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Cultura e Spettacoli 25 Gennaio 2019

La Rocca di Dozza ospita un'antologica di Vittoriana Benini, cento tele dagli anni Novanta

C’è la gioia del colore, ma anche la velata malinconia della caducità delle cose, degli affetti, delle persone. Questa è la pittura di Vittoriana Benini, che sa restituirci quel momento di vita e lasciarlo continuare per sempre. Un attimo, che l’artista mordanese sa cogliere in modo ottimo. Attimi eterni, sguardi fermati per sempre in quel preciso istante in cui dialogano con altri sguardi, con altre figure, ciascuna nella medesima condizione di fragilità umana, che nella coralità della composizione trova la forza di sfidare il tempo. Una sfida che costituisce la missione dell’artista. Tutto questo emerge con palese evidenza nella mostra antologica di Vittoriana Benini dal titolo Io Vittoriana, allestita nella rocca di Dozza fino a domenica 3 febbraio (dal lunedì al sabato ore 10-12.30 e 14.30-17, domenica e festivi 10-19.30).

Una mostra davvero antologica, con un centinaio di tele esposte, dagli anni ”90 ad oggi, con un cospicuo corpus proveniente da collezioni private; ricca e bella, perché ogni sala presenta opere capaci di accendere un faro, di attirare e catturare l’attenzione dello spettatore.Un’operazione culturale che consente davvero di cogliere la complessità e ricchezza artistica, riflesso di quella umana, della pittrice, da tempo protagonista di una ricerca figurativa del tutto personale, in grado di attirare l’attenzione, fra gli altri, di Vittorio Sgarbi e Carlo Lucarelli, oltre che riscuotere ampi consensi in tutta Italia e negli Stati Uniti. «Un’antologica in vita, perché voglio vederla anch’io, con tutte queste opere insieme, per la prima volta» scherza l’artista, con la disinvoltura di chi sa portare con lieta spensieratezza capelli color azzurro, leggeri come un soffio di primavera.

Ed in effetti i temi cari alla pittrice ci sono tutti: la figura femminile, i ritratti, i fiori e la musica, i clown e le bambole, il cavalluccio a dondolo, i burattini. Tutti elementi che rimandano al suo mondo da bambina. Echi del passato che portano oggi alla grande capacità compositiva ed al pieno equilibrio cromatico fra colore e composizione: e proprio questa è la forza suggestiva che dà dimensione scultorea, a tutto tondo, alle sue tele, dove il colore ad olio, i pizzi e la matericità di certe forme di collage sono elementi fondanti della sua cifra stilistica. In tutto questo, un ruolo fondante lo giocano gli sguardi ed i volti, sia che si tratti di figure umane, che di bambole o burattini. Sguardi e volti a volte definiti, talvolta indefiniti, proprio per far cogliere meglio l’attimo, per lasciare allo spettatore la possibilità di prendere quell’indefinito e farne base per la propria interpretazione. Come nel ritratto a carboncino di Umberto Folli, omaggio al proprio maestro, ed ancora nel quadro L’estasi della musicista, in cui la condizione della donna ritratta emerge con tutta la sua forza suggestiva proprio dal non finito, da quel suo volto che la pittrice lascia volutamente sfumato.Lo sguardo del ritratto di Carlo Lucarelli, che accoglie il visitatore all’entrata, va allora rivisto all’uscita della mostra, per coglierne appieno il senso. Uno sguardo che invita ad entrare nell’esposizione, come in un viaggio fra tutte le situazioni raffigurate dalla pittrice, ma avvertendo nel contempo di essere pronti a subirne le conseguenze, emotivamente parlando. Perché la gestione delle emozioni che scaturiscono dalla visione delle tele è una responsabilità tutta dello spettatore. Che deve essere attrezzato, per andare oltre a quanto appare a prima vista. Perché le tele di Vittoriana Benini sono ricche: di colori, di simboli, di particolari tutti da scoprire poco alla volta e da assaporare poi tutti insieme, in una visione complessiva del quadro. Lo testimoniano bene opere quali Fuori scena, dove la maschera della vita rimane sempre sul volto dell’attore, od ancora Artisti di strada, ispirato ai buskers a Ferrara o Carta sospetta, che ha suscitato grande interesse alla mostra allestita al Complesso dei Dioscuri al Quirinale, nel 2013.

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 24 gennaio

Nella foto (di Isolapress) Vittoriana Benini con alcuni suoi quadri in mostra a Dozza

La Rocca di Dozza ospita un'antologica di Vittoriana Benini, cento tele dagli anni Novanta
Cultura e Spettacoli 17 Gennaio 2019

Davide Dalfiume e Marco Dondarini in scena a Dozza spiegano che «la comicità è una cosa seria»

«Chi ce l’ha fatto fare?» A rispondere a questa domanda un po’ retorica ed un po’ esistenziale saranno Davide Dalfiume e Marco Dondarini, in scena al teatro comunale di Dozza venerdì 18 gennaio. La domanda, infatti, non è altro che il titolo del secondo spettacolo (dopo Insieme per caso) del duo comico nato nel 2014 per volere dell’elaboratore elettronico del programma televisivo Zelig, dove l’attore e comico castellano e il bolognese Dondarini sono stati casualmente accoppiati per la trasmissione in cui poi hanno spopolato. «Merito di una grande complicità che fin da subito si è instaurata fra di noi – ricorda Dalfiume -. Ci siamo trovati subito, è vero, ma nel tempo abbiamo coltivato questo rapporto con impegno e dedizione ed oggi siamo ancora più affiatati sia in scena sia nella vita. Possiamo considerarci perfino amici».Quando Dalfiume parla è sempre difficile capire se stia scherzando o dicendo sul serio, oppure se stia raccontando una verità un po’ scomoda con quel poco di ironia che basta a confondere l’interlocutore, o ancora se dalla sua bocca stia uscendo un concetto così improbabile che forse non ha capito l’argomento o forse si è sbagliato ad esprimersi. O forse sta solo facendo il comico, perché per lui «la comicità è una cosa seria», come dice sempre. Alla stessa maniera, insieme al compagno di avventure Dondarini, il duo porta in scena in Chi ce l’ha fatto fare? una serie di situazioni tra realtà e comicità che spiazzano lo spettatore.

«In questo spettacolo, che ha appena debuttato, portiamo in scena personaggi nuovi e situazioni inedite – spiega Dalfiume -. In ogni situazione quotidiana si può nascondere una gag. Per ora lo spettacolo è andato in scena solo nel Veneto e nel capoluogo bolognese, significa che ci stiamo ancora lavorando, che è un work in progress, ma del resto una nostra caratteristica è proprio l’improvvisazione in scena, dove cerchiamo di dare una risposta alla domanda nel titolo rappresentando una serie di situazioni quotidiane fatte di impegni che tutti prendiamo e poi dimentichiamo perché li abbiamo presi, e non sappiamo più chi ce lo ha fatto fare, appunto».

Come due Don Chisciotte e Sancho Panza moderni, come si legge nella presentazione minimale dello spettacolo, che affrontano come possono i loro mulini a vento, cercando di portare a casa, integra, una lucidità che non hanno. Insomma siete confusi?

«Siamo tutti confusi, le persone di oggi vivono confuse – dice Dalfiume -. Si è persa di vista la semplicità della vita e noi la riportiamo in scena. Basti pensare alle piaghe della burocrazia o alla frenesia di tutti i giorni… E mi viene in mente un’altra domanda, citando il grande Totò: siamo uomini o caporali? Lo stesso spettacolo di prossima rappresentazione a Dozza rappresenta un tipo di comicità fresco che mantiene comunque un legame con la grande tradizione comica italiana».

Siamo uomini che abbiamo bisogno di più semplicità quindi? Di comicità?

«Oggi si fa tanto per cercare di essere felici, ma poi chi è felice? In questo senso la mia comicità è quella piccola e semplice del quotidiano, adatta a tutte le persone e a tutti i giorni. Una comicità che vuole creare buonumore, come il nome dell’associazione che ho contribuito a far nascere vent’anni fa proprio allo scopo di produrre e divulgare il buon umore».

Una bottega che oggi è diventata una realtà affermata e gestisce ben quattro teatri a Castel San Pietro, Conselice, Massa Lombarda e Dozza, l’ultimo entrato in ordine di tempo…

«Durante i primi anni di vita la Bottega del Buonumore era semplicemente uno spazio dove giocare in maniera donchisciottesca a fare teatro comico per gli avventori, più che per dei veri e propri spettatori. Eravamo a Mordano, era il 1998, e facevamo sketch e gag per ore per piccoli gruppi di persone o singoli individui che capitavano più o meno interessati. Provo tenerezza e nostalgia a ricordare quei tempi. Poi nel 1999 abbiamo dato vita all’associazione, che nel tempo è cresciuta ed oggi conta uno zoccolo duro di cinque persone e tante altre che ci affiancano per i vari progetti. La bottega, oggi, è un vero e proprio gruppo di lavoro fatto di persone specializzate nel proprio ruolo. Io ad esempio faccio il comico».

Non solo sulla scena…

«Non solo. All’interno della Bottega del Buonumore mi occupo anche di laboratori e corsi di comicità, non solo per imparare a far ridere ma più semplicemente per imparare a ridere ogni giorno. All’interno della Bottega del Buonumore c’è poi il numeroso gruppo del Buonumore Walking, che si occupa di passeggiare e trasmettere il buonumore, la salute e i corretti stili di vita camminando». (mi.mo.)

«Chi ce l’ha fatto fare?» va in scena al teatro comunale di Dozza venerdì 18 gennaio alle ore 21; biglietti 10 euro intero, 8 ridotto. Prenotazioni consigliate al numero 338/3183077.

L”intervista completa a Davide Dalfiume è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 17 gennaio

Nella foto Davide Dalfiume e Marco Dondarini (si tratta della foto nella locandina dello spettacolo «Chi ce l”ha fatto fare?»)

Davide Dalfiume e Marco Dondarini in scena a Dozza spiegano che «la comicità è una cosa seria»
Cronaca 19 Dicembre 2018

A Dozza e Mordano in arrivo le lettere che spiegano la tariffa puntuale: contano le aperture dall'indifferenziata

A Dozza e Mordano si comincia a fare sul serio. Dall’1 gennaio la tariffa corrispettivo puntuale (tpc o tariffa puntuale) prenderà il posto della Tari per quanto riguarda il calcolo della bolletta per raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E in questi giorni entrambi i Comuni stanno inviando ai loro cittadini e aziende le lettere informative. «Noi e Dozza siamo i primi nel circondario ad utilizzare la tariffa puntuale – esordisce l’assessore mordanese all’Ambiente, Gianni Duri – in anticipo di un anno rispetto agli obblighi della legge regionale». «Sarebbe stato intelligente partire in tutto il circondario – aggiunge Luca Albertazzi, sindaco di Dozza -, perché significa svincolarsi dal parametro dei metri quadri e anticipare un trend virtuoso che permetterà di ottenere sia i benefici previsti dalla Regione, che la possibilità per le aziende di scaricare il 10 per cento dell’Iva (presente con la tariffa e non con la tassa Tari, ndr)».

Ma come funziona esattamente la tariffa puntuale? E” composta da una quota fissa e una variabile. «La prima – spiega Duri – assorbe tutti i costi indivisibili e sarà calcolata, per le utenze domestiche, in base alla superficie dell’immobile e al numero dei componenti del nucleo familiare. Per le utenze non domestiche in base alla superficie e alla categoria dell’attività». La quota variabile, invece, fa riferimento ai costi per la raccolta del rifiuto indifferenziato ed è basata su quanti conferimenti si effettuano. In sostanza ogni utenza ha nella sua tariffa base annua un numero prestabilito di aperture della calotta del cassonetto dell”indifferenziata, in caso le superi la bolletta aumenta. Nessun limite, invece, per quanto riguarda gli altri cassonetti o i conferimenti della differenziata (carta, vetro, lattine, umido). La logica è che se si differenziano correttamente i rifiuti vi sia sempre meno indifferenziata da buttare.

Quanti sono i conferimenti previsti dalla tariffa base annua? Per una famiglia composta da una persona la tariffa comprende 28 conferimenti all”anno. Salgono a 35 se si tratta di una coppia, a 43 per tre persone, mentre se si è in quattro o più si arriva a 48. Per le utenze non domestiche, invece, dipende dal contenitore in dotazione (sempre dell”indifferenziato): 40 conferimenti (20 se l”attività ha una superficie inferiore ai 50 mq) in un contenitore da 30 litri, 26 invece se si tratti di uno da 360 o da 1.700 litri.

Per i cittadini in termini pratici non cambia nulla: «Il cassonetto si aprirà sempre con la tessera Smeraldo e potranno essere inseriti i soliti sacchetti con capacità massima 30 litri» dicono da Mordano. Come si legge nelle lettere, il suggerimento è «di esporre il contenitore dedicato solo se effettivamente pieno e di utilizzare per quanto possibile l’intera capacità della calotta del cassonetto». Quindi buttare i sacchetti quando sono pieni.

Da notare che la quota minima andrà pagata anche se sulla tessera risulteranno fatte meno aperture rispetto al minimo. Questo per disincentivare l’eventuale furbetto che abbandona i rifiuti fuori dai cassonetti o addirittura nei comuni limitrofi.

Particolare attenzione è stata posta per alcune problematiche come chi deve smaltire i pannolini dei bambini o i pannoloni degli anziani. «Le utenze con bambini fino a 3 anni – precisa Duri – avranno 370 conferimenti annuali esenti in aggiunta a quelli minimi, per beneficiare di quest’agevolazione dovranno presentare allo sportello Hera un’autocertificazione. Stesso discorso per chi fa uso di dispositivi medico-sanitari, per i quali servirà un certificato medico». Da Dozza confermano: «Consideriamo circa un conferimento al giorno anche nel caso degli anziani. 

Quanto si pagherà in più se si supereranno i conferimenti minimi previsti dalla tariffa base della propria categoria famigliare? «Occorre aspettare il Piano economico finanziario (Pef) che stiamo concordando con Atersir – dice Albertazzi ­-. Man mano che ci assesteremo, faremo eventuali aggiustamenti per premiare i comportamenti più virtuosi e penalizzare gli altri». Per ora si sa solo che la cifra aggiuntiva sarà fatturata l’anno successivo mentre la prima bolletta 2019 è attesa con i tempi della Tari.

Mordano ha già in programma quattro incontri pubblici per approfondire l”argomento insieme ai cittadini: lunedì 21 gennaio 2019, alle 18.30 e 20.30, alla Sala Civica di Bubano, mentre mercoledì 23 gennaio 2019, alle 18.30 e 20.30, nella palestra comunale di Mordano.

Le informazioni sono state anticipate anche nell”articolo pubblicato sul “sabato sera” del 13 dicembre.

Nelle foto: i fac-simile di lettere inviate ai cittadini dei due Comuni

A Dozza e Mordano in arrivo le lettere che spiegano la tariffa puntuale: contano le aperture dall'indifferenziata
Sport 29 Novembre 2018

Beach tennis, Giulia Gasparri e Sofia Cimatti insieme per salire sul tetto del mondo

Un messaggio su Facebook «a reti unificate», o quasi. Ecco la strada scelta da Giulia Gasparri e Sofia Cimatti per ufficializzare quanto nel mondo del beach tennis era dietro l’angolo, ovvero la nascita di una nuova coppia che, se confermerà i risultati delle ultime stagioni, è destinata a dominare il prossimo anno del beach tennis. Il saluto della mordanese Gasparri alla «socia» ravennate Federica Bacchetta ha aperto il fine settimana delle comunicazioni via «social», alla quale si è poi aggiunta la dozzese Sofia Cimatti, che non ha salutato la romana Flaminia Daina, ma che ha annunciato l’inizio di un percorso che vedrà Gasparri – Cimatti come coppia da battere in qualsiasi torneo al quale si iscriveranno nel 2019. Nel frattempo, in attesa dell’omaggio dei Veterani di sabato mattina (leggere la notizia qui sotto), le due atlete sono state premiate dal Coni con una medaglia d’oro al valore atletico: Giulia per il titolo Mondiale a coppie, Sofia per quello a squadre. (an.mir.) 

Nella foto: la premiazione al Coni di Giulia Gasparri e Sofia Cimatti

Beach tennis, Giulia Gasparri e Sofia Cimatti insieme per salire sul tetto del mondo
Economia 19 Novembre 2018

Nasce l'olio extravergine d'oliva dei Colli di Bologna, tra i produttori anche tre aziende del circondario imolese

Sentore di pomodoro, cardo e carciofo, con note amare e piccanti ben evidenti, un carattere fruttato da leggero a medio-intenso e un alto contenuto in polifenoli. E’ il sapore dell’olio extravergine dei Colli di Bologna che, abbandonato il primigenio nome di «olio felsineo», riunirà al suo interno l’oro verde prodotto sull’arco collinare della Vena del gesso, che si estende dall’imolese fino a Bologna.

L’idea è della rete di imprese nata poco più di un anno fa con lo scopo di valorizzare la produzione olivicola della provincia di Bologna, di connotarla con un marchio e di dotarla, in prospettiva, dell’Indicazione geografica protetta. La rete è stata costituita da sei aziende agricole del bolognese, tre delle quali del nostro circondario: Podere Pratale di Borgo Tossignano, la società Rossi Frantoio imolese, l’azienda Assirelli Vittorio e Matteo di Dozza. Oltre a queste ci sono l’azienda agricola Bonazza-Sapori del podere di San Lazzaro, le bolognesi Ca’ Scarani e Società 1997, quest’ultima della famiglia di Alberto Vacchi, amministratore delegato dell’ozzanese Ima. Nel corso del 2018 si è aggiunta anche Agrivar, l’azienda agricola della società Palazzo di Varignana.

«Lo scorso anno – ci aggiorna il presidente della rete, Ermanno Rocca – è stata fatta una molitura comune dei prodotti di tutti gli associati, per avere un’idea del tipo di olio che avremmo ottenuto. Gli associati alla rete potranno scegliere se realizzare blend o un olio monovarietale, anche perché il disciplinare sarà orientato a qualificare l’area geografica e le sue cultivar».

L’obiettivo è riuscire a far arrivare questo nuovo prodotto sul mercato all’inizio del 2019, con un marchio collettivo, percorso obbligato per il lungo e complesso iter burocratico verso l’Igp. ( lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nasce l'olio extravergine d'oliva dei Colli di Bologna, tra i produttori anche tre aziende del circondario imolese
Cultura e Spettacoli 27 Ottobre 2018

Lucarelli presenta «Peccato mortale» alla Rocca di Dozza per «Turno di notte»

Dopo un solo anno da Intrigo italiano Carlo Lucarelli ha riportato in libreria e nelle case dei suoi lettori il commissario De Luca: lo ha fatto con Peccato mortale, sempre edito da Einaudi, che, però, fa un salto narrativo all”indietro, piombando nel 1943, dieci anni e mezzo prima di dove lo avevamo lasciato. Si arricchisce così di un”altra storia la vicenda del commissario di polizia nato più di vent”anni con Carta bianca e le cui storie sono poi proseguite con L’estate torbida e Via delle Oche (Sellerio tutti e tre). Questo giallo che parte il 25 luglio 1943 mostra un commissario giovane, per certi versi ancora ingenuo, innamorato: un uomo diverso dal De Luca tormentato che è stato plasmato dalla vita (e dai successivi-precedenti romanzi). E comincia con un corpo ritrovato senza testa… per poi aggiungerci anche una testa senza corpo! Di tutto questo, ma anche di tanto altro, parlerà lo scrittore di Mordano sabato 27 ottobre alla Rocca di Dozza quando, a partire dalle 18, ci sarà anche la premiazione degli scrittori vincitori di «Turno di notte».

«Alla fine di Intrigo italiano, il commissario De Luca si definisce, trova una soluzione alla sua vita e ai guai che l”hanno accompagnato fino a quel momento, fa una scelta – spiega Lucarelli -. Ma, a quel punto, ha cominciato a girare in me la curiosità su come si era infilato nella serie di vicende che ho raccontato in quattro romanzi: non è un uomo d”azione, non è un fascista… come ha fatto a diventare quell”uomo inquieto e pieno di nevrosi che troviamo in Carta bianca? Ho così voluto raccontare com”era De Luca all”inizio, prima che gliene succedano di tutti i colori».

In effetti, in «Peccato mortale» è un uomo innamorato, fidanzato, anche un po” ingenuo tanto che quando gli dicono che Mussolini è caduto risponde «Si è fatto male?».

«Il 1943 è un anno cruciale, è un periodo di cambiamento totale: chi va a letto alle dieci di sera del 25 luglio va a letto durante il fascismo, chi va un”ora dopo lo fa in un”Italia in cui Mussolini è caduto… Inizia un”attesa enorme per il cambiamento: le persone si aspettano che smettano i bombardamenti, che il proprio padre o fratello torni dalla Russia… ma in realtà non succede nulla, addirittura vengono mantenute le leggi razziali, la polizia viene militarizzata e i bombardamenti continuano. È tutto più complesso e difficile di quel che ci si aspettava».

Per ricostruire il periodo hai fatto sicuramente ricerche storiche. Un lavoro di preparazione che ti piace?

«Moltissimo, ci sono dei momenti di ricerca che sono molto belli, poi negli anni ho accumulato materiale e informazioni. Di Bologna in quegli anni ci sono tanti documenti, tante pubblicazioni e soprattutto libri fotografici bellissimi. In più ho letto i giornali dove vedi gli articoli che interessavano alle persone: dove comprare le cipolle, per esempio, oppure le pubblicità».

A questo punto, dobbiamo aspettare altri vent”anni per la sua prossima storia?

«No, no, sono già al lavoro. Ricomincio da dove ho lasciato Peccato mortale, nell”inverno del ”44. Ci sono tante cose da raccontare, penso ad esempio a una foto che ho visto: Bologna è recintata dai soldati tedeschi, i partigiani sono alle porte e, in questa foto, c”è una ragazza che arriva in bicicletta e deve mostrare i documenti a un soldato, in un inverno gelido come non se ne vedevano da tanto. È un periodo da raccontare».

Sabato 27, alle 18, si terrà alla Rocca di Dozza la premiazione della decima edizione del concorso letterario «Turno di Notte»: sarà presente Carlo Lucarelli che, in seguito, presenterà il suo nuovo romanzo Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca (Einaudi) intervistato dal giornalista di sabato sera Paolo Bernardi. Per l’occasione verrà pubblicata l’antologia con i racconti premiati nei dieci anni di «Turno di notte» che vede la prefazione di Carlo Lucarelli e la postfazione di Gianluca Morozzi (il libro è prenotabile alla redazione di sabato sera a Imola in viale Zappi 56/b-c, tel. 0542/31555). Durante la serata sarà anche proclamato il vincitore della sezione «Racconti inediti» di «GialloGarda», in un momento condotto da Luca Occhi e Sabrina Grementieri, con letture di Stefano Farolfi. Ingresso libero.

L”intervista completa a Carlo Lucarelli è sul «sabato sera» del 25 ottobre 2018

Nella foto Carlo Lucarelli

Lucarelli presenta «Peccato mortale» alla Rocca di Dozza per «Turno di notte»
Cultura e Spettacoli 12 Ottobre 2018

Le Giornate del Fai a Dozza tra Rocca, Tana del Drago, muro dipinto e chiesa dell'Assunzione

Il Fai e l”autunno. Un binomio immancabile negli appuntamenti culturali. Il Fondo ambiente italiano, che dal 1975 si occupa di tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano, organizza le Giornate Fai d”autunno per scoprire luoghi sconosciuti o mostrare «chicche» ignote di luoghi famosi. Quest”anno si tengono il 13 e 14 ottobre e, nel nostro territorio, coinvolgono in particolare Dozza dove le visite guidate saranno a cura del Gruppo Fai di Imola: il Comune di Dozza ha accolto la proposta del Gruppo Fai di Imola, concedendo il patrocinio all’iniziativa.

Quattro le iniziative previste. La prima riguarda la Tana del Drago cioè la sede del Centro Studi Tolkieniano, inaugurata il 21 settembre durante FantastikA. Il Centro Studi, sede dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, ha trovato posto in via XX Settembre ed è arrivato nel borgo grazie ad una convenzione con l”amministrazione. L’ambizione è quella di creare un polo in cui organizzare mostre d’arte, convegni, presentazioni di libri, conferenze, proiezioni e giornate di studio, così da rendere Dozza e la provincia di Bologna il primo luogo da visitare in Italia pensando a J.R.R.Tolkien e alla letteratura fantasy. Sabato 13 e domenica 14 sarà visitabile dalle 10 alle 18, a cura del Fai.

Sarà poi possibile visitare la Rocca godendo di una visita guidata a cura degli apprendisti ciceroni del liceo linguistico di Imola (sabato ore 10-12.30 e 14.30-18.30, domenica 10-20). La visita sarà organizzata su tre percorsi: la Fortezza medievale e rinascimentale (secoli XII-XV), la Residenza rinascimentale (secoli XV-XVI), la Residenza settecentesca (secoli XVI- XVIII). La pregevole quadreria, gli arredi e gli oggetti storici dei Malvezzi-Campeggi animano le nove sale del piano nobile e la cucina storica. Il Museo comprende anche collezioni d’arte contemporanea raccolte nel Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto con una collezione di disegni e pitture legati alla celebre rassegna artistica, avviata nel 1960. Nelle cantine storiche ha sede l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna. Domenica alle ore 17 ci sarà un concerto al pianoforte di Si Wen Chen.

Sia sabato che domenica dalle 10 alle 20 si potrà partecipare ad un percorso lungo le opere del Muro Dipinto. A partire dal 1960 sono stati oltre duecento gli artisti che hanno preso parte alle Biennale, fra cui spiccano importanti maestri quali Matta, Saetti, Sassu, Licata, Borgonzoni, Sughi, Schweizer, Zancanaro, Mascellani, Zigaina, Frasnedi, Jori, Galliani e molti altri. A partire dal 2007 la Biennale si è inoltre aperta al writing e alle espressioni più contemporanee del wall painting, dando vita nella cittadina di Toscanella (lungo la via Emilia) a una serie di pitture e graffiti di artisti quali Hemo, Ericaeilcane, Tellas, Moneyless, Joys, Alberonero e altri. Il percorso sarà guidato dagli apprendisti ciceroni dell”Iis «F. Alberghetti», liceo delle scienze applicate.

Infine, sabato 13 dalle 10 alle 17 sarà possibile visitare la chiesa dell”Assunzione di Maria Vergine, in via XX Settembre 52. La chiesa dell”Assunzione di Maria Vergine di Dozza, detta in Piscina, è ricordata per la prima volta nel 1141. Nel 1350 viene data agli Umiliati che si ritirano prima della soppressione del loro ordine nel 1556, da allora è retta da sacerdoti secolari. Ha subito diverse modifiche, ma conserva ancora lineamenti architettonici del XIII secolo. Sopra la porta della facciata è scolpita la Beata Vergine Assunta. Sui muri laterali si vedono fregi romanici che indicano la costruzione primitiva e che dimostrano come la sua attuale larghezza corrisponde a quella originale. Dal 1942 subisce una ristrutturazione che riprende le forme quattrocentesche dell”edificio. Alle ore 17 di sabato 13 si terrà nella chiesa un concerto con Fulvio Fiorio al flauto e Luigi Moscatello all”organo in brani di Bach, Marcello, Telemann, Chédéville e Mascagni.

«È la prima volta che il Gruppo Fai di Imola sarà a Dozza per le Giornate d”autunno e siamo molto contenti – commenta la referente Paola Bizzi Bacchini -. Tra l”altro, siamo stati scelti tra i più belli su seicento borghi e Rai Tg24 manderà in onda un”intervista su quest”iniziativa che, come quelle che seguiamo, vuole valorizzare al meglio e far conoscere il patrimonio culturale italiano. I visitatori potranno partecipare alle visite alla Tana del Drago, alla Rocca e al percorso lungo il Muro Dipinto con un contributo di 5 euro, e accedere alla chiesa dell”Annunziata con altri 3 euro».

L”articolo completo è su «sabato sera» di giovedì 11 ottobre

Nella foto un”opera del Muro dipinto a Dozza

Le Giornate del Fai a Dozza tra Rocca, Tana del Drago, muro dipinto e chiesa dell'Assunzione
Cultura e Spettacoli 31 Agosto 2018

Il buon cibo tradizionale riempie Dozza di profumi con la Festa delle Arzdore

Il buon cibo preparato proprio con il gusto di una volta. La Festa delle Arzdore torna a Dozza da venerdì 31 agosto a lunedì 3 settembre con lo stand gastronomico aperto tutte le sere dalle 18.30 e domenica anche a pranzo, dalle 12.15, con servizio di asporto dalle 11.30 alle 12. Se il menù prevede piatti della tradizione, lunedì 3 è dedicato alla piadina fritta… e non solo. Durante la festa sarà allestito un mercatino delle opere dell”ingegno creativo, con gli espositori che animeranno le vie del paese con i loro articoli artigianali. Inoltre, domenica 2 settembre alle 16, in piazza Zotti si terrà un”esibizione del Corpo bandistico folkloristico dozzese.

Nella foto lo stand a Dozza pieno di gente nel 2017 (Isolapress)

Il buon cibo tradizionale riempie Dozza di profumi con la Festa delle Arzdore
Cronaca 26 Marzo 2018

Una Dozza più «splendente», in corso i lavori sull'illuminazione pubblica

Una Dozza più «splendente». E” questo l”obiettivo dei lavori sull”illuminazione pubblica che stanno interessando il borgo e tutto il territorio comunale e che consisterà nella sostituzione di una parte di lampioni e di corpi illuminati risultati più obsoleti e dispendiosi. L”opera è stata finanziata dal Comune, mentre Hera Luce ha curato la progettazione, con i lavori che sono svolti dalla ditta Cims. «Questi interventi – commenta il sindaco di Dozza Luca Albertazzi – hanno anche comportato una riqualificazione urbana della quale siamo orgogliosi. I lavori sono relativamente veloci e dovrebbero concludersi rapidamente. Finora non si sono verificati problemi alla circolazione del traffico e non dovrebbe accadere nulla neanche fino al termine dei lavori».

Nello specifico si tratterà di sostituire completamente tutti i lampioni di viale Marconi e, oltre a questi, si è già provveduto (o si provvederà) a cambiare i corpi illuminanti più datati come quelli in via Dalla Chiesa, via Allende, piazza Gramsci (lato via Emilia), piazza Togliatti e parcheggio vicino la gelateria. Ovviamente vengono montati impianti a Led, considerati più efficaci e dal consumo minore. «Essendo previsto un calo dei consumi elettrici, a carico del gestore – commenta l’Assessore ai Lavori Pubblici Roberto Conti –  l”intervento produrrà un calo del canone che il Comune di Dozza versa annualmente al gestore stesso. In fase di progetto si era calcolato un risparmio di circa 4.000 euro all”anno, che andranno verificati al termine dei lavori. Oltre al risparmio economico da non sottovalutare, è molto importante anche il risparmio in termini ambientali. Sono infatti rilevanti la minor quantità di energia consumata e la riduzione dell”inquinamento luminoso che, sopratutto in viale Marconi, risultava eccessivo, anche secondo i termini di legge». 

r.c.

Nella foto: viale Marconi a Dozza

Una Dozza più «splendente», in corso i lavori sull'illuminazione pubblica
Elezioni 5 Marzo 2018

Elezioni politiche, cala il Pd, il Movimento 5 stelle primo partito in vari comuni del circondario

Il Partitone, quello con la P maiuscola non esiste più. Nemmeno da noi. Il Pd non è più il primo partito in tutti i comuni del territorio imolese. I democratici rimangono la principale forza politica a Imola (di misura), Castel San Pietro, Mordano e Castel del Rio. La bassa diventa terra di conquista grillina a Medicina e Castel Guelfo, anche a Ozzano (dove regge di misura la coalizione di centrosinistra) i pentastellati sono il primo partito. A Dozza comanda il centrodestra a guida Lega, ma anche qui il Movimento è nettamente davanti a tutti. Anche là dove passava la linea gotica l”ex Partitone cede quasi ovunque: a Borgo (preventivabile) e a Casalfiumanese (non immaginabile) il primo partito è quello della Casaleggio e associati, mentre a Fontanelice comanda la Lega.

L”ANDAMENTO TERRITORIALE

A Imola i democratici calano al 29,64% alla Camera e al 30,46% al Senato, ma rimangono (per meno di 200 voti) il primo partito rispetto ai 5Stelle. 5 Stelle che si fermano al 29,18% alla Camera (dove Frati prende 577 voti in più della lista). Terzo partito è la Lega Nord col 15,16% dei voti che supera abbondantemente Forza Italia, ferma all”8,37%. Debacle per Liberi e Uguali che si ferma al 5,29% (Paola Lanzon al 5,38%). Al Senato i 5 stelle si fermano al 28,47% (Roi 29,01%), mentre il centrodestra si ferma al 26,6% con la Lega primo partito al 14,64% 

A Castel San Pietro il centrosinistra limita i danni e rimane la prima forza politica col 35,03% alla Camera e col 34,80% al Senato e il Pd supera in entrambi i rami del parlamento il trenta percento: 31,47% alla Camera e 31,65% al Senato. La seconda forza è il centrodestra col 28,50 alla Camera e col 28,25% al senato (la Lega ha preso il 16,45% e il 16,23%), mentre i 5 stelle si fermano a cavallo del 27% in ambedue le camere.

A Borgo Tossignano i 5 stelle sono nettamente il primo partito. Alla Camera conquistano il 38,63% dei voti (Frati 39,13%), mentre il Pd si perde al 25,2%. Terza la Lega Nord col 15,61%. Al Senato i grillini ottengono il 38,07% (Roi al 38,63%), mentre il Pd si ferma al 25,82% (centrosinistra 27,99%) e il centrodestra si attesta al 26,59% con la Lega al 16,13% e FI al 7,94%.

Ancor più sorprendente il dato di Casalfiumanese dove i 5 stelle superano alla Camera i democratici col 31,93% (Frati 32,43%) dei voti contro il 30,09% del Pd (la coalizione al 32,37%). La Lega ottiene il 17,37% (la coalizione di centrodesta al 27,14%). Al Senato regge il Pd col 31,61% (centrosinistra 34,16%), mentre il M5s si attesta al 30,45% (30,91%) e il centrodestra 27,13% (Lega al 17,24%).

Castel del Rio rimane una enclave democratica, col Pd in calo ma ancora al 38,02% alla Camera e 38,46% al Senato (la coalizione di centrosinistra si ferma rispettivamente al 40,32% e al 40,44%). Segue la coalizione di centrodestra sia alla Camera (34,52%) che al Senato (34,87%) con la Lega rispettivamente al 19,31% e al 19,55%. I pentastellati si sono fermati al 17,96% alla Camera e 17,30% al Senato.

Clamorosa disfatta democratica a Castel Guelfo dove il Pd è la terza forza al Senato e seconda alla Camera dopo i 5 stelle (32,55% alla Camera, 31,74% al Senato). La coalizione di centrodestra raccoglie il 29,89% alla Camera e 30,30% al Senato e si conferma a guida leghista (16,89% alla Camera, 17,22% al Senato), mentre il Pd raccoglie il 27,58% alla Camera e il 27,74% al Senato (coalizione centrosinistra 30,27% alla Camera, 29,93% al Senato).

Comanda il centrodestra a Dozza dove ottiene il 33,5% alla Camera e il 32,91% al Senato con la Lega rispettivamente al 18,39% e al 17,98% e Forza Italia all”11,01% e al 11,75%. Il Movimento 5 stelle cresce sia alla Camera (31,36%) sia al Senato (30,34%). Al lumicino storico il Pd che si ferma al 24,05% al Camera e al 25,28% al Senato.

Anche Fontanelice passa in maniera decisa al centrodestra sia alla Camera (37,33%) che al Senato (39,02%) a guida leghista (26,79% e 27,42%). Il Pd si ferma al 25,97% alla Camera e al 25,84%. Circa gli stessi voti sono andati ai cinque stelle col 25,79% alla Camera e 25,84% al Senato.

Il centrosinistra vince di misura a Mordano dove batte il centrodestra sia alla Camera (33,05% a 31,89%) sia al Senato (32,93% a 32,09%) col Pd che rimane il primo partito sopra al 30%, tallonato dai pentastellati, intorno al 27% e con la Lega staccata, ma quasi al 18%.

Medicina si è risvegliata nettamente a 5 stelle con il 30,6% alla Camera (Frati 32,54%) e col 30,06% al Senato (Montevecchi 31,97%). Il centrosinistra è la seconda forza col 30% alla Camera (27,5% il Pd) e col 29,93% al Senato (Pd al 27,77%), mentre il centrodestra ottiene il 26,61% alla Camera e il 26,76% al Senato con la Lega poco sopra al 15%.

Ozzano il centrosinistra si impone di misura alla Camera (34,16%) e al Senato (32,98%), ma il Pd (30,57% e 30,11%) ha in ambedue i casi meno voti dei grillini (31,11% e 30,89%, e addirittura qualche decimale in più lo ottengono i candidati all”uninominale). Più staccato il centrodestra, fra il 24% e il 25%.

Christian Fossi

Foto Isolapress

Elezioni politiche, cala il Pd, il Movimento 5 stelle primo partito in vari comuni del circondario

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