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Calcio serie C, l'Imolese attende la Triestina. Il diesse Ghinassi: «Ad un certo punto ho temuto di avere sbagliato davvero tutto»

Calcio serie C, l'Imolese attende la Triestina. Il diesse Ghinassi: «Ad un certo punto ho temuto di avere sbagliato davvero tutto»

Quarto risultato utile consecutivo (1-1 con gol di Bismark Ngissah) e altro punto incamerato a Pesaro. Ma anche il rimpianto per l’occasione mancata di portarne a casa tre. E l’Imolese che si rammarica per un pareggio in trasferta è bel messaggio in tutti i sensi. Sembra ormai lontanissima dalla squadra che sembrava incapace di evitare di perdere. Completamente diversa da quella che un gol lo incassava sempre senza farne nessuno, trasmettendo una sensazione di impotenza all’apparenza priva di sbocchi. Da qualche settimana le cose sono diametralmente cambiate. «Da un mese per l’esattezza» ha precisato Filippo Ghinassi. Rossoblù che domani, ore 15, sfideranno al Galli la Triestina.

Dall’incontro col Carpi però è passato meno tempo.

«Ma è dalla vittoria di Fermo del 13 ottobre che c’è stata la svolta – ha spiegato il direttore sportivo rossoblù -. E’ là che la testa dei giocatori si è alleggerita. Infatti la domenica successiva col Feralpisalò, pur perdendo, facemmo una grande partita. Poi a Gubbio c’è stata la conferma dei progressi, che si sono definitivamente concretizzati nelle eccellenti prestazioni in casa contro Carpi e Sudtirol».

In questa prima parte di stagione ti sei mai sentito in discussione?

«Sono io per primo a mettermi sempre in discussione. All’inizio ero convinto di aver fatto un buon lavoro, sulla falsariga degli ultimi anni. E quando i risultati non arrivavano mi domandavo come fosse possibile che avessi sbagliato tutti gli acquisti, considerando che nessuna scelta era stata a scatola chiusa, ma frutto del mio scouting continuo. I giocatori arrivati li avevo monitorati e visti anche più di una volta. E adesso che i fiori cominciano a sbocciare, posso dire che non mi ero sbagliato, che i valori nell’Imolese ci sono. Questo è un gruppo sano, fatto di ragazzi tecnicamente eccezionali e dal grande spessore umano. E proprio quest’ultimo aspetto, in mancanza dei risultati, li aveva schiacciati moralmente. Poi Atzori li ha rigenerati e sono arrivati il gioco, e soprattutto quei gol che ci erano mancati clamorosamente, se consideriamo che in 6 partite su 14 non abbiamo segnato». (a.d.p.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 14 novembre.

Nella foto (Isolapress): Filippo Ghinassi

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