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Cronaca 27 Settembre 2022

Elezioni 2022, Gianni Tonelli (Lega) rieletto alla Camera: “Se sono in Parlamento è grazie a Salvini'

“La strada è stata in salita” non nasconde l’imolese Gianni Tonelli, candidato della Lega nel collegio plurinominale della Camera dei deputati. Riconfermato perché la capolista Vannia Gava è stata eletta anche nel collegio uninominale di Pordenone, la sua provincia di origine, quindi lascia il posto a Tonelli.

“Sono molto contento di poterci essere, per vedere di completare un percorso che avevo iniziato nella precedente legislatura ma che non era stato possibile portare avanti. Voglio rimarcare che se sono in Parlamento è solo grazie a Matteo Salvini e allo sforzo che è stato fatto dalla Lega per dare dignità alla nazione Italia e alla sovranità del popolo italiano. Pagando un prezzo elevatissimo, lo abbiamo visto con questo risultato elettorale».

In effetti, per l’indubbio scarso successo nelle urne ottenuto dalla Lega (dimezzata a livello italiano e pure oltre nel circondario imolese), la leadership del segretario viene messa in discussione, a cominciare dal Veneto. Tonelli liquida la polemica con una battuta: «In tutte le famiglie c’è qualche asino che raglia. Il timone è saldamente nelle mani del nostro capitano». (r.cr.)

Elezioni 2022, Gianni Tonelli (Lega) rieletto alla Camera: “Se sono in Parlamento è grazie a Salvini'
Cronaca 26 Settembre 2022

Elezioni 2022, il senatore Pd Daniele Manca: «Nel nostro territorio il partito ha tenuto, ma c’è bisogno del congresso, di capire dove vogliamo andare»

Daniele Manca, senatore uscente in attesa di capire se il risultato del Pd in Emilia Romagna gli sia valso o meno la riconferma in Parlamento, ha commentato in modo telegrafico il voto. «Nel nostro territorio il Partito democratico ha tenuto e si è confermato primo partito a livello regionale – commenta -. Segno che abbiamo fatto una buona campagna elettorale, puntando sui contenuti e sulla laboriosità del territorio». Con la netta vittoria del centrodestra si apre tuttavia, Manca lo conferma, una nuova fase per il Pd. «Che il Partito ha bisogno di un congresso è chiaro – taglia corto -. Serve una riflessione per capire dove vogliamo andare».

Manca era candidato al Senato nella lista proporzionale al secondo posto dopo Sandra Zampa, l’ex portavoce di Romano Prodi.

Nella foto Daniele Manca ritratto da Isolapress mentre mette la scheda nell’urna

Elezioni 2022, il senatore Pd Daniele Manca: «Nel nostro territorio il partito ha tenuto, ma c’è bisogno del congresso, di capire dove vogliamo andare»
Cronaca 26 Settembre 2022

Elezioni 2022, Nicolas Vacchi (Fratelli d’Italia): «Abbiamo scritto la storia e a Imola siamo passati dall’1 al 21%»

«A livello nazionale abbiamo scritto la storia, siamo il primo partito dappertutto. A Imola siamo partiti dall’1% e siamo arrivati al 21% di ieri, triplicando militanti e simpatizzanti». Il commento è di Nicolas Vacchi, comprensibilmente soddisfatto per il risultato ottenuto da Fratelli d’Italia nelle urne delle elezioni politiche. Vacchi, nella sua carica di coordinatore del partito di Giorgia Meloni nel circondario imolese e capogruppo in Consiglio comunale a Imola, sottolinea i quasi 8.000 voti (7.681 per l’esattezza) ottenuti nel comune di Imola, leggendoli non solo come un semplice “travaso” dalla Lega (passata in quattro anni da 6.081 a 2.242 voti, in percentuale dal 15,17 al 6,13%) e da Forza Italia (da 3.358 a 1.671, dall’8,38 al 5,57%) a Fratelli d’Italia. «Nel centrodestra c’è sempre stato un gioco di vasi comunicanti – concede -, ma nel nostro risultato ci sono anche voti di delusi del M5S e anche del Pd».

Vacchi rivendica il «lavoro sodo svolto sul territorio» e guarda ai nuovi rapporti di forza all’interno della coalizione di centrodestra, a Roma e a Imola. «Se la Meloni ha accettato prima Berlusconi e poi Salvini come leader, oggi si deve accettare il fatto che Fratelli d’Italia ha il sostegno più consistente e mi aspetto quanto meno un mandato esplorativo per formare il nuovo governo», ragiona pensando al dato nazionale. Quanto a Imola chiosa: «Non c’è dubbio che a Fratelli d’Italia ora spetti la funzione di traino del centrodestra». (r.cr.)

Nella foto Nicolas Vacchi con Giorgia Meloni (dalla pagina Fb di Vacchi)

Elezioni 2022, Nicolas Vacchi (Fratelli d’Italia): «Abbiamo scritto la storia e a Imola siamo passati dall’1 al 21%»
Cronaca 26 Settembre 2022

Elezioni 2022, Francesca Degli Esposti, segretaria territoriale Pd Imola: «A livello nazionale serve una riflessione».

“Sul piano nazionale, il dato di queste elezioni è chiaro: ha vinto il centrodestra e in particolare Fratelli d’Italia. Credo che al Partito Democratico serva una riflessione su chi vogliamo essere, chi e cosa vogliamo rappresentare e dove vogliamo andare”.  Così Francesca Degli Esposti, segretaria Unione territoriale Pd Imola, ha commentato con una nota i risultati delle elezioni politiche.

“Intanto – ha aggiunto Degli Esposti -, in Parlamento saremo garanti della centralità dell’Italia nell’Unione Europea e dei temi che ci stanno a cuore: sviluppo economico, transizione ecologica, riduzione delle disuguaglianze, diritti, difesa della Costituzione. Non ho dubbi che il Pd sarà in prima linea per difendere gli ideali e i valori che ci contraddistinguono e che abbiamo portato avanti in campagna elettorale”.

E scendendo nel dato locale, la segretaria Dem non ha mancato di rimarcare come nel nostro territorio i numeri parlino di un risultato diverso da quello nazionale con la tenuta del centrosinistra: “Il Pd è saldamente il primo partito nel circondario imolese complessivamente e in otto comuni su dieci”.

Il motivo? Il merito va anche “al buon governo delle nostre amministrazioni di centrosinistra, riconosciuto dagli elettori”.

Nella foto Francesca Degli Esposti durante la campagna elettorale

Elezioni 2022, Francesca Degli Esposti, segretaria territoriale Pd Imola: «A livello nazionale serve una riflessione».
Cronaca 26 Settembre 2022

Elezioni 2022, l’uragano Meloni irrompe anche nel circondario di Imola, ma il centrosinistra tiene ed elegge tutti i candidati uninominali alla Camera e al Senato

L’uragano Meloni irrompe anche nel territorio imolese, ma il centrosinistra tiene ed elegge tutti i candidati dei collegi uninominali sia alla Camera che al Senato. Questa l’istantanea delle elezioni politiche nel circondario e a Ozzano Emilia, dove i dati a fine spoglio parlano di una realtà sostanzialmente in controtendenza rispetto al panorama generale.

Mentre Fratelli d’Italia si afferma, infatti, come primo partito del centrodestra e secondo assoluto (nel comune di Imola il 21% con 7.681), svuotando di fatto la Lega ferma al 6,13%, il Partito Democratico non arretra, ottenendo nel Comune di Imola il 32,98%, frutto di poco più di 12 mila voti (addirittura qualche voto in più rispetto al 2018, quando si fermò a 11.884).

Più contenuti, rispetto al livello nazionale, gli effetti della rimonta del Movimento 5Stelle, che ottiene solo l’11,50% dei voti, pur presentando una candidata locale all’uninominale (Lorenza D’Amato). Più alto invece sul dato italiano il risultato della lista Calenda-Renzi, che a Imola raggiunge il 9,14% delle preferenze con i 3.441 voti ottenuti con la candidata uninominale Mara Mucci.

Per quanto riguarda gli eletti nelle circoscrizioni uninominali, partendo dalla Camera dei Deputati, nel Collegio 5 Angelo Bonelli, candidato di Pd, +Europa, Verdi-Sinistra e Impegno civico, è stato eletto con il 38,34% dei voti, raccogliendo nel territorio del Circondario (esclusa Medicina, inserita nel collegio 7) circa 2.700 preferenze più della rivale del centrodestra, Benedetta Fiorini (che nell’intera circoscrizione ha ottenuto il 35,79%). Fiorini ha prevalso tuttavia in sei comuni del circondario: Borgo Tossignano, Castel del Rio, Castel Guelfo, Dozza, Fontanelice e Mordano, mentre a Ozzano Bonelli si è affermato con il 41% contro il 32 della candidata del centrodestra.

Nell’uninominale 7, comprendente la parte settentrionale della Città metropolitana bolognese e una parte del Modenese, Medicina ha dato il suo contributo alla riconferma di Andrea De Maria a Montecitorio, arrivata con meno di un punto percentuale di distacco rispetto al rivale di centrodestra Giuseppe Galati (37,82 contro 36,98%).

Al Senato Pier Ferdinando Casini (centrosinistra) ha ottenuto il pass per tornare a Palazzo Madama con il 40,07% dei suffragi contro il 32,32% di Vittorio Sgarbi. Un risultato confermato anche nel Circondario imolese, dove Casini ha raccolto oltre 28 mila voti contro i 24.345 di Sgarbi, che pure ha conquistato Borgo Tossignano, Castel del Rio, Castel Guelfo, Dozza e Fontanelice. A Ozzano la partita si è chiusa con un distacco di quasi 700 voti, pari a oltre 8 punti percentuali.

Alla luce di quanto emerso dalle urne l’Emilia-Romagna è oggi la regione dove il Pd e il centrosinistra, pur nettamente sconfitti, ottengono i risultati migliori. La coalizione di centrodestra ha preso il 39% contro il 36% di quella di centrosinistra, e si è imposta nella sfida dei collegi (3-2 al Senato e 7-4 alla Camera). L’Emilia-Romagna oggi è praticamente l‘unica Regione dove il Pd è il primo partito: ha chiuso con il 28% contro il 25% di Fratelli d’Italia. (r.cr.)

Elezioni 2022, l’uragano Meloni irrompe anche nel circondario di Imola, ma il centrosinistra tiene ed elegge tutti i candidati uninominali alla Camera e al Senato
Cronaca 24 Settembre 2022

Elezioni 2022, meno parlamentari e nuovi collegi, Imola e Castello con il Rosatellum votano diversamente da Medicina

Tra le novità significative di queste elezioni politiche 2022 ci sono le nuove circoscrizioni dovute al famoso taglio dei parlamentari. Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, i deputati da eleggere sono 29 (prima erano 45); 11 nei collegi uninominali e 18 nei tre collegi proporzionali. Al Senato saranno 14 gli eletti in regione, 5 nell’uninominale e 9 nel proporzionale.

Alla Camera, il territorio imolese vede tutti i Comuni del circondario (ad eccezione di Medicina) e Ozzano inseriti nel collegio uninominale 5, comprendente la parte sud dell’area metropolitana bolognese e un pezzo di provincia di Modena. Gli elettori di Medicina voteranno invece nel collegio 7, con tutta l’area nord delle province di Bologna e Modena. Nel proporzionale (che eleggerà 7 deputati) tutto il territorio è in un unico collegio, il P02, comprendente il Bolognese e il Modenese. Al Senato il circondario imolese e Ozzano fanno parte del collegio uninominale 3 e del proporzionale 2, dal quale arriveranno 5 senatori.

Il «Rosatellum»
Il sistema elettorale creato dalla legge elettorale in vigore chiamata Rosatellum è definito misto a prevalenza proporzionale, perché una parte dei parlamentari è eletta con metodo uninominale, una parte con il proporzionale. Per l’esattezza 147 deputati e 74 senatori (il 37,5% del totale) vengono eletti con il sistema uninominale. Gli altri seggi, 245 alla Camera e 122 al Senato, sono invece attribuiti con il sistema proporzionale.


Possibili più candidature
Un candidato può presentarsi in un massimo di 5 collegi proporzionali, tutti al Senato o tutti alla Camera: non è ammessa la candidatura a entrambi i rami del Parlamento.


Le soglie di sbarramento
Attenzione però alla soglia di sbarramento: per accedere alla ripartizione proporzionale le coalizioni devono ottenere almeno il 10% dei voti su base nazionale e le singole liste, che siano o meno inserite in coalizioni, almeno il 3%, con specifiche eccezioni territoriali previste per tutelare le minoranze linguistiche. E se una lista inserita in coalizione non ottiene il 3% che fine fanno i voti ottenuti? Saranno attribuiti alla coalizione purché la percentuale non sia inferiore all’1%: i voti della lista che non ha superato questa soglia minima andranno persi. (r.cr.)

LE INFO UTILI PER VOTARE

Nella foto si allestiscono i seggi a Imola (Isolapress)

Elezioni 2022, meno parlamentari e nuovi collegi, Imola e Castello con il Rosatellum votano diversamente da Medicina
Cronaca 24 Settembre 2022

Elezioni 2022, tutto quello che si deve sapere per eleggere il nuovo Parlamento

Urne aperte domani dalle ore 7 alle 23 per eleggere i nuovi membri del Parlamento italiano. Si tratta del primo voto a seguito della riduzione del numero dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori (da 315 a 200).

Chi può votare
Tutti gli elettori, dai 18 anni in su, potranno votare per entrambe le camere. Ai seggi si deve portare la carta d’identità o la patente e la tessera elettorale. In caso di smarrimento, deterioramento o esaurimento dei timbri, si può richiedere una nuova tessera all’ufficio elettorale del proprio Comune, che resterà aperto per tutta la durata delle operazioni di voto.

Le schede elettorali
A ogni elettore saranno consegnate due schede: una rosa per l’elezione della Camera dei Deputati, una gialla per il Senato della Repubblica. Sulle schede compaiono riquadri quanti sono i candidati per i collegi uninominali. I riquadri contengono a loro volta riquadri più piccoli contenenti: il nome del candidato al collegio uninominale, i simboli del partito o dei partiti coalizzati che lo sostengono con accanto la lista dei candidati in lizza per i collegi plurinominali.

Come si vota
I casi per esprimere un voto valido sono diversi. In primis quello di apporre una sola croce sul nome del candidato (uninominale): il voto avrà valore per il candidato stesso ai fini della sua elezione e verrà diviso tra tutte le liste che lo appoggiano in modo proporzionale e quindi in base alla percentuale ottenuta da ogni partito. Se il candidato è sostenuto da una sola lista il voto andrà interamente a questa.

Oppure si può tracciare la croce solo sul simbolo di un partito: in questo caso, il voto andrà alla lista prescelta, ma si estenderà anche al candidato uninominale che quella lista sostiene.

Il voto è valido anche se si tracciano due segni, uno sul nome del candidato uninominale e uno sul simbolo di una lista a lui collegata oppure su uno dei candidati della lista (proporzionale). In questo caso il voto andrà sia al candidato uninominale sia alla lista. Non esistendo però le preferenze e poiché l’elezione avviene in ordine di lista, tracciare un segno sul nome di un candidato non avrà alcun effetto.

Non è invece valido il voto disgiunto: se si pone un segno su un candidato uninominale e uno sul simbolo o sulla lista di un partito non collegato a quel candidato, il voto sarà dichiarato nullo.

In ospedale o quarantena
Chi è ricoverato in ospedale o in altre strutture e chi sottoposto a quarantena o isolamento può votare dopo aver richiesto e ricevuto una apposita attestazione dall’ufficio elettorale del Comune di residenza. Il presidente di seggio, con uno scrutatore e il segretario, si recheranno al suo domicilio per la raccolta del voto. Per informazioni:rivolgersi all’ufficio elettorale del proprio Comune.

Voto assistito
Chi è impossibilitato a votare personalmente a causa di un’infermità come cecità o paralisi, ha il diritto di essere accompagnato in cabina elettorale da un altro elettore, dietro presentazione di un certificato medico rilasciato da un medico funzionario dell’Ausl. (r.cr.)

Nella foto di archivio (Isolapress) un seggio elettorale

Elezioni 2022, tutto quello che si deve sapere per eleggere il nuovo Parlamento
Cronaca 24 Agosto 2022

Per chi possiamo votare alle elezioni di settembre? Candidati del territorio e liste tra cui scegliere

Le elezioni anticipate hanno costretto i partiti a definire le liste in pieno agosto. Al Senato nel nostro collegio uninominale si sfidano Sgarbi e Casini mentre nel plurinominale Daniele Manca è secondo nel listino Pd.

Alla Camera duello nell’uninominale tra quattro candidate imolesi e un castellano, mentre nel listino di partito cercano spazio gli altri candidati di casa nostra. I democratici e progressisti intanto aprono la campagna a Imola con il sindaco Marco Panieri e a Castel San Pietro con il presidente della Regione Stefano Bonaccini. (r.cr.)

Per chi possiamo votare alle elezioni di settembre? Candidati del territorio e liste tra cui scegliere
Cronaca 11 Giugno 2022

I referendum sulla giustizia e i sindaci della porta accanto

Una domenica al voto per i referendum sulla giustizia e per l’elezione di sindaci e consigli comunali in molti Comuni italiani. I seggi saranno aperti solo domani, 12 giugno, dalle 7 alle 23.

Gli elettori di tutta Italia saranno chiamati ad esprimere il Sì o il No ai cinque refe- rendum sulla giustizia che hanno ricevuto il via libera dalla Corte Costituzionale. In contemporanea con i referendum sulla giustizia, si svolgeranno anche le elezioni amministrative. In Emilia Romagna sono chiamati al voto poco meno di 360 mila elettori, con 21 Comuni coinvolti, di cui due capoluoghi di provincia, Parma e Piacenza, più altri due oltre i 15 mila abitanti, Riccione e Budrio, quest’ultimo confinante con i comuni di Medicina e Ozzano. Altro Comune chiamato al voto e confinante con il territorio imolese e Riolo Terme. Nei seggi, come disposto dal Viminale, la mascherina non sarà obbligatoria ma fortemente consigliata. (mi.ta.)

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I referendum sulla giustizia e i sindaci della porta accanto
Cronaca 28 Ottobre 2021

Ddl Zan, il senatore Pd Manca: «Il centro destra con il voto segreto ha scelto il passato»

Non si sono ancora placate le polemiche per il blocco dell’iter del ddl Zan, il disegno di legge contro l’omotransfobia. Ieri l’Aula del Senato ha affossato l’esame degli articoli ed emendamenti votando (segretamente) a favore della cosiddetta «tagliola», chiesta da Lega e FdI. A favore, 154 senatori, 131 i contrari e due astenuti.

A commentare quanto accaduto anche il senatore Daniele Manca. «Allargare diritti, contrastare discriminazioni è nel dna del Pd, era nel testo approvato alla Camera – si legge sulla sua pagina Facebook -. Anche dopo la sconfitta sul ddl Zan dobbiamo lavorare per garantire all”italia una buona legge, lo dobbiamo ai tanti giovani che in questi mesi ci hanno sollecitato ad andare avanti. Il centro destra, utilizzando il voto segreto, ha scelto il passato, un’ideologia che non ammette differenze nell’ orientamento sensuale, nell’identità di genere; non vogliono contrastare nei fatti insostenibili discriminazioni che indeboliscono il senso di appartenenza alla nostra comunità nazionale. E” nostro il compito nel dimostrare che il Parlamento sceglie il futuro. È inaccettabile che nel nostro paese perseverino discriminazioni, contrapposizioni su elementari diritti di cittadinanza e sull”identità di genere.  Si definisca un testo ed eventuali proposte per allargare il consenso e la condivisione. Una proposta al posto di inutili contrapposizioni interne. Il gruppo del Pd al Senato era unito, compatto e lo è stato anche nel voto. Guai ad attivare la ricerca di eventuali nemici in casa. Semmai si prenda atto che sui diritti e sulle riforme occorre lavorare ogni giorno per allargare condivisione e consenso». (r.cr.)

Ddl Zan, il senatore Pd Manca: «Il centro destra con il voto segreto ha scelto il passato»

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