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Ciucci (ri)belli 14 Gennaio 2020

A Imola nella pediatria di via Serraglio circolano… i trenini

Andare dal pediatra e trovare nella sala d’attesa un paesaggio in miniatura con trenini, città, fiume e colline. E’ il Plastico della solidarietà, un modellino ferroviario in scala 1:160, all’interno del quale circolano tre trenini contemporaneamente.
Ne è autore il pediatra Lamberto Reggiani, che lo ha creato pensando ai bimbi, vicini e lontani. “Il Plastico – ci spiega – è per i bambini ed è stato costruito da me per raccogliere offerte per l’Associazione Onlus Kasomay, per pagare farmaci e interventi chirurgici ai bambini della Regione della Casamance in Senegal, dove opera appunto la nostra associazione. Fatelo vedere ai vostri bambini e aiutateci a curare quei bambini che non hanno i soldi per comprare i farmaci e pagare gli interventi chirurgici”.

L’installazione si trova nella pediatria di gruppo di via Serraglio 18 a Imola. Si può visitare dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 15 alle 19, dal lunedì al venerdì, e funziona ogni 30 minuti per 12 minuti. Offerta libera.

Nelle foto: alcuni dettagli del Plastico della solidarietà, in mostra nella pediatria di gruppo di via Serraglio a Imola

A Imola nella pediatria di via Serraglio circolano… i trenini
Cronaca 29 Novembre 2019

Torna l'ultimo sabato di novembre la Colletta Alimentare in 44 punti vendita nel circondario imolese più Ozzano

E’ tutto pronto per la Giornata nazionale della Colletta alimentare. Chi andrà a fare la spesa domani, sabato 30 novembre, troverà infatti, nella stragrande maggioranza dei supermercati (sono 44 i punti vendita aderenti quest’anno all’iniziativa nel circondario imolese più Ozzano), i gilet gialli del Banco alimentare, impegnati nella 23ª edizione della ben nota raccolta solidale di alimenti a lunga conservazione destinati alle persone bisognose. Un rito che nella nostra regione, nel 2018, ha coinvolto poco meno di 20 mila volontari in 1.164 punti vendita. Un anno fa, la giornata ha permesso di raccogliere quasi 844 tonnellate di prodotti, che sono poi stati successivamente redistribuiti a mense e associazioni convenzionate a beneficio delle famiglie assistite.

«Per noi il gesto della Colletta alimentare – ha dichiarato il presidente della Fondazione Banco alimentare, Giovanni Bruno, nel presentare l’edizione 2019 dell’iniziativa – ha innanzitutto una valenza educativa che dà senso all’azione sociale. La Colletta alimentare ci educa e testimonia a tutti che è possibile cambiare pezzi di vita, restituirli alla dignità e alla speranza, spezzando l’indifferenza. Vogliamo ricordare a noi stessi, ai volontari che si adoperano per renderla possibile, e quindi a tutti i nostri concittadini, che solo la gratuità, la solidarietà e il dono rendono realmente umana la convivenza civile e vincono l’indifferenza, causa vera di tante ingiustizie. Per questo proponiamo a tutti di partecipare alla Colletta, gesto semplice di straordinaria solidarietà e carità».

Le modalità di svolgimento della Colletta sono le stesse degli altri anni: all’ingresso dei punti vendita, i volontari consegneranno ai clienti i sacchetti per gli alimenti, che dovranno essere a lunga conservazione per poter essere stoccati nei magazzini del Banco (a Zello, lo ricordiamo, si trova il magazzino principale del Banco Emilia Romagna) ed essere poi consegnati in un secondo tempo, in qualche caso anche a distanza di alcuni mesi. I generi oggetto della raccolta sono, in particolare, alimenti per l’infanzia, tonno in scatola, riso, olio, legumi, sughi e pelati, biscotti. (r.cr.)

Torna l'ultimo sabato di novembre la Colletta Alimentare in 44 punti vendita nel circondario imolese più Ozzano
Cronaca 25 Novembre 2019

Dopo i vandalismi i volontari di Casalfiumanese rilanciano: «Spieghiamo ai giovani il valore del nostro lavoro»

Una ventina di anni fa Maria Elvirini di Casalfiumanese ebbe l’idea di dare una mano nella cura di parco Manusardi, che non è solo il grande prato verde che circonda la villa omonima, ma comprende ben sette ettari di terreno e bosco. Le volontarie, inizialmente solo due, facevano parte dell’Auser di Casalfiumanese e oggi a occuparsi del verde ci sono circa una ventina di associati.

«Ci occupiamo delle attività più svariate – spiega il referente Gaspare Aramini –. Facciamo manutenzione delle aiuole, sistemiamo i giochi e, di recente, avevamo carteggiato e ridipinto tutte le 23 panchine di parco Manusardi. Anni fa aiutavamo anche a tagliare l’erba, ma ora l’età non ce lo permette più. Anche a San Martino c’è un gruppo di otto persone che si occupa dei piccoli interventi sul verde».I volontari dell’Auser casalese non si occupano solo di parchi e aiuole: tengono aperto un ambulatorio infermieristico, accompagnano anziani o persone sole alle visite e agli esami, aiutano i vigili per garantire un’uscita e un’entrata sicura a scuola.

L’atto vandalico del 23 ottobre scorso non ha mancato di scatenare un dibattito dentro l’associazione su come evitare che si ripeta, sebbene gli stessi volontari non vogliano in alcun modo ingigantire la questione, per quanto spiacevole sia stata. «Abbiamo condiviso il percorso fatto dall’amministrazione comunale (oltre a denunciare l’accaduto ai carabinieri, si chiedeva ai cittadini di segnalare se avessero visto qualcuno compiere atti di vandalismo, ndr) perché queste azioni non possono essere considerate solo semplici bravate – spiega Aramini –. Alcuni dicono che una denuncia non servirà a niente, ma io non sono dello stesso parere, soprattutto se eventi del genere dovessero ripetersi. In un paese come il nostro, dove c’è solo un cantoniere comunale, i lavori dei volontari possono sembrare delle piccole cose, ma sono importanti per la comunità. Poi, ovviamente, si pone il problema di come coinvolgere i ragazzi, come fargli capire il valore del volontariato». (re. co.)

Ulteriori particolari nel numero di Sabato sera del 21 novembre

Dopo i vandalismi i volontari di Casalfiumanese rilanciano: «Spieghiamo ai giovani il valore del nostro lavoro»
Cronaca 9 Novembre 2019

I vigili del fuoco volontari di Medicina a caccia di 25.000 euro per rimettere in sesto un'autopompa

Oltre a gestire le emergenze, i vigili del fuoco volontari del distaccamento di Medicina si sono sempre dati da fare anche per migliorare il proprio parco mezzi. Di recente, ad esempio, hanno «messo gli occhi» su un’autopompa Iveco City Eurofire che vorrebbero rimettere a nuovo. «E’ un mezzo che ha 20 anni – spiega il capo distaccamento, Giulio Pancaldi-. Era utilizzato dal comando provinciale di Bologna, ma è stato dismesso. Può trasportare sei persone e grazie alle sue piccole dimensioni può essere usato in molti interventi, ad esempio nei centri storici, nei piccoli incendi e per gli incidenti stradali. Per noi sarebbe molto utile e abbiamo deciso di rimetterlo a nuovo. Con risorse interne abbiamo smontatop arte del motore, che ha problemi di raffreddamento, e ora si trova in un’officina di Castel San Pietro che lo sistemerà. In un secondo momento, invece, bisognerà intervenire sulla carrozzeria»

Complessivamente, i pompieri hanno stimato che per rimettere in strada l’autopompa occorreranno 25 mila euro. Come già accaduto in passato, l’associazione Amici dei pompieri di Medicina si sta muovendo per cercare sponsor che coprano i costi della manutenzione. Non è la prima volta, infatti, che aziende, associazioni, privati cittadini e lo stesso Comune di Medicina tendono la mano ai vigili del fuoco, dimostrandola vicinanza della comunità a chi sceglie di dedicare parte del tempo alla gestione delle emergenze. Un lavoro che può essere pericoloso, come dimostra la recente morte di tre pompieri nell’esplosione di una cascina nell’Alessandrino. L’anno scorso, grazie a 60 mila euro ottenuti da donazioni, è stato possibile acquistare e rimettere a nuovo un’autoscala. «La utilizziamo da giugno del 2019 e, in agosto, l’abbiamo prestata alla caserma di Imola mentre un loro mezzo si era rotto» aggiorna Pancaldi. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 novembre

Nella foto i volontari del distaccamento di Medicina

I vigili del fuoco volontari di Medicina a caccia di 25.000 euro per rimettere in sesto un'autopompa
Cronaca 27 Agosto 2019

Lo spettacolo di musica e comicità “Made in Castello' chiude la rassegna benefica “I suoni degli angeli'

Sarà lo spettacolo “Made in Castello”, offerto da Dal Fiume Group, a  chiudere stasera, 27 agosto, la nona edizione della rassegna benefica “I Suoni degli Angeli”. La serata, che avrà inizio alle 19.30, sarà all”insegna della musica e delle risate con il Quintetto Psichedelico, gli Skryer, il tenore Cristiano Cremonini, Cita dj e la comicità di Davide Dal Fiume.

Il via alla serata, nel Giardino degli Angeli di Castel San Pietro Terme (in via Tosi, zona stadio), sarà dato con un aperitivo accompagnato dalla musica di Cita dj, che lascerà poi il palco, a partire dalle 20.45, al Quintetto Psichedelico e agli Skryer, gruppi locali che proporranno pezzi del loro repertorio e non solo. Al termine di questa seconda parte live il tenore Cristiano Cremonini duetterà con le tastiere di Teo Ciavarella, mentre il ruolo di maestro di cerimonie della serata sarà recitato da Davide Dalfiume, che presenterà alcuni ospiti a sorpresa per chiudere in allegria la serata.

L”ingresso allo spettacolo è a offerta libera e il ricavato sarà devoluto all”associazione di volontariato “Il giardino degli angeli”. In caso di maltempo tutto si sposterà al teatro Cassero, in via Matteotti 1 a Castel San Pietro Terme, fino a esaurimento posti. (r.cr.)

Nella foto un evento serale nel Giardino degli Angeli

Lo spettacolo di musica e comicità “Made in Castello' chiude la rassegna benefica “I suoni degli angeli'
Cronaca 24 Giugno 2019

Tempo d'esami, orari più ampi per la sala studio autogestita dai giovani a Castello

Orari più ampi nelle prossime settimane per l’aula studio autogestita castellana. L’obiettivo è rendere disponibile lo spazio nel periodo in cui si concentrano molti esami universitari, e nel contempo la biblioteca comunale passa all’orario estivo, riducendo l’apertura.

La sala studio, quindi, che rispetto alla biblioteca di via Marconi ha un ingresso autonomo in via Scania 50, sarà fruibile anche nei quattro pomeriggi di lunedì, venerdì, sabato e domenica in cui la biblioteca è chiusa, dalle ore 15 alle 19, mentre negli altri pomeriggi di martedì, mercoledì e giovedì osserverà gli stessi orari della biblioteca dalle ore 14 alle 18.15. L’aula studio chiuderà per ferie da lunedì 22 luglio a giovedì 22 agosto compresi, e riaprirà venerdì 23 agosto, proseguendo fino a domenica 15 settembre i quattro pomeriggi aggiuntivi.Come sempre a garantire l’apertura saranno dei giovani volontari.

«Aperta da oltre tre anni, l’aula studio è molto apprezzata dai giovani del nostro territorio» afferma l’assessore alle Politiche Giovanili Fabrizio Dondi che ne ha promosso la nascita nel precedente mandato, realizzando un progetto chiesto dalla Commissione giovani. In questi anni si sono resi disponibili 32 ragazzi che, a rotazione, hanno garantito in tutto ben 433 giornate di apertura.

«Nel gruppo c’è un naturale turn-over – spiega Dondi – perché i ragazzi terminano l’università, partono per l’Erasmus o per altre esperienze all’estero, trovano lavoro. Per questo è importante avere sempre nuove leve che si offrano di mantenere aperta l’aula studio, a turno e in orari concordati, secondo le proprie disponibilità. E’ un servizio di volontariato di grande valore che questi giovani prestano per la propria comunità».Per fare parte del gruppo dei volontari basta iscriversi all’albo comunale rivolgendosi all’ufficio Solidarietà e Politiche giovanili: tel. 051 6954198-124 – mail francesca.marchetti@comune.castelsanpietroterme.bo.it. L’iscrizione garantisce la copertura assicurativa. (r.cr)

Nella foto ragazzi nella sala studio di Castello

Tempo d'esami, orari più ampi per la sala studio autogestita dai giovani a  Castello
Cronaca 7 Giugno 2019

Un sabato a ripulire il lungofiume a Imola in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente

In occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, oltre alle iniziative già programmate per il 5 giugno, il Comune di Imola promuove, con la mobilitazione del mondo del volontariato, la pulizia del lungofiume del Santerno, nel tratto dalla diga all’altezza della Tosa fino al ponte della ferrovia (all’altezza di via Graziadei). L”iniziativa si svolge domani, sabato 8 giugno, dalle 9.30 alle 12.30. Il ritrovo è nella zona dell”ex Riverside in via Pirandello.

Saranno un’ottantina, divisi in quattro squadre, i volontari previsti, che avranno il supporto delle Guardie ecologiche volontarie, dei volontari della Protezione civile e dei Vigili del fuoco. Nel caso si presentasse un numero di volontari superiore, si potrà procedere alla pulizia anche di parco Tozzoni e del parco delle Acque Minerali.

A tutti i partecipanti verranno forniti dei sacchi per la raccolta da parte di Hera, che poi passerà a raccogliere e pesare, ma è necessario munirsi di guanti usa e getta. Per informazioni: www.comune.imola.bo.it.

L”immagine è tratta dal volantino ufficiale dell”iniziativa

Un sabato a ripulire il lungofiume a Imola in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente
Cronaca 2 Giugno 2019

A tu per tu con Paolo Mainetti, il nuovo presidente della sezione imolese del Club Alpino italiano

Paolo Mainetti non dimostra i suoi 64 anni. Fisico atletico e pelle abbronzata, da metà aprile è il nuovo presidente della sezione imolese del Club alpino italiano. Subentra a Davide Bonzi, che negli ultimi sei anni ha guidato il club imolese e che ora è vicepresidente. Socio Cai dal 2006, Mainetti ha ricoperto in precedenza il ruolo di segretario. Originario di Codrignano, residente a Borgo Tossignano, è un ex tecnico commerciale nel settore dell’automazione industriale e da 4 anni è in pensione. Ha due nipoti adolescenti. A guardarlo, potrebbe essere il testimonial perfetto per uno spot sui benefici della vita all’aria aperta.

E’ l’aria di montagna che fa così bene?
«In realtà – risponde sorridendo – fa bene camminare. Non sono io a dirlo, ma persone più esperte di me. Poi si può scegliere dove an-dare a camminare, se in montagna o al mare…».

Da dove nasce la sua passione per la montagna e come ha deciso di aderire al Cai?
«Sono nato in prossimità dei calanchi e della Vena del gesso. Le mie fughe da bambino e adolescente erano nel bosco della Rocchetta e al podere le Banzuole, dove c’è l’ex casa padronale del poeta Alfredo Oriani, ormai avvolta dalla vegetazione. Da giovane andavo in montagna in autonomia. Poi ho lavorato con Massimo Marondoli, ex presidente del Cai di Imola, grande alpinista. Mi sono appassionato alle sue avventure e ai suoi viaggi, così mi sono iscritto al Cai anche per poter andare in montagna in modo più organizzato e sicuro».

Che tipo di «montanaro» è? Rocciatore, sciatore, alpinista…
«Per me la montagna non è solo la cima, ma fino a dove riesco ad andare con le mie gambe: mi piace camminare, salire e arrivare dove si può. Non amo molto arrampicare, sono emozioni diverse. Ho sciato, ma non scio più. Quello che più mi attrae della montagna è capire, ad esempio, la sintonia che ha con l’ambiente la popolazione che vive in quei luoghi e quali politiche vengono adottate per far sì che la gente non li abbandoni. Ho grande rispetto per quelle persone che vivono nel sudore, nel silenzio e nella fatica».

Ora, da presidente del Cai di Imola, la montagna non è più solo piacere, ma anche un dovere. Che obiettivi si dà per i prossimi tre anni del suo mandato?
«Uno dei compiti che mi aspetta è quello di potenziare i gruppi meno numerosi, ad esempio quello dell’alpinismo. Dobbiamo aumentare il numero degli accompagnatori titolati, che hanno seguito l’apposito corso di alpinismo avanzato, organizzato dalle scuole Cai regionali o nazionali. Si tratta di percorsi impegnativi. In questi anni, poi, la selettività e le prove per conseguire questi diplomi sono diventate molto più severe». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto Paolo Mainetti sul versante sud del Kangchenjunga, tra Nepal e Tibet

A tu per tu con Paolo Mainetti, il nuovo presidente della sezione imolese del Club Alpino italiano
Cronaca 29 Maggio 2019

Il 30 maggio a Imola spettacolo e donazione alla Neurologia dell'associazione “Io vivrò' in memoria di Gian Luca Fantelli

L’associazione di volontariato “Io vivrò”, attiva nella raccolta fondi e nel supporto di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ha donato due pulsossimetrie e un pc portatile, del valore complessivo di 2.700 euro, alla struttura di Neurologia dell’Azienda Usl di Imola, che attualmente ha in carico 8 persone affette da questa grave malattia. La consegna ufficiale della donazione avverrà nel corso dell’iniziativa che si terrà al teatro Lolli (in via Caterina Sforza 3) giovedì 30 maggio, alle ore 21. Uno spettacolo basato sul racconto “Se avessi la tua voce”, in ricordo di Gian Luca Fantelli, soprannominato «il Fante», cantautore, scrittore e giornalista medicinese a cui nel 2007 era stata diagnosticata la Sla e scomparso nel 2016 a soli 52 anni.

La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale caratterizzata dalla progressiva perdita di forza dei muscoli volontari, con atrofia e spasticità. L’età media di insorgenza è di 58-63 anni nelle forme sporadiche e più bassa, 47-52 anni,nelle forme familiari. Non esiste al momento una terapia specifica di sicura efficacia. E’ una malattia ad elevato impatto psicologico, sociale ed economico, vista la sua lenta e inesorabile evoluzione verso la progressiva invalidità e la morte. 

Non è la prima volta che l’associazione presieduta da Paolo Sartiani sostiene con donazioni i servizi dell’Ausl di Imola che seguono i pazienti affetti da Sla. Nel 2016, con una donazione di oltre 4 mila euro, erano stati acquistati ausili per il miglioramento della vita dei pazienti al proprio domicilio. Quest’anno la scelta è stata di donare alla Neurologia un pc portatile, utile alla tenuta informativa del registro Sla, e due pulsossimetri, attrezzature che permettono di controllare lo stato di ossigenazione del sangue. La perdita di forza non interessa infatti soltanto i muscoli degli arti, ma riguarda anche i muscoli della parola, della deglutizione e della respirazione. Spesso il primo segno si manifesta solo durante uno sforzo fisico intenso o durante il sonno, quando il paziente a letto può accusare una mancanza d’aria in posizione sdraiata e può aver bisogno di dormire con due o più cuscini, o addirittura seduto.

Questi sintomi sono un importante segnale di difficoltà respiratoria e,se non si interviene in tempo, in questa fase possono presentarsi delle gravi complicanze. Ebbene i pulsossimetri consentiranno agli pneumologi di eseguire diagnosi precoci di coinvolgimento dei muscoli respiratori mediante delle registrazioni notturne della saturazione ossiemoglobinica, cioè di Imola. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola da domani, giovedì 30 maggio

Nella foto un momento della presentazione dell”iniziativa

Il 30 maggio a Imola spettacolo e donazione alla Neurologia dell'associazione “Io vivrò' in memoria di Gian Luca Fantelli
Cronaca 26 Maggio 2019

Ha compiuto 30 anni l'associazione imolese São Bernardo, il racconto della presidente Nadia Bassi

L’associazione imolese São Bernardo ha compiuto 30 anni. Era infatti il 1° maggio 1989 quando la prima delegazione composta dai rappresentanti della municipalità, della diocesi e delle aziende di Imola si recò in Brasile in visita alle favelas di São Bernardo do Campo, oggi metropoli con quasi 1 milione di abitanti. Attorno alla chiesa di San Geraldo erano già attivi da tempo sacerdoti legati al Centro missionario della Diocesi di Imola, tra cui don Leo Commissari, ucciso nel 1998 in un agguato nella favela e a cui è stato dedicato il centro professionale attorno a cui si svolgono le attività finanziate, sin dalle prime battute, dall’associazione imolese. Oltre alla cappella, sono attivi una scuola di formazione e un asilo che accoglie 85 bambini.

Abbiamo chiesto alla presidente dell’associazione São Bernardo, Nadia Bassi, di raccontarci come è cambiata oggi la favela dell’Oleoduto, anche grazie al ponte di solidarietà instaurato trent’anni fa con la comunità imolese. «Sono andata in Brasile lo scorso agosto perché anch’io ero curiosa di vedere com’era la situazione – ci racconta -. Oggi gli abitanti del posto preferiscono non si chiami più favela, ma comunità. E’ però solo una questione di termini, la sostanza non cambia. La parte più pianeggiante è urbanizzata, ci sono palazzoni belli e nuovi, sono state fatte le fogne. Nella parte che sale verso la collina le case sono in muratura, ma comunque addossate le une alle altre come prima. L’aspetto è quello di una favela abbellita con qualche vaso di fiori. Ci sono due strade, ma c’è comunque molto disordine intorno, rive incolte e soggette a frane frequenti, cani randagi. Poco tempo fa, ad esempio, a seguito di una grossa pioggia, la favela è franata di nuovo. I paraggi della scuola che fa parte del centro, pur non essendo i più colpiti, hanno avuto gravi danni. E’ franata la collina sotto la rampa pedonale che collegava la scuola all’asilo. E questa volta i lavori li dovrà pagare tutti il centro. Prima il Comune collaborava alle spese. Da quando, un paio di anni fa, il governo di São Bernardo è diventato di destra anticipando il risultato delle elezioni nazionali, le cose sono cambiate».

Che effetti ha avuto la netta virata a destra del governo cittadino e nazionale?
«Può sembrare strano, ma prima, quando il governo era di sinistra, le suore avevano un bel rapporto con l’amministrazione locale. Scuola, asilo, organizzazione dei corsi professionali erano gestiti in collaborazione con il Comune. Ora invece è tutto più difficile. I primi incagli si sono visti nell’organizzazione dei corsi di formazione professionale, che in precedenza erano in gran parte promossi e finanziati dalla municipalità di São Bernardo, che utilizzava il centro come punto di riferimento territoriale, mentre gli insegnanti venivano impiegati al bisogno anche all’interno della scuola del centro. Dopo la svolta, il Comune ha tagliato i fondi e nell’arco di un anno, da una quarantina i corsi nel 2018 sono scesi a sei o sette. Questo è stato il colpo più grosso, senza contare che con l’altra amministrazione si concordavano anche gli interventi per la manutenzione delle strade e dei muri di contenimento. Ecco perché ora il centro dovrà pagare da solo i lavori per ripristinare la passerella dopo la frana all’interno della proprietà. Prima delle elezioni, il centro di formazione aveva anche vinto un bando per gestire le attività di doposcuola in tutta São Bernardo. Solo grazie a una manifestazione dei genitori sotto il Comune è stato possibile avere il via libera dalla nuova amministrazione cittadina che non voleva più attuare il progetto. In questo modo il centro è riuscito a organizzare ben 30 laboratori, sparsi per la città, per circa 700 bambini dai 6 ai 10 anni».

Come festeggerete i vostri trent’anni di attività?
«Per il momento saremo presenti alla manifestazione “Imola di mercoledì” il 19 e 26 giugno, per due serate davanti a palazzo Monsignani in cui inviteremo gli imolesi a conoscerci, prendendo un aperitivo. Il 19 proporremo anche percussioni e danze africane, il 26 giugno sarà al ritmo di capoeira». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 maggio

Nella foto Nadia Bassi davanti al Centro di formazione professionale Don Leo Commissari

Ha compiuto 30 anni l'associazione imolese São Bernardo, il racconto della presidente Nadia Bassi

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