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Ciucci (ri)belli 29 Gennaio 2019

Bimbi che assistono a scene di violenza in famiglia

Bimbi che assistono a scene di violenza in famiglia: litigi, insulti, percosse o peggio. Si chiama violenza assistita intrafamiliare, dalle gravi conseguenze sull’equilibrio psicologico dei bambini.

Il Comune di Imola ha aderito alla campagna di sensibilizzazione I bambini ci guardano, ideata da Elena Buccoliero (sociologa, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Bologna e direttrice della Fondazione emiliano romagnola per le vittime dei reati) e realizzata dalla Fondazione emiliano romagnola vittime dei reati, Regione Emilia Romagna, Centro Donna Giustizia e Comune di Ferrara, Movimento Nonviolento e Centro di ascolto uomini maltrattanti.

Nei prossimi giorni l’Amministrazione comunale farà distribuire i materiali informativi, che saranno disponibili nelle sedi degli enti pubblici, in uffici, negozi e pubblici esercizi. Nello specifico, la campagna è stata creata individuando le “scuse” più comuni utilizzate, per “giustificare” il proprio comportamento violento, dai padri che maltrattano la partner. E’ articolata in 7 locandine ognuna delle quali si rivolge a chi guarda comunicando a più livelli, dalla realtà che gli adulti, presi nel loro conflitto, non riescono a vedere, al vissuto dei bambini.

Una delle 7 locandine della campagna contro la violenza assistita

La violenza assistita intrafamiliare è una piaga ancora per lo più sommersa, di cui gli adulti purtroppo non riconoscono la gravità. Come riporta l’associazione Save the Children nel proprio sito, “in Italia si stima che 427.000 minori, in soli cinque anni, abbiano vissuto la violenza tra le mura domestiche nei confronti delle loro mamme, nella quasi totalità dei casi compiute per mano dell’uomo”. Nello specifico, la stima è stata fatta da Save the Children a partire dai dati diffusi dall’Istat nel 2015, relativa all’arco temporale 2009-2014.

La violenza tra i partner nelle famiglie con figli coinvolge inevitabilmente bambini e ragazzi i quali, anche nei casi non estremi, vedono, sentono, percepiscono quello che accade tra gli adulti. Imparano, anche se non vogliono, che le crisi o i contrasti si risolvono alzando le mani e in molti casi si candidano, da grandi, ad essere coloro che lo rifaranno. I figli sanno, ma gli adulti non ci vogliono pensare. Per attutire il senso di colpa, per non sentirsi cattivi genitori mettono in campo una vasta gamma di negazioni e le difendono oltre ogni logica.

A CHI RIVOLGERSI

E’ importante ricordare che in caso di violenza domestica è fondamentale rompere l’isolamento e trovare il coraggio di parlare con qualcuno di ciò che avviene fra le mura della propria casa. A questo proposito, per avere informazioni in merito, è possibile consultare l’opuscolo Diciamo NO, che contiene una mappa di tutti i soggetti del territorio che, con competenze diversificate, sono in grado di aiutare ad affrontare il difficile percorso di uscita e di rinascita dalla violenza subita ed a cui si assiste.

Informazioni possono essere richieste al Servizio Politiche sociali, abitative e della coesione Città di Imola (piazza Gramsci 21, quarto piano – tel.0542 602580-2590), promozionesociale@comune.imola.bo.it.

Bimbi che assistono a scene di violenza in famiglia
Cronaca 25 Novembre 2018

25 novembre, i dati sulla violenza nei confronti delle donne: un fenomeno diffuso anche nel nostro territorio

Il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è l’occasione per analizzare l’andamento della violenza di genere nel nostro territorio. Si tratta purtroppo di un fenomeno piuttosto diffuso, come dimostrano i numeri forniti in questi giorni da enti e associazioni che forniscono assistenza, sostegno e protezione alle vittime e nella maggioranza dei casi anche ai loro figli minori.

All’Asp del Circondario imolese, nel corso dell’ultimo triennio (2016/2017/2018) si sono rivolte 67 donne segnalando per la prima volta di avere subito maltrattamenti e violenze. In maggioranza si tratta di madri, per un totale di 80 minori vittime di violenza assistita. Gli operatori dell’azienda, che investe oltre 300.000 euro l’anno a sostegno delle donne che hanno subito violenza, sono impegnati a offrire a tutti un progetto di sostegno personalizzato, finalizzato alla protezione, alla messa in sicurezza e alla fuoriuscita dalla condizione di maltrattamento per una autonomia personale libera dalla violenza. Diversi i progetti attivati dall’Asp, tra cui quello mirato a promuovere l’autonomia abitativa di sei donne vittime di violenza e dei loro figli e l’azione “Continuità del consolidamento e potenziamento della rete di servizi a favore delle donne vittime di violenza e dei loro figli, finanziato dalla Regione Emilia Romagna con 36.000 euro.

Passando all’associazione Perledonne, i dati del centro antiviolenza si riferiscono al periodo dal 1° gennaio al 15 ottobre 2018. «Le nostre operatrici – sottolinea l”associazione – hanno accolto 46 donne (39 italiane e 7 straniere), la maggior parte delle quali comprese nella fascia di età 18-60 anni; che hanno subìto una qualche forma accertata di violenza da mariti, compagni, ex partner; con buon livello di istruzione (la maggior parte di loro è diplomata o laureata) e con un lavoro. Un dato allarmante su tutti: i figli delle donne accolte (quindi potenziali vittime di violenze attuali e/o pregresse) sono in totale 62 (di cui 29 sicuramente minorenni). Bambine e bambini, ragazze e ragazzi che hanno respirato, sofferto, visto con i propri occhi atti di violenza in casa loro».

Per quanto riguarda invece il centro antiviolenza attivo sul territorio gestito da Trama di Terre, si registrano nei primi 10 mesi del 2018 88 donne che hanno chiesto aiuto, 49 delle quali si sono rivolte al centro per la prima volta (21 italiane, 28 straniere). Anche in questo caso le violenze sono avvenute in gran parte in famiglia, da parte del coniuge/partner o di altri parenti maschi (padre, fratelli) oppure di ex mariti e fidanzati.

Per chiudere con una panoramica del fenomeno in Emilia Romagna, le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza del Coordinamento regionale fra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2018 sono state complessivamente 3629, di cui il 75,8% per la prima volta (il 61,1% di quelle nuove sono italiane). Oltre il 63% di quelle che si sono rivolte a un centro antiviolenza del Coordinamento ha subito violenza fisica, il 35,8 violenza economica, il 12,9% violenza sessuale, l’88,9 violenze psicologiche. A ottobre 2018 sono state 273 le donne ospitate nelle strutture in dotazione dei centri antiviolenza del Coordinamento regionale. Oltre due terzi (il 69,9%) sono state ospitate insieme ai propri figli, per un totale di 566 donne e minori. Sia le donne che hanno subito violenza sia quelle ospitate sono in aumento rispetto al 2015.

25 novembre, i dati sulla violenza nei confronti delle donne: un fenomeno diffuso anche nel nostro territorio
Cronaca 22 Novembre 2018

Tesi di laurea, testimonianze dal Kurdistan iracheno e spettacoli teatrali per dire No alla violenza sulle donne

Sono tante le iniziative promosse da istituzioni, associazioni, centri antiviolenza in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. 

«Sopravvissute all”Isis. Nel cuore di chi resiste» è l”appuntamento che Trama di Terre propone venerdì 23 novembre, alle 18, nella sede dell”associazione in via Aldrovandi 31 a Imola. Tiziana Dal Pra, fondatrice di  Trama di terre e Cristina Cattafesta, presidente del Cisda (Comitato italiano di sostegno alle donne afghane detenute in Turchia nel giugno 2018), racconteranno le esperienze nei campi profughi del Kurdistan iracheno.

Sempre venerdì 23 novembre, alle 18, alla sala delle Stagioni di via Emilia 25 a Imola, l”associazione Perledonne premierà invece tre tesi di laurea magistrale sulla violenza di genere nell”ambito del concorso “Dai valore al merito”, finanziato con i fondi del 5×1000 destinati all”associazione. La premiazione sarà preceduta da una performance teatrale delle Officine Guitti di Bologna. La commissione che ha esaminato le tesi era formata da Stefano Ciccone, fondatore del gruppo Maschile plurale, Mara Cinquepalmi, segretaria di Giulia (Giornaliste unite libere autonome), Carmen La Rocca, responsabile del Centro antiviolenza Perledonne, da Alessia Sorgato e dalla presidente di Udi Bologna, Katia Graziosi.

L”associazione Perledonne organizza altri appuntamenti nel weekend: ancora venerdì 23, ma questa volta nella sala del Suffragio di Medicina (via Libertà 60), alle 20.45 è in programma lo spettacolo teatrale a ingresso gratuito “Malanova”. La Malanova è colei che “porta cattive notizie, disgrazie” ed è il nome che le donne e gli uomini di San Martino, in Calabria, attribuirono ad Anna Maria Scarfò, una giovanissima ragazza calabrese che, dai 13 ai 16 anni, subì reiterate violenze di gruppo da parte di molti uomini del paese, ma che trovò la forza di denunciare dando il via al processo che spinse le istituzioni a inserirla nel programma di protezione. 

Sabato 24 novembre, dalle 10 alle 13, alla biblioteca di Borgo Tossignano, sempre curato da Perledonne ci sarà l”incontro formativo “La politica in forma/azione. Percorso formativo su politiche di genere e contrasto alla violenza contro le donne”. Domenica 25 novembre, alle 10.30 in piazza XX Settembre a Castel San Pietro Terme, il punto territoriale dell’associazione ha organizzato infine un flashmob aperto a tutta la cittadinanza.

Tesi di laurea, testimonianze dal Kurdistan iracheno e spettacoli teatrali per dire No alla violenza sulle donne
Cronaca 22 Novembre 2018

Due panchine rosse saranno inaugurate a Imola e Medicina in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne

La panchina rossa è il simbolo di un progetto di sensibilizzazione che gli Stati generali delle donne hanno lanciato già da qualche anno, in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale istituita dall”Onu contro la violenza di genere. Dipingere una panchina di rosso vuole così testimoniare la volontà dell”impegno quotidiano contro il femminicidio, contro ogni genere di violenza e discriminazione contro le donne e per la promozione della parità di genere.

Sabato 24 novembre e domenica 25 saranno inaugurate a Imola e Medicina due panchine rosse. Sabato alle 10.30, l”Asp Circondario imolese, nell”ambito delle iniziative promosse dall”assessorato e dalla Commissione pari opportunità del Comune di Imola, inaugurerà la sua panchina rossa all”interno della Cra (Casa residenza anziani) «Fiorella Baroncini», in via Montericco, come «metafora del constante impegno dell’Azienda per contrastare il fenomeno e dare sostegno e protezione a donne e minori vittime di violenza».

Domenica 25 a partire dalle 15, nel parco di villa Pasi in via Osservanza a Medicina, l”associazione Perledonne, in collaborazione con l”Amministrazione comunale, organizzerà una manifestazione durante la quale sarà dipinta di rosso una panchina, per sensibilizzare i cittadini, e soprattutto le giovani generazioni, contro la violenza di genere. La «panchina rossa» sarà l”emblema del «posto occupato» da una donna vittima di femminicidio.

Due panchine rosse saranno inaugurate a Imola e Medicina in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne
Cronaca 19 Novembre 2018

Fino al 13 dicembre tante iniziative in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale contro il femminicidio e la violenza maschile sulle donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 in ricordo delle tre attiviste politiche della Repubblica Dominicana, le sorelle Mirabal, violentate e uccise da uomini dell’esercito durante la dittatura di Rafael Trujillo.

Anche quest’anno l’assessorato e la commissione Pari opportunità di Imola hanno presentato il calendario con le iniziative promosse in città da associazioni e istituzioni – Trama di terre, Perledonne, Circondario, Circolo Fiorella Baroncini e, per la prima volta in questa occasione, anche l’Anpi – che fino al 13 dicembre affronteranno il tema della violenza di genere nelle sue diverse sfaccettature (il programma completo è sul sito del Comune di Imola, nell’area tematica «Cultura e Società»).

«La violenza contro le donne – ha dichiarato l’assessore al Welfare, Ina Dhimgjini presentando le iniziative – rappresenta un fenomeno purtroppo in costante crescita. Intorno a questo tema non basta più riflettere, occorre dare un segnale forte, con azioni concrete. Occorre anche un lavoro di fondo sui carnefici, che pensano di trasmettere amore con la violenza». Sul territorio non ci sono dati univoci in grado di descrivere la gravità del fenomeno. Nella prima metà del 2018 si sono rivolte al pronto soccorso circa 150 donne, mentre all’Asp si registrano in media venti nuovi casi all’anno. «Nel 2017 – dettaglia Alessandra Davide, referente del Centro antiviolenza di Trama di terre e dallo scorso giugno anche presidente dell’associazione – abbiamo seguito 109 casi di maltrattamento e violenza, 76 dei quali nuovi. Fra questi ultimi, quelli riguardanti donne straniere sono stati 40, non molti di più rispetto ai casi di donne italiane. Dati più o meno in linea con gli anni precedenti. Oggi però le donne sembrano chiedere aiuto molto prima e questo è un risultato importante, frutto della sensibilizzazione e del lavoro di rete fatto in questi anni».

Ogni anno l’Asp circondario imolese investe risorse per garantire servizi sociali, sanitari e per pagare le rette nelle strutture di accoglienza. «Nel 2017 – spiega Maria Grazia Ciarlatani, dell’ufficio di Piano del Circondario – sono stati impiegati 270 mila euro, a cui si aggiungono 15.800 euro per le fasi di seconda accoglienza e 5.500 euro per i percorsi di autonomia, fondi messi a disposizione dai Comuni del Circondario». Un’ulteriore risposta contro la violenza sarà l’attivazione della «stanza rosa» da parte dei carabinieri di Imola all’interno della caserma, novità annunciata dalla stessa Dhimgjini. Uno spazio, analogo a quello aperto lo scorso giugno a Castenaso, dedicato alle donne e ai minori vittime di violenza, dove poter effettuare denunce e segnalazioni attraverso personale formato che assicura protezione e tutela della privacy.

A precisa domanda, è stata anche motivata la mancata presa di posizione da parte del Movimento 5 Stelle contro il disegno di legge Pillon su separazione e affido, a seguito dell’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale lo scorso 6 novembre. Un disegno di legge che rischia di limitare la liberà di scelta soprattutto delle donne vittime di violenza familiare. L’ordine del giorno non è passato con il voto contrario della Lega e l’astensione del Movimento 5 Stelle. «Anche se ci sono molti aspetti che non condividiamo di questo disegno di legge – ha replicato la presidente del Consiglio comunale, Stefania Chiappe – non vogliamo votare un testo che non è ancora definitivo».(lo. mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto un momento della manifestazione imolese contro il disegno di legge Pillon

Fino al 13 dicembre tante iniziative in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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