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Cronaca 27 Agosto 2019

Lo spettacolo di musica e comicità “Made in Castello' chiude la rassegna benefica “I suoni degli angeli'

Sarà lo spettacolo “Made in Castello”, offerto da Dal Fiume Group, a  chiudere stasera, 27 agosto, la nona edizione della rassegna benefica “I Suoni degli Angeli”. La serata, che avrà inizio alle 19.30, sarà all”insegna della musica e delle risate con il Quintetto Psichedelico, gli Skryer, il tenore Cristiano Cremonini, Cita dj e la comicità di Davide Dal Fiume.

Il via alla serata, nel Giardino degli Angeli di Castel San Pietro Terme (in via Tosi, zona stadio), sarà dato con un aperitivo accompagnato dalla musica di Cita dj, che lascerà poi il palco, a partire dalle 20.45, al Quintetto Psichedelico e agli Skryer, gruppi locali che proporranno pezzi del loro repertorio e non solo. Al termine di questa seconda parte live il tenore Cristiano Cremonini duetterà con le tastiere di Teo Ciavarella, mentre il ruolo di maestro di cerimonie della serata sarà recitato da Davide Dalfiume, che presenterà alcuni ospiti a sorpresa per chiudere in allegria la serata.

L”ingresso allo spettacolo è a offerta libera e il ricavato sarà devoluto all”associazione di volontariato “Il giardino degli angeli”. In caso di maltempo tutto si sposterà al teatro Cassero, in via Matteotti 1 a Castel San Pietro Terme, fino a esaurimento posti. (r.cr.)

Nella foto un evento serale nel Giardino degli Angeli

Lo spettacolo di musica e comicità “Made in Castello' chiude la rassegna benefica “I suoni degli angeli'
Cronaca 24 Giugno 2019

Tempo d'esami, orari più ampi per la sala studio autogestita dai giovani a Castello

Orari più ampi nelle prossime settimane per l’aula studio autogestita castellana. L’obiettivo è rendere disponibile lo spazio nel periodo in cui si concentrano molti esami universitari, e nel contempo la biblioteca comunale passa all’orario estivo, riducendo l’apertura.

La sala studio, quindi, che rispetto alla biblioteca di via Marconi ha un ingresso autonomo in via Scania 50, sarà fruibile anche nei quattro pomeriggi di lunedì, venerdì, sabato e domenica in cui la biblioteca è chiusa, dalle ore 15 alle 19, mentre negli altri pomeriggi di martedì, mercoledì e giovedì osserverà gli stessi orari della biblioteca dalle ore 14 alle 18.15. L’aula studio chiuderà per ferie da lunedì 22 luglio a giovedì 22 agosto compresi, e riaprirà venerdì 23 agosto, proseguendo fino a domenica 15 settembre i quattro pomeriggi aggiuntivi.Come sempre a garantire l’apertura saranno dei giovani volontari.

«Aperta da oltre tre anni, l’aula studio è molto apprezzata dai giovani del nostro territorio» afferma l’assessore alle Politiche Giovanili Fabrizio Dondi che ne ha promosso la nascita nel precedente mandato, realizzando un progetto chiesto dalla Commissione giovani. In questi anni si sono resi disponibili 32 ragazzi che, a rotazione, hanno garantito in tutto ben 433 giornate di apertura.

«Nel gruppo c’è un naturale turn-over – spiega Dondi – perché i ragazzi terminano l’università, partono per l’Erasmus o per altre esperienze all’estero, trovano lavoro. Per questo è importante avere sempre nuove leve che si offrano di mantenere aperta l’aula studio, a turno e in orari concordati, secondo le proprie disponibilità. E’ un servizio di volontariato di grande valore che questi giovani prestano per la propria comunità».Per fare parte del gruppo dei volontari basta iscriversi all’albo comunale rivolgendosi all’ufficio Solidarietà e Politiche giovanili: tel. 051 6954198-124 – mail francesca.marchetti@comune.castelsanpietroterme.bo.it. L’iscrizione garantisce la copertura assicurativa. (r.cr)

Nella foto ragazzi nella sala studio di Castello

Tempo d'esami, orari più ampi per la sala studio autogestita dai giovani a  Castello
Cronaca 7 Giugno 2019

Un sabato a ripulire il lungofiume a Imola in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente

In occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, oltre alle iniziative già programmate per il 5 giugno, il Comune di Imola promuove, con la mobilitazione del mondo del volontariato, la pulizia del lungofiume del Santerno, nel tratto dalla diga all’altezza della Tosa fino al ponte della ferrovia (all’altezza di via Graziadei). L”iniziativa si svolge domani, sabato 8 giugno, dalle 9.30 alle 12.30. Il ritrovo è nella zona dell”ex Riverside in via Pirandello.

Saranno un’ottantina, divisi in quattro squadre, i volontari previsti, che avranno il supporto delle Guardie ecologiche volontarie, dei volontari della Protezione civile e dei Vigili del fuoco. Nel caso si presentasse un numero di volontari superiore, si potrà procedere alla pulizia anche di parco Tozzoni e del parco delle Acque Minerali.

A tutti i partecipanti verranno forniti dei sacchi per la raccolta da parte di Hera, che poi passerà a raccogliere e pesare, ma è necessario munirsi di guanti usa e getta. Per informazioni: www.comune.imola.bo.it.

L”immagine è tratta dal volantino ufficiale dell”iniziativa

Un sabato a ripulire il lungofiume a Imola in occasione della Giornata mondiale dell'ambiente
Cronaca 2 Giugno 2019

A tu per tu con Paolo Mainetti, il nuovo presidente della sezione imolese del Club Alpino italiano

Paolo Mainetti non dimostra i suoi 64 anni. Fisico atletico e pelle abbronzata, da metà aprile è il nuovo presidente della sezione imolese del Club alpino italiano. Subentra a Davide Bonzi, che negli ultimi sei anni ha guidato il club imolese e che ora è vicepresidente. Socio Cai dal 2006, Mainetti ha ricoperto in precedenza il ruolo di segretario. Originario di Codrignano, residente a Borgo Tossignano, è un ex tecnico commerciale nel settore dell’automazione industriale e da 4 anni è in pensione. Ha due nipoti adolescenti. A guardarlo, potrebbe essere il testimonial perfetto per uno spot sui benefici della vita all’aria aperta.

E’ l’aria di montagna che fa così bene?
«In realtà – risponde sorridendo – fa bene camminare. Non sono io a dirlo, ma persone più esperte di me. Poi si può scegliere dove an-dare a camminare, se in montagna o al mare…».

Da dove nasce la sua passione per la montagna e come ha deciso di aderire al Cai?
«Sono nato in prossimità dei calanchi e della Vena del gesso. Le mie fughe da bambino e adolescente erano nel bosco della Rocchetta e al podere le Banzuole, dove c’è l’ex casa padronale del poeta Alfredo Oriani, ormai avvolta dalla vegetazione. Da giovane andavo in montagna in autonomia. Poi ho lavorato con Massimo Marondoli, ex presidente del Cai di Imola, grande alpinista. Mi sono appassionato alle sue avventure e ai suoi viaggi, così mi sono iscritto al Cai anche per poter andare in montagna in modo più organizzato e sicuro».

Che tipo di «montanaro» è? Rocciatore, sciatore, alpinista…
«Per me la montagna non è solo la cima, ma fino a dove riesco ad andare con le mie gambe: mi piace camminare, salire e arrivare dove si può. Non amo molto arrampicare, sono emozioni diverse. Ho sciato, ma non scio più. Quello che più mi attrae della montagna è capire, ad esempio, la sintonia che ha con l’ambiente la popolazione che vive in quei luoghi e quali politiche vengono adottate per far sì che la gente non li abbandoni. Ho grande rispetto per quelle persone che vivono nel sudore, nel silenzio e nella fatica».

Ora, da presidente del Cai di Imola, la montagna non è più solo piacere, ma anche un dovere. Che obiettivi si dà per i prossimi tre anni del suo mandato?
«Uno dei compiti che mi aspetta è quello di potenziare i gruppi meno numerosi, ad esempio quello dell’alpinismo. Dobbiamo aumentare il numero degli accompagnatori titolati, che hanno seguito l’apposito corso di alpinismo avanzato, organizzato dalle scuole Cai regionali o nazionali. Si tratta di percorsi impegnativi. In questi anni, poi, la selettività e le prove per conseguire questi diplomi sono diventate molto più severe». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto Paolo Mainetti sul versante sud del Kangchenjunga, tra Nepal e Tibet

A tu per tu con Paolo Mainetti, il nuovo presidente della sezione imolese del Club Alpino italiano
Cronaca 29 Maggio 2019

Il 30 maggio a Imola spettacolo e donazione alla Neurologia dell'associazione “Io vivrò' in memoria di Gian Luca Fantelli

L’associazione di volontariato “Io vivrò”, attiva nella raccolta fondi e nel supporto di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ha donato due pulsossimetrie e un pc portatile, del valore complessivo di 2.700 euro, alla struttura di Neurologia dell’Azienda Usl di Imola, che attualmente ha in carico 8 persone affette da questa grave malattia. La consegna ufficiale della donazione avverrà nel corso dell’iniziativa che si terrà al teatro Lolli (in via Caterina Sforza 3) giovedì 30 maggio, alle ore 21. Uno spettacolo basato sul racconto “Se avessi la tua voce”, in ricordo di Gian Luca Fantelli, soprannominato «il Fante», cantautore, scrittore e giornalista medicinese a cui nel 2007 era stata diagnosticata la Sla e scomparso nel 2016 a soli 52 anni.

La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale caratterizzata dalla progressiva perdita di forza dei muscoli volontari, con atrofia e spasticità. L’età media di insorgenza è di 58-63 anni nelle forme sporadiche e più bassa, 47-52 anni,nelle forme familiari. Non esiste al momento una terapia specifica di sicura efficacia. E’ una malattia ad elevato impatto psicologico, sociale ed economico, vista la sua lenta e inesorabile evoluzione verso la progressiva invalidità e la morte. 

Non è la prima volta che l’associazione presieduta da Paolo Sartiani sostiene con donazioni i servizi dell’Ausl di Imola che seguono i pazienti affetti da Sla. Nel 2016, con una donazione di oltre 4 mila euro, erano stati acquistati ausili per il miglioramento della vita dei pazienti al proprio domicilio. Quest’anno la scelta è stata di donare alla Neurologia un pc portatile, utile alla tenuta informativa del registro Sla, e due pulsossimetri, attrezzature che permettono di controllare lo stato di ossigenazione del sangue. La perdita di forza non interessa infatti soltanto i muscoli degli arti, ma riguarda anche i muscoli della parola, della deglutizione e della respirazione. Spesso il primo segno si manifesta solo durante uno sforzo fisico intenso o durante il sonno, quando il paziente a letto può accusare una mancanza d’aria in posizione sdraiata e può aver bisogno di dormire con due o più cuscini, o addirittura seduto.

Questi sintomi sono un importante segnale di difficoltà respiratoria e,se non si interviene in tempo, in questa fase possono presentarsi delle gravi complicanze. Ebbene i pulsossimetri consentiranno agli pneumologi di eseguire diagnosi precoci di coinvolgimento dei muscoli respiratori mediante delle registrazioni notturne della saturazione ossiemoglobinica, cioè di Imola. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola da domani, giovedì 30 maggio

Nella foto un momento della presentazione dell”iniziativa

Il 30 maggio a Imola spettacolo e donazione alla Neurologia dell'associazione “Io vivrò' in memoria di Gian Luca Fantelli
Cronaca 26 Maggio 2019

Ha compiuto 30 anni l'associazione imolese São Bernardo, il racconto della presidente Nadia Bassi

L’associazione imolese São Bernardo ha compiuto 30 anni. Era infatti il 1° maggio 1989 quando la prima delegazione composta dai rappresentanti della municipalità, della diocesi e delle aziende di Imola si recò in Brasile in visita alle favelas di São Bernardo do Campo, oggi metropoli con quasi 1 milione di abitanti. Attorno alla chiesa di San Geraldo erano già attivi da tempo sacerdoti legati al Centro missionario della Diocesi di Imola, tra cui don Leo Commissari, ucciso nel 1998 in un agguato nella favela e a cui è stato dedicato il centro professionale attorno a cui si svolgono le attività finanziate, sin dalle prime battute, dall’associazione imolese. Oltre alla cappella, sono attivi una scuola di formazione e un asilo che accoglie 85 bambini.

Abbiamo chiesto alla presidente dell’associazione São Bernardo, Nadia Bassi, di raccontarci come è cambiata oggi la favela dell’Oleoduto, anche grazie al ponte di solidarietà instaurato trent’anni fa con la comunità imolese. «Sono andata in Brasile lo scorso agosto perché anch’io ero curiosa di vedere com’era la situazione – ci racconta -. Oggi gli abitanti del posto preferiscono non si chiami più favela, ma comunità. E’ però solo una questione di termini, la sostanza non cambia. La parte più pianeggiante è urbanizzata, ci sono palazzoni belli e nuovi, sono state fatte le fogne. Nella parte che sale verso la collina le case sono in muratura, ma comunque addossate le une alle altre come prima. L’aspetto è quello di una favela abbellita con qualche vaso di fiori. Ci sono due strade, ma c’è comunque molto disordine intorno, rive incolte e soggette a frane frequenti, cani randagi. Poco tempo fa, ad esempio, a seguito di una grossa pioggia, la favela è franata di nuovo. I paraggi della scuola che fa parte del centro, pur non essendo i più colpiti, hanno avuto gravi danni. E’ franata la collina sotto la rampa pedonale che collegava la scuola all’asilo. E questa volta i lavori li dovrà pagare tutti il centro. Prima il Comune collaborava alle spese. Da quando, un paio di anni fa, il governo di São Bernardo è diventato di destra anticipando il risultato delle elezioni nazionali, le cose sono cambiate».

Che effetti ha avuto la netta virata a destra del governo cittadino e nazionale?
«Può sembrare strano, ma prima, quando il governo era di sinistra, le suore avevano un bel rapporto con l’amministrazione locale. Scuola, asilo, organizzazione dei corsi professionali erano gestiti in collaborazione con il Comune. Ora invece è tutto più difficile. I primi incagli si sono visti nell’organizzazione dei corsi di formazione professionale, che in precedenza erano in gran parte promossi e finanziati dalla municipalità di São Bernardo, che utilizzava il centro come punto di riferimento territoriale, mentre gli insegnanti venivano impiegati al bisogno anche all’interno della scuola del centro. Dopo la svolta, il Comune ha tagliato i fondi e nell’arco di un anno, da una quarantina i corsi nel 2018 sono scesi a sei o sette. Questo è stato il colpo più grosso, senza contare che con l’altra amministrazione si concordavano anche gli interventi per la manutenzione delle strade e dei muri di contenimento. Ecco perché ora il centro dovrà pagare da solo i lavori per ripristinare la passerella dopo la frana all’interno della proprietà. Prima delle elezioni, il centro di formazione aveva anche vinto un bando per gestire le attività di doposcuola in tutta São Bernardo. Solo grazie a una manifestazione dei genitori sotto il Comune è stato possibile avere il via libera dalla nuova amministrazione cittadina che non voleva più attuare il progetto. In questo modo il centro è riuscito a organizzare ben 30 laboratori, sparsi per la città, per circa 700 bambini dai 6 ai 10 anni».

Come festeggerete i vostri trent’anni di attività?
«Per il momento saremo presenti alla manifestazione “Imola di mercoledì” il 19 e 26 giugno, per due serate davanti a palazzo Monsignani in cui inviteremo gli imolesi a conoscerci, prendendo un aperitivo. Il 19 proporremo anche percussioni e danze africane, il 26 giugno sarà al ritmo di capoeira». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 maggio

Nella foto Nadia Bassi davanti al Centro di formazione professionale Don Leo Commissari

Ha compiuto 30 anni l'associazione imolese São Bernardo, il racconto della presidente Nadia Bassi
Cronaca 7 Maggio 2019

Nuova sede a Fontanelice per l'Auser che potrà contare sull'automezzo donato dall'associazione Sagra della Piè fritta

L’Auser, l’associazione di volontariato, ha una nuova sede a Fontanelice, in via Mengoni 20 (tel. 370/300943). La cerimonia di inaugurazione si è svolta lo scorso 14 aprile. La nuova sede è l’ultimo tassello dell’organizzazione Auser nella vallata del Santerno e va ad aggiungersi alle sedi di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio e Sassoleone.

«L’obiettivo di Auser – spiega il presidente, Giovanni Mascolo – è creare e mantenere una efficace rete di solidarietà a disposizione della comunità tutta. La nuova sede di Fontanelice è l’espressione tangibile di una fattiva collaborazione tra Auser, Cgil, Spi-Cgil, Amministrazione comunale e Sagra della Piè fritta di Fontanelice, legate tra loro da un unico intento: favorire e mantenere uno stretto rapporto con tutto il territorio, diventando il punto di riferimento stabile di una concreta solidarietà».

Durante l’inaugurazione è stato anche presentato il nuovo auto-mezzo che l’associazione Sagra della Piè fritta di Fontanelice ha donato all’Auser. (r.cr.)

Nella foto un momento dell”inaugurazione

Nuova sede a Fontanelice per l'Auser che potrà contare sull'automezzo donato dall'associazione Sagra della Piè fritta
Cronaca 18 Aprile 2019

Il premio “La Torre' del Comune di Ozzano alla campionessa Paola Tattini e al volontario Santolo Marzulli

Il premio “La torre” è il riconoscimento che l’Amministrazione comunale ozzanese conferisce a coloro che si distinguono per meriti letterari, storici, artistici, sportivi, economici, scientifici o per l’impegno civile e nel volontariato. Istituito con delibera consiliare nel febbraio del 2004, il premio consiste in una formella in argento raffigurante la torre di San Pietro, simbolo del Comune di Ozzano dell’Emilia, opera d’arte realizzata dalla ditta ozzanese «A.Artistico» di Cristina Righi.

La 6ª edizione si è svolta lo scorso 27 marzo. Di fronte al Consiglio comunale riunito, il premio è stato conferito a Paola Tattini per meriti sportivi e a Santolo Marzulli per il suo impegno nel volontariato. «Paola Tattini – ha motivato il sindaco Luca Lelli – è una super campionessa nel tiro a volo, disciplina nella quale ha vinto, negli anni, titoli mondiali ed europei».

Santolo Marzulli (conosciuto come Sandro), invece, è un ex dipendente comunale ora in pensione che è diventato un pilastro del volontariato e un prezioso punto di riferimento per l’Amministrazione comunale e per la collettività. Assistente civico dal 2015, affianca la Polizia municipale nel controllo della sicurezza nelle manifestazioni esterne, nel controllo del ter-ritorio e negli attraversamenti stradali davanti alle scuole. «La sua grande disponibilità e il suo spiccato senso civico – ha tenuto a rimarcare il sindaco Lelli – li ha dimostrati anche in occasione dell’apertura temporanea del centro di prima accoglienza di via Liguria dove quotidianamente ha affiancato l’Amministrazione comunale nella gestione e coinvolgi-mento dei migranti in lavori socialmente utili. Il Comune di Ozzano dell’Emilia lo ringrazia per la sua impagabile attività di volontariato». (r.cr.)

Nella foto la consegna del premio a Marzulli e Tattini

Il premio “La Torre' del Comune di Ozzano alla campionessa Paola Tattini e al volontario Santolo Marzulli
Cronaca 8 Aprile 2019

I volontari di Kasomay appena tornati dal Senegal: «Missione riuscita, ma c'è ancora tanto da fare»

«E’ stata la missione più riuscita». Non ha esitazioni Gilberto Fiegna, pediatra di Castel San Pietro. Del resto, come stanno le cose, lui lo sa bene in quanto è già stato cinque volte in Senegal, con l’associazione Kasomay, visitando centinaia di bambini insieme ad altri medici e volontari. «In questa missione siamo riusciti a rafforzare la rete con i professionisti e i collaboratori locali, consolidando le relazioni e i canali di comunicazione. E siamo orgogliosi di vedere che il sistema di presa in carico dei pazienti inizia a funzionare, pur con tutti i gravi limiti del servizio sanitario nazionale».

Questa volta sono partiti in 12, utilizzando le loro ferie e pagando di tasca propria il viaggio di andata e ritorno, per attuare e organizzare i progetti sanitari che la onlus sta portando avanti nella regione della Casamance: oltre a Fiegna, altri due pediatri, Francesco Pastore e Marcello Semprini, la cardiologa imolese Claudia Camanini, il dermatologo Alessandro Cavazza, l’odontoiatra Matteo Tizzani, entrambi castellani, la fisioterapista Alice Stanghellai, la farmacista di Dozza Alessandra Nanni e le volontarie Angela Nanni, Isabella Iori, Jessica Baruzzi e Daniela Brero. Due settimane intense, dal 2 al 17 marzo, durante le quali sono stati raggiunti gli obiettivi che ci si era dati prima della partenza.

La soddisfazione è motivata e la si percepisce nella voce di chi racconta l’esperienza. «Nei bilanci di salute effettuati a marzo abbiamo constatato che le condizioni di salute dei bambini sono migliorate – sottolinea Cavazza, alla sua terza missione – e questo perché possono essere visitati gratuitamente da due pediatri due volte al mese al post de santé, l’ambulatorio locale. Un’assistenza continuativa che permette di intercettare i casi più complessi prima che il quadro clinico sia compromesso».

I due medici locali vengono retribuiti da Kasomay, così come i tre collaboratori, Robert, Bertrand e Fatou, che seguono da vicino i bambini alle visite mediche o in ospedale quando devono sottoporsi ad interventi chirurgici. «Sono per noi delle risorse preziose – rimarca Fiegna -. Portano avanti l’attività tutto l’anno e ci tengono costantemente informati sui casi diagnostico-terapeutici più problematici da seguire a distanza». In Senegal visite, farmaci, ricoveri ospedalieri, interventi chirurgici sono tutti a pagamento. Lo Stato copre solo delle cure per malaria, tubercolosi e Hiv. Ed è qui che agisce concretamente l’associazione, facendosi carico dei farmaci per i piccoli pazienti con patologie croniche, come l’epilessia, e degli interventi in ospedale, che sfiorano ogni volta i 5.000 euro.

Proprio in questi giorni due bambini cardiopatici attendono con urgenza di essere operati a Dakar e Kasomay provvederà a pagare il conto. «L’impegno economico è considerevole, a volte c’è la paura di non farcela – ammette Fiegna -, ma facciamo il possibile per trovare i finanziamenti necessari per garantire le cure ai bambini che prendiamo in carico. E se ci riusciamo dobbiamo ringraziare chi ci dà fiducia associandosi, devolvendo offerte, partecipando alle nostre iniziative. Molto dobbiamo anche al Giardino degli Angeli di Castel San Pietro, grazie al quale alcuni bambini sono stati operati. Siamo alla ricerca anche di nuove forze, medici, operatori sanitari o volontari, che mettano a disposizione le loro competenze, anche se non si ha intenzione di partire. Si può fare tanto anche qui in Italia per portare avanti le attività dell’associazione».

Tra le prossime iniziative di raccolta fondi sono in programma una lotteria di Pasqua (tutte le informazioni sulla pagina Facebook Kasomay) e un incontro domenica 14 aprile, alle ore 10, presso la sede scout di Castel San Pietro, per documentare l’ultima missione con foto, video e testimonianze. (la.ma.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 marzo

AGGIORNAMENTO: L”incontro è stato anticipato a sabato 13 aprile sempre alle ore 10.

Nella foto il gruppo di volontari dell”associazione Kasomay che ha partecipato all”ultima missione in Senegal

I volontari di Kasomay appena tornati dal Senegal: «Missione riuscita, ma c'è ancora tanto da fare»
Cronaca 27 Marzo 2019

Al via il nuovo corso per diventare volontari della Croce rossa italiana, il 28 marzo la lezione introduttiva

Prenderà il via domani sera, 28 marzo, alle 20 con la lezione introduttiva il nuovo corso base della Croce rossa italiana, organizzato dal comitato locale di Imola. La frequenza al corso è necessaria per chiunque voglia diventare volontario della Cri. L”appuntamento con la prima serata è al Centro sociale La Stalla (via Serraglio 20/b), mentre per gli incontri successivi ci si trasferirà nella sede Cri di via Meloni 4.

Il corso è articolato in 11 lezioni della durata di tre ore, che si svolgeranno il martedì e il giovedì. Può partecipare chi ha compiuto 14 anni. Tra le nozioni che si insegneranno la storia della Croce Croce rossa, i suoi fondamenti, l”evoluzione e le trasformazioni. Poi toccherà alle basi del primo soccorso che consentiranno, già alla fine di questo primo percorso, di partecipare ad alcune delle attività e, per chi lo vorrà, sarà possibile proseguire il percorso di formazione accedendo ai corsi superiori che consentiranno di ricevere una formazione completa su tutta l’area di attività della Cri. 

Il corso terminerà giovedì 23 maggio e poi i partecipanti sosterranno un esame teorico e pratico, a patto che abbiano partecipato alle lezioni teorico-pratiche in aula per almeno 14 ore con obbligo di firma e aver pagato i materiali e le spese di segreteria del corso pari a 15 euro. Superato l”esame, si pagherà la quota di “socio Cri”, pari a 10 euro. Una volta terminato il corso base, ognuno potrà scegliere se continuare nell’attività frequentando corsi di approfondimento in base alle attività che si desiderano svolgere. (r.cr.)

Nella foto una lezione del corso tenutosi nella primavera 2016

Al via il nuovo corso per diventare volontari della Croce rossa italiana, il 28 marzo la lezione introduttiva

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