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Economia 3 Luglio 2020

Giordano Zinzani è il nuovo presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna

Ieri, giovedì 2 luglio, a Imola si è svolto il Consiglio d’Amministrazione di Enoteca Regionale Emilia Romagna. Al termine dell’annuale Assemblea ordinaria dei soci l’enologo faentino Giordano Zinzani è stato eletto presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna. «Ringrazio Pierluigi Sciolette per l’attività che ha svolto in questi anni, facendo di Enoteca il punto di riferimento per i propri soci e per tutto il vino regionale – ha commentato Zinzani -. Per quanto riguarda il futuro, sono consapevole delle difficoltà nelle quali il nostro settore, e purtroppo non solo, si trova ad affrontare a causa della pandemia che ci ha colpiti. Subentro quindi alla presidenza in un momento molto particolare, che non ha precedenti, ma grazie al maggiore coinvolgimento di tutto il Consiglio d’Amministrazione riusciremo ad affrontare nel migliore dei modi, per rilanciare il lavoro di tutti i nostri associati e la nostra splendida regione. Mi lego a questo per ricordare che stiamo lavorando da tempo su un importante progetto di turismo del vino, che ha subìto un inevitabile rallentamento in questi primi sei mesi dell’anno, ma che abbiamo già riavviato appieno. Mi preme sottolineare anche la stretta collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna».

Zinzani, nome di rilievo del panorama vitivinicolo per gli importanti incarichi ricoperti nel settore, tra i quali quello di presidente del Consorzio Vini di Romagna per ben dodici anni (carica svolta fino alla fine di Maggio 2020), subentra a Pierluigi Sciolette, che a metà del proprio secondo mandato (era in carica dal 2014) ha deciso di ritirarsi per godersi al 100% un po’ di meritatissimo riposo dopo una lunghissima carriera nel mondo del vino. Zinzani ricopriva già il ruolo di vice presidente dell’Ente (dal 2008) che ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare il vino emiliano-romagnolo in tutto il mondo, quindi si tratta a tutti gli effetti di un passaggio di testimone, nel segno della continuità, anche se il neo Presidente si troverà a dover gestire da subito la difficile situazione del settore post lockdown imposto dal Covid-19.In virtù della nuova carica di Zinzani e del ritiro di Sciolette, è stato anche nominato un nuovo Vice Presidente: Claudio Biondi, presidente del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, che si affianca alla confermata Paola Frabetti di Unioncamere Emilia-Romagna. Oltre al Presidente Zinzani, il Consiglio d’Amministrazione di Enoteca Regionale Emilia Romagna è formato da Claudio Biondi del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena (Vice Presidente), Francesco Cavazza Isolani dell”Azienda Cavazza Isolani e del Consorzio Vini Colli Bolognesi (BO), Anselmo Chiarli di PR.I.VI. (MO), Luca Deserti del Consorzio Tutela Vini DOC Bosco Eliceo (FE), Enrico Drei Donà della Tenuta La Palazza (FC), Massimiliano Fabbri dell”Azienda Agricola Trerè (RA), Andrea Ferrari di Monte delle Vigne (PR); Davide Frascari, del Consorzio Vini Reggiani, Paola Frabetti di Unioncamere Emilia-Romagna (Vice Presidente), Massimo Lorenzi dell”Azienda Ottaviani (RN), Marco Nannetti del Gruppo Cevico (RA), Gianfranco Rossi di Piacenza, Roberto Sarti di Caviro (RA). (da.be.)

Nella foto: Giordano Zinzani

Giordano Zinzani è il nuovo presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna
Cronaca 1 Luglio 2020

Vino e arte, accoppiata vincente alla Rocca di Dozza

Al via la nuova edizione delle Sere d’estate fresche di vino… a corte dell”Enoteca regionale dell”Emilia-Romagna.

Il calendario prevede sei appuntamenti. Si inizia giovedì 2 luglio con la serata dedicata a due vitigni autoctoni della Bassa Romagna e dell”area faentina quali il Bursôn e il Centesimino. Si continua giovedì 9 luglio con la regina e il re della cultura enologica della Romagna: l”Albana e il Sangiovese. Il 16 vedrà protagonisti Pignoletto e Barbera, mentre il 23 sarà la volta del brioso Gutturnio e dell”aromaticità esplosiva della Malvasia. Per l’ultimo appuntamento di luglio, il 30, i calici si riempiranno con i freschi sapori dei Lambrusco e del Fortana per arrivare, nella serata conclusiva del 6 agosto, all”assaggio delle particolari interpretazioni dei fragranti vini Rebola e Famoso.
La formula delle serate prevede una degustazione itinerante all’interno del Museo della Rocca sforzesca di Dozza, condotta da Maurizio Manzoni, responsabile della Mostra permanente.

Vino e arte, accoppiata vincente alla Rocca di Dozza
Cronaca 27 Maggio 2020

Ruenza Santandrea è la nuova presidente del Consorzio Vini di Romagna

In data odierna si è svolta l’assemblea annuale dei soci del Consorzio Vini di Romagna. Come da prassi è stato il Consiglio d’Amministrazione appena eletto a nominare il nuovo presidente. All’unanimità le preferenze sono state espresse per Ruenza Santandrea, nome noto e molto apprezzato nel panorama vinicolo regionale, nazionale ed europeo per gli importanti incarichi ricoperti in questi ultimi quindici anni nel settore. «Consapevole di andare a ricoprire questo importante ruolo in un momento storico decisamente complicato per il vino romagnolo, e non solo, spero nell’impegno di tutti per dare nuovo slancio al nostro settore – dichiara la neo Presidente Santandrea – Tutti possono fornire il proprio contributo e assieme dobbiamo iniziare a ragionare, da subito, su quali azioni e quali strategie mettere in campo per promuovere i nostri vini, figli di un territorio ricco di cultura, tradizioni, gastronomia. Ringrazio quindi per la fiducia espressa dal CdA nei miei confronti e adesso al lavoro, uniti e compatti. Solo così riusciremo a valorizzare i nostri prodotti, ben oltre il Covid-19».

Ad affiancare la Santandrea nei lavori del Consorzio Vini di Romagna saranno i riconfermati Vice Presidenti Scipione Giuliani (Poderi dal Nespoli, Civitella di Romagna) e Mauro Sirri (Celli, Bertinoro) e il nuovo Consiglio d’Amministrazione formato, tra gli altri, da David Navacchia (Tre Monti, Imola) e Matteo Vingione (Cavim, Sasso Morelli).

La Santandrea, prima presidente donna nella storia del Consorzio Vini di Romagna in 58 anni dell’ente (è stato fondato nel 1962), succede a Giordano Zinzani, che lascia dopo quattro mandati triennali consecutivi. Faentina, classe 1954, sposata, con due figli e due nipoti, Ruenza Santandrea prima di ricoprire il ruolo di Presidente del Gruppo Cevico e delle società controllate dal 2005 al 2017, svolgeva attività professionale soprattutto come consulente di direzione e di sindaco revisore, collaborando alla costituzione di importanti consorzi del mondo produttivo. (da.be.)

Nella foto: Ruenza Santandrea

Ruenza Santandrea è la nuova presidente del Consorzio Vini di Romagna
Cronaca 11 Marzo 2020

Coronavirus, vendite di vino in calo anche per effetto dei media

Un altro settore su cui l’effetto Coronavirus si sta facendo sentire è quello vinicolo ed enogastronomico.

Terre Cevico è il primo esportatore italiano di vino in Cina, mercato che sul fatturato del consorzio cooperativo lughese incide per circa 3 milioni e mezzo di euro, su un totale di 167 milioni realizzati nella gestione 2018-2019.
«Il Coronavirus, ovviamente, sta generando diminuzioni e rallentamenti delle esportazioni in Cina – spiega il presidente, Marco Nannetti –. Bisogna però considerare che per noi, pur rappresentando un Paese importante, aver diversificato molto in questi anni (siamo in oltre 60 Paesi nel mondo) significa potersi concentrare su altri mercati per lo sviluppo, in attesa che in Cina la questione si risolva. Il tema vero, per noi, è cogliere l’importanza di queste situazioni che, sempre più frequentemente siamo costretti ad affrontare. Crisi geopolitiche, economiche e sanitarie sono anche il frutto di un pianeta in forte crescita e come impresa dovremo abituarci ad affrontare questi scenari con grande capacità organizzativa basata su “reazione e adattamento”». (lo.mi.)

I pareri dei produttori locali nel numero del Sabato sera del 5 marzo

Coronavirus, vendite di vino in calo anche per effetto dei media
Economia 6 Agosto 2019

L'albana made in Imola è la migliore di Romagna, premiati a Faenza i vini di Monticino Rosso e Tre Monti

L’albana made in Imola è la migliore di Romagna. L’hanno stabilito sia una giuria tecnica sia il pubblico nel corso della selezione organizzata dall’Ente tutela vini di Romagna. Due i riconoscimenti che erano da assegnare: l’Albana Dèi, ai migliori albana di Romagna Docg di tipologia secco e L’Indigeno del Cuore. La cerimonia di premiazione si è svolta nei giorni scorsi a Casa Spadoni, a Faenza. Ebbene, la giuria tecnica ha fatto salire sui gradini più alti del podio due vini imolesi: il Codronchio 2016 di Monticino Rosso, seguito dal Vitalba 2018 di Tre Monti; terzo, Nora 2018 del Podere Baratta di Bertinoro.

Mentre il giudizio popolare ha assegnato la vittoria al Vitalba 2018 di Tre Monti, seguito dal Codronchio 2016 di Monticino Rosso, confermando al terzo posto il Nora 2018 di Podere Baratta. La selezione per giungere all’assegnazione dei riconoscimenti ha previsto due fasi. Nella prima fase la giuria tecnica (composta da critici delle principali guide di settore, esperti enogastronomici, sommelier professionisti e commerciali enologici) ha degustato alla cieca i vini in concorso determinando la classifica dell’Albana Dèi e selezionando i vini finalisti. Questi ultimi, poi, hanno affrontato il giudizio del pubblico, che li ha degustati e votati nel corso di quattro appuntamenti «di piazza» itineranti, che si sono svolti in giugno a Faenza, Bertinoro, Oriolo e Dozza, per determinare la classifica de L’Indigeno del Cuore.

«Al di là della soddisfazione personale per la vittoria nella sezione “L’indigeno del Cuore” con la Vitalba 2018, che bissa il successo ottenuto lo scorso anno con la Vitalba 2017, quello che mi preme sottolineare è l’altissimo livello dell’albana prodotta nel territorio del Comune di Imola», tiene a sottolineare David Navacchia, che con il fratello Vittorio ed il padre Sergio guida la cantina Tre Monti di Imola. «Vorrei ricordare infatti anche il successo di “Codronchio” 2016 di Monticino Rosso e la presenza fra le sette albana finaliste anche di “Mezzelune” 2017 dell’azienda Ca’ dei Quattro Archi,sempre di Imola», aggiunge David Navacchia.

A crescere, in sostanza, è tutto il territorio imolese, che è in grado di conquistare la ribalta e di superare territori d’elezione come Bertinoro e Predappio, diventando un punto di riferimento a livello di tutta la Romagna. Ma a vincere è anche una filosofia del produrre vino da un vitigno ben radicato in terra imolese, l’albana appunto. «Un’albana – spiega David Navacchia – prodotta secondo la tradizione, con la macerazione sulle bucce, che dà colori caldi,in alternativa, per non dire in contrasto, con una nouvelle vague che vuole un’albana meno intensa e più fresca».

Nella foto la cerimonia di premiazione con gli organizzatori e i vincitori dei due concorsi che l”Ente tutela vini di Romagna dedica ogni anno all”Albana di Romagna Docg

L'albana made in Imola è la migliore di Romagna, premiati a Faenza i vini di Monticino Rosso e Tre Monti
Cultura e Spettacoli 28 Marzo 2019

Degustazioni al museo, torna Voluptates con i vini dal mondo

Torna Voluptates, la degustazione di vini da tutto il mondo che si tiene al Museo San Domenico di Imola: da venerdì 29 a domenica 31 marzo ecco la XVI edizione della rassegna organizzata dall’associazione Voluptates di Imola, in collaborazione con il Comune di Imola, con i Musei civici e con l’Associazione Italiana Sommelier Romagna. Come di consueto i visitatori di Voluptates potranno scegliere tra circa duecento grandi vini italiani, francesi e di altre regioni vitivinicole europee: ci sarà così un enorme banco d’assaggio con celebri etichette internazionali e grandi nomi del Belpaese, «affiancati da tanti produttori forse meno noti – dicono gli organizzatori -, ma capaci di produzioni straordinarie, sovente tesi al massimo rispetto dell’ambiente e al recupero di vitigni tradizionali a rischio abbandono».

L’ingresso quest’anno è di 20 euro e comprende un bicchiere con tasca e un coupon che consente la degustazione fino a cinque vini e un assaggio di prodotti gastronomici. Sarà come sempre possibile aggiungere singole degustazioni supplementari a costi variabili tra 2 e 12 euro. Inoltre, sabato 30 marzo alle 19, la trecentesca Sala del Capitolo farà da cornice alla  degustazione di otto vini europei condotta da Alessandro Rossi, wine manager, degustatore, scrittore nonché relatore marketing e vino per l’Università Iulm di Milano. Domenica 31 alle 17, invece, Sara Boveri presenterà i vini prodotti da uve timorasso nell’azienda di famiglia Luigi Boveri. Da segnalare che alcuni vini, disponibili in quantità limitate, saranno proposti in ognuna delle tre giornate; ciò potrebbe comportare che nel corso della degustazione risultino esauriti, ma nuovamente disponibili nelle giornate successive.

Ritorna poi la collaborazione con il Ristorante San Domenico di Imola: Valentino e Natale Marcattilii e Massimiliano Mascia, nella serata di venerdì 29 marzo e domenica 31 a pranzo, proporranno per Voluptates una selezione di tre dei piatti che hanno fatto e fanno la storia del San Domenico, su prenotazione (55 euro, compreso carnet di degustazione vini).

Grazie all’opera di circa settanta tra sommelier di Ais Romagna e volontari, e alla collaborazione di enti, produttori e privati, il ricavato di Voluptates verrà destinato ad iniziative di utilità sociale e benefiche, attive nell’imolese, sul territorio nazionale e all’estero (nelle precedenti edizioni sono stati sostenuti, ad esempio, il Comune di Amatrice, l’Ausl di Imola – Oncologia, il Comitato Sao Bernardo).

Voluptates si tiene venerdì 29 e sabato 30 marzo dalle 17 alle 22, domenica 31 marzo dalle 12 alle 19 (chiusura anticipata della biglietteria in caso di affluenza superiore alla capienza). Info www.voluptates.it

Nella foto, di Isolapress, un”immagine dell’edizione 2018 di Voluptates

Degustazioni al museo, torna Voluptates con i vini dal mondo
Cronaca 7 Novembre 2018

La Casa Vinicola Poletti in vetrina all'International Wine & Spirits di Hong Kong

Ci saranno anche i vini della Casa Vinicola Poletti di Imola all’International Wine & Spirits in programma, da domani al 10 novembre, a Hong Kong. I prodotti, insieme a quelli di altre aziende del nostro territorio, saranno presentati da Enoteca Regionale Emilia Romagna all”interno della tradizionale attività internazionale di promozione dei vini emiliano-romagnoli. La fiera asiatica, infatti,  è uno degli appuntamenti più importanti per i professionisti e per gli operatori economici del settore eno-agroalimentare dell’Estremo Oriente, grazie alla presenza di espositori provenienti da ogni parte del mondo.

Le esportazioni vinicole dell’Emilia Romagna, per le quali la Cina rappresenta il decimo Paese di destinazione, si attestano intorno agli 8,6 milioni di euro nel 2016, un dato in crescita del +5% sul 2015, ma con un deciso calo rispetto al 2012 anno in cui si è raggiunto il picco massimo di 15 milioni di euro (-42%). Negli ultimi anni il mercato cinese rappresenta una fetta delle esportazioni di vino regionale intorno al 3%. (d.b.)

Nella foto: il «Novebolle» della Casa Vinicola Poletti

La Casa Vinicola Poletti in vetrina all'International Wine & Spirits di Hong Kong
Cronaca 2 Ottobre 2018

Intervista a Francesco Cioria, il sommelier e manager che gestisce i vini del San Domenico

A trent’anni Francesco Cioria ha già alle spalle una carriera di successo. Originario di Vallata (Avellino), paese irpino di nemmeno 3 mila abitanti, dopo il diploma all’Istituto alberghiero di Vieste ha inanellato esperienze in Italia e all’estero. Tra il 2011 e il 2012 è per la prima volta al San Domenico. «Avevo sempre sentito parlare del San Domenico – spiega – e decisi di mandare il curriculum. Sono stato io a propormi. Ho fatto un tirocinio e poi sono stato assunto come cameriere». Nello stesso periodo completa il percorso per diventare sommelier Ais. «Fino a 16 anni non bevevo vino – così racconta come è nata la sua passione -. La passione è nata dopo, durante gli anni all’Istituto alberghiero. Mi sono reso conto che esisteva anche del vino buono. Con i soldi guadagnati lavorando in pizzeria nei weekend ho cominciato a comprare bottiglie da 20-30 euro, a leggere riviste di settore, ad assaggiare, a parlare con i produttori. E’ stato un susseguirsi».

Da appassionato, il primo impatto con la cantina del San Domenico se lo ricorda bene. «Mi misi le mani nei capelli – dice sorridendo -. Davanti a tanta maestosità sono rimasto shoccato per una ventina di minuti, non avevo mai visto niente del genere…». Alla fine del 2012 riparte per l’Australia. «E” un paese bellissimo. Ma per la ristorazione è ancora un po’ “primitivo” rispetto ad altri Paesi. Anche nei ristoranti importanti, in menu non manca l’hamburger…». Alla fine del 2014, ritorna al San Domenico. Questa volta da cliente. «Ero a cena per salutare gli ex colleghi. Tra una chiacchiera e l’altra, è arrivata la proposta di occuparmi della gestione della cantina. Non me lo aspettavo. La mattina dopo ero lì per firmare il contratto». Per Cioria comincia una nuova avventura, in un ruolo mai ricoperto prima. «Ho impiegato mesi per prendere conoscenza di tutto il patrimonio enologico. Ho catalogato bottiglia per bottiglia. E nel tempo sono arrivato ad assaggiare il 90 per cento di quello che abbiamo».

E i riconoscimenti non tardano ad arrivare. Nel 2016 viene nominato «Miglior sommelier d’Italia» nell’ambito del Best Italian wine awards, mentre quest’anno si è aggiudicato il premio speciale Dire fare sognare, promosso da Partesa (gruppo Heineken Italia). Il 5 ottobre invece riceverà a Parma il titolo di «Ambasciatore dello champagne», assegnato dal Comité Champagne allo scopo di mettere in luce le professionalità in grado di meglio far conoscere e apprezzare questo tipo di vini. Sotto al San Domenico c’è un tempio consacrato al dio Bacco. Antiche stanze in mattoni a vista e volte a botte, che custodiscono un patrimonio enologico unico nel suo genere, esclusivo tanto quanto il famoso ristorante stellato a cui appartiene. Da quattro anni il «custode del tempio» è il giovane sommelier Francesco Cioria. E’ lui a raccontarci l’importanza di questo luogo.

Quali sono le peculiarità della cantina che gestisce?

«Il San Domenico esiste dal 1970. Ha quindi alle spalle quasi 50 anni di storie, collezioni e acquisti. Abbiamo un totale di circa 12 mila bottiglie e 1.800 etichette. Contando anche i distillati, il numero sale a più di 2 mila etichette. In Emilia Romagna non credo ci siano altre cantine come questa e in Italia ce ne sono poche. Oggi solo i ristoranti storici possono permettersi di averne una simile. Per i ristoranti più recenti immobilizzare un certo capitale da destinare al vino è più complicato».

A proposito di capitale, è possibile quantificarne il valore?

«E’ difficile fare una stima effettiva. Spesso sono bottiglie acquistate diversi decenni fa, a un prezzo che ad oggi non è più lo stesso. Il 35 per cento della nostra collezione è costituita da pezzi che hanno più di vent’anni». 

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 27 settembre.

Nella foto; Francesco Cioria, sommelier e responsabile della cantina del «Ssan Domenico».

Intervista a Francesco Cioria, il sommelier e manager che gestisce i vini del San Domenico
Economia 6 Luglio 2018

Casa vinicola Poletti festeggia i 90 anni con lo spumante Novebolle Romagna DOC “Anniversario”

La Casa vinicola Poletti compie 90 anni e festeggia l”anniversario con il lancio di un nuovo spumante. Novebolle Romagna DOC 90° “Anniversario” è il nome dell”ultima creazione dell”azienda fondata nel 1928 da Aurelio Poletti e attualmente guidata da Carlo Poletti, affiancato dalle figlie Elena e Diana.

La presentazione dello spumante è avvenuta nel corso di un serata speciale organizzata al podere “La Sagrestana”, in occasione di CinemaDivino, la manifestazione che da 12 anni propone, in Romagna e in altre regioni italiane, la proiezione di film di successo all’interno delle cantine del territorio, con degustazione inclusa. 

Con il Novebolle l”azienda imolese intende, inoltre, lanciare una sfida ambiziosa al più celebre e blasonato Prosecco, partendo dalla consapevolezza della qualità del prodotto. “Il Trebbiano – sottolinea infatti Elena Poletti – è il simbolo per eccellenza della Romagna, insieme al Sangiovese. E” un vino che, se opportunamente selezionato e lavorato, può dare risultati straordinari”.

Attualmente, la Casa vinicola è la prima cantina privata della Romagna per volumi di produzione. Lavora 50mila quintali di uva all”anno (il 10-15% dei quali rappresentano la speciale selezione per la linea ‘top’ La Sagrestana) e ha anticipato di decenni l’industrializzazione del settore.

Elena Poletti ricorda in particolare che fu il nonno Aurelio, insieme al figlio Angelo, enologo di famiglia, ad avere l’idea di commercializzare in tutta Italia il vino in damigiana, per poi investire, a partire dal dopoguerra, in un moderno impianto di imbottigliamento. In quegli anni Poletti si consolidò come realtà industriale aperta all”internazionalizzazione (una consistente quantità di vini Poletti viene esportata in Scandinavia, Australia, Stati Uniti, Russia), pur mantenendo le caratteristiche di azienda familiare con radici ben salde nel territorio.

Oltre a produrre in proprio, Poletti lavora anche uve conferite da agricoltori del territorio, con i quali vige un consolidato rapporto. Una parte importante, poi, la fanno l”enologia e le tecnologia. “Oggi – conferma Elena – abbiamo due bravissimi enologi a cui cerchiamo ogni giorno di fornire, tramite investimenti importanti, il meglio della tecnologia disponibile per affinare tutte le delicate fasi della vinificazione e dell’imbottigliamento. Anche sul Sangiovese Superiore, che è la nostra produzione di punta dal 1970, abbiamo lavorato intensamente sull’aspetto del gusto, per affiancare alle peculiarità storiche di questo campione dei vini romagnoli anche moderne caratteristiche richieste dal mercato quali morbidezza e rotondità”. 

La cantina imolese ha dunque le idee chiare e guarda con fiducia al futuro.

“Siamo consapevoli di lavorare al fianco di grandi colossi romagnoli e italiani – conclude la nipote di Aurelio Poletti – e questo ci impone due cose: primo, operare sul mercato come una vera e propria azienda industriale, con il nostro impianto da 25 milioni di litri l’anno che lavora sia sulle nostre produzioni sia su linee ed etichette personalizzate richieste dai mercati nazionali e internazionali. Il secondo aspetto, per distinguerci dalla concorrenza, consiste nel valorizzare il nostro punto di forza, che è lo storico rapporto con il nostro territorio e la capacità di interpretarne l’identità, dal campo alla bottiglia”. (r.c.)

Nella foto sotto da destra: Eleonora Poletti, i nipoti Francesco e Maria Giulia,
le sorelle Diana ed Elena, infine l’altra nipote Giorgia

Casa vinicola Poletti festeggia i 90 anni con lo spumante Novebolle Romagna DOC “Anniversario”
Cronaca 20 Giugno 2018

Concorso «Vino del Tribuno», premiati numerosi vini imolesi e menzione speciale per un bianco di Dozza

Domenica scorsa a Cesenatico sono stati premiati i vincitori dell’edizione 2018 del Concorso “Vino del Tribuno”, evento organizzato e promosso dal Tribunato di Romagna. Al concorso hanno partecipato oltre 80 vini romagnoli tra D.O.C.G., D.O.C. e I.G.T.  e hanno conquistato il “Diploma di Gran Merito”  quelli che hanno ottenuto il punteggio più alto nelle diverse categorie, raggiungendo almeno 82 punti su 100 mentre sono stati premiati ex-aequo con “Diploma di Merito” i vini che hanno ottenuto un punteggio non inferiore agli 80/100.

I vini imolesi che hanno ottenuto il Diploma di Gran Merito sono stati: Colli d”Imola Bianco “Artemisia” 2014 dei Poderi delle Rocche di Dozza, Rubicone Manzoni Bianco Igt “Due Pievi” 2016 del Fondo Ca” Vecja di Imola, Romagna Sangiovese Superiore Riserva Doc del 2015 delle Siepi di S.Giovanni di Fontanelice.

I vini imolesi che hanno ottenuto il Diploma di Gran Merito sono stati: Romagna Albana Secco Docg “Compadrona” 2017 dei Poderi delle Rocche di Dozza, Romagna Trebbiano Doc 2017 della Franzona di Imola, Colli d”Imola Chardonnay Doc “Coppiere” 2017 dei Poderi delle Rocche di Dozza, Manzoni Bianco Rubicone Igt “Cheilante” 2017 d Morini di Imola, Romagna Sangiovese Superiore Doc “Alle Sorse” 2017 della Cavim di Imola, Romagna Sangiovese Superiore Riserva Doc “Vino del Curato” 2014 dell”Azienda Galassi di Imola, Colli d”Imola Cabernet Sauvignon Riserva Doc “Mastio Rosso” 2014 dei Poderi della Rocche di Dozza, Romagna Albana Spumante Doc “Incanto di Dozza” 2017 della Cantina Assirelli di Dozza e Romagna Albana Passito Docg “Pathos” 2014 di Tampieri di Dozza.

Inoltre, ha ottenuto una menzione speciali con “Il Tribuno che accompagna” il Colli d”Imola Bianco “Artemisia” 2014 dei Poderi delle Rocche di Dozza.

r.c.

Nella foto: la premiazione del concorso «Vino del Tribuno»

Concorso «Vino del Tribuno», premiati numerosi vini imolesi e menzione speciale per un bianco di Dozza

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