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Cronaca 19 ottobre 2018

Raccolta rifiuti: nuovi cassonetti collocati anche a Casola Canina, ma non c'è posto per tutti

Non è passata inosservata la comparsa di nuovi cassonetti per la raccolta dei rifiuti nella frazione imolese di Casola Canina, zona che era ancora servita dai vecchi contenitori stante la carenza di spazi adatti ad ospitare un’intera isola ecologica di base che, com’è noto, è composta da bidone per l’umido, campana per il vetro, cassonetto per l’indifferenziato e contenitori dedicati rispettivamente a carta, plastica-lattine e sfalci-potature.

«I precedenti cassonetti – spiegano da Hera – erano stati oggetto di abbandono di rifiuti provenienti dalle zone esterne a Casola Canina. In seguito alle segnalazioni dei residenti, in un primo momento era stato aumentato il numero degli svuotamenti. Successivamente, per contrastare il fenomeno, si è preferito sostituire i precedenti cassonetti, nelle medesime postazioni, con quelli nuovi, adattandoli come numero allo spazio a disposizione».

In effetti, visti gli spazi ristretti, sono state apportate alcune modifiche. «I nuovi contenitori – precisano da Hera – non compongono delle isole ecologiche di base complete, tant’è che sono tuttora in corso valutazioni su uno spazio dove collocarli». Ad esempio, c’è un contenitore al posto della campana per il vetro e non è stato possibile collocare cassonetti per sfalci e potature (per questa tipologia di rifiuto è però a disposizione il servizio di ritiro gratuito a domicilio, attivabile chiamando il servizio clienti Hera all’800999500).  (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto i cassonetti nuovi a Casola Canina

Raccolta rifiuti: nuovi cassonetti collocati anche a Casola Canina, ma non c'è posto per tutti
Cronaca 11 ottobre 2018

Castel San Pietro, partiti in via Madonnina i lavori di rinnovo della rete acquedottistica che dureranno due mesi

Hanno preso il via lunedì 1° ottobre i lavori per il rinnovo della rete acquedottistica in via Madonnina. Tale intervento rientra nel programma di rinnovo reti, che viene pianificato in base alle criticità rilevate nella gestione del sistema idrico.

Il tratto interessato dai lavori, infatti, è ormai vetusto e per prevenire possibili future interruzioni del servizio di erogazione dell’acqua causate da rotture, con conseguenti disagi per i residenti, Hera ha deciso di sostituirlo interamente.

Sarà posata una nuova condotta in sostituzione dell’attuale per una lunghezza di circa 1.000 metri e un importo lavori complessivo di circa 200.000 euro.

L’intervento comprenderà anche il rifacimento dei relativi allacciamenti degli utenti e avrà una durata di circa due mesi.

Lavorando sulla carreggiata, le strade coinvolte saranno chiuse al traffico dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle 17 e non sarà possibile parcheggiare.

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Castel San Pietro, partiti in via Madonnina i lavori di rinnovo della rete acquedottistica che dureranno due mesi
Cronaca 4 ottobre 2018

Osteria Grande, la qualità dell'acqua del rubinetto è di buona qualità, ma più dura perché ricca di sali

L’acqua che esce dai rubinetti delle case di Osteria Grande è assolutamente pura e di buona qualità, ma più «dura». Lo conferma una relazione redatta da Hera, su richiesta dell’Amministrazione comunale, a seguito di segnalazioni pervenute da cittadini della frazione castellana dopo il cambio di approvvigionamento idrico.

In particolare i cittadini avevano lamentato una maggiore durezza dell’acqua. La durezza è un parametro riconducibile al contenuto di sali ed è strettamente legata all’origine superficiale o profonda delle acque e alla geologia dell’area di captazione.

In effetti, fino a febbraio 2017 Osteria Grande era alimentata dall’impianto che potabilizza l’acqua di superficie stoccata nei bacini di Bubano (in comune di Mordano), integrata (ma solo marginalmente) con acqua di falda (più dura) distribuita dalla rete di Ozzano Emilia. Attingimento dalla rete ozzanese recentemente potenziato per ovviare all’aumentato fabbisogno idrico legato allo sviluppo dell’area del palazzo di Varigana, tant’è che oggi Osteria Grande, Palesio e Varignana sono alimentate integralmente con acqua di Ozzano Emilia.

Per saperne di più l”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

Osteria Grande, la qualità dell'acqua del rubinetto è di buona qualità, ma più dura perché ricca di sali
Cronaca 26 settembre 2018

Rifiuti, la sindaca Sangiorgi: “A Imola differenziata al 71,7%, nel 2019 riorganizzazione della raccolta in centro'

Nella città più grande del circondario imolese la riorganizzazione della raccolta differenziata è stata avviata gradualmente a partire dal 2016, prima nei quartieri, poi nelle frazioni e infine nella zona industriale. Questo il punto con la sindaca Manuela Sangiorgi, che detiene la delega all’Ambiente.

Partiamo dal presente. A Imola le nuove modalità di raccolta differenziata sono state introdotte gradualmente dal 2016. Da che percentuali partivamo e dove siamo arrivati oggi?
«La ristrutturazione del sistema di raccolta dei rifiuti urbani è stata implementata in cinque fasi. Dal 2013 al 2015 la percentuale di differenziata, calcolata secondo la metodologia stabilita dalla Regione Emilia Romagna, che permette di considerare anche i rifiuti assimilati, si attestava al 55 per cento. Il dato del 2017, già validato dalla Regione, è salito al 65,1%. Il dato su base mensile relativo a luglio 2018 è del 71,7 per cento. Dalle analisi merceologiche eseguite dal gestore sulle singole frazioni risulta inoltre un elevato grado di purezza per le raccolte differenziate».

Ci sono criticità? E se sì quali e dove in particolare?
«La riorganizzazione ha comportato un notevole cambiamento nelle abitudini. Dopo un periodo di assestamento, il sistema è stato in generale accettato dalla maggior parte della cittadinanza, che ha dimostrato spirito di collaborazione. Vi sono tuttavia alcune problematiche tecniche non del tutto risolte da parte dell’attuale gestore, ad esempio in fase di svuotamento di alcuni contenitori, e segnalazioni di cittadini per problematiche specifiche, quali la distanza o vicinanza delle abitazioni dai cassonetti. Si registrano inoltre ancora abbandoni di rifiuti fuori dai contenitori, così come avveniva col sistema precedente. Sul territorio sono attive le guardie ambientali metropolitane che svolgono una preziosa attività di monitoraggio e di vigilanza».

In altri comuni limitrofi sono state apportate modifiche. Ad esempio, il bidone dell’umido è stato sostituito con un cassonetto a pedali, è stato eliminato il pulsante da premere per attivare il cassonetto e la calotta dell’indifferenziato è più grande. Sarà possibile apportarle anche a Imola?
«Il cambio dei contenitori richiederebbe un nuovo investimento che graverebbe sulla Tari pagata dai cittadini. Inoltre anche le scelte fatte in altri Comuni possono presentare aspetti non del tutto positivi. Al momento questa Amministrazione intende analizzare con attenzione il sistema, compresi i costi che vengono imputati, anche per valutare il cambiamento delle modalità di raccolta. Inoltre, mi preme sottolineare che abbiamo chiesto all’attuale gestore di innovare le modalità di pulizia delle aree pubbliche, con sistemi più efficienti e a minore impatto ambientale».

Il centro storico, anche per via della sua peculiarità, finora è rimasto escluso dalla riorganizzazione. Quali idee ha in proposito e da realizzare in quali tempi?
«E’ al vaglio della Giunta in questi giorni un primo progetto, rispetto al quale sono attesi aggiornamenti. Si può arrivare ad una riorganizzazione entro il 2019». (gi.gi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto cassonetti a Imola

Rifiuti, la sindaca Sangiorgi: “A Imola differenziata al 71,7%, nel 2019 riorganizzazione della raccolta in centro'
Cronaca 26 settembre 2018

Rifiuti, circondario di Imola virtuoso nella differenziata: con il 72,2% ad un passo dall'obiettivo regionale per il 2020

Il nuovo sistema di raccolta differenziata introdotto, seppur con qualche differenza, negli ultimi anni in tutti e dieci i comuni del circondario imolese, fa seguito alla legge regionale 16 del 2015, «Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata». Significa creare un ciclo virtuoso in cui non vi siano, se non in minima parte, prodotti di scarto (i rifiuti indifferenziati) e, viceversa, aumentino i rifiuti riutilizzabili e riciclabili. Per farlo la Regione ha indicato come obiettivo il raggiungimento del 73% di raccolta differenziata al 2020. Per i comuni vi sono obiettivi specifici per aree omogenee: il 70% per l’area dei capoluoghi di provincia e della costa, il 65% per la montagna e il 79% per la pianura. Da qui, per l”appunto, la necessità anche di introdurre dei correttivi alla raccolta differenziata che già veniva fatta, che nel circondario è gestita da Hera.

Sono state introdotte le isole ecologiche di base (ieb) che raggruppano sei contenitori differenti, ossia cassonetti per l’indifferenziato con riduttore a calotta (che consente l’introduzione di sacchetti soltanto fino a 22 o 30 litri), cassonetti per plastica e lattine, carta e cartone, sfalci e potature, organico (a mano o a pedale) e, infine, una campana per il vetro. Ad esclusione di quest’ultima, gli altri si aprono soltanto con la tessera nominativa.

Dal 2015, a partire da Medicina fino a Mordano che ha introdotto i nuovi cassonetti solo di recente, tutti i comuni si sono adeguati, seppur con alcune discrepanze che andranno colmate per raggiungere gli obiettivi regionali, vedi Medicina (dove non sono state ancora distribuite le tessere e i cassonetti si aprono ancora liberamente) e la vallata del Santerno. In questi territori non sono ancora stati introdotti né i contenitori dell’umido, né la calotta per l’indifferenziato.

In alcuni comuni il balzo in avanti nella raccolta differenziata è stato notevole. Castel Guelfo si piazza al primo posto con l’86% (partiva dal 65,1%), tallonato da Dozza all’85% (che, partendo da appena il 55,2%, ha ottenuto finora l’incremento maggiore), Castel San Pietro al 77% e Imola al 71,7% (che sale al 73% se consideriamo le sole zone già riorganizzate). Seguono poi Medicina (65,3%), Castel del Rio (61,7%), Casalfiumanese (59,9%) e Borgo Tossignano (54,9%). Fanalino di coda è Fontanelice, passato dal 41,1 al 51,2%. Per Mordano, che partiva dal 62,7%, ancora non sono stati resi noti i primi dati perché i cassonetti si possono aprire con la tessera soltanto dall’11 settembre. Nel circondario imolese complessivamente la raccolta differenziata è passata dal 57,5% del 2016 al 72,2% del luglio del 2018. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto la Carta Smeraldo

Rifiuti, circondario di Imola virtuoso nella differenziata: con il 72,2% ad un passo dall'obiettivo regionale per il 2020
Cronaca 10 settembre 2018

Raccolta rifiuti, dall'11 settembre ai mordanesi servirà la Carta Smeraldo per aprire i cassonetti

Dall”11 settembre anche a Mordano occorrerà la Carta Smeraldo per aprire i cassonetti e conferire le varie tipologie di rifiuti. A due mesi dalla collocazione dei contenitori nelle isole ecologiche di base va dunque a regime il nuovo sistema di raccolta gestito da Hera, analogamente a quanto accaduto in altri comuni del territorio.

La Carta Smeraldo, ovvero la tessera dei servizi ambientali già fornita dall”azienda alle famiglie e alle imprese mordanesi, consentirà di aprire tutti i cassonetti che si trovano entro i confini comunali. Le istruzioni su come utilizzarla sono apposte su ogni contenitore e nell’apposito opuscolo fornito insieme alla carta stessa. 

Chi non avesse ricevuto la tessera o l”avesse persa, potrà rivolgersi tutti i lunedì, dalle 9 alle 12, al Punto Smeraldo, lo sportello di Hera aperto da luglio in municipio (via Bacchilega 6). Occorrerà portare con sè il contratto o una bolletta recente della tariffa rifiuti e si potrà anche delegare una terza persona a recarsi allo sportello, munita della delega controfirmata e di una copia del documento d”identità del delegante.

L”obiettivo del nuovo sistema di raccolta differenziata è quello di arrivare gradualmente all”introduzione della tariffa puntuale, che tiene conto della produzione effettiva di rifiuti dell”utente. Fino al 31 dicembre 2018 non ci saranno tuttavia modifiche in bolletta: il sistema sarà monitorato per rilevare i comportamenti delle persone e definire come sarà la futura tariffa puntuale a Mordano, che sarà applicata dal primo gennaio 2019 misurando i rifiuti indifferenziati. Per tutte le altre tipologie di rifiuti, infatti, il conferimento sarà illimitato, senza addebito in bolletta. 

Tra le modifiche al sistema, c”è anche quella della raccolta carta, che non si effettua più con i sacchi azzurri, bensì conferendola nei cassonetti con il coperchio blu oppure consegnandola alla stazione ecologica di Hera in via Zaniolo. Per aiutare i cittadini a familiarizzare ancora meglio con le modalità di raccolta e dare risposte ai dubbi, dall”11 al 15 settembre saranno presenti a rotazione alle isole ecologiche di base informatori ambientali di Hera e volontari dell”Aps “Mordano-Bubano, Diamoci una mano”. E” opportuno, infine, ricordare che l”abbandono di rifiuti comporta sanzioni in base all”art. 33 dell”apposito regolamento.

Raccolta rifiuti, dall'11 settembre ai mordanesi servirà la Carta Smeraldo per aprire i cassonetti
Cronaca 27 agosto 2018

Speciale acqua, come funzionano i sistemi di depurazione e le fognature nel Circondario imolese

Ancor oggi in Italia ci sono ben 74 comuni che scaricano le acque reflue senza prima averle depurate, perché sprovvisti di reti fognarie o sistemi di trattamento delle acque reflue. Per questo l’Italia è stata più volte bacchettata dall’Unione europea: nel 2002, 2006 e 2014. E’ successo anche di recente.

Solo l’Emilia Romagna e il Molise sono risultate in regola e quindi non sono coinvolte dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Ue, arrivata il 31 maggio scorso, che ha condannato l’Italia a pagare una multa di 25 milioni di euro, con un rincaro di 30 milioni per ogni sei mesi di ritardo con cui si adeguerà alle norme comunitarie, cosa che sarebbe dovuta avvenire entro la fine del 2000, dunque quasi 18 anni fa. Il procedimento si riferisce ai nuclei abitati urbani con una portata di acque reflue equivalente a più di duemila abitanti, dove non è garantito il raggiungimento degli obiettivi di qualità nella depurazione fissati con la direttiva 91/271 Cee del 1991 sui sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane.

«Già prima che fosse attivata la  procedura  comunitaria, la Regione era impegnata per assicurare il massimo dell’efficienza in tutti gli impianti e adeguarli alle norme – ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche ambientali, Paola  Gazzolo -. Abbiamo programmato per tempo gli interventi e li abbiamo realizzati nel rispetto di chiari obiettivi ambientali e di sostenibilità, con un grande  lavoro  di squadra svolto insieme ad Atersir, ai Comuni e ai gestori del servizio idrico: è la prova della serietà nelle scelte e nell’attenzione al raggiungimento degli obiettivi ambientali e di sostenibilità previsti dall’Europa. Per il futuro siamo al lavoro per attuare, con Atersir e i gestori, il piano degli investimenti destinati a migliorare la depurazione delle acque reflue anche nei centri più piccoli, al di sotto dei 2 mila abitanti equivalenti».

Questo ci ha dato  lo spunto per andare a vedere in dettaglio come è organizzata la gestione delle acque reflue nei dieci comuni del circondario imolese. Il circondario imolese può contare su 676 chilometri di rete fognaria, 84  sollevamenti fognari per far superare ai liquami i dislivelli nella rete e 7 impianti di depurazione. Un patrimonio, lo ricordiamo, di proprietà del Consorzio Ami e  gestito da Hera. Per quanto riguarda il circondario imolese, nel 2018 il gruppo Hera ha previsto di investire 1 milione e 159 mila euro sui depuratori e 1 milione e 82 mila euro sugli impianti di sollevamento e sulle reti fognarie. Anche il ConAmi contribuisce a finanziare parte degli interventi, stanziando risorse che vanno a sommarsi a quanto investe direttamente il gruppo Hera. Nell’anno in corso ConAmi destinerà 1 milione e 285 mila euro per investimenti su impianti di depurazione e reti fognarie. (lo.mi)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 23 agosto

Nella foto l”area del depuratore di via Lughese a Imola

Speciale acqua, come funzionano i sistemi di depurazione e le fognature nel Circondario imolese
Cronaca 27 agosto 2018

Speciale acqua, un viaggio alla scoperta delle fonti idriche dei 10 comuni del Circondario imolese

Durante l’ultima campagna elettorale imolese diverse forze politiche hanno riproposto la necessità di portare in capo all’ente pubblico le gestioni di servizi strategici come quelli del ciclo idrico e dei rifiuti. Gestioni peraltro molto complesse e onerose. E’ importante ricordare da dove arriva l’acqua dei nostri rubinetti e dove va a finire l’acqua reflua che esce dagli scarichi di casa; aspetti non secondari, ma che spesso vengono dati per scontati. In queste pagine proponiamo quindi un approfondimento, nell’intento di fare cosa utile per i nostri lettori e la nuova amministrazione comunale.

Le fonti di approvvigionamento idrico del circondario sono diversificate. «Il comune di Imola e una parte del territorio del comune di Dozza – dettaglia Hera, la società per azioni, a maggioranza pubblica, che gestisce il ciclo idrico nel circondario – utilizzano acqua di falda proveniente dal territorio imolese. Un’altra parte del comune di Dozza utilizza acqua da pozzi. A Castel del Rio il 90 per cento dell’acqua distribuita proviene da sorgenti, il restante 10 per cento è acqua di superficie del fiume Santerno opportunamente potabilizzata (nel periodo estivo l’acqua di superficie può raggiungere il 30-40 per cento). A Castel San Pietro, Medicina, Castel Guelfo, Mordano viene utilizzata acqua proveniente dai bacini di Bubano, che sono alimentati dal Canale emiliano romagnolo (Cer) e dal fiume Santerno. A Borgo Tossignano, Fontanelice, Casalfiumanese l’approvvigiona-mento è effettuato direttamente dal Santerno, con accumulo di acqua nei bacini di Rineggio, che hanno una capacità di 80 mila metri cubi d’acqua».

La gestione dell’intero ciclo idrico è frutto di un processo industriale complesso. «I trattamenti di potabilizzazione – si legge nel report “In buone acque”, pubblicato sul sito del gruppo Hera – sono finalizzati a rendere l’acqua conforme ai requisiti previsti per gli usi potabili, migliorandone gli aspetti organolettici (colore, odore, sapore), chimici (ad esempio effettuando la rimozione di ferro e manganese) e microbiologici (ad esempio, il batterio Escherichia coli)».

La disinfezione è lo stadio di trattamento finale. «Agisce sulla componente microbiologica residua – spiega Hera – e assicura l’assenza di microrganismi patogeni. E’ effettuata con prodotti a base di cloro, che consentono di man-tenere un residuo di disinfettante lungo tutta la fase di distribuzione».

Un sapore che spesso spinge gli utenti a preferire l’acqua in bottiglia. «Affinché l’acqua perda l’odore e il sapore derivanti dalla presenza di cloro – questo il sug-gerimento – è sufficiente lasciare l’acqua in una brocca, in modo da consentire al cloro di volatilizzarsi gradualmente. E’ preferibile inoltre consumarla fredda, dato che l’acqua a bassa temperatura risulta più gradevole».

Le analisi vengono effettuate sia dal gestore sia dall’Azienda Usl, che per legge effettua controlli di routine e di verifica su 51 parametri chimico-fisici e microbiologici.Le acque provenienti da sorgenti e pozzi profondi necessitano di minori trattamenti di depurazione. «In genere – prosegue il report – si tratta di trattamenti semplici (ad esempio sedimentazione, filtrazio-ne e disinfezione), in quanto queste acque beneficiano dei fenomeni naturali di “auto-depurazione”, che avvengono durante la filtrazione dell’acqua nel terreno e negli strati del sottosuolo. Le acque superficiali e alcune acque di falda, specie quelle di pianura, a causa delle loro caratteristiche e della loro vulnerabilità a inquinamenti accidentali, richiedono filiere di trattamento complesse, comprendenti in genere molte o tutte le fasi sopra descritte. In alcune acque di falda è necessario eettuare trattamenti per la rimozione di inquinanti di origine naturale, quali ammonio, ferro e manganese, e di origine antropica, i più comuni dei quali sono i composti organo-alogenati». (lo.mi)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 23 agosto

Speciale acqua, un viaggio alla scoperta delle fonti idriche dei 10 comuni del Circondario imolese
Cronaca 20 agosto 2018

Rifiuti, castellani virtuosi nella raccolta differenziata: a luglio si conferma una percentuale superiore al 77%

Cittadini di Castel San Pietro Terme sempre più virtuosi nella raccolta differenziata dei rifiuti. I dati del mese di luglio confermano i risultati di giugno e spingono la percentuale in riva al Sillaro oltre il 77%, il 29% in più rispetto allo stesso mese del 2017, quando ci si fermò al 48,4%.La performance è stata ottenuta con il nuovo sistema basato su 140 isole ecologiche di base, introdotto dal Comune in collaborazione con Hera.

Solo dal 29 maggio, dopo una prima fase sperimentale, i cassonetti sono accessibili solo con la Carta Smeraldo, ma i cittadini e le imprese sembrano lanciati verso il raggiungimento dell’obiettivo del 79% che la Regione ha fissato per i comuni di pianura come Castel San Pietro Terme per il 2020.

Passando in rassegna i numeri, spicca il dato dei rifiuti indifferenziati, che nel solo mese di luglio sono scesi dalle circa 645 tonnellate circa dello stesso mese 2017 alle 267 del 2018, con una riduzione di oltre la metà, a conferma di quanto già registrato a maggio e giugno. Quasi raddoppiata, nel trimestre maggio-luglio, la raccolta della carta (67 tonnellate nel 2017, ben 128 tonnellate nei tre mesi appena trascorsi) e ottimo anche il dato del settore vetro-plastica-lattine, 289 tonnellate raccolte nel 2018 contro le 163 dell’anno scorso. Buona, infine, la raccolta di verde e potature, che cresce da 256 a 429 tonnellate.

Quantità a parte, è soprattutto la qualità dei rifiuti conferiti, analizzati da un ente certificatore esterno, a confermare che i cittadini di Castel San Pietro Terme sono bravi a differenziare: nei cassonetti di carta e cartone la qualità del 96%, plastica e lattine sono all’89% e il 5% di impurità è rappresentato dal vetro, probabilmente perché la gente deve assimilare ancora al meglio il passaggio da un solo contenitore per tutti e tre i materiali alla campana apposita per il vetro, dove la purezza raggiunge il 94%. Buono anche il contenuto dei bidoni dell’organico (87% di qualità). Ricordiamo che quanto più è alta la qualità dei conferimenti tanto maggiore sarà la possibilità di recupero dei materiali.

Intanto, il sistema gestito da Hera si avvale anche di altri strumenti che contribuiscono a migliorare non solo la raccolta, ma anche, se possibile, il riutilizzo dei rifiuti. E’ il caso delle compostiere, la cui richiesta da parte dei cittadini, anche grazie alla capillare campagna di informazione, è aumentata di 7,5 volte dal gennaio a luglio 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017. Sono state infatti 150 contro 20 le richieste registrate nei primi sette mesi di quest’anno dai servizi ambientali di Hera, che fornisce la compostiera gratuitamente, insieme alle istruzioni per l’uso. Questo strumento consente alle famiglie che dispongono di un’area verde o di un orto di trasformare la quota organica dei rifiuti in concime e dal primo gennaio 2018 a Castel San Pietro, nell’ambito della riorganizzazione dei servizi, è cresciuto da 5,16 a 6 euro l’anno per ciascun componente del nucleo famigliare lo sconto per il suo utilizzo.

Un altro servizio per il quale le richieste sono in aumento (anche in questo caso decisiva è stata la pubblicità data al servizio) è il ritiro a domicilio degli ingombranti. Se nel 2017 infatti le prenotazioni arrivate al Servizio clienti di Hera erano state 503 per tutti e 12 i mesi, nei soli primi sette mesi del 2018 se ne sono già registrate 413, suggerendo all’Amministrazione comunale la decisione di aumentare la frequenza del servizio. A partire da settembre, infatti, i ritiri raddoppieranno, passando da una a due volte la settimana, al fine di dare risposte più efficaci in meno tempo, ma senza limitare la possibilità di conferire direttamentei rifiutialla stazione ecologica.

Infine, anche a Castel San Pietro Terme sono state introdotte tre postazioni stradali per la raccolta degli oli alimentari, che si aggiungono alla possibilità, già prevista, di conferimento alle stazioni ecologiche. I nuovi contenitori si trovano aPoggio Grande, in via San Biagio 4630 davanti alle scuole; Palesio, in via Monte Calderaro 131; Osteria Grande, via Broccoli 41 davanti al centro civico. Questi tre punti si aggiungono ai tre già esistenti nel parcheggio della scuola media Pizzigotti, nella postazione cassonetti esistente sul lato del campo sportivo; all”incrocio fra via Togliatti e via Allende vicino al centro commerciale Bertella; a Osteria Grande nei pressi di via Grassi 11, davanti al centro commerciale.

Soddisfatto per i dati l’assessore all’Ambiente, Tomas Cenni, secondo il quale i risultati “confermano in maniera inequivocabile la scelta vincente dell”Amministrazione Comunale e che cittadini ed imprese hanno fin da subito appreso il nuovo sistema. Tutti insieme abbiamo portato Castel San Pietro Terme ad essere finalmente un comune virtuoso in tema di raccolta differenziata. I buoni risultati però non ci devono far abbassare la guardia. Nelle prossime settimane continueremo sia l”attività di monitoraggio del sistema sia il controllo del territorio insieme alle Guardie ecologiche e alla Polizia municipale”.

Nella foto l”assessore Tomas Cenni

Rifiuti, castellani virtuosi nella raccolta differenziata: a luglio si conferma una percentuale superiore al 77%
Cronaca 20 agosto 2018

Rifiuti, a Dozza boom nella raccolta differenziata, superata a giugno e luglio la percentuale dell'85%

Dozza leader nella raccolta differenziata nel circondario imolese, con una percentuale complessiva che supera l’85%. La notizia è comunicata direttamente dal sindaco, Luca Albertazzi, che sottolinea le performance mettendo in risalto i meriti delle cittadine e dei cittadini, ma anche le modalità di raccolta introdotte dal Comune in collaborazione con Hera.

I numeri forniti sono più che eloquenti: oltre alla raccolta complessiva, che nei mesi di giugno e luglio 2018 ha segnato addirittura 30 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, particolarmente significativi sono sia il dato dei rifiuti indifferenziati, quasi dimezzato nel bimestre considerato rispetto al mese di maggio e con un calo del 61% nei confronti di giugno e luglio 2017, sia quello di alcune categorie di rifiuti, da sfalci e potature (quintuplicate) alla carta (triplicata), al quantitativo di vetro, plastica e lattine, aumentato di oltre il 70%.

“Il risultato che stiamo realizzando a Dozza con il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti ci rende particolarmente fieri – commenta il Sindaco Luca Albertazzi -. I miei complimenti e un particolare ringraziamento vanno ai cittadini e alle imprese del nostro Comune che stanno dimostrando grande senso di responsabilità e sensibilità per la tutela dell’ambiente e delle generazioni future. I numeri collocano Dozza ai primissimi posti dell’intera Città Metropolitana di Bologna e al vertice del Circondario imolese. Dobbiamo continuare così, si tratta di un ottimo trend da mantenere anche in vista dell’introduzione della tariffa puntuale a partire da gennaio 2019”.

Esaminando i numeri in modo ancora più dettagliato, il sistema costituito da 65 isole ecologiche di base, accessibili con la Carta Smeraldo, la stazione ecologica, i servizi di raccolta presso le attività e i servizi a domicilio gratuiti ha consentito, già nel mese di maggio 2018 (il primo riorganizzato), di superare il 70% di raccolta differenziata, per compiere poi a giugno e luglio il balzo oltre l’85%. Nel trimestre maggio-luglio sono state 1.183 le tonnellate di rifiuti differenziati raccolti, contro le 744 del trimestre maggio-luglio 2017 (+59%).

Nettissimo, di contro, il calo dei rifiuti indifferenziati, che tocca il 61% nel confronto tra il bimestre giugno-luglio del 2017 e quello dell’anno in corso. Guardando le quantità raccolte nel trimestre maggio-luglio si è passati dalle 578 del 2017 alle 226 del 2018.Per quanto riguarda le tipologie di rifiuti, la performance migliore è quella del verde e delle potature, aumentate da 25 a 143 tonnellate, seguita dalla carta, passata da 16 a 46 tonnellate e da vetro, plastica e lattine, da 57 a 98. L’introduzione della raccolta dell’organico, inoltre, ha permesso di sottrarre all’indifferenziato 133 tonnellate di materiale. A completare il quadro, i dati positivi registrati anche alla stazione ecologica Hera di via Volta a Toscanella, dove si confermano in crescita tutte le raccolte differenziate, probabilmente anche per via dell’aumento degli sconti che sono praticati dal 1° giugno 2018 per alcuni tipi di rifiuti conferiti. 

Il sistema, insomma, pare essere stato ben assimilato tanto dai cittadini quanto dalle imprese e mette Dozza in ottima posizione per il raggiungimento su base annua di quel 79% di raccolta differenziata che è l’obiettivo fissato dalla Regione Emilia-Romagna per i comuni di pianura entro il 2020.

Tra l’altro, a potenziare ulteriormente il servizio, ora i cittadini dozzesi possono contare anche sulla raccolta stradale degli oli alimentari. In questi giorni Hera infatti ha collocato i nuovi contenitori in via Marmane 2, piazza Togliatti e piazza Costa, che si aggiungono alla raccolta già praticata alla stazione ecologica. In queste nuove postazioni si possono conferire gli oli usati (olio da cucina, strutto, olio da frittura, da sott’oli o da conservazione cibi) all’interno del contenitore in bottiglie di plastica ben chiuse e dal diametro massimo di 18 centimetri. Si tratta di una raccolta importante, perché se conferito correttamente l’olio si può rigenerare e riutilizzare per varie produzioni industriali, senza dimenticare che sono recuperabili anche le bottiglie di plastica.   

“Un particolare ringraziamento – conclude il sindaco – va ai miei collaboratori, ai dipendenti comunali, ad Hera e alle guardie ecologiche per il prezioso lavoro che stiamo svolgendo insieme, mirato anche alla mitigazione dei disagi e dei problemi che possono sorgere trattandosi dell’introduzione di metodi e abitudini nuove. L’impegno di tutti gli attori coinvolti e dell’Amministrazione è e resterà massimo”.

Rifiuti, a Dozza boom nella raccolta differenziata, superata a giugno e luglio la percentuale dell'85%

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