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Cronaca 28 Marzo 2020

La storia di Giuliana Panieri, da Medicina alla Norvegia per studiare i ghiacci dell'Artico

La professoressa medicinese Giuliana Panieri, che lavora e vive in Norvegia con la sua famiglia da sette anni, studia i ghiacci dell’Artico o, per essere più precisi, i gas idrati (ossia il metano allo stato solido) e i forams, piccolissimi organismi fossili che possono fornire innumerevoli informazioni sull’ambiente e il clima. Attraverso le ricerche geologiche possiamo avere una fotografia del passato del nostro pianeta.

Domanda scontata dunque, che cosa dobbiamo aspettarci per il futuro del nostro Pianeta?
«Qualche settimana fa sono stati registrati 20 gradi a sud della Norvegia e qui a Tromsø, che si trova oltre il Circolo polare artico, abbiamo avuto pochissima neve e una sola settimana di freddo in linea con le temperature stagionali. La temperatura globale si sta alzando molto velocemente. Quello che dobbiamo cercare di capire è quali saranno gli effetti, sulla natura e sull’uomo, di questi cambiamenti climatici».

C’è chi obietta che il clima è sempre cambiato, in altre epoche storiche o geologiche si sono registrati importanti mutamenti climatici. Secondo la scienza dunque, che cosa è cambiato?
«La storia geologica della terra ha registrato variazioni climatiche molto importanti, ma sono state variazioni naturali, che avvenivano nell’arco di molto tempo. Quello a cui assistiamo oggi è anomalo perché semplicemente troppo veloce. Come reagirà la terra a tutto questo? Il pianeta sopravvivrà sicuramente, sono le condizioni di vita sul pianeta stesso che possono cambiare in modo tale da renderla impossibile. Il mondo scientifico su questo è unanime: le variazioni climatiche sono troppo veloci e quindi anomale, non naturali, ma condizionate in modo esponenziale dall’attività umana». (mo.or.)

Nella foto: la Panieri (in tuta arancione) con alcuni colleghi francesi, tedeschi e turchi sui ghiacci artici durante una spedizione e un primo piano della professoressa medicinese

La storia di Giuliana Panieri, da Medicina alla Norvegia per studiare i ghiacci dell'Artico
Cronaca 3 Marzo 2020

Fioriture fuori stagione ed eventi estremi fanno diminuire la produzione di miele

È arrivata la primavera, ma il calendario non sembra molto d’accordo. Le temperature sono decisamente sopra la media stagionale e le gemme a fiore sono pronte ad aprirsi. Questo espone i fiori, degli alberi da frutto in particolare, ad un grave rischio connesso alle gelate primaverili con conseguenze disastrose sull’economia agricola.
Come se tutto questo non bastasse, in questi giorni si parla anche di un rischio per le api ingannate da queste temperature troppo calde. «È troppo presto per parlare di rischio gelate, sono fenomeni non prevedibili. Inoltre le api con il freddo non escono dalle arnie». Calma subito gli animi Giancarlo Naldi, presidente dell’Osservatorio del Miele di Castel San Pietro.

Non ci dobbiamo preoccupare delle gelate, perché potrebbero non venire, ma è giusto preoccuparsi per il cambiamento climatico, oramai sotto gli occhi di tutti anche dei più scettici, in relazione al ciclo vitale delle api?
«Questa sì che è una preoccupazione seria, perché a causa del cambiamento climatico non c’è più corrispondenza tra lo sviluppo delle famiglie e delle fioriture, con il rischio concreto che queste non riescano a procurarsi cibo sufficiente (nettare e polline) per alimentare l’alveare. Inoltre i fenomeni atmosferici violenti che si presentano sempre più spesso, grandinate, bombe d’acqua, esondazioni, rendono alle api impossibile uscire dalle arnie. Questo porta a perdite anche totali della produzione di miele, perché il momento produttivo è concentrato in una fascia molto ristretta di tempo e costringe gli apicoltori ad alimentare artificialmente gli alveari e a spostare le arnie alla continua ricerca di posti migliori per la raccolta, con un conseguente aumento dei costi di produzione che stanno mettendo in ginocchio il settore. A complicare ulteriormente le cose, gli apicoltori devono anche far fronte al fenomeno delle sciamature sempre più frequenti». (moira orrù)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 27 febbraio

Fioriture fuori stagione ed eventi estremi fanno diminuire la produzione di miele
Cronaca 3 Marzo 2020

Siccità e temperature alte mettono in crisi le colture

Sicuramente un bel vedere ma, dietro le piante di albicocchi e peschi fioriti nei campi in gennaio/febbraio, non c’è solo stupore e ammirazione, ma problemi seri per gli agricoltori e i consumatori. Un clima che cambia e che anticipa i periodi di fioritura delle piante fino a quattro settimane procura problemi alle orticole invernali, che ingialliscono per le temperature calde, riduce le rese causate dall’incremento delle malattie, crea carenza idrica, fa proliferare gli insetti che fanno solo danni. E, come se non bastasse, qualche giorno fa c’è stato anche un incendio in un terreno incolto nella zona di Borgo Tossignano. A prendere fuoco un ettaro di sterpaglia, vegetazione che, sicuramente, ha risentito della siccità.

Dunque, grande caldo e assenza di precipitazioni significative in un inverno bollente, con una temperatura che fino ad ora è stata in Italia superiore di 1,65 gradi alla media storica, secondo le elaborazioni su dati Isac Cnr relativi ai mesi di dicembre e gennaio.

«Il clima mite può creare problemi – rileva Giordano Alpi, vice presidente della Coldiretti di Imola –, per questo in Romagna è stata richiesta l’irrigazione con acqua del Po con largo anticipo. La situazione è critica e l’Autorità distrettuale di bacino ha convocato per il 6 marzo l’Osservatorio sulle crisi idriche per fare il punto della situazione, anche perché non si prevedono precipitazioni se non di scarsa entità, per cui potrebbero verificarsi ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici anche del 20%». (a.gi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 27 febbraio

Siccità e temperature alte mettono in crisi le colture
Cronaca 3 Marzo 2020

Clima: oltre un grado in più in dodici anni. I dati della stazione meteo Scarabelli

Negli ultimi dodici anni la temperatura media annua si è alzata di oltre un grado. Quella che può sembrare un’inezia, ha però effetti evidenti sull’ambiente. Ce lo spiega Fausto Ravaldi, referente della stazione meteo dell’Istituto Scarabelli, dove sono raccolti i dati sul clima imolese dal 1946 a oggi.

«Dallo scorso novembre – afferma – la media delle temperature è stata la stessa dell’inverno 2013-14, cioè di 7,8 gradi centigradi. Dunque non è una situazione del tutto nuova, ma non vuol dire che non ci siano criticità. Prima del 2013 la media invernale era più vicina ai 5 gradi. Negli ultimi otto anni la media ha superato i 7 gradi già quattro volte. In precedenza si era verificato solo nell’inverno 2006-07 (7,1 gradi)».

Allo Scarabelli il raffronto delle temperature medie invernali parte dal 1993-94, da quando cioè, con l’ausilio dell’informatica, è possibile calcolare in modo attendibile la media delle temperature giornaliere, rilevate a pochi secondi di distanza l’una dall’altra. L’innalzamento della temperatura media, sia invernale che estiva, è comunque inconfutabile. (lo.mi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 27 febbraio

Clima: oltre un grado in più in dodici anni. I dati della stazione meteo Scarabelli
Cronaca 30 Dicembre 2019

Nasce “Futurimola', giovani che non stanno a guardare

«Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di chi sa guardare, ma anche sotto gli occhi di chi si gira dall’altra parte». Futurimola nasce dall’idea di alcuni studenti del circondario imolese che, stanchi di vivere passivamente il presente, hanno deciso di riunirsi per far sentire la propria voce, cercando in tal modo di favorire una sempre più generale presa di coscienza sulle gravi problematiche ambientali che assillano il pianeta e di dare continuità alla protesta dei tanti giovani chiamati a scendere in piazza da Greta Thunberg, la giovane studentessa svedese ideatrice dei Fridays for future, le manifestazioni per promuovere politiche e comportamenti sostenibili.
«Come nostro primo obiettivo – afferma il portavoce Luca Carofiglio – intendiamo proporre iniziative sull’emergenza ambientale derivante dall’eccessiva produzione della plastica, che verranno divulgate attraverso una campagna sulle piattaforme social e un percorso formativo nelle scuole superiori di secondo grado. Al termine del percorso formativo e informativo verrà regalata una borraccia ad ogni studente, personalizzata per ogni istituto. Rivolgiamo dunque un appello a tutta la cittadinanza ed alle aziende locali affinché possano aiutarci nella fase raccolta fondi».
Futurimola è composta esclusivamente da giovani imolesi. «Pensiamo – spiegano – che l’emergenza ambientale non sia solo una questione che tocca noi giovani, ma che da parte nostra non può più esserci l’atteggiamento di chi sta a guardare e a giudicare senza attivarsi».
Futurimola è contattabile attraverso la propria pagina Facebook e all’indirizzo e-mail futurimola@gmail.com. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, uno dei Fridays for Future imolesi

Nasce “Futurimola', giovani che non stanno a guardare
Cronaca 11 Dicembre 2019

A Palazzo Vespignani un convegno sul cambiamento climatico tra rischi e opportunità

Un convegno chiamato «Changes, il cambiamento climatico tra rischi e opportunità», è in programma domani, giovedì 12 dicembre, con inizio alle ore 16.30, presso l’aula Magna della sede universitaria di palazzo Vespignani, in via Garibaldi 24. Tra gli organizzatori dell’iniziativa, patrocinata dalla Regione Emilia Romagna, figurano l’Alma Mater Studiorum, la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e il Cseti (Centro per lo sviluppo economico del territorio imolese).

Il programma prevede il benvenuto da parte di Fabio Bacchilega (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola), di Giovanni Molari (direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari) e di Patrizia Tassinari (referente accademico per la sede di Imola dell’Alma Mater Studiorum); i lavori saranno aperti dall’intervento di Simona Caselli (assessore all’Agricoltura della RegioneEmilia Romagna) e introdotti dalla comunicazione di Vittorio Marletto (responsabile Osservatorio clima Arpae); alle 17.30 è prevista la tavola rotonda, alla quale prenderanno parte Giovanni Dinelli, responsabile del progetto Great Life- Growing resilience agricolture dell’Università di Bologna, Daniele Torreggiani, responsabile del progetto Aelclic_pathfinder- Adapting european landscapes to climate change dell’Università di Bologna, e Giovanni Tamburini, presidente del Consorzio Bonifica renana.

Sono infine previsti gli interventi di Fausto Ravaldi, dell’Osservatorio meteorologico dell’istituto Scarabelli, Guglielmo Garagnani, presidente di Confagricoltura Bologna, Giordano Zambrini, Confederazione italiana agricoltori di Imola, Roberto Padovani, dell’Unione generale coltivatori, Tessa Matteini, direttrice di Uniscape (Rete europea di università per l’attuazione della Convenzione europea del paesaggio), e Ludovica Marinaro, coordinatrice scientifica di Tes – Transizione ecologica solidale. (r.cr.)

Nella foto l”assessore regionale all”Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Casekku

A Palazzo Vespignani un convegno sul cambiamento climatico tra rischi e opportunità
Cronaca 17 Novembre 2019

Aggiornamento Santerno e Sillaro, situazione in via di miglioramento, ma continua il monitoraggio

Sono migliorate nel corso del pomeriggio le condizioni del tempo a Imola ed è rientrato, almeno per il momento, l”allarme legato alle piene del fiume Santerno e del torrente Sillaro, i due principali corsi d”acqua del territorio, anche se resta l”allerta meteo rossa emessa dalla Regione per domani, con riferimento a criticità idraulica, idrogeologica e temporali.

Per quanto riguarda il Santerno (monitorato da ieri sera dal Centro operativo comunale (Coc) che aveva inviato squadre di pronto intervento dei volontari di Protezione civile e disposto la chiusura in via precauzionale delle piste ciclopedonali che si trovano nelle adiacenze), una nota del Comune di Imola precisa che la situazione più critica ha interessato le vie Graziadei, Tiro a Segno, Meluzza, Codrignano e la frazione di San Prospero. Proprio in quest”ultima località, in particolare in via Maduno, i volontari di Protezione civile, coordinati dal Servizio di Protezione civile del Comune, hanno collocato sacchetti di sabbia a protezione delle case più esposte alla piena. Sette persone, residenti in via Rampe di San Prospero, sono poi state fatte precauzionalmente evacuare nel momento del passaggio della piena, intorno alle 13, poi fatte rientrare a casa a metà pomeriggio. Per una maggiore sicurezza degli abitanti, la Protezione civile della Regione ha inoltre fatto intervenire un escavatore per rinforzare gli argini nei punti più critici sempre nell’area di via Rampe di San Prospero.

In città le forti piogge hanno provocato, come annunciato in precedenza, il rinvio della partita di calcio Imolese-Triestina, a causa dell”allagamento del sottopasso di via Rosselli, che da viale Dante porta allo stadio comunale, poiché l”innalzamento delle acque del Santerno causato dalle precipitazioni ha impedito lo scaricamento delle acque dal canale di sfogo al fiume, che le ha rigettate indietro, allagando il sottopasso. Quest”ultimo è stato riaperto nel pomeriggio dopo che le acque sono state fatte defluire e la strada è stata lavata dal fango. Per quanto riguarda la viabilità, sono state riaperte nel pomeriggio sia viale Dante, dove la circolazione era stata vietata ai mezzi all”altezza dell”incrocio con via Pirandello-via Graziadei in direzione autodromo e parco Acque Minerali, sia via Tiro a Segno, chiusa all”altezza del poligono in direzione curva della Tosa fino a via Quarantini.

Passando alla situazione del Sillaro, il torrente è esondato in alcuni punti in via Chiesa di Sesto, via San Salvatore e via di Dozza, nelle vicinanze di Sesto Imolese e in via Nuova, in località Giardino. L”acqua ha allagato parecchi ettari di campi coltivati e sfiorato alcune abitazioni, ma non si registrano danni alle persone, né si è provveduto ad operazioni di evacuazione. Anche in queste zone i volontari di Protezione civile e il personale del Servizio di Protezione civile del Comune, con i tecnici della Protezione civile della Regione, ha collocato sacchetti di sabbia a protezione delle abitazioni. Sul Sillaro è inoltre stato inviato un escavatore per rinforzare gli argini nei punti in cui l’acqua li aveva sormontati, allagando i campi sottostanti.

Nelle prossime ore, malgrado il miglioramento della situazione su entrambi i corsi d”acqua, continuerà l’attività di monitoraggio del Coc. Alle operazioni di emergenza, dalla scorsa notte alla giornata di oggi, ha partecipato una quindicina di volontari di Protezione civile, coordinati da tre addetti del Servizio di Protezione civile del Comune e dalla Polizia municipale, mentre un’altra quindicina di volontari di Protezione civile sono pronti ad intervenire in caso di necessità. (r.cr.)

Nella foto Isolapress: l”allagamento del sottopasso di via Rosselli

Aggiornamento Santerno e Sillaro, situazione in via di miglioramento, ma continua il monitoraggio
Cronaca 17 Novembre 2019

Piene e allagamenti nel territorio imolese per il maltempo, nuova allerta fino alla mezzanotte tra 18 e 19 novembre

Nuova allerta della Protezione civile regionale per il perdurare delle condizioni di maltempo. Dopo l”allerta 104 di ieri, oggi è stata emesso un nuovo bollettino (numero 105/2019) di allerta rossa dalla mezzanotte tra il 17 e il 18 fino alla mezzanotte tra lunedì 18 e martedì 19 novembre. Nella giornata di domani sono infatti previste «precipitazioni a partire dai rilievi appenninici centro-occidentali, in estensione nel corso del pomeriggio all”intero settore centro-occidentale». Si stimano, in media, tra i 30 e i 50 millimetri nell”arco delle 24 ore e dalla serata si annuncia che potranno verificarsi «locali rovesci o temporali sui rilievi, con neve sopra i 1.200 metri» e «precipitazioni di minore intensità sul settore orientale».

Intanto, le abbondanti precipitazioni delle scorse ore hanno provocato l”innalzamento del livello dei fiumi e dei torrenti ed episodi di allagamento in varie zone sia di Imola che del resto del territorio circondariale. Il Comune di Imola fa sapere che «le forti piogge che da ieri fino a questa mattina sono cadute anche sulla nostra città hanno causato la piena del fiume Santerno: il livello delle acque del fiume e la loro violenza hanno in pratica impedito che il canale di sfogo a servizio del sottopasso di via Rosselli potesse scaricare le acque dal sottopasso nel fiume. Viceversa, la spinta e il livello raggiunto dal Santerno hanno rigettato indietro le acque, allagando il sottopasso». In seguito alla situazione, la viabilità è stata modificata in questo modo: su viale Dante, la circolazione è vietata ai mezzi all’altezza del’incrocio con via Pirandello–Graziadei, in direzione autodromo e parco Acque Minerali. La via Tiro a Segno è stata invece chiusa all’altezza del poligono del tiro a segno, in direzione curva della Tosa, fino a via Quarantini, causa la fuoriuscita del fiume Santerno, le cui acque hanno raggiunto le aree di espansione ai lati del fiume, senza comunque raggiungere la strada.

L”Amministrazione comunale imolese aveva comunque attivato, già in seguito all”allerta di ieri, il Centro operativo comunale (Coc), pre-allertando i volontari locali e disponendo il divieto di usare, in via precauzionale, le piste ciclopedonali lungo il fiume Santerno. E” stato inoltre attivato il servizio notturno del centralino comunale (0542-602111) per segnalare eventuali situazioni critiche, legate alle forti piogge, che resterà attivo per tutta la durata del Centro operativo.Per quanto riguarda le situazioni critiche, i Vigili del fuoco sono intervenuti a Imola nella mattinata domenicale per due chiamate per danni d”acqua entrambi nel quartiere Pedagna. A Medicina si segnalano, invece, alcune tracimazioni e rotture sul Quaderna, sulle quali sta intervenendo l’Autorità di Bacino. Sono state evacuate le famiglie più esposte, ma sembra che la situazione sia sotto controllo.

E mentre in pianura preoccupano le piene de fiumi, che hanno costretto le autorità a chiudere diverse strade provinciali (è stato ad esempio chiuso a Castel Guelfo il ponte della Bettola sul torrente Sillaro), la Città metropolitana fa sapere che il maltempo ha provocato frane e smottamenti in diverse strade provinciali dell”Appennino. (r.cr.)

Nelle foto (Isolapress, Mattia Grandi e altri) le immagini degli allagamenti, dei mezzi e degli uomini della Protezione civile e delle forze dell”ordine all”opera

Piene e allagamenti nel territorio imolese per il maltempo, nuova allerta fino alla mezzanotte tra 18 e 19 novembre
Cronaca 12 Novembre 2019

Il viaggio dei ragazzi di Radioimmaginaria a Stoccolma diventa un documentario e un libro

Doppio appuntamento per i ragazzi di Radioimmaginaria, la radio degli adolescenti con sede nazionale a Castel Guelfo, per raccontare il loro viaggio in ApeCar (soprannominata per l’occasione ApeRadio) fino a Stoccolma cercando di incontrare Greta Thunberg.

Dal viaggio di Pietro, Ludo, Giuly, Leo, Alice, Bea, Holly, Vitto, Matteo e Giò sono nati un documentario e il libro “Noi abbiamo un futuro”, che i ragazzi presenteranno al Museo Piaggio di Pontedera, mercoledì 27 novembre, alle 10.
Sarà poi la volta dell’esposizione dell’ApeRadio e di un incontro pubblico a palazzo Hercolani-Malvezzi a Castel Guelfo, sabato 14 dicembre, alle 19.

«Il viaggio si è rivelato un’opportunità pazzesca per questi ragazzi, che sono riusciti a toccare con mano che cosa è l’Europa e a farsi una loro opinione delle diverse realtà – commenta l’Amministrazione guelfese –. Il passo successivo è quello di offrire questa possibilità ad altri centro adolescenti che per motivi economici non potrebbero fare questa importante esperienza, cercando di raccogliere i fondi sufficienti anche attraverso le donazioni di imprese e privati». (r.cr.)

Il viaggio dei ragazzi di Radioimmaginaria a Stoccolma diventa un documentario e un libro
Imola 29 Ottobre 2019

5 stelle e Partito democratico uniti sulle tematiche ambientali anche a Imola

Partito democratico e Movimento 5 stelle fianco a fianco sulle tematiche ambientali anche a Imola, come già accaduto a Castel San Pietro.

Sono la consigliera grillina Federica Boccia e il consigliere dem Giacomo Gambi, infatti, i primi firmatari della mozione che «chiede al Consiglio comunale il riconoscimento dello stato di Emergenza climatica – spiega la Boccia –, accogliendo le istanze del gruppo Friday”s For Future di Imola».
Una mozione, inoltre, «condivisa e firmata da tutti gli altri gruppi consiliari», sottolinea la consigliera del Movimento 5 stelle.

Inserita nell”ordine del giorno dell seduta del Consiglio comunale in programma questo pomeriggio, la mozione verrà discussa compatibilmente con quello che succederà a seguito dell’annuncio delle dimissioni della prima cittadina Manuela Sangiorgi arrivato ieri sera, nel corso dell’incontro pubblico in piazza Matteotti.
C’è da aspettarsi, infatti, che il dibattito già seguito alla notizia infiammerà ulteriormente l’aula. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, la consigliera comunale del Movimento 5 stelle Federica Boccia

5 stelle e Partito democratico uniti sulle tematiche ambientali anche a Imola

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