Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 26 Luglio 2019

Imola Big Band e Claudio “Gallo' Golinelli – IL VIDEO

Grande successo per il concerto dell”Imola Big Band all”hotel “Molino rosso”, con super ospite Claudio “Gallo” Golinelli, bassista di Vasco Rossi. Si replica a Castel del Rio giovedì 2 agosto, nell”ambito della “Festa della musica” che animerà l”estate del paese alidosiano fino al 5 agosto.

Il “Gallo”, dopo aver chiuso la tournée del rocker di Zocca, è protagonista dell”estate 2019 assieme al Gallo Team (in concerto a Faenza mercoledì scorso), con Stef Burns e Will Hunt (sei concerti ad agosto), ma anche come ospite di alcuni concerti della Imola Big Band e di gruppi tributo del Komandante. (r.c.)

tografie di Marco Isola/IsolaPress

Imola Big Band e Claudio “Gallo' Golinelli – IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 25 Luglio 2019

Il Callisto quartet in concerto nel chiostro dell'Osservanza nell'ambito dell'Emilia Romagna Festival

Primo Premio e Medaglia ”Oro del Fischoff Chamber Music Competition 2018, nonchè quartetto in residence a Emilia Romagna Festival 2019. E” il “Callisto quartet” che stasera (25 luglio) alle 21 si esibirà al chiostro del convento dell”Osservanza di Imola nell”ambito dell”Emilia Romagna festival con il Quartetto op. 77 di Franz Joseph Haydn e il Quartetto op. 105 di Antonin Dvoràk. Nato nel 2016 in seno al Cleveland Institute of Music, il Callisto quartet è composto dai violinisti Paul Aguilar e Rachel Stenzel, dalla violista Eva Kennedy e dalla violoncellista Hannah Moses. Il concerto sarà ospitato nel chiostro del convento dell”Osservanza di Imola, facente parte del complesso monumentale dell”Osservanza attualmente in via di restauro. L”ingresso è infatti, ad offerta libera per i restauri del complesso conventuale.

Mercoledì 31 luglio invece, sempre alle 21, Imola ospiterà un ulteriore concerto dell”Erf: nella chiesa di San Domenico si esibirà la Georgian Chamber Orchestra Ingolstadt con il suo direttore Ruben Gazarian e con il clarinettista Darko Brlek. Nella prima parte del concerto saranno eseguiti la delicata Sinfonia in sol maggiore K. 129, composta a Salisburgo dal sedicenne Wolfgang Amadeus Mozart, e il grande Quintetto di Carl Mariavon Weber (1815), un mini concerto per clarinetto con orchestra d”archi, scritto per un ensemble di piccole dimensioni per consentirne più agevolmente l”esecuzione. Weber richiede per questo Quintetto un clarinettista di grandi qualità tecniche, come quelle di Darko Brlek, solista appunto di questa serata. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 luglio

Nella foto il Callisto quartet

Il Callisto quartet in concerto nel chiostro dell'Osservanza nell'ambito dell'Emilia Romagna Festival
Cultura e Spettacoli 24 Luglio 2019

La loggia dei fogliami della Rocca di Dozza, un tesoro d'arte nascosto che è stato riportato alla luce

Un restauro conservativo degli apparati decorativi rinascimentali che ha ridato vita a pregevoli motivi a fogliami e ad ovuli, prima invisibili sotto gli strati accumulatisi nel tempo. Ad esserne oggetto è stata la loggia dei fogliami della Rocca di Dozza: eseguiti da Francesco Savoia e Marcello Pedocchi della BioRes, i lavori sono stati inaugurati venerdì 5 luglio e sono ora ammirabili da tutti i visitatori.

«Questi interventi permettono di rivalutare il nostro ricco patrimonio, riportando alla luce tesori d’arte nascosti – ha affermato il sindaco di Dozza, Luca Albertazzi – rendendo ancora più attrattiva la nostra Rocca in questo momento di forte rilancio turistico e culturale per Dozza; si tratta di una progettualità ampia, di una perfetta sinergia tra pubblico e privato: la campagna di raccolta fondi “Adotta un metro quadro della Rocca’’, legata ai meccanismi di sgravi fiscali dell’Art Bonus, ha permesso ai mecenati privati di valorizzare uno dei monumenti simbolo della nostra comunità: rendiamo merito ai tanti che hanno contribuito, ricordati in tutte le occasioni anche sui canali istituzionali, ed in particolare alla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola».

La loggia dei fogliami si trova nel cortile della Rocca: passato il ponte, si entra nell’atrio-biglietteria, poi si volta a destra e si prosegue appunto fino al cortile. Qui, sulla sinistra, si può ammirare la loggia ora restaurata, detta «dei fogliami» perché caratterizzata da foglie, ulivi e querce decorate. «Lasciare più di quel che si trova è importante – ha commentato Simonetta Mingazzini, presidente della Fondazione Dozza città d’arte – per questo abbiamo sempre tenuto in modo particolare ai restauri, che abbiamo seguito oltre all’organizzazione di eventi in Rocca». (ste.f.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 luglio

Nella foto la loggia dei fogliami della Rocca di Dozza

La loggia dei fogliami della Rocca di Dozza, un tesoro d'arte nascosto che è stato riportato alla luce
Cultura e Spettacoli 23 Luglio 2019

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina

Nella Medicina che fu, oltre un secolo fa, si potevano riconoscere sei quartieri: Migina, l’Usarvènza, al Starlèn, al Chè Lunghi, al Zug Balan e al Baurg, il borgo inferiore o Borgo Paglia. Quest’ultimo era il luogo dei diseredati, operai agricoli e lavoratori poveri, gente «da basto e da galera». I più sfortunati vivevano nei pressi del bucistronzi, l’area un po’ appartata all’aria aperta dove ci si recava per le esigenze fisiologiche, non essendoci servizi igienici nelle case. L’edificio più rappresentativo della zona era il macello vecchio: una bella e imponente costruzione risalente al 1844, progettato dall’ingegnere Angelo Emiliani, che si mostrava in tutta la sua bellezza a chi percorreva la San Vitale da Ravenna verso Bologna, allora poco più di una strada bianca.

Il vecchio macello era soprannominato dai residenti il Norge, molto probabilmente per le dimensioni, mutuate dal dirigibile utilizzato da Umberto Nobile per la trasvolata sul Polo Nord (nel 1928 al seguito aveva proprio un medicinese, il telegrafista Giuseppe Biagi). Al Baurg assunse dignità di borgata vera e propria quando fu costruito, tra il 1910 e il 1911 il caseggiato popolare delle «casenuove», al Ché Novi, anche il macello vecchio fu destinato a edilizia popolare, dopo la costruzione fuori città nel 1925 del macello nuovo. Le «case nuove» erano un grande casamento a forma di ferro di cavallo che nascondeva alla vista il Norge. Il Comune vi alloggiò diverse famiglie bisognose che vivevano in tuguri malsani e vari sfrattati di Portonovo; in tutto 36 nuclei che,indipendentemente dal numerodei componenti, avevano a disposizione solo una camera e una cucina, i servizi igienici (quattro gabinetti e due lavanderie) erano in comune al centro del cortile. Attorno alla “piazatta”, oggi piazza Cuppini, botteghe, l’osteria, la chiesa, tutto quello di cui una piccola città nella città poteva avere bisogno.

Nella foto: il macello vecchio e il “Baurg” visto dalla San Vitale in un”antica cartolina

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina
Cultura e Spettacoli 22 Luglio 2019

Per la rassegna «Freschi di stampa» approda alla Bim «Fuoco al cielo», romanzo della scrittrice Viola Di Grado

Tamara e Vladimir vivono a Musljumovo, remoto villaggio al confine con la Siberia, tra caseggiati in rovina e fabbriche abbandonate, una città segreta, luogo sinistro da cui era vietato uscire e comunicare con l’esterno, al centro di tre catastrofi nucleari negli anni ‘50 e ‘60. Sono i protagonisti di «Fuoco al cielo», romanzo di Viola Di Grado edito da “La nave di Teseo”, che sarà presentato martedì 23 luglio alle 21 nel giardino della biblioteca di Imola nell’ambito di «Freschi di stampa». «Vladimir, infermiere di buona famiglia, è arrivato da Mosca, scegliendo di prendersi cura di chi non ha niente, delle persone dimenticate dal mondo – si legge nella presentazione della serata-. Tamara, insegnante, è invece nata e cresciuta nel villaggio, e abituata a pensare che ogni cosa sia destinata a contaminarsi e guastarsi velocemente. Incontrandosi, i due vengono sorpresi da una passione totalizzante che si appropria di ogni pensiero, e accende un bagliore salvifico persino liì, nel luogo più radioattivo del pianeta, in mezzo ai resti di una natura satura di veleno.

Questo sentimento così tenace, che sembra schermarli dalle insidie del reale, li rafforza e li divora al tempo stesso, finché un evento prodigioso arriverà a sconvolgere le loro vite e le loro certezze. Ispirato a un fatto di cronaca che ha disorientato il mondo, «Fuoco al cielo» racconta del male ubiquo che appartiene alla Storia ma che si rintana anche all’interno di ogni amore assoluto: perché la “città segreta” non è solo un luogo reale di distruzione e segregazione, ma anche il nodo più intimo e pericoloso di ogni relazione, dove i confini tra il sé e l’altro si confondon oe può bastare una parola, un gesto, un grumo di silenzio per far crollare ogni cosa o metterla per sempre in salvo». Viola Di Grado è l’autrice di «Settanta Acrilico Trenta Lana» (2011), vincitore del premio Campiello Opera Prima e del premio Rapallo Carige Opera Prima e finalista all’Impac Dublin Literary Award, e di «Cuore Cavo» (2013), finalista al Pen Literary Award. Ha vissuto a Kyoto, Leeds e Londra, dove si è laureata in Filosofia dell’Asia orientale. I suoi libri sono tradotti In otto Paesi. (r.c.)

Per la rassegna «Freschi di stampa» approda alla Bim «Fuoco al cielo», romanzo della scrittrice Viola Di Grado
Cultura e Spettacoli 20 Luglio 2019

In corso l'Imola Summer Piano Academy and Festival al quale partecipa anche la Portland Mys Orchestra

Due settimane con duecento allievi provenienti da ventisei nazioni che studiano con ventisette docenti in lezioni individuali e che la sera si esibiscono anche. È l’Imola Summer Piano Academy and Festival che l’Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola organizza per l’ottava edizione e che è in corso fino al 30 luglio. Gli allievi arrivano da Cina, Giappone, Australia, Portogallo, Norvegia, Costa Rica… solo per citare alcune nazioni. E a loro si uniscono gli ottantaquattro orchestrali della Portland Metropolitan Youth Symphony Orchestra diretta da Raul Gomez, che rimarrà in città cinque giorni come ospite «in residence», animando sessioni di prove orchestrali diurne e concerti serali con i solisti dell’Accademia.

La Metropolitan Youth Symphony è stata fondata nel 1974 da Lajos Balogh con sedici musicisti d’archi, crescendo velocemente fino a disporre di trentacinque elementi per la loro prima performance nel 1975. Fondata sull’idea che lo studio della musica sia parte integrante dello sviluppo di un giovane, la Mys ha contribuito allo sviluppo musicale di più di diecimila musicisti, ha organizzato centinaia di concerti per giovani artisti in tutto il Nord-Ovest degli Stati Uniti, ha organizzato concerti di sensibilizzazione per migliaia di studenti in scuole carenti di mezzi di promozione, ha sostenuto finanziariamente ogni musicista bisognoso, ha sviluppato una rete di supporto volontario che incorpora più di cento persone con differenti ruoli e attitudini. Attualmente, nel quarantaquattresimo anno di attività, include più di cinquecento giovani dividendoli in quattordici formazioni, tra le quali orchestre, band, ensemble jazz e percussioni.

La Metropolitan Youth Symphony si esibirà nei concerti serali al teatro dell’Osservanza da oggi sabato 20 a martedì 23 luglio. Oggi con loro ci saranno i pianisti André Gallo e Igor Roma, domani domenica 21 i giovani talenti che studiano durante il giorno, il 22 la pianista Daisy Sun, il23 il violinista Ted Walton. Tra gli altri concerti serali in programma, ricordiamo i «Brilliant talents» il 24 e 26 luglio, giovedì 25 si terrà «A saxophone journey», sabato 27 il concertista cinese Tan Xiaotan si esibirà in un recital al pianoforte con una scelta di Sonate di Beethoven, domenica 28 toccherà al Kelly Joyce Trio. Tutti questi concerti si terranno alle 21.30 al teatro dell’Osservanza.

Lunedì 29 luglio alle 17 alla Rocca ci sarà la finale del Premio Città di Imola e del «Premio al talento Florence Daniel Marzotto» che vedono in palio un montepremi di 20.000 euro offerti da istituzioni, privati cittadini, e da Veronica e Dominique Marzotto in ricordo della contessa Florence. Alle 21.30 al teatro dell’Osservanza i Khorakhanè si esibiranno in un omaggio a DeAndré. Martedì 30, infine, sempre alle 21.30 al teatro dell’Osservanza, si terrà la premiazione con il concerto dei vincitori.Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. (r.c.)

Nella foto la Metropolitan Youth Symphony Orchestra

In corso l'Imola Summer Piano Academy and Festival al quale partecipa anche la Portland Mys Orchestra
Cultura e Spettacoli 19 Luglio 2019

All'Emilia Romagna Festival protagonisti gli archi: a Castel San Pietro la violinista Gibboni e il violoncellista Giovannini

Saranno i vincitori della XXI Rassegna musicale Migliori Diplomati d’Italia dei Conservatori e degli Istituti Musicali Pareggiati dell’anno accademico 2016/17 di Castrocaro Terme e Terra del Sole ad inaugurare la sezione «Primo premio!» dell’Emilia Romagna festival, nata per dare spazio ai giovani talenti. La violinista Annastella Gibboni e il violoncellista Luca Giovannini si esibiranno venerdì 19 luglio alle 21 nella chiesa del Crocifisso di Castel San Pietro. I due musicisti daranno vita ad un programma che inizia con l’Introduzione e le Variazioni in sol maggiore per violino solo sul tema «Nel cor più non mi sento» scritte da Paganini su un’aria tratta da La Molinara di Paisiello e prosegue con la Suite in re minore per violoncello solo di Gaspar Cassadò. Continueranno con le sei Sonate per violino solo, improntate al modello bachiano e composte da Eugène Ysaÿe nel 1923. Quindi toccherà alla Sonata per violoncello solo di György Ligeti composta tra il 1948 e 1953 e, in conclusione,alla Sonata in Do maggiore per violino e violoncello di Maurice Ravel che vide la luce a Parigi nel 1922. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti.

Giovedì 25 luglio alle 21, l’Emilia Romagna festival arriva invece al chiostro del convento dell’Osservanza con un altro concerto della rassegna «Primo premio!». Ad esibirsi sarà il Callisto quartet, con Paul Aguilar e Rachel Stenzel ai violini, Eva Kennedy alla viola e Hannah Moses al violoncello. Il quartetto, che ha vinto il primo premio e la medaglia d’oro alla Fischoff Chamber Music Competition 2018, eseguirà il Quartetto per archi op.77 n. 1 di Franz Joseph Haydne il Quartetto per archi n. 14 in la bemolle maggiore op. 105 di Antonín Dvorák. L’ingresso è ad offerta libera destinata ai restauri del complesso conventuale. (r.c.)

Nelle foto a sinistra la violinista Annastella Gibboni e a destra il violoncellista Luca Giovannini

All'Emilia Romagna Festival protagonisti gli archi: a Castel San Pietro la violinista Gibboni e il violoncellista Giovannini
Cultura e Spettacoli 17 Luglio 2019

Per l'Emilia Romagna Festival «Richard Galliano & Friends» alla Rocca Sforzesca di Imola

Un concerto che sarà ricordato. Mercoledì 17 luglio alle 21.30, l’Emilia Romagna festival porterà in scena all’interno della Rocca Sforzesca di Imola «Richard Galliano & Friends», frutto della collaborazione di Erf con Galliano che sarà sul palco insieme al flautista Massimo Mercelli e al quintetto de “I Solisti Aquilani”. Virtuoso della fisarmonica e del bandoneon, Galliano si muoverà con gli altri musicisti tra la musica del passato e quella del presente.

Il programma della serata si apre con “Contrafactus” (2000) per flauto e archi di Giovanni Sollima. «Il titolo si riferisce alla prassi medioevale della contraffazione – spiega il comunicato stampa dell’evento – e il brano, basato su un frammento della venticinquesima variazione delle “Goldberg” di Bach, trae ispirazione dalla lettura del geniale saggio “Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante” (Adelphi) del filosofo Douglas Hofstadter». La serata proseguirà con l’esecuzione di “Jade”, per flauto, fisarmonica e archi, scritto da Richard Galliano su commissione Erf, e dedicato – come Contrafactus – a Massimo Mercelli. Scritto pensando alla volubilità del flauto, il concerto è modellato sul virtuosismo e sul suono affascinante del suo primo interprete e dedicatario.

Dice Galliano: «Il primo movimento è un valzer New Musette, tinto di jazz e di swing. Il secondo, una pavana – metamorfosi di un’antica danza di corte -, esplora il suono soave del flauto basso e l’evocazione poetica di una malinconica melodia parigina. Immaginiamo sullo sfondo le più suggestive vedute di Parigi: Montmartre, le rive della Senna. Il terzo è un movimento perpetuo alla maniera del chorinho (un genere della musica strumentale tradizionale brasiliana) che sfrutta appieno sia il virtuosismo sia il ritmo, e mette in luce tutti i possibili dialoghi tra il flauto e gli archi. Jadeè un’ode alla gioia di vivere, all’allegria, alla felicità».

Seguirà un altro brano del compositore francese, “Opale” per fisarmonica e orchestra d’archi e quindi il celebre concerto L”estate per violino e archi di Vivaldi e lo scattante Tango pour Claude per fisarmonica e orchestra d’archi, sempre di Galliano. Chiuderà la serata l’Oblivion di Astor Piazzolla nella sua declinazione per fisarmonica e archi.

Richard Galliano è uno dei più grandi ed eclettici fisarmonicisti di tutti i tempi, capace di spaziare in ogni genere musicale. Massimo Mercelli, flautista internazionale e direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival, oltre ai numerosi premi, vanta importanti dediche e collabo-razioni con i maggiori compositori. I Solisti Aquilani, nati nel 1968 sotto la guida di Vittorio Antonellini, eseguono un ampio repertorio, che spazia in diverse epoche musicali, da quella pre-barocca alla musica contemporanea. (r.c.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 luglio

Nelle foto da sinistra Richard Galliano e Massimo Mercelli

Per l'Emilia Romagna Festival «Richard Galliano & Friends» alla Rocca Sforzesca di Imola
Cultura e Spettacoli 16 Luglio 2019

L'«Antica fiera di luglio» ha visto il debutto ufficiale a Medicina di Monica Zaccherini come presidente della Pro Loco

Monica Zaccherini è il nuovo presidente dell’associazione Pro Loco di Medicina, nonché primo presidente in rosa. Eletta lo scorso 13 maggio dall’assemblea dei soci, Zaccherini è una medicinese di 48 anni già nota all’associazione per gli anni come volontaria. «Ho iniziato con il Barbarossa, evento clou del calendario di Medicina – racconta – ma negli ultimi anni mi sono avvicinata anche all’organizzazione degli altri eventi del territorio».

L’Antica fiera di luglio, che si è svolta dal 12 al 14 luglio, è stata di fatto il suo primo evento come presidente dell’associazione e già si vede il suo contributo originale. «Da qualche mese mi sto occupando di potenziare la comunicazione sui social dell’associazione per dare ai nostri eventi una maggiore visibilità – spiega -. Ora inizieremo a lavorare per la prossima edizione del Barbarossa e non sono escluse novità», anticipa con entusiasmo. Insieme a Zaccherini fanno parte del nuovo direttivo della Pro Loco medicinese altri otto membri: il vice-presidente Amerigo Setti, il tesoriere Alice Cristallini, il segretario Stefano Baricordi e i consiglieri Mattia Casamenti, Rossano Contato, Ercole Garelli, Mariano Grassia e Nicola Zucchini. (mi.mo.)

Nella foto la neo presidente della Pro Loco di Medicina Monica Zaccherini

L'«Antica fiera di luglio» ha visto il debutto ufficiale a Medicina di Monica Zaccherini come presidente della Pro Loco
Cultura e Spettacoli 16 Luglio 2019

I talenti del pianoforte in città per l'Imola Summer Piano Academy and Festival

«Un festival che è unico perché è anche una scuola dove il culto dell’eccellenza, della qualità e del rigore è mantenuto all’estremo. Pochi in Europa possono dire di essere coerenti con la qualità, l’internazionalità e il radicamento nel territorio come l’Accademia, che porta il nome di Imola in tutto il mondo». Così Corrado Passera, presidente dell’Accademia pianistica «Incontri col maestro» di Imola, introduce l’Imola Summer Piano Academy and Festival che l’ente di alta formazione e specializzazione musicale con sede alla Rocca organizza per l’ottava edizione, e che si terrà da oggi al 30 luglio.

Due settimane durante le quali duecento allievi provenienti da ventisei nazioni studieranno con ventisette docenti in lezioni individuali che pertanto portano le ore complessive di insegnamento a seicento. Se questo avviene durante il giorno, la sera gli stessi allievi, i docenti e ospiti di prestigio daranno vita a concerti al teatro dell’Osservanza (ingresso gratuito per tutti, fino ad esaurimento dei posti disponibili). Cina, Giappone, Australia, ma anche Kazakhistan, Malesia e Costa Rica sono solo alcuni dei Paesi da cui provengono i giovani talenti che parteciperanno al festival. Inoltre, arriveranno in città gli ottantaquattro orchestrali della Portland Metropolitan Youth Symphony Orchestra diretta da Raul Gomez.

E se tutti vogliono venire all’Accademia di Imola, la ragione sta nella qualità dimostrata in trent’anni di vita dall’Accademia: «Non ci sono nostri allievi che non lavorano – conferma Franco Scala, fondatore e direttore -: noi diamo le competenze per trovare un lavoro nel mondo della musica, grazie all’attenzione che poniamo al talento, degli allievi e degli insegnanti. Questo rimanendo sempre legati alla nostra città, tanto che il festival, ad esempio, è un’importante opportunità di indotto per Imola».

L’inaugurazione dei concerti dell’Imola Summer Piano Academy and Festival avverrà, come detto, questa sera alle 21.30 al teatro dell”Osservanza con il pianista Alessandro Taverna, allievo diplomato in Accademia, pluripremiato a livello internazionale ed oggi tra i concertisti più acclamati della sua generazione. Il 17 luglio alle 21.30 il Silent Wifi Concert® porta al Museo di San Domenico con il pianista Andrea Vizzini: il pubblico potrà ascoltare la musica dal vivo tramite cuffie wifi durante una visita ai musei di San Domenico.Il 18 luglio si esibirà il duo con Giovanni Puddu alla chitarra e Ksenia Mylas al violino, mentre il 19 toccherà al violinista Sebastian Czaja, accompagnato da Aleksander Kistowski al pianoforte per un concerto realizzato in collaborazione con il Music Festival & Master Class di Pila in Polonia. Dal 20 al 23 luglio sul palco del teatro dell’Osservanza si esibirà la Metropolitan Youth Symphony, orchestra giovanile statunitense di ottantaquattro elementi, diretta da Raul Gomez. Il 20 con loro ci saranno i pianisti André Gallo e Igor Roma, il 21 i giovani talenti che studiano durante il giorno, il 22 la pianista Daisy Sun, il 23 il violinista Ted Walton. «Brilliant talents» in concerto anche il 24 e 26 luglio. Giovedì 25 si terrà «A saxophone journey», sabato 27 il concertista cinese Tan Xiaotan si esibirà in un recital al pianoforte con una scelta di Sonate di Beethoven, domenica 28 toccherà al Kelly Joyce Trio. Tranne quello del 17, tutti questi concerti si terranno alle 21.30 al teatro dell’Osservanza.

Lunedì 29 luglio alle 17 alla Rocca ci sarà la finale del Premio Città di Imola e del «Premio al talento Florence Daniel Marzotto» con partecipazione del pubblico alle votazioni. In palio un montepremi di 20.000 euro offerti da istituzioni, privati cittadini, e da Veronica e Dominique Marzotto in ricordo della contessa Florence. Alle 21.30 al teatro dell’Osservanza i Khorakhanè si esibiranno in un omaggio a De André. Martedì 30, infine, sempre alle 21.30 al teatro dell’Osservanza, si terrà la premiazione con il concerto dei vincitori.

Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Nella foto, di Isolapress, Igor Roma e André Gallo al festival 2018 (i due pianisti si esibiranno anche quest’anno)

I talenti del pianoforte in città per l'Imola Summer Piano Academy and Festival

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