il progetto di promozione turistica realizzato dall’Apt Servizi in collaborazione con l’Ibacn (Istituto per i beni artistici culturali e naturali) regionale e l’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, con l’obiettivo di mettere in rete i castelli della regione e creare un nuovo prodotto di promozione turistica trasversale al territorio emiliano-romagnolo. «L”affascinante Rocca di Dozza si trova sulle colline tra Imola e Bologna. Cucina storica, prigioni, sala delle torture, camere da letto, torri e un”enoteca nei sotterranei con prodotti tipici della zona, rendono la Rocca unica nel suo genere. Immersa in un borgo con i muri dipinti ci si ritrova in un museo a cielo aperto in cui arte e storia convivono in un”atmosfera da lasciare senza fiato», recita la sezione apposita del sito castelliemiliaromagna.it. 

«La realizzazione del portale dei Castelli dell’Emilia Romagna parte dall’ottimo successo riscontrato soprattutto con i tour operator e i visitatori esteri – dichiara in proposito il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi – L’Apt ha considerato Dozza degna di entrare in questo circuito e di conseguenza nella promozione anche internazionale di questa rete. Per noi questa è una ulteriore e importante opportunità di promozione che va ad aggiungersi a quelle già avviate. Le prospettive sono ottime, anche tenendo conto che ad oggi nel territorio della Città metropolitana di Bologna sono presenti la Rocchetta Mattei e la Rocca di Dozza, a dimostrazione che si tratta di una rete di qualità. Vogliamo ringraziare Apt per aver inserito il nostro borgo e  per questa ottima possibilità che ci è stata data».

Intanto, ieri (venerdì 6 dicembre) è stato inaugurato un importante intervento di riqualificazione della Rocca, ovvero i lavori di restauro della loggia collocata al piano terra della stessa, dove sono presenti gli “strappi” dei murales realizzati dai maestri Saetti e Purificato. Insieme a questo intervento, è stato inaugurato anche il nuovo bookshop del museo. Entrambe le novità rappresentano il proseguimento, conclude il sindaco, «del percorso avviato da anni dalla nostra amministrazione comunale. Vogliamo ringraziare la Fondazione Dozza Città d”Arte per tutte queste iniziative che contribuiscono ad aumentare l’attrattività del nostro borgo». (mi.ta.)

Nella foto un momento dell”inaugurazione di ieri alla Rocca di Dozza

La Rocca di Dozza è entrata a far parte del Circuito dei Castelli dell'Emilia Romagna
Cronaca 6 Dicembre 2019

Imola andrà in onda su Rai3 grazie alle telecamere di Bellitalia, la rubrica dedicata ai beni culturali

E’ tornata ad Imola la troupe di Bellitalia, la rubrica dedicata ai beni culturali che va in onda ogni sabato alle 11 su Rai3, coordinata da Marco Hagge il celebre giornalista che si occupa appunto di storia, cultura e paesaggio. Nelle scorse settimane, ispirato dall’anniversario della morte di Leonardo da Vinci e dal fatto che il genio vinciano soggiornò nella nostra città nel 1502 (quando era ingegnere ed architetto al servizio di Cesare Borgia con il compito principale di esaminare le fortezze del Ducato di Romagna), Hagge ha percorso Imola in lungo e in largo accompagnato da Franco Capra, presidente dell’associazione turistica Pro Loco.

Con un drone e una steadycam si è interessato particolarmente alla rocca sforzesca, dove, confrontandosi con Loreno Confortini, disegnatore della rivista Bell’Italia, ha parlato di piante e rilievi (come la mappa della città di Imola conservata a Windsor), a piazza Matteotti, voluta dai Riario Sforza, e al palazzo comunale, i cui preziosi interni settecenteschi parlano di gonfalonieri e cardinali, al museo diocesano,oggi uno dei migliori d’Italia per gli oggetti conservati e per le continue proposte di mostre ed eventi di grande interesse.La visita si è poi conclusa alla porta del Piolo (port’Appia), di cui Leonardo disegnò le migliorie per adeguarla alle nuove tecniche di guerra, dove, con Fabrizia Fiumi, console del Touring Club Italiano  coordinatrice del Club territoriale, ha raccontato una cena ispirata a Leonardo. La trasmissione dedicata ad Imola andrà in onda sabato 7 dicembre, alle ore 11, su Rai 3. (r.cr.)

Imola andrà in onda su Rai3 grazie alle telecamere di Bellitalia, la rubrica dedicata ai beni culturali
Cronaca 9 Settembre 2019

L'ex assessore Raffini sullo sviluppo del territorio: «No consumo suolo zero a priori, ma valutare caso per caso»

Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto in redazione una lettera in cui si esponeva il caso di un grande gruppo italiano intenzionato a costruire un nuovo stabilimento a Imola, creando così decine di posti di lavoro, e che si è visto bocciare il progetto dall’Amministrazione comunale in virtù del principio del consumo di suolo zero. «Il sindaco di Castel San Pietro, molto acuto – puntualizza la lettera – ha preso la palla al balzo e, udite udite, ha invitato l’azienda a costruire a Poggio. Terribile perdita per Imola». Dopo aver appurato che quanto sostenuto dal nostro lettore corrisponde al vero (ma i diretti interessati preferiscono non intervenire in merito), ci siamo trovati ancora una volta di fronte alla questione dell’effettiva attrattività del territorio imolese per le imprese che intendono insediarsi o ampliarsi qui.

Proprio per cercare di arginare il problema, l’ex assessore allo Sviluppo economico Pierangelo Raffini nel maggio 2016 aveva dato avvio al progetto Manufacturing zone restart, che metteva in campo una serie di facilitazioni per gli investitori. In questo modo una decina di imprese hanno scelto di puntare su Imola: Teapak, Medi-Care Solutions e Label-Aire, per citare le principali. Abbiamo incontrato Raffini, che oggi si occupa di sviluppo del business per la società di innovazione tecnologica Antreem, nella torre direzionale verde-nera Top code,da cui con lo sguardo si abbraccia tutta la zona industriale imolese.

Raffini, è possibile conciliare lo sviluppo economico-produttivo di un territorio con il principio del consumo zero di suolo?
«A mio parere, non bisogna basarsi sul preconcetto del consumo di suolo zero. Imola è già di per sé una città molto verde. Un conto è chiedere di utilizzare 20 mila metri quadri di terreno per farci un piazzale dove parcheggiare dei camion. In questo caso anch’io sono contrario, perché un investimento di questo tipo non porta sviluppo economico, ma solo svantaggi dal punto di vista ambientale. Quando però ci sono imprese che vogliono espandersi, a fronte di un piano industriale che prevede l’assunzione di decine di persone, bisogna essere realisti. Occorre valutare caso per caso. In un momento come questo, non ci si può permettere il lusso di dire dei no a priori. Io sono il primo a non volere consumo di suolo; da assessore avevo anche la delega all’Agricoltura, vengo da quel mondo, è importante che una parte del territorio rimanga agricola, ma in queste situazioni bisognerebbe usare il bilancino. “Cum grano salis”, come dicevano gli antichi. Magari si possono siglare degli accordi “do ut des”, che impegnino l’azienda a rendere verde un’altra zona».

L’utilità del progetto Manufacturing zone è stata riconosciuta anche dall’attuale Amministrazione, che ha scelto di mantenerlo, nonostante la tendenza a dare un taglio netto a tutto quanto fatto dai predecessori…
«Con l’attuale assessore Patrik Cavina il confronto è stato sempre onesto. Non voglio dare consigli a chi oggi amministra, non voglio fare il solone né insegnare agli altri. Racconto solo la mia visione personale,frutto della mia esperienzadi impresa». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 5 settembre

Nella foto l”assessore della Giunta Manca allo Sviluppo del territorio Pierangelo Raffini

L'ex assessore Raffini sullo sviluppo del territorio: «No consumo suolo zero a priori, ma valutare caso per caso»
Cultura e Spettacoli 6 Settembre 2019

Tre giorni di musica, visite guidate, sport e gastronomia a Mercatale di Ozzano Emilia per la Fiera di San Simone

Da oggi venerdì 6 settembre a domenica 8 nell”area verde di Mercatale (via del Partigiano 3), nel comune di Ozzano Emilia, si svolge la 26a edizione della Fiera di San Simone. Tra i tanti eventi segnaliamo: domani, sabato 7 settembre, alle 15.30 partenza della Camminata dei Bersaglieri per non dimenticare il 2 agosto 1980 (info e iscrizioni al 348/3109680); alle 16 torneo di basket; alle 18 apertura dello stand gastronomico, sfilata per le vie del paese del Gruppo Orchestrale dell’Associazione Gruppo musicale Ozzano dell”Emilia e, a seguire, concerto diretto da Marco Dall’Aglio presso l”area verde del Circolo Anspi; a seguire ancora musica dal vivo con Morena, voce e chitarra.

Domenica 8 settembre alle 9.30 visita guidata alla scoperta della storia geologica del nostro territorio (percorso Calanchi) e alle 16 visita guidata alla scoperta della storia geologica del nostro territorio (percorso Fiume); dalle 18 apertura dello stand gastronomico e «Music in the Valley», esibizione live di gruppi del territorio; durante la fiera mostra sulla storia geologica della Valle dell”Idice e dei Calanchi del nostro territorio con esposizione di reperti fossili. (r.c.)

Nella foto un”immagine d”archivio tratta dal sito del Comune di Ozzano

Tre giorni di musica, visite guidate, sport e gastronomia a Mercatale di Ozzano Emilia per la Fiera di San Simone
Cronaca 5 Settembre 2019

A Castel San Pietro cresciute le aziende e l'occupazione. E ora il sindaco Tinti punta su commercio e turismo

Nel corso del precedente mandato amministrativo del sindaco Fausto Tinti, riconfermato a maggio di quest’anno alla guida della città del Sillaro, diverse aziende si sono insediate o sviluppate in quel territorio comunale. Si tratta, ad esempio, della Robopac del gruppo Aetna, leader nel settore delle macchine per il packaging, che ha riutilizzato lo stabilimento prospiciente l’autostrada in passato occupato dalla Malaguti. Ma anche del maxi-accordo urbanistico firmato con Crif-Palazzo di Varignana, società al tempo stesso leader nell’informatica e con interessi nel settore alberghiero, onde favorirne lo sviluppo nell’area collinare e la realizzazione di un auditorium a Osteria Grande ove svolgere attività formative e meeting per i dipendenti e clienti provenienti da tutto il mondo.

Una capacità di attrarre investimenti e investitori certo non dovuta ad una formula magica, bensì ad una ricetta collaudata che ora il sindaco di Castel San Pietro intende replicare anche per lo sviluppo dei settori commercio e turismo. «Su mia proposta – spiega Tinti – la Giunta comunale ha deciso di istituire un nuovo servizio di sviluppo economico e promozione del territorio,con un dirigente dedicato e personale preparato, allo scopo di assistere e supportare le imprese che hanno un progetto di insediamento o sviluppo». Fra i motivi che possono attrarre (e far rimanere) un’azienda in un territorio, oltre a fattori come posizione o disponibilità di servizi, vi sono la capacità di offrire soluzioni su misura, nonché snellezza e certezza dei tempi delle procedure insediative. 

«E’ quel che stiamo cercando di fare con questo nuovo servizio – tiene a sottolineare Tinti -, che punta a facilitare il dialogo tra Amministrazionee impresa, onde garantire tempi rapidi e certi di risposta per il rilascio di titoli edilizi e autorizzazioni ambientali di competenza comunale, lavorando in collaborazione con gli uffici tecnici che conoscono le disponibilità del territorioper individuare le opportunità insediative da proporre a possibili investitori. Ovviamente, muovendosi all’interno degli strumenti normativi previsti». (mi.mo.)

A Castel San Pietro cresciute le aziende e l'occupazione. E ora il sindaco Tinti punta su commercio e turismo
Cronaca 27 Agosto 2019

Tanti progetti imolesi in cima alle graduatorie nel Programma annuale delle attività turistiche della Città metropolitana

Dagli eventi enogastronomici come il Baccanale e gli “Slow tour” alla biennale di illustrazione Fantastika, dai percorsi naturalistici di Geovagando a quelli riservati a cicloturisti e cicloamatori, alla Notte celeste e alla Fitness Valley. Nel Programma annuale delle attività turistiche anno 2020 della Destinazione turistica “Bologna Metropolitana”, approvato con la delibera del Consiglio metropolitano n. 42 del 24 luglio 2019, sono tanti i progetti presentati dagli enti del circondario imolese valutati in “fascia alta”, che dà diritto alla quota più alta di co-finanziamento. Il filone più interessante per il territorio è il secondo, che comprende le azioni di promo-commercializzazione messe in campo dalle pubbliche amministrazioni e da altri operatori pubblici, comprese le società d’area come If Imola Faenza Tourism Company.

Per la precisione, sono stati inseriti in “fascia alta”: il Baccanale presentato dal Comune di Imola; gli “Slow Tours”, eventi di cultura enogastronomica che hanno come capofila il Comune di Castel San Pietro Terme, insieme a quelli di Medicina e Mordano; l’edizione 2020 di Fantastika, che vede capofila il Comune di Dozza insieme a Castel Guelfo, Mordano e Medicina; “Geovagando”, il progetto che porta alla scoperta dei geositi più belli della Vena del Gesso (capofila il Comune di Castel del Rio con Casalfiumanese, Fontanelice e Borgo Tossignano); “Enjoy Routes”, percorsi esperienziali per gustare il territorio che riguardano tutto il territorio del circondario imolese e sono presentati da If; “Notte celeste 2020”, proposta di cultura, benessere e divertimento in cui il Comune di Castel San Pietro è capofila con l’ausilio di Monterenzio e Alto Reno Terme. Un altro progetto, quello della “Fitness Valley” (valle del Sillaro) è inserito in “fascia media” ed è stato presentato dall’Associazione Fitness Valley. 

Soddisfatto per le graduatorie il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, che è anche delegato al Turismo nella Conferenza dei sindaci del Nuovo Circondario imolese. «I risultati ottenuti dai progetti circondariali sono molto soddisfacenti: sono state riconosciute e premiate la professionalità e la qualità delle proposte – sottolinea Albertazzi -. Si tratta di un buon punto di partenza dal quale la politica locale dovrà partire per mettere a sistema le attrattive e le potenzialità su cui possiamo contare. La valorizzazione e la promozione delle attività turistico-culturali producono una ricaduta economica tangibile per tutto il territorio. A questo proposito voglio ricordare i recenti dati prodotti da If secondo i quali le ricadute economiche generate dalle attività turistiche nel solo 2018 sono quantificabili in 29 milioni di euro per il solo territorio Imolese».

«Abbiamo raggiunto un risultato importante, frutto della collaborazione con le Amministrazioni e con gli organizzatori dei principali eventi – dichiara a sua volta il direttore di If Imola Faenza, Erik Lanzoni -. Il ruolo di If, in particolare, è stato quello di valorizzare al meglio i principali progetti turistici già espressi dai territori valorizzando gli elementi identitari forti, integrando e diversificando prodotti turistici e servizi inerenti a settori economici diversi, in particolare agricoltura ed artigiano. Inoltre è stata prestata particolare attenzione all”inserimento nei diversi progetti del turismo culturale e sportivo (che il bando premiava in modo particolare), in quanto la Destinazione turistica Bologna tra le linee dei nuovi prodotti turistici da avviare, oltre al turismo culturale, darà sempre più importanza ai temi “Sport” e “Natura e Benessere”. A tal proposito segnaliamo che il 2020 sarà l”anno di Giuseppe Scarabelli (ricorrono i 200 anni dalla nascita), un’occasione per lanciare il geo-turismo, partendo dai Musei Civici di Imola, dal Parco delle Acque Minerali fino alla valorizzazione dei Geositi della Valle del Santerno e del Sillaro, che è il contenuto del progetto “Geovagando”». (r.cr.)

Nelle foto: un”immagine del Baccanale 2018 e la Riva dei Cavalli a Fontanelice

Tanti progetti imolesi in cima alle graduatorie nel Programma annuale delle attività turistiche della Città metropolitana
Cronaca 26 Agosto 2019

Installata la wi-fi gratuita negli uffici postali e nuove cassette per le lettere nei piccoli comuni del circondario imolese

Wi-fi gratuito negli uffici postali di sei comuni, mentre in quattro paesi è stato fatto il restyling delle cassette rosse. Così nel circondario imolese è stato realizzato, tra gennaio e luglio, il programma dei “dieci impegni” che Poste Italiane ha riservato ai Comuni italiani sotto i 5.000 abitanti e che era stato presentato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante all’incontro con i “Sindaci d’Italia” avvenuto nel novembre 2018 a Roma.

Nel dettaglio, nei primi sette mesi del 2019 Poste Italiane ha installato il wi-fi gratuito nei comuni o frazioni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Mordano e Fontanelice, mentre l’intervento sulle cassette rosse ha interessato Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo e Mordano. Il programma è tuttora in corso e prevede altri interventi per i prossimi mesi, con l’obiettivo, così sottolinea la nota dell’azienda, di definire «l’avvio di un nuovo dialogo e di un confronto aperto che avvicina ancora di più Poste Italiane ai territori e alle comunità locali».

Poste Italiane, azienda nata 157 anni fa, ha una rete di 13.000 uffici postali, per un totale di 134 mila dipendenti in tutta Italia. Per quanto riguarda le attività finanziarie, il giro è di 514 miliardi, con 35 milioni di clienti. Tra gli impegni presi nei confronti dei comuni sotto i 5.000 abitanti c”è anche quello di non chiudere nessun ufficio postale, al fine di sostenere, conclude l”azienda, «la crescita e lo sviluppo dei territori, in accordo con enti e pubbliche amministrazioni locali». (r.cr.) 

Nella foto un momento della presentazione del programma per i Piccoli Comuni avvenuta nel novembre 2018 a Roma

Installata la wi-fi gratuita negli uffici postali e nuove cassette per le lettere nei piccoli comuni del circondario imolese
Cultura e Spettacoli 23 Luglio 2019

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina

Nella Medicina che fu, oltre un secolo fa, si potevano riconoscere sei quartieri: Migina, l’Usarvènza, al Starlèn, al Chè Lunghi, al Zug Balan e al Baurg, il borgo inferiore o Borgo Paglia. Quest’ultimo era il luogo dei diseredati, operai agricoli e lavoratori poveri, gente «da basto e da galera». I più sfortunati vivevano nei pressi del bucistronzi, l’area un po’ appartata all’aria aperta dove ci si recava per le esigenze fisiologiche, non essendoci servizi igienici nelle case. L’edificio più rappresentativo della zona era il macello vecchio: una bella e imponente costruzione risalente al 1844, progettato dall’ingegnere Angelo Emiliani, che si mostrava in tutta la sua bellezza a chi percorreva la San Vitale da Ravenna verso Bologna, allora poco più di una strada bianca.

Il vecchio macello era soprannominato dai residenti il Norge, molto probabilmente per le dimensioni, mutuate dal dirigibile utilizzato da Umberto Nobile per la trasvolata sul Polo Nord (nel 1928 al seguito aveva proprio un medicinese, il telegrafista Giuseppe Biagi). Al Baurg assunse dignità di borgata vera e propria quando fu costruito, tra il 1910 e il 1911 il caseggiato popolare delle «casenuove», al Ché Novi, anche il macello vecchio fu destinato a edilizia popolare, dopo la costruzione fuori città nel 1925 del macello nuovo. Le «case nuove» erano un grande casamento a forma di ferro di cavallo che nascondeva alla vista il Norge. Il Comune vi alloggiò diverse famiglie bisognose che vivevano in tuguri malsani e vari sfrattati di Portonovo; in tutto 36 nuclei che,indipendentemente dal numerodei componenti, avevano a disposizione solo una camera e una cucina, i servizi igienici (quattro gabinetti e due lavanderie) erano in comune al centro del cortile. Attorno alla “piazatta”, oggi piazza Cuppini, botteghe, l’osteria, la chiesa, tutto quello di cui una piccola città nella città poteva avere bisogno.

Nella foto: il macello vecchio e il “Baurg” visto dalla San Vitale in un”antica cartolina

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina

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