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Cronaca 23 Gennaio 2021

Agenti della polizia locale «in rete» contro la violenza sulle donne

Il Tavolo tecnico di contrasto alla violenza di genere, opera da tempo sul nostro territorio, riunendo gli operatori che si occupano quotidianamente e concretamente del contrasto alla violenza di genere come Ausl di Imola, Asp Circondario Imolese, associazione Trama di Terre, associazione PerLeDonne, Medici di Medicina Generale, pediatri di libera scelta e forze dell’ordine locali. Tra gli obiettivi di quest’anno puntare al rafforzamento della collaborazione con gli agenti di polizia del nostro territorio con una formazione ad hoc.   

Il progetto, accennato in occasione del Consiglio Comunale straordinario svoltosi il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è composto da un percorso formativo on line della durata di 4 ore con l’intervento di vari professionisti dedicato specificatamente agli agenti della polizia locale. Sarà l’occasione per i partecipanti di approfondire i temi della violenza; favorire la sensibilizzazione a questa tematica oltre che a facilitare l’acquisizione di strumenti operativi specifici utili agli agenti della polizia, che spesso sono i primi ad intervenire nelle situazioni di violenza domestica. Il corso  «Vigili in rete» replicherà in 3 diverse giornate (25, 28 e 29 gennaio) per dare la possibilità al maggior numero di agenti di partecipare, e sarà gestito da Ausl, Asp e Centri Antiviolenza del Territorio. (da.be.)

Foto Isolapress

Agenti della polizia locale «in rete» contro la violenza sulle donne
Cronaca 25 Novembre 2020

Giornata contro la violenza sulle donne, cosa succede dopo il 25 novembre? Il pensiero dell’associazione Trama di Terre

Oggi, mercoledì 25 novembre, ricorre la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Una data che dovrebbe essere essere ricordata ogni singolo giorno e non solo una volta l’anno. Ma cosa succede dopo il 25 novembre? A rispondere l’associazione imolese Trama di Terre con un comunicato stampa.

«Il 2020 verrà ricordato certamente per la pandemia, purtroppo verranno dimenticate, come ogni anno, le donne vittime di quel virus secolare chiamato violenza maschile che quando non uccide, lascia ferite indelebili sul corpo e sulle vite di molte donne, native e migranti, e dei loro figli/e. Da 4 anni ogni 25 novembre chiudiamo il Centro Antiviolenza per protesta contro le istituzioni governative, nazionali e locali, che si ricordano della violenza maschile solo il 25 novembre o l’ 8 marzo. In quest’anno fatto di passate e future chiusure abbiamo deciso di rimanere aperte, affinché le donne che vivono tale esperienza non percepiscano messaggi confusi anche a causa di una comunicazione pubblica delle istituzioni non sempre bene organizzata. Il Centro Antiviolenza è sempre aperto, lo è stato durante il lockdown di marzo e lo è in questo nuovo semi lockdown, affinché le donne non subiscano ulteriori conseguenze rinchiuse in case che possono essere nemiche per sé e i propri figli/e, se condivise con uomini maltrattanti e violenti. L”Associazione Trama di Terre ha deciso di attivare una programmazione che mantenga alta l”attenzione sui temi che affrontiamo quotidianamente anche, e soprattutto dopo il 25 novembre, quando le luci sul tema si spegneranno, e rimarranno le donne a resistere. A causa della radice sessista e razzista del nostro sistema sociale, culturale e politico che ci discrimina, ci confronteremo su violenza maschile, razzismo, precarietà e sfruttamento lavorativo delle donne, ius soli, accoglienza delle donne e dei/delle bambine migranti, disparità abitative e accesso ai diritti per tutte. Lo faremo attraverso diverse iniziative on line, (il calendario qui) affinché non ci si dimentichi che per le donne il 25 novembre è ogni giorno dell”anno e che la violenza e la discriminazione di genere e di provenienza è trasversale ad ogni livello culturale e politico della nostra società». (r.cr.)

Foto tratta dal sito di Trama di Terre

 

Giornata contro la violenza sulle donne, cosa succede dopo il 25 novembre? Il pensiero dell’associazione Trama di Terre
Cronaca 25 Novembre 2020

Violenza sulle donne, l’intervista a Carlo Lucarelli, presidente della Fondazione regionale vittime dei reati

Lo scrittore mordanese Carlo Lucarelli è presidente della Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati dal 2017. Da gennaio 2020 ad oggi sono 20 le istanze accolte e 32 il numero delle vittime sostenute, di cui 19 donne, 1 uomo e 12 minorenni, con risorse economiche per oltre 100mila euro. Segno di come la violenza di genere sia ancora preponderante tra i casi affrontati. Per questo motivo, l’abbiamo intervistato proprio in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (il 25 novembre).

Riguardo alla violenza sulle donne, in questo ultimo anno avete notato dei cambiamenti rispetto al passato?

«Sì, certo. Ci risulta che la violenza sulle donne, in questo anno di Covid, non sia sparita, ma che si denunci molto meno».

Negli anni è cambiata la violenza sulle donne?

«La violenza sulle donne non è cambiata, purtroppo, ma alcune cose sono cambiate. Ad esempio, non bisogna mai dimenticare che fino al 1981 c’era la legge sul delitto d’onore. Ed è cambiata anche un’altra cosa, molto importante. Adesso esistono le parole. Esistono parole come femminicidio e reato per stalker. Prima non esistevano, non avevano un nome questi reati, e averglielo dato significa avergli dato un senso, una configurazione, un valore». (fra.gian.)

Ulteriori dettagli su «sabato sera» del 19 novembre

Nella foto: Carlo Lucarelli

Violenza sulle donne, l’intervista a Carlo Lucarelli, presidente della Fondazione regionale vittime dei reati
Cronaca 21 Novembre 2020

Violenza sulle donne, la campagna social #ilCoraggioDiDireNo e tanti appuntamenti on line in tutto il circondario

Nonostante l’emergenza da Covid-19 in corso, nei comuni del circondario imolese non mancano le iniziative in occasione del 25 novembre, ossia la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

«Voglio ringraziare tutte coloro che si sono spese, personalmente e in veste istituzionale per rendere possibili questi piccoli passi, mossi con determinazione dalle nostre comunità verso la lotta alla violenza di genere, in particolare tutte le associazioni, l’Asp Circondario Imolese e l’Ausl del nostro distretto – dice Beatrice Poli, sindaca di Casalfiumanese e delegata alle Pari opportunità per il Circondario –. Senza tutto il lavoro di sinergia che abbiamo svolto insieme in questi anni, i nostri territori avrebbero perso risorse importanti, ma soprattutto le donne avrebbero faticato ulteriormente, in situazioni già di per sé difficili».

Tra le iniziative previste, l’inaugurazione di nuove panchine rosse a Borgo Tossignano (parco Lungofiume), Casalfiumanese (San Martino in Pedriolo, sala civica), Castel del Rio (parco I giochi), Castel Guelfo (piazzale Dante Alighieri), Dozza (parco Madre Teresa di Calcutta), Fontanelice (corso Europa, monumento ai Caduti) e Mordano (Bubano).

Il Circondario, inoltre, organizza la campagna social #ilCoraggioDiDireNo, alla quale hanno dato il via sindaci e amministratori dei comuni, prestando il loro volto a uno scatto con un segno rosso sotto lo zigomo e invitando i cittadini a inviare il proprio scatto alla pagina Facebook del Nuovo Circondario Imolese.

Infine, sulla pagina Facebook della Rete delle donne, fino al 27 novembre verranno pubblicati messaggi, video e testi inviati via email (retedonneimola@gmail.com) o tramite Facebook, da coloro che desiderano far sentire la propria voce sul tema.

Ecco gli incontri, per lo più on line.
DOMENICA 22 NOVEMBRE
Casalfiumanese: «So-stare nella lotta alla violenza», pagina Facebook del Comune ore 11.
MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE
Medicina: monologhi tratti dal libro «Ferite a morte» di Serena Dandini a cura di Dario Criserà, pagina Facebook del Comune ore 12.30.
Imola: Consiglio comunale straordinario in diretta streaming sul sito www.comune.imola.bo.it ore 14.30; proiezione di testimonianze a cura della Rete delle donne di Imola, piazza Matteotti ore 17-19.
Castel Guelfo: evento on line, pagina Facebook del Comune ore 18.30.
Castel San Pietro: «Mai più sole!», pagina Facebook del Comune ore 20.
Altri eventi on line verranno trasmessi fino a metà dicembre nelle pagine Facebook di PerLeDonne e Trama di terre. (gi.gi.)

Nella foto: i sindaci del Circondario imolese in posa per la campagna #ilCoraggioDiDireNo

Violenza sulle donne, la campagna social #ilCoraggioDiDireNo e tanti appuntamenti on line in tutto il circondario
Cronaca 17 Ottobre 2020

Il collettivo maschile Oltreadamo contro la violenza di genere: «Un tema che coinvolge tutti»

Da quattro anni nel circondario imolese è attivo il collettivo maschile Oltreadamo, gruppo che conta una decina di uomini impegnati a livello culturale contro la violenza di genere. «Il gruppo nasce da uno stimolo dell’associazione PerLeDonne – racconta uno dei componenti, Tiziano Tosarelli -. Dopo la prima assemblea maschile volontariamente convocata per riflettere sui temi della violenza di genere e di quello che c’è dietro, il gruppo ha strutturato il proprio lavoro secondo un calendario di incontri periodici che teniamo nella sede dell’associazione PerLeDonne. Quello che facciamo, discutendo ma anche proponendo eventi pubblici, è partire dal presupposto che la violenza contro le donne è un tema che tocca tutti, anche i maschi che non alzerebbero mai un dito, o la voce, contro una donna. Perché tutti siamo figli, fratelli, mariti, compagni, colleghi di una donna, o altri tipi di relazione. Alla base della violenza di genere vi è una cultura patriarcale che genera vittime non solo nelle donne maltrattate, le prime vittime, e in chi sta loro vicino; il patriarcato ha risvolti negativi in termini economici, psicologici e sociali. Il nostro obiettivo è il superamento definitivo del patriarcato». (mi.mo.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 15 ottobre.

Nella foto: un evento del collettivo maschile Oltreadamo

Il collettivo maschile Oltreadamo contro la violenza di genere: «Un tema che coinvolge tutti»
Cronaca 9 Settembre 2020

Calano le segnalazioni, ma la violenza sulle donne purtroppo non cessa

È più facile del previsto incappare in pericolosi sbagli, fino a ridursi a non sapere come uscirne. Se non ci fossero state (le operatrici del centro antiviolenza Trama di terre, nda), chissà se ero ancora qui per scrivere questa lettera. Questa lettera è una testimonianza anonima raccolta e pubblicata sul proprio sito dall’associazione Trama di terre di Imola, che gestisce l’omonimo centro antiviolenza oltre ad occuparsi di numerosi progetti per le donne. Come il gruppo di autodeterminazione, spazio per la condivisione delle esperienze delle donne che partecipano.

Tra aprile e maggio, durante il lockdown, l’emergenza sanitaria in corso ha impedito gli incontri del gruppo ma solo in presenza. Del resto, vista la sua utilità, lo stesso centro antiviolenza non ha mai chiuso le proprie porte. Anche perché, come racconta Alessandra Davide di Trama di terre, durante il lockdown «le richieste di aiuto da parte di nuove donne sono drasticamente calate, ma la violenza non è cessata». Un dato, questo, che si riflette anche nei numeri raccolti dal Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna, che analizza come il lockdown abbia influito negativamente sul numero di richieste di aiuto delle donne vittime di violenza: nel trimestre marzo-maggio, infatti, le donne che si sono rivolte per la prima volta ai 14 centri del coordinamento sono state 585, il venti per cento in meno rispetto al 2019 (con un picco del 53 per cento in meno nel solo mese di marzo). «La casa viene solitamente descritta come un rifugio sicuro, ma non tutte le abitazioni concordano con la rappresentazione della casa dolce casa del modo di dire – continua la Davide -. Nel dettaglio, il nostro centro ha registrato 33 nuovi accessi fino a metà agosto, mentre lo scorso anno erano 50 al 31 luglio (a questi dati si aggiungono quelli del centro antiviolenza PerLeDonne). Non sono calate, invece, le richieste di ospitalità in emergenza, quando cioè la situazione di violenza risulta già grave». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 3 settembre.

Calano le segnalazioni, ma la violenza sulle donne purtroppo non cessa
Cronaca 12 Dicembre 2019

Nell'ex chiesa dell'Osservanza un appuntamento contro la violenza sulle donne con Gessica Notaro

Nell”ambito della serie di iniziative «Senza distinzione alcuna, percorsi di uguaglianza ed equità», stasera 12 dicembre, alle 20.45, nell”ex chiesa del complesso manicomiale dell”Osservanza di Imola (ingresso da via Padovani) è in programma una serata per tenere alta l’attenzione sul drammatico fenomeno della violenza sulle donne con Gessica Notaro.

Il 10 gennaio 2017 Gessica, finalista di Miss Italia, viene aggredita con l’acido dall’ex fidanzato. Oggi è Cavaliere al merito della Repubblica italiana per il coraggio e la determinazione con cui offre la propria testimonianza di vittima e il suo impegno nell’ambito della lotta alla violenza sulle donne, tiene incontri nelle scuole, serate di confronto e approfondimento e collabora con l’associazione «Doppia Difesa», fondata dal ministro Giulia Bongiorno e da Michelle Hunziker, con la quale ha vinto la battaglia per l’approvazione del Codice Rosso.

Gessica dialogherà con Virna Gioiellieri, presidente della commissione Pari opportunità e con Laura Borghi, psicologa. (r.cr.)

Nell'ex chiesa dell'Osservanza un appuntamento contro la violenza sulle donne con Gessica Notaro
Ciucci (ri)belli 29 Gennaio 2019

Bimbi che assistono a scene di violenza in famiglia

Bimbi che assistono a scene di violenza in famiglia: litigi, insulti, percosse o peggio. Si chiama violenza assistita intrafamiliare, dalle gravi conseguenze sull’equilibrio psicologico dei bambini.

Il Comune di Imola ha aderito alla campagna di sensibilizzazione I bambini ci guardano, ideata da Elena Buccoliero (sociologa, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Bologna e direttrice della Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati) e realizzata dalla Fondazione emiliano romagnola vittime dei reati, Regione Emilia Romagna, Centro Donna Giustizia e Comune di Ferrara, Movimento Nonviolento e Centro di ascolto uomini maltrattanti.

Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale farà distribuire i materiali informativi, che saranno disponibili nelle sedi degli enti pubblici, in uffici, negozi e pubblici esercizi. Nello specifico, la campagna è stata creata individuando le “scuse” più comuni utilizzate, per “giustificare” il proprio comportamento violento, dai padri che maltrattano la partner. E’ articolata in 7 locandine ognuna delle quali si rivolge a chi guarda comunicando a più livelli, dalla realtà che gli adulti, presi nel loro conflitto, non riescono a vedere, al vissuto dei bambini.

Una delle 7 locandine della campagna contro la violenza assistita

La violenza assistita intrafamiliare è una piaga ancora per lo più sommersa, di cui gli adulti purtroppo non riconoscono la gravità. Come riporta l’associazione Save the Children nel proprio sito, “in Italia si stima che 427.000 minori, in soli cinque anni, abbiano vissuto la violenza tra le mura domestiche nei confronti delle loro mamme, nella quasi totalità dei casi compiute per mano dell’uomo”. Nello specifico, la stima è stata fatta da Save the Children a partire dai dati diffusi dall’Istat nel 2015, relativa all’arco temporale 2009-2014.

La violenza tra i partner nelle famiglie con figli coinvolge inevitabilmente bambini e ragazzi i quali, anche nei casi non estremi, vedono, sentono, percepiscono quello che accade tra gli adulti. Imparano, anche se non vogliono, che le crisi o i contrasti si risolvono alzando le mani e in molti casi si candidano, da grandi, ad essere coloro che lo rifaranno. I figli sanno, ma gli adulti non ci vogliono pensare. Per attutire il senso di colpa, per non sentirsi cattivi genitori mettono in campo una vasta gamma di negazioni e le difendono oltre ogni logica.

A CHI RIVOLGERSI

E’ importante ricordare che in caso di violenza domestica è fondamentale rompere l’isolamento e trovare il coraggio di parlare con qualcuno di ciò che avviene fra le mura della propria casa. A questo proposito, per avere informazioni in merito, è possibile consultare l’opuscolo Diciamo NO, che contiene una mappa di tutti i soggetti del territorio che, con competenze diversificate, sono in grado di aiutare ad affrontare il difficile percorso di uscita e di rinascita dalla violenza subita ed a cui si assiste.

Informazioni possono essere richieste al Servizio Politiche sociali, abitative e della coesione Città di Imola (piazza Gramsci 21, quarto piano – tel.0542 602580-2590), promozionesociale@comune.imola.bo.it.

Bimbi che assistono a scene di violenza in famiglia
Cronaca 25 Novembre 2018

25 novembre, i dati sulla violenza nei confronti delle donne: un fenomeno diffuso anche nel nostro territorio

Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è l’occasione per analizzare l’andamento della violenza di genere nel nostro territorio. Si tratta purtroppo di un fenomeno piuttosto diffuso, come dimostrano i numeri forniti in questi giorni da enti e associazioni che forniscono assistenza, sostegno e protezione alle vittime e nella maggioranza dei casi anche ai loro figli minori.

All’Asp del Circondario imolese, nel corso dell’ultimo triennio (2016/2017/2018) si sono rivolte 67 donne segnalando per la prima volta di avere subito maltrattamenti e violenze. In maggioranza si tratta di madri, per un totale di 80 minori vittime di violenza assistita. Gli operatori dell’azienda, che investe oltre 300.000 euro l’anno a sostegno delle donne che hanno subito violenza, sono impegnati a offrire a tutti un progetto di sostegno personalizzato, finalizzato alla protezione, alla messa in sicurezza e alla fuoriuscita dalla condizione di maltrattamento per una autonomia personale libera dalla violenza. Diversi i progetti attivati dall’Asp, tra cui quello mirato a promuovere l’autonomia abitativa di sei donne vittime di violenza e dei loro figli e l’azione “Continuità del consolidamento e potenziamento della rete di servizi a favore delle donne vittime di violenza e dei loro figli, finanziato dalla Regione Emilia Romagna con 36.000 euro.

Passando all’associazione Perledonne, i dati del centro antiviolenza si riferiscono al periodo dal 1° gennaio al 15 ottobre 2018. «Le nostre operatrici – sottolinea l”associazione – hanno accolto 46 donne (39 italiane e 7 straniere), la maggior parte delle quali comprese nella fascia di età 18-60 anni; che hanno subìto una qualche forma accertata di violenza da mariti, compagni, ex partner; con buon livello di istruzione (la maggior parte di loro è diplomata o laureata) e con un lavoro. Un dato allarmante su tutti: i figli delle donne accolte (quindi potenziali vittime di violenze attuali e/o pregresse) sono in totale 62 (di cui 29 sicuramente minorenni). Bambine e bambini, ragazze e ragazzi che hanno respirato, sofferto, visto con i propri occhi atti di violenza in casa loro».

Per quanto riguarda invece il centro antiviolenza attivo sul territorio gestito da Trama di Terre, si registrano nei primi 10 mesi del 2018 88 donne che hanno chiesto aiuto, 49 delle quali si sono rivolte al centro per la prima volta (21 italiane, 28 straniere). Anche in questo caso le violenze sono avvenute in gran parte in famiglia, da parte del coniuge/partner o di altri parenti maschi (padre, fratelli) oppure di ex mariti e fidanzati.

Per chiudere con una panoramica del fenomeno in Emilia Romagna, le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza del Coordinamento regionale fra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2018 sono state complessivamente 3629, di cui il 75,8% per la prima volta (il 61,1% di quelle nuove sono italiane). Oltre il 63% di quelle che si sono rivolte a un centro antiviolenza del Coordinamento ha subito violenza fisica, il 35,8 violenza economica, il 12,9% violenza sessuale, l’88,9 violenze psicologiche. A ottobre 2018 sono state 273 le donne ospitate nelle strutture in dotazione dei centri antiviolenza del Coordinamento regionale. Oltre due terzi (il 69,9%) sono state ospitate insieme ai propri figli, per un totale di 566 donne e minori. Sia le donne che hanno subito violenza sia quelle ospitate sono in aumento rispetto al 2015.

25 novembre, i dati sulla violenza nei confronti delle donne: un fenomeno diffuso anche nel nostro territorio
Cronaca 22 Novembre 2018

Tesi di laurea, testimonianze dal Kurdistan iracheno e spettacoli teatrali per dire No alla violenza sulle donne

Sono tante le iniziative promosse da istituzioni, associazioni, centri antiviolenza in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. 

«Sopravvissute all”Isis. Nel cuore di chi resiste» è l”appuntamento che Trama di Terre propone venerdì 23 novembre, alle 18, nella sede dell”associazione in via Aldrovandi 31 a Imola. Tiziana Dal Pra, fondatrice di  Trama di terre e Cristina Cattafesta, presidente del Cisda (Comitato italiano di sostegno alle donne afghane detenute in Turchia nel giugno 2018), racconteranno le esperienze nei campi profughi del Kurdistan iracheno.

Sempre venerdì 23 novembre, alle 18, alla sala delle Stagioni di via Emilia 25 a Imola, l”associazione Perledonne premierà invece tre tesi di laurea magistrale sulla violenza di genere nell”ambito del concorso “Dai valore al merito”, finanziato con i fondi del 5×1000 destinati all”associazione. La premiazione sarà preceduta da una performance teatrale delle Officine Guitti di Bologna. La commissione che ha esaminato le tesi era formata da Stefano Ciccone, fondatore del gruppo Maschile plurale, Mara Cinquepalmi, segretaria di Giulia (Giornaliste unite libere autonome), Carmen La Rocca, responsabile del Centro antiviolenza Perledonne, da Alessia Sorgato e dalla presidente di Udi Bologna, Katia Graziosi.

L”associazione Perledonne organizza altri appuntamenti nel weekend: ancora venerdì 23, ma questa volta nella sala del Suffragio di Medicina (via Libertà 60), alle 20.45 è in programma lo spettacolo teatrale a ingresso gratuito “Malanova”. La Malanova è colei che “porta cattive notizie, disgrazie” ed è il nome che le donne e gli uomini di San Martino, in Calabria, attribuirono ad Anna Maria Scarfò, una giovanissima ragazza calabrese che, dai 13 ai 16 anni, subì reiterate violenze di gruppo da parte di molti uomini del paese, ma che trovò la forza di denunciare dando il via al processo che spinse le istituzioni a inserirla nel programma di protezione. 

Sabato 24 novembre, dalle 10 alle 13, alla biblioteca di Borgo Tossignano, sempre curato da Perledonne ci sarà l”incontro formativo “La politica in forma/azione. Percorso formativo su politiche di genere e contrasto alla violenza contro le donne”. Domenica 25 novembre, alle 10.30 in piazza XX Settembre a Castel San Pietro Terme, il punto territoriale dell’associazione ha organizzato infine un flashmob aperto a tutta la cittadinanza.

Tesi di laurea, testimonianze dal Kurdistan iracheno e spettacoli teatrali per dire No alla violenza sulle donne

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