Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 15 Settembre 2019

Con il Palio della Serpe le cinque Torri di Medicina celebrano il ricordo della guarigione del Barbarossa

Giornata conclusiva oggi, domenica 15 settembre, per la Festa del Barbarossa a Medicina. Per celebrare l’avvenuta guarigione l’Imperatore ha mandato un drappello di armati a prelevare due Notai da Bologna ed ha confermato un festoso Palio per il pomeriggio di questo giorno, dove vi saranno gare di abilità e destrezza tra gli Atleti delle Torri. Il Barbarossa disporrà lasciti importanti al Castello di Medicina e sancirà per sempre la sua indipendenza dalla Città di Bologna, dal suo Senato e dalle sue Signorie, tracciandone anche nuovi e allargati confini. 

L’Imperatore comanda che tutto dovrà avvenire in maniera solenne, ed i Notai dovranno fedelmente riportare sui registri ogni atto in maniera permanente e indelebile, e detti registri dovranno essere consegnati al Senato Bolognese quale segno immutabile delle cose avvenute in questo Castello. Dal Castello di Medicina nel mese di settembre dell’A.D. 1155.

Ma oggi è anche la giornata del Palio della Serpe. Dapprima, in mattinata, si terrà una gara tra arcieri nel sagrato della chiesa di San Mamante. Poi, alle 18.45 nella
via di Mezzo, con una corsa che vede quattro atleti per ognuna delle Torri caricare su una portantina dei doni a scelta (vino, uova, carbone, mele o fieno) e
correre per consegnarli ai giudici delle Torri. Alla fine, ogni squadra dovrà prendere a mani nude la serpe dal pentolone e riporla in un recipiente da portare
davanti al Messo imperiale. Il Giudice Supremo, quindi, decreterà il vincitore del Palio. 

Per quel che riguarda le cinque Torri, la Torre dei Cavalli identifica il paese di Sant’Antonio della Quaderna, quella del Maniscalco è nata nei primi anni
‘90 da un gruppo di amici, che si trovava alle panche dei giardini e poi alla Torre del Maniscalco, la Torre dell’Oca vede coinvolti gli abitanti della frazione di Ganzanigo che hanno scelto la propria denominazione ispirandosi al toponimo
di via Guazzaloca dove si presume che anticamente si allevassero oche, il gruppo della Torre del Porco è nato ventitré anni fa allo scopo di aiutare la Polisportiva Villafontana, infine quella dell’Uva si riferisce ad una torre delle antiche mura di
Medicina nell’area a sud di piazza Garibaldi vicino alla quale si suppone che si trovasse «l’ortazzo » dell’arciprete in cui si coltivavano ortaggi, frutti e una piccola vite che finì col coprire la parte interna della Torre. (r.c.)

Il programma completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Con il Palio della Serpe le cinque Torri di Medicina celebrano il ricordo della guarigione del Barbarossa
Cultura e Spettacoli 14 Settembre 2019

Undici concerti e quattro opere liriche nella stagione invernale dell'Emilia Romagna Festival

La stagione dei bagni e delle passeggiate in montagna è ormai finita ma non c’è motivo di preoccuparsi perché, a tenerci compagnia durante i mesi invernali, ci sarà la stagione musicale e operistica dell’Emilia Romagna Festival organizzata in collaborazione con il Comune di Imola. Quest’anno Imola ospiterà ben undici concerti di virtuosi provenienti da tutto il mondo e quattro opere della tradizione lirica italiana trasmesse in diretta dai grandi teatri al Ridotto dell’Ebe Stignani. «Un programma di livello internazionale» afferma il direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival, Massimo Mercelli. «Ci siamo impegnati per prendere al volo i migliori solisti e complessi – continua – cercando di offrire una programmazione che copra tutta la storia della musica: dal Rinascimento ai giorni nostri».

I concerti cominceranno venerdì 25 ottobre con un grande pianista, Arcadi Volodos, d’origine russa ma spagnolo d’adozione, che suonerà brani di Liszt e Schumann. Il 6 novembre il violino di Sergej Krilov, cremonese a dispetto del nome, incontrerà il pianoforte di Rotislav Krimer per un programma di grandi classici come Brahms. Mercoledì 20 novembre sarà nuovamente il pianoforte a essere protagonista con Sofya Gulyac, prima donna a vincere il concorso pianistico di Leeds nel 2009 e che da lì ha continuato con una brillante carriera. La Gulyac a Imola eseguirà musiche di Bach, Chopin, Rachmaninov e altri. L’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena verrà invece ospitata allo Stignani l’8 dicembre con Stefan Milenkovich come violino solista.

Poco prima di Natale, martedì 17 dicembre, sarà la musica antica a distinguersi con un repertorio barocco eseguito dal sopranista Paolo Lopez accompagnato dall’Accademia Hermans. Seguirà il pianista ceco Martin Kasìk, reduce da numerosi premi internazionali, che presenterà brani della sua tradizione nazionale e di Musorgskij l’11 gennaio. Mercoledì 22 gennaio sarà la volta di un mito della chitarra: Manuel Barrueco che suonerà con i Solisti Aquilani un programma impostato sulla musica iberica. Il duo composto dal violoncellista David Geringas e dal pianista Paver Kaspar si esibirà il 6 febbraio. Gli Hirundo Maris, ensemble specializzato in musica antica, si esibiranno il 18 febbraio, mentre I Virtuosi Italiani saranno sul palco con il soprano Roberta Invernizzi il 25 marzo.I concerti dal vivo saranno intervallati da «L’Opera nel ridotto», quattro proiezioni di opere a ingresso gratuito presentate dal direttore artistico del teatro, Luca Rebeggiani (18 ottobre, 8 novembre, 21 febbraio e 20 marzo). (re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Nella foto da sinistra: Luca Rebeggiani, la sindaca Manuela Sangiorgi e Massimo Mercelli

Undici concerti e quattro opere liriche nella stagione invernale dell'Emilia Romagna Festival
Cultura e Spettacoli 13 Settembre 2019

Il teatro al Cassero si sdoppia, comicità e prosa nella stagione 2019-2020 curata da «La bottega del buonumore»

Tutto pronto per il via della stagione 2019/2020 al teatro Comunale Cassero di Castel San Pietro che, curata da «La bottega del buonumore», propone un cartellone ricco di nomi interessanti. In questa edizione, infatti, sono ben ventuno gli spettacoli in calendario, dei quali dodici comici, tre di prosa e sei dedicati al teatro dei ragazzi. «L’amministrazione comunale – dichiara l’assessore alla Cultura Fabrizio Dondi – ha voluto confermare le proposte di teatro comico, prosa e teatro ragazzi, che si sono consolidate negli anni e che hanno caratterizzato le stagioni teatrali al Cassero, raggiungendo numeri importanti in termini di spettatori, soprattutto per quanto riguarda il teatro comico grazie alla competente direzione di Davide Dalfiume. La stagione teatrale al Cassero presenta ogni anno spettacoli comici di grande qualità, sempre molto apprezzati, e proposte di prosa che hanno affrontato in questi anni tematiche sociali molto importanti come la violenza di genere, il gioco d’azzardo e il bullismo, arricchiti da un dibattito pubblico e dall’organizzazione di incontri con le scuole e la cittadinanza. Per questo ringrazio tutti i volontari della Bottega del Buonumore».

Tante le novità, come la possibilità di scegliere una nuova tipologia di abbonamento B denominato «Il Teatro è per tutti». La proposta culturale, in pratica, permetterà allo spettatore di assistere a tre spettacoli di prosa ai quali ne sono abbinati altrettanti comici. L’abbonamento A, invece, dedicato al cartellone «Risate al Cassero», comprende sette spettacoli tutti da ridere e scatterà il 26 ottobre con il Duo Idea in «Quando il gioco si fa Duo». I due cantabarettisti bolognesi di Zelig inaugureranno così la stagione con il loro mix di musica, battute e gag spiazzanti che divertiranno gli spettatori di tutte le età. Il 9 novembre, invece, sarà l’occasione per rivedere Gigi e Andrea, autentici rappresentanti della vecchia guardia del cabaret bolognese, in «Di nuovo insieme». (r.c.)

Tutte le informazioni nell”articolo su «sabato sera» del 12 settembre

Nella foto l”assessore alla Cultura di Castel San Pietro Fabrizio Dondi e Davide Dalfiume

Il teatro al Cassero si sdoppia, comicità e prosa nella stagione 2019-2020 curata da «La bottega del buonumore»
Cultura e Spettacoli 13 Settembre 2019

Medicina torna per tre giorni nel Medioevo per accogliere l'imperatore Federico I detto il Barbarossa

Un brodo miracoloso. È grazie a quello che Medicina ebbe il suo nome. La leggenda, infatti, racconta che l’imperatore Federico I Hohenstaufen detto il Barbarossa si ammalò mentre passava nella bassa bolognese, nel 1155, e guarì grazie ad un brodo in cui era caduta una serpe, che gli venne servito mentre si trovava in una città che, così, venne ribattezzata Medicina e fu liberata dal dominio di Bologna. La città oggi festeggia con una rievocazione storica in grande stile che porta direttamente all’epoca medievale. Organizzata da Pro Loco e Comune, la festa è ad ingresso gratuito, e si tiene da venerdì 13 a domenica 15 settembre trasformando Medicina in un paese medievale con tanto di cortei, duelli, musica, spettacoli, gastronomia e persino un palio.

«I tre giorni dedicati all’Imperatore Federico I di Svevia tornano ad accendere le vie del paese con cultura, spettacoli, musica e ogni genere di prelibatezze – scrive nell’opuscolo della festa Lorenzo Monti, assessore a Volontariato e Politiche giovanili -. La memoria del diploma imperiale, che nel lontano 1155 donò al nostro Comune protezione e autonomia, permette oggi ai suoi abitanti di rinnovare e consolidare un fondamentale spirito di partecipazione, coesione e appartenenza. E se da una parte la leggenda del brodo di serpe si perde nella tradizione popolare, dall’altra il coinvolgimento a questa manifestazione è eccezionalmente vivo e immutato nel tempo. Lo dimostrano le centinaia di volontari medicinesi che, tra Pro Loco, associazioni e gruppi, lavorano per mesi con passione e dedizione, e ai quali l’amministrazione comunale porge un sentito e sincero ringraziamento».

Anche Monica Zaccherini, presidente della Pro Loco, sottolinea: «Il Barbarossa è comunità, passione, entusiasmo, la voglia di fare assieme. È un immergersi per tre giorni in un atmosfera medievale, con commistione tra storia, mito e leggenda, radicata nell’essenza autentica dello spirito della nostra gente».

La festa inizia nella tarda serata di oggi, venerdì 13 settembre, con gli scontri tra armigeri e l’ingresso in città del Barbarossa (interpretato da anni da Marco Angonese), e termina domenica sera con la sua partenza. In mezzo, spettacoli, momenti conviviali, mostre, mercati, musica, duelli, esibizioni di falconeria e antichi mestieri. E un palio. Il Palio della Serpe vede i diversi rioni del contado gareggiare per conquistare un drappo, disegnato ogni anno da un artista locale e impreziosito da ricami. (r.c.)

Per informazioni: Pro Loco 051/857529 o www.ilbarbarossa.net e www.prolocomedicina.net

L”articolo e il programma completo sono su «sabato sera» del 12 settembre

Medicina torna per tre giorni nel Medioevo per accogliere l'imperatore Federico I detto il Barbarossa
Cultura e Spettacoli 12 Settembre 2019

Biennale del Muro dipinto, nel weekend il clou della rassegna con tante iniziative per grandi e piccoli

L’arte sui muri è al tempo stesso una delle più antiche e più moderne forme d’arte. Da un lato ne fanno parte la pittura e l’incisione rupestri sulle pareti o sui soffitti di pietra delle grotte che i nostri avi abitavano nella preistoria a partire dal Paleolitico; ne sono esempio le rappresentazioni dei bovini ed equini delle grotte di Altamira, in Spagna, o Lascaux, in Francia. Dall’altro lato rientra nella definizione di arte sui muri anche il graffitismo, manifestazione artistica, sociale e culturale diffusasi in tutto il pianeta a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, quando il movimento è nato a Filadelfia per poi svilupparsi a New York tra gli anni Settanta ed Ottanta.

In questo scenario, la Biennale del Muro Dipinto di Dozza riassume in sé, al tempo stesso, sia l’antichissima tradizione della pittura rurale, sia l’innovazione delle più moderne tecniche di realizzazione sui muri. All’insegna del tema della Biennale 2019 «Emozioni urbane», infatti, i sei artisti selezionati racconteranno con le loro opere le tradizioni campestri dozzesi ma anche la realtà moderna delle tecnologie assillanti, il planisfero politico attuale e il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio.

Per quanto riguarda il programma degli ultimi giorni della manifestazione, stasera, giovedì 12 settembre, gli artisti saranno all’opera nelle varie postazioni per una serata dotto le stelle. In piazza Zotti è inoltre previsto un incontro dedicato all’allunaggio alle 21.30. Venerdì 13 alle 21 alla Rocca è in programma lo show teatrale del mago Antonio Casanova dal titolo «Incantesimi». Sabato 14 alle 15 si tiene il laboratorio per bambini «Il Muro Dipinto» con osservazione e realizzazione dei propri bozzetti (prenotazione obbligatoria a rocca@comune.dozza.bo.it); alle 16 Francesco Savoia e Marcello Pedocchi presentano i restauri della loggia della Rocca; alle 20 nel parco dietro la Rocca c’è il «Party dietro le mura», un saluto agli artisti della Biennale con pic-nic sull’erba e concerto dei BeQuadro Plus. Domenica 15 la Rocca di Dozza ospita la giornata conclusiva della manifestazione con l’evento Postcrossing Meetup a cura di Carmen Palli (dalle 11), la presentazione dello speciale annullo filatelico figurato (dalle 11.30), la presentazione del saggio di Giorgio Ragucci Brugger «Il mio regno è nell’aria» (alle 21) e la musica del Trio Cello (alle 21.30).

Sabato e domenica sono in programma speciali visite guidate tra i muri dipinti alle ore 15, 16, 17 e 18 (costo: biglietto della Rocca 5 euro + 2 euro). Per tutta la settimana i visitatori della Rocca avranno in regalo il «kittake away» per abbozzare, disegnare e dipingere le proprie emozioni urbane. Tre sono poi le mostre visitabili, tutte alla Rocca: quella di Gerardo Masini «Da Dozza a Dakar» fino al 29 settembre, l’esposizione di sculture di Gino Gamberini fino al 15 settembre e la mostra di bozzetti del Muro dal 1962 al 2017 visitabile domani 13 settembre dalle 15 alle 18. Accanto a queste, la mostra fotografica «Il muro a scatti» a cura dell’associazione fotoculturale Mascagni che dal 15 settembre al 20 ottobre espone le immagini dell’edizione in corso del Muro Dipinto, sempre alla Rocca. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Biennale del Muro dipinto, nel weekend il clou della rassegna con tante iniziative per grandi e piccoli
Cultura e Spettacoli 12 Settembre 2019

Oneri di urbanizzazione, a Imola occhio di riguardo per le attività turistico-ricettive e le frazioni

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, durante la presentazione della nuova assessora all’urbanistica Paola Freddi la scorsa settimana aveva sottolineato come si trattasse di una priorità su cui lavorare, e in fretta. «I nostri tecnici hanno studiato varie simulazioni, che rappresentano anche delle scelte politiche se vogliamo sgravare, ad esempio, i costi per le ristrutturazioni del centro storico, tenendo sempre d’occhio le entrate del Comune». Si tratta della delibera per modificare e adeguare alle esigenze del territorio, per quanto possibile, i nuovi valori degli oneri di urbanizzazione. La legge regionale approvata nel 20 dicembre scorso prevede un adeguamento, ovvero un aumento, che per Imola significa il massimo possibile dato che il comune rientra nella prima fascia.

Gli oneri sono, in estrema sintesi, la quota da versare al Comune per i servizi, fogne, illuminazioni, verde, eventuali oneri secondari e i costi di costruzione. Gli enti locali possono, in parte, incidere sui vari parametri approvando la relativa delibera entro il 30 settembre. Una corsa contro il tempo. Dozza è già a posto e pure Castel San Pietro seguirà a ruota. Imola ha pronto il documento ma deve ancora passare al vaglio della Commissione consiliare urbanistica e ambiente fissata per domani, 13 settembre, poi potrà approdare in Consiglio comunale per l”approvazione definitiva.

Quali le scelte dell”Amministrazione Sangiorgi? Ridurre “i valori unitari di urbanizzazione primaria e secondaria relativi alle attività produttive e turistico-ricettive” anticipa una nota del Comune con l”obiettivo di “alimentare il possibile indotto sul territorio”. Inoltre, si intende dimezzare il parametro “area dell”insediamento all”aperto” per promuovere e favorire la realizzazione di impianti scoperti per la pratica sportiva in aree private ma solo per determinate attività sportive, quali equitazione, tennis, paddle, calcio, ciclismo e nuoto. Una decisa sborciciata ai costi è promessa anche per la monetizzazione di verde pubblico e parcheggi e del 30% dell”urbanizzazione primaria e secondaria per le frazioni di Ponticelli, San Prospero, Sasso Morelli e Sesto Imolese “nell’intento di favorire il mantenimento dei servizi presenti e consolidare lo sviluppo delle frazioni più grandi e maggiormente abitate”.  

Un occhio di riguardo è promesso anche in caso di recupero e riuso di immobili dismessi ed interventi di riqualificazione del patrimonio esistente nei centri storici e negli ambiti di Psc soggetti a riqualificazione, nonché alle attività industriali ed artigianali collocate in aree ecologicamente attrezzate, con una particolare attenzione per le tettoie destinate a depositi di materie prime, semilavorati e prodotti finiti connesse ad attività produttive.

Infine, abbattuti del 20% i valori unitari in caso di interventi di edilizia residenziale sociale “al fine di favorire nuovi alloggi a prezzi calmierati per le fasce della popolazione a basso reddito”. (l.a.)

Nella foto Imola dall”alto (Isolapress)

Oneri di urbanizzazione, a Imola occhio di riguardo per le attività turistico-ricettive e le frazioni
Cultura e Spettacoli 12 Settembre 2019

RestArt Urban Festival colora l'autodromo, venti artisti e l'omaggio ad Ayrton Senna a 25 anni dalla morte

Dopo la palestra di via Volta, il sottopassaggio di via Romeo Galli, la stazione ferroviaria, alcuni edifici nel quartiere Marconi, l’area delle scuole di via Kolbe, e le scuole in via Guicciardini, RestArt acquista velocità e sfreccia all’autodromo. Per la sua settima edizione il festival di arte, musica e rigenerazione urbana organizzato dall’associazione culturale imolese Noi Giovani si sposta nel circuito imolese. Dal 13 al 15 settembre, quindi, RestArt Urban Festival (che è realizzato con il contributo di Comune di Imola, Città metropolitana di Bologna, Regione Emilia-Romagna, con Avis Imola main sponsor e con diversi sostenitori tra cui la Fondazione Cassa di risparmio di Imola) animerà l’«Enzo e Dino Ferrari», realtà che quindi collabora all’evento insieme a ConAmi e Imola Faenza Tourism Company.

Venti tra i migliori street artisti internazionali e nazionali saranno impegnati su alcune murate principali e superfici installate per l’occasione. Agli artisti è stato chiesto di interpretare le tematiche principali associate al luogo, quindi velocità, tradizione motoristica, tecnologia e automotive. «Come ogni anno, le scelte artistiche del festival sono state fatte in relazione al luogo che lo ospita- spiega il direttore artistico di RestArt, Cesare Bettini -. L’autodromo è un luogo fondamentale per Imola e non solo, sia dal punto di vista storico e ricettivo, sia da quello artistico e identitario. In tre modi e attraverso tre stili interpretativi differenti, ma all’interno di un progetto unico e completo, gli artisti raffigureranno e racconteranno la storia dell’autodromo di Imola attraverso la loro arte. I colori scelti, poi, rispettano quelli caratteristici del luogo: grigio antracite e le scale dei grigi, rosso, dei gialli, che nel complesso racconteranno attraverso una narrazione la vera anima dell’autodromo».

Al centro del festival ci sarà un tributo ad Ayrton Senna nel venticinquesimo anniversario della morte del pilota brasiliano. Sulla parete principale del museo Checco Costa, sarà Eduardo Kobra, un alfiere della neo avanguardia di Sao Paolo, a realizzare il murale a lui dedicato. «Combinazioni di tecniche diverse come la pittura coi pennelli, l’aerografo e gli spray rendono le sue opere maestose e fuori da ogni schema– si legge nel comunicato stampa dell’evento -. La sua pittura si distingue per il tratto cromatico e per le grandi dimensioni, mentre topic dei suoi lavori sono la lotta contro l’inquinamento, il riscaldamento globale, la deforestazionee  la guerra». (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Nella foto Isolapress la presentazione di RestArt: da sinistra il presidente dell”Avis di Imola Fabrizio Mambelli, il direttore del ConAmi Stefano Mosconi, il direttore artistico di RestArt Cesare Bettini, il presidente di NoiGiovani Vincenzo Rossi, l”assessore alle Politiche giovanili Claudia Resta, il presidente della Fondazione Crimola Fabio Bacchileta e il presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense.

RestArt Urban Festival colora l'autodromo, venti artisti e l'omaggio ad Ayrton Senna a 25 anni dalla morte
Cultura e Spettacoli 9 Settembre 2019

Al via #EmozioniUrbane, sei gli artisti protagonisti dell'edizione 2019 della Biennale del Muro dipinto di Dozza

Sono sei gli artisti che da oggi, da lunedì 9 a sabato prossimo 14 settembre, saranno all’opera sui muri del borgo di Dozza e a Toscanella lungo la via Emilia per la XXVII edizione della Biennale del Muro Dipinto. Luigi Allegri Nottari, Giovanni Fabbri, Flavio Favelli, Ferrante Giovannini, Alberto Goglio lavoreranno sotto gli occhi del pubblico mentre Roberta Luppi sarà presente attraverso un’installazione visibile nel cortile all’ingresso della Rocca. Tutti con l’obiettivo di dar vita al tema di quest’edizione, #EmozioniUrbane, trasformando per un’intera settimana il paese in una grande tela e portando l’arte, il disegno e la pittura sulle pareti di case e palazzi, arricchendo quella grande galleria a cielo aperto che è Dozza.

In via XX Settembre lavorerà Giovanni Fabbri, di Meldola, le cui opere sono esposte in permanenza al museo Bargellini a Cento, al Mar di Ravenna, al museo Parmeggiani di Cento, a Casa Cini a Ferrara, a San Zeno in Monte con l’affresco commissionato per la cappella di S. Giovanni Calabria a Verona. A poca distanza, in vicolo Campeggi, ci sarà il pittore e affreschista Luigi Allegri Nottari, protagonista della scena artistica ravennate.In via Calanco, di fronte alla scuola, lavorerà il bolognese Flavio Favelli, ben noto all’estero con le sue esposizioni alla Maison Rouge di Parigi e al 176 Projectspace di Londra e molto apprezzato anche in Italia, con presenze di rilievo da Roma a Venezia. In via De Amicis sarà all’opera Alberto Goglio, docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e protagonista di mostre personali e collettive dallo spazio Laba (Brescia), al Belskie Museum (New Jersey) e alla Torre Gonzaghesca (Mantova). La designer Roberta Luppi, creatrice di opere monumentali per contesti pubblici e privati, sarà presente con una scultura realizzata proprio per la XXVII Biennale del Muro Dipinto e ospitata nel giardino antistante l’ingressod ella Rocca di Dozza. A Toscanella, vivrà il lavoro di Ferrante Giovannini, artista di Castel Guelfo specializzato nel campo della terracotta e della ceramica, con all’attivo numerose mostre personali e opere monumentali in Italia e all’estero: sarà impegnato nella decorazione del muro della Cassa di Risparmio di Imola – Banca Bpm con un’opera visibile percorrendo via Emilia Ponente. (r.c.)

Il servizio completo e il programma della manifestazione sono su «sabato sera» del 5 settembre

Nella foto un artista al lavoro durante l”edizione 2015 della Biennale

Al via #EmozioniUrbane, sei gli artisti protagonisti dell'edizione 2019 della Biennale del Muro dipinto di Dozza
Cultura e Spettacoli 8 Settembre 2019

Due weekend al sapore di tartufo a Castel del Rio, tante le proposte allo stand dietro palazzo Alidosi

Il tartufo è un fungo ipogeo, cioè che vive sottoterra, appartenente alla famiglia delle tuberacee. Non è un tubero, quindi, ma ne ha la forma. Quello che tutti conoscono, comunque, è il suo sapore buonissimo, capace di esaltare qualsiasi piatto. Sapore che è al centro della Sagra del tartufo che Castel del Rio ospita in questo weekend e il prossimo, 14 e 15 settembre. Due weekend con il gusto organizzati dall’Associazione culturale alidosiana, dal Gruppo sportivo Castel del Rio e dalla Sezione cacciatori Castel del Rio, che vedrà riempirsi di appassionati lo stand che si trova nell’area dietro il palazzo Alidosi.

Tutti pronti a tuffarsi sulla vellutata di patate al tartufo o sui tagliolini al tartufo. Poi ci sono anche i classici tortini, il risotto, i tortellini e i maccheroncini (entrambi conditi anche con la panna), ma anche primi al ragù per chi li preferisse. I secondi annoverano le uova fritte al tartufo, le scaloppine, il roast beef al tartufo e scaglie di grana, la polenta fritta e cacio al tartufo, e la piadina con salsiccia. Immancabili le patate fritte, ma anche il tartufo bianco o nero (gelato) come dessert.

Lo stand gastronomico, al coperto, apre la sera alle 19, oggi domenica anche alle 12. Nell’area della festa ci saranno anche un mercato e un’area con gonfiabili per bambini. In primo piano anche gli spettacoli. Stasera, domenica 8 alle 20.30, arriva la Nearco band. Il prossimo weekend ancora musica con Giovanni Capozio (sabato) e ballo e musica con Le comete di Romagna (domenica).

Informazioni: www.tartufocasteldelrio.eu

Due weekend al sapore di tartufo a Castel del Rio, tante le proposte allo stand dietro palazzo Alidosi
Cultura e Spettacoli 7 Settembre 2019

Tra arte, cibo e tradizioni agricole a Sasso Morelli torna la Festa del contadino organizzata dalla coop Clai

Un insieme di arte, cultura, musica, sport, giochi, laboratori, devozione. Tutto all’insegna della tradizione e con il grande abbraccio dell’enogastronomia che è il punto focale. La Festa del contadino organizzata dalla Clai giunge alla ventinovesima edizione e va in scena a Sasso Morelli, dove la Cooperativa lavoratori agricoli imolesi ha la propria sede, dal 6 all’8 settembre. «Alle soglie della trentesima edizione- spiega Giovanni Bettini, presidente della Clai – si rinnova un appuntamento entrato a pieno titolo nella tradizione del territorio imolese, in Romagna, dove la Cooperativa Agricola è insediata dal 1962 (a Sasso Morelli di Imola, dove c’è la sede storica della Clai con le aziende agricole, il salumificio e il centro direzionale Villa La Babina, mentre nella vicina città di Faenza è dislocato lo stabilimento agro-alimentare di lavorazione delle carni). La Festa del contadino propone il forte radicamento dell’impresa cooperativa attraverso percorsi d’arte, di cultura e di sport che incrociano l’operosità dei soci, dei lavoratori e il gusto dei prodotti Clai».

La festa è partita venerdì 6 settembre con l”inaugurazione, nella chiesa del Morelli di via Correcchio 56, della mostra«Rosa Mystica» a cura di Marco Violi, realizzata all’interno del percorso espositivo «Segni e immagini della devozione popolare» giunto alla XXVI edizione (mostra poi visitabile sabato e domenica dalle 10 alle 20, con ingresso libero). Oggi, sabato 7 settembre, ci si sposta a Villa La Babina: qui alle 21 verrà assegnato il «Premio 100% Italiano» istituito da Clai nel 2016 per conferire un riconoscimento a una personalità o a un’impresa che si è distinta per l’impegno a favore della promozione della cultura e del lavoro in Italia, mentre alle 21.15 si terrà il Galà Lirico che chiude l’Emilia Romagna festival.

Il clou di tutte le iniziative si avrà domani, domenica 8 settembre. Alle 9.30 da Villa La Babina partirà la 2a Campestre Clai, una gara competitiva sulla distanza di 12 km su percorso misto (strada e sterrato) organizzata dall’Asd Atletica Imola Sacmi-Avis, in collaborazione con Clai e Comune di Imola. Ad essa si affiancherà, la passeggiata ecologica di 7 km, organizzata in collaborazione con la Polisportiva di Sasso Morelli che metterà a disposizione docce e spogliatoio. Tutto il ricavato dalle iscrizioni sarà devoluto all’Atletica Imola Sacmi-Avis per le attività educative sportive rivolte ai giovani (info 0542/55711). Sempre domenica, dalle 11.30, apre lo stand gastronomico della polisportiva di Sasso Morelli presso il campo sportivo. Qui,nel pomeriggio, dalle 14.30, ci saranno gare di volley e prove di agility dog e rally-obedience dedicate in particolare ai bambini. Bambini che, dalle 14.30 in piazza d ei Portici, potranno divertirsi anche con il ludobus, il laboratorio di pittura e il truccabimbi.

Piazza dei portici sarà anche ilcentro della festa dei sapori: dalle 11.30 si terrà una mostra mercato con i prodotti tipici delle cooperative agricole del territorio,con il caseificio toscano Faggiola, con Tradizione e sapori di Modena e ci sarà anche un mercatino di artigianato artistico. Dalle 14.30, arriveranno anche il Gruppo polentari di Tossignano e le birre artigianali del birrificio Claterna. La festa dei sapori prevede anche dimostrazioni dell’arte dei norcini e dei maestri salumieri, scuole di cucina, giochi sensoriali, e un banco degustazione con ipanini gourmet e vini il cui acquisto andrà a sostegno della Casa di Accoglienza AnnaGuglielmi di Montecatone. Il tutto accompagnato damusica live. Infine, alle 18 si terrà il 34° Palio dei pigiatori che vedrà uomini, donne e bambini sfidarsi a pigiare a piedi nudi, in grandi tini di legno, le pregiate uve coltivate dai soci della cantina sociale Cavim (iscrizione gratuita ma obbligatoria telefonando al numero 0542/55003). Da non dimenticare che domenica alle 14.30 sarà anche possibile visitare l’antica farmacia Mongardi, in via Correcchio 124, situata nella bella villa che un tempo fu dell’architetto Cosimo Morelli. (

Tra arte, cibo e tradizioni agricole a Sasso Morelli torna la Festa del contadino organizzata dalla coop Clai

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