Economia

Economia 28 marzo 2018

Mobilitazione dei lavoratori Mediaworld per la riorganizzazione aziendale

Oltre ai lavoratori dei centri commerciali e dei supermercati mobilitati contro le aperture festive, nei prossimi giorni potrebbero incrociare le braccia anche i dipendenti dei negozi Mediaworld, compreso quello di Imola.

Otto ore di sciopero in modo articolato e improvviso sono state proclamate dai lavoratori con il sostegno di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dell’Emilia Romagna «contro la decisione unilaterale dell”azienda (Mediamarket) di trasferire i dipendenti dei punti vendita in chiusura e delle aree interessate da contratto di solidarietà». 

In Emilia Romagna ci sono oltre 350 lavoratori e dieci punti vendita che fanno capo a Mediamarket, che sta attraversando una crisi e una riorganizzazione aziendale con chiusure e contratti di solidarietà su tutto il territorio nazionale. Il Mediaworld imolese, in verità, «al momento non è coinvolto ma solo perché ha già subito la ristrutturazione con il dimezzamento dello spazio vendita e una diminuzione del personale» precisano dalla Cgil imolese. 

Mediamarket da tre anni ha annunciato «di voler unificare la rete vendita e l’online attraverso l’omnicanalità, ma abbiamo assistito solo alla confusione organizzativa e al peggioramento delle condizioni di lavoro e, conseguentemente, al peggioramento del servizio – spiegano i sindacati regionali -. Il conto degli errori fatti viene impropriamente presentato ai lavoratori».

La lista dei problemi secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs parte dallo «spostamento improvviso della sede, l’annuncio della fine del contratto di solidarietà, la chiusura improvvisa di Grosseto e di Milano Centrale, le minacce di trasferimento, la mancanza di informazioni sul bilancio e su quali siano gli altri negozi che non hanno la sostenibilità economica, la riduzione delle maggiorazioni domenicali insieme all’eliminazione del bonus».

r.c.

Nella foto il negozio Mediaworld di Imola

Mobilitazione dei lavoratori Mediaworld per la riorganizzazione aziendale
Economia 28 marzo 2018

Sciopero contro supermercati e centri commerciali aperti a Pasqua e Pasquetta

Continua la battaglia dei sindacati contro le aperture di supermercati e centri commerciali durante le giornate festive. In occasione di Pasqua e Pasquetta, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil dell’Emilia Romagna hanno proclamato uno sciopero per domenica 1 e l’astensione dal lavoro per lunedì 2 aprile, invitando «i lavoratori del commercio e gli addetti di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali ad aderire».

Nel nostro circondario non si hanno notizie di attività che rimarranno aperte il giorno di Pasqua, mentre a Pasquetta operativi Famila, Obi, Lidl e Pam a Imola e il Mercatone a Toscanella di Dozza.

«La disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori – precisano i sindacati -. Recenti sentenze confermano questa nostra impostazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l”eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso di quest’ultimo».

Questa la posizione portata avanti sin dalla liberalizzazione degli orari del commercio introdotta nel 2011 con il decreto «Salva Italia». Nell’ultima legislatura una proposta era stata presentata in Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, ma si ipotizzava «la chiusura in sole 6 festività, sostanzialmente non risolveva  il problema».

«Le liberalizzazioni sono sbagliate – concludono i sindacati -, non aiutano la crescita economica, non creano nuova occupazione, producono dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività, svuotano i centri storici delle città a favore delle cittadelle del consumo, sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari ben poco concilianti con le necessità di riposo».

Allo sciopero ha dato il suo sostegno anche il Partito comunista italiano di Bologna per la dignità del lavoro e invitano i “consumatori a disertare i centri commerciali nelle giornate dell”1 e 2 aprile”.

r.c.

Sciopero contro supermercati e centri commerciali aperti a Pasqua e Pasquetta
Economia 28 marzo 2018

Gimatt, l'azienda ozzanese aumenta l'utile e vuole premiare gli azionisti

Gimatt, la società ozzanese che si occupa delle macchine automatiche per l’imballaggio dei prodotti derivati dal tabacco (e, in particolare, dei cosiddetti prodotti reduced-risk di nuova generazione), ha chiuso decisamente bene il primo bilancio dopo lo scorporo da Ima e la sua quotazione nel segmento Star di Piazza Affari, avvenuta nel novembre 2017.

In forte crescita ricavi e utile: i ricavi netti sono saliti a 151,8 milioni di euro (+51,2%) e l’utile d’esercizio ha raggiunto 44,1 milioni di euro (+62%). «I brillanti risultati conseguiti da Gimatt nell’anno della quotazione in Borsa – ha commentato Sergio Marzo, presidente della società di via Tolara di sotto – riflettono il trend di crescita del settore tabacco, in particolare dei prodotti di nuova generazione a rischio ridotto. Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti: i ricavi e gli utili conseguiti confermano il dinamismo di Gimatt e la sua capacità di proporre soluzioni altamente innovative per il packaging dei prodotti derivati del tabacco».

La quota export è stata superiore al 72%, con ottimi risultati in Europa e in Asia. Molto bene anche il mercato domestico, cresciuto del 13%. Se l’andamento degli ordini troverà conferma nei prossimi mesi, si stimano ricavi superiori a 180 milioni di euro. «Cresciamo rapidamente all’interno del mercato di riferimento e continuiamo ad investire in ricerca e sviluppo: l’innovazione rappresenta infatti l’elemento trainante del nostro percorso di crescita. Le prospettive per il 2018 sono positive: i primi due mesi evidenziano una buona performance e confermano la nostra fiducia nella favorevole evoluzione dell’esercizio in corso. Alla prossima assemblea di bilancio – ha concluso il presidente – proporremo la distribuzione di un dividendo di 0,42 euro per azione premiando così gli azionisti che hanno creduto nello sviluppo di questa società giovane e dinamica, con ottime prospettive di crescita».

r.e.

Nella foto: l”officina dell”azienda Gimatt

Gimatt, l'azienda ozzanese aumenta l'utile e vuole premiare gli azionisti
Economia 25 marzo 2018

Fabiola Zoffoli della Fattoria Romagnola è delegata provinciale Coldiretti Donne Impresa

E” un”imolese, Fabiola Zoffoli, della Fattoria Romagnola, la nuova delegata provinciale di Coldiretti Donne Impresa Bologna. Oggi le imprese agricole a guida femminile sono 2.108, oltre il 10% del totale delle circa 20.000 aziende “in rosa” censite in provinca. L’assemblea per l”elezione di Donne Impresa, l’associazione di Coldiretti che rappresenta le aziende agricole guidate da donne manager, è stata l”occasione anche per fare il punto su tutto il settore.

Da anni l”impegno è volto a “coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell’ambiente, la qualità della vita e lo sviluppo di aziende multifunzionali con attività che spaziano dalla produzione alla trasformazione dei prodotti, dall’agriturismo alle fattorie didattiche, fino al progetto di Coldiretti di Educazione alla Campagna Amica che porta il mondo agricolo a diretto contatto con gli alunni delle scuole” dicono da Coldiretti.

E l”azienda di Zoffoli che sulle colline di Imola rappresenta proprio una di queste attività. “La Fattoria Romagnola da anni collabora con il progetto di Coldiretti di Educazione alla Campagna amica nelle scuole, unisce l’allevamento di maiali, pecore e polli all’attività agrituristica e di fattoria didattica“. Inoltre Zoffoli esercita anche l’attività di agrichef, titolo conseguito al primo corso di agrichef dell’Emilia Romagna promosso da Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti, e Campagna Amica “per formare una figura professionale a tutto tondo, esperta anche in marketing e comunicazione, in grado di raccontare ad un cliente sempre più attento ed esigente la storia di un prodotto e la cultura del territorio che lo ha fatto nascere”.

Zoffoli ha iniziato ad occuparsi del settore dopo il matrimonio e ha detto di aver “rispolverato il diploma di maestra decidendo, grazie alla legge di Orientamento, di dare il via all’attività di fattoria didattica. Credo pienamente nel valore della multifunzionalità – ha dichiarato la neo delegata – vera leva per valorizzare il nostro lavoro e la nostra cultura e fonte di reddito e innovazione per le nostre aziende e ritengo che le donne imprenditrici siano particolarmente vocate a favorire la multifunzionalità in agricoltura. sono sicura che con il sostegno delle colleghe e di Coldiretti possiamo fare un lungo cammino”.

L”assemblea ha eletto Zoffoli all”unanimità; sarà affiancata dalle vicedelegate Emanuela Armaroli dell’azienda agricola Valbona di Sant’Agata Bolognese e Julie Marie Blaho, dell’azienda agricola Flizzone di Gaggio Montano.

r.c.

Nella foto Fabiola Zoffoli

Fabiola Zoffoli della Fattoria Romagnola è delegata provinciale Coldiretti Donne Impresa
Economia 22 marzo 2018

Bilancio Ima in crescita, i ricavi sfiorano i 1500 milioni di euro

Ancora una volta il gruppo Ima, leader mondiale nelle macchine automatiche, ha chiuso un ottimo bilancio. Nel 2017 il fatturato ha fatto un balzo all’in su del 10,2%, con ricavi netti saliti a 1.444,7 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre ammontava a 50,1 milioni di euro, in forte diminuzione rispetto ai 99,9 milioni di un anno prima. Indebitamento che riflette sia l’esborso complessivo di 47,6 milioni di euro per diverse acquisizioni (l’argentina Mai, e poi Mapster ed Eurosicma, il saldo per Medtech e l’acquisizione della minoranza di Atop), sia l’incasso di circa 102,5 milioni di euro derivante dalla quotazione della controllata Gimatt (di cui, peraltro, la famiglia Vacchi ha mantenuto il controllo detenendo il 60% circa del capitale). L’utile, di 85,6 milioni di euro, è risultato in calo rispetto all’esercizio 2016, che però aveva beneficiato di un provento finanziario straordinario e, senza di quello, il 2017 avrebbe superato il 2016 di 10 milioni di euro.

«Siamo complessivamente soddisfatti dei risultati conseguiti nel 2017 – ha commentato Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima -. La significativa generazione di cassa ha permesso una sensibile riduzione dell’indebitamento e ci ha consentito di attuare investimenti ordinari e strategici, aumentando il valore del gruppo. Quindi anche quest’anno abbiamo deciso di premiare gli azionisti, proponendo alla prossima assemblea un dividendo in aumento rispetto all’esercizio precedente»: 1,70 euro contro 1,60 di un anno fa. La quota export ha superato l’88%, con una crescita in tutte le aree del mondo. Crescita confermata anche nell’anno in corso e, se se le condizioni attuali troveranno conferma nei prossimi mesi, il gruppo Ima stima ricavi per circa 1,55 miliardi di euro. «Guardiamo con fiducia all’anno in corso – ha commentato ancora Vacchi – grazie all’elevata consistenza del portafoglio ordini a fine 2017 ed alla presa ordini in aumento nei primi due mesi del 2018. Il nostro obiettivo di crescita sarà perseguito anche attraverso acquisizioni disponendo delle risorse per continuare l’attività di merger and acquisition», ovvero nuove acquisizioni.

r.c.

Nella foto: Alberto Vacchi

Bilancio Ima in crescita, i ricavi sfiorano i 1500 milioni di euro
Cronaca 15 marzo 2018

Imola Programma, tutto pronto per la due giorni del glocal innovation forum all'autodromo

Tutto pronto per la due giorni dedicata all’informatica in tutte le sue forme all”autodromo di Imola. La seconda edizione di Imola Programma, appuntamento promosso da Local Focus, azienda di servizi per lo sviluppo digitale delle comunità locali, alla quale da quest’anno si affianca Innovami, incubatore, acceleratore e centro di innovazione a Imola, aprirà i battenti domani venerdì 16 marzo e si concluderà sabato 17.

Questo a grandi linee il programma (l”ingresso è libero). Si parte alle ore 14 con l’inaugurazione alla presenza di Fabio Montefiori, presidente di Local Focus, e Davide Baroncini, Presidente di Innovami. A seguire alle ore 14,30 “Santerno Innovation Valley” speech dedicati al territorio imolese che si caratterizza come distretto dell’innovazione grazie ai suoi tanti attori, dalle imprese alle società di servizi. Intervengono Roberto Cavina di Iprel Progetti (Machine learning), Claudio Guidi di italiana Software, Alessandro Cillario di Cubbit (cloud distributivo) e Leandro Rubbini di Exe.it (data center Green). Alle ore 16,30 “Tecnologie per la sicurezza dei lavoratori in trasferta ”Interviene Marco Federzoni di TomTom Telematics. A seguire una startup per il sociale nato dalla sinergia tra diversi soggetti sviluppatasi nell’edizione 2017 “Comprendiamo” è il primo marketplace per la vendita di prodotti delle imprese sociali.

Alle ore 17,30 “Dall’industry all’impresa 4.0” con Gildo Bosi di Sacmi, Matteo Masi di Cisco, Davide Dall’Osso di Cefla, Luca Cavina di SocialCities, FAV Fondazione Aldini Valeriani di Confindustria Emilia Area Centro, Andrea Bortolotti di Network Consulting e Maria Seralessandri di Imola Informatica. Alle ore 18,30 “Data protection: scenario dopo il 25 maggio” cosa ci attende con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo per il trattamento dei dati sensibili? Delle novità introdotte dal nuovo Regolamento europeo ne parleranno Filippo Campagnoli dello studio legale Avvocati Riuniti, Massimo Bertaccini di Cryptolab e Andrea Puligheddu dello Studio Orlandi & partners. 

Dalle ore 20 alle ore 8 “#HackAMirror, l’hackathon che rispecchia il tuo talento”a cura di Antreem, competizione aperta tra progettisti e sviluppatori che nel corso della nottata daranno corpo alla propria idea per lo Smart Mirror (per iscriversi cliccare qui: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-hackamirror-43547252003).

Sabato 17 marzo si comincia alle ore 8 con la premiazione dell”#HackAMirror Ai componenti . Alle ore 8,30 “Glocal” Claudio Bergamini di Imola Informatica interviene sul rapporto fra valorizzazione del territorio e globalizzazione, portando ad esempio il virtuoso caso del comparto informatico imolese.

A seguire alcuni progetti innovativi realizzati da ragazzi e studenti come QR Tomb, una app per la memoria dei defunti, ideata da un gruppo di allievi dell’Istituto Paolini-Cassiano di Imola. Infine, Andrea Arcangeli racconterà la sua esperienza,da ragazzo partito da Imola fino a New York, dove è sviluppatore del kernel Linux. Inoltre ”Rebecca Montanari e Luca Foschini (dell”Università di Bologna) approfondiranno i temi legati alle opportunità offerte dalla tecnologia blockchain.

Alle ore 9.30 nuovi modi di produrre beni e servizi, ma anche le nuove figure professionali e competenze digitali, al centro di un dibattito che coinvolgerà Christian Gironi di Innovami, Marco Gasparri di Aepi, Mauro Tozzola di Sacmi, Luca Spadoni di Info Easy, Luca Cappelletti di Imola Informatica e Alberto Tonielli di Arca Tecnologie. Alle ore 10.45 “Tecnologie per lo sviluppo del territorio”Lo speech affronterà il tema degli strumenti tecnologici per lo sviluppo del territorio, in particolar modo legati al turismo, grazie ai contributi di Gabriele Nanni ed Emanuele Taroni di Iccrea Banca e BCC Ravennate, Forlivese e Imolese.

A seguire esperienze di alternanza scuola lavoro e progetti realizzati dagli studenti. Alle ore 12.45 conclusioni e termine manifestazione. 

Nel pomeriggio, a latere della due giorni, si terrà un Coder Dojo, laboratorio innovativo dedicato a bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni, che ha come scopo l’insegnamento della programmazione informatica ai più piccoli. L’iniziativa sarà curata da Imola Informatica e si svolgerà nella sala corsi in via Cavour 94.

Tutto il programma è su www.imolaprogramma.it

Imola Programma, tutto pronto per la due giorni del glocal innovation forum all'autodromo
Cronaca 15 marzo 2018

Imola Programma, Montefiori (Local Focus): «L’informatica è l’alfabetizzazione di base del futuro»

«L’informatica a breve dovrà essere considerata un’alfabetizzazione di base, come un tempo la stenografia o la dattilografia, a prescindere dal tipo di lavoro che sceglieremo o dovremo fare» dice Fabio Montefiori, presidente di Local Focus, la società che per il secondo anno consecutivo organizza “Imola Programma” l”evento organizzato domani e sabato presso l’autodromo Enzo e Dino Ferrari insieme a Innovami.

Innovazione e formazione sono due delle parole simbolo dell’edizione 2018. Due facce della stessa medaglia che indica sia un’opportunità sia un mondo nel quale siamo già immersi. 

«Quando abbiamo cominciato a cercare informazioni e dati sul territorio per realizzare Imola in Rete, una piattaforma tecnologica che abbiamo messo a disposizione della città, ci siamo accorti che sul territorio c’erano moltissime realtà e persone impiegate nel settore informatico, dall’automazione industriale al web. Da qui l’idea di “Imola Programma”, non solo per conoscerci tra noi e capire cosa poteva essere utile alla città e alle aziende, ma per far sapere ai giovani che non è necessario andare nella Silicon Valley per lavorare nell’informatica. Siamo un settore in continua evoluzione, che offrirà sempre di più prospettive occupazionali. Tra l’altro, abbiamo già anche qualche frutto concreto, ad esempio una ragazza l’anno scorso ha conosciuto proprio durante “Imola Programma” l’azienda per la quale lavora oggi, inoltre sono nati progetti e collaborazioni dall’incontro tra aziende di informatica che non si conoscevano, mentre altre che non avevano mai utilizzato prima lo strumento dell’alternanza scuola lavoro hanno iniziato a farlo. Quest’anno abbiamo anche la partecipazione di Innovami una realtà che può essere scuramente di impulso per l’innovazione del territorio».

l.a. 

Nella foto Fabio Montefiori (a destra) premiato da Confartigianato Assimprese per l”organizzazione di “Imola Programma” edizione 2017

Imola Programma, Montefiori (Local Focus): «L’informatica è l’alfabetizzazione di base del futuro»
Economia 14 marzo 2018

Artigianato, continua il trend negativo delle imprese attive nel territorio

Non accenna a migliorare il trend del numero di imprese artigiane nel territorio. Al 31 dicembre 2017, infatti, quelle attive nel Circondario imolese sono 3.642, con 210 nuove iscrizioni nell’anno e 265 cessazioni. Nonostante i segnali di ripresa i dati fanno emergere come siano in calo le cessazioni, che si attestano sui livelli minimi del decennio, ma di contro sono anche in ribasso gli imolesi che decidono di intraprendere una attività imprenditoriale. I numeri registrati, infatti, sono i più bassi degli ultimi 10 anni e il 2017, tra iscrizioni e cessazioni di attività, segna un saldo negativo di 55 imprese, con un -1,5 % rispetto al 2016.

Negli ultimi tre anni il processo di diminuzione si è ridotto, ma dal 2008 ad oggi, si è verificato un calo di 392 imprese artigiane, con una riduzione percentuale del 9,7% e una media di quasi un punto percentuale all’anno. «Sono anni ormai – spiega Sergio Sangiorgi, vice segretario di Confartigianato Imprese Bologna Metropolitana -, che prosegue il calo del numero delle imprese artigiane, compensato solo in parte dalle nuove matricole. L’elenco dei motivi che hanno portato a questa contrazione è lungo. Dalla diminuzione delle commesse legate alla crisi e ai cambiamenti in corso al calo dei consumi, dall’elevata pressione previdenziale e fiscale alla difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese, passando per l’effetto di una burocrazia che non vuole fare passi indietro e dal costo delle locazioni e dell’energia. Come Confartigianato siamo impegnati a sostenere gli sforzi delle imprese, perché ogni laboratorio che chiude, o bottega che abbassa la saracinesca, specie nei comuni più piccoli, è un pezzo di vita non solo produttiva, ma anche sociale, che viene a mancare al territorio. Non solo, ma si viene infine a interrompere il ricambio generazionale sul quale da sempre siamo impegnati per rilanciare i mestieri sempre più ricercati oggi dall’utenza». 

r.e.

Nella foto: Sergio Sangiorgi, vice segretario di Confartigianato Imprese Bologna Metropolitana

Artigianato, continua il trend negativo delle imprese attive nel territorio
Economia 14 marzo 2018

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti

Se la vetreria Glastebo non è andata in frantumi dopo il fallimento avvenuto nel 2015, è anche per merito della tenacia di Tarik El Ouariti, trentacinquenne di origini marocchine, che nella sua attività di consulente aziendale si è adoperato per trovare imprenditori disposti a investire nell’impresa di via Meucci. Oggi El Ouariti è direttore generale della Glastebo International, la società italo-marocchina che lo scorso luglio ha acquistato all’asta l’azienda per 1 milione e 380 mila euro. La nuova proprietà fa capo a due aziende del settore, la Leali vetri di Castiglione delle Stiviere e la Miroiterie du Grand Maghreb (Mgm), con sede principale a Casablanca, socie ognuna al 50%. A fare da tramite tra le due realtà è stato proprio El Ouariti. «Nel 2016 – racconta – la Mgm voleva ampliarsi in Marocco e ho cominciato a vedere se erano possibili partnership “al contrario”, cioè dal Marocco verso l’Italia. Cercando in rete, mi sono imbattuto in Glastebo. Ho accompagnato il titolare della Mgm, Monsieur Bakoussi, in visita allo stabilimento di Castel San Pietro. In quel momento era interessato all’acquisto di macchinari per la lavorazione del vetro. Ci siamo resi conto che la Glastebo era una azienda ancora viva, con asset importanti costituiti non solo dai macchinari, ma soprattutto dall’esperienza del personale

. Al termine della visita Bakoussi mi disse che gli piangeva il cuore portare via le attrezzature, perché per lui era come sradicare denti sani. Da qui l’idea di trovare dei partner per acquistare l’azienda».

Dopo che la prima cordata ha poi dato forfait senza versare l’intero importo, El Ouariti non si è dato per vinto. «Ho girato mezzo mondo per trovare nuovi partner; sono andato in Algeria, Turchia, Belgio, Francia, spiegando che la Glastebo aveva un potenziale forte, con un nome e prodotti di qualità indiscutibile, a prezzi competitivi. Nel frattempo il signor Leali si era interessato all’azienda, ma aveva necessità di un socio, in quanto non avrebbe potuto gestirla da solo. L’ex management ci ha fatti incontrare poche settimane prima dell’asta. Leali è una persona lungimirante, ha portato la sua azienda a una crescita importante con prodotti reputati di grande qualità e, per caso, era anche innamorato del Marocco. E’ venuto a Casablanca, ha visitato la Mgm, ci si è capiti e si è costruito un piano industriale insieme».

La nuova gestione ha già ingranato la marcia. «Abbiamo confermato tutte le 24 persone in forza durante l’esercizio provvisorio – dettaglia il direttore generale – e assunto 5 agenti per l’Italia e due per l’estero. Abbiamo investito oltre 450 mila euro per l’acquisto di nuovi macchinari e stiamo migliorando il sistema di controllo di gestione, per portare l’azienda a diventare una industria 4.0, dove è possibile tracciare in tempo reale ogni singolo prodotto. L’obiettivo è rafforzare la Glastebo sul mercato locale, ma anche far crescere la quota di export, specie in Francia e Nordafrica, puntando sull’asse principale Bologna-Casablanca. In Marocco il settore edile è in piena espansione e ci attendiamo nuovi importanti ordinativi».

Anche per questo per il 2018 il budget punta a un fatturato di 5 milioni e mezzo di euro, in netta crescita rispetto ai 3,2 milioni del 2017 e ai 2,6 milioni del 2016, realizzati durante l’esercizio provvisorio dell’azienda. Nello stabilimento di via Meucci il vetro arriva in grandi lastre di 3,21 metri per sei, che vengono tagliate e lavorate per realizzare prodotti su misura per i settori edile, dell’arredamento, elettrodomestico, navale, automotive, aeronautico e militare. In una camera a temperatura controllata, dove si lavora con camice e cuffia, vengono assemblati i vetri laminati, che diventeranno antiproiettili. «L’8 marzo – conclude El Ouariti – sono in programma i test presso il poligono di Brescia per ottenere anche le certificazioni Br5 Ns e Br6 Ns, per prodotti antiproiettile e antischeggia». Vetri sempre più resistenti, quindi, come l’azienda castellana che li produce.

lo.mi.

L”intervista completa su “sabato sera” dell”8 marzo.

Nelle foto: il direttore generale Tarik El Ouariti e una fase di realizzazione del vetro laminato

Glastebo, la vetreria italo-marocchina punta ad alzare il fatturato. Intervista al direttore generale El Ouariti
Economia 12 marzo 2018

Cgil Imola, Morena Visani nella segreteria confederale con Mirella Collina

Morena Visani affianca dal 5 marzo Mirella Collina nella segreteria confederale della Camera del lavoro di Imola. L”Assemblea generale l’ha eletta con voto segreto: gli aventi diritto erano 70, i votanti 59, hanno espresso voto favorevole in 41, contrari 12, astenuti in 5, una scheda bianca.

Morena Visani attualmente è la segretaria generale della Filcams Cgil di Imola in precedenza è stata segretaria della Fillea e prima ancora funzionaria. La Filcams è comunque il suo settore d’elezione, dato che ha iniziato l’impegno sindacale a fine anni ’80 col commercio come delegata nella grande distribuzione privata. Per Visani non si tratta della prima esperienza, per un periodo è stata nella segreteria confederale durante la segreteria di Elisabetta Marchetti. “Ci aspetta un periodo impegnativo sia rispetto al contesto generale che per l’imminente appuntamento della fase congressuale che inizieremo ad aprile. Non sarà semplice perché si andrà anche all’elezione del segretario nazionale in un contesto complicato, anche per la situazione economica del paese. Le situazioni di difficoltà ci sono ancora, nel nostro territorio il declino si è arrestato ma l’assestamento ha visto la stabilizzazione delle persone con contratti di lavoro assolutamente precari”. 

Una segreteria a due è quantomeno irrituale rispetto al passato della Cgil di Imola, abituata anche a segreterie a cinque o a sette. I tempi però cambiano e soprattutto il Congresso incombe. «In effetti di solito si è almeno in tre» ammette Mirella Collina, eletta al vertice della Cgil dopo le dimissioni di Paolo Stefani. «Ho fatto questa scelta per non sguarnire le categorie in previsione proprio del lavoro per preparare il Congresso che è molto importante – motiva -. Anche Morena rimarrà nel suo ruolo di segretaria della Filcams. Ma è mia intenzione cedere alcune deleghe specifiche ai vari segretari. Saranno i segretari ad aiutare la segreteria».

l.a.

Nella foto Morena Visani

Cgil Imola, Morena Visani nella segreteria confederale con Mirella Collina

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