Cultura e Spettacoli

Cittadinanza attiva, quattro spettacoli al teatro Comunale di Dozza

Cittadinanza attiva, quattro spettacoli al teatro Comunale di Dozza

Un format teatrale sul tema della cittadinanza attiva, che si inserisce nel quadro delle iniziative di Oltre la Siepe. È «Cittadinanza in scena», rassegna che si terrà nel teatro Comunale di Dozza dal 19 novembre al 10 dicembre, con la partecipazione dei gruppi teatrali Tabù, banda Tambù, Exit, ExtraVagantis e La Bottega del Buonumore. La rassegna nasce dal lavoro di rappresentanti del terzo settore, operatori culturali e professionisti sanitari e pone l’attenzione su quanto il teatro sia utile «per costruire un percorso di emancipazione in una comunità che desidera essere inclusiva, prendersi cura di sé e delle differenze che la abitano», come si legge nel depliant informativo. «Questo progetto di cittadinanza attiva è l’ennesima occasione per cogliere le istanze della comunità, che è latrice di bisogni ma, allo stesso tempo, risorsa» afferma Giuseppe Moscatello, vicesindaco di Dozza, che sottolinea anche: «Il teatro induce un processo di liberazione, di sprigionamento delle proprie energie, emozioni, stati d’animo, partecipazione: con la sua forza di affabulazione è un veicolo artistico privilegiato, e lo strumento migliore per fare esperienza dell’altro, crescendo nella consapevolezza come individui e come comunità».

Il primo appuntamento nel teatro di Dozza, in via XX Settembre 51, è venerdì 19 novembre (ore 21) con la performance «Luogo senza tempo», a cura della compagnia Exit: un racconto con corpo e parole che prende le mosse dalla Divina Commedia. Seguiranno altri tre lavori teatrali nei tre venerdì successivi. Agli spettacoli si può accedere previa conferma della prenotazione, da effettuarsi con messaggio al 353 4045498 (ingresso a offerta libera; necessario il Green pass).

Nell’ambito del progetto, il 19 e il 23 novembre è previsto anche un webinar dal titolo «Il teatro per la salute mentale fra cura, cultura, diritti e società. Non siamo mai scesi da Marco Cavallo», esplicito  richiamo  all’esperienza basagliana che ha restituito diritti a chi questi diritti erano stati  negati. (r.cr.) 

Nella foto: uno degli spettacoli in rassegna

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