Cronaca

Contributi dalla Regione per i progetti di Solco Prossimo ed Ernesto che puntano a contrastare il disagio giovanile

Contributi dalla Regione per i progetti di Solco Prossimo ed Ernesto che puntano a contrastare il disagio giovanile

Ci sono anche due progetti imolesi tra i beneficiari dei contributi riconosciuti dalla Regione Emilia-Romagna a iniziative di contrasto al disagio giovanile, all’isolamento, alla dipendenza da social network, all’abbandono scolastico ed esclusione sociale. Lo comunica la consigliera regionale del Partito Democratico Francesca Marchetti, che sottolinea l’importanza dei 19 progetti in totale messi a punto nell’area metropolitana bolognese, cui se ne aggiungono altri 12 a valenza regionale, legati ad iniziative di educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva e di partecipazione alla vita democratica. In tutto, nel territorio di Bologna arriveranno 98.198 euro.

«Si tratta di un sostegno rivolto ad associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e parrocchie – precisa Marchetti – per progetti che riguardano l’aiuto nello svolgimento dei compiti, percorsi individualizzati per migliorare il rendimento scolastico, attività sportive e laboratori artistici e musicali, ma anche incontri con gli esperti per utilizzare consapevolmente i social network e la rete». A Imola i contributi sono stati assegnati come detto a due progetti:  «“EduSport 2.0: rimettiamoci in gioco», organizzato dalla cooperativa sociale Solco Prossimo, che ha ottenuto 8.120 euro e «Il non laboratorio» realizzato dall’Associazione di volontariato Ernesto, cui andrà il contributo di 4.900 euro.

«Abbiamo ripresentato un progetto che avevamo già sviluppato l’anno scorso e che coinvolge le società di calcio – spiega Francesca Berattino, referente per Solco Prossimo del progetto EduSport 2.0 – . Nella prima fase collaboriamo con gli allenatori, affiancando loro un educatore per supportarlo nella lettura delle dinamiche del gruppo di bambini e aiutarlo a incentivare quelle positive e a scardinare quelle meno collaborative. Nella seconda parte dell’anno, poi, promuoviamo due incontri con le famiglie di informazione e scambio su tutto ciò che ruota intorno alla realtà sportiva non agonistica: il fair play, come reagire alle delusioni, come supportare il ragazzo nella competizione e così via. Le società quest’anno sono l’Ac Tozzona, l’Imolese femminile Acfd, la Stella Azzurra e la Valsanterno 2009 di Borgo Tossignano». Il contributo regionale copre per il 70% circa i costi del progetto che ammontano a circa 11.500 euro, con la compartecipazione delle società sportive che, attraverso l’iscrizione agevolata dei bambini provenienti da famiglie a basso reddito, riescono a coinvolgere nelle attività anche i più svantaggiati.

Per quanto riguarda invece il progetto dell’associazione Ernesto, si articola in una serie di laboratori esperienziali per ragazze e ragazzi dai 13 ai 18 anni, in particolare adottati e in affido, ma non solo. «Tra i ragazzi adolescenti, quelli adottati e in affido risultano essere a volte più fragili dei loro coetanei – si legge nel progetto presentato alla Regione -. Le famiglie, gli insegnanti e gli altri adulti di riferimento li descrivono come demotivati, apatici e con poca fiducia in se stessi. Questa condizione li rende più vulnerabili nelle relazioni sociali e rispetto all’uso di videogiochi, droghe leggere, alcol. La riflessione fatta insieme a genitori e insegnanti nel corso degli anni nei quali l’associazione Ernesto ha promosso attività finalizzate all’inclusione sociale, sia nelle scuole che nel territorio, è stata incentrata sulla necessità di un progetto duraturo che coinvolga e impegni ragazze e ragazzi adottati, ma non solo loro, in modo continuativo. L’esigenza è di socializzare e relazionarsi con persone nuove e al di fuori degli ambiti frequentati abitualmente; divertirsi in modo attivo e costruttivo; scoprire e coltivare interessi; lavorare e impegnarsi per un obiettivo; educare al rispetto degli impegni presi ed alla responsabilità individuale nel far parte di un collettivo». Da qui la scelta della modalità di lavoro del progetto, con laboratori di teatro, counseling di gruppo, outrole e action learning, per un costo di 7.000 euro, di cui 4.900 di contributo regionale. (mi.ta.)

La foto è tratta dal sito internet di Solco Prossimo

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