Cronaca

Cronaca 22 Ottobre 2018

Controlli dei carabinieri sul territorio, inseguita una banda di malviventi a Dozza

Weekend di controlli sul territorio per i carabinieri della Compagnia di Imola che hanno prestato una particolare attenzione per quelle strade ad alta percorrenza come la via Emilia e la Selice. In totale sono state circa duecento le persone identificate e un centinaio le auto ispezionate.

Ieri notte a Toscanella, durante uno di questi posti di controllo, i militari della stazione di Dozza si sono imbattuti in una banda di malviventi che si trovava a bordo di una Seat Ibiza. La pattuglia ha intimato l’alt alla vettura che stava transitando sulla via Emilia in direzione Bologna ma il conducente, alla vista del dispositivo, ha accelerato improvvisamente, costringendo il carabiniere a scansarsi per evitare l’impatto.

I due militari, a quel punto, sono saliti sulla gazzella e si sono messi all’inseguimento dell”auto, raggiungendola in meno di un chilometro. Alla vista dei lampeggianti il malvivente alla guida deve essersi spaventato tanto da frenare di colpo, prima di fuggire a piedi insieme agli altri passeggeri incappucciati. La banda alla fine è riuscita a dileguarsi, ma il veicolo è stato recuperato e sarà restituito al legittimo proprietario che ne aveva denunciato il furto la scorsa settimana ai carabinieri di Imola.

d.b.

Nella foto: il servizio di pattugliamento dei carabinieri nel weekend

Controlli dei carabinieri sul territorio, inseguita una banda di malviventi a Dozza
Cronaca 22 Ottobre 2018

Centro storico, tra i progetti del Comune un festival di musica techno. E per gli uffici traslochi in vista

Rilanciare il centro storico imolese, che da tempo lotta con la chiusura negozi e non solo, non è impresa facile. Come ogni anno, di recente la Giunta imolese ha preparato un progetto (il titolo è Imola# centro storico# il fulcro della città che vive#) condiviso con le associazioni di categoria per ottenere un cofinanziamento regionale per valorizzare il commercio nel cuore della città.

Tra il 2019 e il 2020 il Comune di Imola ha previsto varie azioni per complessivi 80 mila euro, dei quali fino all’80% potrebbero essere finanziati dalla Regione. «Speriamo di ottenere questo contributo, ma sul centro storico è ovvio che dobbiamo puntare comunque» dice il vicesindaco e assessore al Commercio, Patrik Cavina.

Rispetto al progetto abbozzato dalla precedente Giunta è stata incrementata molto la cifra dedicata alla promozione e realizzazione di eventi (da 30 a 51 mila euro) e alla comunicazione (da 15 a 20 mila), mentre sono spariti i 25 mila euro per imbastire il restyling de «Il Borghetto» sulla falsariga del «Mercato delle Erbe» di Bologna voluto dall’ex assessore Pierangelo Raffini. «L’area de “Il Borghetto” è poco utilizzata e l’anno prossimo dovremo ragionare con il Consorzio dei commercianti, ai quali scade il contratto d’affitto il 31 dicembre del 2019 – risponde Cavina -. Per il momento, però, vogliamo puntare sulla comunicazione soprattutto via Internet e con i social network degli eventi che già sono in programma, a partire dal Baccanale di novembre, che abbiamo pubblicizzato anche sulle riviste dei camperisti e per il quale abbiamo aperto una pagina su Instagram per i video. Per l’anno prossimo, invece, stiamo valutando alcune modifiche, ad esempio portare sotto i portici il Banco d’assaggio dei vini e dei prodotti enogastronomici che oggi si tiene al museo di San Domenico».

Oltre a ripensare alcuni eventi già collaudati c’è anche l’intenzione di lavorare a nuovi? Si vociferava di un festival della musica techno…
«Quella del festival è una possibilità più che concreta sulla quale stiamo lavorando, non per sostituire, ma per implementare un evento collaudato come Imola in Musica, mettendo in rete l’autodromo, If, Iat e Comune. Inoltre, stiamo lavorando per coinvolgere maggiormente i giovani. Ad esempio, a Carnevale vorremmo organizzare una festa un sabato sera e vedremo se anche per Halloween si riuscirà a fare qualcosa. Ciò non toglie che ciò che è stato fatto finora, ad esempio Sfujaréia e Lom a merz in collaborazione con la Pro loco, vadano bene e debbano rimanere, ma serve anche altro. Il centro storico deve essere il cuore pulsante della città, ma risente molto dei centri commerciali».

In centro ci sono anche tante vetrine vuote e negozi sfitti.
«Il loro monitoraggio è interessante, ma, come ho detto, la cosa che ora ci preme maggiormente è comunicare e promuovere ciò che facciamo, per richiamare turisti da fuori».

Ci sono anche locali di proprietà del Comune vuoti da tempo o comunque usati solo come negozi temporanei, vedi gli ex bar Bacchilega, Parigi e Colonne sotto l’Orologio. Per il primo c’è un accordo con la società Sirio (che già gestisce l’Opera Dulcis in piazza Matteotti, ndr) per aprire un nuovo bar, ma per gli altri due?
«Vorremmo spostare lo Iat dalla galleria in piazza Gramsci dove si trova oggi perché non è molto visibile e i nostri locali in via Mazzini o in via Appia sotto al municipio potrebbero andare bene. Inoltre, entro la fine del 2019 vogliamo riportare gli uffici comunali in centro».

Nella pratica cosa significa?
«Vogliamo spostare in via Cogne gli uffici di Area Blu che oggi sono nella torre di via Lambertini e per i quali viene pagato un affitto annuo di 160 mila euro. Parallelamente, vogliamo traslocare da via Cogne in centro il servizio Pianificazione urbanistica ed edilizia e ragionare sugli uffici associati del circonda-rio che si trovano lì, come i sistemi informativi e i tributi».

In centro dove verrebbero spostati considerando che il palazzo nuovo, ossia l’ala del municipio che affaccia su via Appia, sarà oggetto di ristrutturazione?
«Principalmente pensiamo di sfruttare meglio gli spazi in piazza Gramsci e via XX Settembre del palazzo del Fascio (dove ha sede anche l’ufficio di Cavina, ndr). Siamo in attesa di una risposta dal Demanio, che ha la proprietà di alcuni locali al piano terra tra cui l’ex bar Chicco d’oro e altre tre vetrine, sui quali l’Agenzia delle Entrate ha diritto di prelazione e sta valutando se spostare lì il front office, risolvendo il problema della salita per i disabili. In base alla risposta, valuteremo di prendere in affitto alcuni spazi o a piano terra o quelli che libererà l’Agenzia delle Entrate all’interno del palazzo. Sicuramente, prima che inizino i lavori sul palazzo nuovo, dovremo spostare in piazza Gramsci i gruppi consiliari. Qualunque sarà la soluzione, riportare gli uffici in centro aiuterebbe a rivitalizzarlo e a far percepire certe zone più sicure». (gi.gi.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto il vicesindaco e assessore al Commercio Patrik Cavina

Centro storico, tra i progetti del Comune un festival di musica techno. E per gli uffici traslochi in vista
Cronaca 22 Ottobre 2018

Uno studio dell'Istituto Ramazzini sui ratti conferma il legame tra le onde elettromagnetiche e l'aumento dei tumori

L’istituto Ramazzini ha da poco concluso uno studio sugli effetti delle onde prodotte da ripetitori e trasmettitori di telefonia mobile. I risultati sono stati esposti venerdì 28 settembre a San Lazzaro in una conferenza promossa da centro sociale Malpensa, Legambiente e associazione San Lazzaro in transizione. L’esito del lavoro, anticipato nei mesi scorsi, è diventato di attualità in quanto si è appena conclusa l’asta delle radiofrequenze che porterà nelle casse dello Stato la cifra record di oltre 6,55 miliardi di euro, sborsati dalle principali società di telefonia.

Lo studio del Ramazzini esamina gli effetti delle frequenze su cui viaggiano le conversazioni e i messaggi dei nostri cellulari, wifi incluso, in particolare la nuova tecnologia 5G. «Tra i nostri obiettivi c’è la divulgazione dei numeri e delle buone pratiche per proteggere la nostra salute – spiega Andrea Vornoli, ricercatore del Ramazzini, 32 anni, che ha lavorato sia in Italia che negli Stati Uniti –. In attesa che «la Iarc (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ndr) riveda le sue posizioni sui danni causati dall’esposizione ai campi elettro-magnetici».

L’esito dello studio riapre un controverso dibattito sulla salute pubblica: i cellulari possono generare il cancro? «Sui topi i dati lasciano pochi dubbi» affermano i ricercatori del Ramazzini. Due gli studi che li hanno convinti. Il primo, svolto negli Stati Uniti dal National Toxicology Program (Ntp), il secondo, a suffragio dei risultati americani, eseguito in Italia dal Ramazzini, che a Bologna ha tre sedi: il poliambulatorio di via Libia, il centro clinico di prevenzione oncologica di Ozzano, che tra le altre cose offre visite di prevenzione oncologiche gratuite per gli over 65, e un centro di ricerca presso il castello di Bentivoglio.

Il succo della ricerca si trova nei risultati dei due studi, americano e italiano. Sebbene le cavie statunitensi sono state esposte a radiofrequenze mille volte superiori a quelle della prova svolta dal Ramazzini, «i ratti si ammalano, nei due continenti, dello stesso tumore».

Nello studio italiano circa 2.500 ratti sprague-dawley, quelli più usati negli studi clinici, sono stati esposti a radiazioni gsm con una frequenza di 1.8 gigahertz (Ghz), ossia quella delle antenne per la telefonia mobile. L’esposizione è stata di 19 ore al giorno per tutta la loro vita, dalla gravidanza delle madri fino alla loro morte, con dosi identiche a quelle cui siamo esposti noi quotidianamente. L’indagine italiana ha valutato l’impatto generale delle radiazioni ambientali, mentre gli americani hanno verificato gli effetti di quelle emesse dai cellulari posizionati a poca distanza da specifici tessuti.

Entrambe le ricerche hanno osservato nei ratti maschi un aumento nell’incidenza dell’1,4% di rari schwannomi maligni, tumori che colpiscono le cellule nervose cardiache, mentre nelle femmine quello di gliomi maligni al cervello. In entrambi i sessi è stata osservata anche l’iperplasia delle cellule di Schwann, che sono nel sistema nervoso periferico. Un caso, dunque, che due studi sui ratti sottoposti a onde elettromagnetiche abbiano generato gli stessi risultati? I ricercatori sono convinti di no. «Sulla base dei risultati comuni – ha spiegato Vornoli– riteniamo che la Iarc debba rivedere la classificazione di radiofrequenze, da “possibili” cancerogeni, come definite finora, a “probabili”». (ti. fu.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Uno studio dell'Istituto Ramazzini sui ratti conferma il legame tra le onde elettromagnetiche e l'aumento dei tumori
Cronaca 22 Ottobre 2018

Travolto mentre attraversa la strada, muore 72enne a Imola

Un incidente mortale si è verificato ieri sera, intorno alle 19.15, in via Montericco a Imola, nei pressi della casa di riposo. A perdere la vita è stato Michele Gentilini, 72enne pensionato imolese che, secondo le prime ricostruzioni, pare stesse attraversando la strada proprio nel momento in cui sopraggiungeva una Mercedes Classe A guidata da una 25enne di Riccione che viaggiava in direzione centro.  

L”impatto che ne è derivato è stato violento, come si evince dalla rottura del parabrezza del veicolo a seguito della collisione, con l”uomo che poi è caduto rovinosamente a terra perdendo la vita sul colpo a causa dei traumi subiti.

A nulla sono valsi, infatti, i soccorsi degli operatori del 118 accorsi subito sul luogo dell”incidente, mentre la conducente dell”auto è rimasta illesa. Sul posto è intervenuta anche la polizia municipale che ha dovuto interrompere la circolazione nel tratto di strada interessato per il tempo necessario a recuperare la salma e svolgere tutti gli accertamenti necessari. (d.b.)

Nella foto (Isolapress): il luogo dell”incidente e la Mercedes Classe A coinvolta

Travolto mentre attraversa la strada, muore 72enne a Imola
Cronaca 22 Ottobre 2018

Viabilità Castel San Pietro, approvati i sensi unici in via Tosi e in via Tanari. In arrivo anche due ciclabili

L’Amministrazione castellana aggiunge un nuovo tassello al progetto di riordino della viabilità e in particolare della mobilità ciclabile, approvando l’istituzione del senso unico in via Tosi e in un breve tratto di via Tanari e realizzando due nuove piste ciclabili che si aggiungono alla lista delle opere realizzate per promuovere la mobilità sostenibile. «Sono tutti interventi strategici, di cui il capoluogo ha bisogno» commenta il sindaco riguardo i diversi progetti, inclusa la contestata rotonda prevista tra le vie Marconi e Scania, che vedrà la luce nel 2019.

Di prossima realizzazione, come detto, sono due nuovi tratti di ciclabili: uno nelle vie Colombarina (dall’incrocio con via Grandi fino a via Scania) e Grandi di raccordo ai tratti già realizzati, l’altro sulle vie Tanari (dal lato del convento dei frati,che si collega con l’esistente pista in via Viara) e Tosi, che si unisce con il percorso ciclopedonale che dal Giardino degli Angeli porta in via Moro. In entrambi i casi si tratta di piste ciclopedonali disegnate con la sola segnaletica orizzontale (la classica striscia gialla), quindi senza elementi a protezione. Per questo nelle quattro strade interessate verrà istituito il limite di circolazione a 30 chilometri orari. Via Grandi, tra l’altro, già da oltre un anno è diventata zona a traffico limitato con accesso consentito solo ai residenti per l’elevato traffico che si concentrava in certi orari.

La decisione è stata presa anche considerando i rilievi effettuati dal 24 al 31 gennaio 2017 da Area Blu, dai quali è emerso che su via Tanari circolano mediamente nelle due direzioni 3.520 veicoli e che il traffico giornaliero medio nelle ore diurne (dalle ore 6 alle 20) è di 223 veicoli all’ora, mentre sulla via Grandi circolano 1.393 veicoli al giorno, con punte di 190 veicoli ogni ora al mattino. Le ciclabili non sono l’unica modifica. La nuova pista che verrà realizzata lungo via Tosi e via Tanari, infatti, porterà con sè due nuovi sensi unici, uno su via Tosi (in direzione del cimitero) e uno su via Tanari, nel tratto compreso tra le vie Viara e Risorgimento (si potrà andare soltanto da via Viara verso via Risorgimento).

Una scelta che sta facendo discutere. «E’ una decisione obbligata dalla larghezza ridotta delle strade, che a doppio senso non avrebbero permesso la realizzazione delle ciclabili, ma anche una scelta per la sicurezza dell’intersezione fra le vie Viara e Tanari, dove il muro del convento dei frati impedisce una buona visibilità» motiva l’assessore alla Mobilità, Tomas Cenni. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Nella foto l”imbocco su via Tanari che diventerà a senso unico

Viabilità Castel San Pietro, approvati i sensi unici in via Tosi e in via Tanari. In arrivo anche due ciclabili
Cronaca 22 Ottobre 2018

Il Comune di Castel San Pietro ha deciso: una rotonda al posto del semaforo all'incrocio tra via Scania e via Marconi

Il semaforo all’incrocio tra via Scania e via Marconi, a fianco della biblioteca, verrà sostituito da una rotonda. E’ questa l’intenzione dell’Amministrazione castellana per risolvere il problema del gran numero di veicoli che, specie in certe fasce orarie, passano in quel tratto.

«Si creano delle lunghe code e i dati in nostro possesso ci dicono che la rotatoria è un intervento imprescindibile e determinante per la viabilità di tutto il capoluogo e per l’abbattimento dello smog causato dalla presenza dell’impianto semaforico in prossimità delle abitazioni» motiva il sindaco, Fausto Tinti, rispondendo anche ai circa 400 che hanno aderito alla raccolta firme promossa da alcuni cittadini che chiedono di ripensare l’intervento evitando, tra le altre cose, di stravolgere il giardino di via Volturno e di abbattere alcuni alberi per far spazio alla nuova rotonda. Al posto di quest’opera, secondo i firmatari, basterebbe mantenere il semaforo e inviare un vigile negli orari di punta, in particolare al mattino.

Stando ai dati raccolti da Area Blu nella giornata del 25 maggio 2016, da quell’incrocio sono passati 1.696 veicoli dalle ore 7 alle 9, 1.289 mezzi dalle 12 alle 14 e, infine, altri 1.974 dalle 17 alle 19, per un totale quindi di quasi 5.000 veicoli solo nelle tre fasce orarie considerate. Ergo, il Comune è intenzionato ad andare avanti con il progetto.

Per quanto riguarda l’intervento, «in settembre abbiamo inviato il progetto preliminare alla Soprintendenza per ottenere l’autorizzazione e ora hanno 60 giorni di tempo per darci la risposta – aggiorna Tinti -. Questa autorizzazione serve perché prevediamo l’abbattimento di alcuni alberi e il passaggio di un pezzo di nuova pista ciclabile all’interno del giardino di via Volturno».

Sugli alberi in particolare, l’assessore all’Ambiente, Tomas Cenni, aggiunge: «E’ previsto l’abbattimento di quattro platani che, come di prassi, verranno sostituiti da altrettante piante posizionate altrove nel territorio comunale. Non toccheremo invece i cedri del libano davanti alla biblioteca, che sono i più belli e d’impatto in quell’area». (gi.gi.)

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Nella foto l”incrocio Scania-Marconi

Il Comune di Castel San Pietro ha deciso: una rotonda al posto del semaforo all'incrocio tra via Scania e via Marconi
Cronaca 21 Ottobre 2018

L'istituto Alberghetti brilla alle Olimpiadi italiane di informatica: tre studenti in finale e due medaglie vinte

Quando si parla di Olimpiadi dell’informatica, una competizione tra studenti, individuale e a squadre, nella quale si debbono risolvere problemi complessi con la programmazione informatica associata alla logica, ci sarebbe da stupirsi se gli studenti dell’istituto Alberghetti non fossero presenti in buon numero e non portassero a casa qualche medaglia. Questo è, almeno, ciò a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, come si vede dalla scheda in questa pagina.

Dopo il quarto posto alle Olimpiadi internazionali a squadre di fine primavera in Romania, anche l’ultima prova effettuata, l’Olimpiade nazionale individuale, che si è svolta a Campobasso dal 13 al 15 settembre scorsi, ha gratificato i tre studenti del Liceo scientifico delle scienze applicate, Michael Chelli, Filippo Selvatici ed Eugenio Tampieri, con una medaglia d’oro e una d’argento.

«Siamo partiti in treno, accompagnati da una responsabile dell’Aldini Valeriani di Bologna – racconta Eugenio Tampieri di V C – assieme a noi ci doveva essere anche un altro studente, non imolese, che però non si è presentato. La partecipazione è stata gratuita, ci hanno rimborsato anche il costo dei biglietti del treno e dell’autobus. Per essere ammessi alla gara nazionale abbiamo dovuto superare le selezioni territoriali; dall’Emilia Romagna ne sono stati ammessi 6, di cui metà erano della nostra scuola. Le selezioni sono servite a individuare 83 partecipanti, a cui si sono aggiunti i vincitori delle Olimpiadi di matematica e sei che hanno frequentato i corsi per l’ammissione alle Olimpiadi internazionali di informatica».

La gara di Campobasso prevedeva la soluzione di tre problemi, come ci spiega Filippo Selvatici, studente di IV C: «I problemi da risolvere alle Olimpiadi di informatica sono basati su un testo dal contenuto abbastanza divertente, che spesso ha per protagonisti Mojito e Chupito, rispettivamente il cane ed il gatto di Monica, organizzatrice delle Olimpiadi, ma la loro soluzione non è per niente facile e bisogna conoscere molte tecniche e avere un’ottima capacità logica; per esempio, la conoscenza dei grafi, che serviva per risolvere il problema “attenti all’incendio” in cui il gatto Mojito doveva andare dall’albergo alla scuola dove si faceva la gara attraversando una griglia, in cui le celle si incendiavano e trasmettevano l’incendio alle celle vicine, partendo il più tardi possibile. Oppure “circuiti bruciati” che chiedeva di riparare il server che serviva per la gara, riprogettando i circuiti da sostituire e facendo in modo che le funzioni logiche svolgessero correttamente i loro calcoli».

Il bottino della gara, come spesso accade per gli studenti dell’Alberghetti, è stato buono: «La gara è andata bene e ci siamo anche divertiti, Michael ha vinto una medaglia d’oro, io una d’argento – continua Filippo – Eugenio si è piazzato bene e ha mancato di poco il bronzo. La medaglia d’oro ottenuta da Michael gli ha permesso di partecipare al Romanian Master of Informatics, che si sta svolgendo proprio in questi giorni a Bucarest, in Romania, infatti non è qui con noi, tornerà lunedì (lo scorso lunedì 15 per chi legge, ndr)».

A Bucarest Michael Chelli si è piazzato terzo tra gli italiani, ma ben lontano dal podio, appannaggio di studenti dell’Europa orientale, in massima parte russi, bulgari e romeni.

La ricchezza del medagliere alle Olimpiadi di informatica non nasce per caso, ma è frutto di un progetto formativo nato vari anni fa, portato avanti dal professor Antonio Di Girolamo e condotto da quest’anno, dopo che Di Girolamo è stato trasferito all’Aldini Valeriani di Bologna, dalle tre insegnanti di informatica dell’Alberghetti, Francesca Larotonda, Alessia Ranzi e Chiara Bergamaschi, che ha assunto il ruolo di coordinatrice. (fa.ti.)

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Nella foto i tre partecipanti alla gara di Campobasso: Michael Chelli, Filippo Selvatici, Eugenio Tampieri

L'istituto Alberghetti brilla alle Olimpiadi italiane di informatica: tre studenti in finale e due medaglie vinte
Politica 21 Ottobre 2018

MERCATO STRAORDINARIO

per il «Mercato di ottobre», in centro storico dalle 8 alle 20 le tradizionali bancarelle del mercato del lunedì mattina, distribuzione gratuita (alle ore 15.30) di pasta e fagioli, negozi aperti per tutta la giornata.

Castel San Pietro

Cronaca 19 Ottobre 2018

Raccolta rifiuti: nuovi cassonetti collocati anche a Casola Canina, ma non c'è posto per tutti

Non è passata inosservata la comparsa di nuovi cassonetti per la raccolta dei rifiuti nella frazione imolese di Casola Canina, zona che era ancora servita dai vecchi contenitori stante la carenza di spazi adatti ad ospitare un’intera isola ecologica di base che, com’è noto, è composta da bidone per l’umido, campana per il vetro, cassonetto per l’indifferenziato e contenitori dedicati rispettivamente a carta, plastica-lattine e sfalci-potature.

«I precedenti cassonetti – spiegano da Hera – erano stati oggetto di abbandono di rifiuti provenienti dalle zone esterne a Casola Canina. In seguito alle segnalazioni dei residenti, in un primo momento era stato aumentato il numero degli svuotamenti. Successivamente, per contrastare il fenomeno, si è preferito sostituire i precedenti cassonetti, nelle medesime postazioni, con quelli nuovi, adattandoli come numero allo spazio a disposizione».

In effetti, visti gli spazi ristretti, sono state apportate alcune modifiche. «I nuovi contenitori – precisano da Hera – non compongono delle isole ecologiche di base complete, tant’è che sono tuttora in corso valutazioni su uno spazio dove collocarli». Ad esempio, c’è un contenitore al posto della campana per il vetro e non è stato possibile collocare cassonetti per sfalci e potature (per questa tipologia di rifiuto è però a disposizione il servizio di ritiro gratuito a domicilio, attivabile chiamando il servizio clienti Hera all’800999500).  (gi.gi.)

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Nella foto i cassonetti nuovi a Casola Canina

Raccolta rifiuti: nuovi cassonetti collocati anche a Casola Canina, ma non c'è posto per tutti
Cronaca 19 Ottobre 2018

Censimento permanente, ecco come funziona e quali sono i comuni del territorio interessati nel 2018

Da ottobre ha preso il via il nuovo censimento permanente della popolazione e delle abitazioni, che da decennale diventa annuale. Un cambiamento funzionale a fornire informazioni utili per sapere valutare in tempo reale l’evoluzione dell’Italia.

Nel territorio metropolitano di Bologna il censimento 2018 riguarderà 26 comuni (sui 55 totali), di cui 16 saranno coinvolti anche nelle successive rilevazioni del 2019, 2020 e 2021. Per quanto riguarda il territorio a est di Bologna, saranno interessati per tutti e quattro gli anni, tra gli altri, i comuni di Imola, Castel San Pietro, Medicina e Ozzano dell’Emilia; invece Borgo Tossignano, Castel del Rio e Dozza lo saranno soltanto nel 2018, mentre Casalfiumanese, Fontanelice, Castel Guelfo e Mordano saranno interessati a loro volta da una delle rilevazioni calendarizzate nel 2019, nel 2020 e nel 2021. In questo modo, tra il 2018 e il 2021 tutti i Comuni saranno interessati, almeno una volta, dalle rilevazioni.

Il censimento si compone di due rilevazioni. Una rilevazione «areale», che a Imola – ad esempio – sarà condotta su un campione di 266 indirizzi; e poi una rilevazione per «lista», che a Imola coinvolgerà 639 famiglie. «Le famiglie da censire sono state estratte da Istat casualmente dall’elenco anagrafico delle famiglie residenti nel comune di Imola ed è previsto l’obbligo di risposta», spiegano dall’ufficio comunale di Censimento.

La rilevazione areale è già in corso. In ogni numero civico compreso nel campione è stata affissa a inizio ottobre una locandina o inserita una lettera nelle buchette per avvisare le famiglie del condominio dell’arrivo del rilevatore (che sarà munito di cartellino identificativo) per il censimento. In questi giorni i rilevatori hanno cominciato a suonare ai campanelli delle famiglie che risiedono agli indirizzi prescelti per intervistarle, mentre la rilevazione per lista a Imola coinvolgerà 639 famiglie, che si muoveranno in maniera autonoma poiché dovranno rispondere ad un questionario online.

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Nella foto la piantina del territorio metropolitano con indicati i comuni in cui si effettuerà il censimento

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