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Cultura e Spettacoli 23 Luglio 2019

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina

Nella Medicina che fu, oltre un secolo fa, si potevano riconoscere sei quartieri: Migina, l’Usarvènza, al Starlèn, al Chè Lunghi, al Zug Balan e al Baurg, il borgo inferiore o Borgo Paglia. Quest’ultimo era il luogo dei diseredati, operai agricoli e lavoratori poveri, gente «da basto e da galera». I più sfortunati vivevano nei pressi del bucistronzi, l’area un po’ appartata all’aria aperta dove ci si recava per le esigenze fisiologiche, non essendoci servizi igienici nelle case. L’edificio più rappresentativo della zona era il macello vecchio: una bella e imponente costruzione risalente al 1844, progettato dall’ingegnere Angelo Emiliani, che si mostrava in tutta la sua bellezza a chi percorreva la San Vitale da Ravenna verso Bologna, allora poco più di una strada bianca.

Il vecchio macello era soprannominato dai residenti il Norge, molto probabilmente per le dimensioni, mutuate dal dirigibile utilizzato da Umberto Nobile per la trasvolata sul Polo Nord (nel 1928 al seguito aveva proprio un medicinese, il telegrafista Giuseppe Biagi). Al Baurg assunse dignità di borgata vera e propria quando fu costruito, tra il 1910 e il 1911 il caseggiato popolare delle «casenuove», al Ché Novi, anche il macello vecchio fu destinato a edilizia popolare, dopo la costruzione fuori città nel 1925 del macello nuovo. Le «case nuove» erano un grande casamento a forma di ferro di cavallo che nascondeva alla vista il Norge. Il Comune vi alloggiò diverse famiglie bisognose che vivevano in tuguri malsani e vari sfrattati di Portonovo; in tutto 36 nuclei che,indipendentemente dal numerodei componenti, avevano a disposizione solo una camera e una cucina, i servizi igienici (quattro gabinetti e due lavanderie) erano in comune al centro del cortile. Attorno alla “piazatta”, oggi piazza Cuppini, botteghe, l’osteria, la chiesa, tutto quello di cui una piccola città nella città poteva avere bisogno.

Nella foto: il macello vecchio e il “Baurg” visto dalla San Vitale in un”antica cartolina

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina
Cronaca 23 Luglio 2019

Una quarantina di cittadini di Medicina hanno partecipato al percorso “Borgo Paglia in comune'

Il primo giorno, a fine giugno, hanno camminato in lungo e in largo insieme ai tecnici, sfidando il caldo, per indicare gli elementi che ritenevano positivi e negativi, poi martedì 16 luglio hanno lavorato insieme ai progettisti sulle diverse aree cercando di definire insieme quali elementi dello studio di fattibilità vanno modificati o integrati. In tutto sono una quarantina i medicinesi, principalmente abitanti della zona del vecchio Borgo Paglia, anziani e giovani, un quadrilatero oggi racchiuso tra le vie Fava, Mazzini, Corridoni, Melega, che hanno partecipato al percorso partecipato «Borgo Paglia in comune». Uno dei laboratori organizzati dal Comune con il supporto di Kiez Agency, nell’ambito del più ampio progetto denominato «Lungo il canale di Medicina: rigenerazione urbana, ambientale e sociale».

Il Comune ha ottenuto dalla Regione un finanziamento di circa 1 milione per questo progetto che punta, per stralci, alla riqualificazione complessiva degli spazi pubblici posti lungo il tratto urbano del Canale, a partire, per l’appunto, dal borgo inferiore. L’obiettivo è migliorare in generale sia la qualità dal punto di vista ambientale e microclimatico, creando più zone d’ombra e sostituendo l’asfalto con materiali più permeabili, sia dal punto di vista relazionale, capendo come vengono utilizzati gli spazi oggi e come potranno esserlo in futuro. E nell’occasione cercare di risolvere alcune criticità complesse, eredità delle stratificazioni urbanistiche, come alcuni punti facili agli allagamenti in caso di forti acquazzoni. Proprio il processo di partecipazione ha permesso al Comune di ottenere il sostanzioso finanziamento.

Un progetto voluto fortemente dal sindaco Matteo Montanari,che l’ha avviato durante il mandato precedente quando era assessore della Giunta Rambaldi e ha partecipato anche al primo laboratorio su Borgo Paglia. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 luglio

Una quarantina di cittadini di Medicina hanno partecipato al percorso “Borgo Paglia in comune'
Cronaca 4 Luglio 2019

Lo staff di Apple Maps in giro per Imola per aggiornare mappe e immagini della “città virtuale'

Alzi la mano chi non ha mai cercato indicazioni su internet servendosi delle mappe satellitari con le quali si può esplorare virtualmente tutto il pianeta, corredata di migliaia di immagini dall”alto e da terra che consentono di raggiungere tramite pc o smartphone praticamente ogni angolo del globo terrestre.  

Nessuna sorpresa, dunque, per l”apparizione a Imola in questi giorni di un”auto di Apple Maps, considerato che in queste settimane si sono moltiplicati gli avvistamenti in giro per l”Italia. E” in atto infatti un lavoro di mappatura particolarmente intenso da parte del colosso americano per fornire i propri utenti di funzioni simili a quelle già presenti in Google Maps attraverso la Street View, con immagini rifinite al dettaglio e tridimensionali.

Un lavoro che richiede un continuo aggiornamento (come insegna l”esperienza di Google, che coinvolge anche gli stessi utenti), dal momento che il territorio è in continua trasformazione e basta qualche lavoro di manutenzione o di rifacimento di una strada o di un edificio per rendere vecchie e superate le immagini precedenti. (r.cr.)

Nella foto l”auto di Apple Maps  oggi all”opera in viale Nardozzi

Lo staff di Apple Maps in giro per Imola per aggiornare mappe e immagini della “città virtuale'
Cronaca 2 Luglio 2019

Il Cer nel prossimo triennio durante l'inverno prenderà acqua anche dal Canale dei Molini

Lavori in vista per il Cer, il Canale emiliano romagnolo che attinge acqua dal Po, sollevandola per poco meno di una ventina di metri mediante pompe alimentate ad energia elettrica, per convogliarla nelle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. In pratica, un fiume artificiale lungo 135 chilometri. Il tratto che attraversa anche il circondario imolese, tra Villa Fontana e Bubano, contribuisce a soddisfare il fabbisogno irriguo delle attività agricole, ma anche ad alimentare i bacini presenti nella frazione mordanese, riserva idrica strategica per il nostro territorio, sia per usi industriali che civili.

Nel prossimo triennio sono previsti importanti interventi di manutenzione, durante i quali il Cer sospenderà l’approvvigionamento dal Po nel periodo invernale, da novembre a febbraio compresi. In vista di ciò, proprio nei giorni scorsi, l’ente gestore del Cer ha sottoscritto un accordo di approvvigionamento dal canale dei Molini. Che non ha esattamente la stessa portata del Po. Perché questa scelta e quali ripercussioni si avranno sul nostro territorio? Abbiamo chiesto chiarimenti a Marco Menetti, direttore tecnico del Consorzio di bonifica di secondo grado che gestisce il Cer.

«Il Canale emiliano romagnolo – ci spiega – era nato come adduttore idrico per funzionare quattro mesi in estate e restare fermo per i restanti otto mesi dell’anno, durante i quali venivano svolti lavori di manutenzione. Negli ultimi trent’anni, però, la situazione si è ribaltata e il tempo per la manutenzione si è ridotto progressivamente a quattro mesi, da novembre a febbraio. Non senza problemi, perché durante la siccità dello scorso inverno, ad esempio, gli agricoltori avevano necessità di irrigare anche a febbraio. Oltre alla riduzione dei tempi manutentivi, far funzionare le nostre macchine anche in inverno, per garantire portate minimali, avrebbe costi notevoli. Nei prossimi tre anni, dal 2020 in poi, effettueremo lavori di manutenzione straordinaria alle lastre di rivestimento del canale nel suo tratto iniziale più datato, dal cosiddetto “Cavo napoleonico” che collega il Po al Reno risalente al 1810, ma la cui infrastruttura attuale è degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, all’impianto Crevenzosa, in comune di Galliera (Bologna). Allora il calcestruzzo era gettato in opera e non prefabbricato in stabilimento. Le lastre sono essenziali per mantenere le portate d’acqua di progetto, che nell’imolese, ad esempio, nel periodo estivo sono pari a circa 35 – 40 metri cubi al secondo».

«I lavori della loro manutenzione straordinaria – prosegue Menetti – vanno effettuati nel periodo invernale, quando le necessità di acqua si riducono drasticamente, a circa 1 metro cubo al secondo. In inverno, in teoria dall”1 novembre al 28 febbraio, per le piccole esigenze irrigue marginali utilizziamo di solito l’acqua raccolta nel Cer, usato come bacino. In vista di questi lavori, però, abbiamo cercato anche una fonte alternativa al Po, cosa mai fatta in precedenza, ovvero il Santerno attraverso il canale dei Molini, ma stiamo pensando anche all’eventualità di utilizzare l’acqua del Senio. Non è detto che sia necessario e che utilizzeremo effettivamente questa acqua. Se pioverà, potrebbero bastare le normali riserve. Ma sono alternative che non ci sentiamo di non considerare». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 27 giugno

Nella foto il Canale emiliano romagnolo nell”imolese

Il Cer nel prossimo triennio durante l'inverno prenderà acqua anche dal Canale dei Molini
Economia 22 Giugno 2019

A Casalfiumanese incontro su varietà e valorizzazione dell'albicocca tra gli eventi della Sagra dedicata al frutto

In occasione della 49ª edizione della mostra e Sagra dell’albicocca di Casalfiumanese è in programma domani, domenica 23 giugno, alle 10, nel teatro comunale di via II Giugno 2, una giornata di approfondimento che ha come protagonista questo prodotto di assoluto rilievo e qualità del territorio.

L’amministrazione comunale, a fronte delle pesanti difficoltà vissute dai produttori agricoli in relazione alle avverse condizioni di mercato riscontrate anche negli anni scorsi, in collaborazione con il Centro ricerche produzioni vegetali (Crpv) di Cesena e il Nuovo circondario imolese, promuove un incontro tecnico sul tema: “Varietà e valorizzazione dell’albicocca”. Interverranno i produttori locali, le associazioni di categoria ed esperti del Crpv di Cesena; contestualmente sarà allestita la mostra pomologica, dove saranno esposti, sempre a cura del Crpv, i campioni delle nuove varietà di albicocche.

L”edizione 2019 della Sagra dell”albicocca, che accompagna quella del tortello, è prevista dal 22 al 24 giugno e dal 29 giugno al 1° luglio. (r.cr.)

A Casalfiumanese incontro su varietà e valorizzazione dell'albicocca tra gli eventi della Sagra dedicata al frutto
Cronaca 17 Giugno 2019

Il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti: «Dubbi se continuare con la polizia municipale associata a Imola»

Castel San Pietro l’1 gennaio 2020 dovrà trasferire il personale al Corpo unico come hanno fatto gli altri Comuni del circondario. Al momento sono stati solo comandati un agente e il comandante Stefano Bolognesi.

La competenza sulla municipale sul Sillaro è da sempre argomento sensibile, e il sindaco Fausto Tinti non nasconde di avere più di un ripensamento: «Vedo il comandante Talenti che se ne va, una voglia di separare tutto e una mancanza di impegno da parte di Imola che mi preoccupa, forse, fin che posso, meglio che riprendiamo “in casa” il nostro personale» dice.

«In strada l’attività degli uomini è migliorata notevolmente in questi mesi – prosegue il sindaco – ma quanto su tutto ciò abbia inciso la gestione associata con Imola ho dei dubbi, per quanto ci riguarda notiamo invece dei rallentamenti nella manutenzione dei mezzi e neppure mezzo vigile in più rispetto a prima. Noi non siamo contro le gestioni associate ma se non ci sono più le condizioni politiche istituzionali e in più una bassa efficacia ed efficienza… Vedremo, ma stiamo facendo una seria valutazione». (l.a.)

Il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti: «Dubbi se continuare con la polizia municipale associata a Imola»
Cronaca 11 Giugno 2019

Percorsi e servizi per sviluppare il cicloturismo: If Imola Faenza presenta il progetto “If Cycling Road & Gravel'

Un territorio a misura di bicicletta: l”area di Imola e Faenza, comprendente le vallate del Santerno, del Senio, del Sillaro e del Lamone, si presta particolarmente allo sviluppo del cicloturismo, per questo If Imola Faenza, la società di promo-commercializzazione turistica del territorio, sta portando avanti molte iniziative per potenziare questo settore. 

Oggi a Faenza, nella sede del Museo internazionale delle Ceramiche, è stato a tal fine presentato il progetto “IF Cycling Road & Gravel Bike”, che comprende diverse azioni proprio per far crescere il settore del cicloturismo che in Europa, secondo i dati forniti dal direttore di If, Erik Lanzoni, crea un indotto da 44 miliardi di euro, con 2 milioni di viaggi e 20 milioni di presenze, mentre in Italia si ferma a, 3,3 miliardi, con un 64% dato dai turisti stranieri. «Per questo stiamo lavorando per mettere a punto una serie di strumenti e servizi per chi viene a visitare il territorio in bicicletta – sottolinea Lanzoni – e nella seconda fase ci concentreremo sugli educational tour e press tour dedicati agli operatori turistici specializzati».

Tra gli strumenti presentati, c”è in particolare una brochure che propone undici percorsi dedicati ai cicloturisti, incentrati su altrettanti filoni tematici, contraddistinti da un hashtag: #legend, #spa, #nature, #taste e #art. Oltre alla piantina che individua i percorsi sul territorio, ogni itinerario è corredato di proposte di sosta sul territorio di Imola e Faenza in linea con il tema dell’itinerario stesso: dall”autodromo e dal circuito dei Tre Monti teatro della vittoria mondiale di Vittorio Adorni nel 1968 per il tema #legend agli stabilimenti termali per quello #spa, dal parco della Vena del Gesso per la natura a tutte le possibili suggestioni legate al gusto e all”arte, a cominciare dal borgo di Dozza.

Altre azioni portate avanti da If sul tema sono le uscite programmate sulle riviste specializzate del settore (Cicloturismo, Bicisport e Mtb Magazine), il ciclobrevetto “Romagna4Bike”, un percorso ad anello da percorrere in più giornate, il materiale scaricabile sul web e condiviso sui social, la app Geo-If. Un territorio, insomma, sempre più attrezzato per accogliere i turisti su due ruote, con servizi, strutture d”accoglienza, informazioni. «Abbiamo un territorio interessante, con strade ideali per la bici – conclude Davide Cassani, presente a Faenza in qualità di presidente di Apt Servizi Emilia Romagna, oltre che commissario tecnico della Nazionale di ciclismo su strada -. Il cicloturismo sta crescendo perché è uno sport particolare, unico. Con la bicicletta si può correre, passeggiare, fare gran fondo, la bici permette di vedere tante cose che girando in auto non si riescono a vedere, scoprendo luoghi unici. Il nostro territorio ha tutto: le strade, i luoghi di visitare, gli scenari, i servizi. E la bicicletta ha un altro pregio: si può praticare a tutte le età». (r.cr.)

Nelle foto: in alto Davide Cassani, in basso Erik Lanzoni e la mappa dei percorsi del territorio

Percorsi e servizi per sviluppare il cicloturismo: If Imola Faenza presenta il progetto “If Cycling Road & Gravel'
Cronaca 12 Aprile 2019

Dozza apripista nazionale del progetto “BuyBorghi': è già online il portale con tutte le informazioni per cittadini e turisti

Presentazione ufficiale oggi a Imola, nell”ambito dell”evento “InTour – Innovative Tourism”, promosso dal Gruppo bancario cooperativo Iccrea, in collaborazione con l”associazione “I Borghi più belli d”Italia”, il Consorzio Ecce Italia e la Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, del progetto “BuyBorghi”, che vede Dozza come apripista nazionale, con una piattaforma digitale appositamente creata che è online da oggi.

Tra i partner del progetto, che si avvale anche della collaborazione con l’Università di Bologna, l’azienda “Imola Informatica”, fondata oltre 30 anni fa da Claudio Bergamini, che nella sala Briefing dell’autodromo ha raccontato genesi e obiettivi dell’operazione. In sostanza, si è preso spunto dalle esperienze dei “local wiki”, molto diffusi negli Stati Uniti, per realizzare una piattaforma pensata per mettere in rete tutto ciò che si trova su un territorio, in questo caso Dozza: luoghi, aziende, attività culturali, eventi, alberghi e ristoranti. Uno strumento che serve per promuovere (e quindi “vendere”) meglio il territorio, ma utile in pratica a diverse categorie di utenti: agli operatori economici consente infatti di entrare a far parte di un sistema che fornisce maggiore visibilità sulla rete di quanta non possano averne le singole attività, mentre ai cittadini, abitanti del posto o turisti, dà la possibilità di accedere a tutte le informazioni utili, che siano eventi o strutture ricettive, attraverso un unico punto di accesso.

Applicato ai Borghi più belli d’Italia, il progetto avrà il vantaggio di offrire una piattaforma valida per tutti i borghi, permettendo agli utenti di iscriversi una sola volta per avere a disposizione poi gli stessi servizi in ogni altro luogo del sistema, dando però a ciascuno un “local wiki” in cui gli operatori del territorio possono promuoversi inserendo informazioni sulla propria attività. Un’esperienza simile è già in verità in atto da qualche anno a Imola. Si tratta di “ImolaInRete”, la piattaforma creata proprio da Imola Informatica e gestita da un’apposita società, LocalFocus, di cui l’azienda fondata da Bergamini è azionista. «In sostanza, il nostro è uno strumento per mantenere il possesso dei dati a livello locale e non regalarli ai colossi tipo Amazon, Booking e così via», sintetizza lo stesso Bergamini.

Intanto, per tornare a “BuyBorghi”, è già possibile connettersi al portale di Dozza nel quale, attraverso un motore di ricerca, si può accedere ad una vasta serie di informazioni. Naturalmente la piattaforma avrà bisogno di qualche mese per andare a regime, il tempo di caricare i dati relativi a tutte le categorie sopra elencate. Ma per il sindaco Luca Albertazzi essere capofila del progetto è già motivo di soddisfazione: «E’ una cosa gestita dal club dei borghi, quindi di portata nazionale – afferma -, per noi è un vanto. Sentivamo da un po’ di tempo il bisogno di avere un luogo virtuale dove tutte le informazioni potessero integrarsi, questo progetto cade a fagiolo e non solo per i turisti: mi capita spesso infatti di sentire cittadini che non sapevano di un evento o di un servizio. Si tratta di uno strumento che serve sia ai privati che agli enti pubblici». (mi.ta.)

Link al portale di Dozza: http://www.buyborghi.it/wiki/Pagina_principale

Nella foto in alto Claudio Bergamini illustra il progetto “BuyBorghi”, sotto la presentazione del portale su Dozza e la pagina come appare su internet

Dozza apripista nazionale del progetto “BuyBorghi': è già online il portale con tutte le informazioni per cittadini e turisti
Economia 9 Aprile 2019

Produzione del miele in ripresa secondo i dati 2018 dell'Osservatorio nazionale, ma preoccupa la siccità

La diffusione in questi giorni del report annuale curato dall’Osservatorio nazionale miele con sede a Castel San Pietro, mette in primo piano il mondo del miele e degli apicoltori. La pubblicazione rende noto l’andamento produttivo e di mercato per la stagione 2018 di questo prezioso prodotto e riporta le informazioni della banca dati apistica istituita nel 2009 e che dal 2017 presenta l’elenco completo del panorama apistico. Dalle pagine emerge che all’1 marzo 2019 ci sono in Italia 55.877 apicoltori, in Emilia Romagna sono circa 3 mila. Gli alveari presenti sul territorio nazionale sono 1.273.663, in Emilia Romagna sono circa 87.536. Tutti numeri in linea con il 2017.

«Nel circondario imolese – precisa Giorgio Baracani, apicoltore di Castel Guelfo e vicepresidente di Conapi, il maggiore consorzio italiano di apicoltori – gli alveari censiti sono 8.488 e corrispondono al 9,7 per cento degli alveari presenti in regione. Il numero di apicoltori della zona non è direttamente estraibile, ma si stima superiore alle 250 unità; di queste, almeno una decina sono dedite all’allevamento delle api regine». Dal report anche i dati sulla produzione del 2018. «A parte quella primaverile – precisa Giancarlo Naldi, direttore dell’Osservatorio nazionale miele – in Emilia Romagna non è andata male, sia pure con grande disomogeneità da zona a zona. Dopo tre anni di raccolti magri e soprattutto dopo un 2017 pressoché tragico possiamo essere un po’ positivi».

Il 2018 è stato un anno con una partenza difficile a causa della forte siccità del 2017 che ha fatto sentire i suoi effetti anche in avvio di questa stagione e per il clima che ha contribuito a peggiorare una situazione già delicata. «Analizzando le principali fioriture, al nord si è tornati a fare l’acacia dopo anni molto magri, ma purtroppo l’Emilia Romagna, con una media di 10 chili/alveare, ne produce meno della metà di quella attesa. Soddisfacente, sia pure con una certa irregolarità, il castagno e bene, sempre nella nostra regione, anche il tiglio prodotto in pianura». Dalla regione al locale. «Facendo una stima in base ai dati in nostro possesso – ribatte Baracani – possiamo dire che nel circondario imolese abbiamo avuto nel 2018 una produzione di circa 194 tonnellate delle diverse tipologie di miele».

In merito all’evoluzione dell’apicoltura professionale, i dati in nostro possesso riportano un aumento degli apicoltori con partita Iva, di quegli operatori cioè che si rivolgono al mercato e che detengono la schiacciante maggioranza degli alveari. «L’Emilia Romagna – sottolinea ancora Giancarlo Naldi – sta perfettamente in questa evoluzione, confermando alta capacità professionale e propensione ad anticipare le sfide». I produttori dell’Emilia Romagna insomma hanno grandi potenzialità, ma anche un peso notevole dei fattori limitanti che gravano sul settore, ad iniziare dall’impatto degli eventi estremi sempre più frequenti dovuti al cambiamento climatico, per continuare con i danni che si subiscono dall’utilizzo ancora diffuso di pratiche agricole scorrette, dalle patologie e dagli aggressori che incombono. (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 aprile

Nella foto Giancarlo Naldi

Produzione del miele in ripresa secondo i dati 2018 dell'Osservatorio nazionale, ma preoccupa la siccità
Cronaca 5 Aprile 2019

Sala gremita a Imola per la proiezione del docufilm «La Regina di Casetta». IL VIDEO

Tanti spettatori hanno fatto da cornice ieri sera, alla Sala Bcc Città & Cultura cinema Centrale di Imola, alla proiezione del docufilm «La Regina di Casetta» di Francesco Fei. Alla serata, organizzata dal Cai di Imola, da Università Aperta e dal nostro giornale, non potevano mancare Fabrizio Castellari, promotore dell”iniziativa, Gregoria Giorgi, protagonista del film, insieme ai genitori Leonardo e Sonia, ed il produttore del film Alessandro Salaorni.

Nella foto (Isolapress): gli spettatori durante la serata 

Sala gremita a Imola per la proiezione del docufilm «La Regina di Casetta». IL VIDEO

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