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Cronaca 23 Dicembre 2018

«Cari nonni» e «Cara nonna», premiati i vincitori dei concorsi che uniscono gli anziani e i bambini

Come ogni anno è arrivato il momento dell’appuntamento con due concorsi che uniscono le generazioni, quella degli anziani e quella dei più piccoli. L’1 dicembre si è svolta a Imola, nella galleria del Centro intermedio Carducci la premiazione di «Cari nonni», concorso indetto dall’associazione di volontariato Auser nelle scuole d’infanzia e primarie del circondario.

Secondo gli esperti e la giuria popolare a meglio interpretare il tema, «Fiori per voi Cari nonni», sono state la sezione Panda della materna comunale Pambera di Imola e la 2ª B della primaria Cesare Zavoli di Borgo Tossignano. I cartelloni realizzati dai partecipanti rimarranno esposti fino al 6 gennaio.

Venerdì 7 dicembre, invece, presso la casa di riposo Santa Maria di Tossignano, gestita dalla coop. Solco-Prossimo per conto di Comunità Solidale, le quinte elementari di Borgo, Casalfiumanese, Fontanelice, Castel del Rio e Sassoleone, sono state coinvolte nel concorso «Cara nonna», in collaborazione con l’Associazione Alzheimer e il Comune di Borgo. I bambini partecipanti sono stati oltre 70; dovevano cimentarsi nell’elaborazione di temi, poesie e disegni trattanti il delicato argomento. Tra tutti gli elaborati presentati, le due insegnanti, Gigliola Poli e Liviana Pompei, hanno scelto i vincitori.

Nella foto un”immagine della premiazione di Cari Nonni

«Cari nonni» e «Cara nonna», premiati i vincitori dei concorsi che uniscono gli anziani e i bambini
Cronaca 19 Dicembre 2018

Un Natale solidale con l'iniziativa «Gioca e rigioca», i bambini imolesi generosi verso i loro coetanei meno fortunati

Più di 500 pezzi, tra giocattoli e libri, che saranno distribuiti a bambini e bambine di famiglie in difficoltà economica. E” il lusinghiero risultato della settima edizione dell”iniziativa di solidarietà «Gioca e rigioca», promossa nell”ambito di «Imola a Natale» dal Comune di Imola in collaborazione con Ascom, Confesercenti, Cna e Confartigianato e i volontari de «Il Ponte Azzurro» e dei Clown in corsia Cri. 

Gli oggetti, adatti in particolar modo ai bambini fino ai 4/8 anni, sono stati consegnati dall”assessora al Welfare, Ina Dhimgjini, ai rappresentanti dell”associazione No Sprechi, Sergio Suzzi (presidente), Fulvia Felini (vice) e Loris Brini. Saranno infatti i volontari dell”associazione a distribuire bambole, peluche, libri, costruzioni e altri giocattoli nuovi e seminuovi che i piccoli della città hanno voluto donare a chi è meno fortunato.

Una gara di solidarietà che proseguirà comunque fino al 24 dicembre: chi vorrà potrà consegnare giochi e libri ai Servizi per il cittadino (sala Giulio Miceti, mercato coperto, piazzale Ragazzi del ”99, 3/a  – secondo piano), da lunedì a sabato, dalle ore 9 alle ore 12 e il martedì ore 9-17.30. Inoltre, il 22, 23 e 24 dicembre, dalle 16 alle 19 è possibile portare i giochi anche ai Babbi Natale che animano piazza Matteotti.

L”assessora Dhimgjini ha così commentato l”iniziativa: «É stato un piacere condividere con l”associazione No Sprechi un momento così importante: la raccolta di giocattoli per i bambini della nostra città. L”associazione da anni opera con impegno sul territorio ed anche in occasione delle festività natalizie ha pensato di non lasciare soli i nostri piccoli. Grazie anche ai volontari ed ai giovani del servizio civile che stanno continuando a dimostrare grande sensibilità».

L”associazione No Sprechi, da parte sua, nel corso del 2018 ha aiutato 395 famiglie, sia italiane che straniere, delle quali il 70% con figli minorenni. Oltre al cibo, l’Associazione distribuisce anche generi non alimentari per la cura della persona e per la casa, materiali didattici per i minori scolarizzati e giochi per i più piccoli. Le donazioni provengono dal Banco Alimentare o direttamente da supermercati, mercato ortofrutticolo e alcune mense aziendali.

Nella foto l”assessora Ina Dhimgjini (al centro) con i rappresentanti di No Sprechi

Un Natale solidale con l'iniziativa «Gioca e rigioca», i bambini imolesi generosi verso i loro coetanei meno fortunati
Cronaca 18 Dicembre 2018

Nel territorio imolese più doni per Natale a 4 mila persone in difficoltà grazie alla Colletta alimentare

Un dono in più per circa 4 mila persone in difficoltà in occasione delle feste natalizie. E per tanti il gusto di avere fatto qualcosa di concreto per le persone meno fortunate. Anche quest’anno la Colletta alimentare ha fatto centro. Sono stati oltre 900 i volontari con il gilet giallo (le pettorine del Banco alimentare che non protestano, ma si mobilitano per la solidarietà) impegnati nel territorio del circondario di Imola più Ozzano nell’ultimo sabato di novembre che la Fondazione Banco alimentare dedica a raccogliere nei supermercati quei generi di prima necessità che non arrivano attraverso la quotidiana attività di recupero.

Una autentica e non scontata mobilitazione, che ha coinvolto 45 punti vendita negli undici comuni e che ha permesso di raccogliere 31.032 chilogrammi di prodotti alimentari, lo 0,7% in più rispetto al 2017. Una mobilitazione che ha coinvolto anche tanti volontari. Per capire cosa c’è dietro la scelta di dedicare un po’ del proprio tempo a questa iniziativa abbiamo raccolto tre testimonianze: il presidente dell’associazione No sprechi di Imola, una volontaria imolese e il rappresentante di un’as-sociazione che ha deciso di dare il proprio contributo «collettivo» a questa giornata di solidarietà.

«No sprechi onlus», associazione imolese nata quattro anni fa, gestisce un emporio dove le persone in difficoltà economica possono fare la spesa gratuitamente. Il presidente Sergio Suzzi racconta la sua duplice esperienza di volontario della Colletta e di membro di un’associazione che gli effetti della Colletta li può speri-mentare nell’attività di distribuzione del ricavato alle famiglie assistite. «Anche quest’anno ho risposto all’appello lanciato dal Banco alimentare per dare una mano alla buona riuscita della colletta nazionale – spiega Suzzi -. L’ho fatto sia come cittadino che non si sottrae ai doveri di solidarietà verso chiunque si trovi nel bisogno, sia come responsabile dell’associazione che ogni settimana (e questo da quasi 5 anni) riceve i prodotti del Banco alimentare per ridistribuirli attraverso il proprio emporio solidale. Guardando con soddisfazione i dati relativi alla raccolta, ho così potuto gioire doppiamente: primo perché due ore del mio tempo hanno contribuito (anche se molto modestamente) ad un grosso risultato e secondo perché so che, nelle prossime settimane, al nostro Emporio solidale arriveranno molti più prodotti».

Suzzi ha anche una terza soddisfazione. «Saranno certamente contente anche le oltre 350 famiglie che in media ogni mese vanno a fare la spesa gratuita all’emporio solidale e che, in occasione delle festività natalizie, potranno beneficiare anche di un pacco dono (con riso, marmellate e legumi vari) confezionato anche grazie all’apporto della Colletta organizzata dal Banco, una iniziativa che fino al 19 gennaio consentirà al maggior numero possibile di famiglie di poterne beneficiare. Fare rete con il Banco attraverso la colletta e insieme, Banco ed Emporio solidale, promuovere un’azione di concreto sostegno di cui beneficiano molte persone indigenti del nostro territorio, si intona magnificamente con il clima natalizio, ma aspira a concretizzarsi in ogni giorno dell’anno: anche se con fatica, l’azione dell’Emporio sta raggiungendo questo obiettivo e di certo l’apporto del Banco e della Colletta (fortunatamente sommato ad altri generosi apporti) svolgono a tale fine un ruolo determinante. Il prossimo anno – conclude il presidente Suzzi – con gli stessi obiettivi e con tante persone di buona volontà (meglio se ancora più numerose) sarò felice di ripetere l’esperienza». (m.t.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nel territorio imolese più doni per Natale a 4 mila persone in difficoltà grazie alla Colletta alimentare
Cronaca 16 Dicembre 2018

Con il ricavato del libro «Storia di vite» l'associazione PerLeDonne restaurerà il «Ponte – scivolo» di Sante Zennaro

L’associazione PerLeDonne, che ha collaborato alla pubblicazione del libro «Storia di vite – Sante Zennaro Imola Bene comune», ha annunciato che proseguirà il sostegno al ripristino delle sculture-gioco del parco del Sante Zennaro destinando il ricavato dalla vendita del libro stesso, in accordo con l’autrice Amedea Morsiani, al restauro della quinta scultura, denominata «Ponte – scivolo».

L’opera presenta un annerimento evidente e diffuso, con crettatura della superficie, ossia una rete di sottili fratture minori che genera un effetto visivo di screpolatura, solitamente dovuta all’invecchiamento oppure all’impiego di materiali non idonei. Inoltre, in alcune parti dell’opera ci sono alcune piccole mancanze di materia, non gravi.

L’intervento che l’associazione PerLeDonne intende finanziare prevede lo sradicamento di un piccolo bagolaro (normalmente noto come spaccasassi) che è attecchito spontaneamente e si sta sviluppando sotto la scultura. Una volta sistemato il terreno circostante si procederà alla pulizia, alla ricostruzione delle parti mancanti e all’applicazione di sostanze protettive sulla superficie. La spesa stimata per l’intero intervento ammonta a 1100 euro, ai quali va aggiunta l’Iva.

Per sostenere questa iniziativa si può acquistare il libro presso l’associazione, in piazzale Giovanni dalle Bande Nere 11 (tel. 331 2748696), oppure presso il mercatino dell’associazione, in via Emilia 185, fino al 24 dicembre.

Nella foto il «Ponte – scivolo» di Sante Zennaro

Con il ricavato del libro «Storia di vite» l'associazione PerLeDonne restaurerà il «Ponte – scivolo» di Sante Zennaro
Cronaca 12 Dicembre 2018

La Protezione civile di Medicina compie 10 anni, grande festa per i volontari insieme al sindaco

I volontari della Protezione civile di Medicina hanno festeggiato in questi giorni il loro decimo compleanno. Per l”occasione si è tenuta una cena al Centro Ca” Nova, alla presenza di tantissimi ospiti.

La realtà della Protezione civile di Medicina, nata come locale, negli ultimi anni ha svolto un prezioso servizio in zone colpite da calamità su tutto il territorio nazionale.

La cena, oltre a festeggiare la ricorrenza, è servita anche come attività di autofinanziamento: i proventi della serata saranno infatti utilizzati dalla stessa associazione per le sue necessità.

Nella foto la serata di celebrazione del 10° anniversario con il sindaco Onelio Rambaldi

La Protezione civile di Medicina compie 10 anni, grande festa per i volontari insieme al sindaco
Cronaca 4 Dicembre 2018

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti

Quella dell’Avis è una storia di valori civici, di solidarietà e volontà di spendersi per il bene della propria comunità. Ma è anche una storia di sport e sana competizione, presupposti fondamentali per una vita piena di salute che ben si sposano con lo «stile Avis». Ebbene, un capitolo importante di questa storia riguarda l’Avis Podismo Castel San Pietro, che in oltre quarant’anni di attività ha collezionato e continua a collezionare successi. E l’edizione 2018 della rassegna La Festa della storia gli ha reso tributo dedicandogli la serata «L’infinita maratona dell’Avis Castello», condotta da Sauro Dalfiume e che ha proposto testimonianze e ricordi dei fondatori, degli atleti e dei dirigenti presenti tra il pubblico del Centro Bertella, tra aneddoti, risate e storiche rivalità.

L’Avis Podismo nasce nel 1973 dall’iniziativa di Orazio e Marino Galloni e dall’entusiastico appoggio dell’allora presidente della sezione castellana dell’Avis, Venusto Bottazzi. «Mio padre – ha ricordato Giorgia Bottazzi – iniziò persino ad allenarsi nonostante l’età, perché diceva di non poter fare brutte figure».

Il gruppo iniziale era costituito da una trentina di persone, comprendendo tutte le fasce di età ed anche alcune donne, cosa non usuale in quegli anni. L’obiettivo era attirare i giovani nell’orbita Avis attraverso lo sport e fare sì che nel mondo sportivo si parlasse dell’associazione. E a tal proposito venne costituita una squadra senior e una squadra di giovanissimi, composta da bambini che fremevano di entusiasmo per la corsa.

«Tutte le domeniche andavamo a gareggiare portandoci dietro i ragazzini – ha ricordato Marino Galloni, ex presidente dell’Avis locale -. E vedendo che il gruppo si allargava abbiamo iniziato a organizzare gare a Castel San Pietro». Le gare castellane erano due, una in marzo e una in dicembre, e attiravano circa duemila persone. Il coinvolgimento era grande: partecipavano intere famiglie, oltre ad alcuni atleti di livello agonistico come il castellano Claudio Cava, che ha raccolto le prime vittorie proprio in riva al Sillaro prima di spostarsi a Bologna. «Ricordo la goliardia che si respirava in quel gruppo durante le trasferte – ha raccontato -; tutti facevano un tifo indiavolato, che ti faceva dimenticare le sconfitte».

Quando iniziò a correre a Bologna, il legame con l’Avis Podismo rimase comunque forte. «Per più di un anno – ha aggiunto Cava – ho allenato il gruppo dei più giovani, con cui abbiamo vinto diversi titoli provinciali sia nell’individuale che nella staffetta».

I colori della divisa attuale, il giallo e il rosso di Castel San Pietro insieme al blu Avis, sono rimasti pressoché invariati nel tempo. «Negli anni Settanta e Ottanta si correva con le canotte di lana e i tubolari al ginocchio anche d’estate», ha ricordato l’attuale presidente della società podistica Franco Manfredi. Canotte che caratterizzano le fotografie del tempo, la maggior parte delle quali scattate in piazza XX Settembre con lo sfondo della chiesa del Santissimo Crocifisso a vegliare paternamente sui visi sorridenti dei corridori. E il clima famigliare che si viveva all’interno del gruppo era testimoniato dagli innumerevoli premi che il presidente Bottazzi metteva in palio per le gare so-cietarie. «Voleva che ognuno si sentisse vincitore», ha spiegato la figlia.

Nel 1982 il podismo castellano esce di scena, per poi ricomparire nel 1994 grazie all’unione con la Bruman Sport di Imola. La rinata società poté valersi dell’adesione di diversi corridori castellani e imolesi che abbandonarono le rispettive squadre di Bologna per correre a Castel San Pietro. La storia recente dell’Asd Atletica Avis Castel San Pietro è costellata di partecipazioni eccellenti, come quella alla New York city marathon del 2003, che coinvolse membri storici della podistica e alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale, tra cui l’allora sindaco Graziano Prantoni. L’anello di congiunzione era l’assessore Libero Orsini, corridore Avis. «Il sindaco Prantoni venne addirittura chiamato sul podio poiché aveva stabilito il miglior tempo tra gli amministratori in corsa, battendo sindaci provenienti da tutto il mondo», ha ricordato. (ri.ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto il gruppo delle origini dell”Avis Podismo

La storia della Podistica Avis di Castel San Pietro Terme raccontata dai protagonisti
Cronaca 3 Dicembre 2018

Il dramma degli stupri come arma di guerra: il 4 dicembre a Imola un documentario di Daniele Bellocchio

E” in programma martedì 4 dicembre alle 18, nella sala del Cidra di via Fratelli Bandiera 23 a Imola, un”iniziativa contro gli stupri come arma di guerra che vedrà l”intervento di Maria Eleonora Landini, componente della segreteria di redazione della rivista Il Mulino.

All”intervento seguirà la proiezione del documentario «Mwavita – nata in tempo di guerra», introdotto dall”autore Daniele Bellocchio (di Gli occhi della guerra) sulla situazione delle violenze sessuali in Congo. Dialogherà con l”autore la volontaria Giorgia Cardelli dell”Oratorio di San Giacomo che ha collaborato coi colleghi del medico congolese Denis Mukwege, insignito del premio Nobel per la Pace 2018 in quanto fondatore del Panzi Hospital, chirurgo specializzato nella cura dei danni fisici interni causati da stupro e un punto di riferimento per tutta la comunità internazionale per l’assistenza e l’aiuto delle persone che hanno subito violenze sessuali in guerra e nei conflitti armati.

Durante la serata vi sarà la lettura a cura di Marina Mazzolani di alcuni passi dal libro «L” u l t i m a ragazza», di Nadia Murad, vincitrice del premio Nobel per la Pace 2018 insieme a Mukwege, in cui la giovane irachena appartenente alla minoranza yazida racconta della sua esperienza in quanto vittima degli abusi perpetrati dall’Isis.

L”iniziativa è dell”associazione PerLeDonne in collaborazione con Coordinamento donne Anpi, Coordinamento donne Cgil Imola, Trama di Terre, Udi Imola.

Nella foto l”invito ufficiale all”iniziativa

Il dramma degli stupri come arma di guerra: il 4 dicembre a Imola un documentario di Daniele Bellocchio
Cronaca 3 Dicembre 2018

Stasera 3 dicembre al teatro Cassero il commercio equo e solidale incontra il modello Riace

Il modello Riace sbarca nella città del Sillaro grazie all’iniziativa «Riace ci piace», organizzata dall’associazione Mandacarù e col patrocinio del Comune, nell’ambito del commercio equo e solidale. «A Castel San Pietro – motiva Andrea Trevisani, consigliere di amministrazione del consorzio Ctm-Altromercato – vi sono sia una presenza storica di persone impegnate nel commercio equo, come i soci di Mandacarù che per oltre 10 anni hanno gestito la “Bottega del Mondo”, sia la volontà politica di promuoverne i valori».

L’evento in agenda lunedì 3 dicembre, dalle ore 20.45, presso il teatro Cassero, sarà un’occasione per riflettere sulle tematiche dell’accoglienza e dell’economia solidale, partendo dall’esperienza maturata nel paese di Riace e diffusasi in altri comuni della Locride nel tentativo di risolvere le problematiche sociali ed economiche dovute allo spopolamento di quelle zone martoriate dalla criminalità organizzata. L’ospite della serata, che verrà intervistato dalla consigliera comunale castellana Sara Rouibi, sarà Maurizio Zavaglia, ex vicesindaco di Gioiosa Jonica e presidente della cooperativa Nelson Mandela, impegnato nell’accoglienza dei rifugiati provenienti dalla Siria e nella promozione della produzione agricola.

«L’attività della cooperativa di Gioiosa si basa soprattutto sulla produzione di olio – spiega ancora Trevisani -. E l’inserimento di migranti nel tessuto produttivo locale ha reso possibile nuove opportunità per la zona». A metà serata interverrà in collegamento telefonico lo stesso sindaco di Riace, Domenico (detto Mimmo) Lucano, diventato un simbolo dell’Italia che accoglie grazie alla sua ventennale attività di integrazione degli immigrati. La sua visione dell’ospitalità come opportunità per le comunità locali gli ha valso, nel 2016, l’inclusione da parte della rivista Fortune nella lista dei cinquanta leader più influenti del mondo. (ri. ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Stasera 3 dicembre al teatro Cassero il commercio equo e solidale incontra il modello Riace
Cronaca 23 Novembre 2018

Domani 24 novembre torna la Colletta alimentare nei supermercati e da quest'anno anche online

Da quest’anno basterà un click per diventare «azionisti della solidarietà», per usare l’azzeccata espressione con la quale l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, ha definito chi partecipa alla Colletta alimentare nella presentazione che si è tenuta alla mensa dell’Antoniano. E’ questa la novità che il Banco Alimentare propone per la sua collaudata iniziativa, che sabato 24 novembre si svolgerà in oltre 13 mila supermercati di tutta Italia.

Una novità che potrebbe allargare il giro virtuoso della beneficenza, coinvolgendo anche chi la spesa preferisce farla comodamente su internet. Esselunga, Carrefour e Auchan, che già vendono cibo online attra-verso i loro siti web, hanno infatti deciso di supportare il Banco Alimentare dando anche ai clienti «a distanza» la possibilità di offrire il loro contributo alle persone più svantaggiate. Insieme alla spesa per la famiglia si potrà dunque anche acquistare per donare, avendo tra l’altro più giorni a disposizione per farlo: sul web la Colletta durerà da giovedì 22 a lunedì 26 novembre ma per aderire occorre collegarsi al sito Internet www.bancoalimentare.it.

La nuova opportunità nulla toglie comunque alla Colletta classica, che come ogni anno domani vedrà i volontari in pettorina gialla impegnati agli ingressi dei punti vendita per sensibilizzare i clienti ad aggiungere al carrello un po’ di solidarietà. Basterà munirsi della busta di plastica fornita dagli addetti e riempirla dei generi di prima necessità indicati in un apposito elenco, fornito insieme alla borsa e affisso all’ingresso del supermercato. E’ importante, se si desidera davvero compiere un gesto utile per chi ha bisogno, attenersi all’elenco: l’obiettivo della Colletta è infatti quello di integrare le scorte di cibo recuperate quotidianamente dal Banco Alimentare con alimenti che non si riescono a reperire attraverso i canali ordinari. Gli uni e gli altri saranno poi redistribuiti a mense per i poveri, comunità per minori, centri d’accoglienza, banchi di solidarietà e così via.

Nella sola Emilia Romagna, sono 800 le strutture convenzionate con la Fondazione Banco Alimentare, che distribuiscono viveri e pasti a 129 mila persone in seria difficoltà, tra cui 30 mila minori sotto i 16 anni. La lotta allo spreco avviene infatti non una volta all’anno, bensì giorno per giorno, coinvolgendo sempre più realtà, grazie anche alla legge 166/2016, la legge Gad-da contro lo spreco alimentare, con la quale si è favorito l’allarga-mento della rete di soggetti della filiera agroalimentare che hanno deciso di donare le eccedenze. (mi. ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Domani 24 novembre torna la Colletta alimentare nei supermercati e da quest'anno anche online
Cronaca 23 Ottobre 2018

Raccolta sangue Medicina: due associazioni attive e oltre 600 donazioni all'anno

Il fatto che per Medicina il centro di raccolta sangue sia un punto davvero importante lo dimostrano anche i numeri sulle donazioni, che sono in leggera crescita. Su questo fronte, nella Città del Barbarossa operano due associazioni, ovvero Avis e Advs.

Luciano Signorin, responsabile medicinese per l’Advs spiega: «Abbiamo circa 260 donatori attivi provenienti da Medicina, ma anche da Castel Guelfo, Castel San Pietro, Ozzano e Budrio, più altri 20 che in questo momento non stanno donando, quindi “sospesi”, per motivi quali ad esempio la maternità. Complessivamente – aggiunge – abbiamo circa 460 donazioni all’anno, delle quali circa 310 avvengono a Medicina e 150 in altri centri, tra cui il Sant’Orsola, dove è possibile donare anche plasma e piastrine».

Passando all’Avis, le donazioni annuali sono oltre 300, mentre si riscontra un 6% in meno sulla raccolta di plasma. Complessivamente, quindi, si parla di oltre 600 donazioni all’anno (nel 2015 erano state 575).

Attualmente, il punto di raccolta sangue medicinese è attivo tre volte al mese (giovedì, venerdì e domenica), dalle ore 8 alle 12, per un totale di 20 donatori al giorno. (se.zu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Raccolta sangue Medicina: due associazioni attive e oltre 600 donazioni all'anno

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