Cronaca

Cronaca 15 Aprile 2019

Le temperature non si alzano, a Imola accensione degli impianti di riscaldamento prorogata fino al 27 aprile

Feste pasquali con il riscaldamento acceso per i cittadini imolesi. Poiché infatti le temperature di questo fresco aprile non accennano ad alzarsi, l”Amministrazione comunale ha deciso di prorogare l”accensione degli impianti fino al 27 aprile 2019 compreso. L”ordinanza firmata dalla sindaca Manuela Sangiorgi prescrive tuttavia che la durata giornaliera dell’accensione «non deve essere superiore alla metà di quella consentita a pieno regime»: in sostanza i termosifoni dovranno essere accesi per un massimo di 7 ore giornaliere, comprese tra le 5 e le 23 di ciascun giorno, anche frazionate in due o più periodi.

«Sono pervenute segnalazioni – prosegue l”ordinanza – da parte di cittadini imolesi, in particolare anziani, che, viste le condizioni atmosferiche e considerato il protrarsi della rigidità del clima, lamentano disagio nelle ore più fredde della giornata, considerato anche che diversi sistemi edificio/impianti non sempre consentono di ottenere temperature operanti che garantiscano comfort climatico». Il provvedimento aggiunge inoltre, motivando ulteriormente la decisione presa, che «l”obiettivo primario è tutelare la salute delle fasce più deboli della cittadinanza quali anziani, bambini piccoli e persone in condizioni precarie di salute».

Tuttavia, l’ordinanza invita i cittadini a «limitare l’accensione nelle ore più fredde, ricordando l’obbligo di legge di non superare la temperatura di 18 gradi centigradi più 2 di tolleranza per gli edifici rientranti nella categoria E.8 (edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili) e di 20 gradi centigradi più 2 di tolleranza per tutti gli altri edifici. (r.cr.)

Le temperature non si alzano, a Imola accensione degli impianti di riscaldamento prorogata fino al 27 aprile
Cronaca 15 Aprile 2019

Tempi certi per il completamento della Trasversale di pianura, entro ottobre il piano di fattibilità

Confermata la tabella di marcia per il completamento della Trasversale di pianura o provinciale 3 tra Budrio e Villa Fontana di Medicina. La Città metropolitana di Bologna nei giorni scorsi ha approvato lo schema di convenzione con la Regione Emilia Romagna, il cui obiettivo è arrivare ad un piano di fattibilità entro il mese di ottobre; hanno votato a favore Pd e Rete Civica, mentre Uniti per l’Alternativa e Movimento 5 Stelle si sono astenuti.

La convenzione prevede che la Regione copra la quasi totalità dei costi per la progettazione tecnico-economica e lo studio ambientale preliminare, ovvero 150 mila euro su 160 mila. La Città metropolitana opererà come soggetto attuatore con personale interno, per una quota di 10 mila euro. I tempi sono quelli annunciati da tempo: entro il 30 settembre la presentazione degli elaborati del progetto di fattibilità ed entro il 31 ottobre lo studio ambientale e consegna degli elaborati alla Regione. Si concretizza così l’impegno preso dall’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, con Medicina e Budrio. Il tratto mancante sono 4-5 chilometri tra la frazione medicinese (rotonda di via Fasanina) e la località budriese Olmo, non a caso la strada in quel punto si chiama via dell’Olmo.

Soddisfatto Matteo Montanari, vicesindaco di Medicina, che rivendica il lavoro per ottenere questo risultato: «In questi anni i Comuni, in particolare Medicina, hanno pressato la Regione affinché quest’opera venisse inserita nella programmazione. Per noi si tratta di un collegamento fondamentale e lo si vede bene in questo periodo di blocco del passante di Bologna, in cui il traffico è aumentato notevolmente». Medicina ha chiesto che nel progetto di fattibilità sia compreso anche un collegamento tra la zona artigianale di Fossatone e la Trasversale che «come valore aggiunto e spostare traffico dalla San Vitale». La Trasversale, da un lato collega con Bologna e l’interporto e dall’altro con la Romagna, inoltre c’è il raccordo con la San Carlo nuova, che riporta verso lo svincolo con il casello dell’A14 di Castel San Pietro, una viabilità più rapida e adeguata ai mezzi pesanti. «Ci hanno garantito che nella progettazione verrà tenuto conto anche del collegamento con la nostra zona artigianale, poi si vedrà quanti soldi ci saranno a disposizione per l’inserimento nel piano delle opere – aggiunge pragmatico -. Spero che si possa lavorare per allargare l’esistente, vorrà dire risparmiare tempo, denaro e suolo». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile 

Tempi certi per il completamento della Trasversale di pianura, entro ottobre il piano di fattibilità
Cronaca 14 Aprile 2019

Il 15 aprile la presentazione del libro di Emilio Prantoni su Lucano, pittore imolese del Cinquecento

L’associazione culturale San Macario e l’associazione Benvenuto da Imola organizzano una serie di incontri culturali. L’appuntamento in programma lunedì 15 aprile, alle ore 20.45, presso la sala delle conferenze della Pia unione dei 72 nobili, in via Mameli 12, è “Lucano: un pittore imolese cinquecentesco sconosciuto in patria”, a cura di Emilio Prantoni, autore del libro “Lucano da Imola Pittore, detto Gaggio – Bergomi Habitator (sec. XV-XVI)”, pubblicato da Bacchilega Editore, che è l’opera più completa su questo argomento.

Prantoni, dopo lunghe e accurate ricerche, ha messo ordine e fatto chiarezza sulla vita e sulle opere di questo pittore (che si autodefiniva Bergomi Habitator). I suoi studi hanno confermato che Lucano era originario di Imola, anzi di Gaggio nella valle del Santerno, e all’inizio della carriera ha lavorato nel nostro territorio. La sua fortuna artistica, però, è data dai numerosi lavori eseguiti nel bergamasco, su commissione delle congregazioni ecclesiastiche e delle famiglie nobili del luogo.

Lucano lavorò a Bergamo e dintorni per oltre un trentennio e a noi sono giunti soprattutto degli affreschi, in vario stato di conservazione. Prantoni ha studiato la vita di Lucano in modo approfondito, così come ha esaminato accuratamente tutte le opere note dell’artista, dal coro ligneo agli affreschi, dal crocifisso in San Cassiano a Imola alle grandi pale d’altare. Nel libro da lui pubblicato ogni descrizione è corredata da numerose immagini, sia d’insieme che dettagli, che permettono di analizzare lo stile dell’artista. (r.cr.)

Il 15 aprile la presentazione del libro di Emilio Prantoni su Lucano, pittore imolese del Cinquecento
Cronaca 13 Aprile 2019

Anna Lettieri si aggiudica il primo premio del concorso intitolato alla collaboratrice di «sabato sera» Silvia Lucchese

E’ Anna Lettieri la vincitrice della ventitreesima edizione del concorso «Silvia Lucchese», iniziativa nata per onorare la memoria di Silvia Lucchese, stimata collaboratrice del settimanale «sabato sera» scomparsa il 4 aprile 1996: si tratta di un concorso riservato agli alunni e alle alunne delle classi terze della scuola secondaria di primo grado statale «Fratelli Pizzigotti» di Castel San Pietro Terme, scuola che partecipa quindi all’organizzazione dell’iniziativa insieme al Comune e al nostro settimanale.

Per concorrere, gli studenti devono presentare un elaborato consistente in un’intervista. Quest’anno, gli intervistati sono stati gli alunni stessi, che hanno risposto a una serie di domande sulla loro vita, «giocando» in una doppia veste: quella dell’intervistatore, che introduce brevemente la situazione, e quella dell’intervistato. Il tema scelto dagli organizzatori era Il luogo in cui vivo, con particolare attenzione al punto di vista degli adolescenti. Anna, che studia nella 3ªG, ha convinto con il suo lavoro (sincero, interessante e ben costruito) una giuria formata da Elena Urso, insegnante della scuola «Pizzigotti», Francesca Farolfi, assessore alla Scuola del Comune di Castel San Pietro, Stefania Freddi, redat-tore di sabato sera, Angela Marcheselli, giornalista, e Corrado Peli, scrittore. La ragazza si è aggiudicata un assegno del valore di 650 euro. Tra tutti gli elaborati giunti al concorso ne sono poi stati segnalati altri tre ritenuti particolarmente meritevoli: quello di Cecilia Menetti, della 3ªA, di Carolina Graziani, della 3ªC, e di Vittoria Gani della 3ªD. (r.cr.)

Nella foto il momento finale della premiazione del concorso

Anna Lettieri si aggiudica il primo premio del concorso intitolato alla collaboratrice di «sabato sera» Silvia Lucchese
Cronaca 12 Aprile 2019

Dozza apripista nazionale del progetto “BuyBorghi': è già online il portale con tutte le informazioni per cittadini e turisti

Presentazione ufficiale oggi a Imola, nell”ambito dell”evento “InTour – Innovative Tourism”, promosso dal Gruppo bancario cooperativo Iccrea, in collaborazione con l”associazione “I Borghi più belli d”Italia”, il Consorzio Ecce Italia e la Bcc Ravennate Forlivese e Imolese, del progetto “BuyBorghi”, che vede Dozza come apripista nazionale, con una piattaforma digitale appositamente creata che è online da oggi.

Tra i partner del progetto, che si avvale anche della collaborazione con l’Università di Bologna, l’azienda “Imola Informatica”, fondata oltre 30 anni fa da Claudio Bergamini, che nella sala Briefing dell’autodromo ha raccontato genesi e obiettivi dell’operazione. In sostanza, si è preso spunto dalle esperienze dei “local wiki”, molto diffusi negli Stati Uniti, per realizzare una piattaforma pensata per mettere in rete tutto ciò che si trova su un territorio, in questo caso Dozza: luoghi, aziende, attività culturali, eventi, alberghi e ristoranti. Uno strumento che serve per promuovere (e quindi “vendere”) meglio il territorio, ma utile in pratica a diverse categorie di utenti: agli operatori economici consente infatti di entrare a far parte di un sistema che fornisce maggiore visibilità sulla rete di quanta non possano averne le singole attività, mentre ai cittadini, abitanti del posto o turisti, dà la possibilità di accedere a tutte le informazioni utili, che siano eventi o strutture ricettive, attraverso un unico punto di accesso.

Applicato ai Borghi più belli d’Italia, il progetto avrà il vantaggio di offrire una piattaforma valida per tutti i borghi, permettendo agli utenti di iscriversi una sola volta per avere a disposizione poi gli stessi servizi in ogni altro luogo del sistema, dando però a ciascuno un “local wiki” in cui gli operatori del territorio possono promuoversi inserendo informazioni sulla propria attività. Un’esperienza simile è già in verità in atto da qualche anno a Imola. Si tratta di “ImolaInRete”, la piattaforma creata proprio da Imola Informatica e gestita da un’apposita società, LocalFocus, di cui l’azienda fondata da Bergamini è azionista. «In sostanza, il nostro è uno strumento per mantenere il possesso dei dati a livello locale e non regalarli ai colossi tipo Amazon, Booking e così via», sintetizza lo stesso Bergamini.

Intanto, per tornare a “BuyBorghi”, è già possibile connettersi al portale di Dozza nel quale, attraverso un motore di ricerca, si può accedere ad una vasta serie di informazioni. Naturalmente la piattaforma avrà bisogno di qualche mese per andare a regime, il tempo di caricare i dati relativi a tutte le categorie sopra elencate. Ma per il sindaco Luca Albertazzi essere capofila del progetto è già motivo di soddisfazione: «E’ una cosa gestita dal club dei borghi, quindi di portata nazionale – afferma -, per noi è un vanto. Sentivamo da un po’ di tempo il bisogno di avere un luogo virtuale dove tutte le informazioni potessero integrarsi, questo progetto cade a fagiolo e non solo per i turisti: mi capita spesso infatti di sentire cittadini che non sapevano di un evento o di un servizio. Si tratta di uno strumento che serve sia ai privati che agli enti pubblici». (mi.ta.)

Link al portale di Dozza: http://www.buyborghi.it/wiki/Pagina_principale

Nella foto in alto Claudio Bergamini illustra il progetto “BuyBorghi”, sotto la presentazione del portale su Dozza e la pagina come appare su internet

Dozza apripista nazionale del progetto “BuyBorghi': è già online il portale con tutte le informazioni per cittadini e turisti
Cronaca 12 Aprile 2019

Rischia di sparire la stanza dei cimeli di Luciano Pezzi nella torre Mercatone Uno

«C’è un filo rosso che lega Coppi, Gimondi e Pantani, a reggerlo è Luciano Pezzi, che tesse la sua tela di grande direttore sportivo con l’acume che aveva già in corsa e con la passione che gli proviene dal cuore. Verrebbe quasi voglia di dire che Luciano Pezzi i campioni li fa diventare leggenda, Re Mida di un ciclismo che ha percorso pedalando senza smettere mai».

Lo abbiamo raccontato nel 2009 in 128 pagine con il libro «La bicicletta sul Muro» (Bacchilega Editore), dedicato al ciclismo a Dozza. E sicuramente Luciano Pezzi e Romano Cenni di pagine, nella storia del ciclismo italiano e mondiale, ne hanno scritte molte di più. Nato nel 1921, Luciano Pezzi fu un ottimo ciclista professionista a partire dal 1948, a 27 anni: prima la bicicletta lo aveva riportato a casa dal fronte, l’8 settembre 1943, dopo essere stato partigiano al fianco di Arrigo Boldrini, il comandante Bulow.

Fu poi il miglior gregario al servizio di Fausto Coppi, che si fidava ciecamente di lui, ma comunque capace di vittorie individuali (Pezzi trionfò in una tappa al Tour de France nel 1955). Empatico com’era, il futuro da direttore sportivo era scritto nel suo destino: e così accompagnò Felice Gimondi nei suoi trionfi in maglia Salvarani negli anni Sessanta, poi insieme a Romano Cenni, da presidente del team professionistico Mercatone Uno, fu l’artefice della rinascita sportiva di Pantani. A fine 1995 Marco da Cesenatico era un talento di 25 anni, già sul podio al Giro, al Tour e al Mondiale, ma scendendo dal Colle Superga alla Milano-Torino venne centrato da un’auto contromano: gambe massacrate e un anno di stop. Nessuno era mai tornato competitivo con così tante ossa rotte in carriera, ma Pezzi e Cenni erano certi che quel romagnolo potesse ancora vincere. Nel 1998 Pantani vinse il Giro d’Italia e, due mesi dopo, il Tour de France. Pezzi se ne andò a giugno, tra un trionfo e l’altro. Lo stesso anno nacque la Fondazione Luciano Pezzi, su iniziativa del figlio Fausto (proprio così, come Coppi) per mettere a disposizione di tutti gli appassionati di ciclismo una serie di cimeli conservati da Luciano nel corso di una carriera lunga esattamente 50 anni, dal ’48 al ’98.

«Nel 2002, poco dopo l’inaugurazione della nuova torre direzionale Mercatone Uno in via Molino Rosso – ricorda oggi Fausto Pezzi -, Romano Cenni mi fece la proposta di allestire una stanza, al primo piano della torre, con i ricordi conservati da mio padre. Qualcosa che ricordasse la figura di Luciano, legato a lui da una profonda amicizia, e che ripercorresse anche l’attività di Cenni nel ciclismo con i team Germanvox, attivo negli anni Sessanta con Vito Taccone e Ole Ritter, e Mercatone Uno negli anni Novanta con Cipollini, Bartoli e tanti altri, oltre a Pantani». La collezione di cimeli fu così affidata a titolo di comodato d’uso temporaneo dalla Fondazione Luciano Pezzi a Mercatone Uno. Un accordo sancito da una scrittura privata.

Quel documento è ancora in mano a Fausto, ma non è stato ritenuto sufficiente per attribuire la proprietà alla Fondazione Pezzi. E non è bastato nemmeno disporre della disponibilità degli atleti stessi a testimoniare il fatto di aver effettivamente donato i propri oggetti o trofei proprio a Pezzi e alla Fondazione. Così, oggi, i ricordi di Luciano sono stati acclusi tra quelli che potrebbero essere messi all’asta per pagare i creditori. (ma.ma.)

Altri particolari nell”articolo completo su “sabato sera” dell”11 aprile 2019.

Nella foto: Luciano Pezzi, scomparso nel giugno 1998, con Marco Pantani

Rischia di sparire la stanza dei cimeli di Luciano Pezzi nella torre Mercatone Uno
Cronaca 12 Aprile 2019

Il nuovo gestore del bar Renzo racconta i suoi progetti: «Un locale per famiglie che funzioni tutto l'anno»

«Il nostro obiettivo è creare un’attività prevalentemente giornaliera frequentata dalle famiglie e speriamo di poter aprire per fine aprile. Ci sarebbe piaciuto fare prima i lavori ma ci sono eventi importanti in autodromo e non possiamo perderli». Luca Gardenghi è il vincitore della gara per la concessione del bar Renzo, noto locale e baracchina in via Romeo Galli di proprietà comunale. L’aggiudicazione è avvenuta nei giorni scorsi ma ha ottenuto un punteggio talmente alto da superare la soglia ritenuta «anomala» tanto da richiedere ulteriori «giustificazioni». Poi, l’aggiudicazione sarà definitiva.

Gardenghi sta compilando i documenti richiesti ma dovrebbe trattarsi di un proforma dopo che l’offerta economica e quella tecnica hanno superato il vaglio della commissione giudicatrice di Area Blu, la società in house che gestisce il patrimonio pubblico di Imola. Gardenghi ha sbaragliato gli altri due concorrenti (Inerio Marongiu della pizzeria Derby e B&S di Fabio Vasile e Camilla snc del bar Giratempo) offrendo un canone annuo di 40.600 euro contro i 30 mila della base d’asta e un business plan che prevede investimenti per almeno 130 mila euro. «Ci tenevo molto ad aggiudicarmelo e sapevo che “avevo contro” anche altra “gente forte”. Con mia moglie Elena Simoni, che collabora nella nostra società vorremmo fare un’attività con un po’ di ristorazione a mezzogiorno e una pizzeria, che funzioni tutto l’anno – racconta -. Quindi ampliare un po’ i giochi per bambini nell’area di parco di cui dovrò occuparmi del taglio dell’erba, come richiesto dal bando, e qui vorremmo installare un piccolo chioschetto gelateria e frutteria, una struttura non fissa legata ad un fornitore di gelati. Abbiamo due bambini e mi rendo conto che le attività per le famiglie funzionano e ci permetteranno di sfruttare al meglio l’opportunità del parco».

Attualmente la struttura contempla circa 90 metri quadrati di locale più 42 di cucina e 47 di magazzino, quasi 900 di spazio esterno antistante e il grande riquadro verde verso lo stadio. «Il bando permetteva di ampliare un po’ l’edificio e noi vorremmo appunto ingrandire un po’ la cucina e installare una pergola bioclimatica alla facciata centrale, in vetro apribile, per poterla utilizzare anche d’inverno. Queste migliorie non prevedono indennizzo – precisa -, però facendo almeno 50 mila euro di lavori abbiamo ottenuto, come previsto nel bando, una concessione immediata di 9 anni invece di 6 rinnovabile per altri 6».

Complessivamente il gestore potrà trasformare o ristrutturare l’immobile e pure ingrandirlo per un massimo di 40 metri quadrati di superficie utile. Impegno non da poco ma Gardenghi non improvvisa, attualmente con la moglie si occupa della gestione dei bar della Bocciofila di Imola e del Nuova Europa di Faenza, inoltre hanno avviato il negozio Cannabis Store Amsterdam di Imola e quello di Rimini; attualmente hanno una decina di dipendenti e altrettanti calcola gliene occorreranno per la nuova attività. «In realtà pensiamo di dare in gestione qualcosa e dedicarci prevalentemente al nuovo locale. Il nostro è un progetto sociale, con l’impegno di collaborare con Comune e associazioni per eventi o iniziative». (l.a.) 

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Il nuovo gestore del bar Renzo racconta i suoi progetti: «Un locale per famiglie che funzioni tutto l'anno»
Cronaca 12 Aprile 2019

Autodromo, divisioni in Giunta su rumore e giornate extra in deroga? L'Amministrazione: «Solo confronto democratico»

Da quasi 50 anni l’autodromo di Imola deve fare i conti col rombo dei motori. Un’assurdità, a pensarci bene, perché trattandosi di un impianto per sua natura dedicato agli sport motoristici, e dunque per loro natura rumorosi, i suoni che provengono da lì dentro dovrebbero esser considerati la normalità. Basterebbe quindi una semplice presa d’atto per evitare di mettere in moto azioni finalizzate a contrastarne l’attività in nome di un silenzio impossibile da ottenere (a meno che non si intenda chiudere l’impianto) e di litigare continuamente sul numero delle giornate di utilizzo e sui decibel rilevati da un singolo fonometro, il numero 7, situato in via dei Colli, fra la variante alta e l’inizio della discesa che porta alla curva della Rivazza. «Una postazione sovrastimata, che va esclusa dalle rilevazioni se non si vuole compromettere il bilancio dell’autodromo», afferma categorico Uberto Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, la società che gestisce la struttura.

E a questo punto viene naturale domandarsi: ma può il futuro di un autodromo (e alla lunga la sua stessa esistenza) dipendere da un solo fonometro? Che poco tempo fa pare abbia addirittura rilevato uno sforamento in occasione del passaggio di un gruppo di ciclisti amatoriali allegramente vocianti! E intanto la querelle prosegue, di volta in volta rinfocolata da decisioni, come quella assunta l’altra settimana della Giunta comunale di piazza Matteotti, di bocciare 5 deroghe extra per svolgere attività commerciali chieste da Formula Imola per il mese di aprile, e già precedentemente approvate dal Consorzio Ami. Giornate importanti, considerando che non svolgerle significa rinunciare ad introitare oltre 100 mila euro.

E stando così le cose, far quadrare il bilancio diventa oltremodo difficile. Tanto più difficile se si pensa che gli autodromi di Misano e del Mugello (il quale recentemente si è visto dare ragione dai giudici in una vertenza con alcuni proprietari di abitazioni limitrofe) arrivano a svolgere attività per 250 giornate all’anno, contro le circa 150 (quando va bene) di Imola. «E ci è stata cancellata dal calendario pure una gara, la 12 Ore che avevamo programmato per giugno», precisa Selvatico Estense, che minaccia azioni legali se non otterrà tutela nella gestione dell’Enzo e Dino Ferrari.

Ma sono le giornate in deroga il terreno dove si consuma l’ormai quotidiana battaglia fra la gestione dell’autodromo e l’Amministrazione comunale. E se i rapporti ultimamente sembrano più distesi con la sindaca Manuela Sangiorgi (i due si sono incontrati, salutati cordialmente e hanno dialogato all’autodromo sia lunedì, alla presentazione della 200 Miglia Revival, che martedì, in occasione dell’inaugurazione del Museo multimediale e della mostra dedicata ad Ayrton Senna), nel mirino di Selvatico Estense resta l’assessore allo Sport, Maurizio Lelli (peraltro pure lui incontrato martedì all’inaugurazione della mostra su Senna), accusato dal presidente di Formula Imola di essere portatore di un conflitto di interessi, avendo in passato fatto parte del Comitato autodromo e sostenuto azioni contro Formula Imola.

Secondo Selvatico Estense talune decisioni dell’assessore non sarebbero state condivise con la sindaca (la quale «intende sostenere la continuità aziendale dell’autodromo») facendo così sorgere tensioni nella Giunta. Tensioni negate dall’Amministrazione con un comunicato stampa, pur ammettendo «l’esistenza di un confronto democratico fra i componenti, finalizzato a trovare la soluzione migliore ad una situazione importante quanto delicata, considerando che si sta parlando di posti di lavoro, di sport, di cultura, oltre che si storia e prestigio». Due cose, queste ultime, che non mancano di certo all’autodromo imolese. Ed è positivo che nelle stanze del potere di tanto in tanto qualcuno lo rammenti. (a.d.p.)

Nella foto la sindaca Sangiorgi all”inaugurazione del Museo accanto alla Williams del 1994, l”ultima auto guidata da Ayrton Senna

Autodromo, divisioni in Giunta su rumore e giornate extra in deroga? L'Amministrazione: «Solo confronto democratico»
Cronaca 12 Aprile 2019

La quarta corsia è ancora bloccata al Ministero, ma la Regione apre al confronto sul nuovo progetto di “bretella'

La Regione Emilia Romagna chiede al ministero dei Trasporti di sbloccare quanto prima il progetto di ampliamento alla quarta corsia dell’A14 e le opere connesse, fra cui la bretella di completamento dell’asse attrezzato nord-sud di Imola e le altre opere del nodo imolese. Propone inoltre una valutazione costi-benefici rispetto alla richiesta mossa dall’amministrazione imolese di rimodulazione del progetto. In un comunicato stampa diffuso lo scorso 5 aprile la Regione fa così il punto sulla bretella, su cui, spiega la nota, «il Comune intende procedere entro il 2023».

«L’intervento – puntualizza la Regione – è stato finanziato dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 (nell’ambito del Patto per la Città metropolitana di Bologna) per tre milioni di euro. Il Comune, da parte sua, è al lavoro a un progetto che consenta di ridurre i costi del completamento dell’asse attrezzato, destinando così i risparmi ad altre opere di collegamento al sistema autostradale, previa approvazione da parte del ministero dei Trasporti, della Regione e di Autostrade per l’Italia». La Regione conferma «la piena disponibilità a un tavolo di confronto con società Autostrade e Comune di Imola per valutare la proposta, ferma restando l’esigenza che ciò non comporti un rallentamento rispetto ai restanti impegni di Autostrade per l’Italia a favore del territorio e che tale revisione progettuale sia oggetto di confronto e analisi fra Regione, Autostrade per l’Italia e Comune di Imola, con un’analisi costi-benefici che valuti l’impatto sul territorio e l’efficacia trasportistica».

Il nodo e le opere complementari di viabilità legate all’ampliamento della quarta corsia sono stati condivisi nel 2017 con un accordo tra Comune di Imola, ministero dei Trasporti, società Autostrade e Regione. «La realizzazione delle opere, finanziate con 18 milioni di euro da parte di società Autostrade e tre milioni di euro da parte del Fondo sviluppo e coesione, è strettamente legata al progetto di ampliamento della quarta corsia dell’A14, tra ponte Rizzoli e la diramazione per Ravenna. Ad oggi, il progetto esecutivo della quarta corsia dell’A14 fra San Lazzaro e la diramazione per Ravenna, di cui la “bretella” è un’opera accessoria, è ancora in attesa del via libera da parte del ministero dei Trasporti. Attualmente senza il progetto esecutivo approvato, l’accordo firmato alla presenza dell’ex ministro Graziano Delrio nel 2017 non è operativo». (r.cr.)

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La quarta corsia è ancora bloccata al Ministero, ma la Regione apre al confronto sul nuovo progetto di “bretella'
Cronaca 12 Aprile 2019

Il progetto della “bretellina' presentato alla Città metropolitana, ma mancano ancora i dati sul traffico

La bretella sarà completata? Se sì, quando e come? Che idee ha l’Amministrazione comunale? Se lo chiedono in molti, primi fra tutti i cittadini del comitato “Strade future” e le oltre 3 mila persone che hanno aderito alla loro raccolta firme, basata sulla richiesta di completamento in base al progetto originario. La consegna ufficiale delle firme alla sindaca Manuela Sangiorgi, nonostante i ripetuti tentativi, non è ancora avvenuta. Per il comitato è stato invece più semplice incontrare il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a cui il 2 aprile è stata portata copia delle firme. In questa occasione gli è stato anche chiesto a che punto sono gli accordi tra ministero delle Infrastrutture e Società Autostrade, che, lo ricordiamo, a margine del completamento della quarta corsia ha formalizzato lo stanziamento per Imola di 18 milioni di euro, 13 dei quali per il completamento della bretella e 5 per lavori di adeguamento viario su altre strade cittadine.

Il primo incontro tra il comitato e l’assessore allo Sviluppo sostenibile Massimiliano Minorchio è avvenuto il giorno seguente, 3 aprile, in occasione della Commissione consigliare sulla bretella, richiesta a inizio ottobre dai consiglieri comunali Pd e Imola guarda avanti. Al comitato è stato concesso di esporre le proprie istanze, senza però poter fare domande dirette. Un segnale di apertura che il portavoce, Mirco Griguoli, non ha mancato di apprezzare. Accompagnato da una ventina di persone del comitato, ha quindi colto l’occasione per sentire direttamente dall’assessore quali sono le intenzioni dell’Amministrazione comunale. E qualche novità, in effetti, è emersa. «Il completamento dell’asse nord-sud è necessario – ha esordito Minorchio -. Quest’opera non è mai stata messa in dubbio. Ma altra cosa è capire come deve essere realizzata».

C’è un progetto alternativo, presentato in via ufficiale in Città metropolitana nei giorni scorsi che nessuno, a parte assessore e tecnici del Comune, ha ancora avuto modo di vedere. Un progetto funzionale a ottenere il co-finanziamento, in aggiunta a quello ancora solo sulla carta di Società Autostrade, di 3 milioni di euro messo a disposizione proprio per la bretella dalla Città metropolitana e derivante dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, che ha inserito questo intervento tra le linee strategiche per la mobilità metropolitana. «Il quadro economico presentato in Città metropolitana nei giorni scorsi – ha anticipato Minorchio – prevede di realizzare l’ultimo tratto in due stralci. Il primo da 3 milioni di euro, il secondo da 6 milioni. Il primo stralcio prevede la realizzazione di due rotonde, una su via Salvo d’Acquisto e una su via Punta. Con il secondo stralcio, invece, si realizzerà la strada che le collega».

Strada che non sarà a raso, ma in trincea di 2 metri e mezzo, con due «montagne laterali» di due metri e mezzo ciascuna, realizzate con la terra di scavo. «Una soluzione che – ha spiegato l’assessore – eviterebbe il problema di portare via 160 mila tonnellate di materiale con 7.500 camion e che avrebbe anche la funzione di barriera acustica». La strada avrà inoltre una sola corsia per senso di marcia. Una bretellina, insomma, all’insegna del ridotto impatto ambientale e del risparmio, poiché il costo dell’opera scenderebbe in questo modo da 14 a 9 milioni di euro. Un’opera che, però, suscita perplessità sulla sua efficacia e che creerà una evidente frattura tra due zone dello stesso quartiere.

Nel corso della seduta sono emerse anche alcune incongruenze. Ad esempio, sui fondi di Società Autostrade: «Non sono disponibili al momento – ha dichiarato l’assessore Minorchio -. Dopo il crollo del ponte Morandi, il progetto esecutivo della quarta corsia è bloccato al ministero delle Infrastrutture e non è ancora stato approvato». I fondi, però, sono già stati inseriti nel bilancio comunale per il 2020. La valutazione di impatto ambientale (Via) collegata al progetto originario risale al 2003 e quindi non è più aggiornata. Quella valutazione conteneva anche delle prescrizioni: riduzione delle carreggiate e della capacità complessiva del tracciato, rotatorie a raso. Di quelle prescrizioni tiene conto il nuovo progetto presentato in Città metropolitana, ha affermato l’assessore. «Se la valutazione non è più aggiornata – ha commentato la consigliera di Imola guarda avanti, Carmen Cappello – anche le prescrizioni sono decadute. Perché allora vengono prese a riferimento per il nuovo progetto?».

Infine, il giallo dei dati sul traffico, utili a capire che tipo di infrastruttura serve alla città e indicativi, sostiene l’assessore, «per valutare una versione ancora più soft dell’opera» con, ad esempio, «una rotonda a raso in Pedagna». Nella prima intervista rilasciata da Minorchio a «sabato sera» lo scorso agosto, aveva affermato che i dati sarebbero arrivati entro ferragosto. Termine che a fine novembre era slittato a inizio gennaio, quando doveva essere pronto anche lo studio di fattibilità. In commissione, l’ennesimo rinvio: i dati saranno pronti «entro un mese». E ha invitato il comitato alla prossima commissione che verrà indetta con i dati alla mano.

Area Blu attende la relazione dal consulente esterno, Alfredo Drufuca. Il quale, interpellato da «sabato sera»  in merito al termine ultimo di presentazione dei dati ci ha rinviato ad Area Blu. «In realtà – ci ha detto – si tratta di aggiornare dati già esistenti e non di partire da zero». Come mai, quindi, questo continuo slittamento? (lo.mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» dell’11 aprile   

Nella foto l”assessore Minorchio e il portavoce del Comitato Griguoli durante la commissione consigliare

Il progetto della “bretellina' presentato alla Città metropolitana, ma mancano ancora i dati sul traffico

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