Cultura e Spettacoli

Cronaca 15 febbraio 2018

Morte Bibi Ballandi, domani la camera ardente a Imola. La famiglia dona le cornee

Si terrà domani presso la Salannunziata di via Fratelli Bandiera 17/a, la camera ardente per salutare Bibi Ballandi, il celebre produttore, deceduto questa mattina nel reparto di Oncologia dell”ospedale di via Montericco. La famiglia ha chiesto al Comune la disponibilità dello spazio; la Salannunziata resterà aperta per le visite nell’intera giornata di domani dalle ore 10 alle 19, nonché sabato dalle ore 8 alle 9. A seguire, tra le ore 9 e le 10 circa, il corteo funebre con il feretro partirà alla volta di Baricella, dove si svolgerà il funerale (via Fratelli Bandiera sarà chiusa al traffico).

Ballandi, 71 anni, combatteva da tempo una lotta contro il tumore ed era seguito da Antonio Maestri, primario dell”Oncologia di Imola. L”Azienda usl ha comunicato con una nota anche la scelta di grande generosità della famiglia, seppur in questo momento di grande dolore, “di acconsentire alla donazione delle cornee”.

Alle condoglianze di amici e artisti del mondo dello spettacolo si sono unite quelle dell”Azienda usl e del Comune di Imola.

Quanto accaduto a Bibi Ballandi ricorda la vicenda dell”allora capo della Polizia di Stato, il prefetto Antonio Manganelli, spentosi nel 2013. La malattia portò il prefetto Manganelli ad incrociare la professionalità dell”oncologo Maestri che lo seguì per diverso tempo nella fase finale della sua malattia. Anche Manganelli fu ricoverato in due occasioni presso l”ospedale di Imola e successivamente la famiglia decise di utilizzare quanto raccolto dalle donazioni in sua memoria per acquistare delle attrezzature, sette monitor per la misurazione automatica di pressione, per l’Unità operativa di Oncologia e Hospice imolesi.

l.a.

Nella foto: il produttore Bibi Ballandi durante un servizio andato in onda oggi al Tg1

Morte Bibi Ballandi, domani la camera ardente a Imola. La famiglia dona le cornee
Cronaca 15 febbraio 2018

E' morto a Imola il produttore Bibi Ballandi. Era ricoverato nell'Oncologia di Antonio Maestri

E” morto, questa mattina, nell”ospedale di Imola, dove era ricoverato da qualche tempo Bibi Ballandi. Il celebre produttore televisivo, 71 anni, lottava da tempo con un tumore ed era seguito da Antonio Maestri, il primario dell”Oncologia dell”Ausl di Imola, da qui il ricovero nella struttura sanitaria di via Montericco al peggiorare della malattia.

Ballandi era noto per le sue innumerevoli trasmissioni di successo come Ballando con le Stelle di Milly Carlucci, gli show di Capodanno con Carlo Conti, gli spettacoli del sabato sera di Fiorello o la Lotteria itinerante di Panariello, tra gli ultimi si annoverano Stasera CasaMika e Laura & Paola con Laura Pausini e Paola Cortellesi. Nelle scorse settimane lo stesso Fiorelllo, Laura Pausini e altri del mondo dello spettacolo si sono visti percorrere i corridoi dell”ospedale, visite in forme strettamente private e riservate per un ultimo saluto all”amico e produttore. 

Nelle ultime ore tanti i messaggi di cordoglio apparsi sui profili social degli artisti della tv e della canzone. Da Simona Ventura a Fabrizio Frizzi, passando per Giorgio Panariello, Giorgia, Fiorella Mannoia, Fabio Fazio, Antonella Clerici, Michelle Hunzilker e Rosario Fiorello, tanto che l”hashtag #BibiBallandi è da alcune ore primo nei Trend Italia di Twitter, così come riferisce l”Ansa.

Milly Carlucci, grande amica  di Ballandi, è stata informata dell”accaduto, durante la diretta di Uno Mattina, dai conduttori Benedetta Rinaldi e Franco di Mare e, visibilmente sconvolta, si è piegata sullo sgabello su cui era seduta. La presentatrice, oggi, avrebbe dovuto fare il giro delle trasmissioni Rai per promuovere la nuova edizione di Ballando con le Stelle ma il modo con cui gli è stata data la notizia (ritenuto da alcuni con poca delicatezza) ha creato forti polemiche sui social.

d.b. l.a.

Nella foto: il produttore Bibi Ballandi durante un servizio andato in onda oggi al Tg1

E' morto a Imola il produttore Bibi Ballandi. Era ricoverato nell'Oncologia di Antonio Maestri
Cultura e Spettacoli 15 febbraio 2018

Vittorio Sgarbi premia l'artista castellano Corrado Avanzi con l'esposizione di sue due opere a New York

L’artista castellano Corrado Avanzi, a distanza di pochi mesi dal Premio alla Carriera ricevuto nel corso della Biennale di Milano – International Art Meeting, è stato premiato dal Comitato ufficiale di Spoleto Arte, curato da Vittorio Sgarbi, per la sua partecipazione alla mostra “Bologna International Exhibition”, che si è tenuta nei giorni scorsi in concomitanza con Arte Fiera Bologna.

Con questo riconoscimento Avanzi avrà la possibilità di mostrare gratuitamente due sue opere, «Grotta di stalattiti» e «Lago di Poma», in video-esposizione alla «New York International Art Expo» che si terrà domenica 11 marzo al The Michelangelo Hotel, nel cuore della Grande Mela.

Corrado Avanzi realizza opere astratte in smalto su faesite che, per l’originalità dei temi e della tecnica, sono state apprezzate in numerose mostre personali e collettive. Lo scorso anno, sempre con Spoleto Arte, l”artista castellano è stato presente con alcune delle sue opere alle mostre di New York, Spagna, Francia, Malta, Milano, Venezia, Miami e Roma. «Le intense opere di Corrado Avanzi ci trasportano all’origine del mondo, alla forza di Madre natura, principio di ogni forma vitale – scrive Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte – (…). Ogni elemento naturale viene raffigurato nella sua potenza ed intensità, travolgendo l’osservatore in un turbinio di emozioni. La sua tavolozza, carica di espressività, è portatrice di significati profondi e ci fa capire come l’essere umano sia in realtà solo una piccola parte del mondo e di come non possa far niente di fronte alla forza travolgente della Natura».

Per informazioni e visite alla galleria quadri di Corrado Avanzi: corrado.avanzi@alice.it.

d.b.

Nella foto: l”artista castellano Corrado Avanzi, a sinistra, insieme a Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi premia l'artista castellano Corrado Avanzi con l'esposizione di sue due opere a New York
Cultura e Spettacoli 14 febbraio 2018

Gianluca Morozzi alla libreria Mondadori di Imola presenta «Il Cainita» di Luca Occhi

«Il Cainita» compie un anno. Il romanzo dello scrittore imolese Luca Occhi è uscito a febbraio del 2017 è l”autore torna a Imola per spegnere la prima candelina e raccontare la storia noir che ha portato in giro per l”Italia. Giovedì 15 febbraio, al Mondadori bookstore di via Emilia 71, dalle 18.30 Occhi racconterà la storia del commissario Rinaldi che insegue le tracce di un serial killer che sceglie vittime buone. Un romanzo con intrecci storici e vicende personali che rendono l”intreccio ancora più coinvolgente, sullo sfondo di una città che tanto assomiglia a Bologna. E proprio da Bologna arriva lo scrittore che affianca giovedì 15 Occhi a Imola, Gianluca Morozzi. Un sodalizio che si rinnova dopo i fasti delle prime cinque edizioni di Turno di notte, il concorso letterario che organizza ogni estate dal 2009 lo stesso Luca Occhi, anima di Officine Wort, e a cui Morozzi presto i primi cinque incipit che aprivano la gara dei narratori impegnati dalle ore 22 alle 5 del mattino seguente. «Il Cainita» è uscito per la collana Comma21, curata da Fabio Mundatori, per la Damster edizioni.

Nella foto: Gianluca Morozzi e Luca Occhi (foto Mauro Gnugnoli)

Gianluca Morozzi alla libreria Mondadori di Imola presenta «Il Cainita» di Luca Occhi
Cultura e Spettacoli 13 febbraio 2018

Imola, successo di pubblico per il Carnevale dei Fantaveicoli. Video, foto e vincitori

Complice la bella giornata, è stato un bagno di folla il Carnevale dei fantaveicoli di Imola che ha colorato domenica scorsa le strade del centro.

Il video di Lorena Mirandola e le foto Isolapress.

I VINCITORI

Categoria Maxi Fantaveicoli

1° classificato
… Un mondo fantastico…  – Rino Savini

2° classificato
Ciclocamper – Aps Campeggiatori dell”imolese

3° classificato
Sempre più in alto – Fabio Baron

Categoria Fantaveicoli
1° classificato
L”equilibrista – Vittorio Tassoni

2° classificata
Marilena Rossi – Dalle nostre valli “La famiglia dei fenicotteri”

3° classificato
Davide Ropa – Il Camaleonte

Gruppi mascherati
1° classificato
Gruppo mascherato Emoticoni – Wacky races

2° classificato
Gruppo mascherato Le arachidi imolesi – Carte romagnole, meno telefonino più beccaccino

3° classificato
Gruppo mascherato La compagnia dei babbi e delle mamme – L”Olimpo può attendere

Categoria Scuole Imola
1° classificata (assegnazione del Grifon d”oro fino al Carnevale 2018)
Slego la fantasia – Scuola Primaria Pelloni-Tabanelli (Ist. comprensivo n. 4)

Imola, successo di pubblico per il Carnevale dei Fantaveicoli. Video, foto e vincitori
Cultura e Spettacoli 13 febbraio 2018

«Il padre» di Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere sul palco dello Stignani

Affronta un tema importante e difficile Il padre, la pièce di Florian Zeller in scena al teatro Stignani dal 14 al 18 febbraio per la regia di Piero Maccarinelli. I protagonisti Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere si muovono tra le maglie dell”avanzare dell”età e la malattia.

«Andrea è un uomo molto attivo nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer spiegano le note allo spettacolo -. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma linesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: luomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza. La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dellautonomia del padre progredisce a tal punto che Anna è costretta a prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità lautore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dallimmaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico».

La pièce francese ha debuttato nel settembre del 2012 a Parigi con protagonisti Robert Hirsch e Isabelle Gélinas, ed è stato replicato sulle scene francesi fino al 2014 riscuotendo un grandissimo successo. Candidato al Prix Molières nel 2014, si è aggiudicato il premio come miglior spettacolo dellanno. È stato inoltre rappresentato a Londra nel 2015, al Wyndhams Theatre e al Trycicle Theatre con protagonisti Kenneth Cranham e Claire Skinner, poi al Manhattan Theatre Club di Broadway, nel 2016, con Frank Langella e Kathryn Erbe. Apprezzata anche la versione spagnola con Héctor Alterio e Ana Labordeta. Con questo allestimento prodotto da Goldenart Production è arrivato anche in Italia.

r.c.

Nella foto: Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere

«Il padre» di Alessandro Haber e Lucrezia Lante Della Rovere sul palco dello Stignani
Cultura e Spettacoli 12 febbraio 2018

Carnevale, a Borgo e Tossignano un Martedì Grasso con maccheroni e polenta

Narra la leggenda che nel 1901 un abitante di Borgo offese una fanciulla di Tossignano pestandole un piede a un veglione di Carnevale, e da lì partì una lite tra i due paesi per cui i borghigiani, per «dirottare» i visitatori che si recavano a Tossignano per la Sagra della polenta, offrivano loro dei maccheroni lungo la strada.

Nacque così la Sagra dei maccheroni di Borgo Tossignano, che si affianca a quella della polenta di Tossignano, nata ben trecentonovantasette anni fa. Due feste che oggi vanno invece a braccetto e salutano l”ultimo giorno di Carnevale.

Il programma. Domani martedì 13 febbraio, l”appuntamento in Vallata è così con i fumanti maccheroni borghigiani e con l”altrettanto fumante polenta tossignanese che, come da tradizione, verranno distribuiti a pranzo agli abitanti e, dal primo pomeriggio, ai visitatori. In mezzo, alle 14.15, lo scambio tra i maccheronai di Borgo e i polentari di Tossignano dei piatti artistici (che saranno anche in vendita). A Borgo, inoltre, dalle 14.30 si terrà la festa di Carnevale con maschere, musica e sfilata organizzata dalla Pro Loco seguendo il tema «L”amore». Sarà inoltre allestita una mostra fotografica  intitolata «Amore per i luoghi e le persone» a cura della Pro Loco con la collaborazione dell”associazione fotoculturale «G. Magnani».

r.c.

Carnevale, a Borgo e Tossignano un Martedì Grasso con maccheroni e polenta
Cultura e Spettacoli 12 febbraio 2018

Musica e teatro, la storia della castellana Silvia Gisani

La storia di Silvia Gisani racconta di una dedizione completa alla musica e al canto e della sua missione di trasmettere il valore dell’esecuzione canora attraverso l’insegnamento. Per i castellani interessati alla scena teatrale e musicale cittadina è praticamente impossibile non conoscerla: ha fatto parte del Corpo bandistico come sassofonista e dal 2001 dirige il coro amatoriale Casual Gospel, con cui ha, tra le altre cose, partecipato a diverse edizioni dalla rassegna musicale castellana I suoni degli angeli e con cui ha allietato le serate del paese mettendo in piedi operette e spettacoli teatrali, come la più recente Par fourtouna ch’ai è la muttua, commedia dialettale che ha riscosso molto successo tra il pubblico. Silvia, dal canto suo, è un contralto, con una formazione lirica e una passione per l’operetta e per il teatro in generale. E ora si è dedicata alla musica leggera come voce dell’orchestra Attenti a noi 2.

Ma la sua più grande vocazione rimane l’insegnamento. Ed è stato proprio questo l’argomento principale della nostra conversazione, tenutasi nel suo studio musicale tappezzato di fotografie e attestati raccolti in trent’anni di attività. «Specializzandomi nella cura della voce – inizia a raccontare – ho compreso il vero significato del detto di Sant’Agostino: “canta che ti passa”. Perché il canto che fa bene all’anima non è quello a squarciagola, bensì quello fondato sull’esecuzione e sulla tecnica. Lo insegno sempre ai miei allievi, sia che vogliano diventare professionisti, sia che vogliano semplicemente divertirsi: alla base di tutto sta la respirazione, che permette di cantare meglio e lasciarsi trasportare dalla musica».

Qual è l’approccio allo studio musicale delle nuove generazioni?

«Mi trovo spesso a spiegare ai giovani che la tecnica canora è ancora importante, sebbene sappia che la televisione dice tutt’altro. Nei programmi come X-Factor o Amici si predilige molto di più la storia personale; il fatto di cantare o suonare bene passa un po’ in secondo piano, o arriva comunque in seconda battuta. La voce, poi, di per sé è uno strumento complicato da insegnare, perché lo studente possiede già un bagaglio di aspettative che a volte si ha paura di disattendere, per non scoraggiarlo. Alcuni si aspettano di fare il karaoke! Però, una volta che riesco a spiegare l’importanza di studiare gli originali, piuttosto che la cover trovata su Youtube, e che è necessario prendersi cura della propria voce, le reazioni dei ragazzi sono ottime».

Ha tratto soddisfazioni da questa attività di insegnamento?

«Assolutamente sì. Oltre ad avere permesso ad alcuni miei ragazzi di inseguire il sogno del professionismo, ho vissuto situazioni in cui la musica ha significato tanto per i miei allievi. Il complimento più bello l’ho ricevuto da una casalinga: mi disse che il canto le era risultato più utile di una seduta dallo psicologo, le aveva donato la pace che cercava. Un altro mio allievo, con una brutta storia di bullismo alle spalle, ha ritrovato il sorriso cantando. E’ stata una soddisfazione immensa, ho avuto davvero una dimostrazione del potere della musica».

E cosa mi può dire del suo rapporto personale con la musica?

«La musica mi ha sempre sostenuto, anche nelle occasioni peggiori. Quando mi ritrovai a cantare e a recitare la sera dopo il funerale di mio padre mi diede una grande spinta nel metabolizzare il lutto. Penso che nell’esecuzione musicale, così come nel teatro, ci sia una specie di magia: per un certo lasso di tempo ti rende un’altra persona, e le uniche emozioni che contano sono quelle che scateni nel pubblico. Le proprie passano in secondo piano».

Ci racconti come ha mosso i primi passi nel mondo della musica?

«Ho iniziato a sognare di fare la cantante fin da piccolissima: costringevo mio cugino Loris ad assistere ai miei spettacoli in cameretta. Per me era una questione molto seria e mi dava anche quasi fastidio che i miei la vedessero come un gioco. Inizialmente suonavo principalmente il sassofono e il pianoforte, al mondo del canto mi introdusse la professoressa Ada Contavalli. Sarebbe più corretto dire che mi costrinse. L’altro mio maestro fu il compianto padre Callisto, frate e maestro della corale Santa Maria in Viara nel convento di Castel San Pietro. Poi c’è stato il conservatorio. Ci ho sempre messo tutta me stessa e, ovviamente, il successo non è arrivato perché, quando il treno è passato per me, io avevo altri pensieri».

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 febbraio.

r.r.

Nella foto: Silvia Gisani

Musica e teatro, la storia della castellana Silvia Gisani
Cultura e Spettacoli 11 febbraio 2018

La sedicenne Lucilla Rose Mariotti, giovane talento al violino, domani a palazzo Monsignani

Sarà la violinista Lucilla Rose Mariotti la protagonista del concerto che si terrà lunedì 12 febbraio alle ore 20.45 nella sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani, in via Emilia 69 a Imola, nell’ambito della stagione curata dall’Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola. A Imola, accompagnata dal pianista Luigi Moscatello, presenterà un programma caratterizzato da musiche di Schumann, de Sarasate, Grieg e Dvorák.

L’ingresso al concerto è tramite tessera associativa (100 euro) che dà diritto alla partecipazione a tutti i concerti della stagione e che sarà possibile sottoscrivere anche la sera stessa prima del concerto. L’entrata è libera per gli under 20, per gli allievi e i docenti della scuola Vassura Baroncini e per gli studenti di ogni ordine e grado. Info: 0542/30802.

A soli sedici anni, Lucilla è già risultata vincitrice del primo premio assoluto in oltre quaranta concorsi nazionali ed internazionali. Ha iniziato lo studio del violino all’età di 5 anni e, dagli 8 anni, studia regolarmente con Marco Fornaciari. Attualmente è seguita da Maurizio Sciarretta presso il Dipartimento d’archi dell’Accademia imolese e partecipa regolarmente alle lezioni e masterclass di Mark Messenger (Royal College a Londra) e di Jirí Fišer (Conservatorio di Praga ). Lucilla Rose ha tenuto il suo primo concerto da solista accompagnata da orchestra a 9 anni e da allora si è esibita in Italia ed all’estero (San Marino, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Belgio e New York) in oltre 100 concerti. Nel 2017 Lucilla Rose si è affermata come vincitrice assoluta nella 59a edizione del prestigioso concorso «Kocian Violin Competition» in Repubblica Ceca, una delle più antiche competizioni al mondo per giovani violinisti: è la prima volta che il concorso è stato vinto da un musicista italiano. Sempre nel 2017 Lucilla Rose è risultata tra i vincitori del 5° concorso organizzato dalla New York International Artists Association venendo così invitata a suonare alla Weill Recital Hall presso il Carnegie Hall di New York. A 12 anni ha suonato il primo movimento del Concerto n.2 di Wieniawski trasmesso sulle frequenze di Radio Vaticana. Inoltre nel 2017 la sua esecuzione del Primo movimento del concerto di Tchaikovsky è stata trasmessa dalla Czech Radio nella EuropeanBroadcasting Union.

La sedicenne Lucilla Rose Mariotti, giovane talento al violino, domani a palazzo Monsignani

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