Cronaca

Emilia Romagna, il futuro è adesso: firmato il Patto regionale per lavoro e clima

Emilia Romagna, il futuro è adesso: firmato il Patto regionale per lavoro e clima

La Regione sottoscrive il Patto per il lavoro e per il clima insieme a 55 tra enti locali, sindacati, imprese, scuola, atenei, associazioni ambientaliste, Terzo settore e volontariato, professioni, Camere di commercio e banche. Fra questi anche la Città metropolitana di Bologna di cui fa parte il nostro territorio.

Un progetto condiviso per il rilancio e lo sviluppo dell’Emilia Romagna fondato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Tra gli obiettivi ci sono la completa decarbonizzazione entro il 2050 e il 100% di energie rinnovabili al 2035, il 3% del Pil regionale investito in ricerca e l’obiettivo di portare i Neet (giovani che non studiano e lavorano) sotto il 10%. «In Emilia Romagna – ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini – il futuro lo costruiamo insieme. Ancora una volta dimostriamo coi fatti che si possono unire le parti per un progetto condiviso di sviluppo sostenibile, che punti al lavoro di qualità e ad una transizione ecologica non più rinviabile. Questa regione intende svolgere un ruolo primario anche nella programmazione e nella gestione delle risorse straordinarie che il Paese avrà a disposizione, in quantità mai viste prima. Se c’è una regione che sa programmare e spendere bene e in fretta le risorse europee e nazionali questa è l’Emilia Romagna. Per questo, in accordo con tutte le rappresentanze del territorio, ci candidiamo a svolgere una parte importante anche nell’impiego migliore delle risorse del Next Generation Eu. Per recuperare ogni posto di lavoro perduto, per potenziare ulteriormente la sanità pubblica, per investire in saperi e innovazione, per la qualità del nostro ambiente e la sicurezza del nostro territorio».

Il Patto è dunque un progetto di rilancio e sviluppo della regione fondato sulla sostenibilità per creare lavoro di qualità, accompagnarla nella transizione ecologica, contrastare le diseguaglianze e ridurre le distanze fra le persone, le comunità e le aree territoriali, ricucendo fratture acuite dalla crisi in atto. Il Patto si fonda sulla qualità delle relazioni tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali, guardando al 2030, in linea con l’orizzonte e gli obiettivi fissati dall’Agenda delle Nazioni unite e dell’Unione europea. (r.cr.)

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