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Cronaca 28 Maggio 2020

Coronavirus, 23 donatori dell'Avis di Imola guariti dalla malattia disponibili a donare il plasma

In attesa di un vaccino, le «armi» contro il nemico invisibile sono farmaci e terapie. In questi mesi i medici hanno proceduto, con l’urgenza delle vite da salvare, in una rincorsa per aggiustamenti successivi, che non bastano a chi vorrebbe invece soluzioni semplici e immediate per sconfiggere il Coronavirus. In questi giorni una delle attenzioni massime è nei confronti del plasma iperimmune, cioè quello dei pazienti guariti dal Covid-19. La Regione ha aderito allo studio nazionale «Tsunami» messo a punto dall’Agenzia italiana del farmaco e dall’Istituto superiore di sanità. Luigi Viale, direttore dell’infettivologia del Sant’Orsola, ha spiegato che i dati «sono ancora scarsi e riguardano pazienti trattati in fase di malattia avanzata, curati anche con altri farmaci».

Alfiere del trattamento è Giuseppe De Donno, primario di Pneumologia dell’Azienda ospedaliera «Carlo Poma» di Mantova. Ora occorre verificarne l’efficacia in fase più precoce, in assenza di altre cure e con un più lungo follow-up. Nel frattempo l’Emilia Romagna ha predisposto un protocollo di studio per valutare quale potrebbe essere la reale capacità produttiva di plasma iperimmune da parte della Rete trasfusionale regionale. Primo passo, identificare chi può essere considerato idoneo a diventare donatore. Non tutti i guariti, come precisa l’Avis nazionale, presentano il necessario «alto titolo anticorpale, cioè un livello elevato di anticorpi specifici utili». L’Avis di Imola, che conta 4000 volontari, si è già mossa e ha contattato e registrato, ad oggi, i nominativi «di 23 nostri donatori guariti dopo la malattia da Covid-19 e che, con la consueta generosità, si sono resi disponibili». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 maggio

Coronavirus, 23 donatori dell'Avis di Imola guariti dalla malattia disponibili a donare il plasma
Cronaca 17 Aprile 2020

Prosegue anche durante l'emergenza Coronavirus l'attività dell'Officina Sant'Ermanno

Non si è fermata in questi mesi, malgrado l”emergenza Coronavirus, l”attività dell”associazione Officina Sant”Ermanno aps, che ha mantenuto costantemente i contatti telematici con i suoi ragazzi, con l”obiettivo di porre le basi per la messa in scena del prossimo spettacolo. In questo periodo i “Fantasticamente Abili” dell”associazione, secondo il racconto della vicepresidente Alessandra Ravaglia, «hanno pertanto potuto seguire corsi di danza e di recitazione online, disegnando tanti arcobaleni per dire che #andrà tutto bene».

Il prolungarsi delle restrizioni ordinate per arginare il contrasto alla pandemia non consentiranno purtroppo di allestire lo spettacolo annuale in occasione di Imola in Musica se questa si svolgerà a settembre, ma l”obiettivo, conclude la vicepresidente, «è quello di portare in scena entro la fine dell”anno la nuova produzione, sempre coadiuvati dalle nostre punte di diamante, il regista Giorgio Barlotti e le insegnanti Lucia Ricalzone e Michela Rossi, oltre, ovviamente, a tutti gli altri nostri insegnanti». (r.cr.)

Prosegue anche durante l'emergenza Coronavirus l'attività dell'Officina Sant'Ermanno
Cronaca 13 Aprile 2020

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri

C’è un dramma nel dramma che si manifesta in conseguenza non tanto dell’emergenza sanitaria, quanto delle misure decise dalle autorità per arginare il contagio: l’aumento delle persone e dei nuclei familiari sotto la soglia di povertà. Le attività costrette a chiudere e gli impieghi precari hanno tolto infatti la fonte di sostentamento a tante persone.

A fotografare la situazione sono le associazioni che operano per aiutare chi ha bisogno, a cominciare dalla Caritas diocesana, che non ha smesso di tenere aperto il suo centro di ascolto, nonostante la fatica per il minor numero di volontari a disposizione e l’obbligo di rispettare le prescrizioni anti-Coronavirus.
«Vediamo famiglie sempre più disperate – conferma il direttore, Luca Gabbi –. A volte le stesse, più disperate di prima, ma anche diverse nuove. Riceviamo moltissime telefonate e richieste di delucidazioni, non occorre essere profeti per capire che si prospettano momenti a dir poco delicati. I lavoratori precari, a chiamata e in nero sono tutti a casa e c’è una richiesta maggiore di viveri che arriva a No Sprechi. La ripresa economica degli ultimi tempi aveva aiutato molte fasce deboli che, ora che è tornata la secca, sono rimaste a piedi. Non parlo solo di chi lavorava in ristoranti e pizzerie, ma anche di alcuni commercianti e artigiani edili ora fermi».
Poiché la mensa è chiusa, la Caritas consegna i cestini con i pasti preparati dalla mensa Acli per il pranzo di mezzogiorno. Pasti che sono «quasi raddoppiati», aggiunge Gabbi. (mi.ta.)

Tutte le interviste sul numero del Sabato sera del 6 aprile

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, il lavoro alla sede dell”associazione No sprechi

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri
Cronaca 18 Marzo 2020

Coronavirus, i Comuni e i volontari si organizzano per la consegna dei farmaci a domicilio

Tra i servizi utili per le persone costrette a casa in questi giorni c’è quello di recapito farmacia domicilio, indispensabile ad esempio per gli anziani e le persone più fragili perché malate o immunodepresse. Diversi Comuni si stanno organizzando per garantire questo servizio.

Il Comune di Imola, che ha attivato ieri il Centro operativo comunale (Coc) per la gestione dell”emergenza Coronavirus, ha concordato con il Comitato di Imola della Croce Rossa le modalità di svolgimento di questo servizio al quale è già stato dato il via. La Cri, in particolare, è unica referente per i pazienti positivi e per quelli in quarantena: i loro elenchi sono forniti direttamente dall”Azienda usl e sarà la stessa Croce Rossa a contattare gli interessati per dare una risposta alle loro esigenze. Per quanto riguarda invece le altre persone che dovessero trovarsi in difficoltà, perché anziani o perché privi di una rete familiare, ma non in isolamento domiciliare, potranno telefonare al centralino del Comune (0542 602111) dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 19 e il sabato dalle 7 alle 13 e la loro richiesta sarà inoltrata al Servizio di protezione civile comunale.

Analogamente l”Amministrazione comunale di Castel San Pietro Terme, supportata dal volontariato locale, sta organizzando il servizio di consegna farmaci (e anche della spesa a domicilio) per i cittadini in condizioni di difficoltà. Anche in questo caso occorre chiamare il Comune (051 6954154) oppure inviare una mail al vicesindaco Andrea Bondi (andrea.bondi@castelsanpietroterme.bo.it). Gli interessati saranno poi ricontattati per accordi. Un numero di telefono di riferimento è attivo inoltre a Castel Guelfo (339 3115366), dove è disponibile un servizio di volontari per portare a casa la spesa ed i farmaci alle persone anziane e sole in difficoltà,  mentre a Borgo Tossignano il sindaco Mauro Ghini mette a disposizione il proprio numero di cellulare (340 3730010) per le segnalazioni di anziani e persone in difficoltà, specificando la presenza di volontari in grado di recapitare a casa spesa e beni di prima necessità.

Infine, ricordiamo che è stato sottoscritto a livello nazionale un accordo tra Croce rossa italiana, Federfarma e Assofarm, per intensificare il servizio di consegna gratuita a favore di over 65 o persone non autosufficienti, soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (temperatura sopra i 37,5°), in quarantena o risultati positivi al Covid-19. Si tratta di un servizio attivabile attraverso il numero verde 800065510. Un altro numero verde (800189521), sempre legato al servizio di consegna farmaci a domicilio, è invece quello ordinario messo a disposizione da Federfarma. (mi.ta.)

Altre informazioni sono su «sabato sera» del 19 marzo in edicola da domani

Coronavirus, i Comuni e i volontari si organizzano per la consegna dei farmaci a domicilio
Ciucci (ri)belli 14 Gennaio 2020

A Imola nella pediatria di via Serraglio circolano… i trenini

Andare dal pediatra e trovare nella sala d’attesa un paesaggio in miniatura con trenini, città, fiume e colline. E’ il Plastico della solidarietà, un modellino ferroviario in scala 1:160, all’interno del quale circolano tre trenini contemporaneamente.
Ne è autore il pediatra Lamberto Reggiani, che lo ha creato pensando ai bimbi, vicini e lontani. “Il Plastico – ci spiega – è per i bambini ed è stato costruito da me per raccogliere offerte per l’Associazione Onlus Kasomay, per pagare farmaci e interventi chirurgici ai bambini della Regione della Casamance in Senegal, dove opera appunto la nostra associazione. Fatelo vedere ai vostri bambini e aiutateci a curare quei bambini che non hanno i soldi per comprare i farmaci e pagare gli interventi chirurgici”.

L’installazione si trova nella pediatria di gruppo di via Serraglio 18 a Imola. Si può visitare dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 15 alle 19, dal lunedì al venerdì, e funziona ogni 30 minuti per 12 minuti. Offerta libera.

Nelle foto: alcuni dettagli del Plastico della solidarietà, in mostra nella pediatria di gruppo di via Serraglio a Imola

A Imola nella pediatria di via Serraglio circolano… i trenini
Cronaca 29 Novembre 2019

Torna l'ultimo sabato di novembre la Colletta Alimentare in 44 punti vendita nel circondario imolese più Ozzano

E’ tutto pronto per la Giornata nazionale della Colletta alimentare. Chi andrà a fare la spesa domani, sabato 30 novembre, troverà infatti, nella stragrande maggioranza dei supermercati (sono 44 i punti vendita aderenti quest’anno all’iniziativa nel circondario imolese più Ozzano), i gilet gialli del Banco alimentare, impegnati nella 23ª edizione della ben nota raccolta solidale di alimenti a lunga conservazione destinati alle persone bisognose. Un rito che nella nostra regione, nel 2018, ha coinvolto poco meno di 20 mila volontari in 1.164 punti vendita. Un anno fa, la giornata ha permesso di raccogliere quasi 844 tonnellate di prodotti, che sono poi stati successivamente redistribuiti a mense e associazioni convenzionate a beneficio delle famiglie assistite.

«Per noi il gesto della Colletta alimentare – ha dichiarato il presidente della Fondazione Banco alimentare, Giovanni Bruno, nel presentare l’edizione 2019 dell’iniziativa – ha innanzitutto una valenza educativa che dà senso all’azione sociale. La Colletta alimentare ci educa e testimonia a tutti che è possibile cambiare pezzi di vita, restituirli alla dignità e alla speranza, spezzando l’indifferenza. Vogliamo ricordare a noi stessi, ai volontari che si adoperano per renderla possibile, e quindi a tutti i nostri concittadini, che solo la gratuità, la solidarietà e il dono rendono realmente umana la convivenza civile e vincono l’indifferenza, causa vera di tante ingiustizie. Per questo proponiamo a tutti di partecipare alla Colletta, gesto semplice di straordinaria solidarietà e carità».

Le modalità di svolgimento della Colletta sono le stesse degli altri anni: all’ingresso dei punti vendita, i volontari consegneranno ai clienti i sacchetti per gli alimenti, che dovranno essere a lunga conservazione per poter essere stoccati nei magazzini del Banco (a Zello, lo ricordiamo, si trova il magazzino principale del Banco Emilia Romagna) ed essere poi consegnati in un secondo tempo, in qualche caso anche a distanza di alcuni mesi. I generi oggetto della raccolta sono, in particolare, alimenti per l’infanzia, tonno in scatola, riso, olio, legumi, sughi e pelati, biscotti. (r.cr.)

Torna l'ultimo sabato di novembre la Colletta Alimentare in 44 punti vendita nel circondario imolese più Ozzano
Cronaca 25 Novembre 2019

Dopo i vandalismi i volontari di Casalfiumanese rilanciano: «Spieghiamo ai giovani il valore del nostro lavoro»

Una ventina di anni fa Maria Elvirini di Casalfiumanese ebbe l’idea di dare una mano nella cura di parco Manusardi, che non è solo il grande prato verde che circonda la villa omonima, ma comprende ben sette ettari di terreno e bosco. Le volontarie, inizialmente solo due, facevano parte dell’Auser di Casalfiumanese e oggi a occuparsi del verde ci sono circa una ventina di associati.

«Ci occupiamo delle attività più svariate – spiega il referente Gaspare Aramini –. Facciamo manutenzione delle aiuole, sistemiamo i giochi e, di recente, avevamo carteggiato e ridipinto tutte le 23 panchine di parco Manusardi. Anni fa aiutavamo anche a tagliare l’erba, ma ora l’età non ce lo permette più. Anche a San Martino c’è un gruppo di otto persone che si occupa dei piccoli interventi sul verde».I volontari dell’Auser casalese non si occupano solo di parchi e aiuole: tengono aperto un ambulatorio infermieristico, accompagnano anziani o persone sole alle visite e agli esami, aiutano i vigili per garantire un’uscita e un’entrata sicura a scuola.

L’atto vandalico del 23 ottobre scorso non ha mancato di scatenare un dibattito dentro l’associazione su come evitare che si ripeta, sebbene gli stessi volontari non vogliano in alcun modo ingigantire la questione, per quanto spiacevole sia stata. «Abbiamo condiviso il percorso fatto dall’amministrazione comunale (oltre a denunciare l’accaduto ai carabinieri, si chiedeva ai cittadini di segnalare se avessero visto qualcuno compiere atti di vandalismo, ndr) perché queste azioni non possono essere considerate solo semplici bravate – spiega Aramini –. Alcuni dicono che una denuncia non servirà a niente, ma io non sono dello stesso parere, soprattutto se eventi del genere dovessero ripetersi. In un paese come il nostro, dove c’è solo un cantoniere comunale, i lavori dei volontari possono sembrare delle piccole cose, ma sono importanti per la comunità. Poi, ovviamente, si pone il problema di come coinvolgere i ragazzi, come fargli capire il valore del volontariato». (re. co.)

Ulteriori particolari nel numero di Sabato sera del 21 novembre

Dopo i vandalismi i volontari di Casalfiumanese rilanciano: «Spieghiamo ai giovani il valore del nostro lavoro»
Cronaca 9 Novembre 2019

I vigili del fuoco volontari di Medicina a caccia di 25.000 euro per rimettere in sesto un'autopompa

Oltre a gestire le emergenze, i vigili del fuoco volontari del distaccamento di Medicina si sono sempre dati da fare anche per migliorare il proprio parco mezzi. Di recente, ad esempio, hanno «messo gli occhi» su un’autopompa Iveco City Eurofire che vorrebbero rimettere a nuovo. «E’ un mezzo che ha 20 anni – spiega il capo distaccamento, Giulio Pancaldi-. Era utilizzato dal comando provinciale di Bologna, ma è stato dismesso. Può trasportare sei persone e grazie alle sue piccole dimensioni può essere usato in molti interventi, ad esempio nei centri storici, nei piccoli incendi e per gli incidenti stradali. Per noi sarebbe molto utile e abbiamo deciso di rimetterlo a nuovo. Con risorse interne abbiamo smontatop arte del motore, che ha problemi di raffreddamento, e ora si trova in un’officina di Castel San Pietro che lo sistemerà. In un secondo momento, invece, bisognerà intervenire sulla carrozzeria»

Complessivamente, i pompieri hanno stimato che per rimettere in strada l’autopompa occorreranno 25 mila euro. Come già accaduto in passato, l’associazione Amici dei pompieri di Medicina si sta muovendo per cercare sponsor che coprano i costi della manutenzione. Non è la prima volta, infatti, che aziende, associazioni, privati cittadini e lo stesso Comune di Medicina tendono la mano ai vigili del fuoco, dimostrandola vicinanza della comunità a chi sceglie di dedicare parte del tempo alla gestione delle emergenze. Un lavoro che può essere pericoloso, come dimostra la recente morte di tre pompieri nell’esplosione di una cascina nell’Alessandrino. L’anno scorso, grazie a 60 mila euro ottenuti da donazioni, è stato possibile acquistare e rimettere a nuovo un’autoscala. «La utilizziamo da giugno del 2019 e, in agosto, l’abbiamo prestata alla caserma di Imola mentre un loro mezzo si era rotto» aggiorna Pancaldi. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 novembre

Nella foto i volontari del distaccamento di Medicina

I vigili del fuoco volontari di Medicina a caccia di 25.000 euro per rimettere in sesto un'autopompa
Cronaca 27 Agosto 2019

Lo spettacolo di musica e comicità “Made in Castello' chiude la rassegna benefica “I suoni degli angeli'

Sarà lo spettacolo “Made in Castello”, offerto da Dal Fiume Group, a  chiudere stasera, 27 agosto, la nona edizione della rassegna benefica “I Suoni degli Angeli”. La serata, che avrà inizio alle 19.30, sarà all”insegna della musica e delle risate con il Quintetto Psichedelico, gli Skryer, il tenore Cristiano Cremonini, Cita dj e la comicità di Davide Dal Fiume.

Il via alla serata, nel Giardino degli Angeli di Castel San Pietro Terme (in via Tosi, zona stadio), sarà dato con un aperitivo accompagnato dalla musica di Cita dj, che lascerà poi il palco, a partire dalle 20.45, al Quintetto Psichedelico e agli Skryer, gruppi locali che proporranno pezzi del loro repertorio e non solo. Al termine di questa seconda parte live il tenore Cristiano Cremonini duetterà con le tastiere di Teo Ciavarella, mentre il ruolo di maestro di cerimonie della serata sarà recitato da Davide Dalfiume, che presenterà alcuni ospiti a sorpresa per chiudere in allegria la serata.

L”ingresso allo spettacolo è a offerta libera e il ricavato sarà devoluto all”associazione di volontariato “Il giardino degli angeli”. In caso di maltempo tutto si sposterà al teatro Cassero, in via Matteotti 1 a Castel San Pietro Terme, fino a esaurimento posti. (r.cr.)

Nella foto un evento serale nel Giardino degli Angeli

Lo spettacolo di musica e comicità “Made in Castello' chiude la rassegna benefica “I suoni degli angeli'
Cronaca 24 Giugno 2019

Tempo d'esami, orari più ampi per la sala studio autogestita dai giovani a Castello

Orari più ampi nelle prossime settimane per l’aula studio autogestita castellana. L’obiettivo è rendere disponibile lo spazio nel periodo in cui si concentrano molti esami universitari, e nel contempo la biblioteca comunale passa all’orario estivo, riducendo l’apertura.

La sala studio, quindi, che rispetto alla biblioteca di via Marconi ha un ingresso autonomo in via Scania 50, sarà fruibile anche nei quattro pomeriggi di lunedì, venerdì, sabato e domenica in cui la biblioteca è chiusa, dalle ore 15 alle 19, mentre negli altri pomeriggi di martedì, mercoledì e giovedì osserverà gli stessi orari della biblioteca dalle ore 14 alle 18.15. L’aula studio chiuderà per ferie da lunedì 22 luglio a giovedì 22 agosto compresi, e riaprirà venerdì 23 agosto, proseguendo fino a domenica 15 settembre i quattro pomeriggi aggiuntivi.Come sempre a garantire l’apertura saranno dei giovani volontari.

«Aperta da oltre tre anni, l’aula studio è molto apprezzata dai giovani del nostro territorio» afferma l’assessore alle Politiche Giovanili Fabrizio Dondi che ne ha promosso la nascita nel precedente mandato, realizzando un progetto chiesto dalla Commissione giovani. In questi anni si sono resi disponibili 32 ragazzi che, a rotazione, hanno garantito in tutto ben 433 giornate di apertura.

«Nel gruppo c’è un naturale turn-over – spiega Dondi – perché i ragazzi terminano l’università, partono per l’Erasmus o per altre esperienze all’estero, trovano lavoro. Per questo è importante avere sempre nuove leve che si offrano di mantenere aperta l’aula studio, a turno e in orari concordati, secondo le proprie disponibilità. E’ un servizio di volontariato di grande valore che questi giovani prestano per la propria comunità».Per fare parte del gruppo dei volontari basta iscriversi all’albo comunale rivolgendosi all’ufficio Solidarietà e Politiche giovanili: tel. 051 6954198-124 – mail francesca.marchetti@comune.castelsanpietroterme.bo.it. L’iscrizione garantisce la copertura assicurativa. (r.cr)

Nella foto ragazzi nella sala studio di Castello

Tempo d'esami, orari più ampi per la sala studio autogestita dai giovani a  Castello

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