#ORIZZONTI – Mamme e politici, giù le mani dal grido dei nostri figli
«Siamo il futuro senza futuro ». Così recitava un cartello nelle piazze contro il «carotutto » delle ultime settimane. L’ho letto di persona, durante le manifestazioni della scorsa settimana. Giornalista in servizio e madre, ho iniziato a interrogarmi. Il grido dei ragazzi europei è diventato una marea. Spontanea, autoconvocata sui social, priva di regie dall’alto. Mentre l’onda cresce, il mondo adulto ha il dovere di fare un passo indietro. Anche il pedagogista Novara invita a lasciare che i nostri ragazzi si confrontino col mondo per crescere sani e autonomi. Ma soprattutto basta etichette, strumentalizzazioni o tentativi di appropriazione da parte di politici, sindacati, madri «in rosso» e soloni del passato. Questo tempo appartiene ai nostri figli, alla loro urgenza di risposte, alla loro legittima rabbia e alla ricerca di uno spazio per farsi ascoltare.
Inutile cercare leader da copertina o vecchi schemi ideologici: la forza di questa mobilitazione risiede nella sua natura liquida, orizzontale e imprevedibile. Anche le violenze, minoritarie, sono state esasperate dall’alto per delegittimarla. In questo nuovo autunno caldo (e non per il clima), a inquietare è il silenzio calcolato del Governo. Probabilmente risponderà con misure tardive in zona Cesarini. I tagli alla scuola e i bonus alle private sono un primo, indigesto, assaggio.
In attesa che l’onda, se non si manifesta prima la risacca, diventi proposta, un dietrofront è d’obbligo: giù le mani (degli adulti) dalla loro voce.
Alessandra Testa
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